THE CLIFFS OF DOONEEN

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“The Cliff of Dooneen” (anche scritto come Doneen, Dooneen, Duneen) è una ballata irlandese degli anni 1930 (o di fine ottocento); si è diffusa per la Gran Bretagna con le migrazioni del secondo dopoguerra, Christy Moore ne ha sentito una versione nel 1965 da vari cantanti e interpretata in vari stili (Andy Rynne, Ann Mulqueen e Mick McGuane) e l’ha cantata e resa popolare nella scena folk degli anni 70.

Come Avalon anche le scogliere di Dooneen non si trovano in un luogo preciso, ma tra le nebbie del mito e della nostalgia. Così alcuni affermano che le scogliere di Dooneen si trovano nella contea di Clare vicino alla foce dello Shannon; per altri invece si trovano nella contea di Kerry vicino a Beal. Sorge però il sospetto che la confusione tra le contee siano un tentativo di reclamizzare le cliffs of Moher, cioè uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti d’Irlanda.
Il tema è tipico delle emigration song in cui chi parte per le terre lontane rimpiange la sua casa natia e desidera essere sepolto nei luoghi amati nella giovinezza.

(Photo: Philippe Gosseau)

LA VERSIONE BEAL (CONTEA KERRY)

Secondo la gente di Beal (Kerry Co.) fu Jack McAuliffe di Lixnaw a scrivere la versione originale durante il suo soggiorno nei pressi di Dooneen Point; così riporta Nichols Carolan del ITMA di Dublino: “Dooneen Point si trova sulla costa del Kerry Coast,tra Ballylongford and Ballybunnion e la foce del fiume Shannon, e offre un ottimo panorama del South West di Clare, sebbene non si possibile vedere Kilrush e Kilkeedal dal punto descritto nella seconda strofa [nella versione di Christy Moore, la Vi nella versione di Jack McAuliffe]. La spiegazione viene, secondo alcuni, dal fatto che la canzone era originaria di Moveen, a poche miglia sud-ovest di Kilkee nella contea Clare. La canzone fu registrata per la prima volta negli anni 1960 da Siney Crotty originario di Kilbaha, sul lato del Clare dello Shannon. Fin dalla sua prima apparizione ha ottenuto un’enorme popolarità.  L’Irish Traditional Music Archive ha collezionato circa 139 registrazioni della canzone

poesia di Jack McAuliffe
I
I have traveled afar from my own native home.
Away o’er the billows, away o’er the foam/ I have seen many sights but no equal I’ve seen
To the old rocky slopes by the cliffs of Dooneen
II
I have seen many sights of Columbus fair land,
Africa and Asia so delightful and grand,
But dig me a grave were the grass it grows green
On the old rocky slopes by the cliffs of Dooneen.
III
How pleasant to walk on a fine summers day.
And to view the sweet cherries that will never decay,
Where the sea grass(1) and seaweed and the old carrageen(2)
All grow from the rocks by the cliffs of Dooneen.
IV
The Sand hills of Beal (3) are glorious and grand,
And the old castle ruins looking out on the strand,
Where the hares and the rabbits are there to be seen
Making holes for their homes by the cliffs of Dooneen.
V
I have tracked my love’s footsteps to the boathouse of old
And the dance on the hillside where love stories are told,
Its there you will see both the lad and the colleen
Moving round by the shore of the cliffs of Dooneen
VI
Take a view across the Shannon some sites you will see there
High rocky mountains on the south coast of Clare
The towns of Kilrush and Kilkee ever green
But theres none to compare with the cliffs of Dooneen
VII
Farewell Dooneen, Farewell for a while, And to those kind-Hearted neighbours that I left in the isle,
May my soul never rest till it’s laid on the green
Near the old rocky slopes by the Cliffs of Dooneen
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Ho viaggiato lontano dalla mia terra natia,
lontano sui marosi spumeggianti
ho visto molti posti ma nessuno che eguaglia
i cari pendii rocciosi delle scogliere di Dooneen
II
Ho visto molti posti della bella terra di Colombo,
dell’Africa e dell’Asia così belle e vaste,
ma scavatemi una fossa dove l’erba cresce verde
sui cari pendii rocciosi delle scogliere di Dooneen
III
Com’è gradevole in bel giorno d’estate passeggiare
e guardare i dolci ciliegi che mai deperiranno
dove l’erba del mare (1) e le alghe
e il caro muschio (2)
crescono sulle rocce delle scogliere di Dooneen
IV
Le colline di sabbia di Beal (3) sono gloriose e grandiose
e le antiche rovine del castello spuntano dalla spiaggia,
dove le lepri e i conigli sono facili da vedere
fare le tane per i loro piccoli sulle scogliere di Dooneen
V
Ho rintracciato i passi del mio amore sulla vecchia darsena
e la danza (4) sul fianco della collina dove si raccontano le storie d’amore
lì si potrà vedere il ragazzo con la ragazza
spostarsi lungo la riva delle scogliere di Dooneen
VI
Guardate il fiume Shannon
potrete vedere molti posti
le alte pareti rocciose sulla costa occidentale del Clare
e le città di Kilrush e Kilkee sempre verde
ma non c’è niente che eguagli le scogliere di Dooneen
VII
Addio a Dooneen addio per un po’
e a tutte i buoni vicini che ho lasciato nell’Isola
che la mia anima non riposi finchè giacerà sul prato vicino alle care pareti rocciose delle scogliere di Dooneen

NOTE
1) queste piante del fondale marino spesso crescono in grandi “prati” che assomigliano a pascolo
2) Le popolazioni che vivono lungo le coste hanno imparato a raccogliere, per il consumo abituale, diverse qualità di alghe, in particolare in Scozia e Irlanda le alghe dulse e il muschio irlandese hanno sempre fatto parte della dieta degli abitanti costieri. Ci sono vari tipi di alga rossa che si trovano lungo le coste di Irlanda – Gran Bretagna: l’alga dulse (Palmaria palmata)  e l’irish moss (Chondrus crispus detta anche Carragheen) che distesa e fatta asciugare sotto il sole vira al bianco in una caratteristica tinta “bionda”! Ovviamente si possono già mangiare “al naturale” e crude come gli amanti del sushi ben sanno! (continua) La carragenina o carraghenina è un prodotto derivato da un tipo particolare di alga, nota coi nomi di muschio d’Irlanda, lichene marino o carragheen.  il cui nome deriva dalla località di Carragheen in Irlanda. La carragenina è una gelatina di largo uso alimentare, medicinale ed industriale. Nota in campo alimentare come gelificante del budino e della gelatina delle torte e crostate.
3) la penisola di Dingle nel sud-ovest dell’Irlanda presenta una costa molto frastagliata caratterizzata da promontori di roccia e verdi prati incontaminati continua
4) si riferisce probabilmente a un Feile Lughnasa, una festa celtica d’estate ancora celebrata in zona nel mese di Luglio (vedi)

LA VERSIONE MOVEEN (CONTEA CLARE)

Tuttavia la versione più accreditata della canzone è quella che identifica le scogliere con le “Cliffs of Moveennella contea di Clare, un punto panoramico a sud ovest di Kilkee.

contea-clare

Come scrive Christy Moore nel suo sito “E’ un testo molto semplice che tuttavia combinato con la melodia piace a molta gente. L’ho sentito cantare anche in stili molto diversi. Margo ha registrato una versione “Country and Irish” mentre Andy Rynne la canta nel vecchio stile [Sean-Nós] style”

Christy Moore

Quadriga Consort

VERSIONE CHRISTY MOORE
I
You may travel far from your own native  home
Far away o’er the mountains, far away o’er the foam
But of all the fine places that I’ve ever seen
there’s none to compare with the Cliffs of Dooneen
II
Take a view o’er the mountains, fine sights you’ll see there
You’ll see the high rocky mountains o’er the West coast of Clare
Oh the towns of Kilkee and Kilrush can be seen
From the high rocky slopes of the cliffs of Dooneen
III
It’s a nice place to be on a fine summer’s day
Watching all the wild flowers that ne’er do decay(1)
Oh the hares and the loft pheasants are plain to be seen
Making homes for their young round the cliffs of Dooneen
IV
Fare thee well to Dooneen, fare thee well for awhile
And to all the kind people I’m leaving behind
To the streams and the meadows where late I have been
And the high rocky slopes of the cliffs of Dooneen
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Si può viaggiare molto lontano dalla propria terra natia
lontano attraverso mari e monti
ma di tutte le belle località che io abbia mai visto,
nessuna si può comparare alle scogliere di Dooneen
II
Guardate verso le montagne e vedrete dei bei panorami
vedrete le alte pareti rocciose sulla costa occidentale del Clare
e vedrete le città di Kilrush e Kilkee
dalle alte pareti rocciose presso le scogliere di Dooneen
III
È un bel posto dove stare in un bel giorno d’estate
per guardare tutti i fiori selvatici che crescono spontaneamente (1)
oh le lepri e i fagiani sono facili da vedere
fare le tane per i loro piccoli
presso le scogliere di Dooneen
IV
Addio a Dooneen
addio per un po’
e a tutte le belle persone che mi lascio alle spalle
ai torrenti, i prati dove sono stato un tempo
e alle alte pareti rocciose delle scogliere di Dooneen


NOTE
1) letteralmente “che mai svaniscono”

Chissà perchè nel Web molti scrivono che il testo è di Jack McAuliffe ma poi cantano la versione testuale di Christy Moore!!

FONTI
http://www.christymoore.com/lyrics/cliffs-of-dooneen/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=77631
http://thesession.org/tunes/7157

THE ROSE OF TRALEE

Alla più bella delle belle di Tralee è stata dedicata questa canzone, molto popolare in Irlanda; le sue origini sono però controverse: composta per un libretto dedicato alla regina Vittoria del titolo “The Book of Beauty for the Queen’s Boudoir”, stampato a Londra da Charles Jeffreys in varie edizioni dal 1845, gli autori sono due inglesi, Edward Mordaunt Spencer per il testo, e Charles William Glover per la musica . Edward Mordaunt Spencer pubblica in proprio “The Heir of Abbotsville,”  (Londra 1846) e tra le altre sue opere riporta anche il testo di  “The Rose of Tralee” attribuendo però la musica a Stephen Glover (fratello minore di Charles William) (vedi). In “The Lester S. Levy Sheet Music Collection” (1870), la raccolta della musica irlandese più popolare in America, è riportata invece una versione testuale molto diversa attribuita a John Brougham (con musica di J. G. Maeder) (vedi).

MARY O’CONNOR

Ma Tralee si trova in Irlanda (contea di Kerry cioè la punta Sud – Ovest dell’Isola) e varie leggende locali attribuiscono la canzone ad una triste storia d’amore, scritta da un irlandese “doc”, nonché poeta:  William Pembroke Mulchinock (1820-1864) di Tralee.
La bella rosa è Mary O ‘Connor, di famiglia cattolica, una giovane bellezza dai capelli neri, mandata a lavorare come cameriera presso la famiglia benestante e protestante di lui; i due erano separati oltre che dalla diversità di ceto anche dalla fede, ma il giovane William l’amò fin dal primo sguardo e riuscì a conquistarla cantandole i primi versi della canzone “The Rose of Tralee” composta proprio per lei.
Purtroppo William, coinvolto involontariamente in una rissa, dovette sfuggire alla cattura con l’accusa di omicidio, imbarcandosi su una nave in partenza per le Indie. Dopo sei anni (nel 1849) riuscì a ritornare in Irlanda, ma non rivide più la sua Rosa di Tralee: si dice che proprio mentre lui era al bar a farsi un goccio il giorno stesso del suo ritorno, vide passare per la strada il feretro di lei (morta di crepacuore o più probabilmente per le febbri che infestavano l’Irlanda nella morsa della carestia) .
William non si consolò mai, anche se si sposò ed ebbe due figlie, ma si separò ben presto dalla moglie e cercò conforto nel bere. Morì il 13 ottobre 1864 e fu sepolto accanto alla sua Mary nel cimitero della chiesa di Clogherbrien.
Per concludere allora sulla paternità del testo della canzone, mentre abbiamo l’attribuzione certa di Edward Mordaunt Spencer datata al 1846 (Biblioteca nazionale di Londra) non ci sono crediti a William Pembroke Mulchinock anzi nella raccolta delle sue poesie “The ballads and songs of William Pembroke Mulchinock” pubblicata nel 1851 a New York dove si era trasferito qualche anno prima, la poesia non solo non è riportata, ma nemmeno citata. Perciò fosse anche stata vera la storia d’amore tra i due sfortunati giovani, la canzone non è riferita a loro due o non è stata scritta dal protagonista.

MISS ROSA D’IRLANDA

La canzone diventò famosissima quando fu interpretata dal tenore irlandese John McCormack nel 1930: la popolarità della canzone ha dato inoltre lo spunto al concorso di bellezza che s’intitola “The Rose of Tralee Festival” indetto a partire dagli anni 1959 per trovare la “più bella e adorabile rosa d’estate” …   “irish of course”! All’inizio potevano partecipare al concorso solo le donne della contea ma poi la gara si è estesa a tutte le donne di nascita o di discendenza irlandese!

foto tratta da http://louiserynhart.hubpages.com/hub/Rynhart-Fine-Art-BronzeLa statua dedicata alla bellezza irlandese si trova nel Parco cittadino di Tralee presso il giardino delle rose, è una scultura in bronzo a grandezza naturale di Jeanne Rynhart inaugurata nell’agosto 2009 per commemorare il 50° anniversario del concorso di bellezza.(foto da qui)

La melodia è una slow air quasi un walzer lento; la canzone divenne molto popolare quando John McCormack la cantò nel film “Song of My Heart” del 1930. Le prime due strofe originarie ci raccontano che in una sera d’estate, nel momento più magico del tramonto nei pressi di un fiume o una fontana, il protagonista dichiarava il suo amore alla bella Mary, chiedendole di sposarla e Mary gli rispondeva di si! La canzone trasmette quindi tutta la commozione di quel momento perfetto e sospeso nel tempo.

ASCOLTA The Outlander


I
The pale moon was rising
above the green mountains,
The sun was declining
beneath the blue sea,
When I strayed with my love
by the pure crystal fountain,
That stands in the beautiful
Vale of Tralee.
Chorus
She was lovely and fair
as the rose of the summer,

But ‘twas not her beauty
alone that won me.

Oh no, ‘twas the truth in her eyes
ever dawning (1)

That made me love Mary,
the Rose of Tralee.

II
The cool shades of evening
their mantle were spreading,
And Mary all smiling
was listening to me.
The moon through the valley
her pale rays was shedding,
When I won the heart
of the Rose of Tralee.
III
In the far fields of India (2)
‘mid war’s dreadful thunders,
Her voice was solace
and comfort to me.
But the chill hand of death has now rent us asunder,
I’m lonely tonight
for the Rose of Tralee
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
La pallida luna sorgeva
dalle rigogliose montagne,
il sole declinava
nell’azzurro del mare,
quando io mi appartai col mio amore presso una fonte pura e cristallina,
che si trova nella bella
Valle di Tralee.
Ritornello
Lei era adorabile e bella
come le rose dell’estate,

ma non fu solo la sua bellezza
a conquistarmi.

Oh, no! Fu la verità nei suoi occhi,
scintillanti,

a farmi amare Maria,
la Rosa di Tralee.

II
La sera spandeva le fresche
ombre del suo manto
e Maria, tutta sorridente,
mi ascoltava;
la luna emanava i suoi pallidi raggi attraverso la valle,
quando conquistai il cuore
della Rosa di Tralee.
III
Nelle lontane terre dell’India (2)
tra i tuoni orribili della guerra
la sua voce mi dava sollievo
e conforto,
ma la fredda mano della morte
ci ha ora separati
sono solo stanotte
senza la Rosa di Tralee.

NOTE
1) scritto anche “beaming”
2) La terza strofa è il corollario della storia sull’infelice amore di William Pembroke Mulchinock, anche se per la verità occorre notare che negli anni della sua presunta permanenza in India (dal 1843 al 1849) non vi furono guerre aglo-indiane.

FONTI
http://levysheetmusic.mse.jhu.edu/
http://www.jaydax.co.uk/showcase/themes/dunguairecastle/story.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/theroseoftralee.html
https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/19308
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15280