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Terre Celtiche Blog

One night as I lay on my bed

In the popular tradition there are many ballads called “night visiting songs”, a courting song in which a young man manages to obtain the virtue of a young girl, entering her bedroom at night.
Nella tradizione popolare sono assai numerose le ballate dette  “night visiting song” una canzone di corteggiamento in cui un giovanotto riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza, spesso intrufolandosi in camera sua nottetempo. 
H.E.W. Hammond collected One Night As I Lay on My Bed in early 1907 from Mrs Marina Russell from Upwey, Dorset, and in 1906 from Mr George House from Baminster, Dorset. Ralph Vaughan Williams’ and A.L. Lloyd’s published this in 1959 in their The Penguin Book of English Folk Songs, taking the tune and the first verse from Mrs Russell and the remaining verses from Mr House. (from here)
H.E.W. Hammond raccolse One Night As I Lay on My Bed nei primi mesi del 1907 dalla signora Marina Russell di Upwey, Dorset, e nel 1906 dal Signor George House di Baminster, Dorset. Ralph Vaughan Williams e A.L. Lloyd’s lo pubblicarono nel 1959 nel loro The Penguin Book of English Folk Songs, prendendo la melodia e il primo verso della signora Russell e gli altri versi dal signor House.

Here are the notes from Penguin: This piece belongs to a sizeable family of night-visit songs (called Fensterlieder— window songs — in Germany). It is related in theme to the well-known “Go from my Window, Go,” quoted in Beaumont and Fletcher’s “Knight of the Burning Pestle” (1613), and before that, parodied as a sacred piece in Ane Compendious Booke of Godly and Spirituall Songs (1567). There, the scene is translated to Paradise. The importunate caller at the window is a sinner whom God first refuses but eventually admits by the door. Burns found a three-verse fragment, resembling part of our Dorset version, which he sent to Johnson for publication in The Scots Musical Museum, and, on the evidence of Allan Cunningham’s Works of Burns (1834), the poet probably knew another version, from Nithsdale, ending with the familiar lovers’ vow that the seas shall dry and the fishes fly and the rocks melt in the sun before one proves false to the other. Baring Gould prints a Devonshire version of “Go from my Window,” with the words re-written, under the title “Come to my Window.” Barrett has a version in BF described by Miss M. Dean-Smith as ‘little altered since (it) appeared in the Fitzwilliam Virginal Book’. A Sussex fragment collected by W. P. Merrick is in FSJ I 269. The Somerset song “Arise Arise you Drowsy Maiden” in SFS IV is also related. From stanza 2 onward, our text is from Mr House of Beaminster, Dorset, collected by H. E. D. Hammond in 1906 (FSJ III 79—80).
Le note dal Penguin: “Questo brano appartiene a una considerevole famiglia di canzoni dette night visiting (chiamate Fensterlieder [canzoni dalla finestra] – in Germania). È collegato in tema al ben noto “Go from my Window, Go”, citato in Beaumont e nel Fletcher “Knight of the Burning Pestl” (1613), e prima ancora, parodiato come un pezzo sacro in Ane Compendious Booke of Godly and Spirituall Songs (1567). Lì, la scena è trasposta in Paradiso. L’importuno che bussa alla finestra è un peccatore che Dio prima rifiuta ma alla fine viene ammesso dalla porta. Burns ha trovato un frammento di tre versi, simile a una parte della nostra versione del Dorset, che ha inviato a Johnson per la pubblicazione in The Scots Musical Museum, e, dalle evidenze in All of the Burns (1834) di Allan Cunningham, il poeta probabilmente conosceva un’altra versione, da Nithsdale, che finiva con il familiare voto degli innamorati che i mari si asciugheranno e i pesci voleranno e le rocce si scioglieranno al sole prima che uno si riveli falso all’altro. Baring Gould stampa una versione del Devonshire di “Go from my Window”, con le parole riscritte, con il titolo “Come to my Window.”  Barrett ha una versione in BF descritta dalla signorina M. Dean-Smith come “poco alterata da quando è apparsa nel Fitzwilliam Virginal Book”. Un frammento del Sussex raccolto da W. P. Merrick è in FSJ I 269. Imparentata anche con la canzone del Somerset “Arise Arise you Drowsy Maiden” in SFS IV. Dalla strofa 2 in poi, il nostro testo proviene dal signor House di Beaminster, Dorset, raccolto da H. E. D. Hammond nel 1906 (FSJ III 79—80).

Shirley Collins in Adieu to Old England 1974

Steeleye Span in Hark! The Village Wait 1970

John Jones in “Rising Road” 2009

Plinth (Emma Morton & Michael Tanner) 2014 


I
One night as I lay on my bed,
Oh, I dreamed about a pretty maid.
I was so distressed,
I could take no rest;
Love did torment me so.
So away to my true love I did go.
II
And it’s when I came to my love’s window,
So boldly then I called her name,
Saying, “It was for your sake
I’m come here so late
Through this bitter frost and snow.
So open your window, my love, do.”
III
“My mam and dad, they are both awake
And they are sure for to hear us speak.
There’ll be no excuse
Then but sore abuse,
Many’s the bitter word and blow.
So begone from my window, my love, do.”
IV
“Oh, your mam and dad they are both asleep,
So they are sure not to hear us speak,
They are sleeping sound
On their bed of down
And they draw they breath so low.
So open the window, my love, do.”
V
My lover rose and she opened the door
And just like an angel she’s stood there on the floor.
Oh, her eyes shone bright
Like the stars at night,
No diamonds could shine so.
So it’s in with my true love I did go.
VI (Shirley Collins)
To the green bed I and my love did go.
What we did there
I’ll not declare;
No mortal man shall know
Not so long as I this breath can draw.
VII (Shirley Collins)
But as my love was coming down the stair,
My father he chanced for to hear.
Saying, “Who is there
That makes such ado,
Who choose a-rattling so?”
And it’s, “Hark, father, how the winds do blow.”
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Una notte che ero sdraiato nel letto
sognai una bella fanciulla,
ero così agitato
da non riuscire a prender sonno,
amore mi tormentava assai,
così dal mio vero amore andai.
II
Quando giunsi alla finestra della mia cara
con ardire la chiamai per nome
dicendo “E’ per amor tuo
che sono venuto qui a tarda ora,
anche con questo gelo e la neve.
Così apri la finestra, mia cara, apri!”
III
“Papà e mamma sono entrambi svegli
e di certo ci sentiranno parlare.
Non ci saranno scuse
quanto piuttosto un dar busse (1),
tante male parole e botte, /quindi vattene dalla mia finestra amore mio, via”
IV
“Oh mamma e papà dormono entrambi 
così di sicuro non ci sentiranno parlare,
dormono sodo
nei loro letti da basso
e hanno il respiro pesante
così apri la finestra, amore mio, apri”
V
Il mio amore si alzò e aprì la porta
e come un angelo stava
là sul pavimento
oh i suoi occhi brillavano luminosi
come le stelle nella notte,
nessun diamante poteva brillare così.
Così con il mio vero amore entrai.
VI LEI
Nel letto io e il mio amore andammo
cosa là facemmo
non dirò
nessun mortale dovrà saperlo, non così a lungo di quanto possa tirare un respiro
VII
Ma non appena il mio amore scese le scale
mio padre lo sentì
e disse ” Chi è
che fa così
chi fa un tale fracasso?”
“Ascolta, padre, come soffia il vento!”

NOTE
1) busse è un temine un po’ desueto ma se vogliamo poetico una botta può darsi non volendo, ma le busse sono sempre date per nuocere o quantomeno per correggere

from the TV series “Under the greenwood tree” stanzas I and V the serenade of the boyfriend (and cheerful brigade)
Un siparietto come courting song, la serenata del fidanzato (e allegra brigata) dalla serie tv “Under the greenwood tree” strofe I e V

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19428
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/onenightasilayonmybed.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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