Terre Celtiche Blog

La Brandolin-a/ La bela Branda

La gigantessa, Leonora Carrington
La gigantessa, Leonora Carrington

La Brandolina/La Brandolin-a è una ballata piemontese umoristica sulla mole corpulenta della bella Brandolina, novella sposa che crea un gran scompiglio all’arrivo nella sua nuova casa. Brandolina è il vezzeggiativo di Branda, un nome desueto che esiste anche al maschile come Brando (Prando), dalla radice germanica brant, “fuoco”, “brillante” o in senso lato, “spada” (i nomi antichi più altisonanti sono Aldobrando, Ildebrando etc.). Nella Treccani leggiamo che brandolino è sinonimo di militare, qualcuno che concerne la milizia, l’esercito, le forze armate e coloro che ne fanno parte; con significato più specifico, soldato semplice o graduato di truppa.

La bella Branda (guarda caso in piemontese e in italiano branda è il lettino di fortuna pieghevole quello utilizzato nelle camerate dei soldati o negli accampamenti militari) ha delle dimensioni pantagrueliche -la fede nuziale è una tinozza, per seduta le basta appena una panca da 150 posti- più che una donna grassa è una gigantessa dal vorace appetito, che riesce a malapena a sfamarsi con 7 infornate di pane e 7 damigiane di vino.
Una gigantessa diventata famosa nell’Ottocento perchè aggregata al Circo Barnum fu la canadese Anna Haining Swan che crebbe fino a due metri e 35 cm e fece un tour in tutta Europa con il museo e poi con il marito gigante (di 20 centimetri più basso). Un’altra gigantessa fu Maria Fassnauer della Val Ridanna (Alto Adige) nata nel 1879 che si stima sia stata alta due metri e 27 cm , anche lei si esibì con il circo in un un tour nelle principali città tedesche e del Nord Europa come “Mariedl”, la donna più alta del Tirolo.

Trascrizione piemontese Valerio Rollone
L’han marià la Brandolin-a,  
per anel l’han daje ‘na tin-a  
la bela Branda la violin-a,  
la bela Branda la violà.  


Quand ch’a sia peui marià  
come faroma a fela intré ‘n cà,  
quand ch’a sia peui marià  
come faroma a fela intré ‘n cà.  
L’han durbije pòrte e porton  
fala entré a causs e posson,  
la bela Branda la violin-a,  
la bela Branda la violà.  


L’han marià…  

Quand ch’a sia peui intrà  
come faroma a fela setà, (bis)
L’han setàla an su na banca,  
a-i na stasìa sent e sinquanta,  
la bela Branda la violin-a..

Quand ch’a sia peui setà,  
come faroma a fela mangià,  
L’han portà set fornà (1) ‘d pan  
gnanca avune fin-a a doman,  

Quand ch’a l’abia peui mangià  
come faroma fela beivà,  
L’han portà set brinte (2) ëd vin  
pen-a bagnà al sò bel bochin,  

Quand ch’a l’abia peui beivà  
come faroma fela cogià,  
L’han cogiala an s’un pajon (3) 
a-i në stasìa set batajon  

Quand ch’a sia peui cogià  
coma faroma a fela durmià,  
Set ghitare e set violìn  
tuti ‘ntorn al sò cussìn,  
la bela Branda la violin-a,  
la bela Branda la violà. 


NOTE
(1) nelle cascine piemontesi ottocentesche non mancava mai un forno in mattoni esterno (in genere addossato alla parete nord) per la cottura del pane settimanale. Costruito artigianalmente con mattoni refrattari e isolato con abbondante sabbia nell’intercapedine, forniva la quantità di pane necessario al fabbisogno della famiglia allargata di quei tempi. Per le grandi comunità il forno era molto grande costruito al coperto in una stanza apposita contenente anche la grande madia in legno per la lievitazione dell’impasto
(2) la brenta è un’unità di misura dei liquidi, equivalente grosso modo a 50 litri, cioè al contenuto in una damigiana
(3) il paglione (pagliericcio) è il materasso di una volta che si riempiva con la paglia o le foglie di granoturco secche

piemontese standardizzato
piemontese standardizzato


La canzone La Brandolina è stata divulgata sul finire degli anni ’60 dal torinese Gipo Farassino

Gipo Farassino
Betti Zambruno & Tendachënt in A Lung De La Riviera
2003 (continua in La canson dël masoé )
Davide Cantino
Coro Della Sat

traduzione italiana
Hanno sposato la Brandolina,
per anello le hanno dato una tinozza.
La bela Branda, la Viulina, la bela Branda, la Viulà!
Quando sia poi sposata,
come faremo a farla entrare in casa?
Hanno aperto porte e portoni,
l’han fatta entrare a calci e spintoni.
Quando sia poi entrata,
come faremo a farla sedere
L’hanno seduta su una panca,
ce ne stavano cento e cinquanta.
Quando sia poi seduta,
come faremo a farla mangiare?
Le hanno portato sette infornate di pane,
ne ha avuto neppure fino all’indomani.
Quando poi abbia mangiato,
come faremo a farla bere?
Hanno portato sette brente di vino,
appena bagnato il suo bocchino.
Quando poi abbia bevuto,
come faremo a farla coricare?
L’hanno coricata su un paglione
che ci stavano sette battaglioni.
Quando poi sia coricata,
come faremo per farla dormire?
Sette chitarre e sette violini,
tutti attorno al suo sederino.

http://corocet.it/wp-content/uploads/La-Brandolina.pdf
https://tecadigitale.cai.it/partiture/000077859_122.pdf

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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