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“Up, ride with the kelpie” by Ian Anderson

Ian Anderson nel 1979 scrisse “The Kelpie” per il concept album Stormwatch: con questo brano ritorna alle sue radici e alle leggende comuni nei loch scozzesi sul “cavallo del mare”, una sorta di demone acquatico che prende la forma di cavallo ma anche la forma umana, “kelpie“, “each uisge” (in inglese water-horse),  “eich-mhara” (in inglese sea horse), cavalli d’acqua e del mare; a voler essere pignoli il kelpie vive preferibilmente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate, mentre l’each uisge preferisce i laghi e il mare, ma kelpie è la parola più usata per entrambi. Di creature analoghe si narra anche nelle leggende norrene (Bäckahästen, il cavallo di fiume)- e germaniche (nix sotto forma di pesce o di rana).(continua)

Liiga Klavina Kelpie

ASCOLTA Jethro Tull

ASCOLTA Kersting Blodig & Ian Melrose


I
There was a warm wind
with the high tide
On the south side of the hill
When a young girl
went a-walking (1)
And I followed with a will
II
Good day to you,
my fine young lady
With your lips, so sweetly full
May I help you comb (2)
your long hair?
Sweep it from that brow, so cool (3)
CHORUS
Up, ride with the kelpie (4)
I’ll steal your soul to the deep
If you don’t ride with me
while the devil’s free
I’ll ride with somebody else
III
Well, I’m a man when I’m feeling
The urge to step ashore
So, I may charm you, not alarm you
Tell you all fine things and more (5)
CHORUS
IV
Say goodbye to all your dear kin
For they hate to see you go
In your young prime
to this place of mine
In the still loch far below
CHORUS
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
C’era un vento caldo
con l’alta marea
Sul lato sud della collina
quando una giovane fanciulla
andò a passeggiare
e la seguii con un proposito
II
“Buon giorno a voi,
giovane e bella Madama
dalle labbra così turgide.”
“Posso aiutarvi nel pettinare
i vostri capelli lunghi?
Vi nascondono la fronte così fredda”
CORO
Su cavalca con il kelpie
vi ruberò l’anima nell’abisso.
Se non cavalcherete con me,
mentre il diavolo è in libertà,
cavalcherò con qualcun altro
III
Beh, sono un uomo quando sento
il bisogno di fare un passo a terra
così vi affascino, per non allarmarvi,
vi dico tutte le cose più belle
CORO
IV
Dite addio a tutti i vostri cari parenti
perchè odiano vedervi andare
nella vostra gioventù in fiore
in questo mio luogo lontano
sotto all’immoto lago
CORO

NOTE
1) Kerstin Blodig modifica invece il contesto e dice che la ragazza è intenta a raccogliere delle bacche putrebbe trattarsi di prugnoli o di mirtilli
“There was a young girl,
off-picking brambles.”
2) La fanciulla non è così ingenua come sembra, infatti trovandosi sola lungo le rive di un lago di montagna (chiaramente la storia è ambientata sugli alti pascoli delle Highlands) le viene il sospetto che possa trattarsi del kelpie: gli chiede quindi il permesso di pettirargli i capelli bagnati: l’unico modo per riconoscere il demone è quello di  cercare della sabbia e alghe impigliate nel pettine!
3) Kerstin Blodig dice invece
“Good day to you my young lady, let me show you where to go
To where the berries, they grow much sweeter, at the quiet loch side shore”
(traduzione italiano: Buon giorno mia giovane madama, permettetemi di farvi vedere dove andare, dove le bacche più dolci crescono, sulla riva del lago)
4) il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?) Così la saggezza popolare raccomandava per prima cosa di non salire mai incautamente in groppa ad un cavallo solitario (perchè  una volta saliti su un kelpie non c’è più possibilità di scendere) e per seconda cosa se proprio ci siamo saliti e stiamo per finire trascinati nelle acque profonde, di cercare le briglie per domarlo (più facile a dirsi che a farsi naturalmente).
5)  il Kelpie  è spesso in cerca di un compagno/compagna e viene descritto come un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante” Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive delle molte seduzioni fatate ai pascoli estivi, quando i pastori portavano le pecore sugli altopiani.

FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/sea-song/creature-del-mare-nella-mitologia-celtica/

THE GAEL BY DOUGIE MCLEAN

LA GENESI DI THE GAEL

Nel 1990 Dougie McLean pubblica “The Search” una serie di brani strumentali commissionatigli qualche anno prima per la mostra sul mostro di Loch Ness dal Museo di Drumnadrochit. Dougie immagina di rivedere un clan celtico vivere sulle rive del Lago  che crede fermamente nell’esistenza dei kelpie.
Così leggiamo in un intervista “I wrote several songs for “The Search,” the CD that contains “The Gael” and other songs about Loch Ness, including a song about the vigils on the loch in the 1960s. At the time I got right into the whole Loch Ness monster thing. I’m fascinated by man’s search for myth, and I was inspired by thinking of the Gaels back in ancient times, waiting for the monster to appear.” (tratto da qui)

Luc Hermans © (tratta da qui)

ASCOLTA Dougie MacLean in The Search, 1990. Il Cd è da collezionare.

Inserito nel film “L’ultimo dei Moicani” del regista  Michael Mann da Trevor Johns con il titolo di “Promentory”  la melodia fa il giro del mondo! Ancora Dougie ricorda “The movie—they were looking for a contemporary Scottish piece with atmosphere to suit the movie, and they had listened to a lot of dance tunes and that. “The Gael” is an ominous sort of piece, with ominous chords, dramatic. Michael Mann (the director) tuned into the emotional feeling of the song, and he must have felt the mood I had felt when I had written it. If it comes from the right place, the music encapsulates a feeling—Michael Mann tapped into that, with the tragedy of this story of the early Native Americans and so on. You have to get into that place for the emotions, the mood, to work in a song..”  (tratto da qui)

ASCOLTA la versione nel film “Last of the Mohicans” (1992) è il secondo tema musicale ricorrente in tutto il film.

Siccome la musica del film ha ottenuto un bel po’ di riconoscimenti e premiazioni facendo balzare alle cronache la paternità di Dougie McLean come autore della musica, qualcuno è andato ad indagare da quale fonte fosse mai scaturito un tale capolavoro!!

Il film tra parentesi è stato girato in buona parte sui Monti Blue Ridge. Altre info sulla guerra franco-indiana in Nord-America qui)

IL TEMA MUSICALE LA FOLLIA

Dal punto di vista musicale la melodia è un reel lento, ma il tema è definito dai musicologi  follia (o folia): una progressione con un tema semplice e ben distinto sul quale l’esecutore abbellisce le sue variazioni e improvvisazioni. Si ritiene abbia origine portoghese e le sue tracce si perdono nel Rinascimento spagnolo anche se la melodia più primitiva e antica affonda nel Medioevo (danza rurale).

La melodia è costruita su un tempo ternario ed è divisa in due parti di quattro battute ciascuna. Molti autori, ispirandosi a questo tema, hanno utilizzato lo schema musicale della Folia già noto in tutta la penisola iberica nei primi decenni del XVI secolo. Una linea di basso ripetuto sulla quale potevano essere costruiti vari contrappunti standard, mentre l’esecutore era libero di improvvisare serie di variazioni, le diferencias. Una tecnica compositiva che ha trasformato la Folia in un genere affine alla passacaglia e alla ciaccona. (tratto da qui)

folia
tema de la follia

Anche se la Follia è in 3/4 mentre The Gael in 4/4 la variazioni ritmiche della follia sono anche in 4/4, e il carattere ripetitivo della melodia è identico. Ma a me più che agli sviluppi del tema nella musica colta del Barocco (che potete leggere e ascoltare qui e qui) interessano le connessioni con la musica tradizionale scozzese ed ecco trovato
Cumh Easpuic Earra-ghaeidheal, (in inglese Lament for the Bishop of Argyll) anonimo XVI o XVII secolo
Jack Campin wrote about this tune: This tune is from the Macfarlan Manuscript of Scottish fiddle and flute tunes (National Library of Scotland MS.2084/5), compiled by David Young in Scotland around 1740 for the antiquarian Walter Macfarlan (book III #34 p20). It’s obviously much older, but there is no earlier source for it. The structure is like a piobaireachd (bagpipe variation set) but the range is too wide for the pipes. Some people think it was originally for the harp. The tune might just possibly be indigenous Gaelic, but the basic rhythm is so Folia-like that a foreign influence seems more likely. (tratto da qui)

ASCOLTA Luce Brera / Extrait de l’album Scotland’s Fiddle Piobaireach

Sempre sul tema de La Follia i Jordi Savall Hespèrion XXI ci regalano 10 brani dal Rinascimento ( e da Rodrigo Martinez musico di Corte in Portogallo che ci lascia testimonianza della prima trascrizione della Follia) attraverso il Barocco fino a Vangelis

ASCOLTA Faronell’s Division on a Ground ~ La Folia | John Playford

FONTI
http://www.mohicanpress.com/mo11103.html
http://associazionecamoes.blogspot.it/2011/04/la-follia-un-antico-tema-musicale.html
http://www.baroque.it/arte-barocca/musica-barocca/il-tema-de-la-folia-un-armonia-lunga-cinque-secoli.html
http://www.folias.nl/htmlsimilar.html

THE SKYE WATER KELPIE’S LULLABY

Nei fiumi più placidi d’Irlanda e nelle profondità oscure dei laghi scozzesi vivono dei demoni acquatici, creature fatate mutaforma, che si nutrono di carne umana: sono “kelpie“, “each uisge” (in inglese water-horse),  “eich-mhara” (in inglese sea horse), cavalli d’acqua e del mare; a voler essere pignoli il kelpie vive preferibilmente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate, mentre l’each uisge preferisce i laghi e il mare, ma kelpie è la parola più usata per entrambi. Di creature analoghe si narra anche nelle leggende norrene (Bäckahästen, il cavallo di fiume)- e germaniche (nix sotto forma di pesce o di rana).

Liiga Klavina Kelpie

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestNel tempo del mito era convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene, mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce. Dorme negli stagni solitari o in mare, si mostra sulle rive dei fiumi e dei laghi, e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo (a volte dal manto candido a volte dal manto nero) ma anche di bel ragazzo o d’amabile fanciulla.

un Kelpie in sembianze di fanciulla

AMANTI FATATI

Essendo una creatura solitaria, il Kelpie  è spesso in cerca di un compagno/compagna e viene descritto come un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante”. Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive delle molte seduzioni fatate ai pascoli estivi, quando i pastori portavano le pecore sugli altopiani, andando a vivere per tutta la stagione nelle isolate malghe (shielings) accanto a fiumi e laghetti. L’unico modo per distinguere i mutaforma quando prendevano le sembianze di un giovanetto o di una fanciulla era quella di pettinare i loro capelli: se sabbia e alghe restavano impigliate nel pettine si trattava di un kelpie!

IL KELPIE DI LOCH GARVE

In alcune leggende il kelpie è descritto come una cratura solitaria che per mettere su famiglia, rapisce una giovane donna, eppure è premuroso e gentile con lei, e pur tenendola prigioniera, cerca di confortarla. Questa viene dalla terra del Clan Mackenzie e riguarda il kelpie che abita nel Loch Garve (dalle parti di Inverness)

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. » (Pag.317)

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato tuttavia un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness.

IL DEMONE ACQUATICO

Più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?) Così la saggezza popolare raccomandava per prima cosa di non salire mai incautamente in groppa ad un cavallo solitario (perchè  una volta saliti su un kelpie non c’è più possibilità di scendere) e per seconda cosa se proprio ci siamo saliti e stiamo per finire trascinati nelle acque profonde, di cercare le briglie per domarlo (più facile a dirsi che a farsi naturalmente).

I FOLLETTI ACQUATICI

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Nix del fiume

Il corrispettivo nel folklore germanico è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira in forma umana con dolci melodie (sono sirene/ninfe dal bel canto o tritoni abili musicisti).

Liga Kļaviņa

MORAG E IL KELPIE

Ai pascoli estivi delle Highlands ancora si narra della bella Morag sedotta da un kelpie in forma umana; la fanciulla pur notando delle stranezze del marito non si accorse della sua vera natura, se non dopo la nascita del loro bambino e … se la diede a gambe abbandonando bambino in fasce e marito mutaforma!
E’ stato tramandato nell’isola di Skye  un canto in gaelico, una nenia malinconica con cui il kelpie cerca di far addormentare il bambino rimasto senza mamma, e nello stesso tempo una supplica verso Morag perchè ritorni da loro, sia lui che il bambino hanno bisogno di lei.
Con il titolo di “Cronan na Eich-mhara”, ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ oppure ‘Oran each-uisge’ la “Ninna nanna del kelpie” è riportata anche nel libro di Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (pag 94) sotto il nome di “The Skye Water Kelpie’s lullaby” (è una Cronan na Eich-mhara)
Anche Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye, fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye: Frances Tolmie and her Circle”. 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie)

Purtroppo le registrazioni sono pochissime

ASCOLTA Caera in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006. La melodia è tratta

GAELICO SCOZZESE
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Till gu d’mhacan is gheabh thu’m bradan breac o’n loch.
A Mhór a shògh! Tha’n oiche nochd
Gu fliuch frasach aig mo mhacsa ri sgath chnocain.
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Gun teine, gun tuar, gun fhasgadh, is tu sìor chòineadh.
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Mo sheana-chab liath ri do bheul beag baoth is mi seinn phort dhuit am Beinn Frochdaidh.

TRADUZIONE INGLESE
Mór (1), my love! Mór, my treasure!
Come back to your little son
and you will get a speckled trout from the lake.
Mór, my darling! Tonight the night
Is wetly showering my son on the shelter of a knoll.
Mór, my love! Mór, my treasure!
Lacking fire, lacking food, lacking shelter, and you continually lamenting (2).
Mór, my love! Mór, my darling!
My gray, old, toothless mouth to your silly little mouth, and me singing  (3) tunes by Ben Frochkie.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Mór amore mio, Mór mia cara,
ritorna dal tuo piccolo bambino
e avrai una trota maculata
dal lago!
Mór mia cara, questa notte è umida
e piovosa per mio figlio
in una balma della collinetta,
Mór amore mio, Mór mia cara!
Lasciato senza fuoco, senza cibo e rifugio
ti lamenti senza sosta.
Mór amore mio, Mór mia cara!
La mia bocca grigia da vecchio sdentato alla tua sciocca bocca, e io che canto ninnananne
sul Monte Frochkie

NOTE
1) Mhórag o Mór è il nome della fanciulla amata dal kelpie è anche scritto A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh (Mhor mia, amore, mia gioia)
2) è il pianto incessante del bambino che ha freddo e fame, abbandonato dalla mamma umana. Anche se non esplicitato presumo che la madre abbia “esposto” il figlio, cioè l’abbia abbandonato all’aperto (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate o il kelpie; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. vedi
3) il mutaforma vorrebbe ancora essere baciato dalla sua sposa e cantare per lei

Le melodie girano intorno ad una vecchia aria scozzese dal titolo “Crodh Chailein” (in inglese “Colin’s cattle) evidentemente considerata una melodia delle fate (qui)

Skye Water-Kelpie’s Lullaby

ASCOLTA la versione classica nell’arrangiamento di Marjory Kennedy-Fraser


Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch
Avore, my heart, the night is dark, wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
Avore, my love, my joy, wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
Avore, my bride? Avore, my heart
My gray old mouth touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee, by Ben Frochkie
Traduzione italiano di Cattia Salto
Amore mio, mia gioia
vieni dal tuo bimbo, e le trote guizzeranno dal lago in abbondanza
Cuore mio, la notte è buia, umida e piovosa.
Ecco il tuo bambino nella balma
Suvvia, amore mio, mia gioia, c’è bisogno di fuoco qui,
bisogno di riparo e conforto
il nostro bambino sta piangendo accanto al  lago. Sposa mia, cuore mio!
La mia bocca grigia da vecchio sdentato che bacia le tue dolci labbra
e io che canto vecchie canzoni per te
sul Monte Frochkie

continua

FONTI
http://novelpointsofview.blogspot.it/2016/02/valentines-not-just-for-february_11.html
http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/ http://www.lochiel.net/archives/arch116.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg