Now To Conclude Our Christmas Mirth

Now To Conclude Our Christmas Mirth è un inno natalizio dei Kilmore carols, cantato come ultimo canto natalizio della serie contenuto nelle Ghirlande Waddinge e Devereux. Anche conosciuto come The Farewell Carol per via della strofa finale che inizia con “Farewell good Christians, fare you well too“.
Un inno natalizio per il dodicesimo giorno dopo Natale, l’Epifania (1), sui Magi e la stella, che si conclude con gli auguri di buon anno.

(1) Il giorno dell’Epifania la Chiesa cattolica venera la cosiddetta triplice manifestazione di Gesù: Gesù bambino che fu adorato dai Magi a Betlemme, Gesù adulto che fu battezzato nel Giordano; Gesù che nelle nozze a Cana trasformò l’acqua in vino. Nelle chiese ortodosse le celebrazioni riguardano principalmente il Battesimo di Gesù, con la cerimonia della  “grande benedizione delle acque” (i fedeli portano a casa una bottiglietta di quest’acqua benedetta come acqua lustrale e curativa)

I
Now to conclude our Christmas mirth,
With the news of our redemption,
we will end our songs on our Savour’s birth,
With the one that deserves attention.
Three great wonders fell on this day;
a star brought Kings where the Infant lay,
Water made wine in Galilee,
And Christ baptised in Jordan.
II
Those kings might have known what Balaam of old
said of a star that would arise
In Jacob’s land, when he foretold
the coming of the Messias.
Jaspar, Melchior and Baltazar
set out when they saw the new bright star,
Leaving their eastern kingdoms far
to find out the new-born Jesus.
III
Amazed to see the cottage poor,
the stall where He was born,
They left their retinue at the door,
though great, they entered without scorn;
The Blessed Babe and Mother found,
laying their crowns and sceptres down,
Adored Him prostate on the ground
and might have spoke as follows:
IV
“O King of Kings herein disguise,
Whom stars obey and angels serve.
Though wealth and grandeur You despise,
You have given us more than we deserve.
Our beds are gold and ivory,
our garments netted with broidery,
Beset with pearls and pageantry,
whilst You lie in a stable.”
V
What else might have passed, you may conceive,
in this fond conversation;
They bade farewell, taking their leave,
home to their habitation.
Farewell good Christians, fare you well too,
many Happy Christmases I wish you;
With a blessed end for to ensue,
through the merits of Sweet Jesus.

I
Ora per concludere la nostra allegria natalizia,
con la novella della nostra redenzione,
finiremo i canti sulla nascita del nostro Salvatore,
con quello che si merita l’attenzione.
Tre grandi meraviglie sono avvenute in questo giorno; una stella guidò i re dove giaceva il bambino (1),
l’acqua si trasformò in vino in Galilea (2)
e Cristo fu battezzato nel Giordano (3).
II
Quei re conoscevano cosa disse Balaam (4) del passato, di una stella che sarebbe sorta
nella terra di Giacobbe, quando predisse
la venuta del Messia.
Gaspare, Melchiorre e Baldassare,
si avviarono quando videro la nuova stella luminosa,
Lasciando lontano i loro regni orientali
per conoscere il neonato Gesù.
III
Stupiti di vedere la povera capanna,
la stalla dove era nato,
lasciarono il loro seguito alla porta,
benchè grandi, entrarono senza sdegno;
Il Bimbo beato e la madre trovarono,
deponendo le corone e gli scettri,
lo adorarono prostrati a terra
e così avrebbero detto:
IV
“O Re dei Re qui camuffato,
a cui le stelle obbediscono e gli angeli servono.
Sebbene tu disprezzi la ricchezza e la grandezza,
ci hai dato più di quanto meritiamo.
I nostri letti sono d’oro e d’avorio,
le nostre vesti sono ricamate,
ornate da perle e sfarzose,
mentre tu giaci in una stalla.”
V
Cosa altro pronunciarono, si può immaginare,
in questa appassionata conversazione;
si salutarono, prendendo congedo
verso la loro a casa dove abitavano.
Addio buoni cristiani, salute anche a voi,
Buon Natale vi auguro;
con una fine benedetta da conseguire,
per i meriti del dolce Gesù.

NOTE
In questa versione condensata (da X a V strofe) dell’inno si saltano le strofe in cui i Magi vanno da Erode, visitano il Tempio di Salomone e proseguono il cammino fino a Betlemme al seguito della stella e recano in dono oro incenso e mirra
(1) sono i re Magi a rappresentare l’umanità, nella veste di dotti e sapienti, a cui si manifesta la venuta di Dio sulla terra
(2) il primo miracolo di Gesù raccontato nel Vangelo di Giovanni è nell’ordine la terza manifestazione di Gesù
(3) il battesimo di Gesù impartito da Giovanni Battista è raccontato in vari modi dai Vangeli, e accadde poco prima della sua predicazione all’età di circa 30 anni. Inizialmente la Chiesa di rito romano stabilì che la commemorazione del Battesimo di Gesù, doveva essere separata dall’adorazione di Magi, e cadeva nella domenica immediatamente successiva al 6 gennaio. Nella chiesa ortodossa la data era già unificata al 6 gennaio (o al 19 per quelli che seguono il calendario giuliano). Durante il Battesimo si è reso manifesto lo Spirito Santo
(4) Sono lì per adempiere ad una profezia fatta da Balaam chiamato da Balak il re di Moab per maledire gli Ebrei nell’esodo dall’Egitto, in modo da frenare la marcia delle tribù ebraiche verso la terra promessa. Il mago giunto su un picco roccioso del deserto trans-giordanico (nonostante i capricci della sua asina che per ben tre volte s’era impuntata e rifiutata di proseguire oltre), dopo aver celebrato il sacrificio consueto, apre la bocca per recitare la maledizione su Israele, e invece ne profetizza il destino glorioso: «Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta da Giacobbe, uno scettro sorge da Israele» (libro dei Numeri 24,17). Di per sé il testo allude alla futura dinastia davidica; ma nella traduzione della Bibbia dall’ebraico in aramaico, la nuova lingua parlata dagli Ebrei, la frase diventa «Un re spunta da Giacobbe; un Messia sorge da Israele». E la frase diventa un’attesa messianica

The Voice Squad The Kilmore carol

Scrivono nelle note ci copertina: “Nel 1684, mentre era in esilio a Gand, Luke Wadding, vescovo di Ferns (che include Wexford) pubblicò una “Smale Garland” di canti natalizi. Dopo la sua morte questi divennero immensamente popolari in Irlanda .. e sono cantati ancora oggi nel periodo natalizio nel villaggio di pescatori di Wexford a Kilmore Quay. Il cantante dublinese Frank Harte è stato la fonte di Phil per questa canzone.”

Nóirín Ní Riain e i Monaci della Glenstal Abbey
Caitríona O’Leary in The Wexford Carols 20148
con Rhiannon Giddens e Tom Jones
Giovanna Feeley 2021

https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/now_to_conclude_our_christmas_mi.htm
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/acarolfortwelfthday.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

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