GREEN GROWS THE LAUREL

Violets-by-Pre-Raphaelite-painter-James-Dromgole-LintonNessuno sa di preciso a quale epoca risalga questa canzone, alcuni riferimenti “di bandiera” la spostano all’epoca delle guerre giacobite, di certo si può affermare che la canzone, in molteplici versioni testuali e con diverse melodie, si è tramandata tra la comunità gypsies d’Inghilterra, Scozia e Irlanda e si è poi diffusa anche in Canada e America.

Anche il tema presenta molteplici sfaccettature per cui è difficile distinguere un nucleo originario che si sia “contaminato” con i cosiddetti “versi fluttuanti” ossia versi e strofe mutuate da altre ballate (e comunque tipici delle ballate tramandate dalla tradizione orale).
La storia ha un mood malinconico, in cui una donna innamorata (ma ingenua per la sua giovane età) dona la propria fedeltà ad un uomo che non la merita perchè la seduce (con l’inganno) e poi l’abbandona per un’altra. Alcune versioni (quelle Irlandesi) hanno una viratura patriottica: l’uomo sembra essere stato coinvolto in qualche operazione militare e alla fine la donna si ritrova sola e abbandonata, con la sua giovinezza ormai appassita; la donna potrebbe essere in realtà l’Irlanda e la canzone essere una canzone di protesta “mascherata”.

“QUEEN CAROLINE”

La registrazione risale agli anni del 1960 dalla voce di “Queen” Caroline Hughes la gypsy romany inglese nata nel 1900 e morta nel 1971. In rete ho trovato la versione di Norma Waterson che riprendeva testo e melodia da quell’ascolto (in Sheep-Crook and Black Dog qui).

La storia è amara e triste e parla di una donna rimasta incinta e respinta dal suo innamorato e buttata fuori casa dai suoi genitori. Lei prenderà la strada da sola con il bambino e tenterà di dimenticare l’uomo che l’ha abbandonata (anche se ancora lo ama)

ASCOLTA Norma Waterson (in versione integrale su Spotify)


I
Now once I was a schoolgirl all in my pencil and slate
Can’t you see what I’ve come to from staying out late
And it’s once I had a colour(1)
that is as red as any rose
Ah but now I’m as pale as the lily that grows
CHORUS
And it’s green grows the laurel
and so cold now blows the dew(2)

And how sorry was I
when I parted from you

Just like the rose in the garden
when her bloom is all gone

Can’t you see what I’ve come to
for loving that man

II
Now my parents dislikes me they’ve turned me away from their door
So I told them that I’d ramble
like I used to before
And I picked up my baby
and I’ve walked out the door
And I told them that I’d ramble like I used to before
III
So it’s me and my baby
and contented we will be
And I’ll try to forget him
like he forgot me
And while there’s love on the ocean and there’s dry land
While there’s breath into my body
I will still love that man
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Un tempo era una studentella con la mia matita e la lavagna,
non vedi che cosa ho ottenuto a restare fuori fino a tardi;
una volta avevo un colorito
rosso come una rosa,
ma ora sono pallida come il giglio che germoglia
CORO
Verde cresce l’alloro,
e come il freddo disperde la rugiada (2),

così mi è dispiaciuto
separarmi da te!
Proprio come le rose nel giardino
quando sono sfiorite,

non vedi che cosa ho ottenuto
nell’amare quell’uomo?

II
Ora i miei genitori mi disprezzano
e mi hanno buttata fuori dalla porta
così ho detto loro che avrei vagabondato come facevo prima.
Ho preso il mio bambino
e ho varcato la soglia,
ho detto loro che avrei vagabondato come facevo prima.
III
Siamo io e il mio bambino
e staremo bene
e cercherò di dimenticarlo
come lui ha dimenticato me,
(ma) finchè c’è amore sull’oceano
e sulla terra ferma,
finchè c’è respiro nel mio corpo,
io continuerò ad amare quell’uomo

NOTE
1) scritto anche come collar (colletto)
2) scritto anche come “soft as the dew”

LA VERSIONE DI SANDY DENNY

A quegli anni della pubblicazione della registrazione sul campo effettuata da Ewan MacColl, Peggy Seeger e Charles Parker presso la comunità traveller di Queen Caroline risale la versione di Sandy Denny (1947-1978): appena diciannovenne quando cantava canzoni folk nei club di Londra con la sua chitarra. La canzone è ridotta a pochi versi che insieme al tono triste e desolato ci parlano di una separazione tra due persone che un tempo si erano date amore; chi canta spera che quell’amore possa rinascere, ma lui l’ha lasciata per un’altra. La situazione con le lettere che i due si scrivono mi richiama un’altra canzone The Blacksmith in un contesto di separazione a causa dell’emigrazione, in cui il fabbro dimentica le promesse fatte alla sua fidanzatina del paese e sposa un’altra.

ASCOLTA Sandy Denny live 1966 (capisco che molti oggi possono considerare queste registrazioni “vintage”, probabilmente sentono l’effetto che a me fanno le registrazioni degli anni 20-30, ma per la mia generazione è la musica della gioventù)


Chorus:
Green grow the laurels,
soft as the dew
Sad I was, darling, on parting from you
Perhaps in the future our love will renew
We’ll love one another
and promise to be true (3)
I
I wrote my love a letter
and he wrote me mine
I wrote my love a letter,
he wrote me mine,
Said: “Keep your love letter
and I will keep mine,
You write to your love
and I’ll write to mine.”
II
I passed my love’s window
both night time and day,
I passed my love’s window both night time and day.
And the looks that he gave me a thousand would slay,
And the looks that he gave me a thousand would slay.

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Verde cresce l’alloro
soave come la rugiada,
ero triste, amore, nel separarmi da te, forse in futuro il nostro amore si rinnoverà
e ci ameremo l’un l’altro
e scambieremo le promesse (3).
I
Ho scritto una lettera al mio amore
e lui ne ha scritta una a me
Ho scritto una lettera al mio amore
e lui ne ha scritta una a me
diceva “Tienti la tua lettera d’amore
e io mi terrò la mia,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
II
Sono passata davanti alla finestra del mio amore notte e giorno,
sono passata davanti alla finestra del mio amore notte e giorno,
e le occhiate che mi ha lanciato mille volte mi avrebbero ucciso,
e le occhiate che mi ha lanciato mille volte mi avrebbero ucciso.

NOTE
3) ovvero ci saranno vere promesse matrimoniali

LA VERSIONE IRLANDESE DI DOLORES KEANE

Questa versione prende parte delle prime due strofe cantate da Norma Waterson e le aggiunge a quei pochi versi cantati da Sandy Denny con una viratura patriottica assente in quelle: l’uomo sembra essere stato coinvolto in qualche operazione militare, ma alla fine la donna si ritrova sola e abbandonata, con la sua giovinezza ormai appassita. La versione si presta a una duplice lettura in cui la donna è in realtà l’Irlanda e la canzone è una canzone di protesta “mascherata”. Il testo proviene dal Galway dai dintorni di Tuam: “Dolores learned this setting from Mary Conway, a traditional singer from Dolores’ home village. Most of Mary Conway’s songs were in Gaelic and this was one of the exceptions. It has a fine traditional tune to it and the chorus has an allegorical reference in it not unusually [sic!] found in the Music Hall versions: ‘Never change …’ We take this to mean, ‘Never desert the green flag of Ireland for the British Union Jack’. (Notes ‘Folk Friends II’) (tratto da qui)

ASCOLTA Dolores Keane & John Faulkner in Sail Og Rua 2010 (Dolores aveva già rilasciato una versione del brano nel 1998 per la compilation Magic Irish Romances)


CHORUS
Green grows the laurel
and soft falls the dew
Sad was my heart
when I parted from you
And in our next meeting
I hope you’ll prove true (3)
Never change the green laurel
for the red white and blue(4)
I
I once had a sweetheart
but now he is gone
He’s gone and he’s left me
I’m here all alone
And since he has left me
content I must be
I know he loves someone
far better than me
II
I wrote him a letter
so loving and kind
He wrote me another
with sharp bitter lines
Saying, “Keep your love letters
and I will keep mine
And you write to your love
and I’ll write to mine”
III
He passed by my window
both early and late
And the looks that he gave me
would make your heart ache
The looks that he gave me ten thousand would kill
Wherever he wanders
he’ll be my love still
IV
I once was as happy as the red blushing rose(5)
But now I’m as pale as the lily(6) that grows
Like the tree in the garden with its beauty all gone
Can’t you see what I have come to from the loving of one
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Verde cresce l’alloro
e soave cade la rugiada,
triste era il mio cuore
nel separarmi da te,
e nel nostro prossimo incontro
spero che tu mantenga le tue promesse (3), non cambiare il verde alloro
per il rosso, bianco e blu (4).
I
Una volta avevo un fidanzato
ma adesso non c’è più,
se n’è andato e mi ha lasciata,
sono qui tutta sola
e da quando mi ha lasciato,
devo accontentarmi
di sapere che lui ama un’altra
molto più di me.
II
Gli ho scritto una lettera
piena d’amore e dolcezze,
lui me ne ha scritta una
con righe dure e brusche
diceva “Tienti le tue lettere d’amore
e io mi terrò le mie,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
III
Passeggiava davanti alla mia finestra
da mane e sera,
e le occhiate che mi lanciava,
erano da spezzare il cuore,
le occhiate che mi lanciava
diecimila volte ucciderebbero,
ma dovunque lui vada sarà
ancora il mio amore.
IV
Una volta ero felice come la rosa rossa in sboccio (5)
ma ora sono pallida come il giglio (6) che germoglia,
come l’albero in giardino con la sua bellezza sfiorita,
non vedi che cosa ho ottenuto nell’amare quell’uomo?

NOTE
4) la frase è da leggersi in chiave politica, un’incitazione a non cambiare la bandiera irlandese (green laurel) per quella inglese.
5) nelle ballate la rosa non è solo “una rosa” ma è il simbolo della passione amorosa; le rose nelle canzoni celtiche sono spesso associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto: “cogliere la rosa” è un eufemismo per l’atto sessuale che spesso un tempo aveva tristi conseguenze, ovvero le spine, dovute all’educazione allora più ingenua delle fanciulle, che amaramente scoprivano di aver dato il loro fiore a un uomo non degno della loro fiducia, il quale dopo essersi divertito, le lasciava spesso con una gravidanza inopportuna (perché non ricondotta nell’alveo del matrimonio)! La rosa simboleggiava quindi la perdita della verginità e con essa l’innocenza e la fiducia verso un mondo (maschile) che non è quello che sembra!
6) in questo contesto il pallore del giglio è quello cadaverico della morte

LA VERSIONE DI CARA DILLON

L’ultima versione  è quella di Cara Dillon, privata dalla lettura in chiave politica, lo stesso testo  è altrettanto popolare anche in Scozia.

ASCOLTA Cara Dillon in Cara Dillon 2001, il suo album-debutto: voce esile e angelica, eppure così accattivante.. in pratica il cd è stato registrato nella casa della famiglia Lakeman tra amici e parenti di Cara e Sam (i due si sono sposati nel 2002)


I
Green grows the laurel
and soft falls the dew
Sorry was our love
when parting from you
But at our next meeting
I hope you’ll prove true
And we’ll join the green laurel
and the violet so blue(7)
II
I once had a sweetheart but now I have none
He’s gone and he’s left me to weep and to mourn
He’s gone and he’s left me for others to see I’ll soon find another far better than he
III
He passes my window both early and late
And the looks that he gives me would make my heart break
The looks that he gives me a thousand would kill
Though hates and detests me I love that lad still
IV
I wrote him a letter in red rosy lines
He wrote back an answer all twisted and twined
Saying keep your love letters
and I’ll keep mine
You write to your love
and I’ll write to mine
V
Now often I wonder why maidens love men
And often I wonder why young men love them
But from my own knowledge
I will have you know
The men are deceivers
wherever they go
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Verde cresce l’alloro
e soave cade la rugiada,
ero triste, amore,
nel separarmi da te,
ma nel nostro prossimo incontro
spero che tu mantenga le tue promesse,
e noi uniremo il verde alloro
con la violetta così blu (7)
II
Una volta avevo un fidanzato ma adesso non c’è più,
se n’è andato e mi ha lasciata a piangere e a disperarmi,
se n’è andato e mi ha lasciato per vedere le altre
e presto ne troverò uno migliore di lui.
III
Passeggia davanti alla mia finestra mattina e sera,
e le occhiate che mi lancia, mi spezzano il cuore,
le occhiate che mi lancia diecimila volte ucciderebbero,
sebbene mi odi e detesti, io amo ancora quel ragazzo.
IV
Gli ho scritto una lettera con rosei pensieri, lui mi ha spedito una risposta tutta contorta e ritorta
diceva “Tienti le tue lettere d’amore
e io mi terrò le mie,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
V
Ora spesso mi chiedo perchè le ragazze amino gli uomini
e altrettanto mi chiedo perchè i ragazzi le amino,
ma per mia esperienza
dovrei saperlo
gli uomini sono ingannevoli
ovunque vadano

NOTE
7) nel linguaggio vittoriano dei fiori l’alloro sta per “perfidia” la violetta è sinonimo di fedeltà: così l’uomo inganna l’ingenua fanciulla e la seduce; unire l’alloro alla viola ha un che più sensuale nello stile delle canzoni alla The Gardiner

FONTI
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/R061.html http://www.mustrad.org.uk/reviews/c_hughe2.htm http://www.mustrad.org.uk/reviews/c_hughes.htm
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=872 http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/greengrowthelaurels.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11139 http://sangstories.webs.com/greengrowsthelaurel.htm http://mysongbook.de/msb/songs/g/grngrola.html http://sandydenny.org.uk/introduction/

PEGGY LETTERMORE

connemara_girl1Peigín Leitir Móir è una canzone irlandese scritta in gaelico e riportata nel 1911 sul “An Claidheamh Soluis” (The Sword of Light), il settimanale in gaelico pubblicato tra il 1899 e il 1932 (vedi).
Nell’articolo sono accreditati come autori Máirtín Ó Clochartaigh e Pádraic Ó Maille residenti nel villaggio sul lato est dell’isola di Lettermore (Connemara, Irlanda). Da subito la tradizione popolare si è impadronita del motivo e ha aggiunto nuovi versi. Sull’isola si ritiene che la canzone sia dedicata a Peggy Folan moglie di Thomas nata  a Brandy Harbor nel 1820-30, ed è ancora segnalato il cottage, ora in rovina, in cui viveva la sua numerosa famiglia.
Peggy doveva essere una vera bellezza che faceva girare la testa a tutti!

L’ISOLA DI LETTERMORE

Leitir Móir (Lettermore) è un isoletta a sud-est di Carna, divisa in due dall’orografia con un villaggio sulla collinetta a Ovest  –Leitir Calaidh ( Wet Hill of the Harbour) Lettercallow (ossia la zona paludosa) – e il villaggio a oriente –Leitir Móir– che da il nome all’isola (ossia la zona rocciosa). E’ collegata con una carreggiata rialzata alla terra ferma (Annaghvaan Bridge), una strada (la R374) che serpeggiando prosegue fino a Lettermullan unendo così una sorta di piccolo arcipelago di isolette.

https://www.flickr.com/people/[email protected]/

L’isola è un paesaggio aspro e arido di roccia battuta dal vento, popolata da una manciata di contadini e pescatori.
Un affascinante reportage fotografico di   ci porta passo dopo passo, fotogramma dopo fotogramma per i porticcioli dell’isola: alla ricerca delle forme dei moli e delle banchine.
“The word Quay derives from the old Northern French cai meaning a sandbank parallel to the shoreline offering a suitable place for a landing. Pier also derives from the old Northern Frenchpire meaning a breakwater. The difference technically between the two is that a pier projects out at angle to the land whereas a quay runs parallel. Cé is the primary term used to mean a quay or a jetty or a pier, sometimes spelt as ceibh. They are as interchangeable as the tide but perhaps in local usage are associated with a greater solidity and sense of purpose: a greater access and defence to and from the sea.” (tratto da qui)


Dopo aver guardato le foto e letto il post del BLOG Windsong mi è tornato in mente un libro di Joanne HarrisLa spiaggia rubata” (2002) e la rivalità dei due villaggi nell’isola immaginaria di Le Devin (una minuscola isola al largo delle coste della Bretagna); ma qui sull’isoletta di Lettermore la vita doveva essere molto più dura, senza turisti a portare ricchezza e discordia (vedi): isola di pescatori, marinai e contrabbandieri (Brandy Harbour ne è un ricordo), raccoglitori di alghe (seaweed) e di molluschi dai grandi gusci.

IL MITO
Móir  è anche il nome della dea/regina Mór Muman (Mór del Munster) ovvero la personificazione della Terra del Munster, l’incarnazione della sovranità della terra (protettore/guardiano). Antica Dea del Mare e del Sole però al Tramonto, era la regina dell’Altromondo, l’isola dei Beati.

La melodia è un motivetto allegro con un giro inconfondibile di tin whistle, spesso eseguita in versione strumentale come una sfrenata polka. Le parole gaeliche una volta tradotte in inglese perdono un po’ il loro fascino, essendo tutto sommato più banali e meno ammiccanti per il pubblico di oggi, rispetto a quello di un tempo, che poteva forse cogliere doppi-sensi che oggi ci sfuggono.

ASCOLTA The Dubliners (Ciarán Bourke tin whistle e voce) live 1973


GAELICO IRLANDESE
I
Tá Peig agom, tá Cáit agom,
ach Peig an bean is fearr
‘Cbe faer Gheabhfas í
nach air a bhfeás anttadh
Curfá
O gairim gairim í,
Agus gairim í, mo stór;
Míle grá le m’anam í
‘Sí Peigín Leitir Móir! (1)

II
Ó chuir me scéala siar chuici
Go gceannóinn di bád mór
‘S é ‘n scéala ‘chuir sí aniar chugam
Go ndéanfadh leathbhád seoil

III
Tá iascaraigh na Gaillimhe
ag theacht anall le chóir
Is solas geallaigh gilte bí
go ligadis a shaoil
IV
Éirigh suas a Pheggy
agus sheas ar bharr an árd
Chóirigh do chuid buillán
agus féach an bhfuil síad ann
TRADUZIONE  INGLESE
I
I have Brid and I have Kate
but Peggy is the best of all
Whichever man wins her hand,
a lucky man he will be
CHORUS
Oh I call her, call her
and I call my sweetheart;
1000 loves of my soul for her
my Peggy of Lettermore.
II
I sent a message west to her,
that I would buy a large boat
She sent a message back to me
that a medium sized sailing boat would do
III
The Galway fishermen are sailing
from the east with a fair wind
With the light of a bright moon
in order to see the “jewel”(2)
IV
Rise up, dear Peggy
and stand up on the height,
Count all your cattle
and make sure they’re all there
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ci sono Brid e Kate
ma Peggy è la migliore di tutte, qualunque uomo che otterrà la sua mano, sarà un uomo fortunato!
(Ritornello:
Oh la chiamai, la chiamai,
e chiamai la mia innamorata,
mille benedizioni su di lei

la mia Peggy di Lettermore.)
II
Le ho mandato un messaggio dalla parte ovest(1) che avrei comprato una grande barca; lei mi ha risposto che poteva andare bene una barca di media misura.
III
I pescatori di Galway stanno navigando da Est con un buon vento,
alla luce di una luna piena
per vedere il “gioiello” (2).
IV
Svegliati, Peggy cara
e sali in cima alla collina,
conta tutte le mucche
e bada che ci siano tutte

NOTE
1) Leitir Móir (Lettermore) è un isoletta a sud-est di Carna. Leitir Caladh è il villaggio a occidente e Leitir Móir è il villaggio a oriente. Questo tratto di costa del Connemara è così frastagliato con tantissime isole collegate da ponticelli e spiagge caraibiche.
2) i pescatori navigano nel tratto a oriente dell’isola nella speranza di poter vedere la bella Peggy.

LA VERSIONE IN INGLESE

Non potevano mancare le versioni “poguesggianti” ecco quella del gruppo norvegese Greenland Whalefishers ( definita talvolta come una tribute band dei Pogues) con relativa versione inglese del testo di Arvid Grov , che non è proprio una traduzione dal gaelico quanto la storia di un incontro con un’ambigua Peggy!
ASCOLTA The Greenland Whalefishers in “The Mainstreet Sword” 1996


I
I was walking down the backstreets
Just in case of breaking time
All I carried was a bottle
Of some Russian stuff with lime
Corner-crash Christ an angel
Kind of non-earth Christian eyes
Like the famous snake tricked Adam
I swallowed all your lies
CHORUS
Oh sweet Peggy
You treated me like a whore
You are definitely no angel
Mrs. Peggy Lettermore
II
Took a seat down at the staircase
We shared names like people use
You gave my lips a hello kiss
And I shared you my booze
We kissed and consumed the liquor
Night turned dark and cold like hell
I said “if you want my company
We can move for my hotel”
III
Hand in hand inside the doorway
Where we went in to the bar
An old drunk played his mandolin
And his father the guitar
She said “honey give me shelter
I can’t stand those playing wracks
If you do (1) this evening free
My hand to God, I’ll pay you back”
IV
It was early in the 4.th round
The alcohol attacked
And the last thing I remember
She was dancing on my back
I screamed “this kind of love’s forever”
She said “perfect for a change (2)
Such a corner-crash in Galway
We can never rearrange”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Passeggiavo per i vicoli
tanto per passare il tempo
tutto quello che avevo era una bottiglia
di roba russa con il limone,
Cristo, nel girare l’angolo mi sono sbattuto in un angelo, occhi di una persona non-terrestre, come il famoso serpente che tentò Adamo, ingoiai tutte le tue bugie.
CORO
O cara Peggy
mi hai trattato come una puttana
tu non sei sicuramente un angelo
Signora Peggy Lettermore
II
Seduti sulle scale
ci scambiammo i nomi come da consuetudini, mi desti sulle labbra un bacio di saluto e io condivisi con te la mia roba, ci baciammo e bevemmo il liquore
la sera diventò buia e fredda come l’inferno, le dissi “Se vuoi la mia compagnia andiamo nel mio hotel”
III
Mano nella mano oltrepassammo la soglia per entrare nel bar,
un vecchio ubriaco suonava il mandolino
e il padre la chitarra
Lei disse “Zucchero, proteggimi
non sopporto questi falliti che suonano,
se lo fai questa sera gratis
mano sul cuore, ti ripagherò”
IV
E’ stato all’inizio del quarto giro che
l’alcol mi ha steso
e l’ultima cosa che ricordo
era lei che ballava sulla mia schiena
gridai ” questo tipo d’amore è per sempre”
Lei disse “che perfetto incidente,
un tale scontro d’angolo a Galway
non riusciremo più a organizzare”

NOTE
1) credo voglia dire ” se suonerai tu gratis”
2) un incontro fortunato

FONTI
http://www.joeheaney.org/en/peigin-leitir-moir/
http://www.omniglot.com/songs/irish/peigin.php
http://www.kinglaoghaire.com/site/lyrics/song_336.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2962
http://thesession.org/tunes/9154
http://abcnotation.com/tunePage?a=www.norbeck.nu/abc/i/hnp0/0018

IN VIAGGIO
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/ovest/contea-di-galway/carna/
http://deworde.blogspot.it/2015/02/rihla-journey-47-quays-to-connemara.html
http://www.wonderfulireland.ie/west/lettermore/#/

THE ROCKY ROAD TO DUBLIN

The Rocky Road to Dublin” (in italiano La strada pietrosa per Dublino) è una canzone scritta da D. K. Gavan per Harry Clifton e comparsa in stampa nel 1841 (testo e melodia sono stampati nel “The Citizen – Dublin Monthly Magazine” di aprile): è la storia del viaggio accidentato di un giovane irlandese in cerca di lavoro, che dal paesello natale di Tuam (contea di Galway) emigra a Liverpool, passando per Dublino.

Ma a Mulligar (contea di Westmeath) a causa del suo abbigliamento antiquato, viene deriso dalle donne del posto, e a Dublino viene prima derubato e poi beffato per il suo pesante accento gaelico. Nel tragitto per mare è stivato insieme ai maiali e inoltre patisce il mal di mare al largo delle coste di Holyhead (Galles).
Finalmente arrivato a Liverpool, viene canzonato da un gruppetto di bulli locali, e per difendere la sua Irlandesità, benchè solo contro molti, inizia a menare botte con il suo bastone da passeggio: è subito soccorso da un gruppo di irlandesi della sua stessa contea, e così la canzone finisce, allegramente, in una colossale zuffa!

DAL CUORE AL SANGUE

Il climax della canzone viene sapientemente costruito: nella I strofa il cuore quasi gli si spezza per il dolore della separazione dalla sua famiglia, nella II strofa il cuore “sta per affogare” e “per andare in ebollizione” nella IV è il mare intorno a lui a ribollire e infine nella V strofa è la volta del suo sangue “ad andargli alla testa“: il finale, inevitabile sfogo di tanta pressione, è una virile scazzottata!!

KISS ME I AM IRISH

La storia ha un chiaro intento comico, e mette in burla il carattere tipicamente “irish” della gente di campagna, fu scritta infatti per intrattenere il pubblico londinese del Music hall e la stessa sgrammaticalità del testo è una cornice adeguata al contesto; l’irlandese è un gran bevitore (e ogni pretesto è buono per farsi un goccio), si crede un gran seduttore (e le ragazze sono tutte ai suoi piedi), è superstizioso e vede folletti dappertutto, amante della musica e del ballo, non si tira indietro quando è il momento di menare le mani!

LA MELODIA

postcards2496-crdLa melodia è una slip jig, di solito una musica strumentale da danza, insolitamente accelerata, che mette alla prova le qualità canore degli interpreti e la capienza dei loro polmoni, essendo le strofe particolarmente lunghe! Apprendiamo dalla poesia di Patrick J. McCall dal titolo “The Dance at Marley” datata 1861 che a Dublino e a quel tempo, “The Rocky Road” era una popolare barn dance  come questa “Road to Spencer”

Qualcuno ha notato la somiglianza con una melodia scozzese molto antica, ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’.

Siccome è una canzone piena di testosterone è esclusivamente interpretata da voci maschili, non per niente è stata utilizzata nella scena del pugilato nel film “Sherlock Holmes” (il primo della serie uscito nel 2009).

ASCOLTA The Dubliners in The originals 2005 (in repertorio dal 1964)

ASCOLTA The High Kings live in “The High Kings” 2008

ASCOLTA Orthodox Celts da vedere per l’aplomb di Aleksandar “Celtic” Petrović, l’ottimo arrangiamento strumentale (Down the River) e il video!

ASCOLTA Gaelic Storm abbinata con un’altra slip jig dal titolo “Kid on the Mountain”

ASCOLTA Irish Descendants per aver integrato nella melodia una serie di jigs famose quali Morrison Jig (o Morning Dew) Irish Washerwoman, …

E’ stata fatta anche una versione in gaelico dal titolo “An Bairille
ASCOLTA Julie Fowlis and Muireann Nic AmhlaoibhTha ‘m Buntata Mor/An Bairille/Boc Liath Nan Gobhar

C’è una versione testuale del 1901 pubblicata a New York con un testo diverso dalla versione irlandese e con il ritornello che dice
For it is the rocky road, here’s the road to Dublin;
Here’s the rocky road, now fire away to Dublin!

Ma al momento non ho trovato un brano da ascoltare con questa versione.


I
In the merry month of May(1),
From my home I started,
Left the girls of Tuam,
Nearly broken hearted,
Saluted father dear,
Kissed my darlin’ mother,
Drank a pint of beer(2),
My grief and tears to smother,
Then off to reap the corn,
And leave where I was born,
I cut a stout blackthorn,
To banish ghost and goblin,
In a brand new pair of brogues,
I rattled o’er the bogs,
And frightened all the dogs,
On the rocky road to Dublin.
CHORUS
One, two, three, four five,
Hunt the hare and turn her
Down the rocky road
And all the ways to Dublin,
Whack-fol-lol-de-ra.
II
In Mullingar that night,
I rested limbs so weary,
Started by daylight,
Next mornin’ light and airy,
Took a drop of the pure(3),
To keep my heart from sinkin'(4),
That’s an Irishman’s cure(5),
Whene’er he’s on for drinking.
To see the lasses smile,
Laughing all the while,
At my curious style,
‘Twould set your heart a-bubblin’ (6).
They ax’d if I was hired,
The wages I required,
Till I was almost tired,
Of the rocky road to Dublin.
III
In Dublin next arrived,
I thought it such a pity,
To be so soon deprived,
A view of that fine city.
Then I took a stroll,
All among the quality,
My bundle it was stole,
In a neat locality;
Something crossed my mind,
Then I looked behind;
No bundle could I find,
Upon my stick a wobblin’.
Enquirin’ for the rogue,
They said my Connacht brogue(7),
Wasn’t much in vogue,
On the rocky road to Dublin.
IV
From there I got away,
My spirits never failin'(8)
Landed on the quay
As the ship was sailin’;
Captain at me roared,
Said that no room had he,
When I jumped aboard,
A cabin found for Paddy,
Down among the pigs
I played some funny rigs(9),
Danced some hearty jigs,
The water round me bubblin’,
When off Holyhead,
I wished myself was dead,
Or better far instead,
On the rocky road to Dublin.
V
The boys of Liverpool,
When we safely landed,
Called myself a fool;
I could no longer stand it;
Blood began to boil,
Temper I was losin’,
Poor ould Erin’s isle
They began abusin’,
“Hurrah my soul,” sez I,
My shillelagh(10) I let fly;
Some Galway boys were by,
Saw I was a hobble(11) in,
Then with a loud hurray,
They joined in the affray.
We quickly cleared the way,
For the rocky road to Dublin.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Nel ridente mese di maggio(1)
partii da casa mia,
lasciai le ragazze di Tuam
con il cuore a pezzi
salutai il mio caro padre,
baciai la mia cara madre
bevvi una pinta di birra(2),
cercando di soffocare dolore e lacrime,
poi via a mietere il grano,
e lasciare il luogo dov’ero nato;
tagliai un robusto prugnolo
per scacciare fantasmi e folletti
e con un nuovo paio di scarponi
andavo con fracasso per le paludi,
spaventando tutti i cani
lungo la strada pietrosa per Dublino.
Ritornello
Uno, due, tre, quattro cinque,
caccia la lepre e falla girare
giù per la strada rocciosa
e per le strade fino a Dublino ,
Whack-fol-lul-lee-ra!

II
A Mullingar quella notte
ho riposato le membra tanto stanche, svegliato dalla luce del sole
al mattino successivo, sereno e allegro, mi feci un goccio(3),
per farmi coraggio,(4)
è questa la cura di Paddy(5),
ogni volta che beve.
Vedere il sorriso delle ragazze,
che ridevano tutto il tempo
del mio curioso stile,
“ti rende il cuore felice”.(6)
Mi chiedevano se avevo lavoro,
ma un impiego cercavo,
che di zappare ero proprio stufo
sulla dura strada per Dublino.
III
Successivamente arrivai a Dublino,
e pensai fosse un vero peccato
di privarmi così presto
della visione di una città così bella.
Allora feci una passeggiata,
in mezzo a tutta quella roba fine
e il mio fagotto mi rubarono
nell’ordinata cittadina;
qualcosa mi incrociò il pensiero
e mi voltai indietro
e nessun fagotto trovai,
che penzolava sul bastone.
Domandando per il ladro,
mi dissero che lo “scarpone del Connacht”(7) non era molto in voga sulla strada per Dublino
IV
Da lì me ne andai,
con lo spirito saldo(8),
piombai sul molo,
mentre la nave stava per salpare
il capitano mi gridò,
e disse che non aveva più posto,
ma quando salii a bordo,
una cabina per Paddy trovò
giù tra i maiali;
feci qualche divertente trucchetto(9),
e ballai appassionate gighe,
l’acqua attorno a me faceva bolle
e quando fummo a Holyhead
desiderai di essere morto,
o meglio, lontano invece che
sulla strada pietrosa per Dublino.
V
I ragazzi di Liverpool,
quando sbarcammo in salvo,
mi diedero del pazzo;
non ho più potuto sopportarlo;
il sangue iniziò a bollirmi,
stavo perdendo la pazienza
la povera vecchia isola di Erin,
iniziarono a insultare
“Hurra per la mia anima” dissi io,
feci volare il mio bastone da passeggio(10);
alcuni ragazzi di Galway che erano vicini, videro che ero bloccato(11).
Con un forte hurra si unirono alla rissa
e liberammo velocemente il cammino,
per la dura strada verso Dublino

NOTE
1) a volte il mese è maggio, altre volte è giugno (ma siccome il nostro Paddy vuole andare a mietere il grano come bracciante stagionale è più probabile sia il mese di giugno)
2) ogni occasione è buona per bere una birra
3) l’irish drop è un eufemismo per minimizzare il quantitativo di alcol bevuto, tutt’altro che minimo
4) letteralmente “trattenere il cuore dall’affogare”
5) Paddy’s cure
6) letteralmente “mettere il cuore in ebollizione”
7) frase allusiva la parola brogue oltre che scarpone significa anche “un forte accento dialettale” con particolare riferimento a un irlandese che parla inglese. Il Connacht e la provincia più occidentale dell’Irlanda, quella più povera e meno abitata, ma anche la parte più selvaggia del paese: un tipico paesaggio è quello del Connemara, con aride torbiere e stagni, e i campi suddivisi dai tipici muretti in pietra dove pascolano tante pecore e montoni. E’ la zona del Gaeltacht in cui si parla il gaelico irlandese
8) o almeno credo sia questo il senso del verso
9) la frase potrebbe riferirsi sia al fatto che Paddy suonasse qualche strumento ma anche che si divertisse con qualche gioco essendo “rig” traducibile con “trick”
10) shillelagh è un tipico bastone irlandese da passeggio un po’ corto e usato occasionalmente come arma
11) Hobble anche scritto come a-wobbelin’

FONTI
http://monologues.co.uk/musichall/Harry-Clifton.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=80986
http://books.google.it/books?id=9LgRAAAAYAAJ&pg=PA264-IA2&dq=%22Rocky+Road+to+Dublin%22&redir_esc=y#v=onepage&q=%22Rocky%20Road%20to%20Dublin%22&f=false
http://www.folkworld.de/42/e/screen.html
http://www.bellandcomusic.com/rocky-road-to-dublin.html
http://thesession.org/tunes/593
http://www.ibiblio.org/fiddlers/ROC.htm#ROCKY_ROAD_TO_DUBLIN_[1]

ILLUSTRAZIONI
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/rocky-road/

THE HILLS OF CONNEMARA

In Irlanda con mountain dew (letteralmente rugiada di montagna) ma anche moonshine si intende il whiskey illegale, detto anche Póitín o Poteen, distillato abusivamente dai contadini irlandesi o dagli spiriti liberi in luoghi solitari, sulle alture o nelle paludi, al chiaro di luna (cioè di nascosto). Per non pagare le tasse imposte dal governo britannico sull’alcol. La produzione di Póitín ancorchè clandestina è stata una discreta fonte di reddito in Scozia e nella parte occidentale dell’Irlanda più povera o presso le comunità dei pescatori anch’essi assoggettati ad una vita grama.

Terra d’elezione del poitin è Connemara, un’area particolare della Contea di Galway nell’Ovest dell’Irlanda, in parte montagnosa, solitaria e ricca di fiumi, laghi e torbiere. Acqua indispensabile per la produzione del distillato, come pure la torba da bruciare per riscaldare l’alambicco (pot still), ma proprio i segnali di fumo che si innalzavano nei luoghi solitari erano l’indice, puntato nel cielo, che i poliziotti seguivano per scovare i distillatori abusivi. Così i giorni preferiti per la distillazione erano quelli ventosi o nuvolosi.

Per preparare il Póitín (dal nome dell’alambicco che assomiglia ad una specie di tinozza portatile detta pot still) a fronte di una buona dose di esperienza e pazienza, ci vogliono pochi ingredienti e pochi strumenti, facilmente smantellabili al primo segno di pericolo: ed è proprio l’avvertimento contenuto nel ritornello ad esortare il moonshiner a sbaraccare il posto per scappare dai poliziotti.

poteen_still

Nella canzone in stile tradizionale irlandese  “THE HILLS OF CONNEMARA” composta da Sean McCarthy (1923-1990) il poitin è chiamato eufemisticamente tè di montagna e i poliziotti, quando lo trovano, se lo bevono tutto! La canzone, spesso utilizzata come base dei karaoke nelle birrerie, è famosissima, tra le molte versioni ne propongo due:

ASCOLTA Gaelic Storm (si il gruppo del film Titanic), in una interpretazione super, inizia con un lungoa reel d’apertura e presenta alcune varianti testuali

ASCOLTA Noel Mc Loughlin più lenta, nella versione testuale più standard


CHORUS
Gather up the pots and the old tin cans
The mash, the corn, the barley and the bran
Run like the devil from the excise man
Keep the smoke from rising, Barney
II
Keep your eyes well peeled today
The tall, tall men (1) are on their way
Searching for the mountain tay
In the Hills of Connemara
III
A gallon for the butcher and a quart for John
And a bottle for poor old father Tom
Help the poor old dear along
In the Hills of Connemara
IV
Don’t swing to the left, don’t swing to the right
The excise men can dance all night (2)
Drinking up the tay till the broad daylight
In the Hills of Connemara
V
Now stand your ground, and don’t you fall
The excise men, they’re at the wall
Jesus Christ they’re drinkin’ it all (3)
In the Hills of Connemara
Traduzione italiano Cattia Salto
CORO
Raduna l’alambicco e i vecchi secchi,
il mosto, il grano, l’orzo
e la crusca,

e scappa come il diavolo dalle guardie,
attento al fumo che sale, Barney.
I
Tieni gli occhi ben aperti oggi,
le guardie  sono in giro
a cercare il “tè di montagna”,
sulle colline di Connemara.
II
Un gallone per il macellaio e un quartino per John e una bottiglia per il povero vecchio Padre Tom, da sempre aiuta il caro vecchietto
sulle colline di Connemara.
III
Non dondolano a sinistra, non dondolano  a destra,
le guardie possono ballare tutta la notte e bere il tè fino allo spuntar
del giorno,
sulle colline di Connemara.
IV
Ora stai saldo e non
arrenderti,
le guardie sono alla porta,
Gesù Cristo tutto se lo bevono
sulle colline di Connemara

NOTE
(1) in altre versioni: the excise man
(2) in altre versioni: Swinging to the left, swinging to the right, The excise men will dance all night
(3) in altre versioni la frase dice “Stand your ground, it is too late, Glory be to Paddy, but they’re drinkin’ it straight” = in italiano: Stai saldo è troppo tardi, sia Benedetto San Patrizio, ma lo bevono liscio

MOUNTAIN DEW, IL WHISK(E)Y AL CHIARO DI LUNA

In Irlanda con mountain dew (letteralmente “rugiada di montagna”) ma anche moonshine si intende il whiskey illegale, detto anche Póitín o Poteen, distillato abusivamente dai contadini irlandesi o dagli spiriti liberi in luoghi solitari, sulle alture o nelle paludi, al chiaro di luna (cioè di nascosto). Per non pagare le tasse imposte dal governo britannico sull’alcol.
La produzione di Póitín ancorchè clandestina è stata una discreta fonte di reddito in Scozia e nella parte occidentale dell’Irlanda più povera o presso le comunità dei pescatori anch’essi assoggettati ad una vita grama.

Una leggenda narra di come San Patrizio avendo finito il vino per celebrare l’eucarestia lo sostituisse con del distillato d’orzo, d’altra parte proprio al Santo si attribuisce la paternità del whiskey avendo portato l’alambicco in Irlanda dall’Oriente nel V sec: l’alambicco, all’epoca utilizzato per produrre i profumi, fu convertito dai monaci irlandesi in divina macchina per distillare l’Uisce Beathe (in gaelico “acqua di vita”).

Irish Poitin StillPer preparare il Póitín (dal nome dell’alambicco che assomiglia ad una specie di tinozza portatile detta pot still) a fronte di una buona dose di esperienza e pazienza, ci vogliono pochi ingredienti e pochi strumenti, facilmente smantellabili al primo segno di pericolo. Gli ingredienti sono: orzo (ma anche patate o altri cereali), acqua pura di sorgente, lievito, zucchero grezzo o melassa (e/o frutta molto zuccherina) . Attualmente in Irlanda solo alcune distillerie hanno ottenuto la licenza per produrre il Poitin inglesizzato in Pothcheen o Putcheen con gradazione alcolica che parte dal 40% e arriva al 90%: quello di produzione casalinga può arrivare anche al 95% di grado alcolemico (la liberalizzazione risale al 1997).

Di sapore più floreale e fruttato rispetto al whiskey, anche con sentori di erba, le varianti nella lavorazione sono molteplici e segrete, tuttavia in rete ho trovato varie ricette sul sito di homedistiller.org, dal quale si stralciano le osservazioni dell’autore tradotte in breve: “Credo che il Poitin inizialmente fosse prodotto dal whiskey di malto d’orzo con la torba come fonte di calore. Poi per abbattere i costi (come nella prassi scozzese) si utilizzò il malto d’orzo o di altri cereali (frumento, avena, segale). Nelle ricette antiche è indicato l’uso di melassa e di zucchero integrale (una nota dice dal 1880). Oggi si usano orzo, zucchero, o anche barbabietola da zucchero. Immagino che si utilizzassero le patate non buone da mangiare. Una volta le patate erano alla base della dieta irlandese (nel 1845 il consumo pro capite era pari ai cinque kili giornalieri) e anche oggi giorno sono consumati annualmente 140 kg pro capite. Un acro di terra potrebbe sfamare una famiglia per un anno. Grandi fattorie coltivavano il grano utilizzato anche come moneta di scambio. Quindi la materia base del poitin è tutta una questione di convenienza e di economia. Dubito che le patate fossero utilizzate prima del 1900, l’epoca in cui divennero l’ingrediente principale della vodka in Estonia. Come per il moonshine americano e il samogon russo. L’alambicco irlandese e quello scozzese sono simili e hanno in pratica semplificato la forma dell’alambicco degli alchimisti. Una forma simile si trova anche negli U.S.A. probabilmente importato dagli emigranti celtici.”

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Terra d’elezione del poitin è Connemara, un’area particolare della Contea di Galway nell’Ovest dell’Irlanda, in parte montagnosa, solitaria e ricca di fiumi, laghi e torbiere. continua

RARE OLD MOUNTAIN DEW

Il testo di questa canzone irlandese è stato scritto nel 1882 da Edward Harrigan per  il dramma inglese “The Blackbird” la musica riprende una melodia  più antica dal nome “The Girl I Left Behind Me” nota anche come “Brighton Camp”.
In questa canzone si decanta la limpidezza di un ruscello (in un luogo segreto) da cui il nostro contadino prende l’acqua indispensabile per la produzione del distillato, ben felice che ci sia molta torba nei pressi per riscaldare l’alambicco, e ci dice, tutto contento:
By the smoke and the smell you can plainly tell
that there’s poitin brewin’, nearby
purtroppo  proprio  i segnali di fumo che si innalzavano nei luoghi solitari erano l’indice, puntato nel cielo, che i poliziotti seguivano per scovare i distillatori abusivi! Così   i giorni preferiti per la distillazione erano quelli ventosi o nuvolosi.

ELISIR DI LUNGA VITA

Al poitin si attribuiscono poteri di guarigione da tutti i mali (utilizzato più comunemente come digestivo o per la cura del raffreddore), è considerato più genericamente un elisir   contro l’invecchiamento, ma il suo scopo principale è quello di “deliziare il cuore” o più   poeticamente “bring a shock of joy  to the blood” ( in italiano: “dare una scossa di gioia al sangue”).

Numerosissimi gli interpreti della canzone a partire dai Dubliners
e l’altra versione che vi propongo è quella di Foster&Allen   (storico duo irlandese di musica folk), in uno scanzonato video in cui due allegri contadini, al posto del latte, bevono e producono il mountain dew!!


CHORUS
Hi the dithery al   the dal, dal the dal the dithery al, al the dal, dal dithery al dee (x2)
I
Let grasses grow and waters flow in a free and  easy way (1)
Give me enough of the rare old stuff that’s made near Galway Bay
And policemen(2) all from Donegal, Sligo, and Leitrim too
We’ll give them the slip and we’ll take a sip of  the Real Old Mountain Dew.
II
At the foot of the hill there’s a neat little still where the smoke curls up to the sky
By the smoke and the smell you can plainly tell that there’s poitin brewin’, nearby.
For it fills the air with a perfume rare and betwixt both me and you
As home we stroll we can take a bowl or a bucket of Mountain Dew.
III
Now learned men as use the pen have writ the praises high
Of the rare poitin from Ireland green distilled from wheat and rye
Away with your pills, it’ll cure all ills, be ye Pagan, Christian, or Jew
So take off your coat and grease your throat with a Bucket of Mountain Dew.
Traduzione italiano Cattia Salto
CORO
Hi the dithery al   the dal, dal the dal the dithery al, al the dal, dal dithery al dee
I
Che l’erba cresca e  i fiumi scorrano secondo natura, datemi quanto basta della roba vecchia e rara che si fa vicino alla Baia di Galway e a tutti i  poliziotti dal Donegal, Sligo e anche Leitrim, gli daremo il  benservito e ci prenderemo un sorso della buon vecchia “Rugiada di Montagna”.
II
Ai piedi della collina c’è un ruscelletto limpido, dove il fumo si arriccia verso il  cielo, dando un’annusata al fumo si  può chiaramente dire che c’è il poitin in preparazione nelle vicinanze. Perché riempie  l’aria con un profumo raro e tra te e me in cammino verso casa,, possiamo berci una boccia o un secchio di  “Rugiada di Montagna”.
III
Ora giacchè gli uomini saggi usano la penna, scrivendo alte lodi del raro poitin dalla verde Irlanda, distillato dall’orzo e dalla segale,
buttate via le vostre pillole, (il poitin) cura tutti i mali, che siate pagani, cristiani o ebrei;
così prendete il vostro giaccone e bagnatevi la gola con un secchio di “Rugiada di Montagna”.


NOTE
1) letteralemente “liberi e come vogliono” la frase è allusiva, anche il nostro moonshiner vuole essere libero di fare come gli pare, secondo natura
2) in alcune varianti la parola  “poliziotti” è sostituita con “gougers” termine dialettale irlandese che indica  dei compagni di bevute “tosti”

FONTI
http://homedistiller.org/grain/wash-grain2/poitin
http://ontanomagico.altervista.org/mountain-dew.htm