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Heming e la troll della montagna (Heming og Gyvri & Heming och Bergtrollet)

Heming e la troll della montagna è una ballata scandinava in cui il giovane Heming (già antagonista di Re Harald Handrade vedi Heming og Harald kongen) è protagonista di una nuova avventura, nella quale deve vedersela con una troll femmina che tiene prigioniera la sua amata. Ma il giovane eroe “che sa correre sugli sci”(*) ha naturalmente la meglio.

NB: La ballata è diffusa in Norvegia e in Svezia; qui presenteremo entrambe le versioni.

(*) Nel gennaio 1916 a Slemdal, un sobborgo di Oslo, fu fondato uno sci club intitolato a Heming, e il cui motto riprendeva il ritornello della ballata “Heming il giovane sapeva correre sugli sci”

la storia

La trolla della montagna nei panni di una megera

La ballata è una tipica “storia di troll” in cui la fanciulla rapita viene riportata in salvo dal prode cavaliere, qui con corollario di il Bello e la Bestia. Heming è a sciare in montagna e a cacciare orsi polari. È sera, ma vede che c’è luce giù in un antro nella roccia, dove siede una vecchia troll. Audace come sempre Heming la incontra e le propone uno scambio: resterà a vivere con lei sulla montagna in cambio del suo oro e della fanciulla che tiene prigioniera, La troll si veste ed ed esce per preparare il matrimonio. Heming ne approfitta per liberare la ragazza e fuggire con lei e l’oro. La troll li insegue furiosa e nei pressi di un ponte dove si erge una croce si trasforma in pietra

la versione norvegese (Heming og Gyvri)

La maggior parte delle ballate norvegesi provengono dal Telemark, ma questa è stata anche ritrovata anche in molte altre regioni.

Tutte le versioni norvegesi hanno in comune una forte impronta simbolica, che le avvicinano alle ballate del genere naturmytiscke, quelle in cui si confrontano esseri umani e “creature del sottosuolo”. I personaggi della storia sono presentati con pochi dettagli, quasi come “archetipi”.
Un Gyvri (anche Gygra o Gygri) è una troll femmina, una maga (o meglio una strega, che “fruga con il naso nel fuoco”), ma nella ballata è spesso chiamata anche “madre”. La tana degli orsi, la montagna stessa potrebbero simbolizzare il grembo materno. Non solo; la troll si veste con una tunica di diciotto pelli di bue; evidente il richiamo al numero 9, sacro nella mitologia norrena, ma anche alla durata della gravidanza umana.
Nell’antro della troll Heming arriva nella notte del solstizio, la notte del cambiamento, quella che indica una svolta e l’inizio di un nuovo ciclo.
La bella fanciulla, della quale nulla si sa (era la fidanzata o la sposa di Heming?) se non che che gli dà conforto, quando volge gli occhi a oriente, sembra simbolizzare il vedere “la luce/il sole”, nell’uscire dal grembo materno. Come una sorta di rinascita. Nel contempo, anche la troll deve volgere lo sguardo a est e, come capita a tutti i troll, diventa pietra. Ma non una pietra qualsiasi, bensì un tumulo. Una dicotomia nascita-morte inestricabilmente legate.

la ballata

(TSB E 144) trascrizione di L.M.Lindemann (1848)

Heming tog bogjen på sin bak,
og pilekorgi ved side.
So mundi han seg åt fjølle gå,
han visste eit bjønnehie.

Hemingen unge kunne på skiom renne.

Han rende bå’ bratt og flatt,
so lett han på skio flyge.
Då blei han var i bergje inn,
Bjartan elden lyse

God eftan, du Gyvramor,
som karar med nasen i eldi.
Vil du låna meg hus i nott,
så seint om joleftans kvelli.

Gjønne ska’ du få hus hjå meg,
men steikje ska’ eg dinnom felle.
Hot er du fer ein horeson.
så seint om joleftans kvelle.

Eg er ingjen horeson,
slikt må du inkje tru.
Eg er Heming den Unge,
i berget med deg vil eg bu.

Å er du Heming den Unge,
som i berget med meg vil bu,
då må eg av andre fjølli,
og til våres bryllaup bu.

Gyvramor tok kjortillen på,
ar i atten oksehuder.
Det var Heming den Unge,
da tok han til å grue.

Tok dei gangaren av stallen ut,
var atten alen under nio.
Gyvramor i sadlen sprang,
og beina dei slepa te jord.

Det var Heming den Unge,
glodde seg opp ifrå.
Så fekk han sjå kor dei nykla heng,
der hand bå’e store og små.

Så let han opp den eine døri,
igjennom den andre han tro:
Fann han der den vene jomfru,
ho skjein som gull i ro.

Så tok han så mykji gull
som han var kar om å finne.
Tok han jomfrua på sin arm,
og sette på skio sine.

Så løyo han av dei høge fjøll,
og nedan ivi dei låge.
Der møter han ho Gyvri,
med atten av sin måge.

Høyre du Heming den Unge,
hot eg vil deg volde.
Må eg få att den vene møy,
og gullet må du beholde.

Og det var Heming den Unge,
vende han augo åt øster.
Der kjem opp den venaste møy,
ho skal deg full trøste.

Gygri seg mot aust munde snu,
soli ho skein i augo.
Då blei ho i flintestein,
standane neri haugo.

Heming si mise l’arco sulla schiena,
e il cestino della freccia al fianco
Così sarebbe andato in montagna,
sapeva di una tana di orsi.

Heming il giovane sapeva correre sugli sci

Andava sul piano e in salita
Così facilmente volava sugli sci
Poi è giunto sulla montagna
(vedendo) la brillante luce di un fuoco

Buona sera o madre Gyvri
che scavi con il naso nel fuoco
Mi presteresti la casa per la notte
Che è così tardi in questa sera del solstizio?

Bene, puoi stare in casa con me
Ma posso farti cadere nel fuoco
Dove stai andando tu maledetto(1)
Così tardi nella sera del solstizio?

Non sono un maledetto
Non devi credere una cosa del genere
Sono Heming il giovane
E con te sulla montagna voglio vivere

Oh sei tu Heming il giovane
Che vuole vivere con me sulla montagna
Allora devo andare per altre montagne
A preparare il nostro matrimonio

Gyvri la madre indossò una veste
di diciotto pelli di bue
E fu così che il giovane Heming
cominciò ad avere paura

Portarono il cavallo fuori dalla stalla
era diciotto cubiti sotto nove
Gyvri la madre corse in sella
trascinando le gambe a terra

E fu così che il giovane Heming
Guardò dal basso in alto
Vide dove pendevano le chiavi
Appese sia grandi che piccole

Allora aprì una delle porte
attraverso l’altra andò
Trovò laggiù una bella fanciulla
Che brillava come oro puro

Poi prese tutto quanto l’oro
che riuscì a trovare
Prese in braccio la fanciulla
e la depose sugli sci

Così discesero dall’alto monte
E quando furono più in basso laggiù
incontrarono la strega madre
con le sue diciotto pelli

Ascolta tu Heming il giovane
quello che voglio proporti
Possa io riavere la fanciulla
e tu tenere l’oro

E fu così che Heming il giovane
Volse gli occhi verso est
Là giunge la fanciulla più bella
Lei ti darà ogni conforto

La Gygri dovette volgersi verso est
Il sole le splendeva negli occhi
Poi si trasformò in pietra
immobile giù in un tumulo

(1) letteralmente “figlio di puttana”

La versione svedese (Heming och Bergtrollet)

Il nucleo della storia è lo stesso di quella norvegese, ma una serie di dettagli significativamente diversi finiscono per dare alla ballata svedese un “mood” tutto suo. Qui infatti scompaiono molti dei simbolismi che caratterizzano la ballata norvegese e il racconto assume un tono più esplicitamente avventuroso e meno da naturmytiscke viser. Il confronto tra Heming e la Troll, più che quello tra un umano e una creatura del sottosuolo, sembra una battaglia tra pari (se mai ricorda un po’ la sfida tra Heming e il re Harald, sia nella sfrontatezza del giovane Heming che nella relativa dabbenaggine dell’antagonista). Non a caso in tutta la ballata svedese la troll viene sistematicamente e sprezzantemente chiamata kjerring (strega) o al più gamla gumma (vecchia donna), quasi a sottolineare il suo essere brutta e sporca, piuttosto che dotata di poteri soprannaturali. E la fanciulla è chiaramente indicata come la fidanzata di Heming, viene esplicitamente citato il suo rapimento ad opera della troll. Inoltre l’epilogo della storia è simile a quello della ballata norvegese, ma qui la troll davanti alla croce non diventa un tumulo, ma più “laicamente” una pietra miliare.

Il testo è quello trascritto e cantato da Ingierd Gunnarsdotter (1670).
(Sveriges medeltida ballader, edited by B.R. Jonsson, et al., Svenskt Visarkiv, Stockholm, Almqvist & Wiksell International, 1983-2001.)
La mia traduzione segue quella inglese di Tom Pettitt (University of Southern Denmark)

1. Däth första Barn som Norcka fick
dän kallades Bagga Swen
Först lärde han på Skijde löppa
Sedan beeta Hiortar och Rehn.
Hemming hin Vnge kunde wähl vppå Skijderna löppa

2. Hemming åtte en Fästemö  
Och däth war mycket länge
Gygeren stahl henne af kyrckan vth.
vnder så stort it tränge.

3. Däth lijder så fast åth wåhre tijdh  
at bönder sku plogen drifwa  
Hemming tappar sine Oxar bort  
och vndrar hwart dee skulle blifwa.

4. Heming leeter skogh och skiuhl  
och i dhe trånge yde  
Finner han på den hwijta Biörn  
hans vngar låge och didde.

5. Hemming spände sin boge moth footh
skiöth Biörnen i sin sijda  
Dätta skal intet giöra dig så godt
som dine vngar didde.  

6. Vp då reess den hwita Biörn
och klapper honom medh sine loofwer
Dätta ey heller dig så godt
som du låge hoos din kierast och soffwe

7. Hemming leeter bettre fram
vth widh den wilde Siöstrande
Der finner han på den gambla Gumma
som rörde medh Näsa i brande.

8. Heming gick åth Berget blå
fåer see dhe gnister ryka
Däth är bettre här inne boo
ähn gå vthe och frysa.

9. Hwadan ästu kakebarn
mädan du kommer så seerla
Antingen will tu Elden tigga
eller herberg om qwälle.

10. Kalla migh intet kakebarn
Jagh wil intet så heeta
Hwem som migh kallar kakebarn
skal ey eftter olyckan leeta.

11. Dy Jagh är intet kakebarn
fast digh ähn tyckes så
Men Jagh är en kongesohn
och mehner din dotter få.

12. Höer du kiering hwad Jagh seyer tig
en ting wil Jag af tig tigga
Om Jag kan få dit röda Guld
och Jungfrun i sängen ligger?

13. Fuller kan du mit röda guld få
och Jungfruen i sängen ligger
Om du wil lofwa migh på din troo
här ihnj Berget at bygga.

14. Däth wil Jagh låfwa tigh på min troo
her ihnj Berget at bygga
Om Jagh wiste dit röda Guld
medh Jungfruen i sängen ligger.

15. Kieringen togh på sigh en ruggepelss
hoon wille intet frysa
Så lopp hoon heela landet om
den Bröllopskosten at kiysa.

16. Då togh hemming sin Fästemö
vth begynte til at springa
Dånade hans wähna Wijff
när Berget började skunga.

17. Hemming togh lijtet miäller snjö
och stryker i hennes Enne
Qwicknade hans wähna Wijff
och heming loogh åth henne.

18. Kieringen kom i berget ihn
och lette i hwarje Wråer
Borte war hennes röde Guld
och Jungfrun i Sängen lågh

19. Kieringen fohr vhr berget blåå
öfwer dee mörke Skoger
hwart däth trä i marken stodh
boygde sigh nedh til Jorde.

20. Däth war heming vnge
kom moth den salte fiohl
Effter kom denn gambla Gumma
hennes tunga hengde ned til Jord.

21. Jnnan han kom till Långe broo
der som korset stånder
herre Gud tröste migh fager Vnger Swen
och hielpe mig nu af wånde.

22. När kieringen kom til Långebro
och fick see korset stånda
Så sprack hoon i stycken sönder
och heming blef vthan wånde.

23. Höör du heming hwadh Jagh seyer tig
en ting wil Jagh af tig tigga
hielp migh nu i Berget igen
at Jagh här icke må ligga.

24. Hör du kiering hwadh Jagh seyer tig
medh tine skietne Särker
Du äst intet bettre werd
ähn liggia til wägamarke.

1. Il primo figlio che Nocka ha partorito
Fu chiamato Bagga Lad
Per prima cosa gli insegnarono a sciare
Poi a cacciare cervi e renne
Heming il giovane sa correre bene sugli sci

2. Heming aveva una fidanzata
E così era da molto tempo
La Troll la portò via dalla chiesa
mentre questa era affollata

3.Si stava avvicinando la primavera
quando i contadini devono guidare i loro aratri
Heming non riusciva a trovare i suoi buoi
E si chiedeva dove fossero finiti

4. Heming cercò nei boschi e nei fossi
e nei luoghi più nascosti
Trovò allora l’orsa bianca
che giaceva allattando i suoi cuccioli

5. Heming tese l’arco contro il piede
E colpì l’orsa ad un fianco
“Questo non ti farà certo piacere
Come allattare il tuo cucciolo”

6. La bianca orsa si alzò
e lo colpì con la sua zampa
“Questo non ti farà certo piacere
come giacere e dormire con la tua amata”

7. Heming continuò a cercare più oltre
lontano dalle rive del selvaggio mare
dove trovò la vecchia donna
Che frugava con il suo naso nel fuoco

8. Heming era arrivato alla montagna blu
E vide il fumo e le scintille
Ma era meglio entrare dentro
che stare fuori e congelare

9. Da dove arrivi ragazzino
Da giungere così tardi la sera?
Vuoi forse trovare un fuoco per scaldarti
O un rifugio per la notte

10. Non chiamarmi ragazzino
Non voglio essere chiamato così
Chiunque mi chiami ragazzino
Non avrà bisogno di cercare la sventura

11. Perché io non son un ragazzino
Anche se tu pensi che sia così
Io sono figlio di un re
e intendo avere tua figlia

12. Ascolta Vecchia che cosa ti dico
di una sola cosa voglio pregarti
Posso avere il tuo oro rosso
e la fanciulla che giace nel letto?

13. In effetti puoi avere il mio oro rosso
e la fanciulla che giace nel letto
Se prometti in fede tua
di vivere qui sulla montagna

14. Questo ti prometto in fede mia
di restare qui sulla montagna
Se sapessi che il tuo oro rosso
sta con la fanciulla nel letto

15. La Vecchia indossò una ruvida pelliccia
Non voleva certo congelare
Poi corse per tutta la regione
per scegliere il cibo del matrimonio

16. Allora Heming portò via la fidanzata
e iniziarono a correre
Ma la bella sposa cadde svenuta
quando la montagna iniziò a rumoreggiare

17. Heming prese un po’ di soffice neve
e gliela strofinò sugli occhi
la bella sposa si svegliò
Ed Heming le sorrise

18. Venne la Vecchia alla montagna
e cercò in ogni angolo
Ma se n’era andato il suo oro rosso
E la fanciulla che giaceva nel letto

19. La Vecchia si precipitò fuori dalla montagna blu Attraverso i boschi oscuri
Ogni albero che stava piantato sul terreno
si piegava fino a terra

20. E fu così che il giovane Heming
giunse alle onde salate
Dietro veniva la Vecchia
con la lingua che strisciava per terra

21. Prima di arrivare al Lungo Ponte
dove stava la croce
Signore Dio aiutami, (sono) un bel giovane
e salvami ora dal male

22. Quando la Vecchia arrivò al lungo ponte
e vide la croce che lì stava
Si frantumò in pezzi di pietra
Ed Heming fu sano e salvo

23. Ascolta Heming che cosa ti dico
Una sola cosa vorrei chiederti
Riportami sulla montagna
che qui io non devo stare

24. Ascolta Vecchia che cosa ti dico
Con il tuo lurido aspetto
non meriti di meglio
che giacere qui come una pietra miliare.

la ballata nel folk revival

Tiriltunga, trio originario del Telemark, attivo begli anni ’80
Folque, dall’album Vardoger (1977)
Kalenda Maya dall’album Norske Middelalder Ballader (1989)
Oyonn Groven Myrhen dall’album Gullveven (2008)

LINK

https://www.bokselskap.no/boker/kjempeballadar/tsb_e_144_hemingenoggygra
http://runeberg.org/fornsang/1/0147.html

Pubblicato da Sergio Paracchini

Sergio Paracchini, ascoltatore seriale di buona musica, dagli anni ’70 innamorato del folk revival (celtico e non solo). Gestisce il gruppo Facebook “Folk rock e dintorni”.

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