DONALD WHERE’S YOUR TROOSERS?

Andy Stewart - Donald, Where's Yer TroosersUna canzone umoristica scritta da Andy Stewart (1933 — 1993) su di uno scozzese che indossa il kilt; la melodia è stata composta da Neil Grant ma richiama uno “stile folk”, così sembra riprendere la shanty “Drunken sailor” ovvero la rebel song “Johnny Cope“. Diventata subito popolare e nella vetta delle classifiche tra i dischi più venduti sia in UK, ma anche America e Canada, “Donald where’s your troosers?” è ritornata popolare nella riedizione del 1989 sempre cantata da Andy Stewart e più recentemente dopo che è stata inserita nella mini serie “The Sarah Connor Chronicles” (II stagione, 2009) in una versione più lenta e “inquietante”.
In merito alla canzone c’è poco altro da aggiungere, tranne l’aneddoto in cui si racconta che Andy la compose mentre era in una “riunione di gabinetto” con i calzoni abbassati.. così colgo l’occasione per introdurre una sintesi della storia del Tartan e del vestito tradizionale scozzese.

IL TARTAN

Il tartan è un panno di lana che esisteva nei tempi antichi, la parola gaelica che lo descrive è breacan ossia “quadrettato” per alludere alla trama a scacchi propria del disegno del tartan: la lavorazione nacque originariamente nella parte montuosa della Scozia isole comprese,  e sebbene fosse indossato anche nel resto della Scozia, fu solo nelle Highlands che il tartan divenne il simbolo di appartenenza ad un determinato clan.

THE BELTED PLAID

tartanIl vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!) Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera.

L’origine però di questo “gonnellino” è probabilmente un residuo arcaico, dell’abito detto tunicae, proprio il preferito dei legionari romani che consideravano barbariche (cioè incivili) nonchè scomode le lunghe bracae!!

THE LITTLE KILT

DiggingIl kilt più “strutturato” e “moderno” risalente grosso modo al 1700, detto little kilt, è un tartan tagliato e sagomato con le pieghe e quindi cucito come gonnellino, separato così dal plaid vero e proprio che continua a mantenere la funzione di mantello o si riduce a una più decorativa fascia. Per realizzarlo non sono richieste particolari abilità sartoriali e lo si può tranquillamente fare in casa. Anche in questo modello è necessaria l’uso di una cintura per stringere e chiudere la stoffa in vita.

Il little kilt fu inventato da un industriale quacchero inglese di nome Thomas Rawlinson , per rendere più comodo il lavoro di taglio degli alberi e di cura delle fornaci agli highlanders che ha assunto in una fonderia da lui aperta presso Inverness, divenne così identificativo della “scozzesità” degli Highlander che, dopo la battaglia di Culloden (1746) per ribadire la vittoria inglese, fu emanata una legge (il Dress Act) in cui si proibiva di indossare kilt e tartan perchè erano un simbolo della diversità..
L’evoluzione successiva del kilt è stata l’aggiunta delle fibbie di cuoio con funzione di “cintura” per tenere ferma la gonna ai fianchi.

scot-pantI PANTALONI

Che gli antichi celti indossassero i pantaloni è storicamente accertato (la tendenza era genericamente diffusa tra le popolazioni nordiche per proteggere ovviamente le gambe dal clima più freddo, mentre le popolazioni meridionali indossavano tuniche di varia lunghezza indifferentemente portate sia da uomini e donne). La foggia dei pantaloni aderenti (in gaelico troovash) viene dall’epoca medievale, in particolare in Scozia il tartan era tagliato di sbieco (per ottenere una certa elasticità del tessuto) e cucito in modo molto aderente alla gamba (le cuciture si trovavano sul dietro della gamba come le calze di nylon vecchio stile). Questa moda però prese piede solo tra i capi degli Highlanders per contraddistinguere il loro rango o quando si recavano nelle Lowlands.

IL DISEGNO DEL TARTAN E I CLANS

Ma ritorniamo al tartan e ai suoi disegni a scacchi: si ritiene che all’inizio fossero semplici, di 2 o 3 colori, con i disegni caratterizzati localmente, nella sua “Descrizione delle isole Occidentali della Scozia (1703) Martin Martin scrive “ogni isola differisce dall’altra nel modo di intessere i mantelli creandovi righe di ampiezza e colori differenti. Questa inclinazione è talmente pronunciata nella principale terra delle Highlands che coloro che hanno visitato quei luoghi sono in grado, non appena vedono un plaid di Man di indovinare il luogo di provenienza“. E’ sempre Martin a raccontare che ogni tessitore utilizzava un pezzo di legno sul quale erano incisi il numero e il colore di ogni filo (il bastone modello o maide dalbh) per riprodurre fedelmente il tartan caratteristico di un certo territorio e quindi per estensione di un certo clan. Dopo la battaglia di Culloden agli highlanders fu proibito portare le armi e di indossare il tartan, proprio perchè quel tessuto rappresentava un carattere distintivo del clan e portava in sé il richiamo alla lotta e all’indipendenza. Così alla revoca del divieto risalente al 1785 anche gli Highlanders si erano abituati a vestirsi come gli altri scozzesi: una grande tradizione si era persa, i bastoni modello erano marciti e poco o nulla si conosceva del tartan precedente al 1745. Fu un vezzo del re in visita ad Edimburgo a riportare la moda del tartan distintivo per ogni clan: quando Giorgio IV si recò in Scozia nel 1822 volle indossare il tartan e richiese che anche il popolo presenziasse agli incontri pubblici vestendo il tartan.

I FALSARI DEL TARTAN

La tradizione più recente del tartan nasce di fatto nel 1842 con il Vestiarium Scotticum dei fratelli Sobieski Stuart (che si chiamavano in realtà John Carter Allen e Charles Manning Allen), alcuni li ritengono dei mitomani, che si pretendono discendenti dei re Stuart, ma la loro mania per il folklore li porta ad ideare un sistema d’identificazione dei clan attraverso il tartan, l’intreccio di colore dei kilt, un sistema di standardizzazione dei disegni che viene riconosciuto da tutti e depositato presso la Lyon Court.

I tartan si descrivono a secondo del loro uso, così i clan tartans sono quelli indossati dagli uomini del clan; i dress tartans (un tempo indossati dalle donne) sono diventati nell’uso corrente un tartan di stoffa leggera. I mourning tartans (per lo più a scacchi bianchi e neri) erano quelli indossati per i lutti. Gli hunting tartans, in cui il colore predominante era il marrone o un’altra tinta scura, erano indossati per le attività sportive e venatorie e infine i chief tartants erano i tartan personali dei capi indossati solo dalla cerchia dei famigliari più ristretti.

IL ROYAL TARTAN: il Tartan Italia

Royal_stewartEsiste anche un “tartan Italia” che è il Royal Stewart Tartan, si dice infatti che il Bonnie Prince Charlie dopo la sconfitta di Culloden concesse agli italiani l’onore di poter indossare il tartan reale scozzese poiché proprio in Italia aveva trascorso la maggior parte del suo tempo e vi aveva trovato asilo. (continua)
Il nome in gaelico è “Still Bhard” ed è il tartan della Famiglia Reale Scozzese fino alla sua estinzioni, poi diventato il Royal Tartan della Regina inglese.
Su fondo rosso con una trama perpendicolare a righe nere si sovrappongono linee blu, gialle e bianche è il tartan più diffuso e famoso ampiamente sfruttato dalla moda per gonne e plaid.

La storia del Clan risale a tale Walter barone anglo-normanno sbarcato in Scozia dopo il 1100 nominato “High Steward” (primo ministro ossia Grande Intendente della famiglia reale) da re David I. Nel 1371 Walter sesto High Stewart sposò la figlia di Robert the Bruce e il figlio ereditò il trono di Scozia e divenne re con il nome di Roberto II.

IL KILT CERIMONIALE

Oggi con il tartan si confeziona il kilt maschile, la giacca che si abbina è sempre in lana (è ammesso ma non dai puristi anche il tweed), ed è l’abito cerimoniale di rigore per l’uomo che veste secondo la tradizione (matrimoni, gran ball di scottish country music, serate di gala, hogmanay), nei colori del proprio Clan o nel tartan scozzese nazionale (un tartan prevalentemente verde con strisce bianche e rosse), o in tartan Fiore di Scozia (verde e blu).

Ecco come si indossa un abito tradizionale scozzese:

Dimenticavo la canzone…

ASCOLTA Andy Stewart che la canta nella seconda parte alla maniera di Elvis (1960)

ASCOLTA The Irish Rovers 1966 (strofe I, II, V, IV, VI)


I
I just down from the Isle of Skye
I’m no very big
but I’m awful shy
All the lassies shout as I walk by,
“Donald, Where’s Your Troosers(1)?”
CHORUS
Let the wind blow high
and the wind blow low

Through the streets in my kilt I go
All the lassies cry, “Hello!
Donald, where’s your troosers?”
II(2)
I went to a fancy ball
It was slippery in the hall
I was afraid that I may fall
Because I nay had on troosers
III
I went down to London town
To have a little fun in the underground
All the Ladies turned their heads around, saying,
“Donald, where’s your trousers?”
IV
To wear the kilt is my delight
It isna wrong, I know it’s right
The islander(3)s would get a fright
If they saw me in the troosers!
V(4)
The lassies love me every one
But they must catch me if they can
You canna put the breakes on a highland man, saying,
“Donald, where’s your troosers?”
VI
Well I caught a cold
and me nose was raw
I had no handkerchief at all
So I hiked up my kilt
and I gave it a blow,
Now you can’t do that with troosers.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono appena arrivato dall’Isola di Skye, non sono molto grosso,
ma sono terribilmente timido
e tutte le donne gridano mentre passo “Donald dove sono i tuoi pantaloni?”
CORO
Che il vento soffi in alto
e che il vento soffi in basso,
per la strada vado in gonnellino
e tutte le signore mi fanno “ciao!
Donald dove sono i tuoi pantaloni?”
II
Sono andato a un ballo alla moda
e si scivolava in sala,
e temevo una caduta
perchè non avevo i pantaloni!
III
Sono andato a Londra
per divertirmi, nella Metropolitana tutte le signore si giravano dicendo “Donald dove sono i tuoi pantaloni?”
IV
Indossare il kilt è la mia gioia,
non è sbagliato, lo so che è giusto.
gli isolani sarebbero dispiaciuti
se mi vedessero con i pantaloni.
V
Le ragazze mi amano tutte
ma mi devono prendere se ci riescono, non puoi fermare un uomo dell’altopiano dicendo
“Donald dove sono i tuoi pantaloni?
VI
Mi sono preso il raffreddore
e il naso mi colava
non avevo fazzoletto
così mi sono alzato il gonnellino
e ci ho dato una soffiata
questo non lo puoi fare con i pantaloni!

NOTE
1) la pronuncia è troosers, dice trousers solo quando fa il verso di una ragazza londinese, allora la pronuncia è all’inglese
2) variante strofa II
A Lassie took me to a ball
And it was slippery in the hall
And I was feart that I would fall
Fur I hadnae on ma’ troosers!
3) gli isolani -delle Ebridi
4) variante strofa V
They’d like to wed me everywan
Just let them catch me if they can
You cannae tak’ the breeks(4) aff a Hielan’ man
And I don’t wear the troosers

FONTI
http://www.mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=1632
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6566
http://www.andystewart.info/songwriting/index.shtml
http://www.tartansauthority.com/highland-dress/ancient/
https://nelcuoredellascozia.wordpress.com/2015/03/19/kilt-e-tartan/

YE JACOBITES BY NAME

Giacobita è una parola sconosciuta ai più -che non siano di origini scozzesi (o Irlandesi o Inglesi) o accaniti lettori dei romanzi di Sir Walter Scott! Le rivolte giacobite che insanguinarono l’Inghilterra dal 1688 al 1746 non furono solo una lotta per la successione al trono e nemmeno una questione religiosa. In essa confluirono le speranze di indipendenza di due paesi, Irlanda e Scozia, che rivendicavano la loro autonomia, ma erano anche i colpi di coda del sistema di vita feudale dei clan scozzesi..continua

Pettie_-_Jacobites,_1745

YE JACOBITES BY NAME

Circolò alla fine del 1745 la canzone “Ye Jacobites by name” una canzone anti-giacobita di aspro rimprovero verso gli insorti (della serie non tutti gli scozzesi erano giacobiti). Tra i versi della canzone si possono ripercorrere la fasi salienti di quella che sarà l’ultima rivolta per portare sul trono la dinastia Stuart.
Ovviamente di questa versione si è perso ogni traccia!

CHORUS
You Jacobites by Name,
now give Ear, now give Ear,
You Jacobites by Name,
now give Ear;

You Jacobites by Name,
Your Praise I will proclaim,
Some says you are to blame for this Wear.
I
With the Pope you covenant,
as they say, as they say,
With the Pope you covenant,
as they say,
With the Pope you covenant,
And Letters there you sent,
Which made your Prince(1) present to array.
II
Your Prince and Duke o’Perth(2),
They’re Cumb’rers o’ the Earth,
Causing great Hunger and Dearth where they go.
III
He is the King of Reef, I’ll declare,
I’ll declare,
Of a Robber and o’ Thief,
To rest void of Relief when he’s near.
IV
They marched thro’ our Land cruelly, cruelly,
With a bloody thievish Band
To Edinburgh then they wan Treachery.
V
To Preston then they came,
in a Rout, in a Rout,
Brave Gard’ner murd’red then.
A Traitor did command,
as we doubt(3).
VI
To England then they went,
as bold, as bold,
And Carlisle(4) they ta’en’t,
The Crown they fain would ha’en’t,
but behold.
VII
To London as they went,
on the Way, on the Way,
In a Trap did there present,
No battle they will stent, for to die.
VIII
They turned from that Place,
and they ran, and they ran,
As the Fox, when Hounds do chace.
They tremble at the Name, Cumberlan'(5).
IX
To Scotland then they came,
when they fly, when they fly,
And they robb’d on every Hand,
By Jacobites Command, where they ly.
X
When Duke William(5) does command,
you must go, you must go;
Then you must leave the Land,
Your Conscience in your Hand like a Crow.
XI
Tho’ Carlisle ye took
by the Way,
Short Space ye did it Brook,
These Rebels got a Rope on a Day.
XII
The Pope and Prelacy,
where they came, where they came,
They rul’d with Cruelty,
They ought to hing on high for the same.
Traduzione italiano Cattia Salto
Voi che vi chiamate Giabobiti,
prestate orecchio, prestate orecchio
Voi che vi chiamate Giabobiti,
prestate orecchio . Voi che vi chiamate Giabobiti,  e vi spiegherò il vostro errore,  si dice che siate da incolpare per la vostra condotta.
I Strofa
Si dice che con il Papa vi siate messi d’accordo,
con il Papa vi siete messi d’accordo,
si dice
con il Papa vi siete messi d’accordo
e gli avete mandato delle  lettere
che hanno fatto schierare il vostro attuale Principe.(1)
II Strofa
Il vostro Principe e il Duca di Perth(2)
sono Flagelli della Terr che causano grande carestia e morte
ovunque vanno .
III Strofa
Egli è il Re dei Pirati,
così dico
dei rapinatori e dei ladri,
quando lui è vicino non c’è scampo.
IV Strofa
Hanno marciato sulla nostra Terra
con ferocia, come una banda di ladri sanguinari, fino a prendere Edimburgo con il Tradimento.
V Strofa
A Preston quando vennero
ci hanno messo in fuga,
il coraggioso Gardiner è stato ucciso, per ordine di un traditore(3), senza dubbio
VI Strofa
Poi in Inghilterra sono venuti
come bravi, come bravi
e hanno preso Carlisle(4):
avrebbero preso la Corona,
ma attenzione!
VII Strofa
Mentre sono andati verso Londra,
lungo il cammino, il cammino
si trovarono intrappolati ma non ingaggiarono la battaglia per la morte.
VIII Strofa
Fecero dietro-front
e fuggirono, e fuggirono
come la volpe quando i cacciatori la rincorrono, essi tremano al nome di Cumberland (5)
IX Strofa
Allora in Scozia
sono ritornati di corsa,
e derubarono a piene mani dove si accampavano, nel nome dei Giacobiti.
X Strofa
Quando il Duca Guglielmo(5) lo comanda, dovrete andare, dovete andare, dovrete lasciare il paese
con la coscienza in mano nera come un corvo.
XI Strofa
Anche se a Carlisle siete ritornati ugualmente, non l’avete tenuta a lungo, i suoi occupanti ribelli sono stati impiccati lo stesso giorno
XII Strofa
Il Papa e i preti
dove sono venuti, dove sono venuti
hanno governato con crudeltà,
li si dovrebbe impiccare come esempio.

NOTE
Bonnie Prince Charlie nel 17451) Bonnie Prince Charlie ossia Carlo Edoardo Stuart, nato a Roma nel 1720 passò la sua giovinezza tra Roma e Bologna, e sbarcò in Scozia nel 1745 sulle isole Ebridi per comandare la rivolta giacobita. Per questo nella prima strofa si incolpa i giacobiti di aver complottato con il Papa per organizzare il ritorno del Giovane Pretendente. 2) James Drummond, Duca di Perth fu nominato tenente generale della Scozia da Prince Charlie e ha servito nell’esercito di Lord George Murray durante l’invasione dell’Inghilterra: ha comandato l’ala sinistra dell’esercito giacobita a Culloden ed è riuscito a sfuggire alla cattura dopo la disfatta. C’è una marcia per cornamusa con il suo nome, composta dal piper del Duca Finlay Dubh MacRae. La melodia vuole commemorare la vittoriosa battaglia di Prestonpans. Nella strofe successive i giacobiti vengono considerati una banda di razziatori, di ladri sanguinari che portano morte e distruzione nella terra di Scozia, in realtà il contingente giacobita grazie alla scarsa presenza dell’esercito inglese già il 17 settembre prese possesso di Edimburgo (con la guarnigione inglese che rimase asserragliata nel castello)
3) E arriviamo alla battaglia di Prestonpans ricordata anche con il nome di Battaglia di Gladsmuir: il contingente inglese comandato da Sir John Cope e schierato malamente, venne sbaragliato in pochi minuti dalla carica in massa degli highlanders. La figuraccia è ancora ricordata in una canzone dal titolo Johnnie Cope (vedi). Correva voce che Cope fosse stato il primo a darsela a gambe e qui viene bollato come traditore. All’opposto si riconosce il valore del colonnello James Gardiner (uno scozzese che combatteva con i governativi) che mentre cercava di radunare alcuni fanti per la difesa venne ferito a morte (nel 19° secolo per il suo atto di eroismo fu eretto un obelisco commemorativo).
4) Oramai il Giovane Pretendente si vedeva seduto sul trono: e in effetti fu in questo periodo che Charles iniziò a “spremere” i suoi sudditi (soprattutto delle Lowlands) per continuare a finanziare la guerra contro l’Inghilterra. Soggiorna ad Edimburgo qualche mese facendo il re e poi contrariamente al suggerimento di Murray di restare in Scozia a consolidare la posizione invade l’Inghilterra (e il suo consiglio di stato gli da ragione per un solo voto a favore). L’esercito giacobita si mise in marcia verso la capitale il 1 novembre 1745 e occupò Carlisle il 16, nell’avanzata verso Londra tuttavia smorzò il suo slancio (30 dicembre 1745): nella settima strofa della canzone si deride l’esercito giacobita che fugge la battaglia e trema davanti alle armate governative comandate dal (5) Duca di Cumberland, Guglielmo Augusto di Hannover, per ritirarsi verso la Scozia e la disfatta di Culloden. 

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS 1791

Quarant’anni dopo la battaglia di Culloden, Robert Burns decise di comporre la sua versione sull’argomento mantenendo il ritornello della versione tradizionale e la melodia.
Lasciamo agli storici decidere se Robert Burns fosse o meno un giacobita, così come riscritto il testo si presta a tre letture: è una canzone antigiacobita, seppure su posizioni moderate; una canzone progiacobita che critica i giacobiti solo di nome, ma che per paura o interesse evitavano di esporsi; è una canzone anarchico-pacifista?
Ah dimenticavo la quarte lettura, quella in chiave nazionalista, ovvero al pari della Marsigliese un inno della rivolta indipendentista scozzese contro l’Inghilterra.. Se non fosse che gli Stuart stavano rivendicando il loro diritto di successione per linea maschile sul trono del Regno Unito e non lottando per restaurare l’indipendenza della Scozia (il tempo di Bruce era finito)!!

Indubbiamente ai nostri giorni prevale la lettura pacifista e molti gruppi, sulla scia della riproposizione del gruppo bretone Tri Yann negli anni 70, la interpretano così ancora oggi!
La musica è stata riscritta nel 1920 dal musicista inglese Sir Henry Walford Davies basandosi sulla melodia tradizionale riportata da Burns. Tuttavia gli arrangiamenti sono stati tantissimi.

ASCOLTA Tri Yann nell’album “Tri Yann an Naoned” (1972), la versione è però un live abbastanza recente. Quasi un inno che inizia in acustico e poi si fa più marziale – ma non martellante – con il ritmo della batteria, ad un certo punto si sente la cornamusa che diventa sempre più presente fino a suggellare il brano.

ASCOLTA Eddi Reader: a contrasto la sua versione è un lament (Eddi è sempre molto intensa e originale nei suoi arrangiamenti)

ASCOLTA Arany Zoltan il gruppo ungherese ha inserito un arrangiamento tra il medievale e il folk con violino, flauto e tamburi (con intervalli arabeggianti) che si muovono sul riff della chitarra, molto interessante lo sviluppo strumentale del finale

ASCOLTA Beltaine nel Cd KONCENtRAD – 2008 la versione dei polacchi Beltaine è un ottimo mix tra rock, contemporaneo e folk (polacco e irish) con una combinazione armoniosa di un ricco set strumentale.
[E qui è doverosa una parentesi perché c’è un altro gruppo che tiene lo stesso nome ma arriva dalla Repubblica Ceca: la loro musica è etichettata come pagan folk. Ora i cechi si sono formati nel 1996 mentre i polacchi nel 2002 e anche se frequentano due circuiti musicali diversi, non potevano scegliersi un altro nome?!
Il gruppo polacco: http://www.beltaine.pl
Il gruppo ceco: http://www.beltaine.net]


VERSIONE DI ROBERT BURNS, 1791
I
Ye Jacobites by name,
give an ear, give an ear,
Ye Jacobites by name,
give an ear,
Ye Jacobites by name,
Your fautes(1) I will proclaim,
Your doctrines I maun blame,
you shall hear.
II
What is Right, and What is Wrang,
by the law,
A short sword, and a lang,
A weak arm and a strang,
for to draw?(2)
III
What makes heroic strife,
famed afar?
To whet th’ assassin’s knife,
Or hunt a Parent’s life,
wi’ bluidy war?
IV
Then let your schemes alone,
in the state,
Adore the rising sun,
And leave a man undone,
to his fate.

Traduzione italiano Riccardo Venturi
I
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti
proclamerò i vostri errori (1),
e biasimerò le vostre dottrine,
lo sentirete.
II
Cosa è giusto e cosa è sbagliato
per la legge?
Una spada corta o una lunga,
da sguainare con un braccio debole o uno forte (2)?
III
Per cosa  una lotta eroica
è rinomata?
Aguzzare il coltello dell’assassino o dare caccia a morte a un genitore con una guerra sanguinosa?
IV
Quindi basta coi vostri progetti, lasciateli stare,
adorate il sole che nasce
e lasciate l’uomo libero
al suo destino.

NOTE
1)  fautes= aults, injuries, defects, wants
2) Burns dice chiaramente: i giacobiti sono considerati dei criminali perchè hanno vinto i governativi

dalla serie televisiva Outlander

La melodia “Ye Jacobites by Name” è stata riarrangiata da Bear McCreary con il titolo “The Losing Side of History” in Outlander: Season 1, Vol. 1 (Original Television Soundtrack) ascolta su Spotify (qui)
FONTI
http://chrsouchon.free.fr/yejacobi.htm