I Hae a Wife O’ Ma Ain

ritratto di Robert Burns

“I hae a wife o ma ain” (I have a Wife of My Own) is apparently the melody of a country-dance with some silly words added in an extemporaneous way and yet the song was already reported in ‘The Caledonian Pocket Companion’ ( 1740) by James Oswald. Thus Robert Burns rewrote it in 1788 for the SMM vol IV # 352
“I hae a wife o’ ma ain” (Ho una moglie tutta mia) è apparentemente la melodia di una country-dance con delle “silly words” aggiunte in modo estemporaneo e tuttavia la canzone era già riportata nel  ‘The Caledonian Pocket Companion’ (1740) di James Oswald. Così Robert Burns la riscrive nel 1788 per lo SMM vol IV #352

I did in my way..

A free spirit wanders around the country without roots and often outside civil society and just wants to be left in peace, so it responds to the conformists and moralists “Get your own business!”
Uno spirito libero vagabonda per il paese senza radici e spesso al di fuori dalla società civile e vuole solo essere lasciato in pace, perciò risponde ai benpensanti e ai moralisti “Fatti i fatti tuoi!” (continua)

Billy Ross

Ewan MacColl in “Songs of Robert Burns”, 1994.


I
Hae a wife of my ain,
I’ll partake wi’ naebody;
I’ll take Cuckold frae nane,
I’ll gie Cuckold to naebody.
II
I hae a penny to spend,
There-thanks to naebody!
I hae naething to lend,
I’ll borrow frae naebody.
III
I am naebody’s lord,
I’ll be slave to naebody;
I hae a gude braid sword,
I’ll tak dunts frae naebody.
IV
I’ll be merry and free,
I’ll be sad for naebody;
Naebody cares for me,
I care for naebody.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Ho una moglie tutta mia
con nessuno la condividerò
da nessuno prenderò le corna
e nessuno farò cornuto
II
Ho un penny da spendere
senza ringraziare nessuno
non ho niente da affittare
e niente affitterò
III
Di nessuno sono il signore 
di nessuno sarò servitore
ho una buona spada al fianco
con nessuno menerò colpi
IV
Sarò felice e libero
per nessuno sarò triste
nessuno si curerà di me
di nessuno mi prenderò cura 

Dave Swarbrick, I Have a Wife of My Own / Lady Mary Haye’s Scotch Measure

The melody recalls Brose&Butter with which it is sometimes played in the  set, Ossian adds the melody at the end of “The corncrake” (in “Ossian” 1977)
La melodia richiama Brose&Butter con la quale talvolta è suonata in set, Ossian aggiunge la melodia in coda a “The corncrake” (in “Ossian” 1977)

LINK
https://thesession.org/tunes/2433
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-352,-page-364-i-hae-a-wife-o-my-ain.aspx

Gli Ossian e la scottishness

Il gruppo scozzese (dalle parti di Glasgow) degli Ossian prende il nome dal leggendario bardo di Scozia, si fonda nel 1976 per dare vita a una miscela acustica raffinata ma piena di grinta (il cosiddetto drive tanto osannato nella musica rock): eppure rimarrà sempre una formazione acustica di musica tradizionale scozzese; la formazione è capitanata dai fratelli William e George Jackson (Billy arpa bardica, uillean pipes, whistle – George chitarra, cittern, violino, whistle, flauto) affiancati dal violino, mandolino, violoncello di  John Martin (che fu anche membro dei Tannahill Weavers)  e dalla voce solista, chitarra, whistle, dulcimer di Billy Ross. Quando Ross se ne andò subentrò Tony Cuffe (1981) e qualche anno più tardi il quartetto divenne un quintetto con l’aggiunta del pipaiolo Iain MacDonald (cornamuse, flauto, whistle).
Gli Ossian hanno sempre eseguito dell’ottima musica tradizionale scozzese anche se negli anni 70 era la musica tradizionale irlandese ad andare di moda! Il primo tour negli Stati Uniti (e sono finiti anche in Alaska) arriva nel 1983, ma cinque anni più tardi il gruppo si scioglie e i componenti  prendono altre strade.

Nella foto sopra da sin in alto : Tony Cuffe, George Jackson, da destra: Iain MacDonald, Billy Jackson, John Martin; nella foto sotto da sinistra: Billy Ross, Billy Jackson, George Jackson, John Martin

Tutti eccellenti polistrumentisti e cantanti, abili tessitori di trame sonore ricche e preziose sulle melodie della tradizione con un approccio quasi cameristico: canti in gaelico e in dialetto scozzese (in specie di Robert Burns), set da danza e slow air.
La loro musica ha influenzato una generazione di musicisti.

The Sound of Sleat / Aandowin’ a prua / The Old Reel in “Seal Song” 1981 nella formazione quartetto

Troy’s Wedding Biddy from Sligo in “Borders” 1986 nella formazione quintetto

LA RIFONDAZIONE

Ci fu una rifondazione nel 1997 con Billy Jackson e Billy Ross che si portò dietro Iain MacInnes (smallpipes, whistle) e Stuart Morison (violino, cittern) con i quali aveva formato un trio pochi anni prima, sigillata dall’uscita dall’album “The Carrying Stream” e anche se il nuovo gruppo non è mai stato ufficialmente sciolto non è più -al momento- in attività.

ST. KILDA WEDDING

Saint Kilda è un minuscolo arcipelago a occidente delle Ebridi Esterne e abitato fin dai tempi antichi. Di fatto isolato dalla terra ferma per buona parte dell’anno è stato abbandonato nel 1930.
Per comunicare con la terraferma gli isolani mettevano la posta in piccole sacche di cuoio impermeabile e le affidavano alla corrente marina.
Scrive Wikipedia “L’intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell’umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente ‘naturale’, ‘marino’ e ‘culturale’.
Gruppi di volontari lavorano sull’isola nei mesi estivi per recuperare gli edifici originari che gli antichi Kildani hanno lasciato. Condividono l’isola con una piccola base militare creata nel 1957
.”


La prima parte del filmato qui

La testimonianza degli antichi rituali matrimoniali praticati sull’isola ci viene da un album pubblicato dal gruppo scozzese Ossian “St. Kilda wedding”: la prima traccia è un set di musica da danza trascritto nella collezione del capitano Simon Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isle, 1816 – l’archivio digitale qui)

WILLIAM JACKSON

La formazione classica di Billy lo porta a un progetto ambizioso quello di comporre musica per una “folk orchestra”  composta cioè da musicisti tradizionali e classici. Pubblica una ventina di album di cui ben tre album per orchestra: The Wellpark Suite (1985), A Scottish Island (1998) e Duan Albanach (2003).

The Wellpark Suite è stata commissionata dalla Tennents per celebrare il centenario dell’omonimo stabilimento.
Nella sua lunga carriera come arpista gira in tour per l’Europa (è venuto diverse volta anche in Italia) e il Nord America. Ha rispolverato anche le sue origini irlandesi (i nonni venivano dal Donegal) spaziando così tra le musiche tradizionali di Scozia e Irlanda. Cito tra tutti Heart Music e The Ancient Harp of Scotland
William è anche il curatore del progetto discografico della Linn Records “Celtic Experience” vol I e II

TONY CUFFE

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1988 si dedica all’insegnamento e alla carriera solistica, nel 1994 esce l’album “When first I went to Caledonia”, – la Caledonia non è la Scozia bensì la Nuova Scozia (Canada)- in cui sfodera tutte le sue doti d’interprete, compositore e polistrumentista; Tony è rinomato per il suo tocco chitarristico, suona l’arpa con le corde di metallo che si è costruito da solo e una decina circa di strumenti. E’ stato anche coinvolto nel progetto di Fred Freeman “The Complete Song of Robert Burns” (vol I )Muore nel 2001 vinto dal cancro. Un altro cd esce postumo dal titolo “Sae Will We Yet” (2003)

Nel Blog il tag Ossian e il tag Tony Cuffe

FONTI
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/ossian/
http://standinatthecrossroads-blackcatbone.blogspot.it/2008/05/ossian-st-kilda-wedding-scottish-celtic.html
https://thesession.org/recordings/4022
http://www.wjharp.com/
http://www.independent.co.uk/news/obituaries/tony-cuffe-9257148.html
http://www.scotsman.com/news/obituaries/tony-cuffe-1-590567
https://raretunes.org/tony-cuffe/

The winter it is past by Robert Burns

The ballad “The winter it is past” is spread throughout Ireland and more generally also in the British Isles, although with several titles: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid. The story told is no longer easily reconstructed through the various textual references, we can broadly say that it is the lament of a young woman, for having been abandoned by her lover. The printed textual versions date back to 1765 (The love-sick maid) and the 20’s of 1800, the Scottish one reported by Robert Burns is dated 1788.
La ballata “The winter it is past” (L’inverno è trascorso”) è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna, per essere stata abbandonata dal suo innamorato.

Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School, Edward Robert Hughes

The Air

Robert Louis Stevenson

ROBERT BURNS VERSION

ritratto di Robert BurnsRobert Burns’s version published in the “Scots Musical Museum” is an adaptation of the ballad printed in a broadside of 1765 titled “The love-sick maid” in which Burns eliminates the reference to Kildare’s Curragh . Scholars believe that the 2nd stanza was written entirely by the poet, while the I and III strophes are already reported in the aforementioned ballad.
La versione riportata da Robert Burns e pubblicata nello “Scots Musical Museum” (vedi) è un adattamento della ballata stampata in un broadside del 1765 “The love-sick maid” in cui Burns elimina il riferimento al Curragh di Kildare.
Gli studiosi ritengono che la II strofa sia stata scritta interamente dal poeta, mentre la I e la III strofa sono già riportate nella ballata citata.

The Corries

Eddi Reader in”Eddi Reader Sings The Songs Of Robert Burns Deluxe Edition”. 2003

Billy Ross

Robert Burns 1788
I
The winter it is past,
and the summer’s come at last,
And the small birds sing on ev’ry tree;
The hearts of these are glad,
but mine is very sad,
For my Lover has parted from me.
II
The rose upon the briar,
by the waters running clear,
May have charms for the linnet or the bee;
Their little loves are blest
and their little hearts at rest,
But my Lover is parted from me.
III
My love is like the sun,
in the firmament does run,
For ever constant and true;
But his is like the moon
that wanders up and down,
And every month it is new.
IV
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pains you endure:
For experience makes me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can cure.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccellini cantano su ogni albero,
i loro cuori sono allegri
mentre il mio è molto triste
perchè il mio amante mi ha lasciato.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape:
i loro piccoli amori sono benedetti
e i loro piccoli cuori sono lieti
mentre il mio amante mi ha lasciato.
III
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il suo (amore) è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
IV
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore,
un dolore che nessun mortale può curare.

LINK
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-200,-page-208-the-winter-it-is-past.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erWIIP.htm
http://www.eddireader.net/tracks/erCK.htm

Night visiting songs

In the popular tradition there are many ballads called “night visiting songs” with a stereotypical love adventure in which a young man (a soldier or a sailor or even a passing nobleman) for his attractiveness and gallantry, he manages to obtain the virtue of a young girl, entering her bedroom at night (usually on a rainy night). A popular version of Romeo’s night visit to Juliet’s balcony. (see archive)
Nella tradizione popolare sono assai numerose le ballate dette  “night visiting song” ovvero le avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un giovanotto (un soldato o un marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza, spesso intrufolandosi in camera sua nottetempo (in genere in una notte di pioggia). Una versione popolare della visita notturna di Romeo al balcone di Giulietta. (vedi prima parte)

Robert Burns: Let me in this ae night

First published in The Scots Musical Museum in 1787, Robert Burns wrote his version of the story in 1795 (but the attribution is controversial). The melody is ‘I would have my gowne made’ or ‘The newe Goune made‘ (“The New Made Gowne“) found in a flute manuscript of 1694 (cf). Another melody to which the ballad has most often been combined is ‘Lend me your Loom Lass‘ (cf)

Dapprima pubblicato nello Scots Musical Museum nel 1787 Robert Burns ha scritto la sua versione della storia nel 1795 (ma l’attribuzione è controversa).
La melodia abbinata al testo è detta ‘I would have my gowne made‘ oppure ‘The newe Goune made‘ (“The New Made Gowne”) trovata in un manoscritto per flauto del 1694 (vedi). Un’altra melodia a cui la ballata è stata più spesso abbinata è ‘Lend me your Loom Lass‘ (vedi)

Le Melodie

Charlotte Balzereit in Celtic Impression 1997

Catherine Fraser & Duncan Smith in Rhymes & Reasons 2009

The lyrics is a conversation between a young man and a young woman of whom he is infatuated. He begs to be let ‘in’; she lists the reasons that she cannot do so.
Il testo è basato sul dialogo tra un giovanotto e una fanciulla di cui egli è invaghito. Lui la supplica di lasciarlo “entrare”, ma lei elenca le ragioni per cui non può farlo.

Burns’s lyric also appears under the title “Oh lassie art thou sleeping yet?”- “Her Answer” 
Il testo è anche trascritto da Burns con il titolo “Oh lassie art thou sleeping yet?” – “Her Answer” 

Ossian in “Ossian” 1977 (Spotify) live 1976 

Billy Ross in The Complete Songs of Robert Burns Volume 1 1996

Robert Burns 1795
I
“Oh lassie are ye sleepin yet?
Or are thou waukin, I wad wit?
For loove has bound me hand and fitt,
An I wad fain be in Jo.”
Chorus:
“Oh let me in this ae nicht
This ae, ae, ae nicht,
For pity’s sake this ae nicht,
Oh rise an let me in Jo.”
II
“Thou hear’st the winter wind an weet,
Nae star blinks through the drivin sleet,
Oh tak pity on my weary feet,
An shield me frae the rain Jo.”
III
“Oh the bitter blast that round me blaws,
Unheeded howls, unheeded faas,
Oh the cauldness o thy hert’s the cause,
Of aa my grief an pine Jo.”
IV
“Oh tell na me o wind an rain,
Upbraid na me wi cauld disdain;
Ah gae back the gait ye cam again,
I winna let ye in Jo.”
V
“Oh the bird that charmed the summer’s day,
Is now the cruel fowler’s prey,
Ah let witless, trusting woman say,
How aft her fate’s the same Jo.”
SECOND CHORUS
“For I tell ye noo this ae nicht,
This ae, ae, ae nicht,
For aince an aa this ae nicht,
I winna let ye in Jo.
English translation Cattia Salto
I
“Oh lassie are you sleeping yet?
Or are you awake, I would wait?
For love has bound me hand and foot,
An I would fond be in, dear.”
Chorus:
“Oh let me in tonight
This night,
For pity’s sake this night,
Oh rise an let me in dear.”
II
“Do you hear the winter wind and weet,
No star blinks through the driving sleet,
Oh take pity on my weary feet,
An shield me from the rain dear.”
III
“Oh the bitter blast that round me blows,
Unheeded howls, unheeded falls,
Oh the coldness of your heart’s the cause,
Of all my grief and pain dear.”
IV
“Oh tell not me of wind and rain,
Upbraid not me with cold disdain;
Ah go back the gait you came again,
I would not let you in dear.”
V
“Oh the bird that charmed the summer’s day,
Is now the cruel fowler’s prey,
Ah let witless, trusting woman say,
How after her fate’s the same dear.”
SECOND CHORUS
“For I tell you now this night,
This night,
For once an all this night,
I will not let you in dear.

NOTE
1) letteralmente: mi ha legato mani e piedi
2) jo è una vecchia parola scozzese che indica una persona amata
3) ae = a, an nel senso di una notte intera
4) la donna si lascia convincere e lascia entrare l’uomo, anche se teme che lui possa abusare della sua fiducia – come puntualmente accade!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I (UOMO)
Ragazza stai ancora dormendo?
Devo aspettare che ti svegli?
Perchè l’amore mi ha preso al laccio (1) 
e io vorrei stare dentro con te, amore (2)
Ritornello:
O fammi entrare questa notte
per tutta questa notte (3)
per carità questa notte
alzati e fammi entrare amore
II
Non senti il vento invernale e il nevischio,
nessuna stella brilla a guidare il cammino,
abbi pietà dei miei piedi stanchi,
e dammi riparo dalla pioggia, cara
III
Oh la tempesta che sferza intorno a me,
urla e si abbatte invano,
oh la freddezza del tuo cuore è la causa 
di tutto il mio dolore e della mia pena, amore”
IV (DONNA)
“Oh non dirmi del vento e della pioggia,
non disprezzarmi con la tua freddezza,
tornatene da dove sei venuto, 
non ti lascerò entrare, caro.
V
L’uccello che affascina il giorno dell’estate, 
è ora preda del crudele cacciatore.
Così dico che per la donna fiduciosa e sciocca (4) ,
il destino è spesso uguale, caro”
Secondo coro
Perchè  ti dico questa notte
proprio questa notte
per una volta proprio questa notte
non ti lascerò entrare caro”

O Lassie, art thou Sleeping Yet

This courting song was initially sent by Burns to Thomson in August 1793, followed by a revised version in February 1795. Thomson felt that the piece ‘displayed great address’, but they disagreed over the delicacy of the closing section, with Burns prompted to explain that his ‘heroine […] gives not the least reason to believe that she speaks from her own experience’. Impatiently however, the poet announced that, ‘of all boring matters in this boring world, criticising my own works is the greatest bore’. Thomson’s printing of the song was arranged by Haydn. The opening of the text is adapted from a traditional piece, that was reworked by Burns for the Scots Musical Museum, no. 311. (from here)
Questa “canzone di corteggiamento” fu inizialmente inviata da Burns a Thomson nell’agosto del 1793, seguita da una versione riveduta nel febbraio 1795. Thomson sentì che il pezzo ‘mostrava un ottimo intervento’, ma non erano d’accordo sulla delicatezza della sezione di chiusura, con Burns sollecitato a spiegare che la sua “eroina […] non dà il minimo motivo di credere che lei parli per sua diretta esperienza”. Tuttavia, con impazienza, il poeta annunciò che “di tutte le cose noiose in questo mondo noioso, criticare le mie opere è la più grande noia”. La stampa della canzone di Thomson è stata arrangiata da Haydn. L’apertura del testo è tratta da un pezzo tradizionale, che è stato rielaborato da Burns per lo “Scots Musical Museum”, no. 311. (tradotto da qui)

Alison McNeill, Recorded at The Green Door studio in Glasgow, 2016 (engineer: Sam Smith)

I
O lassie, art thou  sleeping yet
Or art you waking, I wou’d wit?
For love has bound me hand and foot,
And I wou’d fain be in, jo.
Chorus:
O let me in this ae night,
this ae night, this ae night,

For pity’s sake this ae night
O rise and let me in, jo.
II
“Thou hear’st the winter wind an weet,
Nae star blinks through the drivin sleet,
Oh tak pity on my weary feet,
An shield me frae the rain Jo.”
Chorus
III
O tell na me o’ wind an’ rain,
Upbraid na me wi’ cauld disdain,
Gae back the gate ye cam again,
I winna let ye in, jo.
Chorus variation
I tell you now, this ae night
this ae night,  this ae night
And ance for a’  this ae night,
I winna let you in, jo
IV
Oh the bitter blast that round me blaws,
Unheeded howls, unheeded faas,
Oh the cauldness o thy hert’s the cause,
Of aa my grief an pine Jo
Chorus
V
The snellest blast, at mirkest hours,
That round the pathless wand’rer pours
Is nocht to what poor she endures,
That’s trusted faithless man, jo.
Chorus variation
VI
The bird that charm’d his summer day,
Is now the cruel Fowler’s prey;
Let witless, trusting, Woman say
How aft her fate’s the same, jo!
Chorus variation
VII
The sweetwst flowers that deck’d the mead,
Now trodden like the vilest weed
Let simple maid the lesson read 
The weird may be her ain, jo
Chorus variation
 English translation Cattia Salto
I
“Oh lassie are you sleeping yet?
Or are you awake, I would wait?
For love has bound me hand and foot,
An I would fond be in, dear.”
Chorus:
“Oh let me in tonight
This night, This night,
For pity’s sake this night,
Oh rise an let me in dear.”
II
“Do you hear the winter wind and weet,
No star blinks through the driving sleet,
Oh take pity on my weary feet,
An shield me from the rain dear.”
Chorus
III
“Oh tell not me of wind and rain,
Upbraid not me with cold disdain;
Ah go back the gait you came again,
I would not let you in dear.”
Chorus variation
“For I tell you now this night,
This night,
For once an all this night,
I will not let you in dear.
IV
“Oh the bitter blast that round me blows,
Unheeded howls, unheeded falls,
Oh the coldness of your heart’s the cause,
Of all my grief and pain dear.”
Chorus
V
The hardest blast, at darkest hours,
That round the pathless wanderer pours
Is nothing to what poor she endures,
That’s trusted faithless man, dear.
Chorus variation
VI
“Oh the bird that charmed the summer’s day,
Is now the cruel fowler’s prey,
Ah let witless, trusting woman say,
How after her fate’s the same dear.”
Chorus variation
VII
The sweetwst flowers that decked the meadow,
Now trodden like the vilest weed
Let simple maid the lesson read 
The fate may be her own, dear
Chorus variation

Traduzione italiano di Cattia Salto
I (UOMO)
“Ragazza stai ancora dormendo?
Devo aspettare che ti svegli?
Perchè l’amore mi ha preso al laccio (1) 
e io vorrei stare dentro con te, amore (2)
Ritornello:
O fammi entrare questa notte
per tutta questa notte (3)
per carità questa notte
alzati e fammi entrare amore
II
Non senti il vento invernale e il nevischio,
nessuna stella brilla a guidare il cammino,
abbi pietà dei miei piedi stanchi,
e dammi riparo dalla pioggia, cara”
III (DONNA)
“Oh non dirmi del vento e della pioggia,
non disprezzarmi con la tua freddezza,
tornatene da dove sei venuto, 
non ti lascerò entrare, caro.
Secondo coro
Perchè  ti dico questa notte
proprio questa notte
per una volta proprio questa notte
non ti lascerò entrare caro”
IV (UOMO)
“Oh la tempesta che sferza intorno a me,
urla e si abbatte invano,
oh la freddezza del tuo cuore è la causa 
di tutto il mio dolore e della mia pena, cara”
V (DONNA)
“La raffica di vento più forte nelle ore più buie
che si rovescia sul vagabondo senza meta
non è nulla in confronto a ciò che la poveretta sopporta
per essersi fidata di un uomo infedele.
VI 
L’uccello che affascina il giorno dell’estate, 
è ora preda del crudele cacciatore.
Così dico che per la donna fiduciosa e sciocca,
il destino è spesso uguale, caro
VII
I più bei fiori che ornavano il prato
sono ora calpestati come l’erba più vile
che la modesta fanciulla impari la lezione
potrebbe essere il suo destino, caro”

LINK
http://www.robertburns.org/works/512.shtml
http://ingeb.org/songs/olassiea.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-311,-pages-320-and-321-let-me-in-this-ae-night.aspx
https://www.springthyme.co.uk/1004/cd04_09.htm

https://burnsc21.glasgow.ac.uk/o-lassie-art-thou-sleeping-yet/
https://tunearch.org/wiki/Annotation:Oh_lassie_art_thou_sleeping_yet
http://www.robertburns.org/works/513.shtml

Brose and Butter a bothy ballad from Old Scotland

ritratto di Robert Burns“Brose and Butter” is one of the most famous “bothy ballads” of Ayrshire (Southern Scotland) that Robert Burns wrote in the autumn of 1785: the text is both culinary and sexual, in fact the dinner that’s talking about is a sexual affair. It is not clear whether the text is only a transcription of an old traditional piece, in the collection of David Herd “Ancient and modern Scottish songs” (1776) the song is of two stanzas besides the choir, it is legitimate to assume therefore that the remaining stanzas have been written by Robert Burns.
“Brose and Butter” (Porridge e Burro) è tra le più famose vecchie “bothy ballads“ dell’Ayrshire (Scozia del Sud) che Robert Burns scrisse nell’autunno del 1785: il testo è a doppio senso sia culinario che sessuale, infatti si parla di una cena per dire invece d’altro. Non è acclarato se il testo sia solo una trascrizione di un vecchio brano tradizionale. Nella raccolta di David Herd Ancient and modern Scottish songs” (1776) la canzone è di due strofe oltre al coro, è lecito presumere quindi che le restanti strofe siano state scritte da Robert Burns.

Air

Brose And Butter (in Scotland) Peacock Follow(ed) the Hen (in England), Cuddle Me Cuddy, Here We Go Up, Up, Up, Mad Moll, Up And Down Again, Yellow Stockings.

Breabach – Brose & Butter/ Rattlin Roarin Willie (Celtic Connections 2017)

Ossian in Ossian 1977 /Rose and Buttler/Monaghan Jig/Jackson’s Bottle of Brandy

What do you like for dinner?

The song apparently describes a dinner between two newlyweds who actually delight in something else, but the song is never crude by not using explicit terms, so the double meanings are not caught immediately by the audience today, but in the old time everyone knew what the main course on the menu actually was!
La canzone descrive apparentemente una cena tra due novelli sposini che in realtà si dilettano in tutt’altro, la canzone non è però mai volgare non utilizzando termini espliciti, così i doppi sensi non sono colti nell’immediato dal pubblico di oggi, ma ai vecchi tempi tutti conoscevano quale fosse in realtà il piatto forte del menù!

Eddi Reader (strofe I, II, III, IV, V, I, II, I, II, I)

Billy Ross


Chorus
O gie my love  brose, brose (1);

O gie my love brose and butter;
An’ gie my Love brose, brose,
Yestreen (2) he wanted his supper.
I
Jenny sits up the laft(3)
Johnny was glad to be at her (4)
there came a wind came out o’ the west 
made all the windows to clatter (5)
II
A dow (6)  is a dainty dish
goose is hollow within
the sight would make you blush
but aw the fun is to finishing
III
My daddie sent me to the hill
to pull my minnie some heather
and drive it intae yur fill
yur welcome tae the leather(7)
IV
A mouse is a merry wee beast
the moodiewark(8) wants the een
and oh for the touch o’ the thing
I had in my nieve(9) yestreen
V
The lark(10) she loves the grass
the hen she loves the stubble(11)
and hey for the gardner lad
tae gully away(12) wi’ his dibble(13)
traduzione italiano di Cattia Salto
Coro
“Dammi la farinata amore mio

la farinata con il burro;
si, dammi amore mio la farinata”
ieri sera lui voleva la sua cena!
I
Jenny si siede nel soppalco
Johnny era contento di starle vicino
poi venne il vento da occidente
a sbattere tutte le finestre
II
Il piccione  è un piatto raffinato
l’oca è cava all’interno,
alla vista ti farebbe arrossire
ma tutto il piacere è nel finire (venire).
III
Il mio paparino mi ha mandato in collina
a cogliere per la mammina dell’erica,
e mettila(o) dentro il tuo ripieno, 
sei il benvenuto nella pelle!
IV
Un topo è una bestiola felice
la talpa vuole gli occhi
e oh con un semplice tocco del “coso”
lo avevo in pugno ieri sera
V
L’allodola ama l’erba
la pernice ama le stoppie
e un evviva per il giardiniere
che pianta il suo bastone

NOTE
1) or “Johnny get brose
PORRIDGE OR BROSE? The Scots prefer the BROSE that is the “true and unique” way to prepare the oatmeal: the difference compared to the porridge is that the oats are not cooked but it is only vigorously mixed in a bowl with boiling water and left to rest for 5 minutes, taking care to put a lid on it so that the heat acts on the oats. It is eaten with the addition of salt and milk or buttermilk and of course fresh butter is also added.
Gli Scozzesi preferiscono il BROSE ossia il “vero e unico” modo di preparare la farinata d’avena: la differenza rispetto al porridge è che l’avena non subisce cottura ma è solo mescolata vigorosamente in una ciotola con acqua bollente e lasciata riposare per 5 minuti circa, avendo cura di metterci un coperchio in modo che il calore agisca sull’avena. Si mangia con l’aggiunta di sale e latte o latticello e ovviamente si aggiunge anche del burro fresco. 
2) Yestreen= last night
3) laft= loft, soffita, in alto; the loft on which the bed was placed as in Scandinavian homes [indica il soppalco su cui si collocava il letto come nelle abitazioni scandinave]
4) Burn writes: Jockie wad fain a been at her; [letteralmente”Johnny era contento di essere con lei” (doppio senso)]
5) a sexual coupling is described in the stanza, we remember the ballads in which the wind blows fluffy to lift the blanket (defloration) [nella strofa è descritto un accoppiamento sessuale, ricordiamo le ballate in cui il vento soffia birichino a sollevare la coperta (deflorazione)]
6) it begins the culinary list of refined dishes  which in reality are quite different: the pigeon is the male organ while the goose is the female one inizia l’elenco culinario di piatti raffinati che in realtà sono ben altro: il piccione è l’organo maschile mentre l’oca quello femminile
7)  “leather” = “vagina”
8) moodiewark= mole
9) nieve= mano stretta a pugno
10) laverock= lark
11) stibble= stubble, figuratively pubic hair [in senso figurato peli pubici]
12) gully =dig figuratively “having sex”. Long is the list of Celtic songs on gardeners, full of double meanings [in senso figurato “fare sesso”. Lunga è la lista delle canzoni celtiche sui giardinieri, ricche di doppi sensi]
13) dibble= pointed stick and figuratively the male organ [bastone appuntito e in senso figurato organo maschile]

In “The Merry muses of Caledonia” (1799-1800), it is partially revised and contains a further stanza: [In The Merry muses of Caledonia (1799-1800), è parzialmente rivista e contiene un’ulteriore strofa:]
We a’ were fou yestreen,
The night shall be its brither;
And hey, for a roaring pin
To nail twa wames thegither!

David Herd version
I
JENNY sits up in the laft,
JOCKY wad fain hae been at her,
There cam a wind oot o the wast,
Made a’ the windaes to clatter.
II
A goose is nae guid meat,
A hen is boss within,
In a pie there’s muckle deceit,
A puddin it is a guid thing.

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/brose-butter.htm
http://www.eddireader.net/tracks/erBB.htm http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/brose_and_butter/ http://tunearch.org/wiki/Brose_and_Butter http://thesession.org/tunes/1145

LADY MARY ANN: THE TREES THEY DO GROW HIGH

daily-growingNella sua versione standard la ballata ha come protagonista Lady Mary Ann la quale è stata data in sposa ad un ragazzino essendo la pratica del matrimonio tra fanciulli e adulti una prassi dei tempi antichi. Più diffusa la casistica di uomini maturi, per non dire vecchi, con spose-bambine, ma non insoliti anche gli abbinamenti all’inverso (con donne comunque ancora in età fertile)
La ballata risale quantomeno al 1600 ed è conosciuta con vari titoli come “Lady Mary Ann“, “The College Boy” oppure “Long-A-Growing“, “Daily Growing” e anche “Bonny Boy is Young (But Growing)“. Forse di origine scozzese potrebbe riferirsi ad una storia vera quella del matrimonio tra il figlio (o il nipote) di Lord John Urquhart di Craighton, Craigston o Craiginstray (morto pochi anni dopo il matrimonio nel novembre del 1634) e Elizabeth Innes. Così scrive A.L. Lloyd: “A ballad common all over the British Isles. Scottish, Irish and English versions resemble each other in text but not always in tune. In Irish sets, the young lovers are of more respectable age. There is a story that the ballad was made after the death in 1634 of the juvenile laird of Craigton who married a girl some years older than himself, and died within a short time. In fact, the song is probably older, and may have originated in the Middle Ages when the joining of two family fortunes by child-marriage was not ununsual.”

THE TREES GROW HIGH

La bellezza e la complessità della storia narrata risiede nei continui “flash-back” tra una strofa e l’altra in cui la protagonista davanti alla tomba del marito, mentre anno dopo anno osserva crescere gli alberi: ricorda di come un tempo si fosse opposta al loro matrimonio spaventata dalla troppo giovane età di lui, ma avesse ceduto all’amore per il suo sposo fanciullo. L’amarezza del ricordo e la solitudine della donna si stemperano nella visione del nuovo bambino che sta crescendo al posto del padre!

VERSIONE SCOZZESE: LADY MARY ANN

Robert Burns prese dalla collezione di ballate scozzesi di David Herd le prime due strofe e ci scrisse una canzone intitolandola “Lady Mary Ann” (SMM 1792). Per l’ascolto ho selezionato la melodia abbinata da Robert Burns nello “Scots Music Museum” e quella dalla tradizione orale raccolta sul campo

ASCOLTA Billy Ross

ASCOLTA Lizzie Ann Higgins. Lizzie spiega nella registrazione che ha imparato il testo dalla zia di suo padre, ma la melodia è stata abbinata su suggerimento del padre Donald Higgins suonatore di cornamusa, con un brano dal titolo ‘Mrs MacDonald of Dunacht’ composto un centinaio d’anni prima da J.R. McColl di Oban


I
O, Lady Mary Ann looks o’er the Castle wa’,
She saw three bonie boys playing at the ba’,
The youngest he was the flower amang them a’
My bonie laddie’s young, but he’s growin yet!
II
‘ O father, O father, an ye think it fit,
We’ll send him a year to the college yet;
We’ll sew a green ribbon round about his hat,
And that will let them ken he’s to marry yet!’
III
Lady Mary Ann was a flower in the dew,/Sweet was its smell and bonie was its hue,
And the longer it blossom’d the sweeter it grew,/For the lily in the bud will be bonier yet.
IV
Young Charlie Cochran was the sprout of an aik;
Bonie and bloomin and straucht was its make;
The sun took delight to shine for its sake,/And it will be the brag o’ the forest yet.
V
The simmer is gane when the leaves they were green,
And the days are awa that we hae seen;
But far better days I trust will come again./For my bonie laddie’s young, but he’s growin yet.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Oh, Lady Mary Ann guarda dalle mura del castello (1)
e vede tre bei fanciulli giocare a palla (2),
il più giovane era il più bel fiore tra di loro
“Il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà”
II
“Oh padre, padre, se credi sia opportuno,
lo manderemo un anno all’Università (3);
cuciremo un nastro verde sul suo cappello (4)
per far sapere a tutti che è fidanzato”
III
Lady Mary Ann era un fiore turgido,
dolce era il suo profumo e bello era il suo colorito,
e più sbocciava più bella diventava,
come un giglio in boccio sarà più bello in fiore.
IV
Il giovane Charlie Cochran era il germoglio di una quercia,
b
ello, florido e dritto si faceva,
il sole si compiaceva di brillare per il suo bene,
e sarebbe stato il vanto di tutta la foresta
V
“L’estate è passata da quando le foglie erano verdi
e i giorni che sono stati sono lontani,
ma giorni di gran lunga migliori sono certa verranno
perchè il mio bel ragazzo (5) è giovane, ma crescerà”

NOTE
1) La tenuta di Craystoun o Craigston è stata acquisita da John Urquhart di Craigston Castle, Turriff, Aberdeenshire che costruì il castello nel 1604-1607
2) il gioco della palla è un commonplace delle ballate britanniche continua
3) il college poteva essere il King’s College di Aberdeen, università fondata nel 1495 (la terza di Scozia dopo Glasgow e St Andrews, Fife)
4) un’usanza prematrimoniale tipica in Gran Bretagna: con il codice dei corori si indicava il promesso sposo, e tuttavia i nastri variano colore a seconda delle versioni della ballata sono blu, verdi o bianchi
5) in questa versione di Burns non è esplicitamente menzionata la morte del giovane marito. Lady Mary Ann potrà vedere il marito diventare l’uomo atteso e sognato nel figlio che cresce giorno dopo giorno.

VERSIONE INGLESE: THE TREES THEY DO GROW HIGH

La versione è stata ripresa nel folk revival degli anni 60 da molti artisti tra cui Joan Baez che ha fatto scuola per le versioni successive. Per l’ascolto ho selezionato interpretazioni che girano sostanzialmente sulla stessa melodia. Ma le versioni melodiche e testuali della ballata sono molteplici, così come tantissimi gli artisti di grosso calibro che l’hanno registrata!

ASCOLTA Pentangle in Sweet Child, 1968 altra versione diventata standard

ASCOLTA Donovan live “Young but growing” la stessa melodia cantata con un pizzico di swing: la trovo una interpretazione molto intensa per nella sua essenzialità

ASCOLTA Alan Stivell in “A L’Olympia” 1971; in duo Alan Stivell (che canta in inglese) e Angelo Branduardi (che canta in francese) Les arbres ont grandi (per il testo qui) per l’album in francese “Confession d’un malandrin” (1981)

ASCOLTA John Renbourn Group in ‘The John Renbourn Group Live In America‘ 2005

ASCOLTA Altan Daily Growing in “The Blue Idol” 2002 con Mairéad che canta in duetto con  Paul Brady, una versione perfetta

ASCOLTA Shannon 2013 interessante arrangiamento vocale che riprende la versione di Donovan


ASCOLTA Simon Fowler in Merrymouth 2012 con una seconda melodia più “moderna” (strofe I, II, VII con lievi variazioni nei versi)


I
The trees they grow high,and the leaves they do grow green
Many is the time my true love I’ve seen
Many an hour I have watched him all alone
He’s young, but he’s daily growing
II
Father, dear father, you’ve done me great wrong
You have married me to a boy who is too young
I’m twice twelve and he is but fourteen
III
Daughter, dear daughter, I’ve done you no wrong
I have married you to a great lord’s son
He’ll be a man for you when I am dead and gone
IV
Father, dear father, if you see fit
We’ll send my love to college for another year yet
I’ll tie blue ribbons all around his head
To let the ladies know that he’s married
V
One day I was looking o’er my father’s castle wall
I spied all the boys playing at the ball
My own true love was the flower of them all
[VI
And so early in the morning at the dawning of the day
They went into a hayfield for to have some sport and play
And what they did there she never would declare/But she never more complained of his growing]
VII
At the age of fourteen, he was a married man
At the age of fifteen, the father of a son
At the age of sixteen, on his grave the grass was green
Cruel death had put an end to his growing
VIII
I’ll make my love a shroud of holland so fine
Every stitch I put in it the tears come trickling down
Once I had a true love but now I’ve ne’er one
But I’ll watch o’er his son while he’s growing..
Traduzione Alberto Truffi*
I
Gli alberi sono alti e le foglie crescono verdi, tanto tempo [è passato] da quando ho visto il mio vero amore, tante le ore da quando sono stata da sola con lui (1) è giovane, ma sta crescendo giorno dopo giorno
II
“Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo troppo giovane, io ho ventiquattro anni e lui ne ha appena quattordici (2)”
III
“Figlia, mia cara figlia non ti ho fatto alcun torto
ti ho fatto sposare il figlio di un gran signore, lui sarà per te è un uomo quando io sarò morto e sepolto”
IV
“Padre, caro padre, se lo ritieni giusto
manderemo il mio amore a scuola un altro anno ancora, io legherò nastri blu attorno al suo capo per far sapere alle signore che lui è sposato (3)”
V
Un giorno stavo guardando oltre
il muro di cinta del castello di mio padre, spiavo i ragazzi che giocavano alla palla(4), il mio vero amore era un fiore (che spiccava) tra tutti
[VI (Strofa solo in Altan)
E così all’alba e al tramonto del giorno
andavano in un campo di fieno per divertirsi e giocare
e ciò che facevano là lei non volle mai dirlo
ma non si lamentò più della sua crescita]
VII
All’età di quattordici anni, era un uomo sposato
all’età di quindici anni, il padre di un bambino, all’età di sedici anni, l’erba era verde sulla sua tomba
Una morte crudele aveva posto fine alla sua vita
VIII
Farò per il mio amore un velo di tessuto di fiandra così bello (5)
Ad ogni punto che cucio mi scendono le lacrime
Un tempo avevo un vero amore, ma ora non ne ho nessuno
Ma io lo guarderò in suo figlio, mentre crescerà ..

NOTE
* tratto da Musica&Memoria tranne la VI strofa
1) Letteralmente “ho guardato lui da solo
giovane-16002) Letteralmente “due volte dodici“, il numero dodici è alla base del sistema numerico inglese tradizionale. L’età da marito del ragazzo in alcune versioni è di 13 anni, in altre (quelle irlandesi) di 17.
3) In altre versioni invece di “ladies”, è scritto “maiden”, termine che sta a indicare le ragazze da sposa.
4) probabilmente si riferisce al gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parola fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi per distinguerlo dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
5) Quest’ultima strofa, omessa nella versione della Baez, è quella che varia maggiormente nelle varie trascrizioni. Qui è riportata come cantata da Jacqui McShee. la versione di Altan dice “I’ll buy my love some flannel, I’ll make my love a shroud”

ASCOLTA Steeleye Span in “Now we are six” 1974. La melodia è sempre di tradizione popolare


I
As I was walking by yonder church wall/ I saw four and twenty young men a-playing at the ball/I asked for my own true love but they wouldn’t let him come/ for they said the boy was young but a-growing.
II
Father dear father you’ve done me much wrong.
you’ve tied me to a boy when you know he is too young.
but he will make a lord for you to wait upon.
and a lady you will be while he’s growing.
III
We’ll send him to college for one year or two./and maybe in time the boy will do for you.
I’ll buy you white ribbons to tie around his waist.
for to let the ladies know that he’s married.
IV
The trees they do grow high and the leaves they do grow green.
the day is passed and gone my love that you and I have seen.
it’s on a cold winter’s night that I must lie alone.
for the bonny boy is young but a-growing.
V
At the age of sixteen he was a married man./and at the age of seventeen the father to a son.
and at the age of eighteen his grave it did grow green./cruel dead had put an end to his growing.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre camminavo verso quella chiesa
vidi 24 giovani giocare al pallone,
domandai del mio vero amore, ma non lo lasciarono venire
perchè dissero che il ragazzo era giovane, ma sarebbe cresciuto
II
“Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo, anche se sapevi che era troppo giovane”
“Ma diventerà un Signore per te che lo aspetterai
e una Donna tu diventerai mentre lui crescerà.
III
Lo manderemo  all’Università per un anno o due
e per dargli il tempo di crescere,
ti comprerò dei nastri bianchi da
legare ai suoi fianchi
per far sapere alle signore che è sposato”
IV
Gli alberi sono diventati alti e le foglie sono diventate verdi,
tu ed io abbiamo visto passare e andare molti giorni,
è in una fredda notte d’inverno che devo stare da sola,
perchè il bel fanciullo è giovane ma crescerà.
V
All’età di 16 anni era un uomo sposato
e all’età di 17 il padre di un bambino,
all’età di 18 l’erba era verde sulla sua tomba
la morte crudele ha messo fine alla sua crescita

LA VERSIONE ITALIANA: GLI ALBERI SONO ALTI

La versione di Angelo Branduardi parte dal 1975 con il suo album d’esordio dal titolo “La luna“, ben presto andato esaurito e “rifatto” con un’altra etichetta cinque anni più tardi:  riprende l’arrangiamento di Joan Baez, ampliandolo con interessanti abbellimenti sia con la chitarra che con l’armonica; anche in questa versione la canzone gioca sul ricordo evocativo della donna che nel giovane figlio che cresce rivede il giovane sposo morto prematuramente: il testo nella sua vaghezza si presta ad una interpretazione ambigua, di un tempo circolare e ciclico in cui il figlio ricalca le orme del padre; nel ricordo della madre-moglie le due figure si fondono così il ragazzo della I strofa potrebbe benissimo essere sia il figlio che il marito della donna.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Gulliver la luna e altri disegni 1980

I
Gli alberi sono alti, le foglie crescon verdi (1)
Da quanto tempo non vedevi il tuo amore,
da tanto, ed oggi è tornato tutto solo:
è giovane ma crescerà.
II (2)
Padre, o padre, mi hai fatto un grave torto
mi hai dato in moglie a chi è poco più di un bimbo,
ha quindici anni ed io già quasi venti:
è giovane ma crescerà.
III
Figlia, o figlia, non ti ho mai fatto torto,
ti ho dato in moglie al figlio di un signore,
il tuo bambino (3) sarà ricco e rispettato:
è giovane ma crescerà.
IV
Padre, o padre, domani sarò sola,
lo manderanno lontano un anno ancora,
e al suo ritorno avrà un figlio a lui straniero:
è giovane ma crescerà.
V (4)
Ieri al mattino seduta al tuo balcone
spiavi i ragazzi giocare per la strada,
il tuo vero amore di loro era il più bello:
è giovane ma crescerà.
VI
Un anno dopo aveva preso moglie,
il tempo passa ed è padre di un bambino,
il tempo corre ed il tuo fior sulla sua tomba:
è giovane ma crescerà.

NOTE
1) Branduardi ci dice che la donna rivede il suo amore in estate, è ritornato tutto solo, cioè morto
2)  inizia il primo flash back della donna che ricorda il dialogo avuto con il padre quando era stata costretta a sposarsi con un ragazzo, in un tipico matrimonio d’interesse,
3) concepito con il marito-bambino in una brevissima notte d’amore (il matrimonio per essere valido doveva essere consumato)
4) nelle ultime due strofe nasce l’ambiguità il ragazzo evocato è  il marito diventato padre e morto poco dopo, ma che il figlio che crescendo morirà prima della madre.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetreestheygrowsohigh.html
http://www.musicaememoria.com/pentangle_sweet_child.htm
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/170-2/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lady_mary_ann.htm
http://sangstories.webs.com/ladymaryann.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/66005/1
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO35.html
http://www.golftoday.co.uk/history/golf_the_true_history_1.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/92.html