Terre Celtiche Blog

Myrkur

Myrkur (“Oscurità”) è il nome d’arte della cantante e musicista danese Amalie Bruun. Classe 1985, figlia d’arte del cantante e produttore Michael Bruun, ha esordito in campo discografico nel 2006. Dopo un album e 3 EP pubblicati con il suo nome, nel 2014 ha avviato il progetto Myrkur, registrando l’omonimo EP a cui sono seguiti gli album M (2015) e Mareridt (2017). Questi dischi, soprattutto il primo, sono caratterizzati da uno stile black metal, con alcune radici nella tradizione scandinava (principalmente in Mareridt), ma filtrate comunque attraverso il sound cupo e pesante tipico del genere. Poi, nel 2020, la svolta che fa guadagnare alla bravissima Amalie anche un posto nelle nostre pagine.

Folkesange (2000)

Ella

Fager som en Ros

Leaves of Yggdrasil

Ramund

Tor i Helheim

Svea

Harpens Kraft

Gammelkaring

House Carpenter

Reiar

Gudernes Vilje

Vinter

Con questo disco (il terzo a nome Myrkur) Amalie Bruun abbandona il black metal per un’evocazione raffinata del folk tradizionale, combinando canzoni antiche e nuove in un mosaico di stupefacente bellezza. L’album sembra essere un viaggio interiore nei territori della tradizione scandinava, dal battito cardiaco di Ella, la traccia di apertura in cui le percussioni e la voce cristallina di Amalie sembrano invitarci appunto al viaggio, fino al dolce carosello di Vinter, il brano che chiude l’album, evocando la neve che tutto copre nelle lunghe notti dell’inverno nordico.

Folkesange attinge ai canoni fondamentali della musica folk nelle forme più essenziali, usando prevalentemente strumenti tradizionali come nyckelharpa, lira e mandola, e come strumento principe la stessa straordinaria voce di Amalie, che in qualche tratto fa uso anche del kulning, la complessa e affascinante tecnica vocale femminile per richiamare le mandrie al pascolo.

Il disco si presenta così come una pietra miliare del folk nordico contemporaneo, proseguendo sulla strada maestra tracciata da gruppi come gli svedesi Garmarna. Infatti a dare man forte all’artista danese in questo caso c’è proprio la viola e la talharpa (altro strumento ad arco scandinavo) di Stefan Brisland-Ferner dei Garmana, mentre al violoncello troviamo la talentuosa musicista inglese Jo Quail e alle percussioni Kristian Uhre, già membro dei gruppi Euzen e Synergy. L’album intercetta le suggestioni rituali di gruppi come Heilung e Wardruna, in chiave più melodica ed eterea ma sempre dalla forte e decisa spiritualità norrena. Non è un caso che a produrre Folkesange sia stato Christopher Juul degli Heilung.

Tra i brani del disco, cantati per lo più in danese, ne spiccano due in lingua inglese: Leaves of Yggdrasil (scritto da Amalie) e la classica ballata scozzese House Carpenter .

Dronning Ellisiv (2021)

Registrato durante le sessioni dell’album Folkesange, Dronning Ellisiv vede Amalie Bruun sfruttare la magia che ha reso il suo nuovo album così speciale: dalle eteree atmosfere alle splendide strumentazioni che accompagnano la sua incantevole voce

Il singolo, rivisitazione di una canzone di Harald Foss, racconta la storia del Gran Principe Yaroslav di Novgorod e di sua figlia Ellisiv di Kiev. Ellisiv in seguito sposò il re Harald di Norvegia e divenne regina consorte di Norvegia nel 1040. Amalie si tuffa nel materiale originale ed evoca i suoni della suggestiva musica folk norrena, dando nuova vita a un’antica fiaba nordica.

LINK

https://www.myrkurmusic.com/

https://en.wikipedia.org/wiki/Myrkur
https://www.ondarock.it/recensioni/2020-myrkur-folkesange.htm
https://www.loudersound.com/features/myrkur-the-strange-and-surreal-journey-of-amalie-bruun

Pubblicato da Sergio Paracchini

Sergio Paracchini, ascoltatore seriale di buona musica, dagli anni ’70 innamorato del folk revival (celtico e non solo). Gestisce il gruppo Facebook “Folk rock e dintorni”.

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