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Terre Celtiche Blog

Roll the Cotton Down – Moses! Sea shanty

Roll the Cotton Down si presenta in due versioni una per gli alaggi e l’altra per il sollevamento dell’ancora (con l’aggiunta di un grande coro).

Stan Hugill riporta sei versioni classificate nelle Halyards, in cui si accostano i versi degli stivatori neri di cotone (Black stevedores) con temi tipici delle sea shanty: Black Ball line, Paddy on the Railway, Long Time Ago con l’onnipresente e famigerato Cape Horn.

The sea shanty Roll the Cotton Down comes in two versions, one as halyard shanty and the other as capstan shanty  (with the addition of a large choir)

Stan Hugill reports six versions classified in the Halyards, in which the verses of the black stevedores mixed with typical themes of the sea shanties: Black Ball line, Paddy on the Railway, Long Time Ago with the ubiquitous and infamous Cape Horn.

Captain Leighton Robinson, 1939

Roll the cotton down

Oh, away down South where I was born,
Oh, roll the cotton down,
Away down South where I was born,
Oh, roll the cotton down.,
A dollar a day is the white man’s pay,
I thought I heard our old man say,
We’re homeward bound to Mobile Bay (1).
Oh, hoist away that yard and sing.

NOTE

1) Mobile Bay was an important southern port famous for exporting cotton bales

ROLL THE COTTON DOWN

Oh, via dal Sud dove sono nato
Oh carica il cotone
Oh, via dal Sud dove sono nato
Oh carica il cotone
,
Un dollaro al giorno è la paga di un bianco
credo di aver sentito il capitano dire
Siamo in partenza per Mobile Bay (1)
Oh issa quel pennone e canta

Italian translation/Traduzione italiana Cattia Salto

(1) Mobile Bay era un importante porto del Sud famoso per l’esportazione delle balle di cotone

BLACKBALL LINE version

Paul Clayton & The Foc’sle Singers (Dave Van Ronk, Bob Brill, Roger Abrahams, and Bob Yellin) in  Foc’sle Songs and Shanties (Folkways, 1959)

Roll the cotton down

Oh, away down South where I was born,
Roll the cotton down,
I used to work from night till morn(ing)
Roll the cotton down.
I thought I’d go and signed the Line
and for the sailors the sunshine shine.
A dime a day is a Black man’s pay
a white man’s pay is a dollar a day.
I served my time in the Black Ball Line
it was there I wasted all my prime.
Oh the Black Ball Line is for me the line
that’s when you fly the number nine. (???)
???  I went one day
and for Liverpool town we sail away.

Carica il cotone

Oh, via dal Sud dove sono nato
Oh carica il cotone
dove lavoravo dalla notte fino al mattino
Oh carica il cotone.
Pensai di andare ad arruolarmi alla Compagnia
dove per i marinai splendeva il sole.
Una monetina al giorno è la paga di un nero
la paga di un bianco è un dollaro al giorno.
Ho lavorato sulla Black Ball 
fu là che sprecai la mia gioventù.
Oh la Black Ball è la compagnia per me
??
?? andai un giorno
e per la città di Liverpool salpiamo

NOTE
Traduzione italiana Cattia Salto
ancora delle difficoltà di comprensione linguistica nella trascrizione

Stevedores fine del XIX secolo. Potrebbero esserci stati degli argani a vapore, ma la maggior parte si usavano usando corde e carrucole e la forza dell’uomo o delle bestie da soma. Dalla collezione della Biblioteca del Congresso

Roll the cotton, Moses

Sul suo canale You Tube Hulton Clint ha iniziato un grande progetto, cantare tutte le canzoni (oltre 400 titoli) dal libro di Stan Hugill, così scrive “Una canzone marinaresca con la forma sia di una halyard che di una capstan shanty, la seconda essendo distinta dal grande coro di “Roll the cotton, Moses”…

Hugill: roll the cotton down A-B

Le versioni di Hugill “A” e “B” hanno la stessa melodia e ritornello, e sembrerebbe siano state divise solo per una più stretta coerenza al tema lirico.
Il primo “parla della nostalgia negra”; la maggior parte dei suoi versi è troppo bizzarra per offrire molto interesse al giorno d’oggi. Il chantey probabilmente deriva, tuttavia, da una canzone menestrello che ha preso quel tono.

La seconda versione ha a che fare con il lavoro dello stivaggio del cotone. Ho selezionato i versi da ciascuno e li ho combinati (come si sarebbe fatto), piuttosto che impostare due varianti artificialmente distinte.

E per finire la versione dei “Sailor” per BalconyTV Poznan (Polonia)

On his YouTube channel, Hulton Clint began a great project, to sing all the chanteys (“over 400 shanties,” ) from Stan Hugill’s book, so Hulton Clint writes: “This chantey has both a halyard and a capstan form, the later being distinguished by its grand chorus of “Roll the cotton, Moses.”

HUGILL: ROLL THE COTTON DOWN A-B

Hugill’s versions “A” and “B” have the same melody and chorus, but he seems to have divided them as such just due to the rough coherence of lyrical theme. The first “speaks to Negro nostalgia”; most of its verses are far too quaint to provide much interest nowadays. The chantey does probably derive, however, from a minstrel song that took that tone.

The second version has to do with the work of screwing cotton. I selected verses from each and combined them (as would be done), rather than setting out two artificially distinct variants.”

And finally the “Sailor” version for BalconyTV Poznan (Poland)

LINK
https://www.loc.gov/item/2017701738/
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.com/2012/02/93-101-roll-cotton-down-series.html
http://www.thepirateking.com/music/rollthecottondown.htm
https://www.jsward.com/shanty/roll_the_cotton_down/index.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72644
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=114864
http://www.janetelizabeth.org.uk/shanties/RolltheCotton.pdf
https://www.wrenmusic.co.uk/gallery/roll%20cotton%20down%20lyrics.pdf

Pubblicato da Cattia Salto

folklorista delle Terre Celtiche

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