Bones in the Ocean

“Bones in the Ocean” è la title track del primo EP dei The Longest Johns, un gruppo di giovani bully boys, che, negli ultimi anni si è distinto nell’ambito del Sea Shanties Revival.
La storia narrata in prima persona, ci descrive lo stato d’animo di un marinaio inglese, unico sopravvissuto al naufragio della sua imbarcazione (probabilmente un peschereccio).
Traumatizzato dall’evento egli continua a sentire le voci dei compagni affogati che lo chiamano, come un canto di sirena. Lo esortano a raggiungerli nel Fiddler’s Green, l’isola dei Beati Marinai e il loro richiamo martellante, notte e giorno, lo spinge a ritornare nel luogo del naufragio con una barchetta per tuffarsi in mare..
Senonchè mentre il marinaio affonda nell’abisso, l’istinto di sopravvivenza è più forte, e vince sul richiamo mortifero, probabilmente non riprenderà mai più il mare, ma è certo che anche lui finirà sull’Isola dei Beati Marinai quando arriverà il suo momento.

Testo di Dave Robinson 
Oh, I bid farewell to the port and the land
and I paddle away from brave England’s white sands
To search for my long ago forgotten friends
to search for the place I hear all sailors end

As the souls of the dead fill the space of my mind
I’ll search without sleeping ‘til peace I can find
I fear not the weather, I fear not the sea
I remember the fallen, do they think of me?
When their bones in the ocean forever will be


Plot a course to the night, to a place I once knew
To a place where my hope died, along with my crew
So I swallow my grief and face life’s final test
to find promise of peace and the solace of rest

As the souls of the dead fill the space of my ears
Their laughter like children, their beckoning cheers
My heart longs to join them, sing songs of the sea
I remember the fallen, do they think of me?
When their bones in the ocean forever will be


When at last before my ghostly shipmates I stand
I shed a small tear for my home upon land/Though their eyes speak of deaths filled with struggle and strife
their smiles, below, say I don’t owe them my life

As the souls of the dead fill the space of my eyes
and my boat listed over and tried to capsize
I’m this far from drowning, this far from the sea
I remember the living, do they think of me?
When my bones in the ocean forever will be


Now that I’m staring down at the darkest abyss
I’m not sure what I want, but I don’t think it’s this
As my comrades call to stand fast and forge on
I make sail for the dawn ‘til the darkness has gone

As the souls of the dead live fore’er in my mind
as I live all the years that they left me behind
I’ll stay on the shore but still gaze at the sea
I remember the fallen and they think of me
For our souls in the ocean together will be

Traducanzone di Lerenard Etlours
Oh, dico addio al porto e alla terra
E abbandono la sabbia bianca dell’Inghilterra
In cerca degli amici che dimenticai
In cerca della casa dei marinai

Ed il canto dei morti che mi riempie i pensieri
Cercherò senza sonno la pace di ieri
Io non temo il cielo e non temo il mar
Io ricordo i caduti, li potrò riabbracciar?
E le ossa in oceano potran riposar

Vira dentro la rotta dove la mia speranza
Morì in una notte con la mia ciurma
Col lutto in gola e il destino sul volto
Cerco il luogo in cui mi fu promesso il conforto

Ed il canto dei morti che mi riempie gli orecchi
Nella risa bambini, e di lacrime vecchi
E nel cuore con loro fischio il canto del mar
Io ricordo i caduti, li potrò riabbracciar?
E le ossa in oceano potran riposar

Quando incontro gli spettri dei miei camerati
Una lacrima verso per chi indietro ho lasciato
Ma se i loro occhi tremano di pena e fatica
I sorrisi mi assolvono della mia vita

Ed il canto dei morti che mi riempie le ciglia
E la barca mia impenna e affonda la chiglia
E il naufragar m’è dolce in questo mar
Io ricordo i caduti, li potrò riabbracciar?
Le mie ossa in oceano potran riposar

Ora che fisso il fondo del nero abisso
Non son più sicuro sia questo che voglio
Dei compagni le grida si fanno insistenti
Ma io nuoto alla riva tornando ai viventi

Ed il canto dei morti l’avrò sempre nel cuore
Conterò gli anni i giorni i minuti le ore
Con la sabbia nei piedi ma lo sguardo nel mar
So che un giorno i caduti saprò riabbracciar
E con loro in oceano potrò riposar

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

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