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Terre Celtiche Blog

Banks of Sacramento: Blow Boys Blow

“Banks of Sacramento”, “Hoodah Day Shanty”, “Ho! For California!” is a popular sea shanty with several versions and melodies.

“Banks of Sacramento”, “Hoodah Day Shanty”, “Ho! For California!” è una sea shanty che presenta svariate versioni dovute alla sua vasta popolarità.

La versione del Marinaio John Short: Blow Boys Blow

Tom Brown Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1  

The authors write in the project notes “Neither Sharp nor Terry published this shanty.  All the other collectors give it as a capstan song, Hugill, in particular, says it was a favourite for raising the anchor.  Short gave it as a capstan shanty, and sang Sharp one verse only – straight from Stephen Foster’s Camptown Races which was written in 1850.  Doerflinger credits the Hutchinson Family, a famous New England concert troupe with the song Ho For California!, the chorus of which ran: “Then Ho Brothers Ho! To California go, There’s plenty of gold in the world, we’re told, On the Banks of the Sacramento” and dates it to the 1849 gold rush when, between 1849 and 1852, over ninety thousand emigrants shipped ‘round the corner’ (Cape Horn) in the hopes of finding riches in the gold fields. It was Sharp’s editorial policy that made him omit this shanty from his publication: as he said in the introduction to English Folk-Chanteys, “I have omitted certain popular and undoubtedly genuine chanteys, such as ” The Banks of the Sacramento”, ”Poor Paddy works on the Railway”, “Can’t you dance the Polka,” “Good‑bye, Fare you Well,”,etc.,… on the ground that the tunes are not of folk-origin, but rather the latter‑day adaptations of popular, “composed” songs of small musical value.” Doerflinger quotes three different sets of words that have been used for this shanty: we have expanded Short’s verse with others that relate to the message of the chorus. It is another of the many shanties that ultimately derive from contemporary song-writing for the stage in concert-troupe and minstrel show – and this is reflected in our use of fiddle and banjo.”

John Short

Nelle note del progetto gli autori scrivono “Né Sharp né Terry hanno pubblicato questa sea shanty. Tutti gli altri collezionisti la danno come una canzone all’argano, Hugill, in particolare, dice che era per l’alzata dell’ancora. Short la classifica come capstan shanty, e ha cantato a Sharp solo un verso- direttamente dalla Campbell Races di Stephen Foster che ha scritto nel 1850. Doerflinger l’accredita alla famiglia Hutchinson, una famosa compagnia concertistica del New England con il titolo “Ho For California !”, con il coro  che recita “Then Ho Brothers Ho! To California go, There’s plenty of gold in the world, we’re told, On the Banks of the Sacramento” e la data alla corsa all’oro del 1849 quando, tra il 1849 e il 1852, oltre novantamila emigranti navigarono” round the corner “( Capo Horn) nella speranza di trovare la ricchezza.
È stata la politica editoriale di Sharp a fargli omettere questa sea shanty dalla sua pubblicazione: così disse nell’introduzione ai English Folk-Chanteys “Ho omesso certi canti popolari e indubbiamente genuini, come ” The Banks of the Sacramento”,” Poor Paddy works on the Railway”, “Can’t you dance the Polka,” “Good‑bye, Fare you Well,” ecc., per il fatto che le melodie non sono di origine popolare, ma piuttosto l’adattamento dell’ultima ora di canzoni popolari, “composte” di scarso valore musicale.”
Doerflinger cita tre diverse serie di parole che sono state usate per questa sea shanty: abbiamo ampliato il verso di Short con altri che si riferiscono al messaggio del coro. È un’altra delle tante sea shanty che derivano in ultima analisi dal cantautorato contemporaneo per il palcoscenico vaudeville dell’avanspettacolo – e questo si riflette nel nostro uso del violino e del banjo



I
I went out with my hat caved in
Hoodah(1), to my hoodah,
I went out with my hat caved in
Hoodah, hoodah day,
It’s round Cape Horn(2) in the month o’ May
now around Cape Horn
we are bound to straigh
Blow boys blow, For California O,
There’s plots of gold so I’ve been told
On the banks of Sacramento (3).

II
It’s to Sacramento we ‘ll go
For we are the bullies (4) who kick ‘er through.
Round the Horn an’ up the Line
We’re the bullies for to make ‘er shine.
III
Around Cape Stiff (2) in seventy days
it’s two thousand miles or so they said
Breast yer bars (5) an’ bend yer backs,
Heave an’ make yer spare ribs (6) crack.
Traduzione italiana di Cattia Salto
I
Uscivo con il mio berretto floscio
Hoodah, to my hoodah,
Uscivo con il mio berretto floscio
Hoodah, hoodah day.
A doppiare Capo Horn nel mese di Maggio
verso Capo Horn
dobbiamo navigare
Forza ragazzi forza, per la California -O
c’è un sacco d’oro così m’han detto
sulle rive del Sacramento
II
A Sacramento andremo
perchè siamo noi i maschioni che la fanno divertire.
A doppiare l’Horn e oltre all’Equatore
siamo i bulli che la faranno risplendere.
III
A doppiare Capo Stiff in 70 giorni
sono duemila miglia o così dicono.
Petto sulle aspe, e piegate le schiene
tirate fino a rompervi le costole

NOTES
1) or Doo-dah! From  “Who da hell is dat?” Who-Da…hoodah
2) Cape Horn said by the sailors “Cape Stiff”, is often mentioned in the sea shanties, it’s the black cliff at the end of South America, where the masses of water and air from the Atlantic and the Pacific collide, causing winds that they range from 160 to 220 km / h and an almost prohibitive ascent to the west. Several factors combine to make the passage around Cape Horn one of the most hazardous shipping routes in the world (cemetery of numerous unlucky ships): strong winds, waves and wandering icebergs.
3) the Californian gold rush began in January 1848 right on the banks of the Sacramento
4) “bully” has many meanings: in a positive sense a “very good” sailor, or “first rate”, but “bully” is also the troublemaker always ready to fight.
5) Breast the bars: leaning deeply so as to push the weight of the body at the chest against the capstan bars.
6) “spare ribs” are pork ribs

NOTE
1) hoodah ha diversi significati gergali, anche  scritto come Doo-dah! Dall’esclamazione  “Who da hell is dat?” Who-Da…hoodah
2) detto dai marinai “Cape Stiff”, il temuto Capo Horn è spesso menzionato negli shanties, la nera scogliera all’estremità dell’America Meridionale dove si scontrano le masse d’acqua e d’aria dell’Atlantico e del Pacifico, provocando venti che vanno dai 160 ai 220 Km/h e una risalita verso Ovest quasi proibitiva. Doppiare Capo Horn era un’impresa temuta dai marinai, per i forti venti, le grani onde e gli iceberg vaganti, cimitero di numerose navi sfortunate.
 “Grandi Naufragi” impossibile stabilire il numero delle navi che sono andate perdute in queste estreme acque tra le onde alte anche 20 metri. Tempeste di neve, violenti uragani, nebbie e pericolosi iceberg alla deriva, fanno capire quanto sia stato difficile passare indenni per la via di Capo Horn. I pochi naufraghi dovevano affrontare oltre all’inospitalità di quelle terre anche l’avversità degli indigeni che aggredivano i superstiti per depredarli di alcool ed armi. (tratto da qui)
3) la corsa all’oro californiano ebbe inizio nel gennaio del 1848 proprio sulle rive del Sacramento
4) bully è un termine da marinai con molti significati: in senso positivo per dire che il marinaio è un tipo “very good”, o “first rate”, ma bully è anche l’attaccabrighe sempre pronto a fare a pugni.  Quando il comandante dava del bullies alla sua ciurma li appellava come degli “sbruffoni”
5) Breast the bars: leaning deeply so as to push the weight of the body at the chest against the capstan bars.
6) spare ribs sono le costine del maiale

 LINK
http://www.umbermusic.co.uk/SSSnotes.htm

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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