La Bargirola, la sposa porcaia (the swine keeper)

From “Popular songs of Piedmont” (1888) by Costantino Nigra #55 as “La sposa porcaja” (cf)
The theme of the ballad is typical of fairy tales with the beautiful unfortunate victim of the bad mother-in-law or the bad stepmother (the evil queen), in the versions of the bad stepmother the girl is a child, and often in the story is opposed to the half sister .
The main lyrical theme, however, is that of the husband who returns from the war and finds: a) his dead wife; b) the wife married to another; c) the wife abused by her mother-in-law.
Dalla raccolta “Canti popolari del Piemonte” (1888) Costantino Nigra classifica la ballata al numero 55 con il titolo di “La sposa porcaja” e ne riporta alcune versioni testuali (vedi)
Il tema della ballata è tipico delle fiabe con la bella sventurata vittima della  Cattiva suocera oppure della Cattiva Matrigna (la regina cattiva), nelle versioni della cattiva matrigna la ragazza è poco più che una bambina, e spesso nella storia si aggiunge la figura della sorellastra.
Il tema lirico principale però è quello del marito che ritorna dalla guerra e che trova: a) la moglie morta; b) la moglie sposata ad un altro; c) la moglie maltrattata dalla suocera 

The ballad tells of a nobleman left for the war, who entrusts his wife to his mother with the warning to be good with her. In reality, the mother-in-law hatres the young girl and sends her to look after the pigs, making her eat the table scraps, leaving her in the cold and vexing her with other various strenuous jobs (such as making twigs in the wood). Seven years pass since the girl does not laugh and does not sing, the first day she starts singing again, her husband who has returned from the war, hears her and meets her in the woods; he was made aware of the harassment that she has endured, he spends the night with his wife meditating on the changes that will take place from the next day: the mother-in-law will serve the daughter-in-law.
La ballata narra di un gentiluomo partito per la guerra, che affida la moglie alla madre raccomandandosi di trattarla bene. In realtà la suocera ha in odio la giovanetta e la manda ad accudire i maiali, facendole mangiare gli scarti della tavola, lasciandola al freddo e vessandola con altri vari lavori faticosi (come fare le fascine nel bosco). Passano sette anni in cui la fanciulla non ride e non canta, il primo giorno che riprende a cantare, suo marito che è ritornato dalla guerra la sente e l’incontra nei boschi; messo a conoscenza delle angherie che lei ha sopportato, passa la notte con la moglie meditando sui cambiamenti che ci saranno dall’indomani: sarà la suocera a servire la nuora. 

The French Lesson [La Lezione francese]: La Porcheronne

Constantine Nigra traces the spread of the ballad in France, Provence, Upper Italy and Catalonia, uncertain whether the origin was to be found among the troops d’oc or d’oil. In the “Livre des Chansons” (1943) by Henri Davenson (Henri Irenee Marrou) there is a 13th century Provencal version entitled La Porcheronne (all the text here) already in Chants Populaires de la Provence (1862) by Damase Arbaud
Costantino Nigra traccia la diffusione della ballata in Francia, Provenza, Italia Superiore e Catalogna, incerto se l’origine fosse da ricercarsi tra i trovieri d’oc o d’oil. Nel “Livre des Chansons” ( 1943) di Henri Davenson (Henri Irenee Marrou) è riportata una versione provenzale del XIII secolo dal titolo La Porcheronne (tutto il testo qui) già in Chants Populaires de la Provence (1862) di Damase Arbaud

“C’est Guilhem de Beauvoire qui se va marier ;
Prend femme tant jeunette, ne sais pas s’habiller”

Le héros de cette complainte est un personnage réel, un baron dauphinois du XIIIe siècle, Guillaume de Beauvoir, qui partit à la croisade et dont on conserve le testament, daté de 1277. La Porcheronne est répandue dans toute la France, et au-delà en Catalogne et Piémont.” 
“The hero of this lament is a real person, a Baron of the Dauphiné from the thirteenth century , Guillaume de Beauvoir, who left for the crusade whose will dated to 1277. The Porcheronne is widespread throughout France and also in Catalonia and Piedmont ” .
L’eroe di questo lamento è una persona reale, un barone del Delfinato del XIII secolo, Guillaume de Beauvoir, partito per la crociata il cui testamento è datato al 1277. La Porcheronne è diffusa in tutta la Francia e anche in Catalogna e Piemonte “.

Jean-François Dutertre in “Ballades françaises (Traditional French Songs)” 1997
a variant of the Provencal song transcribed courtesy by Christian Souchon (refer to the other Provençal, Catalan, Breton and French lessons here and here)
una variante della ballata provenzale trascritta cortesemente da Christian Souchon (si rimanda per le lezioni provenzali, catalane, bretoni e francesi alle sue pagine qui e qui)

Laetitia Marcangeli


I
C’est le Prince d’Orange
Voulait se marier
A une demoiselle
Qu’a pas quinze ans passés.
II
Dès le soir de ses noces
Un’ lettre est arrivée :
Il faut partir en guerre
Servir le roi français.
III
– A qui donc donnerai-je
Ma mignonne à garder ?
– Mon fils, lui dit sa mère,
Je te la garderai.
IV
Je la mettrai en chambre ;
Je la ferai filer.
Aussi bien que mes filles
Je te la soignerai.
V
Dès qu’il fut à la guerre,
Les porcs l’envoie garder…
Et bien sept ans sans rire
Sans rire et sans chanter.
VI
Au bout des sept années,
Ell’ s’est prise à chanter.
Son mari qu’est en guerre
S’est mis à l’écouter (1).
VII
– O page, mon beau page,
J’entends ma mie chanter.
Allez, tournons la bride !
Vitement faut y aller !
VIII
– Petite porcheronne,
Quels pourceaux vous gardez ?
– Sont au Prince d’Orange (2)
A la guerre est allé.
IX
– Petite porcheronne,
Ramenez vos pourceaux !
– Mes fusées [3] sont point faites
Ainsi que mon fagot.
X
– Quittez donc vos fusées
Vot’ fagot je ferai. –
Il a tiré son sabre.
Son paye [4] a fagoté.
XI
– Petite porcheronne,
Où pourrai-je y loger ?
– Chez le Prince d’Orange
Pourrez vous arrêter.
XII
– Bonsoir, Madam’ l’hôtesse,
Pourriez-vous me loger ?
– Entrez, entre dit-elle,
J’ai un lit pour coucher.
XIII
– Dites-moi donc, Madame,
Qu’y a-t-il pour souper ?
– Des perdrix, des bécasses,
Pigeons, si vous souhaitez. –
XIV
Mais quand il fut à table,
A table pour souper,
Il demande une femme
Avec lui pour coucher (5) .
XV
– Je ne donn’ pas mes filles
Avec vous pour coucher.
Prenez la porcheronne
Dans le coin du foyer !
XVI
– Petite porcheronne,
Allez, si vous voulez !
– Mon mari est en guerre,
Dit-elle, épleurée.
XVII
– Où sont passées les robes
Que je t’avais données
Il y a sept ans, ma belle,
Quand je m’en suis allé ?
XVIII
– Ta mère, ma bell’-mère,
Ell’ me les a ôtées.
A ta sœur, la cadette,
Ell’ les a fait porter.
XIX
– Où sont passées les bagues
Que je t’avais données
Il y a sept ans, ma belle,
Quand je m’en suis allé ?
XX
– Ta mère, ma bell’-mère,
Ell’ me les a ôtées.
A ta sœur (e), l’ainée,
Ell’ les a fait porter.
XXI
– Si vous n’étiez ma mère,
Je vous ferais brûler…
A votre tour, ma mère,
Pourceaux vous soignerez !
Traduzione italiano di Cattia Salto**
I
Il Principe d’Orange
si volle maritare
con una fanciulla
che aveva appena compiuto quindici anni.
II
La sera delle nozze
arrivò una lettera:
dovette partire per la guerra
a servire il re francese
III
-A chi devo lasciare
la mia amata da accudire?-
-Caro figlio-disse sua madre-
te la tengo io-
IV
-La metterò nella camera
a filare
così come le miei figlie
me ne prenderò cura-
V
Non appena egli partì per la guerra
la mise a guardia dei porci
e passarono sette anni senza ridere
senza ridere e senza cantare
VI
Al settimo anno
iniziò a cantare.
Il marito che era in guerra 
si mise ad ascoltare
VII
-o paggio, buon paggio
sento il mio cuore cantare.
Su dammi le briglie
che in fretta devo andare-
VIII
-Bella porcaiola
di chi sono i porci che pascolate?-
-Sono del Principe d’Orange
che è andato in guerra-
IX
-Bella porcaiola
radunate i vostri maiali-
-Devo filare i fusi
e fare la fascina-
X
-Lasciate allora i fusi
farò io la vostra fascina-
Cavò la spada
e a colpi di spada fece la fascina
XI
-Bella Porcaiola
dove potrei alloggiare?-
-Potreste fermarvi
dal Principe d’Orange-
XII
-Buonasera padrona
potreste darmi quartiere?-
-Entrate, entrate
ho un letto per dormire-
XIII
-E dite Madama
cosa c’è per cena?-
-Pernici, beccacce
e piccioni se volete-
XIV
Ma quando fu a tavola
a tavola per cena,
chiese di una femmina
da portare a letto
XV
-Non vi do le mie figlie
perchè le portiate a letto.
Prendete la porcaiola
nell’angolo del camino-
XVI
-Bella porcaiola
andiamo se volete-
-Mio marito è in guerra-
disse lei piangendo
XVII
-Dove sono finiti gli abiti
che vi avevo donato
sette anni fa, mia bella,
quando sono partito?
XVIII
-Tua madre, mia suocera
me li ha presi.
A tua sorella la minore
li ha fatti mettere.
XIX
– Dove sono gli anelli
che ti avevo regalato
sette anni fa, mia bella,
quando sono partito?
XX
-Tua madre, mia suocera
me li ha presi.
A tua sorella la maggiore
li ha fatti mettere.
XXI
-Se non fosse mia madre
la manderei al rogo
a vostra volta, madre mia
baderete ai maiali

NOTE
Transcription by Christian Souchon
Trascrizione del testo a cura di Christian Souchon
** una traduzione più a senso che letterale
1) in the French version the song of the bride is magical, it is as if the melody resounded in husband’ head to compel him to return
nella versione francese il canto della sposa è magico, è come se la melodia risuonasse nella testa del marito per invitarlo a ritornare
2) as in many ballads of the genus the woman does not recognize her husband and he wants to test his wife’s loyalty
come in molte ballate del genere la donna non riconosce il marito ritornato dalla guerra
3 [quantité de laine pour un fuseau]
4 [= son épée ?]
5) in the troubadour chants the knights are welcomed in the castles, washed and refreshed and often served by compliant ladies even in matters of bed
nei canti trobadorici i cavalieri vengono accolti nei castelli, lavati e rifocillati e serviti spesso da dame compiacenti anche nelle questioni di letto

The Italian Lesson [La Lezione italiana]: La Bargirola

The French versions date the ballad back to the times of the first Crusades so also in Monferrato we find the title “la sposa del Crociato” [“the bride of the Crusader”] (from Monferrato folk songs collected and annotated by Giuseppe Ferraro -pg 75)
Le versioni francesi fanno risalire la ballata ai tempi delle prime Crociate così anche nel Monferrato troviamo il titolo “la sposa del Crociato” (Canti popolari monferrini raccolti e annotati da Giuseppe Ferraro -pg 75)

Coro Bajolese in “O Maria, bela Maria” 2007
a reworked version with respect to the Nigra (version C) comes from Frassinetto in Canavese at the beginning of Val Soana (prov of Turin) and was collected by Amerigo Vigliermo in 1994.
una versione rimaneggiata rispetto al Nigra (versione C) proviene da Frassinetto in Canavese all’inizio della Val Soana (prov di Torino) ed è stata raccolta da Amerigo Vigliermo nel 1994.

Ombra Gaja & Laura Conti in “A l’arbat dël sol” (2001) Bela Bargirola + bourré

Costantino Nigra Variante versione C*
I
Gentil (1) Galan a s’an và a la guèra
,
a l’è stait set ani a ritorné
an ritornand
për cole montagnòle
l’ha sentì la vos ëd la soa
mojè
“alòn alòn o bela bargiròla (2)
alòn alòn a la vostra masòn” (3)
“A lé set agn (4) che ‘l mè marì l’é ‘n guèra
ai pè dla tàula son pi pi ‘andà
II
I l’hon da fé con na trista madòna
che ‘l pan di brecco (5)  mi fa mangiar 
[“alòn alòn o bela bargiròla 
alòn alòn a la vostra masòn” ]
A l’é set agn che ‘l me marì l’é ‘n guéra
ai pé del fuoco son pa pi ‘ndà
I l’hon da fé con na trista madòna
che fuori al freddo mi fa restar”
“alòn alòn o bela bargiròla 
alòn alòn a la vostra masòn”
[“A lé set agn che ‘l mè marì l’é ‘n guèra
ai pé del letto son pa pì ‘ndà
I l’hon da fé con na trista madòna
che ‘n sla bërlecia
mi fa dormir”
“alòn alòn o bela bargiròla 
alòn alòn a la vostra masòn”
l’hon da filè tre fuset de filo
e ancor gropé ël me faset dël bòsch
] (6)
III
S’a fussa nen ch’a fussa la mia mama (7)
con questo pugnale la pugnalerei”
[“alòn alòn o bela bargiròla 
alòn alòn a la vostra masòn” ]
A la matin a ben dì bonora
mare madòna la và a ciamé
“O nò nò nò mia mare madòna
i me pòrs (8)  von pa pì larghé
dal mè marì son sì an compagnìa
con chiel ancora veui riposé”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Il giovane nobile è andato in guerra
e ci ha messo sette anni per ritornare,
nel ritornare per quelle colline,
ha sentito la voce della moglie
“Andiamo andiamo bella pastorella,
andiamo andiamo a casa vostra” 
“Sono sette anni che mio marito è in guerra
e io non mi sono più seduta in tavola
II
Ho da fare con una donna cattiva
che il pane di “brecco” mi fa mangiare,
“Andiamo andiamo bella pastorella,
andiamo andiamo a casa vostra” 
da sette anni ho il marito  in guerra
e accanto al fuoco non mi sono più seduta,
ho da fare con una donna cattiva
che fuori al freddo mi fa stare”
“Andiamo andiamo bella pastorella,
andiamo andiamo a casa vostra
[son sette anni che mio marito è in guerra
e dentro un letto non ho più dormito
ho da fare con una donna cattiva
che sul letto di stalla mi fa dormire”
“Andiamo andiamo bella pastorella,
andiamo andiamo a casa vostra” 
Devo filare tre fusi di filo
e ancora legare le mie fascine del bosco]
III
Se non fosse mia madre
con questo pugnale la pugnalerei”
“Andiamo andiamo bella pastorella,
andiamo andiamo a casa vostra” 
Al mattino  di buon ora
la suocera la va a chiamare
“O no, no suocera mia
non voglio più governare i porci,
sono qui in compagnia di mio marito
e con lui ancora voglio riposare”

FOODNOTE
*
Cantato da Mariuccia BALMA GALLO (1927) Registrato a PONT CANAVESE il 7/10/92 da A. VIGLIERMO, Norma e Gino COELLO.
transcription in Piedmontese by Valerio Rollone
trascrizione in grafia piemontese a cura di Valerio Rollone
1) gentil galant in the noun-adjective form originally indicates a young man with noble origins
gentil galant nella forma sostantivo-aggettivo indica originariamente un giovane dalle nobili origini
2) Nigra writes the bela porcairola
 (the swine keeper) and also “Bela Bargeirola” from bargé = shepherdess
nella versione del Nigra è la bela porcairola (bella porcaia cioè l’addetta alla cura dei maiali) il Nigra nelle note riporta anche  la variante Bela Bargeirola, da bargé= pastorella
3) the lines are a refrain in the Choir version
il verso è una specie di refrain, mantenuto come tale nella versione della Corale
4) seven is the canonical number indicating a long period of absence
il sette è il numero canonico che indica un lungo periodo di assenza

5) in Nigra it is pan dël brën = bran bread; thus argues Valerio Rollone “May be a reference to Ël Brèch, the smallest hamlet of Lanzo Canavese, where perhaps bread, for the poverty of means, was not so exquisite!”
nel Nigra è pan dël brën= pane di crusca; così argomenta Valerio Rollone”Potrebbe far riferimento a Ël Brèch, la più piccola frazione di Lanzo Canavese, dove forse il pane, per la povertà di mezzi, non era così squisito!”
6) extended text in the version of the Bajolese Choir
testo esteso nella versione del Coro Bajolese
7) letteralmente “
Se non fosse che si tratta di mia madre”
8) in the peasant tradition the fattening pig was entrusted to the youngest bride, among some of the proofs that the young woman had to bear to show her domestic skills and qualities there was the pork mash (first a mixture of flour, bran, fruit and table scraps, mixed in hot water, later with the addition of potatoes and wheat). The pigs were made to graze in the oak groves so that they would eat freely the acorns of which they are fond and which make their meat tastier.
nella tradizione contadina il maiale da ingrasso era affidato alla  sposa più giovane, tra alcune delle prove che la giovane doveva sostenere per mostrare le sua abilità e qualità domestiche c’era il pastone del maiale (dapprima una mistura di farina, crusca, scarti di frutta e gli avanzi della tavola, amalgamati in acqua calda; in un secondo tempo si aggiungeva alla dieta del maiale patate e frumentone). I maiali erano fatti pascolare nei boschetti di querce affinchè mangiassero liberamente le ghiande di cui sono ghiotti e che rendono le carni più saporite.
english translation Cattia Salto
The young nobleman (1) went to war
and he took seven years to return,
in coming back to those hills,
he heard his wife’s voice
“Come on let’s go nice shepherdess (2),
let’s go to your home “ (3)
“My husband has been at war for seven years (4)
and I no longer sat at the table
I have to face a bad woman
and the “brecco” (5) bread makes me eat,
“Come on let’s go nice shepherdess,
let’s go to your home “
my husband has been at war for seven years
and by the fire I no longer sat down,
I have to face a bad woman
that makes me stay out in the cold “
“Come on let’s go nice shepherdess,
let’s go to your home
[it is seven years that my husband is at war
and inside a bed I didn’t sleep anymore
I have to face a bad woman
that on the stable bed makes me sleep “
“Come on let’s go nice shepherdess,
let’s go to your home “
I have to spin three rocks of thread
and still tie my wood faggots]
If it wasn’t my mother
with this dagger I would stab her “
“Come on let’s go nice shepherdess,
let’s go to your home “
Early in the morning
the mother-in-law goes to call her
“Or no, no my mother-in-law
I don’t want to rule the pigs anymore (8),
I’m here with my husband
and with him I still want to rest “

LINK
http://www.piemunteis.it/wp-content/uploads/55.-La-sposa-porcaja.pdf
https://archive.org/details/cantipopolarimo00unkngoog/page/n11
http://www.archiviostorico.net/libripdf/Carpeneto.pdf
https://docplayer.fr/docview/61/46013164/#file=/storage/61/46013164/46013164.pdf (pg 147)
http://chrsouchon.free.fr/kroazouf.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/pourchei.htm
http://www.aess.regione.lombardia.it/ricerca/ricerca_src/scheda_ite.php?idk_id=ITE-IMP00-0000018392&sigla=aess_view&ite_tkt=AUD&alleg=
http://www.casafoschi.it/ricerca/ricerca_src/scheda_ite.php?idk_id=ITE-IMP00-0000005898&sigla=aess_view&ite_tkt=AUD

.

Concealed death: french, breton and occitan ballads

Leggi in Italiano

 Concealed death

LORD OLAF AND THE ELVES 
SCANDINAVIAN VARIANTS
BRITISH AND AMERICAN VERSIONS
FRENCH VERSIONS
ITALIAN VERSION

Professor Child collected the summary of a version from Brittany that is likely to be the link between the Scandinavian variants and the south of Europe ones.

BRETON TALE: The Count Nann

The count Nann and his wife were married at the respective ages of thirteen and twelve. The next year a son was born. The young husband asked the countess if she had a fancy for anything. She said that she should like a bit of game, and he took his lance and went to the wood. At the entrance of the wood he met a fairy (a dwarf in other versions). The fairy said that she had long been looking for him. “Now that I have met you, you must marry me.” “Marry you? Not I. I am married already.” “Choose either to die in three days or to lie sick in bed seven (three in other versions) years” and then die. He would rather die in three days, for his wife is very young, and would suffer greatly. On reaching home the young man called to his mother to make his bed; he should never get up again. He recounted his meeting with the fairy, and begged that his wife might not be informed of his death.
The countess asked: “What has happened to my husband that he doesn’t come home to see me?” She was told that he had gone to the wood to get her something. “Why were the men-servants weeping?” The best horse had been drowned in bathing him. She said they were not to weep; others should be brought. “Why were the maids weeping?” Linen had been lost in washing. They must not weep the loss would be supplied. “Why are the priests chanting (or the bells tolling)?” A poor person whom they had lodged had died in the night. “What dress should she wear for her churching – red or blue?” The custom had come in of wearing black.
On arriving at the church she saw that the earth had been disturbed; why was this? “I can no longer conceal it”, said her mother-in-law: “Your husband is dead.” “Take my keys, take care of my son; I will stay with his father.” (from here)

We find the same story in the French medieval ballad Le Roi Renaud which in the Occitan language becomes Comte Arnau (Arnau is Renaud). The rediscovery of the ballad of medieval origin takes place in full romantic fervor from the nationalisms and the antiquarian taste of traditional songs. I therefore refer to the excellent treatment of Christian Souchon for all the interweaving and in-depth analysis on the subject of Concealed Death  in  France (here).

Breton Ballad: An Aotrou Nann hag ar Gorrigan

In Brittany the ballad “Aotroù Nann” (Sir Nann and the Fairy) is circulated in dozens of versions but the pattern is always identical: the meeting with the fairy, the refusal of the knight, the choice to die slowly among the toments or by a fulminant death and the concealment of knight death to his young bride about to give birth. The rest are details varied according to singer taste. (see here and here).

Gwennyn from Avalon 2017  (track 8)
(under review)

FRENCH VERSION: LE ROI RENAUD

The French version sends king back home from war, wounded to death. (no enchanted forest and fairy here!) To his queen they concealed his death until his burial,probably because they do not want to create complications in the imminence of childbirth. However, after giving birth and finally getting out of bed to go to mass (and after a kilometer ballad full of concealment) The ballad ends tragically with queen who invokes death and immediately the earth opens up from under her feet swallowing her.

Even today the ballad is sung by folk singers  with medieval-inspired arrangements.
Pierre Bensusan
Le Poème Harmonique from Aux marches du palais


I
Le roi Renaud de guerre vint
tenant ses tripes dans ses mains.
Sa mère était sur le créneau
qui vit venir son fils Renaud.
II
– Renaud, Renaud, réjouis-toi!
Ta femme est accouché d’un roi!
– Ni de ma femme ni du fils
je ne saurais me réjouir.
III
Allez ma mère, allez devant,
faites-moi faire un beau lit blanc.
Guère de temps n’y resterai:
à la minuit trépasserai.
IV
Mais faites-le moi faire ici-bas
que l’accouchée n’l’entende pas.
Et quand ce vint sur la minuit,
le roi Renaud rendit l’esprit..
V
Il ne fut pas le matin jour
tous les valets pleuraient très tous.
Il ne fut temps de déjeuner
que les servantes ont pleuré.
VI
– Mais dites-moi, mère, m’amie,
que pleurent nos valets ici ?
– Ma fille, en lavant nos chevaux
ont laissé noyer le plus beau.
VII
– Oh pourquoi donc, mère m’amie,
pour un cheval pleurer ainsi ?
Quand Renaud reviendra,
plus beaux chevaux ramènera.
VIII
– Et dites-moi, mère m’amie,
que pleurent nos servantes ici ?
– Ma fille, en lavant nos linceuls
ont laissé aller le plus neuf.
XIX
– Oh pourquoi donc, mère m’amie,
pour un linceul pleurer ainsi ?
Quand Renaud reviendra,
plus beau linceul ramènera.
X
– Ah, dites-moi, mère m’amie,
Qu’est-ce que j’entends cogner ici ?
– Ma fille, ce sont les charpentiers
Qui raccommodent le plancher.
XI
– Ah ! Dites-moi, mère m’amie,
Pourquoi les cloches sonnent ici ?
– Ma fille, c’est la procession
Qui sort pour les rogations.  (1)
XII
– Mais, dites-moi, mère m’amie,
C’est que j’entends chanter ici ?
– Ma fille, c’est la procession
Qui fait le tour de la maison.
XIII
Or quand ce fut passé huit jours,
A voulut faire ses atours.
Or, quand ce fut pour relever,
à la messe  (2) elle voulut aller,
XIV
– Mais dites-moi, mère m’amie,
quel habit mettrai-je aujourd’hui ?
– Mettez le blanc, mettez le gris,
mettez le noir pour mieux choisir.
XV
– Mais dites-moi, mère m’amie,
qu’est-ce que ce noir-là signifie
– A femme relèvant d’enfant,
le noir lui est bien plus séant.
XVI
Mais quand elles fut parmi les champs,
Trois pastoureaux allaient disant :
– Voici la femme du seignour
Que l’on enterra l’autre jour !
XVII
– Ah ! Dites-moi, mère m’amie,
Que disent ces pastoureaux-ci ?
– Il disent de presser le pas,
Ou que la messe n’aura pas.
XVIII
Or quand elle fut dans l’église entrée,
un cierge on lui a présenté.
Aperçoit en s’agenouillant
la terre fraîche sous son banc.
XIX
– Ah ! Dites-moi, mère m’amie,
pourquoi la terre est rafraîchie?
– Ma fille, ne puis plus vous celer,
Renaud est mort et enterré.
XX
Puisque le roi Renaud est mort,
voici la clé (3) de mon trésor.
Voici mes bagues et mes joyaux,
prenez bien soin du fils Renaud.
XXI
Terre, ouvre-toi, terre fends-toi,
que j’aille avec Renaud, mon roi!
Terre s’ouvrit, et se fendit,
et ci fut la belle engloutie.
English translation*
I
King Renaud comes back from the war,
Holding his guts in his hands.
His mother who was on the battlement, Saw her son Renaud come.
II
– Renaud, Renaud, cheer you up!
Your wife has given birth to a king!
– Neither for my wife, nor for my son,
May I cheer up.
III
Go, my mother, hurry up.
Have a fine white bed set ready for me;
I have short time to remain here:
By midnight I shall pass away.
IV
But have it done it down here
So my wife in childbirth will not hear!
And when midnight came,
King Renaud gave back his soul.
V
Morning had not broken yet,
And soon the valets were all weeping.
And even before breakfast,
All the maidservants have wept.
VI
– Tell me my mother dear,
What are our valets weeping for?
– My daughter, while washing our horses,
They let the finest drown.
VII
– And why, mother dear,
Such a weeping for a horse?
When King Renaud comes back,
He will bring finer horses.
VIII
– Ah! Tell me, my mother dear,
why do our women servants weep?
– Dear, while washing our linen sheets
they have lost the newest.
XIX
-And why, mother dear,
should they weep so for a linen sheet?
When King Renaud returns,
he will buy finer linen sheets.
X
– Ah! Tell me, my mother dear,
What are those beatings I hear?
– My daughter, it’s the carpenters
Repairing the floor.
XI
– Ah! Tell me, mother dear
What do I hear ringing here?
– My daughter, it is the procession,
Going out for the rogations.(1).
XII
– Ah! Tell me, mother dear,
What are the priests singing here?
– My daughter, it is the procession,
Turning round the house.
XIII
And when eight days had passed,
She wanted to dress up to the nines.
And when she could get up
She wanted to go to the Mass.
XIV
-Ah! Tell me mother dear,
Which dress shall I wear today?
– Wear the white, wear the grey,
Wear the black to choose best
XV
– Ah! Tell me mother dear,
What does this black mean?
-To a woman who has given birth to a child,
Black is the most convenient.
XVI
But when they were amidst the fields
Three shepherds were saying:
-Look at the wife of that lord
Who was buried the other day!
XVII
-Ah! Tell me mother dear,
What are those shepherds saying?
_ They say to hurry up,
Otherwise we’ll miss the Mass.
XVIII
When she stepped inside the church
She was given a church candle.
he realized, while kneeling,
That the earth was fresh under her bench.
XIX
– Ah, Tell me, mother dear
Why is the earth fresh here?
– My daughter, I cannot hide it any longer:
Renaud is dead and buried.
XX
Since King Renaud is dead,
Here are the keys to my treasure.
Take my rings and my jewels,
Feed well Renaud’s son!
XXI
Earth, open up! Earth, burst open!
Let me join Renaud, my king!
Earth opened up, earth burst open,
And the beauty was swallowed.

NOTES
* from here and here
1) the rogations were processional chants mixed with prayers with which they went to bless the fields in the three days before Ascension (continued)
2) at one time woman was considered impure after childbirth and she could return to the community only after 40 days. The ballad reflects an archaic conception of woman in marriage: her only role is to generate descent and her destiny is to follow her husband in death. In reality, in the Middle Ages, high-ranking widows were conveniently remarried or sended in a convent.
3) the married woman was entrusted with house keys, pantry and wardrobe and they hanged them on the belt as a hallmark of their rank
4) holy ground for church

OCCITAN VERSION: LO COMTE ARNAUD

We realize immediately that death does not occur because of an evil mermaid or fairy. The war is responsible for the tragedy. The tale becomes more realistic and universal and stresses on the dramatisation by focusing more on the concealed death.
Arnau joins in a war, he is wounded and comes back at the beginning of summer (on Saint John’s day). He asks to have his bed made and after his last conversation with his mother he announces his death. Once the magical elements have been disregarded and substituted by a more realistic view of life, the second part can continue by adapting the version from Brittany to the story. The most important difference is that the hero’s wife has just given birth to a child. That makes the story more dramatic and the concealed death creates a sympathetic suspense in the audience until it is revealed. This is a common trait in most European variants. Another curiosity found in most versions concerns the dress she will have to wear while going to church: it must be black! It is basically a theatrical device. The listeners of ballads used to visualize the story with their third eye and could “see” the mother in law who actually spoke to them. It was as if she said: “You and I know why I have answered so.” The story is then similar to a Greek tragedy, like Oedipus King. We know the truth, but the characters do not; the truth will be revealed only in the topic and dramatic moment of the tragedy. In both cases the concealed truth gives vent to pietas as sympathetic attention toward the fragile and mortal. It is in this way that the tragedy of Arnau’s wife, amplified by the birth of a child, becomes a projection of something already lived, or hypothetically lived, in which we all recognize ourselves. With all the other listeners we become a sort of silent Greek chorus expressing a feeling of pietas. (from here)
Rosina de Pèira & Martina from Cançons de femnas 1980


I
Lo comte Arnau, lo chivalièr,
dins lo Piemont va batalhier.
Comte Arnau, ara tu ten vas;
digas-nos quora tornaras.
II
Enta Sant Joan ieu tornarai
e mort o viu  aici serai.
Ma femna deu, enta Sant Joan
me rendre lo pair d’un bel enfant.
III
Mas la Sant Joan ven d’arribar,
lo Comte Amau ven a mancar.
Sa mair, del pus naut de l’ostal,
lo vei venir sus son caval.
IV
“Mair, fasetz far prompte lo leit
que longtemps non i dormirai.
Fasetz-lo naut, fasetz-lo bas,
Que ma miga n’entenda pas.”
V
Comte Arnau, a que vos pensatz
qu’un bel enfant vos quitariatz?
Ni per un enfant ni per dus,
mair, ne ressuscitarai plus.
VI
“Mair, que es aquel bruch dins l’ostal?
Sembla las orasons d’Arnau.
La femna que ven d’enfantar
orasons non deu escotar.”
VII
“Mair, per la festa de deman
quina rauba me botaran?
La femna que ven d’enfantar
la rauba negra deu portar!”
VIII
“Mair, porque tant de pregadors?
Que dison dins las orasons?”
Dison: la que ven d’enfantar
a la misseta deu anar.
IX
A la misseta ela se’n va,
vei lo Comt’ Arnau enterar.
“V’aqui las claus de mon cinton,
mair, torni plus a la maison.”
X
“Terra santa, tel cal obrir,
Voli parlar a mon marit;
Terra santa, te cal barrar,
amb Arnau voli demorar.
English translation*
I
Earl Arnau, the knight
Joins in a war in Piedmont.
“Earl Arnau, now you are going;
Tell us when you come back.”
II
“I’ll come back before Saint John’s day.
Either dead or alive I will be here.
My wife, just before Saint John’s day,
Will make me father of a beautiful son.”
III
But Saint John’s day comes,
Earl Arnau is missing.
His mother sees him coming on horseback
From the top of the house.
IV
“Mother have my bed made,
I won’t sleep long.
Make it high or make it low,
Provided that my wife doesn’t hear.”
V
“Earl Arnau, what are you thinking of,
That you will leave your beautiful son?”
Neither for one son, nor for two,
Mother, I won’t raise from the dead.”
VI
“Mother what’s that noise in the house?
It sounds as if they were Arnau’s prayers.”
“Woman who has just given birth to a child
Must not listen to prayers.”
VII
“Mother, for tomorrow’s feast,
What will they wear me with?”
Woman who has just given birth to a child,
Must wear a black dress!”
VIII
“Mother, why so many people praying?
What do they say in the prayers?”
“They say: who has given birth to a child/Must go to the Mass.”.
IX
She goes to the Mass
Sees Earl Arnau buried:
“Here is the key of my belt,
I won’t come back home anymore.”
X
“Holy land, you must open up,
I want to talk to my husband.
Holy land, you must close,
With Arnau I want to remain.”

NOTE
* (from here)

Version from Piedmont (Italy)

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/nann.htm
http://chrsouchon.free.fr/nannf.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/trador.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/roirenau.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/arnaud.htm

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2499
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1049&lang=it
http://www.coroasiago.it/rinaldo.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8862

La Morte Occultata, versioni bretoni, francesi e occitane

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IL TEMA DELLA MORTE OCCULTATA

LORD OLAF E GLI ELFI DEL BOSCO
VARIANTI SCANDINAVE
VERSIONI ISOLE BRITANNICHE E AMERICA 
VERSIONI FRANCIA
VERSIONE PIEMONTE

Il professor Child riporta una versione bretone della storia comunemente denominata “Morte Occultata” (o Morte Occulta secondo l’arcaicismo del Nigra) che potrebbe rappresentare il punto di congiunzione tra la versioni scandinave e quelle del Sud francese e del Nord d’Italia.

LA LEGGENDA BRETONE: Il conte Nann

Il conte Nann e sua moglie si sposarono che avevano rispettivamente tredici e dodici anni. L’anno seguente nacque un figlio e il conte chiese alla moglie che cosa desiderasse in dono. Lei disse di volere della selvaggina e allora Nann prese la sua lancia e si diresse al bosco. All’ingresso del bosco incontrò una fata che gli disse che lo aspettava da tanto tempo e aggiunse: «Ora che mi hai incontrato mi devi sposare». «Sposarti?! Io sono già sposato.» A queste parole la fata disse: «E allora scegli se vivere sette anni da infermo o se morire entro tre giorni». «Preferisco morire entro tre giorni», rispose risoluto.
Tornato a casa Nann chiamò sua madre, le raccontò tutto e le chiese di fargli il letto e di non dire nulla della sua morte alla sposa.
La moglie cominciò a chiedere come mai Nann non fosse ancora di ritorno. Le dissero che era andato a caccia nel bosco per prenderle qualcosa. Chiese perché i servitori stessero piangendo e le risposero che i migliori cavalli erano affogati mentre li lavavano. Disse che non c’era da preoccuparsi: Nann ne avrebbe portati degli altri. Allora domandò perché i preti stessero cantando e le campane suonassero. Le risposero che un uomo al quale avevano dato alloggio era morto quella stessa notte. Chiese quale vestito avrebbe dovuto mettersi per andare in chiesa il giorno dopo, quello rosso o quello blu? Le consigliarono quello nero. Quando andò in chiesa notò una tomba con terra fresca e a questo punto le dissero la verità. Disperata, lasciò detto di prendersi cura di suo figlio e finì con questa frase rivolta alla madre di Nann: «Vostro figlio è morto, vostra figlia è morta».

Ritroviamo la stessa storia nella ballata medievale francese Le Roi Renaud che nell’area di lingua occitana diventa Comte Arnau (Arnau è Renaud). La riscoperta della ballata di origine medievale avviene in pieno fervore romantico per i nazionalismi e il gusto antiquario dei canti tradizionali. Rimando quindi all’ottima trattazione di Christian Souchon per tutti gli intrecci e gli approfondimenti sul tema della Morte occultata in terra di Francia (qui).

LA BALLATA BRETONE: An Aotrou Nann hag ar Gorrigan

Della ballata “Aotroù Nann”  (il Singore Nann e la fata) in Bretagna circolarono decine di versioni ma lo schema è sempre identico l’incontro con la fata-sirena, il rifiuto del cavaliere, la scelta se morire piano piano tra i tomenti oppure di morte fulminante (non c’è che dire) e l’occultamento della morte del cavaliere alla giovane sposa in procinto di partorire. Il resto sono dettagli variati in base al gusto di chi  cantava (quialtre versioni testuali).

Gwennyn in Avalon 2017  (traccia 8)
in fase di revisione

LA VERSIONE FRANCESE: LE ROI RENAUD

Conosciuta in Italia come “Re Rinaldo ritorna dalla Guerra” e in repertorio presso i gruppi corali, la versione perde tutta la prima parte dell’incontro  con la fata e invece che dal bosco incantato, fa ritornare il re dalla guerra, ferito a morte. Alla Regina viene occultata la morte del re fino alla sua avvenuta sepoltura, si evince dal racconto che la regina è in attesa di un bambino e probabilmente non le si vuole creare complicazioni nell’imminenza del parto. Tuttavia dopo aver partorito e finalmente essersi alzata dal letto per andare a messa (e dopo una kilometrica ballata piena di occultamenti) alla regina viene data la notizia del re morto e sepolto.  La ballata finisce tragicamente con la donna che invoca la morte e subito la terra le si apre da sotto i piedi e la inghiotte.

Ancora oggi la ballata è cantata nell’ambito della canzone popolare francese con temi mesti e arrangiamenti d’ispirazione medievale.
Pierre Bensusan
Le Poème Harmonique in Aux marches du palais


I
Le roi Renaud de guerre vint
tenant ses tripes dans ses mains.
Sa mère était sur le créneau
qui vit venir son fils Renaud.
II
– Renaud, Renaud, réjouis-toi!
Ta femme est accouché d’un roi!
– Ni de ma femme ni du fils
je ne saurais me réjouir.
III
Allez ma mère, allez devant,
faites-moi faire un beau lit blanc.
Guère de temps n’y resterai:
à la minuit trépasserai.
IV
Mais faites-le moi faire ici-bas
que l’accouchée n’l’entende pas.
Et quand ce vint sur la minuit,
le roi Renaud rendit l’esprit..
V
Il ne fut pas le matin jour
tous les valets pleuraient très tous.
Il ne fut temps de déjeuner
que les servantes ont pleuré.
VI
– Mais dites-moi, mère, m’amie,
que pleurent nos valets ici ?
– Ma fille, en lavant nos chevaux
ont laissé noyer le plus beau.
VII
– Oh pourquoi donc, mère m’amie,
pour un cheval pleurer ainsi ?
Quand Renaud reviendra,
plus beaux chevaux ramènera.
VIII
– Et dites-moi, mère m’amie,
que pleurent nos servantes ici ?
– Ma fille, en lavant nos linceuls
ont laissé aller le plus neuf.
XIX
– Oh pourquoi donc, mère m’amie,
pour un linceul pleurer ainsi ?
Quand Renaud reviendra,
plus beau linceul ramènera.
X
– Ah, dites-moi, mère m’amie,
Qu’est-ce que j’entends cogner ici ?
– Ma fille, ce sont les charpentiers
Qui raccommodent le plancher.
XI
– Ah ! Dites-moi, mère m’amie,
Pourquoi les cloches sonnent ici ?
– Ma fille, c’est la procession
Qui sort pour les rogations.  (1)
XII
– Mais, dites-moi, mère m’amie,
C’est que j’entends chanter ici ?
– Ma fille, c’est la procession
Qui fait le tour de la maison.
XIII
Or quand ce fut passé huit jours,
A voulut faire ses atours.
Or, quand ce fut pour relever,
à la messe  (2) elle voulut aller,
XIV
– Mais dites-moi, mère m’amie,
quel habit mettrai-je aujourd’hui ?
– Mettez le blanc, mettez le gris,
mettez le noir pour mieux choisir.
XV
– Mais dites-moi, mère m’amie,
qu’est-ce que ce noir-là signifie
– A femme relèvant d’enfant,
le noir lui est bien plus séant.
XVI
Mais quand elles fut parmi les champs,
Trois pastoureaux allaient disant :
– Voici la femme du seignour
Que l’on enterra l’autre jour !
XVII
– Ah ! Dites-moi, mère m’amie,
Que disent ces pastoureaux-ci ?
– Il disent de presser le pas,
Ou que la messe n’aura pas.
XVIII
Or quand elle fut dans l’église entrée,
un cierge on lui a présenté.
Aperçoit en s’agenouillant
la terre fraîche sous son banc.
XIX
– Ah ! Dites-moi, mère m’amie,
pourquoi la terre est rafraîchie?
– Ma fille, ne puis plus vous celer,
Renaud est mort et enterré.
XX
Puisque le roi Renaud est mort,
voici la clé (3) de mon trésor.
Voici mes bagues et mes joyaux,
prenez bien soin du fils Renaud.
XXI
Terre (4), ouvre-toi, terre fends-toi,
que j’aille avec Renaud, mon roi!
Terre s’ouvrit, et se fendit,
et ci fut la belle engloutie.
Traduzione italiano Giovanni Cappellaro
I
Tornò dalla guerra re Renaud
con le budella in mano.
Sua madre dai merli del castello
vide arrivare il figlio Renaud.
II
– Renaud, Renaud, rallegrati!
Tua moglie ha partorito un re!
– Ne’ di mia moglie ne’ di mio figlio
rallegrarmi potrò.
III
Andate madre, andate avanti,
fatemi preparare un bel letto bianco.
Non ci resterò per molto:
a mezzanotte morirò.
IV
Ma fatemelo preparare quaggiù,
che il neonato non lo senta.
E quando si fu verso mezzanotte
re Renaud spirò.
V
Non era ancora giunto il mattino
che tutti i valletti piangevano.
Non era ancora ora di pranzo
che le domestiche piangevano.
VI
– Ma ditemi, madre, amica mia,
cosa piangono i valletti?
– Figlia mia, lavando i cavalli
hanno lasciato annegare il più bello.
VII
– Ma perchè, madre, amica mia,
piangere così per un cavallo?
Quando Renaud tornerà
cavalli più belli porterà.
VIII
– E ditemi, madre, amica mia,
perchè piangono le domestiche?
– Figlia mia, lavando le lenzuola
si sono fatto scappare il più nuovo.
XIX
-Ma perchè dunque, madre amica mia,
piangere tanto per un lenzuolo?
Quando Renaud tornerà
uno più bello ne porterà.
X
– Ah, ditemi, madre, amica mia,
cos’è che sento battere ora?
– Figlia mia, sono i carpentieri
che sistemano il pavimento.
XI
– Ah Ditemi, madre, amica mia
Perchè ora suonano le campane?
– Figlia mia, è la processione
che esce per le rogazioni (1).
XII
– Ma ditemi, madre, amica mia,
cos’è ora che sento cantare?
– Figlia mia, è la processione
che fa il giro della casa.
XIII
E passati otto giorni
volle prepararsi l’acconciatura.
E quando fu pronta per alzarsi
alla messa (2) volle andare,
XIV
-Ma ditemi, madre, amica mia,
che abito metterò oggi?
– Mettete quello bianco, quello grigio,
o meglio quello nero.
XV
– Ma ditemi, madre amica mia,
cosa significa quello nero?
– Per una puerpera
quello nero è il più adatto.
XVI
Ma quando fu nei campi,
tre pastorelli stavano dicendo:
– Ecco la moglie del signore
Che abbiamo seppellito l’altro giorno!
XVII
– Ah, ditemi, madre amica mia,
Che dicono questi pastorelli?
_ Dicono di affrettarsi,
o la messa finirà.
XVIII
Ora quando fu entrata in chiesa,
le presentarono un cero.
Inginocchiandosi vide
la terra fresca sotto al banco.
XIX
– Ah! Ditemi madre, amica mia,
perchè la terra è smossa?
– Figlia mia, non posso più nascondervelo
Renaud è morto e sepolto.
XX
Poichè re Renaud è morto
ecco la chiave (3) del mio tesoro.
Ecco i miei anelli e i miei gioielli,
abbiate cura del figlio di Renaud.
XXI
Terra (4) apriti, squarciati,
che io vada con Renaud, il mio re!
La terra si aprì, si squarciò,
e la bella fu inghiottita.

NOTE
Una simile versione testuale (con traduzione) qui
1) le rogazioni erano canti processionali misti a preghiere con cui si andava a benedire i campi  nei tre giorni precedenti l’Ascensione (continua)
2) un tempo la donna era considerata impura dopo il parto e poteva rientrare nella comunità solo dopo 40 giorni. La ballata riflette una concezione arcaica della donna nel matrimonio: suo unico ruolo è quello di generare la discendenza e il suo destino quello di seguire il marito nella morte. In realtà nel Medioevo le vedove di rango venivano convenientemente rimaritate o finivano in convento.
3) alla donna maritata erano affidate le chiavi della casa, della dispensa e del guardaroba e erano portate appese alla cintura come segno distintivo del proprio rango
4) riferita alla terra consacrata della chiesa

LA VERSIONE OCCITANA: LO COMTE ARNAUD

Ci si rende subito conto che la morte non avviene più per mano di una sirena o di una fata, ma è la guerra la responsabile della tragedia. Il racconto si fa più realistico e universale e accentua la tragicità con l’occultamento della verità sulla morte dell’eroe.
Arnau, nome comune anche per le varianti catalane, parte per la guerra e torna ferito all’inizio dell’estate, precisamente a San Giovanni. In tutte le varianti di questa ballata la madre vede arrivare da lontano (o attende) il figlio che in genere le chiederà, dopo una breve conversazione, che gli si faccia il letto dove aspetterà la morte.
Un’altra novità è la presenza di una moglie che ha appena partorito la quale, all’oscuro della morte del marito, chiede lumi alla suocera su quale vestito dovrà mettersi per la festa o per andare in chiesa. La risposta in tutte le versioni sarà: “Mettiti quello nero!” Qui subentra la teatralità nel racconto nel quale noi auditori, ma in realtà spettatori grazie al nostro terzo occhio che visualizza la storia, sappiamo la verità ed assistiamo a queste conversazioni con animo partecipe e compassionevole. La frase Mettili quello nero! è più rivolta a noi che alla moglie e va letta come richiesta di complicità da parte della suocera. E’ come se ci dicesse: “Io e voi sappiamo perché ho risposto così.” Diventa così, in nuce, una tragedia di tipo greco, come Edipo Re, nella quale noi sappiamo la verità, ma non i protagonisti i quali verranno a conoscerla nel momento topico e drammatico della rappresentazione. In entrambi i casi la verità occultata nello spettatore genera la pietas, intesa come attenzione compassionevole verso ciò che è fragile e mortale. E’ in questo modo che la tragedia della moglie di Arnau, accentuata dalla nascita di un figlio, diventa la proiezione di un nostro vissuto, reale o ipotetico, nel quale tutti ci riconosciamo. Siamo noi, ciascuno per conto proprio ma insieme agli altri auditori, che formiamo il coro greco, silente e dolente, dei sentimenti di pietas.
La versione francese che segue esalta ancora di più la drammaticità aumentando le domande della puerpera e i tentativi pietosi della suocera per occultare la verità. (stralciato da qui)

Rosina de Pèira e Martina in Cançons de femnas 1980


I
Lo comte Arnau, lo chivalièr,
dins lo Piemont va batalhier.
Comte Arnau, ara tu ten vas;
digas-nos quora tornaras.
II
Enta Sant Joan ieu tornarai
e mort o viu  aici serai.
Ma femna deu, enta Sant Joan
me rendre lo pair d’un bel enfant.
III
Mas la Sant Joan ven d’arribar,
lo Comte Amau ven a mancar.
Sa mair, del pus naut de l’ostal,
lo vei venir sus son caval.
IV
“Mair, fasetz far prompte lo leit
que longtemps non i dormirai.
Fasetz-lo naut, fasetz-lo bas,
Que ma miga n’entenda pas.”
V
Comte Arnau, a que vos pensatz
qu’un bel enfant vos quitariatz?
Ni per un enfant ni per dus,
mair, ne ressuscitarai plus.
VI
“Mair, que es aquel bruch dins l’ostal?
Sembla las orasons d’Arnau.
La femna que ven d’enfantar
orasons non deu escotar.”
VII
“Mair, per la festa de deman
quina rauba me botaran?
La femna que ven d’enfantar
la rauba negra deu portar!”
VIII
“Mair, porque tant de pregadors?
Que dison dins las orasons?”
Dison: la que ven d’enfantar
a la misseta deu anar.
IX
A la misseta ela se’n va,
vei lo Comt’ Arnau enterar.
“V’aqui las claus de mon cinton,
mair, torni plus a la maison.”
X
“Terra santa, tel cal obrir,
Voli parlar a mon marit;
Terra santa, te cal barrar,
amb Arnau voli demorar.
traduzione italiano*
I
Il Conte Arnau, il cavaliere
Va a battagliare in Piemonte
“Conte Arnau, ora te ne vai,
dicci quando tornerai.”
II
“Tornerò entro San Giovanni
E vivo o morto sarò qui.
Mia moglie entro San Giovanni
deve Farmi il dono di un bel bambino.
III
Ma San Giovanni arriva,
Il Conte Arnau manca ancora;
Sua madre, dall’alto della casa,
Lo vede arrivare sul suo cavallo.
IV
“Madre, fatemi fare subito il letto
Ché non dormirò a lungo.
Fatelo alto, fatelo basso,
basta che mia moglie non senta.”
V
“Conte Arnau a cosa pensate,
che lascerete un bel bambino?”
Né per un figlio, né per due,
Madre, non risusciterò più.”
VI
“Madre, cos’è quel rumore dentro la casa?
Sembrano le preghiere di Arnau.”
“La donna che ha appena partorito
non deve ascoltare le preghiere.”
VII
“Madre, per la festa di domani
quale vestito mi metteranno?”
La donna che ha appena partorito
deve mettere il vestito nero.”
VIII
“Madre, perchè così tante preghiere?
Cosa dicono nelle preghiere?”
Dicon: “La donna che ha partorito
Deve andare alla messa”.
IX
Lei se ne va allora alla messa
e vede il Conte Arnau seppellito.
“Eccovi le chiavi della mia cintura,
Madre, non torno più a casa.”
X
“Terra santa, apriti,
voglio parlare a mio marito.
Terra santa, chiuditi,
con Arnau voglio restare.”

NOTE
* (da qui):  io parlo piemontese come lingua madre (nella versione canavese-monferrina) e mi emoziona molto sentire la cadenza nelle versioni dell’occitano antico (mi sembra di risentire parlare i miei nonni).

continua: la versione piemontese

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/nann.htm
http://chrsouchon.free.fr/nannf.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/trador.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/roirenau.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/arnaud.htm

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2499
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1049&lang=it
http://www.coroasiago.it/rinaldo.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8862