As I roved out

A title for three songs and two different melodies, one slow and melancholy, the other lively and cheerful, all coming from the Irish musical tradition handed down orally for generations and generations of its people.
Un titolo per tre canzoni e due diverse melodie, una lenta e malinconica, l’altra vivace e allegra, tutte provenienti dalla tradizione musicale irlandese tramandata per via orale da generazioni e generazioni della sua gente.

As I roved out (a broken romance) 
As I roved out (courting song)
As I roved out (an hectic night)

AS I ROVED OUT: an hectic night
[La notte d’amore “movimentata”]

And here is the third textual version that still maintains the same melody of “And Who are you?”: here the soldier meets a very young girl on a fine May morning and the two agree for a nocturnal date. But her mother surprises them and too late the girl learns that the joyful soldier (drinker and womanizer) is already married.
The old mother takes her daughter by the hair and beats her with the broom!
Ed ecco la terza versione testuale che mantiene però sempre la stessa melodia di “And Who are you?”: qui il soldato incontra una ragazzina molto giovane in una bella mattina di Maggio e i due si mettono d’accordo per vedersi notte tempo nella casa di lei. Ma la madre li sorprende e troppo tardi la ragazza viene a sapere che il gaudente soldatino (gran bevitore e donnaiolo) è già sposato.
La vecchia prende la figlia per i capelli e la picchia con la scopa!

This version was made famous by The Clancy Brothers and Tommy Makem with a recording dating back to the 50s
Questa versione è stata resa famosa da The Clancy Brothers e Tommy Makem con una registrazione risalente agli anni 50

The High Kings in Memory Lane – 2010: a mischievous version, a bit western with a rhythmic upbeat (a version that recalls that of The Fables)
[una versione sbarazzina, un po’ western cadenzata dal ritmo in levare (una versione che richiama quella dei The Fables)]


I
As I roved out on a May morning
On a May morning right early
I spied my love upon the way
Oh Lord but she was early.
Her shoes were black, her stockings white
Her buckles shone like silver
She had a dark and rovin’ eye
And her earrings touched her shoulders.
Chorus:
She sang
A lith a dlddle, lith a diddle lith a dlddle dee, 
Cha hiddle hundiddy, cha hiddle hundiddy, 
and cha lan day. (x2)

II
“How old are you my bonny be girl
how old are my darlin
How old are you my bonny be girl”
“I’ll be seventeen on Sunday”
I went to the house at the top of the hill(1)
The moon was shining clearly
She arose to let me in
but her mother chanced to hear me.
III
She caught her by the hair of the head
And out of the room she brought her
With the root of a hazel branch
She was the well beat daughter.
“Will you marry me now my soldier boy?
Will you marry me now or never?
Will you marry me now my soldier boy?
Can’t you see I’m done forever?”
IV
I won’t marry you now my bonnie be girl
I won’t marry you my darlin’
For I have got a wife at home
And how can I disown her
V
A pint at night is my delight
And a gallon in the morning
The old women they are my heartbreak
And the young ones are my darlin’s.
As I roved out on a May morning
On a May morning right early
I spied my love upon the way
Oh Lord but she was early.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo in una mattina di maggio, in una mattina di maggio piuttosto presto,
ho visto un bel bocconcino per la strada.
Oh Signore era così giovane!
Con le scarpe nere e le calze bianche,
le fibbie brillavano come argento
aveva occhi scuri e intriganti
e gli orecchini le toccavano le spalle.
Ritornello:
Lei disse

A lith a dlddle, lith a diddle lith a dlddle dee
Cha hiddle hundiddy, cha hiddle hundiddy
and cha lan day.
II
“Quanti anni hai bella ragazza,
quanti anni hai mio tesoro?
Quanti anni hai mia bella ragazza? “
“Ne avrò 17 domenica”
Andai nella casa in cima alla collina (1)
la luna splendeva chiara
lei si alzò per farmi entrare
ma sua madre riuscì a sentirmi.
III
Lei la prese per i capelli
e fuori dalla stanza la tirò
con un ramoscello di nocciolo (2)
colpì per bene la figlia.
“Vuoi sposarmi adesso mio soldatino?
Vuoi sposarmi ora o mai più?
Vuoi sposarmi adesso mio soldatino?
Non vedi che sono perduta per sempre?”
IV
“Non voglio sposarti mia bella ragazzina,
non voglio sposarti mia cara
perché ho già una moglie a casa
e non posso ripudiarla.
V
Una pinta per la notte è la mia gioia
e un gallone al mattino
le vecchie sono la mia tristezza
e le giovani sono i miei amori.”
Mentre passeggiavo in una mattina di maggio,
in una mattina di maggio piuttosto presto,
ho visto il mio amore per la strada
Oh Signore era così giovane!

NOTE
1) si salta la strofa in cui il ragazzo chiede alla ragazza dove abita
2) probabilmente una scopa

http://www.irish-folk-songs.com/as-i-roved-out-the-clancy-brothers-lyrics-and-chords.html
http://www.folkways.si.edu/as-i-roved-out-field-trip-ireland/celtic-world/music/album/smithsonian
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/roved.htm

As I roved out

A title for three songs and two different melodies, one slow and melancholy, the other lively and cheerful, all coming from the Irish musical tradition handed down orally for generations and generations of its people.
Un titolo per tre canzoni e due diverse melodie, una lenta e malinconica, l’altra vivace e allegra, tutte provenienti dalla tradizione musicale irlandese tramandata per via orale da generazioni e generazioni della sua gente.

As I roved out (a broken romance) 
As I roved out (courting song)
As I roved out (an hectic night)


WHO ARE YOU?: a courting song
[La notte d’amore]

Also entitled “And Who are you?” it owes its diffusion to Christy Moore: the anecdote that Christy himself tells about it is to have her hear it at a musical gathering in Roscommon in the 70s sung by John Riley (1926-1969) described as “travelling singer from the old tradition that has now died out – the kind of man who travelled around passing on stories and songs”.
Intitolata anche “And Who are you?” si deve la sua diffusione a Christy More: l’aneddoto che Christy stesso racconta in merito è di averla sentirla ad una raduno musicale a Roscommon negli anni 70 cantata da John Riley (1926-1969) descritto come :“Un menestrello della vecchia tradizione che si è ormai estinta – Il tipo d’uomo che vagabonda in giro tramandando storie e canzoni”

The melody is different from the previous version, and is quite original, easy-going and catchy.
La melodia è diversa dalla versione precedente, ed è piuttosto originale, scanzonata e orecchiabile.

soldierPLOT
It belongs to the ballads called “night visiting songs” with a stereotypical love adventure in which a young man (a soldier or a sailor or even a passing nobleman) for his attractiveness and gallantry, he manages to obtain the virtue of a young girl, entering her bedroom at night (usually on a rainy night). A popular version of Romeo’s night visit to Juliet’s balcony.
The girls are always naive peasant women or shepherdesses who believe in the sweet words of love whispered by man, and expect him to marry them, but they are invariably abandoned (and sometimes left with an unwanted pregnancy)! Some stories also end with the girl’s suicide incapable of facing dishonor. (see more)
Appartiene alle ballate dette  “night visiting song” ovvero le avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un giovanotto (un soldato o un marinaio o anche un nobiluomo di passaggio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza, spesso intrufolandosi in camera sua nottetempo (in genere in una notte di pioggia). Una versione popolare della visita notturna di Romeo al balcone di Giulietta. Le ragazze sono sempre delle ingenue contadinotte o pastorelle che credono alle dolci parole d’amore sospirate dall’uomo, e si aspettano che lui le sposi dopo aver consumato, ma sono immancabilmente abbandonate (e a volte lasciate con una gravidanza indesiderata)! Alcune storie finiscono anche con il suicidio della ragazza incapace di affrontare il disonore. continua

Nowadays these stories make us smile because they seem some tales of a bully boy or moralistic exempla instead of reality, surely sexual promiscuity was once very widespread among the poorer classes (not to mention rapes), but women in general were careful to safeguard their virginity as leverage; if anything, they could give themselves to the boyfriend they knew well, rather than the passing stranger.
Ai nostri giorni queste storielle fanno sorridere perché sembrano più vanterie da galletti del pollaio o exempla moralistici che specchi della realtà, sicuramente la promiscuità sessuale era una volta molto diffusa tra le classi più povere (senza parlare degli stupri), ma le donne in generale erano ben attente a salvaguardare la loro verginità come merce di scambio; semmai potevano concedersi al fidanzatino che ben conoscevano, che all’estraneo di passaggio.
In this version it is the girl who takes the initiative and she offers of food and drinks, pretty allusive.
In the morning the fun is over and the girl sees the scoundrel leave without any promise of marriage, indeed with an ironic joke!
In questa versione è la ragazza a prendere l’iniziativa e a portare nottetempo il giovane soldato nientedimeno che in casa, e qui ci sono delle offerte di cibo e bevande quanto meno allusive.
Al mattino il divertimento è finito e la ragazza vede il mascalzone andarsene senza nessuna promessa di matrimonio, anzi con una battuta ironica!

Loreena McKennitt in “The wind that shakes the barley” – 2011: a masterfully interpreted and modulated version of the voice, characterized by the riff of the bagpipe that insinuates itself between the sentences and a refined instrumental rug (with that unmistakable style and elegance that is the Canadian singer’s brand).
una versione magistralmente interpretata e modulata dalla voce, caratterizzata dal riff della cornamusa che si insinua tra le frasi e un raffinato tappeto strumentale (con quella inconfondibile cifra di stile ed eleganza che è il marchio della cantante canadese).

But among the proposals of the emerging groups the one that struck me most is the version of the Doolin ‘a French group of Celtic music
from Toulouse , born in 2005 and (which in some ways resemble the Capercailles) composed of six talented elements.
Ma tra le proposte dei gruppi emergenti quella che mi ha colpito maggiormente è la versione dei Doolin’ un gruppo francese di Tolosa di musica celtica, nato nel 2005 e (che per certi versi ricordano i Capercaille) composto da sei talentuosi elementi

Doolin’ a live version, very impactful, full of improvisations and with a good feeling with the audience: a rhythm a bit’ funky guitar – bodhran with a beautiful only jazz of acoustic bass and then the song well carried and easygoing, perfect the interventions of violin and flute, not even too much the rapped final (it is not really my genre); the studio version is also interesting
Doolin’ una STREPITOSA versione live, molto d’impatto, ricca di improvvisazioni e con un bel feeling con il pubblico: un ritmo un po’ funky chitarra – bodhran con un bel solo jazz del basso acustico e quindi il canto ben portato e scanzonato, perfetti gli interventi di violino e flauto, neanche troppo forzato il finale rappato (e dire che non è proprio il mio genere); interessante anche la versione da studio


 I
And who are you, me pretty fair maid
And who are you, me honey?
She answered me quite modestly:
I am me mother’s darling.
chorus:
With me too-ry-ay Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
And will you come to me mather’s house,
When the moon is shining clearly
I’ll open the door and I’ll let you in
And divil ‘o one would hear us.
III
So I went to her house in the middle of the night
When the moon was shining clearly
She opened the door and she let me in
And divil the one did hear us.
IV
She took me horse by the bridle and the bit
And she led him to the stable
Saying “There’s plenty of oats for a soldier’s horse,
To eat it if he’s able.”
V
Then she took me by the lily-white hand
And she led me to the table
Saying: There’s plenty of wine for a soldier boy,
To drink it if you’re able.
VI
Then she got up and made the bed
And she made it nice and aisy
Then I got up and laid her down
Saying: Lassie, are you able?
(She got up and laid me down
“I hope to God you’re able”)
VII
And there we lay till the break of day
And divil a one did hear us
Then I arose and put on me clothes
Saying: “Lassie, I must leave you.”
VIII
“And when will you return again
And when will we get married”
“When broken shells make Christmas bells
We might well get married.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“E tu chi sei, mia bella fanciulla,
chi sei, amore mio?”
Lei mi rispose senza modestia:
“sono la cocca di mamma”.
CORO
Con me Too-ry-a Fol-de-diddle-day
Di-re fol-de-diddle Dai-rie oh.
II
“Vuoi venire a casa di mia madre,
quando la luna splende chiara?
Aprirò la porta e ti farò entrare
e al diavolo chi potrebbe sentirci.”
III
Così andai a casa sua nel cuore della notte
mentre la luna splendeva chiara.
Lei aprì la porta e mi fece entrare
e al diavolo chi ci ha sentito.
IV
Lei mi prese il cavallo per la briglia ed il morso
e lo guidò nella stalla
dicendo “C’è molta biada per il cavallo del soldato,
che la mangi se ne vuole (1)”.
V
Poi mi prese con la mano bianco-giglio
e mi portò alla tavola
dicendo “C’è molto vino per il soldato,
che la beva se ne vuole”.
VI
Poi si alzò a preparare il letto
lo fece bello morbido.
Allora mi alzai e la distesi sopra
dicendo “Ragazzina, ti va?”
(Lei si alzò e mi distese sopra
“Spero per Dio, che tu lo sappia fare”).
VII
E lì noi restammo fino allo spuntare del giorno e al diavolo chi ci ha sentito.
Poi mi alzai e mi misi i vestiti
dicendo “Ragazzina ti devo lasciare”.
VIII
“E quando tornerai ancora?
Quando ci sposeremo? “
“Quando i gusci rotti diventeranno campanelle di Natale, allora forse ci sposeremo.

NOTE
1) allusivo: se ci riesce, se ne è capace; tutti i versi successivi sono a doppio senso riguardanti le prestazioni sessuali dell’uomo

The Night Visiting Song

This is the traditional Irish version of a typical “night-visiting song” in which the lover knocks on his girlfriend’s window and is let into the bedroom at night; however, to read between the lines, it is also a revenant ballad. The song takes up “The Gray Cock” without however the more directly explicit stanzas to the condition of ghost lover and to the cock’s call of the at dawn.
Questa è la versione irlandese tradizionale di una tipica night-visiting song”  in cui l’amante bussa alla finestra della fidanzata e viene fatto entrare nella camera da letto nottetempo; tuttavia, a leggere tra le righe, e anche una revenant ballad. Nella sua struttura riprende “The Gray Cock” senza però le strofe più direttamente esplicite alla condizione di redivivo dell’amante e al canto del gallo all’alba

A very similar version is titled  I’M A ROVER SELDOM SOBER
Una versione molto simile è intitolata I’M A ROVER SELDOM SOBER

Ray Fisher ‘Traditional Songs of Scotland’, 1991.

Luke Kelly live 1973

Halali

Kate Rusby


I=VI (1)
I must away now, I can no longer tarry
This morning’s tempest(2) I have to cross
I must be guided without a stumble
Into the arms I love the most
II
And when he came to his true love’s dwelling
He knelt down gently upon a stone (3)
And through her window he’s whispered lowly/Is my true love within at home?
III
Wake up, wake up love, it is thine own true lover
Wake up, wake up love, and let me in
For I am tired love and oh, so weary
And more than near drenched to the skin (4)
IV
She’s raised her off her down soft pillow
She’s raised her up and she’s let him in
And they were locked in each others arms
Until that long night (5) was past and gone
V
And when that long night was past and over
And when the small clouds began to grow
He’s taken her hand and they’ve kissed and parted
Then he saddled and mounted and away did go
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Dove andare non posso restare più a lungo
questa tempesta mattutina devo attraversare
Sarò guidato senza passi falsi 
tra le braccia di chi amo tantissimo” 
II
Quando venne alla dimora del suo vero amore, si inginocchiò piano sulla pietra
e dalla finestra sussurrò piano
“Amore mio, sei in casa?”
III
Sveglia, sveglia amore c’è qui il tuo innamorato,
Sveglia, sveglia amore, e fammi entrare
perchè sono stanco amore e affaticato
e inzuppato fino all’osso
IV
Lei sollevò la testa dal suo morbido cuscino
si sollevò e lo lasciò entrare
e si tennero stretti tra e braccia uno dell’altro
finchè la lungo notte passò e finì
V
E quando quella lunga notte passò e finì
e quando le nuvole tte iniziarono ad aumentare, lui le prese la mano e si baciarono e si separarono
poi lui montò in sella e se ne andò via

NOTE
1) the first two stanzas take up the version of Mrs. Cecilia Costello “The Gray Cock” [le prime due strofe riprendono la versione della signora Cecilia Costello “The Gray Cock”]
2) in Mrs Costello’s, the lover has to cross ‘the burning Thames’, while in Bill Cassidy’s it is ‘the burning mountains’,symbolising the difficulty of the dead returning [nella signora Costello, l’amante deve attraversare “il Tamigi che brucia”, mentre in Bill Cassidy sono “le montagne in fiamme”, a simboleggiare la difficoltà dei morti a ritornare tra i vivi]
3) those who come to visit from the Other Celtic World (where they lived according to the passage of time enchanted – one day at Fairy corresponds to a terrestrial year) not they must rest their feet on the ground because otherwise they are reached by the earth age
“Senza posare piede” sono espressioni che stanno a indicare una vecchia credenza popolare: coloro che vengono in visita dall’Altro Mondo Celtico (dove hanno vissuto secondo lo scorrere del tempo fatato – un giorno presso Fairy corrisponde ad un anno terrestre) non devono posare i piedi sul suolo perchè altrimenti vengono raggiunti dall’età terrestre
4) I translated the expression according to the equivalent idiomatic phrase in Italian: in the ballad “The Gray Cock” William is wet because he presumably died drowned, here it is supposed to be bad weather; one of the pretexts shared in night songs to open the door to the sleeping girl is precisely that of the cold and rainy night.
ho tradotto l’espressione secondo l’equivalente frase idiomatica in italiano: nella ballata “The Grey Cock” William è bagnato perchè presumibilmente è morto annegato, qui si suppone che si tratti del cattivo tempo; uno dei pretesti condivisi nelle night songs per far aprire la porta alla fanciulla dormiente è proprio quello della notte fredda e piovosa.
5) Winter solstice night  [la notte è quella del solstizio d’inverno]

https://mainlynorfolk.info/folk/songs/thenightvisitingsong.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=127524
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=126650

‘Nel giorno di San Patrizio i miei pensieri mi porteranno a casa’

traduzione italiano di Cattia Salto del post di Stephen Salzano 
Read the post in English

Erin grá mo chroí – Ireland Love of my Heart

Appena in tempo per la festa di San Patrizio, ecco alcune notizie su un bellissimo e triste lamento di un emigrante che lascia l’Irlanda per la città di New York, nella speranza di vita migliore, per sfuggire ai morsi della povertà e della fame in Irlanda.
Ma la nostra protagonista vorrebbe ritornare a casa, alla ‘terra benedetta da San Patrizio’. Questa è un canto molto triste ed evocativo, pieno di malinconia, che replica la situazione disperata della gente d’Irlanda (Erin per il poeta). Con tutta probabilità la nostra emigrante è una giovane signorina mandata dalla sua famiglia a New York dai parenti e amici già sul posto, e non ritornerà mai più in Irlanda. Mi commuovo veramente quando ascolto questa canzone che la mia amica Edina dall’Ungheria mi ha fatto conoscere quasi due anni fa.

‘On the day that I did part, sure it broke my mother’s heart’. ‘Will I ever see my dear folks anymore ?’

È probabile che la povera ragazzina venga mandata in America dalla sua famiglia come tanti altri in cerca di una vita migliore, l’emigrazione era incoraggiata e i genitori sapevano che il meglio che potevano fare per i loro figli era mandarli in America, magari per unirsi alla famiglia già lì, che aveva avuto successo con la propria vita. La famiglia in America avrebbe potuto mandare i soldi in Irlanda, come per l’Adergoole 14, quando il costo della navigazione attraverso l’Atlantico dall’Irlanda, per la classe passeggeri, era di circa 700 sterline nel denaro di oggi , l’equivalente a circa tre anni di salario.

Lament irlandese tradizionale sull’emigrazione: origine sconosciuta; in Irlanda la tradizione ottocentesca la collegò all’emigrazione in America a seguito della Grande Carestia

Erin gra mo chroi significa “Ireland love of my heart” ed è il lamento degli emigranti irlandesi per la loro terra natia.

Da una prima rapida ricerca, non sono riuscito a trovare nulla sulla provenienza di questa canzone -e per ora ci rinuncio- così includerò solo alcune informazioni molto interessanti sulla famosa spiaggia nella canzone – ovvero un plausibile candidato! Cosa abbastanza facile da trovare, dato che i coloni irlandesi a New York hanno grandi comunità in solo due spiagge urbane della città.

L’emigrazione irlandese a New York

Gli Irlandesi-americani arrivarono in America negli anni coloniali (prima del 1776) con l’aumento dell’immigrazione negli anni del 1820, dovuta alle povere condizioni di vita in Irlanda. Ma l’ondata più grande dell’emigrazione irlandese arrivò dopo la Grande Carestia del 1845. (da Wiki)

‘For to gaze upon the scenes of New York’.

Potevano esserci due spiagge urbane con grandi comunità di irlandesi, io ho scelto Rockaway Beach, Queens

Mentre lo skyline di Manhattan è visibile in lontananza, la spiaggia di Rockaeay sembra un mondo a parte (tratto da qui)

Erin grá mo chroí

Maya Johanna

Cherish the Ladies


chorus
Ohh Erin grá mo chrói,
you’re the dear old land to me
You’re the fairest that my eyes did e’er behold
You’re the land Saint Patrick blessed
You’re the bright star of the west
You’re that dear little isle so far away
I
At the setting of the sun,
when my long day’s work was done
I rambled down the seashore for a walk
And I being all alone I sat down upon a stone
For to gaze upon the scenes of New York
II
With the turf fire burning bright
on a cold dark winter’s night
And the snow flakes falling
gently to the ground
When Saint Patrick’s Day has come,
my thoughts will carry me home
To that dear little isle so far away.
III
On the day that I did part,
well it broke my mother’s heart
Will I never see my dear ones anymore?
Not until my bones are laid
in the cold and silent grave
In my own native land so far away
Traduzione italiano Cattia Salto
Coro
Erin cuore mio,
sei la cara vecchia patria per me
la più bella che i miei occhi abbiano mai visto,
Sei la terra benedetta da San Patrizio,
la stella luminosa dell’Ovest,
la cara piccola isola tanto lontana!
I
Al tramonto del sole quando la mia lunga giornata di lavoro era finita,
passeggiavo sul lungomare.
tutta sola. e mi sedevo su una pietra
per osservare lo scenario di New York
II
Con il fuoco di torba che brilla luminoso
in una fredda notte d’inverno
e i fiocchi di neve che cadono
lievi a terra,
nel giorno di San Patrizio
i miei pensieri mi porteranno a casa
alla cara piccola isola tanto lontana!
III
Il giorno i cui partii,
beh spezzai il cuore alla mia mamma
rivedrò ancora i miei cari genitori?
Non finchè le mie ossa saranno sepolte
nella fredda e silenziosa tomba (1)
nella mia patria tanto lontana!

[NOTE
1) la sepoltura nella terra degli avi è un topico di tutti gli emigranti, in particolare del popolo irlandese N.d.T.]

Contesto storico

The Great Irish Famine in Songs Erick Falc’her-Poyroux, « The Great Irish Famine in Songs », [La grande carestia irlandese nelle canzoni di Erick Falc’her-Poyroux, «La grande carestia irlandese nelle canzoni»], Revue Française de Civilization Britannique [Online], XIX-2 | 2014, online dal 1 ° maggio 2015, connessione il 30 settembre 2016. URL: http: // rfcb.revues.org/277; DOI: 10.4000 / rfcb.277

‘Those in power write the history, those who suffer write the songs’ Frank Harte (1933-2005), [“I potenti scrivono la Storia, quelli che faticano scrivono Canzoni”] Frank Harte

Per quanto prevenuta possa essere la citazione iniziale del cantante e collezionista irlandese Frank Harte, un’analisi delle canzoni popolari della Grande carestia irlandese merita uno studio accurato, in quanto si troveranno in esse punti di vista raccolti da un’esperienza palpabile e vivida, e tracce della storia irlandese più spesso descritta con aride statistiche, piuttosto che la sua realtà di tragedia umana. Si ritiene generalmente che siano sopravvissute pochissime canzoni dell’era della carestia: è davvero una testimonianza del potere e dell’importanza della musica e delle canzoni tradizionali, e in Irlanda, in particolare, di quelle persone analfabete in esilio o in punto di morte che trovavano la forza di esprimere le loro disgrazie in una forma così poetica ed elaborata

[Le sofferenze dell’Irlanda tra il 1845 e il 1850 potrebbero difficilmente essere sopravvalutate, e gli effetti si possono ancora sentire nella vita di tutti i giorni dopo più di 150 anni: con oltre 8 milioni di abitanti sull’isola nel 1841 e poco meno di 6,5 milioni oggi, Irlanda è l’unico posto in Europa la cui popolazione è diminuita dal 1840. In confronto, la popolazione dell’Inghilterra (circa 13,6 milioni nel 1841) è quasi quadruplicata, a c. 53 milioni oggi.]

Il contesto musicale

L’Irlanda ha avuto un’eccezionale reputazione musicale per secoli, e uno strumento raffinato, l’arpa, ha rappresentato lo simbolo nazionale almeno dal XIII secolo. Anche nelle classi più povere, la musica era una parte importante della vita quotidiana irlandese, come dimostrano i resoconti lasciati a noi da numerosi testimoni, soprattutto dal XVIII secolo in poi: tutti i poveri, sia uomini che donne, imparano a ballare, e sono estremamente appassionati allo svago. Un ragazzo cencioso, senza scarpe o calze, è stato visto in una stalla, condurre una ragazza con la stessa postura di un minuetto: l’amore per la danza e la musica è quasi universale tra di loro

Il secondo e più popolare tipo di canto popolare oggi in Irlanda, tuttavia, è un genere chiamato “ballad singing”: è uno sviluppo relativamente tardo che è stato estremamente popolare in tutta Europa ed è apparso nell’Irlanda urbana durante il 17 ° secolo, probabilmente sotto l’influenza dei coloni scozzesi, soprattutto nella parte settentrionale dell’isola. In genere è cantato in inglese e racconta una storia sui temi classici dell’amore, del denaro, del bere, dell’emigrazione, ma anche su temi più politici: la ballata per definizione non è una ballata se non quando è diffusa oralmente […]. Definita nei termini più semplici, la ballata è una canzone popolare che racconta una storia. […] Ciò che chiamiamo ballata è sempre una narrazione, è sempre cantata su una melodia circolare e viene sempre imparata dalle labbra degli altri piuttosto che dalla lettura.

Le canzoni irlandesi

Una canzone tradizionale, essendo spesso il lavoro di un autore anonimo o dimenticato, può essere naturalmente considerata l’espressione rappresentativa di una comunità; e, essendo ancora cantato dalle generazioni successive, avrà superato con successo la prova del tempo. La sua continua manipolazione di generazione in generazione assicura che sia permanente.

Thread da mudcat.org

In ordine cronologico inverso: https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16424&messages=54#3981413

  1. Tom Lenihan imparò la canzone da un venditore semi-ambulante di ballate di strada Billy Nevin di Kilrush nei primi anni ’30 – lo sentì cantare mentre vendeva ballate al mercato locale di bestiame.
    Non era sicuro di quanti anni avesse Bully, ma tutti qui (a Miltown Malbay) si riferiscono a lui come “il vecchio” – fu tragicamente ucciso in un incidente stradale nel 1935, e la data di nascita risalire alla prima metà del XIX secolo (1860-1870)
    La pratica dei venditori di ballate era di scrivere o recitare le canzoni che vendevano a una tipografia che li produceva su ordinazione.
    Se Nevin seguì questa pratica e se la versione di Tom è l’unica fonte tradizionale è altamente probabile che la canzone provenga dalla tradizione orale piuttosto che da un’altra fonte stampata
  2. Controllato ‘Irish Emigrant Songs and Ballads’
    di Wright – sorprendentemente la canzone non è inclusa.
    Riascoltando la nostra registrazione, sono convinto che sia una canzone pre-carestia, anche se ITMA dovrebbe essere in grado di confermare o negare questo.
    https://www.itma.ie/
  3. La maggior parte delle canzoni di questo tipo risale alla seconda metà del 19 ° secolo e sono certo che questo è il caso qui

The Maid Of Culmore (irish Cúil Mór )

The song was brought to Terre Celtiche by Stephen Salzano  “So this song is of the Maid of Cúil Mór (Culmore in Northern Ireland a small town in Derry, County Londonderry, Northern Ireland. It is at the mouth of the River Foyle). It is Irish traditional with origin unknown and many variations.see more
[Il brano è stato portato nel Blog Terre celtiche da Stephen Salzano  “questa canzone è Maid of Cúil Mór (Culmore, nell’Irlanda del Nord, una piccola città a Derry, nella Contea di Londonderry, nell’Irlanda del Nord, alla foce del fiume Foyle), è un tradizionale irlandese dalle origini sconosciute e in molte varianti.”]

A irish song of exile in which a girl from Cúil Mór leaves for America in search of a new life. In the eighteenth century Derry was one of, if not the, most important Ulster port in the emigration trade.
[Un brano dell’esilio di origine irlandese, in cui a partire per l’America in cerca di fortuna è una ragazza di Cúil Mór]

A SLOW AIR

A beautiful and haunting slow air, a locally popular song about Irish emigration. “The literary media have ignored this locally popular song, and the traffic of itinerant farm workers from Donegal and Derry is enough to explain its transmission to Scotland. Culmore, about two miles from Derry city, stands where the Foyle river widens into Lough Foyle, witnessing the departure of the tender with passengers for the ocean liner that used to pick them up off Moville.” (from ITMA)
[Bella e evocativa melodia, conosciuta in modo circoscritto, sull’emigrazione irlandese “I media letterari hanno ignorato questa canzone popolare localmente e il traffico di braccianti stagionali tra Donegal e Derry è sufficiente a spiegare la sua diffusione in Scozia. Culmore, a circa due miglia dalla città di Derry, si trova dove il fiume Foyle si allarga nel Lough Foyle, testimone delle partenza di navette passeggeri per l’imbarco sul transatlantico che li prelevava al largo di Moville”]

Emigration from Derry

“In the years leading up to the Famine the Cooke brothers, John and Joseph, established a small trading fleet between Derry and North America. On ships sailing out of Derry emigrants were carried; on the return voyages the cargo was timber. As a result of the Famine the numbers emigrating rocketed. In 1847 over 12,000 people left Derry, over 5,000 on ships owned or chartered by J. & J. Cooke. After 1847 the numbers emigrating declined quite dramatically. Another important shipping company at this time was the McCorkell Line, founded by William McCorkell and continued by his son Barry. The catchment area for the port of Derry included nearly all of counties Donegal, Londonderry and Tyrone. A small number came from even further a field, including some from counties Fermanagh, Antrim, Roscommon and Leitrim. The Derry shipping companies were eventually forced out of the passenger trade by the steamships operating out of Glasgow and elsewhere. The last passenger voyage by a Derry-owned ship to New York was made in 1873. Those wishing to travel to North America were now carried down the Foyle in paddle tenders to Moville where they were transferred to the transatlantic steamships.” (from here)
[“Negli anni precedenti alla carestia i fratelli Cooke, John e Joseph, fondarono una piccola flotta commerciale tra Derry e il Nord America. Sulle navi che salpavano da Derry venivano trasportati gli emigranti; durante il viaggio di ritorno il carico era di legname. Come conseguenza della carestia, i numeri dell’emigrazione salirono alle stelle. Nel 1847 oltre 12.000 persone lasciarono Derry, oltre 5.000 su navi possedute o noleggiate da J. & J. Cooke. Dopo il 1847, i numeri dell’emigrazione diminuirono in modo drammatico. Un’altra importante compagnia di navigazione in questo momento era la McCorkell Line, fondata da William McCorkell e portata avanti da suo figlio Barry. Il bacino di utenza del porto di Derry comprendeva quasi tutte le contee di Donegal, Londonderry e Tyrone. Un piccolo numero proveniva da altre aree, compresi alcuni dei paesi di Fermanagh, Antrim, Roscommon e Leitrim. Le compagnie di navigazione di Derry furono infine costrette a lasciare il traffico passeggeri alle navi a vapore che operavano a Glasgow e altrove. L’ultimo viaggio di un passeggero da una nave di proprietà di Derry a New York fu fatto nel 1873. Coloro che volevano recarsi in Nord America vennero trasportati lungo il Foyle in “tender” a remi verso Moville dove erano trasferiti sulle navi a vapore transatlantiche”.]

Legacy in Navan 1998

The Maid Of Culmore

Cara Dillon – The Redcastle Sessions live


Verse 1
Leavin’ sweet lovely Derry.
For fair London town.
There is no finer harbour.
All around can be found.
Where the youngsters each evenin’.
Go down to the shore.
And the joy bells are ringin’.
For the maid of Cúil Mór.
Verse 2
The first time I saw her.
She pass-ed me by.
And the next time I saw her.
She bade me good-bye.
But the last time I saw her.
It grieved my heart sore.
For she sailed down Lough Foyle
and away from Cúil Mór.
Verse 3
If I had the power.
The storms for to rise.
I would make the wind blow out.
I’d darken the skies.
I would make the wind blow high.
And the salt seas to roar.
To the day that my darlin’.
Sailed away from Cúil Mór.
Verse 4
To the back parts of America.
My love I’d go and see.
For its there I know no-one.
And no-one knows me.
But if I don’t find her.
I’ll return home no more.
Like a pilgrim I’ll wander.
For the maid of Cúil Mór.
Verse 5 (added) 
Now the maid lies a-waitin’.
As the light starts to fade.
For she’s bound home to Erin.
To the land our Lord made.
But the next time I see her.
I will grieve never more.
For she’ll e’er be my true love.
She’s the Maid of Cúil Mór.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Nel lasciare la dolce e cara Derry
per la bella Londra
non c’è un porto più bello
che si possa trovare nei dintorni
dove i giovani ogni sera
scendono alla spiaggia
e le campane allegre suonano
per la fanciulla di Culmore.
II
La prima volta che la vidi
mi passò accanto
la volta successiva che la vidi
mi disse ciao
ma l’ultima volta che la vidi
mi fece male al cuore
perchè navigava nel Loug Foyle
per lasciare Culmore.
III
Se potevo
comandare alla tempesta
avrei fatto soffiare il vento forte
fino a oscurare il cielo
avrei fatto soffiare il vento forte
e ruggire il mare
nel giorno in cui la mia cara
salpò da Culmore
IV
Nel Nord America
andrei a trovare il mio amore
perchè laggiù non conosco nessuno
e nessuno mi conosce
ma se non dovessi trovarla
non ritornerei più a casa
e come un pellegrino vagabonderei
per la fanciulla di Culmore
V
Adesso la fanciulla mi aspetta
quando la luce si affievolisce
perchè è ritornata a casa in Irlanda
nella terra che nostro Signore creò
e la prossima volta che la vedrò
non mi rattristerò più
perchè lei sarà sempre il mio vero amore,
lei la fanciulla di Culmore

NOTE
This song tells a bitterly sad and melancholic story of unrequited love, never fulfilled, of emigration of the Irish people to America in search of a better life, of invocation of the power of the storm and the sea to stop the ship from sailing to America, and of the maids final journey back to her home country. Two versions are included with slightly different lyrics. Origin is unknown. The boy falls in love with her ‘but the last time I saw her, it grieved my heart sore. For she sailed down Lough Foyle and away from Culmore’ and ‘on the day that my love sailed away from Culmore’. She sails for America down Lough Foyle (‘for she sailed down Lough Foyle and away from Culmore’). Meanwhile, the boy who has fallen in desparate love with the maid, tries to stop the ship from sailing by calling on the storm and the sea ‘I would make the wind blow high, for the salt sea to roar’. He travels to the ‘back parts of America’, ‘to the north of America, my love I’ll search for’ . If he doesnt find her he says ‘I’ll return home no more, but like a pilgrim I’ll wander, for the maid of Cúil Mór’. Finally, the ending becomes obscure. In one version the maid returns to Ireland ‘now the maid lies a-waiting, as the light starts to fade’ possible meaning she is dying but will make her last journey by ship back to her home country; then does the boy finally meet her again ? ‘but the next time I see. I will grieve never more’. But we dont know if he actually ever does meet her again. (Stephen Salzano)
[Questa canzone racconta la storia amaramente triste e malinconica di un amore non corrisposto, mai realizzato, di emigrazione del popolo irlandese in America in cerca di una vita migliore, di invocazione del potere della tempesta e del mare per fermare la nave dalla navigazione in America e del ritorno definitivo della fanciulla nel suo paese d’origine. Due versioni sono incluse con testi leggermente diversi. L’origine è sconosciuta Il ragazzo si innamora di lei  ‘but the last time I saw her, it grieved my heart sore. For she sailed down Lough Foyle and away from Culmore’ and ‘on the day that my love sailed away from Culmore’ ..e cerca di fermare la nave in partenza invocando la tempesta e il mare ‘I would make the wind blow high, for the salt sea to roar’. He travels to the ‘back parts of America’ ... Infine, il finale diventa oscuro. In una versione la fanciulla torna in Irlanda ‘now the maid lies a-waiting, as the light starts to fade’  il possibile significato è che sta morendo, ma farà il suo ultimo viaggio in nave nel suo paese d’origine; allora l’innamorato finalmente la incontra di nuovo? Eppure non sappiamo se in realtà l’ha mai incontrata di nuovo. (Stephen Salzano)]

1) according to who sings (or of the reference period) the name is the Irish one of Derry or the English one of Londonderry (see “The town I loved so well”)
[a secondo di chi canta (o del periodo di riferimento) il nome è quello irlandese di Derry o quello inglese di Londonderry (vedi “The town I loved so well”)]

THE MAID OF COOLMORE

In Scotland the name of the original Irish place is crippled in various ways, for Belle Stewart is Kilmore (see), while the Bothy Band called it Coolmore
[In Scozia il nome del luogo irlandese originario viene storpiato in vari modi, per Belle Stewart  è Kilmore mentre i Bothy Band lo chiamano Coolmore]
Bothy Band & Tríona Ní Dhomhnail


I
From sweet Londonderry,
to the fair London Town
There is no other nicer harbour,
anywhere to be found
Where the children each evenin’,
is a-playin’ around the shore
And the joybells are ringin’,
for the maid of Cúil Mór.
II
The first time that I met her,
she passed me by
The next time that I met her,
she bade me goodbye
But the last time that I met her,
she grieved my heart sore.
For she sailed down Lough Foyle,
and away from Cúil Mór.
III
If I had the power,
the storm to rise
I would blow the wind higher,
for to darken the skies
I would blow the wind higher,
to make the salt seas to roar
On the day that my love sailed,
away from Cúil Mór.
IV
To the north of America,
my love I’ll search for
For there I know no one,
nor no one knows me
But should I not find her,
I’ll return home no more
But like a pilgrim I will wander,
for the maid of Cúil Mór.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Dalla cara Londonderry
per la bella Londra
non c’è un altro porto più bello
che si possa trovare nei dintorni
dove i ragazzi ogni sera
giocano in spiaggia
e le campane allegre suonano
per la fanciulla di Culmore.
II
La prima volta che la vidi
mi passò accanto
la volta successiva che la vidi
mi disse ciao
ma l’ultima volta che la vidi
mi fece male al cuore
perchè salpava dal Loug Foyle
per lasciare Culmore.
III
Se potevo
comandare alla tempesta
avrei fatto soffiare il vento più forte
fino a oscurare il cielo
avrei fatto soffiare il vento più forte
e ruggire il mare
il giorno in cui il mio amore
salpò lontano da Culmore
IV
Nell’America del Nord
cercherei il mio amore
perchè laggiù non conosco nessuno
e nessuno mi conosce
ma se non dovessi trovarla
non ritornerei più a casa
e come un pellegrino vagabonderei
per la fanciulla di Culmore

SOURCES

https://celticandhistoryobsessions.music.blog/2019/02/08/the-maid-of-cuil-mor/
https://www.irishtune.info/tune/3177/
https://celticandhistoryobsessions.music.blog/
https://www.itma.ie/digital-library/sound/maid_of_culmore_john_butcher_senior
https://www.itma.ie/inishowen/song/maid_of_culmore_denis_mcdaid
https://www.itma.ie/inishowen/song/maid_of_culmore_corney_mcdaid
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19653
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34974
https://mainlynorfolk.info/danny.spooner/songs/themaidofculmore.html
http://old-fashionedcharm.blogspot.com/2012/03/irish-ballad-maid-of-culmore.html
http://www.celticlyricscorner.net/bothyband/maid.htm

The Streams of Bunclody

An emigration song written by an Irishman in America it is a nostalgic lament for his village Bunclody, on the Slaney River in Wexford County. The period is that of mid-late nineteenth century, although the date of its first publication is 1903 (in “Music of Ireland” by Neill). From America the song has rebounded in Ireland.
Also titled “The Maid of Bunclody” this song begins with the verse “Oh were I at the moss house“, the melody is quite similar “Cuckoo is a pretty bird ” which also includes a stanza: the verses are a classic of the genre , the nostalgia for a girl from which the protagonist had to leave because of economic hardship, the nostalgia for the village where he spent his youth and left all his relatives.

[Una emigration song scritta da un irlandese in America e nostalgico della sua Bunclody, sul fiume Slaney nella contea di Wexford. Il periodo è quello di metà-fine Ottocento, anche se la data della sua prima pubblicazione è il 1903 (in “Music of Ireland” di Neill). Dall’America la canzone è rimbalzata in Irlanda.
Anche intitolata “The Maid of Bunclody“, inizia con il verso “Oh were I at the moss house”, la melodia è abbastanza simile a “Cuckoo is a pretty bird” di cui riprende anche una strofa: i versi sono un classico del genere, la nostalgia per la ragazza da cui il protagonista si è dovuto allontanare a causa della ristrettezze economiche, la nostalgia per il paesello dove ha trascorso la sua gioventù e ha lasciato tutti i suoi parenti.]

In spite of this song’s popularity, there is remarkably little information on it; the Roud index gives only one example – the version recorded from Mrs Nellie Walsh of Wexford in 1948. Colm O Lochlainn gives a version of it in his ‘Irish Street Ballads entitled ‘The Maid of Bunclody and the Lad She Loves so Dear’ which he says he learned from his father, who came from Kilkenny. It seems to have first appeared in print in a Broadside version published in 1846. There is a local tradition that ‘The Streams of Bunclody’ was written in America by an immigrant from County Wicklow and sent back to Ireland

Jim Carroll

Nonostante la popolarità della canzone abbiamo poche informazioni su di essa; l’indice Roud cita un solo esempio – la versione registrata da Nellie Walsh di Wexford nel 1948. Colm O Lochlainn riporta una versione in ‘Irish Street Ballads” dal titolo ‘The Maid of Bunclody and the Lad She Loves so Dear’ che ci dice aver appreso dal padre, il quale proveniva da Kilkenny. Pare sia stata stampata la prima volta in un Broadside del 1846.”
(Jim Carroll)

A local historian Fr. Séamus de Vál is convinced that the current version of the melody derives from the transcription in the book “Irish Street Ballads” published in 1939 by Colm Ó Lochlainn of Kilkenny, a version that became popular after the performance of the group ” Emmet Spiceland “when they sang it at Croke Park for the 1968 hurling final.
For the local people melody see in the session page

Uno studioso di storia locale Fr. Séamus de Vál è convinto che la versione attuale della melodia derivi proprio dalla trascrizione nel libro “Irish Street Ballads” pubblicato nel 1939 da Colm Ó Lochlainn di Kilkenny, una versione diventata popolare dopo l’esibizione del gruppo “Emmet Spiceland” quando la cantarono a Croke Park per la finale di hurling del 1968.
Per la melodia originaria della popolazione locale vedi  https://thesession.org/tunes/12770

Luke Kelly

Sam Lee – The Moss House – live on The Ayala Show

Sean Doyle in The Light and the Half-Light 2004

Studio Group in Wold Music Ireland Vol. 1 2006

Deirdre Starr in “Between the Half Light” 2016

Oh were I at the moss house (1), where the birds do increase,
At the foot of Mount Leinster or some silent place,
By the streams of Bunclody where all pleasures do meet,
And all I would ask is one kiss from you, sweet.

Oh the streams of Bunclody they flow down so free,
By the streams of Bunclody I'm longing to be,
A-drinking strong liquor in the height of my cheer,
Here's a health to Bunclody and the lass I love dear.

The cuckoo (2) is a pretty good bird, it sings as it flies,
It brings us good tidings, and tells us no lies,
It sucks the young birds' eggs to make its voice clear
And the more it cries cuckoo the summer draws near (3).

If I was a clerk and could write a good hand,
I would write to my true-love that she might understand,
For I am a young fellow who is wounded in love
Once I lived in Bunclody, but now must remove.

If I was a lark and had wings I could fly
I would go to yon arbour where my love she does lie,
I'd proceed to yon arbour where my true love does lie,
And on her fond bosom contented I would die.

'Tis why my love slights me, as you may understand,
That she has a freehold and I have no land,
She has great store of riches, and a large sum of gold,
And everything fitting a house to uphold.

So fare you well father and my mother, adieu
My sister and brother farewell unto you,
I am bound for America my fortune to try,
When I think on Bunclody, I'm ready to die.

NOTES
1) As early as 1700, moss was used as an insulator and sealant in country houses.
Sometimes the cottage was built on a layer of moss or near by shrub covered with moss

or with moss on the roof
2) the cuckoo (male) no longer sings once the season of love is over (end of May);

the cuckoo is like a seer for his alleged longevity. see
3) floating verses from the song of the cuckoo 
The cuckoo is a fine bird he sings as he flies,
He brings us good tidings and tells us no lies.
He sucks the sweet flowers to make his voice clear,
And the more he cries cuckoo, the summer is nigh 

Traduzione italiano Cattia Salto
Oh vorrei essere nella casetta con il muschio (1),
dove gli uccelli prosperano,
ai piedi del Monte Leinster o in un altro luogo solitario,
presso i torrenti di Bunclody dove si riuniscono tutti i piaceri,
e tutto ciò che chiederei è un tuo bacio, mia cara.

Oh i torrenti di Bunclody scorrono liberi,
vorrei essere presso i torrenti di Bunclody,
a bere liquore forte all'apice della gioia,
alla salute di Bunclody e della ragazza che amo.

Il cuculo (2) è un bel uccellino, canta in volo,
ci porta buone notizie, e non dice bugie,
succhia le uova degli uccellini per schiarire la voce (3)
e più egli grida, più l'estate si avvicina.

Se fossi uno studioso e sapessi scrivere bene
scriverei al mio amore affinchè capisca,
che io sono un giovanotto ferito dall'amore
che un tempo viveva a Bunclody, ma che ora deve partire.

Se fossi un allodola con le ali volerei
e vorrei andare in quel pergolato dove giace il mio amore,
mi dirigerei verso quel pergolato dove giace il mio amore,
e sul suo amato seno potrei morire contento.

Ecco perchè il mio amore mi ignora, come si può ben capire,
perchè lei è benestante e io non ho terra,
lei ha tante proprietà e una grande somma in oro
e tutto quanto necessario per mantenere una casa.

Così addio padre caro e madre, addio
sorella e fratello addio anche a voi
sono in partenza per l'America a cercare la fortuna
quando penso a Bunclody, sono pronto a morire.

NOTE
1) Già dal 1700 il muschio veniva utilizzato come isolante e sigillante 

nelle case di campagna o nei capanni dei taglialegna/cacciatori.
Talvolta si costruiva sopra uno strato di muschio o si addossava le abitazioni ad arbusti
ricoperti da muschio e, bagnando la costruzione, si velocizzava il suo processo di crescita.
2) il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione

dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più.
La sua presunta longevità (nei proverbi si dice “”Vecchio come il cucco”) lo ha trasformato
in veggente.  vedi
3) versi fluttuanti dalla canzone del cuculo
The cuckoo is a fine bird he sings as he flies,
He brings us good tidings and tells us no lies.
He sucks the sweet flowers to make his voice clear,
And the more he cries cuckoo, the summer is nigh

Pretty girl milking her cow, a irish pastoral love song

Leggi in italiano

Cailín Deas Cruíte na mBó” is a song in Irish Gaelic of the eighteenth century with an English version titled “Pretty girl milking her cow”, a version erroneously attributed to the Irish poet Thomas Moore who actually used the same Irish melody for another song entitled “The valley before smiling” (“The Song of O’Ruark, Prince of Breffni”)
The “Cailin Deas” melody is found in “Ancient Irish Music” by Edward Bunting (1796). The actress singer Judy Garland (from the Irish origins) has made the song very popular also in America, proposing it in various arrangements since 1940. (the Gaelic version in the first part)

THE SYMBOLS OF THE GODDESS

559A maiden milking a cow is a figure found carved on the walls of many medieval churches, and is a very old presence in the land of Ireland, or more generally along the coasts of Europe: already in the megalithism there are names like The Cow and Calf attributed to particular rocks. In Ireland Boinn-Boann, the “White Cow” is the goddess who represents prosperity. The Cow or Bull ridden by Goddesses or by the Moon itself is the symbol of the power of Mother Earth, the force enclosed in the secret of Nature. Thus the cult of the ancient goddess is always transformed according to the new conceptions .. to remain always unchanged! (see more)
The White Cow of Crichie,in the Buchan, has a name “frequently given to great stones, presumably, as this one, of white quartz”.vi The Cow and Calf Rocks loom near a dense cluster of carved rocks on Ilkley Moor, West Yorkshire. The Buwch a’r Llo – ‘Cow and Calf’ – are two standing stones by the road near Melindwr, Ceredigion, Wales. Such names may be the last trace of narratives associated with these configurations,vii evoking the belief that ‘the presence of her calf was essential when a cow was being milked and that a cow deprived of her calf would retain her milk’.viiiL’ Épine Blanche (‘White Thorn’), the heroine of a Breton folktale, used a holly stick to strike a rock on the sea-shore, from which a cow emerged, to provide copious amounts of milk for the girl and her mother.ix One story, from Ireland, relates how a family on Dursey Island found a black bull and cow near the beach. The cow furnished sufficient butter and milk for all domestic wants, and soon a calf was added to the number. However, a wicked servant girl, milking the parent cow, struck the beast and cursed her. The animal turned to the other two and lowed to them, sorrowfully, and the three moved off to the sea. They plunged in, and forthwith the three rocks, since known as the Bull, Cow and Calf, arose. Milking legends’ surround megalithic structures such as Mitchell’s Fold stone circle in Staffordshire, where a witch milked a magical cow through a sieve, the cow thence ceasing to give her bounty of milk.xi During a famine, a benevolent white sea-cow provided milk at the Callanish stone circle on the Isle of Lewis, until a witch milked her through a sieve.xii The Glas Gowlawn (the Grey Cow), presented itself every day before each house in Ireland, giving a day’s supply of milk. So she continued until an avaricious person laid in a quantity for traffic, whereupon she left Ireland, going into the sea off the Hill of Howth.xiiiY Fuwch Frech, ‘The Freckled Cow’, roamed the Mynydd Hiraethog near Ruthin. Her pasture was near a farm called Cefn Bannog (‘Horned Ridge’); she drank at the spring called Ffynnon y Fuwch Frech.xiv A stone circle, Preseb y Fuwch Frech (‘The Freckled Cow’s Crib’) was her shelter.xv Whenever anyone went to her for milk, she filled the vessel with milk of the richest quality, and she never became dry. Eventually, a witch took a sieve and milked her dry. In response she walked to Llyn dau ychain, the Lake of the Two Oxen, in the parish of Cerrig-y-drudion, followed by her two children the Ychen Bannawg, the legendary long-horned oxen, bellowing as they went. They disappeared into the lake and were never seen again.xvi In County Limerick, a cow emerged from the River Deel; if she were milked a hundred times a day she would each time fill a can. She departed into the river and was never more seen, when she was cursed by a woman milking her.xvii This confluence of stone, water and animals in these narratives is a discernible element in a wide array of rock art traditions worldwide.” (from here)

THE MELODY

A slow air that is almost a lullaby, typical of the aisling song, a literary genre of Irish poetry of the 1600-1700 in which the protagonist (often a poet) has the vision in dream of a beautiful girl who represents Ireland.

Duck Baker and his guitar arrangement

John Renbourn & Stefan Grossman

The text, however, does not speak of fairies, it is rather an irish pastoral love song (a courting song), with more or less serious marriage proposals. The theme of bucolic romantic contrast is reminiscent of the medieval tradition of troubadours and of troubadour lyricism, and indeed the language is florid and full of elaborate images! Nowadays the lyrics appear a little laughable, but these songs were part of the “educational system” of the past, where the girls learned how to behave especially with noblemen who wandered the countryside in search of easy prey!
The stanzas contained in the English version are 6-8 out of 4 in Gaelic: the gallant proposals of the young man are not accepted because the girl prefers to be free rather than to bond to a man, she will marry only when she will be rich. But he replies that money does not count becouse the time of love is that of youth.
The pastoral genre was also widespread among the “gentry”, but more like a playful form or “divertissement“.

Clannad

 Hannah Peel


I
It was on a fine summer’s morning
The birds sweetly tune on each bough
And as I walked out for my pleasure
I saw a maid milking a cow
II
Her voice was so enchanting, melodious
Left me quite unable to go
My heart, it was loaded with sorrow
For the pretty maid milking her cow
III
Then to her I made my advances
“Good morrow most beautiful maid
Your beauty my heart so entrances”
“Pray sir do not banter,” she said
IV
“I’m not such a rare precious jewel
That I should enamour you so
I am but a poor little milk girl,”
Says the pretty maid milking her cow
V
The Indies afford no such jewel
So bright, so transparently clear
I do not add things to my funeral
Consent but to know me my dear
VI
Oh, had I the Lamp of Aladdin(1)
Or the wealth that gold mines can bestow
I’d rather be poor in a cottage
With the pretty girl milking her cow.”
NOTE
1) the verse is also found in another song of the same genre entitled Lough Erne Shore

In this other version we come to know the reason for the girl’s refusal, a very “feminist” motif, the girl prefers independence rather than a life of submission to her husband (see marriage in the story here)
Cathie Ryan

Sara Redding

I
It being on a fine summer’s morning
As the birds sweetly tuned on each bough,
I heard a fair maid sing most charming
As she sat milking her cow
II
Her voice was enchanting melodious
Which left me scarce able to go
My heart it was soothed with solace
By the cailín deas crúite na mbó
III
I courteously did salute her
“Good morning, most amiable maid
I’m your captive slave for the future”
“Kind sir, do not banter,’ she said…
IV
I’m not such a precious rare jewel
That I should enamour you so
I am but a plain county girl
Says the cailín deas crúite na mbó”
V
“The Indies afford no such jewels
So precious, so transparent clear
Oh do not refuse me, my jewel
Consent now and love me, my dear
VI
For riches I care not a farthing
It’s your love that I want and no more
I’d rather live poor on the mountain
With my cailín deas crúite na mbó'”
VII
“I don’t understand what you mean, sir
I ne’er was a slave yet to love
For these feelings I have no desire
I pray your affection remove
VIII
To marry, I can assure you
That state I will not undergo
I’m prepared to live single and airy”
Says the cailín deas crúite na mbó…

Sources
The Sacred Whore: Sheela Goddess of the Celts by Maureen Concannon
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

https://terreceltiche.altervista.org/gruagach-mhara-a-gruagach-or-a-selkie/
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/pretty.htm
https://musescore.com/mike_magatagan/scores/118434
https://thesession.org/tunes/1758
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6543
https://thegrammarofmatter.wordpress.com/till-the-cows-come-home-part-one-towards-a-natural-history-of-megaliths/
http://tairis-cr.blogspot.it/2015/11/oran-buaile-teiris-bho.html

Deirín dé, butterfly of the gods

Leggi in italiano

Deirín dé is the phrase repeated in the refrain of this lullaby in Irish Gaelic, and it is supposed to be the ancient name for “butterfly of the gods”, or the golden butterfly symbol of the spirit of the deceased.
For the shamans, matter is simply “condensed spirit” like the frost by the steam heated with the first light of dawn. The spirit assumes an ovoidal form, called the spiritual body, of which one part condenses into matter, ie the physical body contained in the “bubble”, and is “animated” by an immaterial part which is precisely the soul. After physical death, the spirit returns to the sky, to the parent constellation. So the butterfly undergoes a series of transformations from its initial stage of squat and terrestrial caterpillar, chrysalis and then flies away like a beautiful creature with fragile wings.

GOLDEN BUTTERFLY ON THE CAPRIONE

In Italy on Mount Caprione (Lerici, province of La Spezia, Liguria) it is possible to observe the golden butterfly coinciding with the summer solstice: the sun at sunset passes through a “window” created by the megalithic formation called “Quadrilithon“, or the “Quadrilite di San Lorenzo” (because it is located not far from the ruins of the church of San Lorenzo al Caprione), and projects a beam of light in the shape of a butterfly on the monolith behind it. Triliths with lozenge are currently only identified at Château Vieux de Randon (French Central Massif – Lozère Region) and in Corsica (territory of Niolu, Corteneais).

The rock formation is a trilith with the lozenge-shaped architrave, wedged between the two vertical stones; a fourth stone is lodged on the bottom to close the narrow portal. From the portal there is a walkway that is precisely the corridor along which the sun penetrates during its sunset at the summer solstice.

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“Quadrilithon” Monte Caprione – Lerici: seen from the part of the walkway, in the background we can see the monolith on whose surface the image of the butterfly is projected.

The megalithic area dates back to 8,000 BC. and the golden butterfly phenomenon starts from May 25th until its complete fullness that takes place between June 15th and 28th, while the gradual sunset of the image is observable until July 29th, the duration is about 15 minutes. (here)
Thanks to the cross studies of prof. Enrico Calzolari – expert researcher in Archeoastronomy and Paleoastronomy – we can reasonably suppose that in this area a shamanic cult was practiced that believed in the return of the spirit to the stars of the sky, in the form of a golden butterfly: the belief was probably still shared by the Celts (see note 1 below)

DEIRÍN DÉ

In this lullaby in Irish Gaelic, the mother cradles her child telling him to sleep, that when he grows up he will take care of the cattle, then he can spend the whole night collecting blackberries.

The song is also known as “The Last Wisp of Smoke”. The melody is reported as 148 Jefferson in “The Sacred Harp”, a collection of sacred choral music published by Benjamin Franklin White Elisha J. King in 1844 (Georgia, America).

Dennis Doyle in Irish Meditations 1997

Text and melody of the lullaby were instead collected by Róis Ní Ógáin (1865-1947) in the county of Antrim (Ireland) and published in “Duanaire Gaedhilge Róis Ní Ógáin” starting from 1924.

Navan

O’Sullivan’s sources [Donal O’Sullivan in Songs of the Irish 1981]: tune – Mac Coluim’s Cosa Buidhe Árda, II (1924), 22, noted from Seán Ó Cuill, Ballyvourney, Co Cork. Text – Mac Coluim’s Cosa Buidhe Árda, II from Amhlaoibh Ó Loingsigh, also of Ballyvourney, collated with version published by P.H. Pearse in the Irish Review 1911. Pearse’s version was also a collation, a woman relative from County Meath and from Amhlaoibh Ó Loingsigh.” (from here)

Bran

Fiona Tyndall 2004

english translation (here)
Deirín dé(1), deirín dé
The nightjar(2) is abroad in the heather
Deirín dé, deirín dé

The brown bittern(3) speaks in the reeds
Cows will go west at dawn of day
And my child will go mind them in the pasture
The moon will rise and the sun will set
Cows will return from the west(4) at close of day
A thrush’s nest in my little press(5)
Yes, and gold for my little darling
I shall let my child go picking berries
But sleep soundly till light of day!
Irish Gaelic
Deirín dé(1), deirín dé,
Tá’n gabhairín(2) oíche amuigh san bhfraoch,
(Tá’n gabhar donn ag labhairt sa bhfraoch)
Deirín dé, deirín dé,
Tá’n bunán donn a’ labhairt san bhféith.
(Táid na lachain ag screadaigh sa bhféith.)
Deirín dé, deirín dé,
Geóidh ba siar le héirí an lae,
(Gheobhaidh ba siar le héirí’n lae)
Deirín dé, deirín dé,
Is raghaidh mo leanbh ‘á bhfeighilt ar féar.
(Is rachaidh mo leanbh dá bhfeighilt ar féar. )
Deirín dé, deirín dé,
Eireóidh gealach is raghaidh grian fé,
Deirín dé, deirín dé,
Tiocfaidh ba aniar le deireadh an lae.
Deirín dé, deirín dé,
Leogfad mo leanbh a’ pioca sméar,
Deirín dé, deirín dé,
–Ach codail go sámh go fáinne an lae!

NOTE
1) According to the O Donaill’s Irish Dictionary, “deirin de” are meaningless words uttered in a game of children next to burning wood. But in Carmina Gadelica (Alexander Carmicheal, 1900), (here) we read that the word in Scottish Gaelic consists of ‘dealan,’ = fire, flame, lightning; and ‘De,’ = God ie the fire of God or the divine light.
“The golden butterfly is held sacred. It is said to be the angel of God come to bear the souls of the dead to heaven. If it be seen in or near the house where a person is dead or dying, the omen is good, and the friends rejoice. If it be not seen, a substitute is made by rapidly twirling a fire-pointed stick, moving the while from the dead or dying person towards the door or window. This is called ‘dearban De,’ ‘dealan De.’ The ancient Egyptians represented the soul leaving the body as a butterfly emerging from the chrysalis, sometimes from the mouth of the dead.” Then “deirin de” = “the last puff of smoke”, the puff of smoke drawn by waving a stick with an incandescent tip.
2) The nightjar [lit. little goat of the night!] is the  goatsucker because it was believed that it feeds sucking the milk from the udders of the goats. He is actually a nocturnal devourer of insects. Medium-sized it has a camouflage plumage that hides it between the bare earth, and frequents countryside and woods (here).
3) the bittern is a wader living among the reeds of ponds and lakes. It is difficult to see him because of his camouflage skills, it is easier to hear him sing at night and at the first light of dawn (here: a deep sound like the one you get by blowing slowly in a long-necked bottle) just for his voice (like the voice of the dead from the afterlife) the bittern was a bird bearer of misfortunes
4) the West is the direction in which the sun sets, but also the symbolic point in which the Other World is located
5) or coffer

Sources
http://ontanomagico.altervista.org/solstizio-d-estate.html
http://ontanomagico.altervista.org/farfalle.html
http://www.enricocalzolari.it/paleoeastro27.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/DeirinDe.html http://lyberty.com/entertainment/music/celtic_cradle.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1905 https://reuliuilbride.wordpress.com/2011/04/17/deirin-de-song/ http://resources.texasfasola.org/index/composers.html

Beidh aonach amárach

Leggi in italiano

“Beidh aonach amárach” or “An Gréasaí Brógè” is an irish nursery rhyme 

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Dick Kelle

Clare is a county in the province of Munster on the west coast of Ireland, very much anchored to the traditions, in which Gaelic is spoken by more than 50% of the population.
In the county there is still a big horse fair a few kilometers from Ennis at Spancilhill (also mentioned in another traditional song “Spancil hill “), but we can not know if the fair to which it refers this nursery rhyme is just that.

This nursery rhymes is a composition in very simple and repetitive verses with a well-marked rhythm, structured as a call and response between mother and daughter: the daughter begs the mother to let her go to the fair, the mother replies that she could go when she will turn 13, and now she has nine, and it is still early to make choices in life. The daughter objects that many girls have married young and that she is in love with the shoemaker.

Muireann Nic Amhlaoibh by Anam an Amhráin TG4

Altan live

English translation
Chorus
Oh mammy, won’t you let me go to the fair
Oh dearest love, don’t plead with me
I
There’s a fair tomorrow in County Clare
Why should I care, I won’t be there
II
I’ve a little daughter and she’s very young
And she’s in love with a cobbling man
III
You’re not ten or eleven years old
When you reach thirteen you’ll be more mature
IV
I’d rather have my cobbling man
Than an army officer with his gold bands
V
There is many a maid who married young
And lived in peace with her cobbling man
Irish Gaelic
Cúrfa.

Is a mháithrín an ligfidh tú chun aonaigh mé(x3)/ Is a mhuirnín óg ná healaí é
I
Beidh aonach amárach in gContae an Chláir(x3)/ Cén mhaith domh é ní bheidh mé ann
II
Tá ‘níon bheag agam is tá sí óg(x3)
Is tá sí i ngrá leis an ghreasaí bróg
III
Níl tú ach deich nó aon deag fós(x3)
Nuair a bheas tú trí deag beidh tú mór
IV
B’fhearr liom féin mo ghreasaí bróg(x3)
N fir na n’arm faoina lascú óir
V
‘S iomaí bean a phós go h-óg(x3)
Is a mhair go socair lena greasaí bróg

Na Casaidigh

I
[Iníon]: Beidh aonach amáireach
Cé maith dom é?
Ní bheidh mé ann!
Cúrfa.
[Iníon]:’S a mháithirín,
a’ ligfidh tú don aonaigh mé?
[Máthair]: A mhúirnín ó,
ná h-éilig é!

II
[Máthair]: Níl tú a deich
ná a h-aondéag fós,
Nuair a bheidh tú
trídéag beidh tú mór!
III
[Iníon]: B’fhearr liom
féin mo ghréasaí bróg,
Ná oifigeach airm
le lásaí óir!

SOURCE
http://www.irishpage.com/songs/aonach.htm
http://www.irlandaonline.com/cosa-vedere/sud/contea-di-clare/
http://clareireland.net/it/index.html
http://www.discoverireland.com/it/ireland-places-to-go/areas-and-cities/ireland-west/

Airdí Cuan, a song of exile

A song in Irish Gaelic, a song of exile, is widespread with various titles: Airdí Cuan, Ard Ti Chuain, Aird (Ard) Ui Chuanin (Cuan), Aird to Chumhaing, Ardai Chuain, also translated into English with the title “Quiet Land of Erin”
The piece was composed by John McCambridge (aka Seán Mac Ambróis 1793-1873) from Mullarts (Co. Antrim, Northen Ireland) in the middle of the 19th century. The tradition of Glenariffe, however, attributes the authorship of the piece to Cormac Ó Néill, a native of Glendun but resident at Glenariffe.
[Un canto in gaelico sulla nostalgia per la terra natia abbandonata dall’emigrante è diffuso con vari titoli: Airdí Cuan, Ard Ti Chuain, Aird (Ard) Ui Chuanin ( Cuan),  Aird a Chumhaing, Ardai Chuain, versificato anche in inglese con il titolo “Quiet Land of Erin
Il brano è stato composto da John McCambridge (alias Seán Mac Ambróis 1793-1873) di Mullarts (  Co. Antrim,  Irlanda del Nord) a metà del XIX secolo. La tradizione di  Glenariffe tuttavia attribuisce la paternità del brano a Cormac Ó Néill, nativo di Glendun ma residente a Glenariffe.]

Firstly we listen to the melody played with the harp by Kim Robertson
[Prima di tutto ascoltiamo la melodia suonata con l’arpa da Kim Robertson]

and by Alan Stivell -Airde Cuan
[e dall’arpa di Alan Stivell]

IRIS GEALIC VERSION
LA VERSIONE IN GAELICO

The first transcription of the song comes from Robert McAdam who collected it in the 1830s by John McCambridge. Eoin Mac Néill published the text in 1895 and in 1912 Eleanor Hull wrote the translation in English. Dónal Kearney writes  in his Blog:”The story of Airdí Cuan is told from the perspective of a Glensman who has moved over the sea to Scotland. From Ayrshire, he can still see the hills of Antrim and he longs for his home in Glendun and the beautiful hillside at Airdí Cuan. One story goes that McCambridge left his native Glendun, perhaps to escape the potato famine, and settled in Ayrshire where he ultimately died pining for the hills of home, still visible on the western horizon. Airdí Cuan tells of his love for the ‘cuckoo glen’; (Glendun) and of playing hurling at Christmas on the ‘white strand’ (the beach at Cushendun).
Another school of thought believes that, while McCambridge was considering emigrating to the Mull of Kintyre, he stood atop Ardicoan and imagined himself over in Kintyre looking back on his native soil. However, the process of writing the song made him so homesick that he decided not to go in the end, and thus spent the rest of his days in Ireland!
[La prima trascrizione del brano ci viene da Robert McAdam che la raccolse negli anni del 1830 da  John McCambridge.  Eoin Mac Néill pubblicò il testo nel 1895 e nel 1912 Eleanor Hull scrisse la traduzione in inglese. Del brano Così scrive Dónal Kearney nel suo Blog: “La storia di Airdí Cuan è raccontata dal punto di vista di un Glensman che è emigrato oltre il mare in Scozia. Dall’Ayrshire, può ancora vedere le colline di Antrim e desidera ardentemente la sua casa a Glendun e la splendida collina di Airdí Cuan. Una storia racconta che McCambridge lasciò la natia Glendun, forse per sfuggire alla carestia delle patate, e si stabilì nell’Ayrshire dove alla fine morì struggendosi per le colline di casa, ancora visibili all’orizzonte verso occidente. Airdí Cuan racconta del suo amore per Glendun e del gioco dell’hurling a Natale sulla spiaggia di Cushendun. Altri credono che, mentre McCambridge stava pensando di emigrare al Mull di Kintyre, si trovava in cima ad Ardicoan e si immaginava a Kintyre mentre guardava verso la sua terra nativa. Orbene il processo di scrittura della canzone lo ha reso così nostalgico, che alla fine ha deciso di non andare, e così ha trascorso il resto dei suoi giorni in Irlanda!]

Eamonn ó Faogáin live

Celtic Tradition in “An Irish Christmas Album” recorded in 1987 when there was still the GDR
[Nel “An Irish Christmas Album” registrato nel 1987 quando c’era ancora la DDR]

Maighread Ni Dhomhnaill & Tríona Ní Dhomhnaill

Ciara McCrickard


Anúna in Omnis  1996 (III, I)

Maggie Boyle in Patriot Games 1992 in Reaching Out

I
Dá mbeinn féin in Airdí Cuan (1)
in aice an tsléibhe úd ‘tá i bhfad uaim
b’annamh liom gan dul ar cuairt
go Gleann na gCuach (2) Dé Domhnaigh.
Curfá:
agus och, och Éire ‘lig is ó
Éire lonndubh (3) agus ó
is é mo chroí ‘tá trom is é brónach.
II
Is iomaí Nollaig ‘bhí mé féin
i mbun abhann Doinne (4) is mé gan chéill
ag iomáin ar an trá bhán
is mo chamán bán i mo dhorn liom (5).
III
Nach tuirseach mise anseo liom féin
nach n-airím guth coiligh, londubh nó traon,
gealbhán, smaolach, naoscach féin,
is chan aithním féin an Domhnach.
IV
Dá mbeadh agam féin ach coit is rámh
nó go n-iomarfainn ar an tsnámh
ag dúil as Dia go sroichfinn slán
is go bhfaighinn bás in Éirinn.


I
If I were in Airdí Cuan (1)
beside that mountain far from me,
it would be seldom I would not go visiting
to Gleann na gCuach(2) on a Sunday
Chorus:
And oh, oh, Ireland, ‘lig is ó
Blackbird (3) Ireland and ó
and my heart it is heavy and sorrowful
II
It’s often in a Christmas Day I was
in Cushendun (4)
and me without sense
hurling on the white strand
and my hurling stick in my fist (5)
III
Aren’t I tired here alone
That I don’t hear the voice of a cockerel, blackbird, or corncrake
sparrow, thrush, snipe (6)
and I don’t even know when it’s Sunday (7)
IV
If only I had a boat and oar
so that I may row on the water
desiring of God that may I reach safety
and that I may die in Ireland
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Se fossi a  Articoan
accanto a quella montagna che (ora) è lontana
raramente non andrei a visitare
il Glendun di domenica
Coro
e oh, oh, Irlanda, ‘lig is ó
merlo d’Irlanda e ó
e il mio cuore è affranto
II
Spesso a Natale ero
a Cushendun,
spensierato,
a giocare a hurling sulla spiaggia
con la mia mazza in pugno
III
Non sono infelice, qui da solo
dove non riesco a sentire il canto della beccaccia, del merlo, del re di quaglie,
del passero, del tordo e del beccaccino
e nemmeno so quando è domenica?
IV
Se solo avessi una barca e remi
così da vogare sulle acque
e Dio volendo arrivare sano e salvo
e poter morire in Irlanda!


NOTE
* in the blog of Dónal Kearney there are two translations in English, one literal and the other more poetic. here is the most literal translation, while for my translation into Italian I made a summary of the two translations [nel blog di Dónal Kearney ci sono due traduzioni in inglese, una letterale e l’altra più poetica. qui si riporta la traduzione più letterale, mentre per la mia traduzione in italiano ho fatto un compendio delle due traduzioni]
1) Articoan is located above Knocknacry; between Cushendall and Cushendun at the northeast corner of County Antrim in Northern Ireland [Articoan si trova sopra Knocknacry; tra Cushendall e Cushendun all’angolo nord-est della contea di Antrim nell’Irlanda del Nord]
2) Glendun: Glen of the Dun river or Brown Glen is one of the famous Glens of Antrim [Glendun: Glen of the Dun river o Brown Glen  è uno dei famosi Glens di Antrim]
3)
Agus och, och Éire ‘lig is ó
Éire lionn dubh orm is ó
(And oh Ireland, all of Ireland
Ireland who I miss
4) Cushendun is a picturesque Cornish style village built specifically for his wife by Lord Cushendun [Cushendun un pittoresco villaggio in stile cornovaglia fatto costruire appositamente da Lord Cushendun per la moglie.]
5) the hurling game is an Irish national sport; the day mentioned in the song is the Boxing day or December 26, the day dedicated to outdoor activities in the British Isles
[il gioco dell’hurling è uno sport nazionale irlandese che si gioca con mazza e palla: il giorno citato nella canzone è il Boxing day ovvero il 26 dicembre, il giorno consacrato per le attività all’aperto che nelle Isole Britanniche è dedicato allo sport.]
6) as in ancient Gaelic chants the birds are part of the healing process of the soul [come negli antichi canti in gaelico gli uccelli sono parte del processo di guarigione dell’anima]
7) the question is a rhetorical figure: “Sunday has no meaning for me without these things” [la domanda è una figura retorica:  la domenica è per me priva di significato, valore senza queste cose]

 

The song was also recorded as “The Land of Erin” by Mairí Ní She & Katie McMahon and “River of Live” by Pól Brennan, Guo Yue & Joji Hirota and Tristan.
[Il brano è anche stato registrato con il titolo di The Land of Erin da Mairí Ní She & Katie McMahon e con il titolo di River of Live da Pól Brennan, Guo Yue & Joji Hirota e da Tristan.]

The Quiet Land of Erin

The song was written into English for some recordings as “The Quiet Land of Erin” in the 1930s.
[Il brano è stato versificato in inglese con il titolo di The Quiet Land of Erin. per alcune registrazioni negli anni 1930]
The Corries

Sandy Denny 1968

and for lovers of bel canto
[e per gli amanti del bel canto]
The Celtic Tenors


Joan O’Hara version
I
By myself I’d be in Ard Ti Chuain
Where the mountains stand away
And ‘tis there I’d let the Sundays pass (go)
In a quiet (cuckoo’s) glen above the bay
(chorus)
agus och och Eire lig is o
Eire leanndubh agus o
The quiet land of Erin
II
But my heart is weary all alone
And it sends a lonely cry
To the land that sings above (beyond) my dreams
And the lonely Sundays pass me by.
III
I would travel back the twisted years
Through (in) the bitter wasted wind
If the Lord (God) above would let me lie
In a quiet place above the whins.


Seán Ó Gallochoir version
I
I wish I were in Ardti Cuan
Near yon mountain far away.
I would seldom let the Sunday go
From the Cuckoo’s glen across the bay.
Chorus:
And it’s oh dear Ireland, you’re my home!
Far from you I had to roam
And so my heart is sore and heavy.
II
It is many a Christmas Day I had
In Cushendun while still a lad;
Hurling on the White Shore Strand
With my good ash hurley in my hand.
III
But the grave is waiting for us all;
The whole wide world must heed its call.
It steals the mother from her brood
As it stole away my boyhood.
IV
If I only had a boat and oar,
I would row to Erin’s shore
Trusting God to see me o’er
In time to die in Ireland.
Traduzione in italiano Cattia Salto
versione di Joan O’Hara
I
Per me vorrei essere a Articoan
le cui montagne si stagliano in lontananza
è lì che passerei le domeniche
in una valle tranquilla sopra la baia
Coro
agus och och Eire lig is o
Eire leanndubh agus o
la bella terra di Erin
II
Ma il mio cuore è stanco del suo esilio
e grida solitario
alla terra che canta oltre i miei sogni
e le domeniche solitarie scivolano via.
III
Viaggerei indietro negli anni piegati
dal vento amaro della desolazione (1)
se il Signore in Cielo mi accoglierà
in un bel posto nella brughiera


versione di Seán Ó Gallochoir
I
Vorrei essere a Articoan
accanto a quella montagna in lontananza
raramente non andrei a visitare di domenica
la valle del Cuculo al di là della baia
Coro
E’ così cara Irlanda, tu sei la mia casa!
Lontano da te ho dovuto peregrinare
e così il mio cuore è afflitto
II
Sono molti i giorni di Natale che ho vissuto
a Cushendun quando ero ancora un ragazzo
a giocare ad hurling sulla Spiaggia Bianca
con la mia bella mazza in mano
III
Ma la tomba attende tutti
l’intero mondo deve ubbidire al suo richiamo.
Ruba la madre dalla sua nidiata
come ha rubato la mia giovinezza.
IV
Se avessi solo una barca a remi
vogherei alla riva d’Erin
confidando che Dio mi protegga
per morire infine in Irlanda

NOTE
1) ho tradotto un po’ liberamente il verso, credo si riferisca ai duri e amari anni della carestia quando molti Irlandesi hanno dovuto abbandonare la loro terra per non morire di fame

LINK
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10469
https://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/thequietlandoferin.html
https://songoftheisles.com/2013/05/31/aird-ui-chuain/
https://durrushistory.files.wordpress.com/2012/06/a-history-of-protestant-irish-speakers.pdf
https://songsinirish.com/aird-a-chuamhaing-anam-lyrics/
http://www.celticlyricscorner.net/anam/aird.htm
http://www.celticlyricscorner.net/mcmahon/land.htm
http://www.celticlyricscorner.net/trisan/river.htm
http://www.celticlyricscorner.net/domhnaill/aird.htm
http://www.celticlyricscorner.net/anuna/ardaigh.htm
http://www.irishbodhrans.com/news/read/7/very-old-poem-about-cushendun-by-john-mccambridge
https://www.donalkearney.com/blog/airdi-cuan