Flow gently, sweet Afton

ritratto di Robert BurnsThe small Afton river flowing in the valley of the same name in the green Ayrshire is famous throughout the world thanks to the song by Robert Burns. In a letter to his mistress Francis Dunlop, he praises the beauty of the river and its banks. In February 1785 Burns wrote to Mrs Dunlop “There is a small river, Afton, that falls into the Nith, near New Cumnock, which has some charming, wild, romantic scenery on its banks.” Sitting on a rock and in contemplation he wrote a poem only apparently dedicated to the river.
Il piccolo fiume Afton che scorre nella vale omonima nella verde Ayrshire è famoso in tutto il mondo grazie alla canzone di Robert Burns. In una lettera alla signora Francis Dunlop, sua mecenate, egli loda la bellezza del fiume e delle sue rive. Così le scrive il 5 febbraio 1789 “C’è un piccolo fiume, Afton, che scende nel Nith, vicino a New Cumnock, il quale ha uno scenario affascinante, selvaggio e romantico lungo le sue rive..” Seduto su una roccia e in contemplazione Burns scrisse una poesia solo apparentemente dedicata al fiume.

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AFTON WATER

Poetry flows as slow and placid as the Afton, but only apparently the river is the true subject of the poet’s attention, because in every stanza the verses go to the sweet Mary. According to what reported by the brother Gilbert Burn it is certainly Mary Campbell courted by Robert in 1786, probable year in which the song was written. 
La poesia  scorre lenta e placida come l’Afton, ma solo apparentemente il fiume è il vero soggetto dell’attenzione del poeta, perchè in ogni strofa i versi vanno alla dolce Mary.
Secondo quanto riferito dal fratello Gilbert Burn la fanciulla è certamente  Mary Campbell corteggiata da Robert nel 1786, probabile anno in cui la canzone è stata scritta.

The melody chosen by Robert Burns published in the Scots Musical Museum vol IV (1792) # 386 is attributed to Major William Logan of Ayrshire. In the first part of Thomson’s Select Scottish Airs (1793) the text is set to the tune ‘The Yellow-Hair’d Laddie’
La melodia scelta da Robert Burns  pubblicata  nello Scots Musical Museum vol IV (1792) #386 è attribuita al maggiore William Logan di Ayrshire. Nella prima raccolta delle “Select Scottish Airs” (1793) di Thomson il testo è abbinato alla melodia ‘The Yellow-Hair’d Laddie

FOLK VERSION

Nickel Creek in Nickel Creek 2000
(a very young Chris Thile and the bluegrass accents – who knows what Robbie would think? He would certainly have gone to court the violinist – Sara Watkins)
(un giovanissimo Chris Thile e gli accenti bluegrass -chissà cosa ne penserebbe Robbie? Sicuramente si sarebbe messo a fare la corte alla violinista – Sara Watkins)

Tony Cuffe in The Complete Songs of Robert Burns, vol. 1


I
Flow gently, sweet Afton(1)!
Amang thy green braes(2),
Flow gently, I’ll sing thee
a song in thy praise;
My Mary’s asleep by
thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
II
Thou stock-dove whose echo
resounds thro’ the glen,
Ye wild whistling blackbirds
in yon thorny den,
Thou green-crested lapwing
thy screaming forbear,
I charge you, disturb not
my slumbering Fair.
III
How lofty, sweet Afton,
thy neighbouring hills,
Far mark’d with the courses
of clear, winding rills(3);
There daily I wander
as noon rises high,
My flocks and my Mary’s
sweet cot(4) in my eye.
IV
How pleasant thy banks
and green valleys below,
Where, wild in the woodlands,
the primroses blow(5);
There oft, as mild Ev’ning
weeps(6) over the lea(7),
The sweet-scented birk(8)
shades my Mary and me.
V
Thy crystal stream, Afton,
how lovely it glides,
And winds by the cot(4) where
my Mary resides;
How wanton(9) thy waters
her snowy feet lave(10),
As, gathering sweet flowerets,
she stems(11) thy clear wave.
VI
Flow gently, sweet Afton,
amang thy green braes,
Flow gently, sweet river,
the theme of my lays(12);
My Mary’s asleep
by thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Scorri piano dolce Afton!
Tra le verdi rive,
scorri piano, ti canterò
una canzone in lode;
la mia Mary si è addormentata
al mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.
II
Tu colombella la cui eco
risuona nella valle,
voi merli selvatici che fischiettate
in quella valle di rovi,
tu pavoncella con la cresta verde
dal richiamo lamentoso,
io vi scongiuro di non disturbare
la mia bella addormentata!
III
Che elevate, dolce Afton,
le tue colline circostanti
in lontananza segnate dai percorsi
di chiari, ruscelli tortuosi
dove mi aggiro quotidianamente
appena il giorno sorge,
con le mie greggi e la dolce casetta
della mia Mary sotto gli occhi.
IV
Come piacevoli sono le tue rive
e le verdi vallate sottostanti,
dove, nei boschi silvani,
le primule fioriscono;
là spesso, mentre le lievi gocce
di umidità serale salgono sopra il prato
la betulla dal dolce profumo
ripara la mia Mary e me.
V
Il tuo corso argenteo, Afton
come scorre amabilmente
e rinfresca la casetta dove
la mia Mary risiede;
come liberamente le tue acque
tra i suoi piedi candidi fai scorrere
mentre, raccogliendo teneri fiorellini,
lei si oppone alla tua onda chiara
VI
Scorri piano dolce Afton
tra le verdi rive,
scorri piano, dolce fiume,
tema delle mie canzoni;
la mia Mary è addormentata
dal mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.

NOTE
1) The Afton is a small river in Scotland that flows lazily from Altwhat Hill (New Cumnock) for eight kilometers along the valley of the same name until it enters the Nith. The name Afton derives from the Celtic “afon” which simply means water, stream: afon (Welsh); Abhainn (Gaelic); abann (Old Irish); M. Aoun (cornico, breton); Abona (gallic) probably referring to an ancient water divinity, is also a woman’s proper name. Some derive the name from Abhainn Donn [brown water] but the waters of the river are not at all murky, much less at the time of Burns who describes them as “crystal clear waters” for their transparency!
L’Afton è un piccolo fiume della Scozia che scorre pigramente dall’Altwhat Hill (New Cumnock) per otto kilometri lungo la Valle omonima fino a immettersi nel Nith. Il nome Afton deriva dal celtico “afon” che significa semplicemente acqua, corso d’acqua: afon (gallese); Abhainn (gaelico); abann (Old Irish); M. Aoun (cornico, bretone); Abona (gallico) in riferimento probabilmente ad un’antica divinità delle acque, è anche nome proprio di donna. Alcuni fanno derivare il nome da Abhainn Donn [in italiano acqua marrone] ma le acque del fiume non sono per niente torbide, tanto meno ai tempi di Burns che le descrive come “acque cristalline” per la loro trasparenza!
2) braes=banks
3) rills=brooks
4) cot=cottage
5) blow=blossom
6) weeps=drops moisture
7) lea=meadow
8) birk=birch
9) wanton=freely
10) lave=wash, flow against
11) stems=resists
12) lays=songs

FAIRY TALE TUNES [MELODIE DA FIABA]

Two other melodies were specially composed on the song: one in 1855, by the Scotsman Alexander Hume (recorded in 1922 by the tenor Joseph Hislop); the other one by the American Jonathan E. Spilman in 1838; the song is also occasionally set to the “Away in a Manger” melody known as “Craddle song” or in medley with it in the Christmas lullaby compilations. The versions are decidedly classic and “old style” and seem to come from an animated film by Walter Disney of the 50s, and at any moment one expects to see a Snow White coming from the banks of the brook and warbling with the birds.
Ben altre due melodie vennero composte appositamente sulla canzone: una del 1855, dello scozzese Alexander Hume (registrata nel 1922 dal tenore Joseph Hislop); l’altra dell’americano Jonathan E. Spilman che la compose nel 1838; la canzone viene inoltre occasionalmente impostata sulla melodia “Away in a Manger” nota come “Craddle song” o in medley con essa nelle compilation di Christmas lullaby.
Le versioni sono decisamente classiche e “vecchio stile” e sembrano uscite da un film d’animazione Walter Disney degli anni 50, e da un momento all’altro ci si aspetta di veder sbucare dalle rive del ruscello una Biancaneve che gorgheggia con gli uccellini.

ALEXANDER HUME tune

Christy Lyn

Ken McKellar

JONATHAN E. SPILMAN tune

Jo Stafford

ALONG AFTON [LUNGO L’AFTON]

Definitely a good starting point for a walk along the Afton River following Newton Stewart’s footsteps
Sicuramente buon spunto per una camminata lungo il fiume Afton seguendo i passi di Newton Stewart vedi

LINK
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/pn_A/index.html
http://www.robertburns.plus.com/Stories6.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/StewartofStairMrsCatherined1818.818.shtml
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-386,-page-400-afton-water.aspx
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/burns_trail/afton.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11200
http://thesession.org/tunes/855

https://burnsc21.glasgow.ac.uk/afton-water-davina-pittock/

WILL YE GO TO THE INDIES, MY MARY

Parte Terza: HIGHLAND MARY

Robert_Burns_And_Highland_Mary_3La canzone fu scritta nel 1786 quando Robert Burns stava mediando di emigrare in Giamaica (allora Indie Occidentali). Il testo è in parte una reinterpretazione di una vecchia canzone scozzese ‘Will ye go to the Ewe Buchts, Marion’ dal quale è ripresa anche la melodia, ma sviluppato secondo la personale esperienza del poeta.

Il soggetto del testo è lo scambio delle promesse di fedeltà reciproca tra i due innamorati durante il loro matrimonio segreto, in cui al posto del prete viene chiamato a testimone il Cielo. Robert chiede a Mary di andare con lui nelle Indie, ma non conosciamo la risposta di Mary. La ragazza muore a 23 anni nel mese di ottobre (i maligni insinuano per il parto prematuro del frutto del loro amore).

Eppure così scrive Robert Burns nella lettere d'accompagnamento inviata a George Thomson per la pubblicazione della canzone(1792)
 'In my early years, when I was thinking of going to the West Indies, I took this farewell of a dear girl. It is quite trifling, & has nothing of the merit of “Ewebuchts”, but it will fill up this page. All my earlier love songs were the breathings of ardent passion; and though it might have been easy for me in aftertimes to have given them a polish, yet that polish to me, whose they were, and who alone cared for them, would have defaced the legend of my heart, which was so faithfully inscribed on them. Their uncouth simplicity was, as they say of wines, their race.'

ASCOLTA Alastair McDonald (il video è STUPENDO)


I
Will ye go to the Indies, my Mary,
And leave auld Scotia’s shore?
Will ye go to the Indies, my Mary,
Across th’ Atlantic roar?
II
O sweet grows the lime and the orange,
And the apple on the pine(1);
But a’ the charms o’ the Indies
Can never equal thine.
III
I hae sworn by the Heavens to my Mary,
I hae sworn by the Heavens to be true;
And sae may the Heavens forget me,
When I forget my vow!
IV
O plight me your faith, my Mary,
And plight me your lily-white hand;
O plight me your faith, my Mary,
Before I leave Scotia’s strand.
V
We hae plighted our troth(2), my Mary,
In mutual affection to join;
And curst be the cause that shall part us!
The hour and the moment o’ time!
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Vuoi andare nelle Indie, mia Mary
e lasciare le sponde della vecchia Scozia?
Vuoi andare nelle Indie, mia Mary
e attraversare i marosi dell’Atlantico?
II
Dolci crescono il lime e l’arancia
e la mela e l’ananas(1);
ma tutto il fascino delle Indie
non può mai eguagliare il tuo.
III
Ho fatto voto in nome del cielo alla mia Mary
ho fatto giuramento al cielo di essere fedele;
e possa il cielo dimenticarmi
se io dimenticherò il mio voto!
IV
Promettimi la tua fedeltà, mia Mary
promettimi la tua mano bianco-giglio
promettimi la tua fedeltà mia Mary
prima che io lasci la spiaggia della Scozia.
V
Ci siamo scambiati le promesse nunziali, mia Mary per unirci in matrimonio;
e maledetta sia la causa che ci dovesse separare!
L’ora è giunta!

NOTE
1) l’ananas è decisamente un frutto esotico nella Scozia settecentesca
2) il matrimonio “segreto” è stato reso pubblico nella canzone Highland lassie O 

FONTI
http://www.electricscotland.com/culture/features/singasang/indies.htm
http://www.ballinagree.freeservers.com/jamaica.html
http://www.electricscotland.com/history/other/135TheEweBuchts.pdf

MY HIGHLAND LASSIE, O

Nella primavera del 1784 Robert Burns inizia una relazione con Mary (o Margaret) Campbell una bella giovinetta originaria di Dunoon e trasferitasi aMauchline come cameriera prima presso la casa di Gavin Hamilton e poi aCoilsfield House (Tarbolton), presso i Montgomery. La ragazza viene descritta come alta bionda e con gli occhi azzurri e lo stesso Burns così ne dice “She was a warm-hearted, charming young creature as ever blessed a man with generous love.”
E prosegue “After a pretty long tract of the most ardent reciprocal attachment we met by appointment, on the second Sunday of May, in a sequestered spot by the Banks of Ayr, where we spent the day in taking farewell, before she should embark for the West Highlands to arrange matters among her friends for our projected change of life. At the close of Autumn following she crossed the sea to meet me at Greenock, where she had scarce landed when she was seized with a malignant fever, which hurried my dear girl to the grave in a few days, before I could even hear of her illness.

Robert_Burns_And_Highland_Mary_3
L’addio tra Mary e Robert sulle rive dell’Ayr

La figura di Maria venne molto idealizzata nell’Ottocento quale musa ispiratrice di Robert, come Beatrice lo fu per Dante, così il rapporto tra di loro si volle del tutto platonico … ma probabilmente tra i due ci fu passione, e si dice avessero deciso di emigrare in Giamaica insieme. Tuttavia Maria muore a Ottobre dello stesso anno.

Ben poco ci è noto della relazione e nonostante tutto Mary è la donna più famosa associata alla vita di Robbie, trasformato nell’immaginario ottocentesco in un malinconico personaggio bayroniano: il poeta la tenne sempre nel suo cuore, tanto che a distanza di anni scrisse (o riscrisse) ancora canzoni in suo nome!

GUIDA ALL’ASCOLTO
Nella primavera del 1786 Robert dedica a Mary la canzone “The HighlandLassie, O’“, che sarà stampata nel “Scots Musical Museumvol II, 1788. Se vogliamo leggerla in chiave autobiografica, la canzone ci dice che Robert è in procinto di partire per le Indie (ovvero la Giamaica) in cerca di fortuna, mentre la sua bella montanina, elogiata come la migliore anche in confronto alle dame altolocate, lo attenderà in Scozia; e l’attesa di lei sarà quella di una moglie fedele perchè i due si sono sposati in matrimonio segreto, forse con il rito dell’handfasting, ovvero il legame delle mani secondo l’antica tradizione celtica.

burns-mary-midwood
William Henry Midwood, The Betrothal of Burns and Highland Mary, c.1860

La tradizione, ribadita anche in molti dipinti ottocenteschi, vuole invece che i due suggellassero la loro promessa di matrimonio stando uno accanto all’altro separati da un ruscelletto di acqua sorgiva, nel quale si erano appena lavati le mani, per scambiarsi le Bibbie e pronunciare i voti di essere fedeli l’un l’altro. Il giorno di questa sacra unione doveva essere il 14 maggio 1786: i due amanti si separarono e non si rividero mai più! continua
Incidentalmente l’esuberante Robbie era già “sposato” con Jean Armour (e sempre nel 1786) in procinto di partorire due gemelli, ma quelli erano altri tempi!

ASCOLTA dalla tradizione popolare archiviata in Tobar an Dualchais, la cantante modifica qualche verso e salta la V strofa

La melodia riportata nel SMM è invece “The deuks dang o’er my daddy!” per la quale non ho trovato registrazioni tranne che in formato midi
ASCOLTA


I
Nae gentle dames, tho’ e’er sae fair,
Shall ever be my muse’s care:
Their titles a’ arc empty show;
Gie me my Highland lassie, O.Chorus.
Within the glen sae bushy, O,
Aboon(1) the plain sae rashy, O,
I set me down wi’ right guid will,
To sing my Highland lassie, O.
II
O were yon hills and vallies mine,
Yon palace and yon gardens fine!
The world then the love should know
I bear my Highland Lassie, O.
III
But fickle fortune frowns on me,
And I maun(2) cross the raging sea!
But while my crimson currents flow,
I’ll love my Highland lassie, O.
IV
Altho’ thro’ foreign climes I range,
I know her heart will never change,
For her bosom burns with honour’s glow,
My faithful Highland lassie, O.
V
For her I’ll dare the billow’s roar,
For her I’ll trace a distant shore,
That India(4)n wealth may lustre throw
Around my Highland lassie, O.
VI
She has my heart, she has my hand,
By secret troth and honour’s band(5)!
Till the mortal stroke shall lay me low(6),
I’m thine, my Highland lassie, O.
VII
Farewell the glen sae bushy, O!
Farewell the plain sae rashy, O!
To other lands I now must go,
To sing my Highland lassie, O.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Nessuna gentildonna fu mai così bella
da poter essere la mia musa degli affetti:
le loro qualità descrivono un cerchio vuoto,
dammi la mia Montanina oh.
RITORNELLO
Nella valle così lussureggiante, oh
sulla pianura così verdeggiante, oh
mi sedetti con la retta volontà
di cantare la mia Montanina oh.

Mie furono quelle colline e valli,
quei palazzi e bei giardini!
Il mondo allora deve conoscere l’amore
che porto per la mia Montanina oh.

Ma la fortuna capricciosa mi guarda con cipiglio
e devo attraversare il mare furente!
Mentre il mio sangue scorre,
io amerò la mia Montanina oh.

Sebbene per climi stranieri vada
so che il suo amore non cambierà ma,
perchè il suo petto brucia nella fiamma dell’onore, la mia fedele ragazza della Montagna, oh.

Per lei sfiderò il ruggito dei marosi,

per lei ricalcherò una spiaggia lontana,
quella ricchezza delle Indie posso gettare a vanto attorno alla mia Montanina oh.
Lei tiene il mio cuore, la mia mano
da segreto matrimonio e fedi
finchè morte non ci separi
sono tuo, mia Montanina oh.

Addio valle così lussureggiante,
oh addio pianura così verdeggiante,
oh per altre terre ora devo andare
per cantare la mia Montanina oh.


 

NOTE
1) aboon=above
2) maun=must
3) crimson currents=blood
4) le Indie Occidentali come all’epoca venivano chiamati i Caraibi
5) troth è un termine arcaico per promessa di fedeltà, matrimonio e honour’s
band
possono essere le fedi nunziali ma anche la cerimonia dell’handfasting ovvero il legame delle mani secondo l’antica tradizione celtica (vedi)
6) letteralmente “finchè il colpo mortale mi getterà a terra

FONTI
http://www.electriccanadian.com/makers/annual/article5.htm http://www.electricscotland.com/familytree/frank/burns_lives144.htm http://www.folktunefinder.com/tune/53915/

HIGHLAND MARY

Intricata la vita sentimentale del bel Robbie il bardo di Scozia! Trasferitosi a Mauchline presso la famiglia, nel 1784 incontra Jean Armour (“Bonnie Jean”) e nel 1786 mentre lei è incinta del loro figlio la riconosce per iscritto come moglie, ma il padre di lei contrario all’unione, la allontana a Paisley, anche perchè nessuno sparli della sua gravidanza!

Nel frattempo in primavera Robbie inizia una relazione con Mary (o Margaret) Campbell una bella giovinetta originaria di Dunoon e trasferitasi per prestare servizio di cameriera a Mauchline presso la casa di Gavin Hamilton e poi a Coilsfield House (Tarbolton), presso i Montgomery. La ragazza viene descritta come alta bionda e con gli occhi azzurri e di lei Burns scrive  “She was a warm-hearted, charming young creature as ever blessed a man with generous love.”
E prosegue
“After a pretty long tract of the most ardent reciprocal attachment we met by appointment, on the second Sunday of May, in a sequestered spot by the Banks of Ayr, where we spent the day in taking farewell, before she should embark for the West Highlands to arrange matters among her friends for our projected change of life. At the close of Autumn following she crossed the sea to meet me at Greenock, where she had scarce landed when she was seized with a malignant fever, which hurried my dear girl to the grave in a few days, before I could even hear of her illness.

Coilsfield House (Castello di Montgomery) nel 1840
Coilsfield House (Castello di Montgomery) nel 1840

La romantica passeggiata con Mary ebbe luogo il 14 maggio 1786 proprio nei pressi di Coilsfield House dove Mary prestava servizio e fu l’ultima volta in cui si incontrarono, Maria muore a 23 anni il 20 ottobre dello stesso anno mentre si trovava a Greenock .
continua

“Highland Mary” fu pubblicata in “A Select Collection of Original Scotish Airs” da George Thomson nel 1799. La melodia su cui Robert Burns scrisse il suo lamento per la morte dell’amata Mary era di probabile d’epoca rinascimentale

KATHARINE OGIE

(“Katharine Ogle”, “Katharine Oggle” o “Katharine Oggy”). La melodia è riportata nell'”English Dancing Master” di Playford: alcuni la attribuiscono all’arpista irlandese Rory Dall (che visse buona parte dei suoi giorni in esilio in Scozia). E così gli studiosi disquisiscono se sia una melodia irlandese o scozzese. “John Playford, published the tune a year before it was mentioned in The Dancing Master’sappendix (1688) in Apollo’s Banquet (5th edition, 1687) where it is called a “Scotch Tune” in footnotes and in fact appears under the title “A Scotch Tune” only. O’Farrell (c. 1806) also listed the melody as “Scotch.” J.M. Wood (The Popular Songs and Melodies of Scotland, 1887) also concluded it was Scottish, “from internal evidence.” It appears in one of the earliest Scottish fiddler’s manuscript repertory books, c. 1705, in the private collection of Frances Collinson (1971). Early Scottish printed versions include the Guthrie Manuscript (c. 1675) and the Leyden Manuscript (c. 1692, though not the exact version given by Playford)” (tratto da qui)
La melodia è così bella che è stata riprodotta nelle maggiori collezioni di arie scozzesi del 1700. Thomas D’Urfey nel suo Pills to Purge Melancholy (1719-20) ci aggiunge un testo (non è dato sapere se fosse di suo pugno o una riscrittura di una versione popolare ai suoi tempi) che intitolò “Bonny Kathern Loggy.”

ASCOLTA Matthew Spring in A Joyeful Noyse: The Golden Age of Scottish Music 2013: arpa e violino che si rincorrono con brio, una delizia!

ASCOLTA Sara Stowe in “Jane Austin entertains” 2007
‘As walking forth to view the plain,
Upon a morning early,
While May’s sweet scent did chear my brain,
From flow’rs which grew so rarely;
I chanc’d to meet a pretty maid,
She shin’d tho’ it was foggy:
I ask’d her name, Sweet Sir, she said,
My name is Katharine Ogie.’

L’ULTIMO BACIO

La canzone fu composta nel 1792 e fu un brano molto popolare per tutto l’Ottocento. Robbie va indietro nel tempo nel ricordo dell’ultimo incontro con Mary quando era Primavera, promessa dell’imminente Estate, quando l’amore in boccio tra i due prese vampa. Così l’immagine della Natura si rispecchia nell’animo degli innamorati e l’Autunno è foriero di morte!
Un altro tema tipico, questa volta mutuato dal mondo classico (ripreso per altro anche da Shakespeare), è la consapevolezza della brevità della gioia d’amore a cui consegue l’invito a coglierne i piaceri, e qui Burns vi aggiunge l’amarezza del sepolcro. Il poeta è decisamente pre-romantico nel compiacimento della descrizione del disfacimento della morte, anche se non arriva agli estremi della “sepoltura lacrimata” tanto cara ai suoi successori.

L'albero nei pressi del Castello sotto le cui fronde i due innamorati si diedero l'ultimo bacio
L’albero sotto le cui fronde i due innamorati si diedero l’ultimo bacio

Nella lettera che Burns scrisse all'editore George Thomson nel novembre 1792 Burns tuttavia minimizza l'importanza dell'evento definendolo "un passaggio interessante dei miei giorni giovanili"
 "I agree with you that the song Katherine Ogie, is a very poor stuff, and altogether unworthy of so beautiful an air. I tried to mend it, but the awkward sound Ogie recurring so often in the rhyme, spoils every attempt at introducing sentiment into the piece. The foregoing song pleases myself; I think it is in my happiest manner: you will see at first glance that it suits the air. The subject of the song is one of the most interesting passages of my youthful days, and I own that I would be much flattered to see the verses set to an air which would ensure celebrity. Perhaps, after all, 'tis the still glowing prejudice of my heart that throws a borrowed lustre over the merits of the composition[...] I take one or another, just as the bee of the moment buzzes in my bonnet-lug; and do you, sans ceremonie, make what use you choose of the productions. Adieu"

Non si trovano molte registrazioni di questo brano, ma questa interpretazione è pregevole, anche se la qualità audio-video lascia a desiderare:

ASCOLTA Rhoda Welsh & Callum Rickard (se non parte dal minuto esatto, spostatelo a 0:47) I due solisti si dividono le prime tre strofe in una sorta di animazione dell’ultimo incontro tra i due amanti.

 

I
Ye banks, and braes, and streams around The castle o’ Montgomery!
Green be your woods, and fair your flowers,
Your waters never drumlie:
There Simmer first unfauld her robes,
And there the langest tarry;
For there I took the last Farewell
O’ my sweet Highland Mary.
II
How sweetly bloom’d the gay, green birk,
How rich the hawthorn’s blossom,
As underneath their fragrant shade,
I clasp’d her to my bosom!(1)
The golden Hours on angel wings,
Flew o’er me and my Dearie;
For dear to me, as light and life,
Was my sweet Highland Mary.
III
Wi’ mony a vow, and lock’d embrace,
Our parting was fu’ tender;
And, pledging aft to meet again,
We tore oursels asunder;
But oh! fell Death’s untimely frost,
That nipt my Flower sae early!
Now green’s the sod, and cauld’s the clay
That wraps my Highland Mary!
IV
O pale, pale now, those rosy lips,
I aft hae kiss’d sae fondly!
And clos’d for aye, the sparkling glance
That dwalt on me sae kindly!
And mouldering now in silent dust,
That heart that lo’ed me dearly!
But still within my bosom’s core
Shall live my Highland Mary.


TRADUZIONE ITALIANO (tratta da vedi)
I
Voi rive e pendii e ruscelli attorno al castello di Montgomery,
verdi siano i vostri boschi, leggiadri i vostri fiori;
non mai torbide le vostre acque!
Colà prima l’estate dispieghi le sue vesti
e vi indugi più a lungo;
ché là detti l’ultimo addio
alla mia dolce Maria la Montanina.
II
Come fioriva dolcemente la verde gaia betulla! Quanti fiori s’aprivan sul biancospino,
mentre sotto la loro ombra profumata
al cuor me la stringevo!
Le ore dorate, dalle ali d’angelo,
volaron su me e la mia diletta,
poiché cara come la luce e la vita
a me era la mia dolce Maria la Montanina.
III
Con più d’un giuramento e d’uno stretto abbraccio,
il nostro addio fu pieno di tenerezza;
e, promettendoci spesso d’incontrarci ancora,
l’uno dall’altro ci separammo;
ma oh! il gelo prematuro della crudel Morte
che così presto arse il mio fiore!
Ora è verde la zolla e fredda la terra
che avvolge la mia Maria la Montanina.
IV
Oh, come son pallide ora quelle rosee labbra
che spesso sì appassionatamente baciai!
E son chiusi per sempre quegli occhi lucenti
che si posavan su me sì gentili!
E si disfa ora nella polvere silenziosa
il cuore che tanto m’amò!
Ma nel mio intimo vivrà sempre,
la mia Maria la Montanina.

NOTE
1) inutile dire che anche l’albero sotto il quale i due si abbracciarono fu oggetto di ricerche e di svariate identificazioni!

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/
v/volume-ii,-song-164,-pages-171-and-172-katharine-ogie.aspx
http://www.electricscotland.com/HISTORY/other/108KatherineOgie.pdf

http://www.electricscotland.com/burns/rambles11.htm
http://www.electricscotland.com/burns/songs/
http://www.8notes.com/scores/4881.asp?ftype=gif
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Katharine_Oggle