Breaking the Silence by Loreena McKennitt

Il sogno di un mondo libero senza oppressioni è quello di “Breaking the Silence” (in italiano “Rompere il silenzio”) brano composto da Loreena McKennitt come tributo a Amnesty International.
The dream of a free world without oppression is that of “Breaking the Silence”, a song composed by Loreena McKennitt as a tribute to Amnesty International.

Una intro strumentale eterea e tragica dominata da toni bassi/cupi e sintetizzatori elettronici in cui si stagliano i fraseggi chitarristici di Brian Hughes un po’ jazz e un po’ musica latina; il canto è una cantilena con due frasi urlate nel ritornello Oh my heart be strong (and guide when eyes grow dim) when ears grow deaf with empty words (when I know there’s life within) e nella strofa consolatoria finale in cui Loreena grida”May the spirit never die”

An ethereal and tragic instrumental intro dominated by low / dark tones and electronic synthesizers in which the guitar phrasings of Brian Hughes stand out, a little jazz and a little Latin music; the song is a chant with two phrases screamed in the refrain  Oh my heart be strong (and guide when eyes grow dim) when ears grow deaf with empty words (when I know there’s life within)  and in the final consolatory stanza where Loreena screams “May the spirit never die
Loreena McKennitt in Parallel Dreams 1989, molto coinvolgente il video, montato con immagini calzanti e drammatiche
(the video is very engaging, mounted with sharp and dramatic images)


I
I hear some distant drumbeat
A heartbeat pulsing low
Is it coming from within
A heartbeat I don’t know
II
A troubled heart knows no peace
A dark and poisoned pool
Of liberty now lost
A pawn an oppressor’s tool
Chorus
Oh my heart be strong
and guide when eyes grow dim
when ears grow deaf with empty words
when I know there’s life within
III
A gunfire shatters silence
where birds once sweetly sang
a mother cradles a child now dead
now death where life began
IV
From the troubled heart of South Africa/Nicaragua’s festering sore
the turmoil on the streets of China
death crying out for more
[Chorus]
V
A change is slow in coming
my eyes can scarcely see
the rays of hope come streaming
through the smoke of apathy
[Chorus]
VIII
May the spirit never die
though a troubled heart feels pain
when the long winter is over
it will blossom once again.
Traduzione italiana di Cattia Salto *
I
Sento dei tamburi in lontananza, il pulsare di un debole cuore,
proviene da dentro?
Un battito cardiaco, chissà.
II
Un cuore afflitto che non conosce la pace, una nera e avvelenata pozza
di libertà oggi perduta
una pedina, strumento del tiranno
Chorus
Oh cuore mio fatti forza
guidami quando gli occhi si offuscano
quando le orecchie si assordano di parole vuote, quando so che la vita ritornerà (1)
III
Uno sparo frantuma il silenzio, dove prima gli uccelli cantavano dolcemente
una madre culla un bambino appena morto, morte dove cominciava la vita
IV
Dal tormentato cuore del Sud Africa
dalla piaga marcia del Nicaragua
dal tumulto nelle strade della Cina
la morte sta gridando: ancora!
[Chorus]
V
Un cambiamento è lento ad arrivare
i miei occhi  vedono a mala pena
i raggi della speranza che si diffondono
tra  il fumo dell’apatia
[Chorus]
VIII
Che lo spirito mai muoia,
sebbene il cuore afflitto provi dolore, quando il lungo inverno è finito
rifiorirà ancora e ancora

NOTE
*riveduta dalla traduzione di  Flavio Poltronieri pubblicata qui
revised by the translation of Flavio Poltronieri published here
1) letteralmente: c’è vita dentro

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