The Hounds Of Winter

On more than one occasion Sting reiterated that the season most congenial to him is winter, so in The Hounds of Winter he is an abandoned lover who recalls the past and abandons himself to the gloom of the season.
[In più di un’occasione Sting ha ribadito che la stagione a lui più congeniale è l’inverno, così in The Hounds of Winter (in italiano I segugi dell’Inverno) è un amante abbandonato che richiama il passato e si abbandona alla cupezza della stagione ]
Sting in “Mercury Falling” 1996

If On A Winters Night 2009: a revisited version played with the acoustic guitar and double bass, but also the typical instruments of the Celtic tradition
[una versione rivisitata suonata con la chitarra acustica e contrabbasso, ma anche gli strumenti tipici della tradizione celtica]

Mercury falling (1)
I rise from my bed
Collect my thoughts together
I have to hold my head
It seems that she’s gone
And somehow I am pinned by
The hounds of winter  (3)
Howling in the wind
I walk through the day
My coat around my ears
I look for my companion
I have to dry my tears
It seems that she’s gone
Leaving me too soon
I’m as dark as December
I’m as cold as the man in the moon
I still see her face
As beautiful as day
It’s easy to remember
Remember my love that way
All I hear is that lonesome sound
The hounds of winter
They follow me down (6)
I can’t make up the fire
The way that she could
I spend all my days
In the search for dry wood
Board all the windows
and close the front door
I can’t believe
she won’t be here anymore
A season for joy
A season for sorrow
Where she’s gone
I will surely, surely follow
She brightened my day
She warmed the coldest night
The hounds of winter
They got me in their sights
Traduzione in italiano Cattia Salto
Il mercurio è in picchiata (1)
mi alzo dal letto
e raduno tutti i miei pensieri,
con la testa tra le mani (2).
Sembra che lei se ne sia andata
e chissà come sono attaccato
dai segugi dell’inverno (3)
che ululano nel vento
Rivivo quel giorno
con il bavero alzato (4),
cerco la mia compagna,
mi devo asciugare le lacrime.
Sembra che lei se ne sia andata,
lasciandomi troppo presto,
sono cupo come Dicembre
sono freddo come l’uomo nella Luna
Vedo ancora il suo viso
bello come il sole (5).
E’ facile ricordare,
ricordare il mio amore così.
Tutto ciò che sento è quel suono solitario,
i segugi dell’inverno
che mi inseguono (6).
Non riesco ad accendere il fuoco
come faceva lei,
passo i giorni
in cerca di legna asciutta.
Sbarro tutte le finestre
e chiudo la porta principale.
Non posso credere
che lei non sia più qui
Una stagione per la gioia,
una stagione per il dolore
ovunque sia andata
di sicuro, di sicuro la seguirò.
Lei illumina il mio giorno,
riscalda le notti più fredde.
I segugi dell’inverno
mi tengono d’occhio.

1) “There are so many references attached to mercury. I mean, it’s a metal, it’s a liquid, it’s an element, it’s a god, it’s a planet. It’s an idea – ‘mercurial,’ I think, is a valuable description. I use the phrase initially very literally. You know, it’s getting cold, the thermometer’s falling. And then I use it symbolically at the end. I love the phrase. It’s very resonant, full of so many things.(Sting from here)
[Ci sono così tanti riferimenti collegati al mercurio. Voglio dire, è un metallo, è un liquido, è un elemento, è un dio, è un pianeta. È un’idea – ‘mercuriale’, penso, è una descrizione preziosa. Uso la frase inizialmente in modo molto letterale. Sai, si sta facendo freddo, il termometro sta cadendo. E poi lo uso simbolicamente alla fine. Amo la frase È molto risonante, pieno di tante cose.(da qui)]
2) letteralmente “mi devo tenere la testa”
3) are the hounds of hell, demons, the hunting dogs known in folklore as Wild Hunt?
[sono i segugi dell’inferno, demoni, i cani della battuta di caccia nota nel folklore come Caccia selvaggia?]
4) letteralmente “con il cappotto alle orecchie”
5) letteralmente “bello come il giorno”
6) in the last verse of the final he says
The Hounds of Winter
They harry me down
nell’ultimo verso del finale dice
“I segugi dell’Inverno mi hanno preso”

You Only Cross My Mind in Winter

For those who feel oppressed by the cold and gray skies, winter is the ideal season of solitude and introspection. Sting writes in the accompanying notes of his album “If On a Winter’s Night” 2009 (which draws the title from the novel by Italo Calvino “If a winter night a traveler”):“Walking amid the snows of Winter, or sitting entranced in a darkened room gazing at the firelight, usually evokes in me a mood of reflection, a mood that can be at times philosophical, at others wildly irrational; I find myself haunted by memories. For Winter is the season of ghosts; and ghosts, if they can be said to reside anywhere, reside here in this season of frosts and in these long hours of darkness. We must treat with them calmly and civilly, before the snows melt and the cycle of the seasons begins once more.

[Per coloro che si sentono oppressi dal freddo e dai cieli grigi, l’inverno è la stagione ideale della solitudine e dell’introspezione . Scrive Sting nelle note di accompagnamento dell’album “If On a Winter’s Night” 2009 (che trae il titolo dal romanzo di Italo Calvino “Se una notte d’inverno un viaggiatore”): Camminare tra le nevi d’Inverno o sedersi  in una stanza buia a guardare incantati il fuoco del camino, mi richiama a uno stato d’animo riflessivo, uno stato d’animo che potrebbe essere a volte filosofico, altre volte follemente irrazionale; mi ritrovo ossessionato dai ricordi. Perchè l’Inverno è la stagione dei fantasmi; e i fantasmi, sebbene si sia portati a dire che risiedano ovunque,  risiedono qui in questa stagione del gelo e in queste lunghe ore di oscurità. Dobbiamo venire a patti con loro in modo calmo e civile, prima che le nevi si sciolgano e il ciclo delle stagioni ricominci un’altra volta“]

So Sting prevail over the record company that wanted a Christmas album and packs a concentration of emotions connected with the winter season, with only a couple of Christmas songs from the British tradition.
[Così Sting la spunta sulla casa discografica che voleva un album natalizio e confeziona un concentrato di emozioni collegate con la stagione invernale, con solo un paio di canzoni natalizie della tradizione britannica.]
Let’s see it in the DVD “Behind the scenes” resumed during the recordings of the album in his villa on the hills of Florence (Villa Il Palagio, Figline Valdarno, Italy)

[Vediamolo nel Dvd “Dietro le quinte” ripreso durante le registrazioni  dell’album nella sua villa sulle colline di Firenze (Villa Il Palagio di Figline Valdarno)]

Obviously I bought the CD just released and every winter I listen again to its mix of baroque and folk music that maintains a domestic and intimate atmosphere, heated by the fire of wood and candles. Among the others are violinist Kathryn Tickell, guitarist Dominic Miller, harpist Mary Macmaster and saxophonist Kenny Garrett.
[Ovviamente ho comprato il cd appena uscito e ogni inverno lo riascolto per il suo mix di musica barocca e folk che mantiene tuttavia un’atmosfera domestica, intima e raccolta, riscaldata dal fuoco della legna e delle candele. Partecipano all’operazione, tra gli altri, la violinista Kathryn Tickell, il chitarrista Dominic Miller, l’arpista Mary Macmaster e il sassofonista Kenny Garrett.]
Gabriel’s Message
Soul Cake
There Is No Rose of Such Virtue”
The Snow It Melts the Soonest
Christmas at Sea
Lo, How a Rose E’er Blooming
Cold Song
The Burning Babe
Now Winter Comes Slowly
The Hounds of Winter
Cherry Tree Carol
Lullaby for an Anxious Child
The Hurdy-Gurdy Man
You Only Cross My Mind in Winter
Bethlehem Down
Blake’s Cradle Song
The Coventry Carol

You Only Cross My Mind in Winter

“You Only Cross My Mind in Winter” is a poem written by Sting inspired by the music of J.S. Bach (La Sarabanda from the VI Suite for cello) and inevitably recalls the atmosphere of the album “Songs from the Labyrinth” (2006) with Sting playing with the low and dark tones of his voice supported by the lute of the famous Edin Karamazov and on the carpet of the Arcs of Music Aeterna Orchestra.
You Only Cross My Mind in Winter” è un poesia scritta da Sting ispirato dalla musica di J.S. Bach (La Sarabanda dalla VI Suite per violoncello) e richiama inevitabilmente le atmosfere dell’album “Songs from the Labyrinth” (2006) con Sting che gioca con i toni bassi e cupi della sua voce appoggiato dal liuto del celebre Edin Karamazov e sul tappeto degli Archi della Musica Aeterna Orchestra.

Always this winter child,
December’s sun (1) sits low against the sky
Cold light on frozen fields,
The cattle in their stable lowing.
When two walked this winter road,
Ten thousand miles seemed nothing to us then,
Now one walks with heavy tread
The space between their footsteps slowing
All day the snow did fall,
What’s left of the day is close drawn in (2),
I speak your name as if you’d answer me,
But the silence of the snow is deafening
How well do I recall our arguments,
Our logic owed no debts or recompense,
Philosophy and faith were ghosts
That we would chase until
The gates of heaven were broken
But something makes me turn, I don’t know,
To see another’s footsteps there in the snow,
I smile to myself and then I wonder why it is
You only cross my mind in winter
Traduzione italiano di Cattia Salto
Sempre quest’inverno fanciullo
il sole di dicembre assiso basso in cielo
luce fredda su campi di ghiaccio
il bestiame nella stalla che muggisce
Quando in due camminavamo su questa strada invernale, allora per noi diecimila miglia non erano niente, adesso si cammina con passo pesante, lo spazio tra le orme rallentato.
Tutto il giorno è caduta la neve,
quel che resta del giorno è prossimo a concludersi,
pronuncio il tuo nome come se mi rispondessi,
ma il silenzio della neve è assordante
Quanto bene ricordo i nostri argomenti
la nostra logica non aveva debiti o ricompense,
filosofia e fede erano fantasmi
che inseguivamo fin tanto che
i cancelli del paradiso fossero rotti
Ma qualcosa mi ha fatto voltare, non so,
vedere altre orme là nella neve,
sorrido a me stesso e così mi chiedo perchè
tu attraversi la mia mente solo in inverno

1) the winter child is the solstice sun that is reborn by renewing life on Earth [Il fanciullo dell’inverno è il sole solstiziale che rinasce rinnovando la vita sulla Terra]
2) the darkness is an omen of transience [l’approssimarsi del buio è anche presagio di caducità]


Sarabanda is a slow dance of solemn character born in 1500 and becomes part of the Baroque Suite as a typical movement (allemanda-corrente-sarabanda-giga)
La Sarabanda è una danza lenta di carattere solenne nata nel 1500 entra a far parte della Suite Barocca come movimento tipico (allemanda-corrente-sarabanda-giga)
Mischa Maisky

Un esauriente excursus di Irene Marone al clavicembalo

The movements of the dance more and more recall what will become the classical ballet, posture, grace and agility, object of study and training.
Le movenze della danza richiamano sempre più quello che diventerà il balletto classico, postura, grazia e agilità oggetto di studio e allenamento.


From beds of everlasting snow

The months of December and January are, in our latitudes, the months of the snow, the bitter cold and the frosts. The air is clearer, the cold is intense but invigorating, the snow muffles sounds and feelings. These are also the months of rheumatic pains, slippery falls on the ice, dangers in the streets and in the mountains, when you prefer to stand by the fire or under the covers drinking chocolate or mulled wine.
[I mesi di Dicembre e Gennaio sono, alle nostre latitudini, i mesi della neve, del freddo pungente e delle gelate. L’aria è più tersa, il freddo è intenso ma corroborante, la neve ovatta suoni e sentimenti. Sono anche i mesi dei dolori reumatici, delle cadute scivolose sul ghiaccio, dei pericoli per le strade e in montagna, quando si preferisce stare accanto al fuoco o sotto le coperte bevendo la cioccolata o il vin brulè.]
 A perfect frame for listening to “Cold Song” (= “Song of the cold”) an experimental work by Sting for his winter CD “If on a Winter’s Night” (2009) in which the artist sums ancient and modern carols , traditional passages and excursions in the operatic world. Sting had approached baroque music with an amazing previous CD on John Dowland’s lute compositions titled “Songs from the Labyrinth” (2006), so “Cold Song” is the “What Power art thou” from semi-opera “King Arthur” (the first musical opera in history that bears the date 1691) on music by Henry Purcell and libretto by John Dryden, the greatest musician and the greatest poet of the English Restoration.
[Una cornice perfetta per l’ascolto di “Cold Song” (=“Canzone del freddo”) un lavoro sperimentale di Sting per il suo Cd invernale “If on a Winter’s Night” (2009) in cui l’artista somma carols antiche e moderne, brani tradizionali ed escursioni nel mondo operistico. Sting si era approcciato alla musica barocca con un precedente strepitoso cd sulle composizioni per liuto di John Dowland dal titolo  “Songs from the Labyrinth” (2006), così “Cold Song” è la “What Power art thou” aria tratta dalla semi-opera “Re Artù” (il primo musical nella storia porta la data 1691) su musica di Henry Purcell e libretto di John Dryden, il più grande musicista e il massimo poeta della Restaurazione inglese.]

“What Power art thou” is sung in Act III by the Genius of the Cold, awakened by Cupid who tries instead to bring the warmth of the passions into the inhabitants of a frozen world.
[L’aria è cantata nell’atto III dal Genio del Freddo, risvegliato da Cupido che cerca invece di portare il calore delle passioni negli abitanti di un mondo ghiacciato.]

Sting  in “If On a Winter’s Night” 2009 –
the promo scenes were shot on his estate in Chianti (Figline Valdarno): 300 hectares with a large 16th century manor house, a hill, 6 lakes, vineyards and olive groves (you can rent the villa for weddings and private ceremonies see) .
[Le scene del promo sono state girate nella sua tenuta nel Chianti (Figline Valdarno):  300 ettari con una grande villa padronale del XVI secolo, una collina, 6 laghi, vigne e oliveti  (è possibile affittare la villa per matrimoni e cerimonie private vedi).]

What Power (1) art thou
who from below
Hast made me rise
unwillingly and slow
From beds of everlasting snow?
See’st thou not how stiff
and wondrous old,
Far unfit
to bear the bitter cold,
I can scarcely move or draw my breath?
Let me, let me freeze again
to death
Traduzione italiano di Cattia Salto
Qual Divinità (1) sei tu,
mi ha fatto alzare
contro voglia e lento,
da sotto a coltri di neve perenne?
Non vedi come irrigidito e straordinariamente vecchio
troppo malandato
per sopportare il freddo pungente,
quasi non riesco a muovermi o a tirare il fiato?
Lasciami, lasciami congelare ancora,
fino alla morte

1) Power in this context indicates the power of a deity, its magical and supernatural power: it is Cupid the God of Love to awaken from its ice sheet the Genius of Frost
[Power in questo contesto indica la potenza di una divinità, il suo potere magico e sovrannaturale: è Cupido il Dio dell’Amore a risvegliare dal suo letto di ghiaccio il Genio del Gelo]

Although the song was written for a bass voice, the performances I prefer are those of contralto voices – countertenor
[Per quanto il brano sia stato scritto per una voce di basso, le performance che preferisco sono quelle di voci di contralto – controtenore]

Klaus Nomi live

Andreas Scholl

Nanette Scriba (the German version -la versione in tedesco)


Sting: Christmas at sea

The most beautiful adventures are not the ones we are looking for ..
[“Si può remare per tutto il giorno ma è quando si torna al calar della notte, e si guarda la stanza familiare, che trovi l’amore o la morte che ti attende accanto alla stufa; le più belle avventure non sono quelle che andiamo a cercare“.] (R.L.Stevenson)

In his “If On a Winter’s Night” (2009) Sting sings “Christmas at Sea” which text is taken from a poem by Robert Louis Stevenson with the addition of a chorus in Scottish Gaelic belonging to a waulking song from the Hebrides..
The music is by Sting and Mary Macmaster.
[Nel Cd di Sting “If On a Winter’s Night” (2009) tra i vari traditionals e carols natalizi troviamo un brano più particolare il cui testo è ripreso da una poesia di Robert Louis Stevenson con l’aggiunta di un coro in gaelico scozzese che appartiene ad una waulking song delle Isole Ebridi.
La musica è di Sting e di Mary Macmaster.]

Da ascoltare la versione degli italianissimi Practical Solution


Robert Louis Stevenson is a strange character and an anomalous Scottish who preferred (because of the poor health) the seas of the South to those of the North, and left in June 1888 for a trip through the Pacific islands where he spent the last six years of his life. And precisely in December 1888 this poem was published entitled “Christmas at Sea”.
Sting has extrapolated from the poem the central verses.
[Curioso personaggio Robert Louis Stevenson uno scozzese anomalo che preferì (a causa della cagionevole salute) i mari del Sud a quelli del Nord, e partito nel giugno del 1888 per un viaggio tra le isole del Pacifico vi trascorse gli ultimi sei anni della sua vita. E proprio nel dicembre del 1888 fu pubblicato questa poesia del titolo “Christmas at Sea”.  Del poema vengono estrapolate le strofe centrali]

All day we fought the tides
between the North Head (1) and the South (2)
All day we hauled the frozen sheets,
to ‘scape the storm’s wet mouth
All day as cold as charity (3),
in bitter pain and dread,
For very life and nature
we tacked from head to head.
We gave the South a wider berth,
for there the tide-race roared;
But every tack we made we brought
the North Head close aboard:
We saw the cliffs and houses,
and the breakers running high,
And the coastguard in his garden,
his glass against his eye.
The frost was on the village roofs
as white as ocean foam;
The good red fires were burning bright
in every ‘longshore home;
The windows sparkled clear,
and the chimneys volleyed out;
And I vow we sniffed the victuals
as the vessel went about.
The bells upon the church were rung
with a mighty jovial cheer;
For it’s just that I should tell you how
(of all days in the year)
This day of our adversity
was blessed Christmas morn,
And the house above the coastguard’s
was the house where I was born.
And well I knew the talk they had,
the talk that was of me,
Of the shadow on the household
and the son that went to sea;
And O the wicked fool I seemed,
in every kind of way,
To be here and hauling frozen ropes
on blessed Christmas Day.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Tutto il giorno lottammo
contro i flutti tra Capo Nord (1) e il Sud (2),
tutto il giorno governammo le vele ghiacciate
per fuggire alla morsa umida della tempesta,
tutto il giorno al freddo senza pietà (3),
con acuta sofferenza e terrore,
per la vita stessa e la natura,
abbiamo virato da capo a capo
Ci tenevamo alla larga da Capo Sud,
che là la corrente ruggisce,
e a ogni virata che facevamo ci portavamo sempre più vicini alla Punta Nord:
vedevamo le scogliere e le case,
e i frangenti altissimi
e la guardia costiera nel suo giardino
scrutare con il cannocchiale
Il gelo era sui tetti del villaggio,
bianchi come la schiuma dell’oceano;
i fuochi rosso vivo, stavano scoppiettando
in ogni casa lungo la costa;
le finestre sfavillavano
e i comignoli sbuffavano;
giuro che si annusava il profumo delle vivande mentre il vascello procedeva.
Le campane della chiesa stavano suonando potenti allegri saluti
perchè devo dirvi che
(di tutti i giorni dell’anno)
questo giorno della nostra tribolazione
era il mattino del santo Natale
e la casa sopra alla guardia costiera
era la casa dove sono nato
E bene conoscevo
i discorsi che si facevano su di me,
dell’ombra sulla famiglia
e del figlio andato per mare
e oh che povero sciocco sembravo,
da ogni punto di vista,
stare qui a alare le cime gelate
nel giorno del benedetto Santo Natale.

1) Capo Nord porto di Sydney?
2) South Sea, South Head?
2) as cold as charity
it is an idiomatic phrase said with irony that indicates extreme indifference or coldness,: it is charity made by moral obligation, but without heart.
[è una frase idiomatica che indica un’estrema indifferenza o freddezza, letteralmente freddo come la carità, detto con ironia: è la carità fatta per obbligo morale, ma senza cuore.]

WAULKING SONG: Thograinn thograinn

The chorus of  “Christmas at Sea” is taken from a waulking song in Scottish Gaelic entitled “Òran Mòr Sgoirebreac” (in English “The Great Song of Scorrybreac”), from Hebrides islands: the full version of one of the fragments of the waulking song here
[Il coro di “Christmas at Sea” è preso da una waulking song delle Isole Ebridi in gaelico scozzese dal titolo “Òran Mòr Sgoirebreac” (in inglese “The great song of Scorrybreac”) la versione integrale di uno dei frammenti della waulking song qui]
Even in the ancient song who sings regrets not being at home, the lands of Scorrybreac are the ancestral lands of the MacNeacail clan (Mac Nicol) and Scorrybreac Castle (Portree Bay) on the Isle of Skye was for centuries the castle of MacNicols. (history of the MacNicol’s)
[Anche nell’antica canzone chi canta rimpiange di non essere a casa, le terre di Scorrybreac sono le terre ancestrali del clan MacNeacail (Mac Nicol) e Scorrybreac Castle (Portree Bay) nell’isola di Skye fu per secoli il castello dei MacNicols. (storia del clan MacNicol)]

The subject of the song would appear to be a Nicolson of Scorrybreck, and the occasion of its composition his marriage in the late seventeenth century to a sister of Iain Garbh MacLeod of Raasay.  (from here)
english version here
[Il soggetto della canzone sembrerebbe essere un Nicolson di Scorrybreck, e l’occasione per la composizione, il suo matrimonio alla fine del diciassettesimo secolo con una sorella di Iain Garbh MacLeod di Raasay. (da qui)
versione inglese qui]

Thograinn thograinn
Thograinn thograinn bhith dol dhachaidh
E ho ro e ho ro
Gu Sgoirebreac a chruidh chaisfhinn
E ho hi ri ill iu o
Ill iu o thograinn falbh
Gu Sgoirebreac a’ chruidh chais-fhionn
Ceud soraidh bhuam mar bu dual dhomh

I wish we were going home
E ho ro e ho ro
To Scorrybreac of the white-footed cattle
E ho hi ri ill iu o
To Scorrybreac of the white-footed cattle
The first blessing from me, as is my right
Traduzione italiano di Cattia Salto
Vorrei che fossimo a casa
E ho ro e ho ro
a Scorrybreac del bestiame con le zampe bianche, E ho hi ri ill iu o
a Scorrybreac del bestiame con le zampe bianche, il primo brindisi com’è mio diritto


There is no rose of such virtue

The Marian cult flourished in the Middle Ages through a lot of devotional and pilgrimage songs when part of Christian thought went to re-evaluate the female figure (or at least its mystical version) in the wake of the rampant cult of the woman in feudal courts. The subject is complex but it is certainly during the twelfth century that the new concept of “courtly love” is spread in the poetic of the Occitan troubadours by the mystic power of love (the perfectibility of the soul of the “knight” devoted to the service of his lady).
[Il culto mariano fiorì nel Medioevo attraverso i canti devozionali e di pellegrinaggio, quando una parte del pensiero cristiano andò a rivalutare la figura femminile (o quantomeno la sua versione mistica) sulla scia del culto della donna dilagato nelle corti feudali. L’argomento è complesso e vede discordi pareri, ma è certamente nel corso del XII secolo che si afferma nella poetica dei trobadori occitani il nuovo concetto di “amor cortese” caratterizzato dal potere mistico dell’amore (la perfettibilità dell’anima del “cavaliere” votato al servizio della sua dama). vedi]


In the womb of Mary the mystery depicted by the Mystical Mandorla is fulfilled, a gigantic vagina that contains the “Christ in glory” represented in many illuminated codices, medieval paintings and sculptures: the almond is seed, symbol of life; as geometric shape it is the intersection of two spheres, the divine and the human.
[Nel grembo di Maria si compie il mistero raffigurato dalla Mandorla Mistica, una gigantesca vagina che racchiude il “Cristo in gloria” rappresentato in molti codici miniati, dipinti e sculture medievali: la mandorla è seme, simbolo di vita, ma anche come forma geometrica è l’intersezione delle due sfere il divino e l’umano.]

220px-SheelaWikiThe rose is the uterus of the Mother, the cup-womb of Salvation (and regeneration), the rose that guards the secret is the manifestation of the Divine Feminine. Thus the Sheela-na-Gig girls show their genitals from church capitals and the walls of medieval castles in England, Ireland, Wales, western France, northern Spain and Scotland (even the historical period is well defined between 1080 and 1250 ). Icons of fertility (genius loci) carved mostly on the keystone of the portals to keep away evil or on the outer walls to guard the road.
[La rosa è l’utero della Madre, la coppa-utero della Salvezza (e rigenerazione), la rosa che custodisce il segreto è la manifestazione del Divino Femmineo. Così le fanciulle Sheela-na-Gig mostrano i genitali dai capitelli delle chiese e sui muri dei castelli medievali in Inghilterra, Irlanda, Galles, Francia occidentale, Spagna del Nord e Scozia (anche il periodo storico è ben delimitato tra il 1080 e il 1250). Icone della fertilità tutelari del locis scolpite per lo più sulla chiave di volta dei portali per tenere lontano il male o sui muri esterni a guardia della strada.]
They were interpreted as protective vaginas, as were the Paleolithic ones carved into the rock, common source of all humanity, symbolic origin of the world, the triumph of life over death. The sacred triangle, the generating power of the world, but also the threshold between the physical and the spiritual world. The symbol still had to be very powerful if manifestly exposed despite Christianity being a deeply sexist and misogynist religion, hostile towards sex (the Catholic Church taught that sex was to be used only for procreation not for pleasure).
[Sono state interpretate come vagine protettrici, come lo erano le vulve del Paleolitico incise nella roccia, sorgente comune di tutta l’umanità, origine simbolica del mondo, trionfo della vita sulla morte. Il triangolo sacro, potere generatore del mondo, ma anche soglia tra il mondo fisico e quello spirituale. Il simbolo doveva essere ancora molto potente se  palesato nonostante il Cristianesimo fosse una religione profondamente sessista e misogina, ostile verso il sesso (la Chiesa cattolica insegnava che il sesso doveva servire solo per la procreazione non per il piacere).]

There is no rose of such virtue

In his book “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (London: Chatto & Windus, 1914). Edith Rickert, writes “This is one of the thirteen carols found in a Cambridge MS., TCC o., 3, 58, [sheet # 13] part of which at least is attributed to John Dunstable of Henry VII’s Chapel. he wrote the words as well as the music.
[Nel suo libro “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (London: Chatto & Windus, 1914). Edith Rickert, scrive “Questo è uno dei tredici canti trovati nel Manoscritto Cambridge., T.C.C. o. 3, 58, [foglio # 13] in parte attribuito a John Dunstable della cappella di Enrico VII. È abbastanza incerto se abbia scritto le parole e pure la musica.

The manuscript MS O.3.58 of Cambridge, kept at Trinity College (commonly known as “The Trinity Roll”) contains thirteen polyphonic songs with music on five-row staves and dates back to the early decades of the 1400s, the first source of the English polyphonic Christmas carols!
[Il manoscritto MS O.3.58 di Cambridge conservato al Trinity College (detto comunemente “The Trinity Roll“) contiene ben tredici canti polifonici con musica su pentagramma di cinque righe e risale ai primi decenni del 1400 ed è la prima fonte dei canti natalizi inglesi polifonici]

(“The Trinity Roll”)


Sting in “If On a Winter’s Night“, 2009

There is no rose of such virtue
as is the rose that bare Jesu.
For in this rose contained was
heaven and earth in little space (1)
By that rose we may well see
that he is God in persons three.
The angels sungen the shepherds to:
“Gloria in excelsis Deo.”
Leave we all this worldly mirth,
and follow we this joyful birth.
Alleluia, res miranda, pares forma, gaudeamus,

Traduzione italiano Cattia Salto
Non c’è una rosa di tal virtù
come colei che racchiude Gesù.
Poichè é questa rosa che conteneva
cielo e terra in stretto sito (1).
Per quella rosa possiamo ben vedere
Dio in tre persone.
Gli angeli cantano ai pastori:
“Gloria a Dio nell’alto dei cieli”.
Abbandoniamo dunque i piaceri terreni
e assistiamo alla sua nascita gioiosa.
Alleluia, della mirabile forma,

1) the Mystical Mandorla [nell’utero di Maria cielo e terra si incontrano, è la mandorla sacra.]

Storia di V. Biografia del sesso femminile, Catherine Blackledge (2008) Hymns_and_Carols/there_is_no_rose_of_such_virtue.htm Hymns_and_Carols/Images/Terry-A%20Medieval%20Carol%20Book/AMCB69.jpg

Gabriel’ s message carol

Birjina gaztetto bat zegoen” -Basque Christmas carol
English version: Gabriel’s message
Word: Sabine Baring-Gould
Tune: Angelus ad Virginem

It was in the IV century AD that the Annunciation to Mary, not having a certain date in the Gospels, was fixed by the Catholic Church on March 25 (9 months before Christmas of Jesus), and until the High Middle Ages, this date marked the beginning of the new year (which also started with the spring equinox also in the calendar of Ancient Rome).
[Fu nel IV sec d.C. che l’Annunciazione a Maria, non avendo una data certa nei Vangeli, venne fissata dalla Chiesa cattolica il 25 marzo (9 mesi prima del Natale di Gesù), e fino all’Alto Medioevo, tale data segnò l’inizio dell’anno nuovo (che peraltro iniziava con l’equinozio di primavera anche nel calendario dell’Antica Roma).]


Birjina gaztetto bat zegoen” is a Basque Christmas song about the Annunciation whose melody follows the medieval carol “Angelus ad Virginem”.
[“Birjina gaztetto bat zegoen” è un canto di Natale basco sull’Annunciazione il cui andamento melodico segue la carol medievale “Angelus ad Virginem“.]

Aquabella: “Birjina gaztetto bat zegoen

Birjina gaztetto bat zegoen
Kreazale Jaonaren othoitzen,
Nuiz et’aingürü bat lehiatü
Beitzen zelütik jaitxi
Mintzatzera haren.
Aingüria sartzen, diolarik:
«Agur, graziaz zira betherik,
Jaona da zurekin, benedikatü
Zira eta haitatü
Emazten gañetik».
Maria ordian dülüratü,
Eta bere beithan gogaratü
Zeren zian uste gabe ebtzüten
Hura agur erraiten.
Hanbat zen lotsatü.
«Etzitela, ez, lotsa, Maria;
Jinkoatan bathü’zü grazia:
Zük düzü sabelian ernatüren,
Eta haor bat sorthüren
Jesüs datiana».
Harek, dülüratürik, harzara:
«Bena nula izan daite hola,
Eztüdanaz gizunik ezagützen,
Ez eta ezagütüren
Batere seküla?».
«Ezpiritü saintiak huntia
Izanen düzü hori, Maria».
Zü zirateke, ber ordian, ama
Bai et’ere birjina,
Mündian bakhoitza.
Mariak arrapostü ordian:
«Hao naizü Jinkoren zerbütxian,
Zük errana nitan biz konplitü».
Jaona aragitü
Haren sabelian.
O Jinkoaren ama saintia,
Bekhatügilen ürgaitzarria,
Zük gitzatzü lagünt, bai Jinkoaren,
Baita berthütiaren
Bihotzez maithatzen.

In the nineteenth century the text was translated into English by Sabine Baring-Gould, which reduced to four its original strophes: it is usually sung by the chorales following the arrangement of Edgar Pettman published in his “Modern Christmas Carols” (1892).  Titled “Gabriel’s message“, “The angel Gabriel from heaven came” or “The Angel Gabriel” we have a lot of versions from the great interpreters of the Celtic and rock scene.
[Nell’Ottocento il testo fu tradotto in inglese  da Sabine Baring-Gould, che ridusse a quattro le strofe originali: è in genere cantato dalle corali seguendo l’arrangiamento di Edgar Pettman pubblicato nel suo “Modern Christmas Carols” (1892). Anche intitolato “The angel Gabriel from heaven came” e “The Angel Gabriel” del carol natalizio non mancano le versioni dei grandi interpreti della scena celtica e rock.]

 Sting in Russians
it is a single taken from the first solo album The Dream of the Blue Turtles, released in June 1985; the video is shot in the darkness and with only one light from above; Sting stands out like a black shadow against a leaden background surrounded by a circle of angels children (dressed in pure Victorian style) barefoot in the snow .
[è un singolo tratto dal primo album solista The Dream of the Blue Turtles, pubblicato nel giugno del 1985il video è girato nell’oscurità e con un solo faro di luce puntato dall’alto, contro uno sfondo plumbeo rispetto al quale Sting si staglia come un’ombra nera, un girotondo di angeli bambini (abbigliati in puro stile vittoriano) a piedi nudi nella neve lo circondano.]

A few little black angel praying with clasped hands and the face of Sting illuminated on the last notes. Disturbing is the electronic loop that recall the sound of a helicopter’s blades; in my opinion the video is against the politics of the cold war to compare with “Russians love their children too” (a more than prophetic song since the Malta summit was held in 1989). With the debut of his solo career (The Dream of the Blue Turtles) Sting also fielded his social commitment (Amnesty International, Greenpeace, Live Aid)
[Qualche angioletto nero che prega a mani giunte e il volto di Sting illuminato sulle ultime note. Inquietante il loop elettronico che sembra voler richiamare il suono delle pale di un elicottero; a mio avviso il video si spiega inquadrando il brano come lato B di Russian un canto  contro la politica della guerra fredda “Russians love their children too” (una canzone più che profetica visto che nel 1989 si tenne il summit di Malta). Con l’esordio della sua carriera da solista (The Dream Of The Blue Turtles) Sting mette in campo anche il suo impegno sociale (Amnesty International, Greenpeace, Live Aid tanto per citarne )]

Sting in If On a Winter’s Night 2009: almost jazz the Celtic harp of the Scottish Mary Macmaster [quasi jazz l’arpa celtica della scozzese Mary Macmaster]

Moya Brennan’s interpretation in An Irish Christmas 2006 is more nocturnal: it seems to relive the scenes of Franco Zeffirelli’s screenplay, Jesus of Nazareth (1977), with Maria who sleeps and is awakened by the wind that opens the window. The angel is only light and the scare of Mary is slowly followed by curiosity. The intonation of Moya underlines the mystery of the event, its supernatural character, underlined by the beat of the drum and the pinches of the strings and the harp. The acceptance of Mary “Let the Lord take place within me” is also the descent of the Holy Spirit, the feminine principle of God, of fruitfulness and abundance, and Mary gathers the light that enters from the open window.
[Più notturna l’interpretazione di Moya Brennan in An Irish Christmas 2006: sembra di rivivere le scene dello sceneggiato di Franco Zeffirelli Gesù di Nazareth (1977) con Maria che dorme e viene svegliata dal vento che spalanca la finestra. L’angelo è solo luce e lo spavento di Maria è lentamente seguito dalla curiosità. L’intonazione di Moya sottolinea il mistero dell’evento, il suo carattere soprannaturale tutto com’è puntato dal battito del tamburo e dai pizzichi degli archi e dell’arpa. L’accettazione di Maria “Avvenga dentro di me ciò che vuole il Signore” è anche discesa dello Spirito Santo, il principio femminile di dio della fecondità e dell’abbondanza, e Maria raccoglie la luce che entra dalla finestra spalancata.]

Moya Brennan in An Irish Christmas, 2006.

Marillions 1999 and in Christmas in the Chapel (2003)

Good Shepherd Band

The angel Gabriel from heaven came,
His wings as drifted snow,
his eyes as flame;
‘all hail’, said he, “thou
lowly maiden Mary,
Most highly favour’d lady, Gloria!
‘For known a blessed mother thou shalt be,
All generations laud
and honour thee,
Thy son shall be Emmanuel (1),
by seers foretold,
Most highly favour’d lady, Gloria!”
Then gentle Mary meekly bowed her heard,
“‘To me be as it pleaseth god (2)'” she said, “my soul shall laud and magnify (3) his holy name,
Most highly favour’d lady, Gloria!”
Of her, Emmanuel the christ, was born,
In Bethlehem, all on a christmas morn,
And christian folk throughout the world will ever say (4):
“Most highly favour’d lady Gloria!”
Traduzione italiano di Cattia Salto
L’angelo Gabriele dal cielo giunse
le ali come un mucchio di neve,
gli occhi di fiamma
“Salve” disse “a te,
Maria, umile fanciulla,
Dama favorita dal cielo, Gloria!
Perchè è risaputo che sarai
una madre benedetta,
tutte le generazioni ti loderanno
e ti onoreranno,
tuo figlio sarà Emmanuele,
come predetto dai profeti
Dama favorita dal cielo, Gloria!”
Allora la dolce Maria docilmente chinò il capo
“Che sia fatta la volontà di Dio” disse
“l’anima mia loderà ed esalterà il suo Santo Nome
Dama favorita dal cielo, Gloria!”
Da lei Emmanuele, il Cristo era nato
a Betlemme, la mattina di Natale
e i cristiani di tutta la terra
diranno  per sempre:
“Dama favorita dal cielo, Gloria!”

1) Isaiah calls Palestine the Land of Emmanuel (which in Hebrew means God is with us) [Isaia chiama la Palestina Terra di Emmanuele (che in ebraico significa Dio è con noi)]
2) The Annunciation is based on the assumption that Mary was free to choose whether to consent or not to the divine will in spite of all the Prophecies. [L’Annunciazione si basa sul presupposto che Maria fosse libera di scegliere se acconsentire o meno al divino volere nonostante tutte le Profezie.]
3) from The Magnificat: My soul doth magnify the Lord.And my spirit hath rejoiced in God my Saviour.
[versi presi dal Magnificat: L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,]
4) or : And everyone throughout the world forever saved

"The Annunciation," Henry Ossawa Tanner, 1898
“The Annunciation,” Henry Ossawa Tanner, 1898

La dissoluzione della figura angelica ..raggiunge il culmine nell’Annunciazione del 1898 di Henry Ossawa Tanner, artista afro-americano. Il quadro si può ammirare al Museum of Art di Filadelfia. L’angelo non è che un ectoplasma luminoso, in contrasto col realismo del resto della scena, anch’essa ambientata in un povero interno orientale (ma potremmo ben trovarci in qualche luogo dell’America Latina). In quest’opera di Tanner, annunciazione e denuncia sembrano conciliarsi in una maniera tale, che non spiacerebbe a un “teologo della liberazione” quale Gustavo Gutiérrez o a un pedagogista come Paulo Freire.
In effetti, vi si può avvertire un interesse critico sociale, che è raro riscontrare in altre Annunciazioni: salvo forse che in un’opera del Tintoretto, nella Scuola di San Rocco a Venezia, per altri versi ammirata da John Ruskin. Unici oggetti sono vasellame e tessuti. Quasi come in una cella, né porte né finestre sono visibili. Così come nella raffigurazione di Tissot, la chiusura dell’ambiente inquadrato è totale. La luce tende a essere artificiale o, meglio, interiore. Seduta sul suo giaciglio, una giovanissima Maria è tornata a guardare verso l’apparizione, con atteggiamento perplesso più che interdetto. Solo le mani, congiunte e strette in grembo, ne tradiscono l’emozione. (Pino Blasone tratto da vedi)