The Lighthouse’s Tale by Nickel Creek

Not a traditional ballad but a ballad written by Adam McKenzie and Chris Thile for the debut album of the Nickel Creek. As in a Victorian tale, it is the Lighthouse  of a remote island to remember the past time, when a guardian with his betrothed lived there. A sad and moving story that speaks of loneliness and solitary lives.
Non una ballata tradizionale ma pur sempre una ballata scritta da Adam McKenzie e Chris Thile per l’album di debutto dei Nickel Creek. Come in un racconto vittoriano è il faro di una sperduta isoletta a ricordare del tempo che fu, quando con lui viveva il guardiano con la sua promessa sposa. Una storia triste e commovente che parla di solitudine e di vite solitarie.

‘The Lighthouse’s Tale’ is a single released in 2000 for their debut album produced by the bluegrass legend Alison Kraus this is the reduced version at about 3 minutes (for radio listening)
‘The Lighthouse’s Tale’ è un singolo uscito nel 2000 per il album di debutto prodotto dalla leggenda bluegrass Alison Kraus questa è la versione ridotta a circa 3 minuti (per l’ascolto radio)

Nickel Creek in Nickel Creek 2001 full version


I
I am a lighthouse,
worn by the weather and the waves. 
I keep my lamp lit,
to warn the sailors on their way. 
I’ll tell a story,
paint you a picture from my past.
I was so happy,
but joy in this life seldom lasts.
II
I had a keeper,
he helped me warn the ships at sea. 
We had grown closer,
‘till his joy meant everything to me. 
And he was to marry,
a girl who shone with beauty and light. 
And they loved each other,
and with me watched the sunsets into night. 
Chorus:
And the waves crashing around me,
the sand slips out to sea. 
And the winds that blow remind me,
of what has been, and what can never be. 

III
She’d had to leave us,
my keeper he prayed for a safe return. 
But when the night came,
the weather to a raging storm had turned. 
He watched her ship fight,
but in vain against the wild and terrible wave. 
In me so helpless,
as dashed against the rock she met her end. 
[CHORUS]
IV
Then on the next day,
my keeper found her washed up on the shore. 
He kissed her cold face,
that they’d be together soon he’d swore. 
I saw him crying,
watched as he buried her in the sand.
And then he climbed my tower,
and off of the edge of me he ran. 
[CHORUS]
V
I am a lighthouse,
worn by the weather and the waves.
And though I am empty,
I still warn the sailors on their way.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Un faro
logorato dal tempo e dalle onde
mantengo la lampada accesa,
per allertare i marinai in viaggio.
Ti racconterò una storia
per illustrarti un’immagine del mio passato
di quando ero tanto felice,
ma la gioia in questa vita raramente dura.
II
C’era un guardiano
che mi aiutava ad allertare le navi in mare-
Ci eravamo affezionati,
e la sua felicità significava tutto per me
e doveva sposarsi,
una fanciulla che spandeva bellezza e luce
e loro si amavano l’un l’altro, e con me guardavano il sole tramontare nella notte
Coro
E le onde s’infrangono intorno a me,
la sabbia scivola verso il mare.

E i venti che soffiano mi ricordano
ciò che è stato e che non sarà mai più

III
Lei dovette lasciarci, il mio guardiano pregava per un trasporto sicuro
Ma quando arrivò la notte, il tempo si era trasformato in una tempesta furiosa.
Guardò la sua nave combattere, ma invano, contro l’onda selvaggia e terribile.
In me così impotente, mentre sfrecciava contro la roccia, lei incontrò la sua fine.
[CORO]
IV
Poi il giorno dopo, il guardiano la trovò portata a riva dalla corrente.
Le baciò il freddo viso,
e giurò che sarebbero stati presto insieme.
Lo vidi piangere,
guardavo mentre la seppelliva nella sabbia.
E poi scalò la mia torre,
e fuori dalla balconata sì gettò.
[CORO]
V
Sono un faro
logorato dal tempo e dalle onde,
e sebbene sia disabitato
ancora allerto i marinai in viaggio

NOTE
see Jane Ellen to her Musical Takeaway
rimando al blog di Jane Ellen per la lettura della struttura musicale

LINK
https://janeellen.com/blog/jmt_1.04_side_dish:_the_lighthouses_tale/

Roll the Cotton Down – Moses! Sea shanty

This sea shanty comes in two versions, one as halyard shanty and the other as capstan shanty  (with the addition of a large choir)
Stan Hugill reports six versions classified in the Halyards, in which the verses of the black stevedores mixed with typical themes of the sea shanties: Black Ball line, Paddy on the Railway, Long Time Ago with the ubiquitous and infamous Cape Horn.
Questa shanty si presenta in due versioni una per gli alaggi e l’altra per il sollevamento dell’ancora (con l’aggiunta di un
grande coro)
Stan Hugill
riporta sei versioni classificate nelle Halyards, in cui si accostano i versi degli scaricatori neri di cotone (Black stevedores ) con temi tipici delle sea shanty: Black Ball line, Paddy on the Railway, Long Time Ago con l’onnipresente e famigerato Cape Horn.

Captain Leighton Robinson, 1939


Oh, away down South where I was born,
Oh, roll the cotton down,
Away down South where I was born,
Oh, roll the cotton down.

A dollar a day is the white man’s pay,
I thought I heard our old man say,
We’re homeward bound to Mobile Bay (1).
Oh, hoist away that yard and sing.
Traduzione italiana Cattia Salto
Oh, via dal Sud dove sono nato
Oh scarica il cotone
Oh, via dal Sud dove sono nato
Oh scarica il cotone

Un dollaro al giorno è la paga di un bianco
credo di aver sentito il capitano dire
Siamo in partenza per Mobile Bay
Oh issa quel pennone e canta

NOTE
1) Mobile Bay was an important southern port famous for exporting cotton bales
Mobile Bay era un importante porto del Sud famoso per l’esportazione delle balle di cotone

BLACKBALL LINE version

Paul Clayton & The Foc’sle Singers in  Foc’sle Songs and Shanties (Folkways, 1959)


Oh, away down South where I was born,
Roll the cotton down,
I used to work from night till morn(ing)
Roll the cotton down.

I thought I’d go and signed the Line
and for the sailors the sunshine shine.
A dime a day is a Black man’s pay
a white man’s pay is a dollar a day.
I served my time in the Black Ball Line
it was there I wasted all my prime.
Oh the Black Ball Line is for me the line
that’s when you fly the number nine. (???)
???  I went one day
and for Liverpool town we sail away.
Traduzione italiana Cattia Salto
Oh, via dal Sud dove sono nato
Oh scarica il cotone
dove ero solito lavorare dalla notte fino al mattino/Oh scarica il cotone

Pensai di andare ad arruolarmi sulla Line
dove per i marinai splendeva il sole
Una monetina al giorno è la paga di un nero
la paga di un bianco è un dollaro al giorno
ho lavorato sulla Black Ball Line
era là che sprecai la mia gioventù.
Oh la Black Ball line è la compagnia per me
??
?? andai un giorno
e per la città di Liverpool salpiamo

NOTE
ancora delle difficoltà di comprensione linguistica nella trascrizione

Roll the cotton, Moses

On his YouTube channel, Hulton Clint began a great project, to singall the chanteys (“over 400 shanties,” ) from Stan Hugill’s book, so Hulton Clint writes: “This chantey has both a halyard and a capstan form, the later being distinguished by its grand chorus of “Roll the cotton, Moses.”… Hugill’s versions “A” and “B” have the same melody and chorus, but he seems to have divided them as such just due to the rough coherence of lyrical theme. The first “speaks to Negro nostalgia”; most of its verses are far too quaint to provide much interest nowadays. The chantey does probably derive, however, from a minstrel song that took that tone. The second version has to do with the work of screwing cotton. I selected verses from each and combined them (as would be done), rather than setting out two artificially distinct variants.”
Sul suo canale You Tube Hulton Clint ha iniziato un grande progetto, cantare tutte le canzoni (oltre 400 titoli) dal libro di Stan Hugill, così scrive “Una canzone marinaresca con la forma sia di una halyard che di una capstan shanty, la seconda essendo distinta dal grande coro di “Roll the cotton, Moses”…  Le versioni di Hugill “A” e “B” hanno la stessa melodia e ritornello, e sembrerebbe siano state divise solo per una più stretta coerenza al tema lirico. Il primo “parla della nostalgia negra”; la maggior parte dei suoi versi è troppo bizzarra per offrire molto interesse al giorno d’oggi. Il chantey probabilmente deriva, tuttavia, da una canzone menestrello che ha preso quel tono. La seconda versione ha a che fare con il lavoro dello stivaggio del cotone. Ho selezionato i versi da ciascuno e li ho combinati (come si sarebbe fatto), piuttosto che impostare due varianti artificialmente distinte.

and finally the “Sailor” version for BalconyTV Poznan (Poland)
e per finire la versione dei “Sailor” per BalconyTV Poznan (Polonia)

LINK
https://www.loc.gov/item/2017701738/
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.com/2012/02/93-101-roll-cotton-down-series.html
http://www.thepirateking.com/music/rollthecottondown.htm
https://www.jsward.com/shanty/roll_the_cotton_down/index.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72644

https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=114864
http://www.janetelizabeth.org.uk/shanties/RolltheCotton.pdf
https://www.wrenmusic.co.uk/gallery/roll%20cotton%20down%20lyrics.pdf