Terre Celtiche Blog

Sunday Bloody Sunday

Bloody Sunday [in italiano la domenica di sangue] è un giorno ben preciso nella torbida e luttuosa storia/lotta dei diritti civili, riferita alla questione irlandese: era una domenica, il 30 gennaio dell’anno 1972.

The Troubles

The Troubles” (in italiano “i disordini”) è la guerra a bassa densità che ebbe luogo tra i cattolici e i protestanti del Nord Irlandese tra il 1969 e il 1998, ovvero un coacervo di violenza e sordi rancori, di marce per la pace e bombe.
Con il trattato anglo-irlandese del 1921 era nata l’Irlanda del Nord su di un territorio che non comprende tutto l’Ulster ma solo sei contee, quelle diciamo così, più “omogenee” in cui i protestanti sono più numerosi: la sua capitale è BELFAST.
Le garanzie per i cattolici rimasti nella loro terra (guarda caso tra i più poveri della popolazione) erano però inesistenti, anzi si vedevano negati i più basilari diritti civili. La prime proteste e le marce riaprirono la guerra civile, prima con tafferugli e poi con armi e bombe.

E arriviamo alla marcia cattolica del 30 gennaio 1972 a Derry (per gli inglesi Londonderry)

Solo nel 2011 il governo inglese ha riconosciuto che gli spari dei parà inglesi sulla folla, furono illegali. Il primo ministro David Cameron ha dichiarato: “ciò che è successo il giorno di Bloody Sunday è stato ingiusto e ingiustificabile. È stato sbagliato“. A Derry su più di un murales si commemorano i morti di quel giorno.

Nel film  “Bloody Sunday” (2002) diretto da Paul Greengrass  si ricostruisce lo svolgersi dei fatti, prendendo le mosse dal libro Eyewitness Bloody Sunday di Don Mullan

L’unica colonna sonora del film è costituita dalla versione live di Sunday Bloody Sunday degli U2, scritta una decina di anni dopo gli eventi descritti.

Sunday Bloody Sunday (U2)

Tra i tanti video ho scelto questo live a Red Rocks (Colorado) durante il War tour in America (1983): c’è un che di apocalittico in quei fuochi che ardono .. Certo non è musica tradizionale, ma di sicuro è l’espressione in musica di un sentimento popolare. Afferma Bono: “Questa canzone ha fatto parlare molto, forse anche troppo, questa non è una canzone di rivolta, questa è Sunday, Bloody Sunday” (da Under a Blood Red Sky).

I can’t believe the news today
Oh, I can’t close my eyes
And make it go away.
CHORUS
How long…
How long must we sing this song?
How long? How long…(1)
‘cause tonight…we can be as one(2)
Tonight…

Broken bottles under children’s feet
Bodies strewn across the dead end Street(3)
But I won’t heed the battle call,
It puts my back up
Puts my back up against the wall(4).

And the battle’s just begun
There’s many lost, but tell me who has won?
The trench is dug within our hearts
And mothers, children, brothers, sisters
Torn apart(5).

Wipe the tears from your eyes
Wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your tears away
Oh, wipe your blood shot eyes(6).

And it’s true we are immune
When fact is fiction and TV reality
And today the millions cry(7)
We eat and drink(8) while tomorrow they die.

The real battle just begun
To claim the victory Jesus(9) won
On…
Sunday Bloody Sunday.

Non riesco a credere alla notizia di oggi,
oh, non posso fare finta di niente
e farla sparire.
Coro
Per quanto tempo
Per quanto tempo dobbiamo suonare questa canzone?
Per quanto tempo? Per quanto tempo…(1)
Perché questa notte possiamo essere un solo popolo!(2)
Stanotte..

Cocci di bottiglia sotto i piedi dei bambini,
cadaveri riversi in fondo al vicolo(3),
ma no, non voglio ascoltare il richiamo della battaglia,
che mi mette
mi mette con le spalle al muro(4).

La battaglia è appena cominciata,
ci sono molte perdite, ma dimmi, chi ha vinto?
Il fossato è aperto nei nostri cuori
e madri dai figli, fratelli dalle sorelle
divide.

Asciuga le lacrime dagli occhi,
cancellale via,
asciuga gli occhi
asciuga gli occhi
asciuga gli occhi iniettati di sangue(6).

E’ vero che siamo assuefatti alla Tv
e confondiamo finzione con realtà,
ma oggi a milioni si lamentano(7),
noi tiriamo avanti(8) mentre domani loro moriranno.

La vera battaglia è appena cominciata
per reclamare la vittoria che Gesù(9) ottenne..
in una
domenica maledetta.

NOTE traduzione italiana Cattia Salto
1) qui Bono sembra rivolgersi direttamente al pubblico di Belfast: Sunday Bloody Sunday fu eseguita per la prima volta nel dicembre 1982 a Belfast,  tre mesi prima della pubblicazione dell’album War. Nel presentare il brano Bono disse: “Si chiama Sunday Bloody Sunday, parla di noi, dell’Irlanda. Ma se non piacerà a voi, non la suoneremo mai più”.
2) letteralmente  “possiamo essere uno” ossia essere una cosa sola, cioè la stessa cosa, uguali.
3) l’immagine della strada senza via d’uscita si può considerare come una metafora: se non si trovano accordi non si uscirà dalla strada insanguinata.
4) letteralmente “mi appende le spalle al muro”: non si devono imbracciare le armi perché non lasciano altra scelta!? Su questo punto la discussione purtroppo è sempre aperta!
5) “Bono” è cresciuto in un ambiente interconfessionale, madre protestante e padre cattolico.
6) l’immagine è molto cruda, se gli occhi sono lo specchio dell’anima, gli occhi “insanguinati” cioè iniettati di sangue sono l’espressione di una sete di vendetta che non avrà mai fine: smettiamo di odiare! Gli occhi venati dal sangue sono anche il segnale di un forte stress causato dall’insonnia, dall’affaticamento e dalle preoccupazioni..  sono insomma l’espressione del dolore.
7) gli irlandesi cattolici dell’Irlanda del Nord. Di fatto una buona parte dei giovani si arruolarono nell’IRA e si andò avanti con la violenza per una trentina d’anni.
8) letteralmente “noi mangiamo e beviamo”.
9) l’unica nota stridente della “no rebel song” è proprio qui: immagino che Bono abbia voluto dire che il messaggio di Gesù, il suo insegnamento, è un messaggio di amore e fratellanza, o anche più genericamente, che il bene trionfa sempre sul male. E tuttavia il Gesù storico è stato, con buona probabilità, un ribelle guerrafondaio!

Sunday Bloody Sunday (John Lennon)

Prima ancora di Bono e appena dopo l’accaduto furono John Lennon e Yoko Ono a scrivere una canzone sulla “domenica di sangue”. Lennon, che all’epoca già viveva a New York, aveva degli antenati irlandesi e non si faceva problemi a dichiarare da che parte era schierato.

John Lennon e Yoko Ono
Wolfe Tones

Well it was Sunday bloody Sunday
When they shot the people there
The cries of thirteen martyrs (1)
Filled the Free Derry (2) air.
Is there any one amongst you
Dare to blame it on the kids (3)?
Not a soldier boy was bleeding (4)
When they nailed the coffin lids!

Sunday bloody Sunday
Bloody Sunday’s the day!

You claim to be majority
Well you know that it’s a lie
You’re really a minority
On this sweet emerald isle.
When Stormont (5) bans our marches
They’ve got a lot to learn
Internment is no answer (6)
It’s those mothers’ turn to burn (7)!

You anglo pigs and scotties
Sent to colonize the North (8)
You wave your bloody Union Jack
And you know what it’s worth!
How dare you hold to ransom
A people proud and free?
Keep Ireland for the Irish
Put the English back to sea!

Well, it’s always bloody Sunday
In the concentration camps
Keep Falls Road (9) free forever
From the bloody English hands!
Repatriate to Britain
All of you who call it home
Leave Ireland to the Irish
Not for London or for Rome (10)!

Era una domenica, una maledetta domenica
quando spararono alla gente
le urla di tredici martiri
riempivano l’aria della Libera Derry.
C’è qualcuno tra di voi
che osa imputarla a dei ragazzini?
Nessuna soldato bambino sanguinava
quando inchiodarono i coperchi alle bare!

Domenica maledetta domenica
la domenica di sangue fu il giorno!

Dite di essere la maggioranza,
ma sapete bene di mentire
siete proprio una minoranza
su questa bella isola di smeraldo.
Quando Stormont vieta le nostre marce
hanno molto da imparare,
l’internamento non è una risposta
è il turno di quelle madri bruciare.

Voi, maiali inglesi e scozzesi
mandati a colonizzare il Nord
sventolate la vostra fottuta bandiera
e sapete bene quanto valga!
Come osate tenere in cattività
un popolo fiero e libero?
L’Irlanda agli irlandesi
ricacciate gli Inglesi in mare!

Beh, è sempre una fottuta domenica
nei campi di concentramento,
che Falls Road resti per sempre libera
dalle mani insanguinate degli inglesi!
Rimpatriate in Britannia
tutti voi che la chiamate casa,
lasciate l’Irlanda agli irlandesi
non a Londra o a Roma!

NOTE traduzione italiana Cattia Salto
1) il quattordicesimo irlandese morì pochi mesi dopo a causa delle ferite. Sei dei morti erano ancora minorenni.
2) You are now entering Free Derry (State entrando nella Libera Derry) cioè l’area autoproclamata autonoma nella città di Derry tra il 1969 e il 1972, un’area chiusa per le forze britanniche.
3) si trovò più opportuno dare la colpa a dei militari impazziti piuttosto che inserire gli eventi all’interno di una strategia politica governativa.
4) i dimostranti non erano armati, gli unici a sparare furono i parà inglesi.
5) il palazzo del parlamento nella zona di Stormont (Belfast).
6) l’internamento è il confinamento di una popolazione e si configura come una prigionia.
7) sangue chiama sangue.
8) la conquista inglese dell’Irlanda inizia nel 1500 .
9) la strada principale che attraversa Belfast ovest nel Gaeltacht Quarter. Nel 1970 fu creata la Peace Line, per separare la parte lealista e protestante del quartiere intorno a Shankhill, da quella repubblicana e cattolica di Falls Road.
10) la Roma del Papa.

L’IRA rispose con il Bloody Friday, era il 21 luglio 1972, e 23 furono gli attentati dinamitardi che provocarono 9 vittime.

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=347&lang=it
http://www.ilpost.it/2012/01/30/il-bloody-sunday-quarantanni-fa/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/21/irlanda-del-nord-tra-murals-e-il-cancello-di-falls-road-dove-i-due-mondi-di-belfast-si-sfiorano-sopra-un-odio-mai-sopito/5119047/

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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