Jack O’Lantern in gonnella

Read the post in English

Il tema del Diavolo che cerca di portarsi all’inferno il peccatore è un classico dei racconti popolari di area celtica, reso esemplare nella storia di Jack O’Lantern: la notte di Halloween il Diavolo cammina sulla terra per reclamare le anime degli uomini, ma Stingy Jack riesce ad ingannarlo con dei trucchetti; e per ben due anni di seguito! Così il Diavolo, per non continuare a fare brutte figure, rinuncia all’anima di Jack per altri dieci anni. Quando Jack muore per i troppi vizi sia le porte del Paradiso che quelle dell’inferno sono sbarrate per lui; costretto a vagare nell’oscurità, riceve in dono dal Diavolo un tizzone per illuminare il suo cammino; da allora Jack continua a vagare per il Limbo in cerca di una dimora che non troverà mai, con la sua lanterna a forma di zucca (che in origine, prima che la storia sbarcasse in America, era una rapa vedi HOP TU NAA – Isola di Man).

Devil and the Farmer’s wife

Nella ballata “Devil and the Farmer’s wife” (nota anche con il titolo Little Devils- Jean Ritchie) risalente al 1600 è la donna, per il suo comportamento bisbetico e irrispettoso, a meritarsi l’inferno; ma il diavolo stesso non riesce a domarla, anzi rischia di perdere la sua tranquillità. La similitudine tra le due storie ricorre in una delle versioni ottocentesche (Macmath Manuscript 1862 vedi) in cui il diavolo dice riferendosi alla donna:”O what to do with her I canna weel tell; she’s no fit for heaven, and she’ll no bide in hell!” (in italiano: che fare di lei non so: non è adatta al Paradiso e non sopporta l’Inferno) proprio come Jack che ha trovato chiuse sia la Porta del Paradiso che quella dell’Inferno.
La ballata con tutta probabilità è ancora più antica e alcuni studiosi la ricollegano ai Racconti di Canterbury di Chaucer (Waltz e Engle).

LITTLE DEVILS

La ballata ha avuto una grande diffusione in Inghilterra, Irlanda, Scozia e America con versioni testuali abbastanza simili seppure con melodie declinate in modo diverso.
THE DEVIL AND THE PLOWMAN (english version)
Lilli burlero
THE FARMER’S CURSED WIFE (american version)
KILLYBURN BRAE (Irish version)
KELLYBURN BRAES (Scottish version)

VERSIONE INGLESE: THE DEVIL AND THE PLOWMAN

La ballata compare in stampa a Londra nel 1630 con il titolo “The Devill and the Scold” (in italiano “Il Diavolo e la Bisbetica”) abbinata alla melodia “The Seminary Priestvedi
Nelle note in accompagnamento al testo si riporta: Di questa ballata esistono due edizioni, la prima nella collezione Roxburghe. La seconda nella collezione Rawlinson, No. 169, pubblicata da Coles – un’edizione commerciale, del regno di Carlo II. Payne Collier include “The Devil and the Scold” nel suo volume delle Eoxburghe Ballads, e dice: “Questa è certamente una ballata antica: il riferimento nella seconda stanza,a Tom Thumb e a Robin Goodfellow è assai curioso, e una prova della sua vetustà..”

La ballata è spesso stampata in broadside per tutto il settecento e l’ottocento e collezionata in due varianti testuali in “The English And Scottish Popular Ballads” (1882-1898) di Francis James Child al numero 278 con il titolo di “The Farmer’s Curst Wife“.

Il brano è stato raccolto nel 1903 da Henry Burstow, Sussex e pubblicato in The Penguin Book of English Folk Songs di Ralph Vaughan Williams e A.L. Lloyd (1959). Molto simile alla versione testuale riportata da James Henry Dixon in “Ancient Poems, Ballads and Song” (1846) (Child #278 versione A vedi).
Così scrive A.L. Lloyd nel 1960 nelle note di copertina di “A Selection from the Penguin Book of English Folk Songs”, riprendendo per altro le note riportate dallo stesso Child: la storia della moglie scaltra che terrorizza anche i demoni è antica e diffusa. Gli indù ce l’hanno in una raccolta di favole del sesto secolo, il Panchatantra. Sembra che abbia viaggiato verso ovest dalla Persia e si sia diffuso in quasi tutti i paesi europei. Nelle prime versioni, il contadino fa un patto con sua moglie in cambio di un paio di buoi. Vaughan Williams ha ottenuto la ballata attuale dal calzolaio e suonatore di campane Horsham, Henry Burstow. Mr Burstow ha fischiettato i ritornelli che nella nostra esibizione sono suonati dalla concertina. Il fischio era un modo familiare di richiamare il diavolo (quindi i marinai che fischiano possono far sollevare una tempesta). (tradotto da qui)
La moglie bisbetica viene riportata indietro al marito che aveva creduto di essere riuscito a prendersi beffe del diavolo! Visto l’argomento è tra le ballate più gettonate nelle feste medievali e nei raduni pirateschi!

Kellyburn Braes
da Kellyburn Braes, di Sorche Nic Leodhas, illustrato da Evaline Ness, 1968

A.L. Lloyd

Kim Lowings & The Greenwood in This Life, 2012 l’album d’esordio.


There was an old farmer in Sussex did dwell/ And he’d a bad wife as many knew well(1)
To me fal-de-ral little law-day.(2)
The Devil he came to the old man at plough,
Saying. ‘One of your family I must have now.
‘Now it isn’t for you nor yet for your son,
But that scolding old wife as you’ve got at home.’
Oh take her, oh take her with all of my heart,/ And I wish she and you may never more part.’
So the devil he took the old wife on his back(3),
And lugged her along like a pedlar’s pack./
He trudged along till he reached his front gate,
Says: ‘Here, take in an old   Sussex chap’s mate.
There was thirteen imps(4) all dancing in chains;
She up with her pattens and beat out their brains.
Two more little devils jumped over the wall,
Saying: ‘Turn her out, father, she’ll murder us all.’
So he bundled her up on his back again,/ And to her old husband he took her again.
I’ve been a tormentor the whole of my life,
But I was never tormented till I met your wife.’
And now to conclude and make an end,/ You see that the women is worse than the men,
If they got sent to Hell, they get kicked back again (5)
Traduzione italiano di Cattia Salto
C’era un vecchio contadino nel Sussex e aveva una pessima moglie, come tutti sanno,
To me fal-de-ral little law-day.
il diavolo venne dal vecchio mentre arava
dicendo ” Adesso mi prendo uno della famiglia!
Non sono qui per te e nemmeno per tuo figlio,
ma per quella vecchia moglie che hai a casa
Oh te la cedo con tutto il cuore
e ti auguro che non possa più separartene
Così il Diavolo prese la vecchia moglie sulla schiena e la trascinò via come un pacco postale.
La trascinò fino alla porta dell’inferno dicendo:
Ecco, prendetevi una vecchia moglie del Sussex
C’erano tredici diavoletti che ballavano in catene
e lei con i suoi zoccoli massacrava i loro crani.
Due diavoletti saltarono il muro dicendo
Riportala indietro padre, o ci ucciderà tutti
Così il Diavolo la riprese sulla sua schiena
e la riportò dal vecchio marito:
Sono stato un tormentatore per tutta la mia vita,
ma non sono mai stato tormentato,
fino a quando ho incontrato tua moglie!!”
E per concludere e arrivare alla fine,
vedete come le donne sono peggio degli uomini,
se le mandate all’inferno, ritornano subito indietro!!

NOTE
1) la frase vuole sottolineare il carattere poco remissivo della donna!
2) Fischiettare era un modo per evocare il diavolo!
3) l’immagine è supportata da una vasta iconografia risalente al medioevo di donne a cavalcioni del diavolo
4) l’immagine dei diavoletti letteralmente massacrati dalla donna è molto buffa, purtroppo la realtà domestica era ben diversa e in genere erano le donne a subire maltrattamenti e violenze.
5) Kim modifica il finale a favore della donna 

And now to conclude and make an end
you see that us women are strong
even when we get sent to hell,
we come  straight back again
E per concludere e arrivare alla fine,
vedete come noi donne siamo forti
anche quando veniamo mandate all’inferno,
ritorniamo subito indietro!!

VERSIONE AMERICANA: THE FARMER’S CURSED WIFE

Anche qui ci troviamo in una pressochè identica versione testuale declinata però con melodie bluegrass. Il finale è molto spassoso e spesso senza il predicozzo moralizzante: il vecchio contadino nel vedere ritornare la moglie, respinta nientemeno che dal diavolo stesso, decide di mettersi a correre e non ritornare più a casa!

Heather Dale in Perpetual Gift 2012.

Jean Ritchie, British Traditional Ballads in the Southern Mountains, Volume 2

TRADIZIONALE MONTI APPALACHI (versione semplificata)


Well there was an old man living up on the hill/ If he ain’t moved on, he’s a livin’ there still
CHORUS
Hi diddle ai diddle hi fi, diddle ai diddle ai day

Now the Devil he came to him one day
said “One of your kin I’m gonna take away“/ He said “Oh please don’t take my only son/ There’s work on the farm that’s gotta be done.
Oh but you can have my nagging wife
I swear by God, she’s the curse of my life”
So they marched on down to the gates of hell/ He Said “Kick on the fire boys, we’ll roast her well”
Out came a little devil with a spit and chain
that she upped with her foot and knocked out his brain
Out came a dozen demons then a dozen more
But when she was done they was flat on the floor
So all those little demons went scrambling up the wall
saying “tale her back, daddy, she’ll murder us all
So the Farmer woke up and he looked out the crack (1)/ and he saw that devil bringing her back!
He said:”Here’s your wife both sound and well/ if I kept her any longer she’d’ve tore up the hell
The old man jumped and he bit his tongue
then he ran for the hills in a flat out run
He was heard to yell, as he ran o’er the hill/ “if the devil won’t have her, ‘be damned if I will
Traduzione italiano di Cattia Salto
C’era un vecchio che viveva sulla collina
e se non si è mosso ci vive ancora.
CORO 
Hi diddle ai diddle hi fi, diddle ai diddle ai day

Il diavolo andò da lui un giorno dicendo ” Adesso mi prendo uno della famiglia! “Oh per favore non prendere il mio unico figlio c’è (parecchio) lavoro nella fattoria che  deve essere fatto,
ma prenditi la mia moglie bisbetica, che giuro su Dio è la mia maledizione!!”
Così marciarono alla porta dell’inferno e il Diavolo disse “Sotto con il fuoco, ragazzi, che faremo un bell’arrosto!
Si è fatto avanti un diavoletto con uno spiedo e la catena
e lei lo ha pestato con i piedi e gli ha massacrato il cranio.
Si sono fatti avanti una dozzina di demoni e poi un’altra dozzina
ma quando lei ebbe finito erano tutti spalmati a terra!
Così i diavoletti si arrampicarono sul muro
dicendo “Riportala indietro padre, o ci ucciderà tutti”.
Così il contadino si svegliò e guardò attraverso  la crepa e vide il diavolo che la riportava indietro
dicendo: “Ecco tua moglie sana e salva, se l’avessi tenuta ancora, mi avrebbe distrutto l’inferno!”
Il vecchio fece un sobbalzo e si morse la lingua,
poi corse verso la collina a tutto gas. L’hanno sentito urlare mentre correva “Se il diavolo non la vuole, che sia dannato se me la prenderò io!”

NOTE
1) ci immaginiamo che si sia spalancata una fenditura nel terreno e che ne sia scaturito il diavolo con la donna

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_278
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/23/wife.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50974
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19182
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=151087
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17306
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thedevilandtheploughman.html
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C278.html

FAREWELL TO TARWATHIE

L’autore del testo è George Scroggie un poeta-contadino scozzese dell’Ottocento (non era insolito all’epoca che alcuni contadini fossero anche dei letterati autodidatti e scrivessero e pubblicassero poesie) che visse, a quanto pare dalla poesia, nella fattoria di Tarwathie nei dintorni di Crimond (piccolo paese nell’Aberdeenshire, Scozia Nord Est proprio sulla punta del “naso” di quella sagoma a forma di cane alla quale è riconducibile la terra di Scozia), a circa 3 km dalla costa.

Autore di “The peasant’s lyre” (vedi in archivio di “The Library of Congress” come depositato da Dwight Faw Rettie di Arlington, Virginia) pubblicato nel 1857 in Aberdeen, in cui troviamo la poesia “Farewell to Tarwathie” di ben 16 strofe, rimaneggiata e adattata a cinque nella forma-canzone attuale.

Che Scroggie sia stato un contadino e terricolo nulla toglie alla schiettezza della poesia; qualche ricercatore zelante ha rilevato vari gradi di parentela tra la famiglia Scroggie e i Cardno avendo quest’ultimi più affinità con il mare e il lavoro di “Arctic Whalerman“. Come sia in merito alla veridicità dell’Addio, la poesia è il saluto del protagonista alla sua amata terra natia, poco prima della partenza alla volta della Groenlandia su di una nave baleniera.

Il periodo in cui la poesia è stata scritta corrisponde proprio al nuovo impulso dato alla caccia delle balene con l’introduzione dei battelli a vapore, ma siccome la baleniera Tay fu la prima al mondo a montare un motore a vapore nel 1857 (porto di Dundee) è lecito presumere che la baleniera su cui si imbarcherà il protagonista sia ancora un tradizionale battello a vela.
pescatori_balene1947_albertarelli All’epoca della canzone il lavoro di baleniere era molto pericoloso e praticato da uomini duri e temerari, che dovevano spingersi nel Mare Artico dove il ghiaccio ricopre terra e oceano, perchè le balene erano diventate sempre più rare negli altri mari; uomini che dovevano sentire un forte legame con il mare poichè stavano fuori per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa; il nostro protagonista invece ha radici contadine e vorrebbe rimanere nel suo paese ma è spinto dal desiderio di arricchirsi: probabilmente è un giovane ragazzo che non fa o farà il baleniere di mestiere.

Nella IV strofa il poeta ci lascia una toccante immagine, nel rievocare il dolce canto degli uccelli nella sua terra, si rammarica che non ci saranno uccelli a cantare per le balene!
The cold coast of Greenland is barren and bare
No seed-time nor harvest is ever known there
And the birds here sing sweetly in mountain and dale
But there’s no bird in Greenland to sing to the whale

ORIGINI DELLA MELODIA

Per quanto riguarda la melodia nell’articolo di Jürgen Kloss (vedi) vediamo svelata la sua origine: Kloss dubita che nell’Ottocento la poesia di Scrooggie fosse una canzone e ritiene che sia stata pubblicata per la prima volta nel 1950 da A.L. Lloyd & Ewan MacColl in “Thar she blows!”. Il testo è stato riveduto e modificato rispetto alla versione comparsa nel primo decennio del 1900 in “Folk-Song of the North East” a cura del collezionista scozzese Gavin Greig.
La melodia è stata molto probabilmente aggiunta da Lloyd ispirandosi a una vecchia melodia scozzese.
La somiglianza più antica è in “Earl Douglas’s Lament” composta da James Oswald (1710-1769) e che ha dato il via a una serie di Lamenti o Addii abbastanza simili in particolare per “Armstrong’s Farewell” (in Caledonian Pocket Companion, 12 volumi pubblicati tra il 1745 e il 1765). Sempre dalla ricerca di Kloss apprendiamo che Oswald a sua volta aveva ripreso un vecchio brano scozzese “Daft Robin” o “Robbi donna gòrach“, anch’esso pubblicato in quegli anni in varie collezioni. Anche sul versante irlandese si riscontra un brano simile dal titolo “The Bockagh” Collection of the most Celebrated Irish Tunes pubblicato a Dublino da William e John Neal nel 1724.

Di fatto la melodia era molto popolare in Scozia e in Irlanda e venne utilizzata diffusamente per numerose nuove canzoni  per tutto l’Ottocento. Anche in America la ritroviamo in numerosi brani per arrivare in particolare alla raccolta di John LomaxCowboy Songs” pubblicata nel 1938 e alle versioni di “The Railroad Corral” e di “Rye Whiskey” che richiamano parti della melodia somiglianza riscontrabile anche in “Pretty Saro” e “My Horses Ain’t Hungry”: collezionata da Lloyd o composta ex-novo ispirandosi ad una lunga tradizione scozzese e irlandese: la bellezza della melodia è indiscutibile, così meditativa e nostalgica!

ASCOLTA Judy Collins in “Whales and Nightingales” 1970: con la sola voce umana unita al canto delle balene, sebbene il fine utilitaristico del testo prevalga su ogni istanza pro-balena l’aver dato voce alle prede le umanizza e fa riflettere. Da ascoltare anche in versione più tradizionale e infine rock

ASCOLTA Noel McLoughlin in “20 Best Of Scotland” di questa versione mi piace il rincorrersi dei fraseggi flauto come se fossero i richiami degli uccelli (della già citata strofa)

ASCOLTA Liam Clancy la versione di Liam è un “classico” della tradizione
ASCOLTA Eurythmics (a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, la modernità di una melodia risalente perlomeno al 1700)


I
Farewell to Tarwathie,
adieu Mormond Hill
And the dear land of Crimond,
I bid you farewell
I’m bound out for Greenland
and ready to sail
In hopes to find riches
in hunting the whale
II
Farewell to my comrades,
for a while we must part
And likewise the dear lass
who first won my heart
The cold coast of Greenland
my love will not chill
And the longer my absence,
more loving she’ll feel
III
Our ship is well rigged
and she’s ready to sail
The crew they are anxious
to follow the whale
Where the icebergs do fall
and the stormy winds blow
Where the land and the ocean
is covered with snow
IV
The cold coast of Greenland
is barren and bare
No seed-time nor harvest
is ever known there(1)
And the birds here sing
sweetly in mountain and dale
But there’s no bird in Greenland
to sing to the whale
V
There is no habitation
for a man to live there
And the king of that country
is the fierce Greenland bear
And there’ll be no temptation
to tarry long there
With our ship bumper full(2)
we will homeward repair
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Addio Tarwathie,
addio Mormond Hill
e terra amata di Crimond,
vi saluto,
sono diretto in Groenlandia
pronto per partire,
con la speranza di trovare la ricchezza
nella caccia alla balena
II
Addio compagni,
tra poco dobbiamo separarci
e così anche l’amata ragazza che per prima ha conquistato il mio cuore.
La fredda costa della Groenlandia
non raffredderà il mio amore,
e più a lungo starò lontano,
più amore lei proverà.
III
La nostra nave è ben attrezzata
e pronta a partire,
la ciurma è ansiosa
d’inseguire la balena,
dove gli iceberg cadono
e il vento soffia impetuoso ,
dove terra e oceano
sono ricoperti dalla neve
IV
La costa fredda della Groenlandia
è sterile e nuda,
nessuna semina e nemmeno raccolto
là si conosce(1)
e gli uccelli qui cantano
dolcemente nelle montagne e valli,
ma non ci sono uccelli in Groenlandia
a cantare per le balene.
V
Non c’è dimora
per un uomo che vive là,
e il re della terra
è il feroce orso polare,
non ci sarà la tentazione
di trattenersi a lungo là
con la stiva carica(2)
ci recheremo a casa!

NOTE
1) l’osservazione è propria di chi appartiene ad una generazione di contadini
2) nel contesto del racconto la caccia alla balena è vista come un atto predatorio, di sussistenza. Oggi la caccia alle balene è vietata, anche se legalmente praticata per la sussistenza di limitate popolazioni indigene e illegalmente praticata in Giappone, Norvegia, Islanda, Russia e Corea.

FONTI
http://www.clis.com/tarwathie/scroggie.html http://mysongbook.de/msb/songs/f/faweltar.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/farewelltotarwathie.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40025 http://justanothertune.com/html/tarwathie.html
https://lenathehyena.wordpress.com/tag/dundee/

Lord Franklin

Nell’Ottocento ancora una buona parte del pianeta era “terra incognita” e a maggior ragione il mare, vasti tratti delle mappe erano segnati come Mare In Cognito, ma l’epoca fu anche quella delle grandi esplorazioni, in particolare del Polo Nord alla ricerca del Passaggio di Nord-Ovest (ovvero la rotta che va dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico, attraversando l’arcipelago artico del Canada).
Fondamentale fu il contributo dato da John Franklin (1786-1847) a questa impresa, che diventò per lui quasi un’ossessione.

E con lui tanti altri esploratori cercarono pervicacemente la strada non solo per mare, ma anche percorrendo fiumi e sentieri via terra; ecco il resoconto di Sergio Borroni che con Erico Vigano ha ripercorso  (libro alla mano – Voyages from Montreal, on the River St. Laurence, Through the Continent of North America, to the Frozen and Pacific Oceans; In the Years 1789 and 1793) la spedizione di Alexander Mackenzie nelle regioni artiche canadesi ..

Ma il personaggio a cui è dedicata la canzone di oggi è un ufficiale, esploratore e scrittore inglese, Sir John Franklin. Già governatore della Tasmania, e tra i fondatori della Royal Geographical Society, guidò come comandante della Royal Navy numerose esplorazioni nell’Oceano Artico

LE SPEDIZIONI DI SIR FRANKLIN AL POLO NORD

franklinNel 1819 Franklin si imbarcò sulla “Prince of Wales” con il compito di mappare e compiere ricerche di oceanografia, meteorologia e magnetismo terrestre nelle regioni dell’America settentrionale.

Il viaggio terminò nel 1822, dopo aver percorso quasi 6000 miglia di navigazione e alcuni attraversamenti via terra, e venne descritto da John Franklin nel libro “Narrative of a journey to the shores of the Polar Sea in the years 1819-22” (London 1823).

Nella seconda spedizione del 1825-27 Sir Franklin, già nominato baronetto, esplorò e completò i rilievi dei fiumi che sfociano nell’arcipelago canadese (Great Bear River, Mackenzie River, Coppermine River). Nel 1845, Lord Franklin ebbe nuovamente l’incarico di ricercare il passaggio di Nord Ovest con le navi “Erebus” e “Terror“, ma la spedizione scomparve nei ghiacci.

LE SPEDIZIONI DI RICERCA DELLE NAVI DISPERSE

Nel 1848 – sia per disposizione dell’Ammiragliato, sia per la tenacia di Lady Jane Franklin – partì la prima di numerose spedizioni di ricerca, che videro impegnati tutti gli esploratori polari del tempo. Della spedizione sono state ritrovate poche tracce, le navi rimasero bloccate dal ghiaccio all’Isola di Re William, a circa metà strada del passaggio, e non riuscirono a liberarsi dalla morsa nel disgelo dell’estate successiva.
Oggi con il ritrovamento di un cadavere ben conservato nei ghiacci di un componente dell’esplorazione è stata avanzata l’ipotesi che gli uomini fossero tutti morti a causa dell’avvelenamento da piombo rilasciato dai contenitori metallici contenenti le scorte alimentari della spedizione.

Si stralcia dall’articolo “La ricerca dei passaggi di Nord-Ovest e di Nord-Est” nel sito web sullacrestadellonda.it

Nel 1852 l’Ammiragliato decise di mettere in campo un grande sforzo congiunto, alla ricerca della spedizione di Franklin predisponendo una squadra di cinque navi, al comando dell’ammiraglio Edward Belcher. L’operazione fu un pesante insuccesso perché – pur producendosi il rilievo di 16000 km di coste polari canadesi – non solo non venne trovato alcun indizio della spedizione Franklin, ma quattro delle navi andarono addirittura perdute.
L’Ammiragliato, dopo quella clamorosa disfatta, decise di sospendere definitivamente le ricerche, ma Lady Franklin non si arrese – venendo successivamente citata in giudizio dalla figliastra per aver dilapidato il patrimonio familiare in inutili tentativi – e acquistò lo yacht “Fox” con cui allestì una spedizione parzialmente finanziata da una sottoscrizione pubblica, affidandone il comando a Leopold McClintock.
Questi, partito nel 1857 da Aberdeen, seguì le tracce già scoperte da Rae nell’attraversare il golfo di Boothia e poi perlustrò l’isola di Re Guglielmo e la penisola Adelaide, dove trovò ulteriori resti, finché – alla Victory Point della penisola di Graham Gore – scoprì una sorta di diario nascosto in un tumulo di pietre, che descriveva le ultime vicende di Franklin, morto l’11 agosto 1847, e di alcuni suoi compagni, mentre resti sparsi dei “superstiti” vennero rinvenuti nei dintorni.

hms_enterprise_1848_and_hms_investigator_in_the_ice

L’EROE

Sembra perciò che Lord Franklin avesse trovato il passaggio (per quella che sarà la rotta percorsa nel 1850 da Robert McClure) e per la sua dedizione e il suo sacrificio fu acclamato in patria come un eroe perchè a lui fu riconosciuta la palma della scoperta, così sta scritto sul monumento eretto a Londra nel 1860:
“Franklin / to the great navigator / and his brave companions / who sacrificed their lives / completing the discovery of / the North-West passage / A. D. 1847-48 / erected by the unanimous vote / of Parliament”

F2_large
Nella mappa la rotta delle navi: da Baffin Bay per Devon Island e intorno a Cornwallis Island proseguirono lungo la costa di Somerset Island lasciando la Boothia Peninsula, finchè le tracce si persero vicino a King William Island.

LADY FRANKLIN

LadyJaneFranklinL’interesse pubblico per l’impresa di Lord Franklin e ancor di più la dedizione della moglie e la sua ostinazione, furono lo stimolo per la pubblicazione di una serie di ballate negli anni del 1850, nonché il tema di alcuni romanzi.
L’area di provenienza dei broadside ballads era la Scozia, ma la canzone nelle sue numerose varianti si è sparsa anche nel nord dell’Inghilterra ed è approdata in America (Nord-Est).
Grazie alla ricerca compiuta da Jürgen Kloss è stata ricostruita l’evoluzione storica testuale e melodica della ballata. (per l’analisi dettagliata delle fonti in vedi)

I FRAMMENTI

La versione testuale della ballata così come la conosciamo oggi si trova in Ballads And Sea-Songs Of Newfoundland (1933) a cura delle due collezioniste americane Elisabeth Greenleaf e Grace Mansfield che ritrovarono la canzone a Terranova nel 1929: si tratta di una serie di frammenti riportati da vari cantori locali messi insieme e combinati con la prima versione stampata della melodia sotto il titolo “The Franklin Expedition”, sole 3 strofe rimpolpate dalla versione Franklin’s Crew riportata nel 1938 nel libro Songs Of The American Sailormen di Joanna C. Colcord.
La canzone però non compare nelle grandi collezioni di canzoni popolari e la sua diffusione è rimasta limitata nell’ambito marinaresco.
Possiamo ascoltare una registrazione sul campo negli anni 1950 sempre a Terranova ASCOLTA dalla Canada’s Digital Collection, “MacEdward Leach and the Songs of Atlantic Canada”

Quindi fino al folk revival degli anni 60 il brano si ritrova in varie versioni frammentarie e con melodie diverse.

A.L. LLOYD E MARTIN CARTHY

E veniamo a A.L. Lloyd e al  suo Lord Franklin del 1956, versione che è alla base della ballata registrata  nel 1966 da Martin Carthy, diventata la versione standard di 5 strofe con l’arrangiamento alla melodia “The Croppy Boy“: in Lloyd le strofe erano 6 tutte riprese da Carthy tranne che per la II
I dreamed we neared the English shore,
I heard a lady weep and deplore,
She wept aloud and she seemed to say:
Alas, that my husband is so long away.
In cui si fa riferimento al dolore della moglie di Franklin.

In Martin Carthy perciò il protagonista della canzone potrebbe essere sia un marinaio (non necessariamente di quelli mandati alla ricerca dei resti della spedizione) sia lady Franklin (e in effetti il brano con lievi modifiche è stato anche intitolato come Lady Franklin’s Lament), essendoci un’incongruenza tra la II strofa che si riferisce al marinaio che solca il mare per lavoro e la V strofa che potrebbe essere pronunciata da Lady Franklin. Indubbiamente questa incongruenza è il risultato delle molte ricomposizioni di taglia e cuci operate sui frammenti disponibili (un’altra versione testuale della storia si intitola The Franklin Expedition, in cui è inserita quasi una cronaca della spedizione).

Perciò non posso che condividere la conclusione di Jürgen Kloss il quale afferma:
The tune and in most cases also the lyrics of all modern versions of “Lady Franklin” can be traced back to Greenleaf and Mansfield. Hemsworth, Mills and Lloyd all have created their own fragments from the fragments available in that particular collection and in turn Lloyd’s version has been the source for most later recordings.
Interestingly all the other field-recorded versions both from Britain – Sharp, Vaughan Williams, Greig & Duncan – and North America – MacLeach and Creighton – had no influence on the further development of this song, not at least because they weren’t as easily available as the variants published by Greenleaf and Mansfield and later Doerflinger.

(TRADUZIONE ITALIANO: La melodia e in molti casi anche il testo di tutte le moderne versioni di Lord Franklin possono essere ricondotte a Greenleaf e Mansfield. Hemsworth, Mills e Lloyd [cantanti che hanno registrato il brano] hanno creato il loro arrangiamento dalle versioni disponibile in quella particolare collezione e la versione di Lloyd, a sua volta, è stata la fonte della maggior parte delle successive registrazioni.
E’ interessante notare che tutte le versioni delle registrazioni sul campo sia dalla Gran Bretagna – Sharp, Vaughan Williams, Greig & Duncan – e dal Nord-America – MacLeach e Creighton – non hanno avuto influenza sullo sviluppo ulteriore di questa canzone, perché non erano così disponibili come la variante pubblicata da Greenleaf e Mansfield e poi da Doerflinger.)

Come già accennato per “The Croppy boy” la melodia di riferimento è stata quella di “The Robber – Charley Reilly” in Ancient Music of Ireland (Edward Bunting, 1840) (vedi) riscontrabile poi in molte varianti. La melodia era molto diffusa infatti nella Gran Bretagna e utilizzata per molte ballate del genere “rambling boy” che trattavano temi di furti e rapine. Era anche diffusa tra le canzoni dei mare che parlavano di disastri e di morte.

Tutte le parole però non servono a descrivere la bellezza fuori dal tempo di questo lament che è insieme una dichiarazione d’amore, così come rima Angelo Branduardi dando voce al dolore di Lady Franklin
“Ora ogni notte è una lunga pena
ma per Lord Franklin alzerò le vele.
Tentando ancora di ritrovarlo,
seguirò Lord Franklin,
ovunque lui sia.”

Numerosissime sono le registrazioni ma ecco i miei “The Best of”:

Pentangle in Cruel Sister 1970 (la voce è di John Renbourn)

Micheál O’Domhnaill & Kevin Burke

Che dire di questo gruppo italiano? Magico anche il video
Acustica Medievale, in “Acustica Medievale” 1982, un gruppo romano “storico” fondato nel 1976 dedito al recupero ed alla rielaborazione di musica medievale, rinascimentale e celtica: gli effetti che sentite sono di Massimo Santantonio con il guitar synth


I
We were homeward bound
one night on the deep
Swinging in my hammock
I fell asleep
I dreamed a dream
and I thought it true
Concerning Franklin
and his gallant crew.
II
With one hundred seamen
he sailed away
To the frozen ocean
in the month of May
To seek a passage
around the pole
Where we poor sailors
do sometimes go.
III
Through cruel hardships
they vainly strove
Their ships on mountains of ice
was drove
Only the Eskimo with
his skin canoe
Was the only one
that ever came through.
IV
In Baffin’s Bay
where the whale fish blow
The fate of Franklin
no man may know
The fate of Franklin
no tongue can tell
Lord Franklin among
his seamen do dwell.
V
So now my burden
it gives me pain
For my long lost Franklin
I would cross the main.
Ten thousand pounds
would I freely give,
To say on earth that
my Franklin do live.
OR:
And now my burden it gives me pain
For my Lord Franklin
I’d sail the main
Ten thousand pounds
I would freely give
To know Lord Franklin, and where he is
Traduzione italiana Alberto Truffi
I
Eravamo diretti verso casa
una notte in mare aperto
cullato dalla mia amaca
mi addormentai
e sognai un sogno
che sembrava vero
su Franklin
e la sua coraggiosa ciurma
II
Con cento uomini di mare
egli prese il largo
verso l’Oceano ghiacciato
nel mese di maggio,
per cercare un passaggio
attraverso il Polo Nord,
dove noi poveri marinai
a volte andiamo.
III
Lottarono inutilmente
contro crudeli difficoltà,
la loro nave fu sospinta
contro montagne di ghiaccio,
solo l’eschimese con
la sua canoa di pelle
era l’unico
che poteva venirne fuori.
IV
Nella Baia di Baffin
dove la balena soffia
nessun uomo è in grado
di conoscere il destino di Franklin,
Il destino di Franklin
nessuna lingua lo può raccontare
Lord Franklin dimora
tra i suoi marinai
V
Così ora il mio peso
mi fa soffrire
per il mio Franklin disperso da lungo tempo io avrei attraversato il mare(1)
avrei regalato
diecimila sterline
per tornare a terra e dire
che Franklin era ancora vivo
Oppure:
Ora il mio peso mi fa soffrire,
per il mio Lord Franklin
ho preso il mare
diecimila sterline
avrei regalato
per sapere dove si trova Lord Franklin

NOTE
1) Alberto Truffi traduce main con “distesa marina”

LA VERSIONE IN ITALIANO

Angelo Branduardi ha rivisitato la versione inglese della ballata di Lord Franklin versificandola in italiano con garbo e perizia, impeccabile l’arrangiamento strumentale.
ASCOLTA Angelo Branduardi  in “Il rovo e la rosa – Ballate d’amore e morte” 2013

I
Navigavamo tornando a casa,
nella mia amaca mi colse il sonno…
e feci un sogno che sembrava vero,
rividi Franklin
coi suoi cari compagni.
II
Con cento fidi era salpato,
col primo vento di Primavera ,
verso il passaggio che taglia il Polo,
dove chi naviga
ha in sorte di andare.
III
Troppo crudele quel freddo mare,
bianche montagne da valicare,
là solo l’eskimo con la sua canoa,
quegli aspri ghiacci
riesce ad attraversare.
IV
In Baffin Bay soffia la balena,
la fede di Franklin non vacillò,
il cuore di Franklin lo spinse ad andare,
ma alle sue spalle
si chiuse il mare.
V
Ora ogni notte è una lunga pena
ma per Lord Franklin alzerò le vele.
Tentando ancora di ritrovarlo,
seguirò Lord Franklin,
ovunque lui sia.

FONTI
https://www.rmg.co.uk/discover/explore/exploration-endeavour/sir-john-franklin
http://www.ric.edu/faculty/rpotter/SJFranklin.html
http://www.sullacrestadellonda.it/spedizioni_polari/polarindex.htm
http://www.justanothertune.com/html/ladyfranklin.html
http://musicaememoria.altervista.org/LordFranklin.htm
http://www.angelobranduardi.it/rovoerosa/testi.html

Carole di Primavera nel Lancashire, Yorkshire & Oxfordshire

Read the post in English

GREATER MANCHESTER – Lancashire

Si stralcia da qui in merito alle tradizioni del Primo Maggio a Manchester e dintorni.
Per tradizione le ragazze indossavanoa biti bianchi, fatti con le tende od altro, e portavano in giro il Ramo del Maggio. I ragazzi si vestivano con abiti femminili e si annerivano il viso-  erano chiamati Molly dancers, (“molly” è una vecchia espressione per un uomo effemminato). Il dott. Cass [la dottoressa Eddie Cass, della Folklore Society, la società del folklore] dice che andavano in giro recitando un versetto. Uno di questi, dalla zona di Salford, era:
I’m a collier from Pendlebury brew.
Itch Koo Pushing little wagons up a brew
I earn thirty bob a week I’ve a wife and kids to keep
I’m a collier from Pendlebury brew
(lavoro nel birrificio di Pendlebury. Spingo i vagoni della birra e guadagno trenta sterline a settimana. Ho una moglie e dei figli da mantenere, lavoro nel birrificio di Pendlebury)
Le ragazze ballavano intorno al May pole e cantavano altre canzoni, come:
Buttercups and daisies
Oh what pretty flowers
Coming in spring time
To tell of sunny hours
We come to greet you on the first of May
We hope you will not send us away
For we dance and sing our merry song
On a maypole day
(Ranuncoli e margherite Oh che bei fiori spuntano in primavera, per raccontare delle ore di sole. Veniamo a salutarvi il primo maggio, speriamo che non ci mandiate via, perchè balliamo e cantiamo la nostra allegra canzone intorno al Palo del Maggio)

SWINTON MAY SONG

La versione riprodotta dai Watersons nel 1975 è tratta da W&R Chamber “Book of Days” – 1869 – con parole e musica collezionate dal signor Job Knight (1861) – e nelle note di copertina A.L. Lloyd commenta “I momenti cruciali del cambio stagioni dell’anno-mezzo inverno, arrivo della primavera, inizio dell’autunno – erano l’occasione in cui gruppi di cantori attraversavano i villaggi cantando incantesimi benaugurali, nella speranza di una ricompensa di cibo, bevande, denaro. Questo è stato cantato alla vigilia di maggio nello Yorkshire e nel Lancashire, ma è molto simile alle stesse canzoni di qualsiasi altra contea.”

La carola viene anche intitolata “Drawing Near to the Merry Month of May” e il testo è anche riportato nel libro di Edwin Waugh “Lancashire Sketches” (1869)
L’area di riferimento è il Yorkshire e il Lancashire e “Swinton” era un piccolo borgo, poi città di Salford ora diventata una parte di Manchester (Inghilterra)

The Watersons in For Pence and Spicy Ale -1975

Brass Monkey in Flame of Fire – 2005

Le due melodie sono diverse, la versione dei Brass Monkey richiama la Padstow May Song, altro canto rituale di questua primaverile ancora popolare nella cittadina di Padstow, Cornovaglia.
Come è riportato nel Book of Day di Chambers (1869) le canzoni di Swinton erano due la Old May song e la New May song. La Old May Song era una cosiddetta Night song che era cantata appunto durante la notte da gruppi di mayers accompagnati con vari strumenti musicali.

OLD MAY SONG

I
All in this pleasant evening together
come has we
for the summer springs so fresh and green and gay.
We’ll tell you of a blossom and a bud on every tree
Drawing near to the merry month of May
II
Rise up, the master of this house all in your chain of gold
For the summer springs so fresh and green and gay
We hope you’re not offended with your house we make so bold
Drawing near to the merry month of May
III
Rise up, the mistress of this house with gold all on your breast
For the summer springs so fresh and green and gay
And if your body is asleep we hope your soul’s at rest
Drawing near to the merry month of May
IV
Rise up, the children of this house, all in your rich attire
For the summer springs so gresh and green and gay.
And every hair all on your head shines like a silver wire
Drawing near to the merry month of May
V
God bless this house and arbor, your riches and your store
For the summer springs so fresh and green and gay
We hope that the Lord will prosper you both now and evermore
Drawing near to the merry month of May
VI
So now we’re going to leave you in peace and plenty here
For the summer springs so fresh and green and gay
We will not sing you May again until another year
For to drive you these cold winter nights away
Traduzione italiano Cattia Salto
I
In questa piacevole serata tutti insieme, veniamo
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra.
Vi diremo di boccioli e gemme su ogni albero,
portiamo dentro l’allegro mese di Maggio
II
Alzatevi, padrone di questa casa con la vostra catena tutta d’oro,
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
speriamo che non vi offendiate che ci siamo avvicinati alla vostra casa in modo così audace,
portiamo dentro l’allegro mese di Maggio
III
Alzatevi, padrona di questa casa con la spilla d’oro sul petto
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
e se il vostro corpo è addormentato speriamo che la vostra anima sia in pace,
portiamo dentro l’allegro mese di Maggio
IV
Alzatevi ragazzi di questa casa, nei vostri ricchi vestiti
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
e i capelli sulla vostra testa brillano come fili d’argento,
portiamo dentro l’allegro mese di Maggio
V
Dio benedica questa casa e il pergolato,
i vostri beni e il negozio
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
che il Signore vi dia prosperità adesso e per sempre,
portiamo dentro l’allegro mese di Maggio
VI
Adesso vi lasciamo in pace e abbondanza
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra,
non canteremo il Maggio fino al prossimo anno,
per portare via queste fredde notti d’Inverno

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

Possiamo leggere una testimonianza di prima mano anche nel libro “Memoirs of Seventy Years of an Eventful Life di Charles Hulbert (Providence Grove, Near Shrewsbury:1852), pg 107
E’ con sommo piacere che ancora ricordo le varie usanze e le consuetudini dei miei primi anni. Ancora viva la gioia con cui salutavo l’avvicinarsi del mattino del Primo Maggio con l’arrivo di una  compagnia scelta di musicisti (Rustics of Worsley, Swinton and Eccles), che annunciavano si sarebbero riuniti a mezzanotte per iniziare il grato compito di salutare i loro vicini con il suono di flauti, clarinetti e violini e trenta voci.
O rise up Master of this House, all in your chain of gold,
For the summer springs so fresh, green and gay;
I hope you’ll not be angry at us for being so bold,
Drawing near to the merry month of May.
Dopo aver aggiunti altri versi di encomio e qualche battuta per tutto il ramo della famiglia venivano i saluti: una borsa d’argento e un paio di boccali di birra erano distribuiti per la compagnia  proseguivano di casa in casa riempiendo l’aria della loro musica e delle loro allegre voci fino alle sei del mattino .
Tra le bevande con cui i cantori si rinfrescavano le ugole oltre all’immancabile birra c’era anche il Syllabub (traducibile in italiano come vino frizzante) preparato con la crema del latte. continua

OXFORDSHIRE

THE SWALCLIFFE MAY DAY CAROL

CMB-009Ecco la trascrizione di un canto del maggio risalente al XIX secolo cantato dai bambini di Swalcliffe, chiaramente una Day Song
Le parole di questo canto sono state trascritte da Miss Annie Norris intorno al 1840 dal canto di un gruppo di bambini nel villaggio. Le parole furono passate alla collezionista – e residente ad Adderbury – Janet Blunt nel 1908, che infine raccolse una melodia della signora Woolgrove di Swalcliffe, e della signora Lynes di Sibford, alla festa di Sibford, nel luglio del 1921.” (tratto da qui)

Magpie Lane in The Oxford Ramble 1993


I
Awake! awake! lift up your eyes
And pray to God for grace
Repent! repent! of your former sins
While ye have time and space
II
I have been wandering all this night
And part of the last day
So now I’ve come for to sing you a song
And to show you a branch of May
III
A branch of may I have brought you
And at your door it stands
It does spread out, and it spreads all about
By the work of our Lord’s hands
IV
Man is but a man, his life’s but a span
He is much like a flower
He’s here today and he’s gone tomorrow
So he’s all gone down in an hour
V
So now I have sung you my little short song
I can no longer stay
God bless you all both great and small
And I wish you a happy May
Traduzione italiano  Cattia Salto
I
Svegliatevi, aprite gli occhi
e chiedete la Grazia a Dio.
Pentitevi per i vostri peccati
adesso che siete ancora in tempo.
II
Ho camminato per tutta la notte
e parte del giorno e adesso sono qui per cantarvi una canzone e per portarvi il ramo del maggio.
III
Vi ho portato il ramo del maggio
fin davanti alla porta,
sta fiorendo e porterà a fioritura tutto ciò che lo circonda
ad opera delle mani di Nostro Signore.
IV
L’uomo tuttavia è solo un uomo, la sua vita è breve, è molto simile a un fiore
è qui oggi e domani
non c’è più,
così tutto finisce nel giro di un ora.
V
Adesso che ho cantato la mia canzoncina
non posso restare più a lungo,
Dio vi benedica grandi e piccoli
e vi auguro un felice Maggio

FONTI

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=129987 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30126 http://www.thebookofdays.com/months/april/24.htm http://www.bbc.co.uk/radio4/history/ making_history/makhist10_prog5d.shtml https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/ swintonmaysong.html http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/ oxford_ramble/may_day_carol.htm https://afolksongaweek.wordpress.com/2013/04/29/ week-88-swalcliffe-may-day-carol/