La canzone dell’Asino: Orientis partibus

La Festa dell’Asino (o Festa dei Folli detta a Firenze Festa dei Pazzi) si celebrava in chiesa in diverse regioni d’Europa, nel giorno della Circoncisione di Gesù bambino (il primo di gennaio – vedi Santo Prepuzio); ma la data in questione variava così poteva cadere all’Epifania o al 14 gennaio: Jean-Baptiste Thiers, uno dei primissimi studiosi di queste feste, scrive: “A volte gli ecclesiastici si facevano merito davanti a Dio e agli uomini di danzare in chiesa … così come all’interno di cattedrali e collegiate dove si svolgeva tutta una serie di feste, sottolineate da rituali d’eccezione e da danze liturgiche; una serie quasi ininterrotta che aveva spesso un’appendice nei giorni che seguono l’Epifania, fino all’ottavario incluso in gennaio. Si trattava dunque di un lasso di tempo superiore al mese contraddistinto da alcuni momenti focali, ognuno dei quali con una diversa origine e una forma di devozione particolare, limitata dapprima a un solo giorno e a una sola cerimnia, poi estesa a più giorni. In effetti, tutti questi motivi ispiratori, tutti questi temmi liturgici finivano col confondersi e ogni gruppo di chierici negli stessi monasteri celebrava una sola grande festa d’inverno, nel giorno imposto da una tradizione sempre molto antica, oppure da una innovazione del tutto arbitraria che nasceva dall’imitazione dei vicini o addirittura dal desiderio di superarli.” (tratto da qui)

LA FESTA DELLE CALENDE

Lo scopo della festa era rendere omaggio all’asino che non solo lo aveva tenuto al caldo nella grotta, era fuggito con la Sacra Famiglia in Egitto, ma anche lo aveva portato il Messia adulto sul suo dorso nell’ingresso a Gerusalemme (affinchè si avverassero le Profezie).
La venerazione dell’Asino era ancora diffusa tra i paloecristiani e il medioevo finisce per mantenere molte storie e tradizioni asinine arrivando all’identificazione di Gesù Cristo crocefisso onocefalo

Pietro Lorenzetti: Gesù entra a Gerusalemme, affresco Basilica di Assisi

“Immagine non necessariamente (o per nulla) blasfema, bensì profondo simbolo sacrificale.
Al raglio asinino, quest’invocazione che sembra così piena di dolore e vuota di speranza, è stato in questo senso associato il grido altissimo di Gesù sulla croce. E all’umile e paziente asinello, segnato dalla croce sulla schiena in ricordo e ringraziamento per il suo servizio nella Domenica delle Palme, si associa appunto il Cristo stesso di cinque giorni più tardi, il Cristo dileggiato e sofferente che, al pari dell’asino, porta sulle spalle la croce sulla quale sarà sacrificato. I corteggi medievali dei condannati montati su asini, e poi ancora le “feste dei folli”, i “carnevali degli asini” e tutti i riti “di rovesciamento” nei quali l’asino veniva abbigliato da re o da vescovo e onorato, rex unius diei prima di venire bastonato e scorticato (o anche semplicemente prima di tornare all’improba fatica di tutti i giorni), conservano tu tti la memoria di questo ambiguo ma commovente rapporto fra asino e Cristo, entrambi figure regali ed entrambi obiettivo della crudeltà dell’uomo.” (tratto da qui)

Mal tollerata ma tuttavia praticata dai sacerdoti la Festa dell’Asinello era una mescolanza di sacro e profano, una facezia che però si poteva spingere fino allo scherno della liturgia in una  parodia della messa.
C’è da dire che nel Medioevo la chiesa non è solo un edificio in cui si celebrava messa, ci si tengono assemblee politiche sotto l’egida del Vescovo, si discute di grano e bestiame, si fissano i prezzi delle stoffe, le cattedrali costruite con l’impegno delle Corporazioni erano anche luogo di riunioni e di consiglio in cui si sbrigavano le questioni riguardanti la Corporazione e si pacificavano le contese. Diventa rifugio ospedaliero durante le epidemie o per i pellegrini o i malati in cerca di guarigione, asilo inviolabile dei perseguitati, tomba per gli illustri defunti. Poteva capitare che ci entrassero degli uomini a cavallo e almeno una volta l’anno un asino in abito talare.
Durante la festa nessuna usanza o convenzione si sottraeva al ridicolo, e persino i personaggi più altolocati del regno dovevano rassegnarsi a lasciarsi schernire. Il mondo ivi simboleggiato era eterogeneo, confuso, inebriante, gaio, ardito. Questa festa non fu mai popolare presso le corti alte. Fu costantemente condannata e censurata. Ma nonostante i maneggi di molti ecclesiastici e un’aperta condanna del Concilio di Basilea del 1431, essa sopravvisse fino al secolo XVI. Poi, durante l’epoca della Riforma e della Controriforma, a poco a poco scomparve. I cronisti raramente ne deplorano la scomparsa.  (tratto  da  qui)

L’ASINO

La xilografia di Dürer della Ruota della Fortuna rende protagonista un trio di somari, rappresentati, in fase di discesa, il più umano, di salita, un personaggio onocefalo e, in equilibrio precario su una zampa ripiegata, un asino per intero, che offre le terga all’osservatore. Spesso nel medioevo il folle porta una cuffia da cui spuntano le orecchie d’asino e stringe in mano una clava.

Animale ambivalente nel Medioevo è simbolo sia del Bene, umile, paziente, cavalcatura dei profeti e creatura sapienzale (l’asina di Balaam),  ma anche del Male: è l’asino contrapposto al bue simbolo della cristianità e del Popolo Eletto in quanto animale “puro che ha l’unghia bifida e non rumina”, mentre l’asino pagano è “impuro, rumina e ha l’unghia compatta”; è l’asino di Dioniso e quindi cavalcato da Gesù per simboleggiare la chiesa cristiana che trionfa sulle culture precedenti. E’ l’Asino d’oro di Apuleio schiavo dei piaceri della carne, ingnorante ma curioso di apprendere la magia.
Scrive Franco Cardini: Dal mito isiaco, quindi, noi abbiamo in un certo senso tratto lo statuto negativo (o quanto meno ambiguo) dell’asino: quello a causa del quale definiamo asini i ragazzi svogliati e le persone ostinate, che rifiutano di assoggettarsi a quei valori cristiani che sono la disciplina e l’umiltà; quello a causa del quale ci sembra assurda e ci fa ridere la famosa immagine dell’asino che vola (a differenza di quella del suo più nobile fratello equino: Pegaso, il cavallo alato, è segno di ascensione e di apoteosi) . L ‘asino non può avere ali né volare in quanto animale ctonio, legato alla terra, correlato all’immagine del caos; e tale lo interpreta anche Carl Gustav Jung. (tratto da qui)

LA MESSA DELL’ASINO

Ma come si svolgeva questa insolita festa natalizia? Una processione si partiva dalla chiesa seguita da dignitari e dal popolo e vi ritornava al seguito di un asino condotto in chiesa fino all’altare. Alla Messa  tutti i fedeli rispondevano con dei ragli.
Hez va, hez va, hez va, hez !
Biaux sire asnes, car alez,
Bele bouche, car chantez!
Per l’occasione venne scritta pure una canzone Orientis partibus! Il canto attribuito all’arcivescovo di Sens Pierre de Corbeil, di cui conosciamo testo e musica perchè contenuto nel “Officium stultorum ad usum Metropoleos ac primatialis Ecclesiae Sennonensis”  (XIII sec) conservato a Parigi nella biblioteca del Re .

ASCOLTA The Jaye Consort & Gerald English
ASCOLTA Musica Vagantium

ASCOLTA New London Consort (direttore Philip Pickett)
ASCOLTA Clemencic

ASCOLTA Compagnia dell’asino che porta la croce

ASCOLTA Joglaresa & Belinda Sykes


I
Orientis partibus
adventavit asinus
pulcher et fortissimus
sarcinis aptissimus
Hey, Hez, sir asne, hey!
II
Hic in collibus Sichan
iam nutritus sub Ruben
transiit per Iordanem
saliit in Bethlehem
III
Saltu vincit hinnulos
dammas et capreolos
super dromedarios
velox madianeos
IV
Aurum de Arabia
thus et myrrham de Saba
tulit in ecclesia
virtus Asinaria
V
Dum trahit vehicula
multa cum sarcinula
illius mandibula
dura terit pabula
VI
Cum aristis, hordeum
comedit et carduum
triticum ex palea
segregat in area
VII
Amen dicas, asine
iam satur de gramine
Amen, amen itera
aspernare vetera
Traduzione italiano*
I
Dalle regioni orientali
arriva l’asino
bello e fortissimo
adattissimo al carico
Ehi, ehi, sire asino, ehi!
II
Qui sui colli di Sichan
già nutrito sotto Ruben (1)
attraversa il Giordano
sale a Betlemme
III
Sconfigge nel salto il giovane mulo
i giovani daini e i caprioli
superiore in velocità
ai dromedari medianiti
IV
L’oro d’Arabia
l’incenso e la mirra di Saba (2)
portò alla chiesa
la virtù dell’asino (3)
V
Quando traina il suo carretto
con molto carico
con la sua mandibola
tritura il duro foraggio
VI
Con frumento e orzo
mangia e il cardo
il grano dal loglio
separa nell’aia (4)
VII
Di’ amen, asino
già sazio d’erba
Amen, ancora amen
rifiuta il passato

NOTE
* rielaborata dalla versione di Daniele Benedetti (qui) traduzione in inglese qui
1) Ruben è il figlio primogenito di Giacobbe. Ancora Carini scrive ” gli Ebrei sembrano condividere con gli altri popoli semiti del vicino Oriente un atteggiamento di sostanziale simpatia e anche di venerazione nei confronti dell’asino. Esso è sovente cavalcatura dei profeti, e nell’episodio di Balaam è l’asina che riconosce per prima l’angelo del Signore (il che servirà da prototipo a molti celebri miracoli medievali nei quali l’asino s ‘inginocchia dinanzi all’ostia consacrata e così via)”
2) l’asino che entra nella chiesa entra simbolicamente in Gerusalemme ossia nella pace. La terra di Saba era nel Medioevo la terra dei maghi-astrologi.
3) per gli iniziati  la Chiesa aveva abbandonato il cammino verso la conoscenza esoterica, così l’asino glorificato indica una via iniziatica asinina (la via del Matto) continua
4) un tempo vi utilizzavano gli animali per decorticare il grano: sopra il grano disteso nell’aia si facevano camminare in circolo bovini o asini che trascinavano una pietra piatta con delle scanalature (o anche semplicemente facendo camminare gli animali sul grano).

continua

FONTI
http://markhedsel.blogspot.it/2014/12/il-significato-arcano-della-festa-dell.html
http://www.ctonia.com/pagine/Scritti/patiboli/rituali_di_rovesciamento.htm
http://www.doctorlizmusic.com/mctcchoirs/wp-content/uploads/2012/07/Orientis-Partibus-analysis-1.pdf
http://web.mclink.it/MH0077/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/cardini_asino_6.htm
https://www.mondimedievali.net/Immaginario/asino.htm
http://web.csepasca.it/lasino-del-medioevo

Hey for Christmas

Tra i resoconti e le cronache di come in Inghilterra si festeggiassero i dodici giorni del Natale spicca questa canzoncina dal titolo “Hay for Christmas” in cui, anche se non espressamente citata, è chiaramente richiamata la festa dell’Epifania.

Shropshire Wakes

Il testo è contenuto in un foglio volante stampato a Londra alla fine del 1600. La melodia abbinata è la popolarissima Dargason

ASCOLTA Passamezzo
ASCOLTA The Baltimore Consort


I
Come Robin Ralph, and little Harry,
and merry Thomas at our Green,
Where we shall meet with Briget and Sary,
and the finest young wenches that ere were seen:
Then high for Christmas once a year
And where we have Cakes, both ale and beer (1)
And to our christmas feast there comes,/ Young men and Maid to shake their bums (2).
II
For Gammer Nichols has gotten a Custard
My Neighbour Wood a roasted Pig,
And Widdow Franklin hath beer & mustard,
& at the Thatcht house there is good swig.
III
There’s a fidler for to play e’ry Dance
when the young Lads and Lasses meet:
With which the Men & Maids will prance,
with the fidler before them down the street:
IV
The Morice dancers (3) will be ready
Meat and Drink enough to lade ye (4):
And in a Fools dress will be little Neddy,
to entertain our Christmas Lady (5)
V
And when that they shall all appear,
that are to be at our brave Wakes,
To eat iup the Meat(6), and drink up the Beer,/ And to play at cards for Ale and Cakes (7)
VI
Then Grace and sweetest Winnifret,
and all the Lasses on the place,
When that the young men they have met/ see how the Devils-dream (8) they’l trace:
VII
They side and then tun round about
and briskly trip it to each other:
And when they have danct it out,
they presently call for another
VIII
Ralph leading up with Sue in ‘s hand,
And Briget being by Robins side,
You’d laugh to see how they do stand:
with their heads together and feet so wide
IX
The dance being done the fidler plays Kissum (9)
which Dick and Harry soon did so,
And Randal the Taylor could not missum (10),
but he must kiss his Partner too.
X
Then they sat down to their good cheer,
and pleasant were both Maids and Men, /And having din d and drank their bear (11),
they rose and went to dance again,
XI
Thus they did daunce from noon till night,
and wer as merry as Cup and Can (12),
Till they had tyrd the Fidler quite (13),
and the sweat down their buttocks ran.
XII
Then they went to the little thatcht house,
and plaid at Cards a game or two,
And with the good Liquor did so carouse,/that they made drunk both Tom and Hugh.
XIII
The rest unto Hot-cockles (14) went,
but Neddy gave Nelly a blow too hard,
That all together by the ears they went,
and all their sporting soon was mar’d.
XIV
The Pots flew about the glasses were broke
Doll was taring Mol by th Quife (15),
Richard was pulling John by the throat,
at which the Hostess drew her knife.
XV
They took the Fidler and broke his pate (16)
and threw his fiddle into the fire:
And drunkenly went home so late,
that most of them fell in the mire.
XVI
The men went away and paid ne’r a groat,
but left the Maids to pay (17) for their chear,
Betty was forst to pawn her laste coat,
and ??? to leave her Garget (18) there :
XVII
And so my merry ballad is Ended,
when the Maids come agoin to these wakes
they’l first see the young lads manners mended
and make them pay for ale and Cakes.
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Venite Robin, Ralph, e il piccolo Harry
e l’allegro Thomas al nostro Ballo
dove ci incontreremo con Briget
e Sary,
e le più belle giovani ragazze che mai si siano viste:
Allora evviva il Natale una volta all’anno
dove abbiamo dolci e anche birra normale e birra luppolata,
e alla nostra festa di Natale là vanno
giovanotti e fanciulle a muovere
il culo
II
Gammer Nichols ha preso una  crema pasticcera
il mio vicino Wood un maiale arrosto
e  Widdow Franklin ha preso birra e mostarda
perchè in Casa Thatcht c’è  un bel divertimento
III
Ci sarà un violinista per suonare ogni danza quando i giovani ragazzi e le ragazze s’incontreranno: gli uomini e le donne  zompetteranno
con il violinista davanti a loro in cima alla fila
IV
I Morris terranno pronti cibo e bevande in abbondanza per rinfrescarsi e nell’abito del Matto ci sarà il piccolo Neddy a intrattenere la nostra Regina del Natale
V
Per ciò tutti si presenteranno
per essere alla nostra brava Veglia;
a mangiare carne e a bere birra
e a giocare alle carte, per le belle cose della vita
VI
Allora Grace e la graziosa Winnifret,
e tutte le ragazze al posto
non appena con i giovanotti si saranno accoppiate,  vedrai come danzeranno “The Devils-dream”
VII
Si metteranno in fila e poi gireranno in cerchio e allegramente si pesteranno i piedi l’un l’altro, e quando l’avranno danzata, ne richiederanno un’altra
VII
Ralph comanda con Sue per mano
e Briget sta al fianco di Robi
n,
rideresti nel vedere come sono messi:
con le teste vicine e i piedi così
distanti
IX
A danza terminata il violinista suona “Kissum”
che Dick e Harry subito fecero
e Randal il sarto non voleva sbagliare
e ugualmente doveva baciare la sua compagna
X
Poi si riposarono e per il loro buon umore  fu piacevole sia per le fanciulle che per i giovanotti
prendere delle  bevande e bere le loro birre, poi si alzarono e andarono a danzare nuovamente
XI
Così ballarono da mattino a sera e furono felici come “piselli nel baccello”
fino a quando finirono per stancare il violinista e il sudore scorreva giù per le  natiche
XII
Poi andarono al piccolo cottage con il tetto di paglia
e giocarono una partita o due a carte
e con il buon liquore fecero così baldoria
che si ubriacarono anche Tom e Hugh.
XIII
Il resto giocò a “mano calda”, ma Neddy diede a Nelly un colpo troppo forte che tutti quanti si presero per le orecchie e tutti i giochi subito naufragarono
XIV
Volarono  caraffe e i bicchieri furono infranti, Doll stava tirando Mol per la Cuffietta, Richard stava prendendo John per la gola a cui la padrona mostrava il coltello
XV
Presero il violinista e gli ruppero la testa e gettarono il violino nel fuoco: così ubriachi andarono a casa così tardi che la maggior parte di loro cadde nel fango
XVI
Gli uomini se se andarono e non pagarono un soldo,  ma lasciarono che le fanciulle pagassero per il divertimento, Betty fu la prima a dare il pegno la sua ultima giacchina  e ??? a lasciarci anche il collarino
XVII
E così la mia divertente ballata è finita
quando le ragazze ritorneranno di nuovo a queste veglie
per prima cosa si metteranno al riparo dalle abitudini dei giovanotti
e li faranno pagare per il divertimento.

NOTE
* questa è solo la prima stesura che ha bisogno di essere revisionata e meglio scritta
1) Nelle Isole Britanniche  si producevanoall’epoca prevalentemente birre non luppolate dette ALE; erano infatti le birre provenienti dal “continente” a contenere luppolo e quindi distinte con una parola diversa BEER!
2) l’espressione significa “dimenarsi”, ballare in modo sfrenato”
3) I Morris dancers sono danzatori in costume che si esibiscono in balli popolari risalenti al medioevo eseguiti con passo saltellato e l’uso di bastoni, fazzoletti ma anche spade e assordanti campanelle
4) to lade= prelevare (acqua o liquidi) con un mestolo sta per to  ladle, servire con un mestolo quindi “Drink enough to lade ye” con una traduzione letterale diventa: “bevanda bastante da mescersi”
5) è la Regina del Pisello, per motivi di rima menzionata come Regina del Disordine, ovviamente in coppia con Re Fagiolo (vedi Torta del fagiolo)
6) Meat in questo contesto sta più genericamente per cibo, l’ho tradotto con pasticci in riferimento alle preparazioni in crosta ripiene di carne
7) Cakes and Ale è un modo di dire per “the good things of life” 
8) “The Devils-dream
(il sogno del diavolo): la melodia è un reel e anche una popolare country dance, istruzioni e video qui; la melodia è conosciuta soprattutto in Scozia  con il titolo di “The Devil Amang the Taylors”  abbinata a una scottish country dance istruzioni e video qui
9) “The Cushion Dance” è descritta come la “danza dei baci” da qui il soprannome kissum” (istruzioni qui)
10 )trovato anche trascritto  ” And Randall the tailor he would not miss”
11) la trascrizione del testo dirattamente dai broadsides diventa a volte problematica sia per le condizioni d’usura dei fogli che per i carattere di stampa utilizzati: così ho interpretato il verso nel contesto
12) termine colloquiale per indicare una coppia ben assortita come ad esempio “pane e burro”, “culo e camicia”
13) “Till they had tired the fiddler quite”

A Game of Hot Cockles, attribuito a D Van Der Plaes fine 1600:  uno dei tipici giochi natalizi con cui si divertivano i giovani

14) Hot-cockles letteralmente “vongole calde” era un popolare gioco fin dal Medioevo, praticato un tempo dagli adulti e oggi forse solo dai bambini (diciamo che gli ultimi a giocarlo sono stati i ragazzi pre-telefonino), detto il gioco del soldato perchè tipico gioco da caserma, oppure gioco della “mano calda”.

15) Quife= coif
16) patehead, skull
17) la consuetudine di un tempo era che il violinista  venisse ingaggiato dai danzatori i quali lo pagavano a fine serata facendo una colletta
18) Garget = gorget

DARGASON

Anche intitolata Sedanny è una danza pubblicata nel “The English Dancing Master” di John Playford (1651)

ASCOLTA la versione di Gustav Holst St. Paul’s Suite 

Affresco Villa Caldogno: Invito alla danza, Giovanni Antonio Fasolo: è chiaramente illustrata una Dargason

FONTI
https://mainlynorfolk.info/john.kirkpatrick/songs/heyforchristmas.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/shropshire_wakes.htm

https://thesession.org/tunes/9468
http://www.pbm.com/~lindahl/lod/vol2/dargason.html
http://www.englishcountrydancing.org/cowpercoles6.html

GENNAIO IL MESE DEL WASSAILING NEI FRUTTETI

LA BENEDIZIONE DEGLI ALBERI

wassailing-appleLa forma più antica della celebrazione Wassail  (prima parte) prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno.

Una delle canzoni associate a questa pratica, dichiara:
Here’s to thee, old apple tree, Whence thou may’st bud, and thou may’st blow,
And whence thou may’st bear apples enow,
Hats full! Caps full! Bushel — bushel — sacks full!
And my pockets full too!
Huzza!
Sembra proprio la formula di spell celtico che incanta il melo perché riprenda a fiorire in primavera così da portare abbondanza di frutti! Il brindisi era quindi originariamente dedicato allo spirito dell’albero, alla sua forza vitale e rigeneratrice.
Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti (continua).

IL RITO DELL’APPLE WASSAIL

Nell’illustrazione di Bommer compaiono tutte le caratteristiche e le connotazioni simboliche della rituale: un re e una regina in foggia antica (con chiari riferimenti ai costumi celtici indigeni) brindano all’albero e alle api, alzando i loro corni colmi di idromele o sidro (il barilotto sotto il braccio della donna). Al centro dell’immagine sia l’albero (un melo) che il favo delle api, creature indispensabili alla natura per la loro opera di instancabili impollinatrici! Una fetta di dolce tra gli alberi (che veniva imbevuta di sidro) era lasciata per nutrire il pettirosso che simboleggia lo spirito dell’albero ma è anche il Re dell’anno nuovo.
Wassail e Drinkhale come botta e risposta del brindisi. Un maialino irsuto per simboleggiare il mese di gennaio.

Illustrazione di Paul Bommer
Illustrazione di Paul Bommer

I produttori di sidro nelle contee del sud-ovest dell’Inghilterra ancora ai nostri giorni celebrano l’Apple Wassailing, nel Somerset e nel Devonshire si svolge tra il 6 e il 17 gennaio (con l’antico calendario la dodicesima notte cadeva il 17 gennaio), ma alcune fattorie spostano l’appuntamento anche a fine mese (per fare in modo che le feste non si accavallino tra di loro): un susseguirsi di feste notturne nei vari frutteti delle tenute, feste aperte al pubblico e gratuite (la festa in alcuni posti inizia già nel pomeriggio con musica tradizionale dal vivo e rinfresco a base di sidro caldo e ciambelle), una specie di visita alla fattoria per fare festa e degustare i prodotti tipici.


IL RITO NEI FRUTTETI

wassail_picDurante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.
Alla festa è invitata tutta la popolazione e possono intervenire anche i gruppi locali di mummers per esibirsi nelle tradizionali danze dette Morris Dance (i nostri omologhi sono i gruppi carnevaleschi dei danzatori di spade ad esempio nelle vallate alpine del Piemonte)

SOMERSET WASSAIL

Dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passò alle visite benaugurali di porta in porta che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano innaffiandole con abbondanti bevute alla salute dei padroni di casa. Nel Medioevo poi si formarono dei gruppi di giovani questuanti che cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro.

La struttura del canto segue quella tipica delle wassail songs: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
ASCOLTAArtisan


I
Wassail and wassail all over the town
The bread it is white and the ale it is brown(1)
The cup it is made of the good ashen tree
And so is the malt of the best barley
For its your wassail
and its our wassail
And its joy be to you
and a jolly wassail
II
Oh master and missus, are you all within?
Pray open the door and let us come in
O master and missus a-sitting by the fire
Pray think on us poor travelers,
a traveling in the mire
III
Oh where is the maid with the silver-headed pin(2)
To open the door and let us come in
Oh master and missus, it is our desire
A good loaf and cheese and a toast by the fire
IV
There was an old man and he had an old cow
And how for to keep her he didn’t know how
He built up a barn for to keep his cow warm
And a drop or two of cider will do us no harm
V
The girt dog of Langport he burnt his long tail(3)
And this is the night we go singing wassail
O master and missus now we must be gone
God bless all in this house
until we do come again
Traduzione italiano  di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi per tutta la città, il nostro pane è bianco e la nostra birra è scura (1),
la coppa è fatta con il migliore
acero
e anche il malto è del miglior orzo.
Perciò per il vostro brindisi
e per il nostro brindisi,
che la gioia sia con voi
e un augurio di buona salute.
II
O Signore e Signora ci siete tutti in casa?
Aprite la porta e fateci entrare.
O Signore e Signora seduti accanto al fuoco,
pensate a noi poveri questuanti
che andiamo in giro nel fango.
III
Oh dov’è la domestica con la spilla d’argento (2)
per aprire la porta e farci entrare?
Oh Signore e Signora desideriamo
un bel pezzo di formaggio e un brindisi accanto al fuoco!
IV
C’era un vecchio che aveva una vecchia mucca,
e non sapeva come fare per tenerla al sicuro,
così costruì una stalla per tenere la mucca al caldo
così un goccio o due di sidro non ci farà male.
V
Il grande cane di Langport si bruciò la sua lunga coda (3)
e questa è la notte che andiamo a cantare per il brindisi.
Signore e Signora adesso dobbiamo andare
Dio benedica tutti in questa casa
finchè non ritorneremo di nuovo.

NOTE
1) Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro, o anche un vin brulè, ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra scura probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino).
2) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento cerimoniale
3) il cane di Langport potrebbe essere il riferimento ad un aneddoto storico locale ma anche il nome locale dato alla costellazione del Cane Maggiore la cui coda è la luminosa stella Sirio nella prima notte che si vede sorgere subito dopo il tramonto (e che indica il tempo giusto per andare a wassailing)

apple-wassailing

APPLE TREE WASSAIL

Così scrive Roy Palmer “On Twelfth Eve, in Devonshire, it is customary for the farmer to leave his warm fireside, accompanied by a band of rustics, with guns, blunderbusses, etc., presenting an appearance which at other times would be somewhat alarming. Thus armed, the band proceed to an adjoining orchard, where is selected one of the most fruitful and aged of the apple trees, grouping round which they stand and offer up their invocations in the following doggerel rhyme: “Here’s to thee/ Old apple tree!/ Whence thou mayst bud,/ And whence thou mayst blow,/ And whence thou mayst bear,/ Apples enow:/ Hats full,/ Caps full,/ Bushels,/ bushels, sacks full,/ And my pockets full, too!/ Huzza! huzza!” The cider-jug is then passed around, and with many a hearty shout, the party fire off their guns, charged with powder only, amidst the branches.” (tratto qui)

In questa versione si aggiunge una strofa parlata che è una formula magica per invocare la fertilità
Hatfulls, capfulls, three-bushel bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!

ASCOLTA The Whateverly Brothers


I
O lily-white lily, o lily-white pin (2),
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
(It’s) Our wassail jolly wassail!
Joy come to our jolly wassail!
How well they may bloom, how well they may bear
So we may have apples and cider next year.
II
O master and mistress, o are you within?
Please to come down and pull back the pin
O lily-white lily, o lily-white pin,
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
III
There was an old farmer and he had an old cow,
But how to milk her he didn’t know how.
He put his old cow down in his old barn
And a little more liquor won’t do us no harm.
Harm me boys harm, harm me boys harm,
A little more liquor won’t do us no harm.
IV
O the ringles and the jingles
and the tenor (4) of the song goes
Merrily merrily merrily.
O the tenor of the song goes merrily.
Spoken:
Hatfulls, capfulls, three-bushel (5)
bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O cameriera con la spilla d’argento (2),
sei pregata di scendere per farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
Il nostro brindisi, l’allegro brindisi,
la gioia arriva con nostro allegro brindisi!

Che essi ben fioriscano e portino abbondanza
così che si possa avere mele e sidro il prossimo anno.
II
O padrone e padrona siete
in casa?
Siete pregati di scendere e tirare indietro il paletto!
O cameriera con la spilla d’argento,
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
III
C’era un vecchio contadino e aveva una vecchia mucca,
ma non sapeva come fare per mungerla,
ha messo la sua vecchia mucca nel suo vecchio fienile, così un po’ più di liquore non ci farà male.
Non ci farà male ragazzi,  un po’ più di liquore non ci farà male!
IV
Oh i coretti e i ritornelli
e la melodia (4) della canzone va avanti
allegramente, oh la melodia della canzone va allegramente!
Parlato:
Cappelli, berretti pieni, sacchi di tre moggi pieni (5),
un piccolo mucchio sotto le scale,
evviva

NOTE
4) nel senso di cantus firmus
4) il bushel (traducibile in italiano come “moggio” o “staio”) è una vecchia unità di misura che equivale alla quantità contenuta in un tipico cesto a due manici utilizzato per la raccolta delle mele.

continua

FONTI
http://piereligion.org/applewassail.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/appletreewassail.htmlhttp://www.ecoenchantments.co.uk/myogham_applepage.html