Nelson Blood (Roll the old Chariot Along)

NELSON’S BLOOD is the curious name with which  the sailors call the Rum (or its diluted version ie the grog!) The origin of the name derives from a legend: Orazio Nelson (1758-1805), the youngest English admiral, famous for the wars fought against France and Spain, was shot by a French rifleman, at the height of the victorious battle of Trafalgar that delivered the undisputed primacy of the seas to Great Britain (until the First World War), was “stored” in a barrel of liquor from October 21 to December 4 before being able to receive the honors of a hero’s burial. It is rumored that some disgruntled seamen for the reduction of daily rum rations ended up drawing on Nelson’s temporary coffin … or that once the corpse had been removed, the contents were drunk to Nelson’s health!
[NELSON’S BLOOD è il curioso nome con cui nel gergo marinaresco viene chiamato il Rum o più precisamente la sua versione diluita cioè il grog! L’origine del nome deriva da una leggenda:  Orazio Nelson (1758-1805), il più giovane ammiraglio inglese, famoso per le guerre combattute contro Francia e Spagna,  colpito a morte da un fuciliere francese, al culmine della vittoriosa battaglia di Trafalgar che consegnò l’indiscusso primato dei mari alla Gran Bretagna (fino alla prima guerra mondiale), venne “conservato” in un barile di liquore dal 21 ottobre al 4 dicembre prima di poter ricevere gli onori della sepoltura di un eroe. Si mormora che alcuni marinai scontenti per la riduzione delle razioni quotidiane di rum, finirono per attingere alla bara temporanea di Nelson.. o che una volta tolto il cadavere, il contenuto fosse bevuto alla salute di Nelson!]

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Among the legends on Nelson Italo Ottonello recalls that in his castle of Bronte there is “a service consisting of carafe and glasses, with which Nelson toasted to victory in his last battle” and the caption under the photo states: “Service with which Nelson toasted to the victory of Trafalgar”. Nelson could never have made a toast to the victory, because he died before the end of the battle (without knowing he had won).” Italo Ottonello recounts in his article published in the Rivista Marittima (February 2015) the latest victories of Horace Nelson and in particular the last battle of Trafalgar (to which we refer the online reading here) or to download in pdf by clicking on  Come Lord Nelson si Scavò la bara
[Di leggende come queste su Nelson ne circolano molte così Italo Ottonello ricorda che tra i cimeli conservati nel suo castello di Bronte c’è  “un servizio composto da caraffa e bicchieri, con cui Nelson brindò alla vittoria nella sua ultima battaglia” e la didascalia sotto la foto afferma: “Servizio con cui Nelson brindò alla vittoria di Trafalgar”. Mai Nelson avrebbe potuto brindare alla vittoria, perché moribondo, morì prima della fine della battaglia (senza peraltro sapere di aver vinto)” . Italo Ottonello ripercorre nel suo articolo pubblicato sulla Rivista Marittima (febbraio 2015) le ultime  vittorie di Orazio Nelson e in particolare l’ultima battaglia di Trafalgar (al quale si rimanda la lettura on-line qui) oppure da scaricare in pdf cliccando su: Come Lord Nelson si Scavò la bara di Italo Ottonello pubblicato in Rivista Marittima febbraio 2015]

How the legend about Nelson Blood was born is not clear, but nevertheless it is hard to die in the popular sphere.
Thus Italo Ottonello sums up the rumors
– that the body of the Admiral was immersed in a barrel of rum – that the sailors have drilled a hole in the bottom of the barrel to take away the contents” unaware or regardless of the presence of the body “; the barrel has been found empty, due to the samples taken by the crew, (which some justifies with the reduction of the ration obtained from that employment), which would also be the origin of the name “Nelson’s blood“. ”
[Come sia nata la leggenda sul Nelson Blood non è ben chiaro, ma tuttavia è dura a morire in ambito popolare.
Così Italo Ottonello riassume le dicerie
“- che il corpo dell’Ammiraglio sia stato immerso in un barile di rum;- che i marinai abbiano praticato un foro nel fondo del barile per prelevarne il contenuto “ignari o incuranti della presenza del corpo”; – infine che, all’apertura. il barile sia stato trovato vuoto, a causa dei prelievi da parte dell’equipaggio, (che taluno giustifica con la riduzione della razione, conseguita a tale impiego), il che sarebbe anche all’origine al nome “Nelson’s blood”.”]

Referring to the official sources Italo Ottonello points out:
It is a historically certain fact that the body of the Admiral was kept in a leaguer (the biggest barrel on board) … the leaguer, with 820 lt of brandy, raised to the mast on the deck-tween , was guarded by a sentry and by Rev. Scott, who will no longer abandon the body of the Admiral until his burial; .. Nelson’s sailors would never resort to such a despicable and macabre practice, for the respect and the genuine gratitude shown to the Admiral on the occasion of the funeral: so the origin of the name Nelson’s blood (from the red color of the rum), it is a legend, which exploits the same rumor for commercial purposes, without any relationship with the reality of the facts. ”
[Riferendosi alle fonti ufficiali Italo Ottonello puntualizza:
“Si tratta di un fatto storicamente certo, che il corpo dell’Ammiraglio sia stato conservato in un leaguer (il barile più grande di bordo).. il leaguer, con 820 lt. di brandy, rizzato all’albero maestro sul ponte di corridoio, era guardato da un marine di sentinella e sorvegliato dal Rev. Scott, che non abbandonerà più il corpo dell’Ammiraglio fino alla sua sepoltura; .. i marinai di Nelson mai sarebbero ricorsi ad una tale spregevole e macabra pratica, per il rispetto e la genuina riconoscenza dimostrata nei confronti dell’Ammiraglio in occasione delle esequie. In quanto all’origine del nome Nelson’s blood (dal colore rosso del rum), si tratta di una leggenda, che sfrutta a fini commerciali la stessa diceria, senza alcun rapporto con la realtà dei fatti.”]

THE GOLDEN CHARIOT

We’ll Roll the Old Chariot Along, Roll the Old Chariot and The Golden Chariot are the other names or this sea shanty, the origins are a little uncertain, who makes it derive from a spiritual tune, who from a Scottish reel. The melody is perfect for the violin and we hear it in the version of Ricky Jay & Richard Greene with the title The Fiddler
[We’ll Roll the Old Chariot Along, Roll the Old Chariot e The Golden Chariot sono gli altri nomi con cui questo canto marinaresco (sea shanty) è conosciuto, le origini sono un po’ incerte, chi lo fa derivare da un brano spiritual, chi da un reel scozzese. La melodia è perfetta per il violino e la ascoltiamo nella versione di Ricky Jay & Richard Greene con il titolo The Fiddler]

The text is standard in its structure and at the same time variable to infinity in its verses. Printed in various collections, in the Oxford Song Book (1927) we read a wide assortment of food items, in the versions selected for listening the preferred options are (apart from the grog) the Irish stew and the night on the beach (with the girls! )
The choir repeats three times “we’ll ro-o-oll the old chariot along!” and every verse is closed with the phrase “And we’ll all hang on behind!”, in some versions it is not named the blood of Nelson
[Il testo è quanto mai standard nella sua ossatura e nello stesso tempo variabile all’infinito nella sua declinazione. Stampato in varie collezioni, nell’Oxford Song Book (1927) leggiamo un ampio assortimento di cibarie, nelle versioni selezionate per l’ascolto le opzioni preferite sono (a parte il grog) lo stufato irlandese e la notte sulla spiaggia (con le ragazze!)
Il coro ripete per tre volte  “we’ll ro-o-oll the old chariot along!” e ogni verso è chiuso con la frase “And we’ll all hang on behind!”, in alcune versioni non è però nominato il sangue di Nelson]
David Coffin


Oh, we’d be alright
if the wind was in our sails (x 3)
And we’ll hang on behind
CHORUS:
And we’ll roll the golden chariot(1) along (x3) And we’ll hang on behind
Oh, we’d be alright
if we make it round The Horn ..
Well a night on the town
wouldn’t do us any harm ..
Now, another festival
wouldn’t do us any harm ..
traduzione italiano di Cattia Salto
Andrà tutto bene
se il vento gonfia le vele
e ci attaccheremo tutti dietro
CORO
Trascineremo insieme il carro dorato (1)
e ci attaccheremo tutti dietro
Andrà tutto bene
se doppieremo Capo Horn
Una notte in città
non ci farebbe male..
un altro festival
non ci farebbe male..

Mystic Port Chanteymen


Oh, a drop of Nelson’s blood
wouldn’t do us any harm (x 3)
And we’ll hang on behind
CHORUS:
And we’ll roll the old chariot(1) along (x3)
And we’ll hang on behind
Oh, a plate of Irish stew
Oh, a night on the shore
traduzione italiano di Cattia Salto
Una goccio di sangue di Nelson
non ci farebbe male (ripete 3 volte)
e ci attaccheremo tutti dietro
CORO
Trascineremo insieme il vecchio carro (1)
e ci attaccheremo tutti dietro
Un piatto di stufato irlandese..
Una notte sulla spiaggia ..

NOTE
1) anche scritto come gold chariot (in italiano il carro dorato)

Big Al Davies
little glass of rum
plate of Irish stew
a night upon the shore
little drop of wine

Capt’n. Black’s Sea Dogges

Nelson’s blood
little glass of wine
little single malt
little mug of beer
little ? (sorry ma non capisco la pronuncia delle parole)
night with some girls
a plate of Irish stew (non dicono proprio Irish ..)
a night upon the shore

Jarvis Cocker in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys ANTI 2006
una versione rock un po’ “Pulp”, notevole nello strumentale finale l’aggiunta del vocalizzo che richiama l’eh op di quando si tira (o spinge)

Nelson’s blood
plate of Irish stew
night with some girls

LA RICETTA DEL COCKTAIL

ANELSONS

Se la volete fare facile basta miscelare rum con porto rosso (pari quantità), oppure per qualcosa di un po’ meno strong sostituire al rum dello champagne (5 parti di champagne e 1 di porto rosso o anche invertire le dosi se si vuole una colorazione più rossa)

Ma la ricetta più cool è quella di Gerry Jobe che io vi do in versione occhiometrica

1 tazza da caffè di rum scuro
1 cucchiaio da minestra di succo di limone
1 cucchiaino da tè di succo d’arancia
1 cucchiaino da tè di succo d’arancia rossa
1 cucchiaino da tè rum bianco
1 cucchiaino da tè brandy

Mettere tutto nello shaker con il ghiaccio e shekerare servire in bicchieri da long drink con ghiaccio tritato e riempire con Ginger Beer

FONTI
https://maritime.org/chanteys/roll-the-old-chariot-along.htm
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/nelson-s-blood.html

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