Down by the Glenside (The bold fenian men)

An Irish rebel song written by Peadar Kearney member of the Irish Republican Brotherhood (the brotherhood of the Republican Army), created with the aim of freeing Ireland from the English domain.
In Irish mythology, the Fenians (fianna) were the followers of the hero Finn Mac Cumhail, a group of hunter-warriors who worked outside the social structure of the Clans, indomitable warriors devoted to defending Ireland from enemy incursions. 
In their honor the members of the Brotherhood wanted to be called Fenian Brotherhood.
The song is a call to arms for the Easter Rising of 1916 in remembering the insurgents of the last armed revolt.
Una irish rebel song scritta da Peadar Kearney membro della Fratellanza repubblicana irlandese (the brotherhood of the Republican Army), creata con lo scopo di liberare l’Irlanda dal dominio inglese.
Nella mitologia irlandese, i feniani (fianna) erano i seguaci dell’eroe Finn Mac Cumhail, un gruppo di cacciatori-guerrieri che operava al di fuori dell struttura sociale dei Clan, indomiti guerrieri votati alla difesa dell’Irlanda dalle incursioni del nemico. Continua
In loro onore i membri della Fratellanza vollero chiamarsi Feniani (Fenian Brotherhood ).
La canzone è una chiamata alle armi per la rivolta di Pasqua  (Easter Rising) del 1916 nel ricordare gli insorti della precedente rivolta armata.


The melody takes up an old tune “My Name Is Bold Kelly” collected by P.W. Joyce in Old Irish Folk Music & Songs (1909)
La melodia riprende quella di “My Name Is Bold Kelly” raccolta da  P.W. Joyce in Old Irish Folk Music & Songs (1909)

Kay McCarthy in Roisin Dubh 1978

Cathy Jordan & The Unwanted in “All The Way Home” 2002

Omnia in “Crone of War”  2004

or the Unplagged version from the ‘Pagan Folk Lore’ DVD
oppure la versione Unplagged dal Dvd ‘Pagan Folk Lore’ 


I
‘Twas down by the glenside,
I met an old woman (1)
A-plucking young nettles,
she ne’er saw me coming
I listened a while to the song
she was humming
“Glory O, Glory O,
to the bold Fenian men”
II
‘Tis many long years since
I saw the moon beaming
On strong manly forms
and their eyes with hope gleaming
I’ll see them again,
through all my sad dreams
Glory O, Glory O,
to the bold Fenian men
III
Some died by the glenside,
some died near a stranger
And wise men have told us
that their cause was a failure
But they loved their old Ireland
and they never feared danger
Glory O, Glory O,
to the bold Fenian men
IV
I passed on my way,
Gods be praised that I met her
Be life long or short,
sure I’ll never forget her
We may have brave men,
but we’ll never have better
Glory O, Glory O,
to the bold Fenian men

Traduzione italiano Cattia Salto
I
Giù per i fianchi della valle
incontrai una vecchia
che raccoglieva giovani ortiche
lei non si accorse del mio arrivo
e l’ascoltai un momento
mentre canticchiava
“Gloria, Gloria
ai valorosi Feniani”
II
” Sono passati molti anni da quando
vidi la luna risplendere
sui corpi di forti maschi
e i loro occhi luccicanti di speranza,
li rivedrò
nei miei tristi sogni
“Gloria, Gloria
ai valorosi Feniani”
III
Alcuni morirono sul fianco della collina
altri morirono accanto allo straniero
e i saggi ci dissero
che la loro causa fu un fallimento,
ma loro amarono la vecchia Irlanda
e non paventarono mai il pericolo
“Gloria, Gloria
ai valorosi Feniani”
IV
Ho continuato il mio cammino
ringraziando gli Dei per averla incontrata
siano gli anni che mi restano tanti o pochi,
di sicuro non la dimenticherò mai
potremmo avere uomini coraggiosi
ma non ce ne saranno mai di migliori
“Gloria, Gloria
ai valorosi Feniani””

FOODNOTE
1) the old woman is clearly the personification of Ireland in the guise of Old Goddess, an “poor old woman”, Mrs Katty Hualloghan – Cathleen or Kathleen Nì Houlihan-, mistress of four green fields (ie the four provinces in which Ireland is traditionally divided). The name is also the title of a play by W.B. Yeats and Lady Augusta Gregory set in 1798.
la vecchia è chiaramente la personificazione dell’Irlanda nella veste di Vecchia Dea, una “povera vecchia”, la signora Katty Hualloghan – Cathleen o Kathleen Nì Houlihan-,  padrona di quattro campi verdi (cioè le quattro province in cui è divisa per tradizione l’Irlanda). Il nome è anche il titolo di una opera teatrale di W.B. Yeats e Lady Augusta Gregory ambientata nel 1798.
continua

LINK
https://terreceltiche.altervista.org/ossians-lament/
http://irishdrinkingsongs.net/bold-fenian-men-rebel-song/
https://www.itma.ie/digital-library/score/pw-joyce-old-irish-folk-music-248
https://www.itma.ie/ga/digital-library/score/goodman-vol-1-416

ARÍS

In occasione della festa della donna una canzone scritta da Kay McCarthy, irlandese di Dublino e romana d’adozione, di lei conservo come una reliquia il cd “Fadò, Fadò” uscito nel 1998. Per capire il personaggio leggetevi l’intervista di Alfredo De Pietra nel 2000 (qui): Per me l’Irlanda è la madre, l’Italia la persona amataRimango profondamente irlandese, amo il mio paese e gli sarò eternamente grata per le immense ricchezze culturali che ho ereditato; come tutti gli irlandesi sono stata plasmata in una “creta culturale” che conserva molti echi della tradizione gaelica. Nell’Irlanda della mia fanciullezza si  viveva in una comunità molto chiusa e per certi versi involuta. Ho lasciato l’Irlanda per prenderne, “Joyceanamente”, le distanze, per maturare sia come persona che come artista; quando si è troppo immersi in un contesto è difficile resistere alle pressioni locali, familiari e della comunità in cui si vive, specialmente se si sceglie il “libero pensiero”.

kaymccarthy_1

Ha iniziato la sua carriera artistica a Roma negli anni 70  diventando la cantante dei Ròisin Dubh (all’epoca uno dei pochi gruppi italiani di musica celtica accanto ai fiorentini Whisky Trail) che hanno registrato grazie a Giancarlo Cesaroni del Folkstudio di Roma un album omonimo nel 1978.
Il suo primo disco solista è del 1983 Stormy Lullabye. (ristampato in cd nel 2003 con il numero 58 della rivista “World Music”), seguito da “Níl Sé ‘na Lá” (1995) diffuso per tutt’Italia con la rivista “Avvenimenti” successo di pubblico bissato con “Aris” (1996).

ARIS

In gaelico significa “ancora, di nuovo”.  La melodia ha un sapore medievale, le parole sono quelle di una donna innamorata, ma abbandonata che trova in se stessa la forza di restare sola e di dire all’uomo: “Ná tar arais arís” (Non tornare di nuovo!)

Kay McCarthy & her Group in Aris, (1996) e in Quintessence 2010 (qui) suonano con lei Ida Natale (flauto) Silvano Melgiovanni (tastiere) Fabrizio Bono (violino) Luigi Pigniatiello (chitarra), la figlia Antoniatta all’arpa e il marito Piero Ricciardi (costruttore e suonatore di bodhran)


TESTO DI  KAY MCCARTHY
I
I heard your voice, it was the wind
I thought it called my name.
I saw your face, it was a cloud,
It faded with the rain.
As fleeting as a shade
As faithless as a breeze,
You’ve left me here alone, a stór,
Ni thiochfaidh tú aris.
II
Oh did you think I’d wail and moan
And rant and tear my hair,
Oh did you think I’d rend my dress
And yield to dark despair
Because you went away
And left me here to grieve?
Well don’t come back, a stór mo chroí!
Ná tar arais arís!

TRADUZIONE  DI KAY MCCARTHY
I
Ho sentito la tua voce, era il vento,
sembrava che chiamasse il mio nome.
Ho visto il tuo volto, era una nuvola.
Scomparve con la pioggia.
Evanescente quanto un’ombra,
infedele quanto una brezza,
Tu m’hai lasciata sola, amor mio.
Non tornerai di nuovo.
II
Pensasti, forse, che avrei pianto, sospirato, che avrei perso il senno, la ragione, che mi sarei strappata le vesti,
che mi sarei arresa alla disperazione più nera. Solo perché tu te n’eri andato,
lasciandomi qui, addolorata?
Bene, allora, non tornare, amor mio,
Non tornare di nuovo!

FONTI
http://www.kaymccarthy.it/home.html
http://xoomer.virgilio.it/aldepi1/kay_mccarthy.htm
http://www.ondarock.it/songwriter/kaymccarthy.htm

Bheir Mi O aka Gradh Geal Mo Chridhe

Read the post in English

Nel primo libro della serie “Outlander” (in italiano La straniera) Diana Gabaldon narra del viaggio nel tempo di Claire Randall che attraversando un cerchio di pietre nei pressi di Inverness,  si ritrova magicamente catapultata duecento anni indietro nella Scozia di metà Settecento. Imbattutasi in un gruppetto di highlanders del clan McKenzie viene condotta a Castel Leoch dove conosce il capo clan Colum McKenzie.

L’intrattenimento serale ha come ospite d’onore il bardo gallese Gwyllyn con musica, canti e racconti  in particolare sui Wee Folk (il piccolo popolo, vezzeggiativo con cui sono chiamate le creature magiche del folklore scozzese) vedi

La seconda canzone cantata dal bardo s’intitola “Gradh Geal Mo Chridhe” in inglese “Fair love of my Heart” ovvero “L’amore luminoso del mio cuore“, una slow air molto intensa di origini scozzesi; è stata fatta propria anche dalla tradizione irlandese e successivamente tradotta in inglese con il titolo di Eriskay Love Lilt.
Dello stesso brano si conoscono molte varianti, ma tutte trattano dell’amore non corrisposto: un uomo è afflitto dopo essere stato abbandonato dalla donna che ama.

LA VERSIONE SCOZZESE

Questa variante è quella più realistica, legata alla dura vita dell’isola: qui l’uomo mette la forza delle proprie braccia a disposizione della donna amata, promettendole che avrà cura di lei e non le farà mai mancare nulla; ma la donna lo ha lasciato e con lei tutte le sue forze sono venute meno!

Dagli archivi di Tobar Dualchais la versione originale:
Bheir mi o hua ho

AIshbel MacAskill in Sioda 1994 (strofe II, IV, V, VI)
Alison Helzer & Tonn Nua in Carolan’s Welcome,  2010 (Strofe I, IV, V)

Gaelico Scozzese
Sèist:
Bheir mi ò hu ò hò(1)
Bheir mi ò hu ò hì
Bheir mi ò hu ò hò
‘S mi fo bhròn ‘s tu gam dhìth
I
‘S iomadh oidhche fliuch is fuar,
Ghabh mi cuairt is mi leam fhìn;
Gus an d’ ràinig mi an t-àite
Far robh gràdh geal mo chridh’.
II
‘N àm bhith cromadh ris a’ghleann
Thàinig snaidhm air mo chridh’
Bho nach d’thug thu dhomh do làmh
‘S mi’n dùil nach fhàgadh tu mi
III
Na mo chlàrsach cha robh ceòl,
Na mo mheòirean cha robh àgh,
Rinn do phòg-sa mo leòn,
Fhuair mi eòlas air dàn.
IV
Dhèanainn treabhadh dhuit is buan
Chumainn suas thu gun dìth
Bheirinn as a’ ghreabhal chruaidh
Do mo luaidh teachd an tìr
V
Ged nach eil sinn fhathast pòsd’
Tha mi’n dòchas gum bi
Fhad’ ‘s a mhaireas mo dhà dhòrn
Cha bhith lòn oirnn a dhìth
VI
Dh’fhàg thu sìlteach mo shùil
Dh’fhàg thu tùrsach mo chridh’
Dh’fhàg thu tana-glas mo shnuadh
‘S thug thu ghruag bhàrr mo chìnn
TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Bheir mi ò hu ò hì
I am sad and you are not with me
I
Many nights wet and cold
I took a trip all by myself
Until I reached the place
Where my heart was loved
II
When I went to the glen
My heart was enthralled
Since you did not give me your hand
I thought you wouldn’t leave me
III
There’s no music in my harp
My fingers knew naught but pain,
Then your kiss, made me wounded
Brought song to my life again.
IV
I would plow for you and reap
I’d support you and you’d want for nothing
I would take from the hard gravel(2)
A living for my love
V
Although we are not yet married
I hope we will be
As long as there is strength in my two fists
We will want for nothing
VI
You left my eye tearful
You left my heart broken
You left me with a sickly pallor
My hair is thinned
Traduzione italiana Cattia Salto
CORO
Bheir mi ò hu ò hì(1)
sono triste e ho bisogno di te.
I
Molte notti al freddo e sotto la pioggia
vagabondavo tutto solo
fin quando raggiunsi il posto
dove il mio cuore è stato amato
II
Quando andai nella valle
il cuore si è fermato,
dato che non mi concedevi la tua mano,
pensavo non mi avresti lasciato.
III
Nella mia arpa non c’è musica
Le mie dita conoscono solo il dolore
Poi il tuo bacio, che tormento
Ha riportato il canto nella mia vita 
IV
Lavorerei la terra e mieterei il raccolto per te
e ti manterrei e tu non avrai bisogno di nient’altro, spremerei dal duro sasso(2)
la vita per il mio amore.
V
Anche se non siamo ancora sposati,
spero lo diventeremo
e finchè ci sarà forza nelle mie mani
non avremo bisogno di nient’altro.
VI
Hai lasciato che i miei occhi piangessero,
che il mio cuore si spezzasse,
mi hai lasciato con un pallore malato,
i capelli si sono diradati.

NOTE
1) per lo più considerate come sillabe senza senso ovvero il tradizionale “lilting”
2) tradotto in senso letterale: vorrei prendere dal duro sasso: gravel road è una strada sterrata fatta con la ghiaia detta anche strada bianca. Gravel ha origini celtiche e sta anche per spiaggia sassosa.

LA VERSIONE IRLANDESE

Questa è la versione più accreditata in Irlanda. Qualcuno ha ipotizzato che la versione irlandese provenga da Rathlin Island, ma più in generale è molto diffusa in tutto il Nord Irlanda e il brano è chiaramente una traduzione del gaelico scozzese.
Condon O’ Connor


VERSIONE GAELICO IRLANDESE
Bheir mí ó, óró bhean ó(1),
Bheir mí ó, óró bhean í,
Bheir mí óró óhó,
Tá mé brónach, ‘s tú im’ dhíth.
I
‘S iomaí oíche fliuch is fuar
Thug mé cuairt is mé liom féin,
Nó go ráinig mé san áit
Mar a raibh stór gheal mo chléibh.
II
I mo chláirseach ní raibh ceol,
I mo mheoraigh ní raibh brí,
Nó gur luaigh tú do rún,
‘S d’fhuair mé eolas ar mo dhán.
Traduzione inglese Kay McCarthy
Chorus
Carry me over Oro van O
Carry me over Oro van O
Carry me over
I’m  miserable and missing you.
II
Many a night both wet and cold
I wandered by myself
Until I came to this place
Wherein dwelt the love of my heart
II
In my  harp there was no music
In my fingers there was no power
Until you announced your intention
And I got to know my destiny
traduzione italiana Kay McCarthy
Ritornello
Amami o donna mia,
Amami o donna mia,
Amami o donna mia,
Sono triste senza di te.
I
Molte notti, con la pioggia e con il gelo,
Ho vagato tutto solo
E mi sono sempre trovato nel luogo
Dove abita il mio tesoro.
II
Nella mia arpa non c’era musica,
Nella mia anima non c’era vita,
Fino a quando tu mi confessasti le tue intenzioni
Ed io seppi della mia sorte.

continua Eriskay LoveLilt
continua Griogal Cridhe

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/cormack/gradh.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31628
http://ingeb.org/songs/vairmeor.html
http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/gradh.htm

NIL SE NA LA

Il brano è una drinking songs in gaelico irlandese: richiama il tema del gran bevitore come in “The Wild Rover” in cui il protagonista cerca di bere a credito presso una birreria ed è respinto in malo modo dalla locandiera, poi ritorna con i soldi in tasca e riceve tutte le attenzioni del caso.

Il ritornello tratteggia un romantico quadretto di una notte di luna piena in cui il rover è in giro per pubs. Ma nello stesso tempo il titolo è anche un messaggio in codice Níl Sé ina Lá (Níl Sé’n Lá)
in inglese “It’s Not Yet Day” significa “non è ancora il giorno” da intendersi come “non è ancora arrivato il momento” come spiega Riccardo Venturi “Il termine gaelico irlandese per giorno, lá, ha una valenza del tutto particolare in Irlanda per entrare nel famosissimo slogan Tiocfaidh ár lá “Verrà il nostro giorno”, quello dell’indipendenza e della libertà. Fu creato da tale Bobby Sands ed è stato il motto del Provisional Irish Republican Army. Lá dev’essere una delle tre o quattro parole gaeliche che si pronunciano come si scrivono; però i Provisionals venivano detti “Chucky”, che è più o meno l’esatta pronuncia di “Tiocfaidh”, tanto per dare un esempio di quanto poco la pronuncia sia legata alla grafia nella lingua gaelica. Lá (genitivo: lae, irlandese antico lathe da un protoceltico *lasio- “il luminoso”), è comunque antichissima parola indoeuropea: è la radice LAS- “risplendere” che ha dato, ad esempio, il sanscrito lásati “risplende” e il greco λάω “guardo il sole che splende” (< *λά-σ-ω).” (da qui)
bosphorus-by-moonlight-1874

ASCOLTA Clannad, in Clannd -1972 superbo arrangiamento in stile anni 70

Un brano che nella sua struttura essenziale è cantato dalla stessa Kay McCarthy (irlandese trapiantata nel Lazio) in uno dei suoi primi progetti discografici realizzati in Italia, riascoltiamolo nella versione di Anna Cefalo ovvero Arpaincanto per voce e bodhran

ASCOLTA Da Anaan


Cúrfa:
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,

níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
Chuir mé féin mo lámh ‘mo phóc’,
is d’iarr mé briseadh coróin’ uirthi,
‘S é dúirt sí liom “Buail a’ bord,
A’s bí ag ól anseo go maidin”
III
“Éirigh ‘do shuí, a fhir a’ tí,
cuir ort do bhríste a’s do hata,
Go gcoinní tú ceol leis a’ duine chóir,
‘ bheas ag ól anseo go maidin”.
IV
Nach mise féin an fear gan chéill,
a d’fhág mo chíos i mo scórnaigh?
D’fhág me léan orm féin,
is d’fhág mé séan ar dhaoine eile?
tradotto da Kay McCarthy (*)
Ritornello
Non è ancora giorno,
l’alba è ancora lontana,
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
I
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va
a casa!”
II
Misi la mano nella tasca e le chiesi il resto di una corona
E lei mi disse “Vieni al tavolo, bevi fino all’alba”.
III
“Alzati, padrone di casa, mettiti pantaloni e cappello,
Vieni giù e suona per questo signore, che resterà a bere fino all’alba”
IV
Che sciocco sono stato a tracannare i soldi dell’affitto,
Ad imparare una dura lezione, a lasciare la mia ricchezza ad altri (1).

NOTE
* Traduzione dal gaelico irlandese di Kay McCarthy, la traduzione in inglese qui
1) il pentimento del “rover” arriva alla fine quando si rende conto di aver speso tutti i soldi per il bere: qui però non è esplicitamente dichiarato il proposito di cambiare stile di vita

Le Celtic Woman partendo dallo stesso brano hanno realizzato una patinata performance per i loro “romantici” spettacoli, trasformano così il testo in una “notte brava” al femminile.


I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
I came by the house last night and told the woman I am stayin’.
I said to her the moon is bright and me fiddle’s tuned for playin’.
III
Tell me that the night is young!
Tell me that the moon is glowin’.
Fill me glass, I’ll sing a song,
And we’ll start the music flowin’.
IV
Never mind the risin’ light!
There’s no sign of day nor Dawnin’.
In me heart, ‘tis still the night!
And we’ll stay ‘ere ‘til the mornin’.
V
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,
níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
VI
‘Tis not day nor yet awhile!
I can see the starlight shinin’.
Nil Se ina la is ni bheidh go foill.
Solas ard ata sa ghealaigh.
VII
Fill the glasses one more time and ne’er heed the empty bottle,
Turn the water into wine and turn the party up full throttle!
VIII
Don’t go out into the cold where the wind and rain are blowin’.
For the fire’s flamin’ gold,
And in ‘ere the music’s flowin’.
IX
Tell me that the night is long
Tell me that the moon is gleaming
Fill my glass, I’ll sing a song
And we’ll keep the music streaming
Until all the songs are sung
tradotto da Cattia Salto
I*
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va a casa!”
II
Uscii da casa la notte scorsa e dissi alla donna che mi ospita,
le dissi che la luna era luminosa e io e il mio violino eravamo intonati per suonare
III
Dimmi che la notte è giovane
dimmi che la luna è splendente
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo scorrere la musica
IV
Non preoccuparti che sorga il giorno
non c’è segno del giorno o dell’alba!
Nel mio cuore è ancora notte
e noi resteremo qui fino al mattino
V*
Non è ancora giorno, l’alba è ancora lontana, quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VI
Non è ancora giorno, neanche un po’.
Posso vedere la luce delle stelle brillare
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VII
Riempi i bicchieri ancora una volta e bada alla bottiglia vuota
trasforma l’acqua in vino
e fai girare la festa a tutto gas
VIII
Non uscire fuori al freddo dove vento e pioggia si stanno accanendo
perchè il fuoco scoppietta
e dentro c’è la musica che scorre
IX
Dimmi che la notte è lunga
dimmi che la luna è scintillante
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo continuare la musica
finchè saranno cantate tutte le canzoni.

(Cattia Salto prima pubblicazione marzo 2013, integrazione gennaio 2017)

FONTI
http://ceolas.org/artists/Clannad/lyrics/Nil.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/nil.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=50550
https://thesession.org/tunes/9567
http://kurberraas-hessian13.deviantart.com/journal/Nil-Se-n-La-The-Fiddler-Woman-s-Dance-Irish-Ballad-274667497