Johnnie Cope

From “Drums of Autumn” of the Outlander saga written by Diana Gabaldon chapter 4.
In the future Roger sings many popular airs at the Celtic Festival in New England (Outlander Season 4, episode 3)
And here’s one from the ’45,” he said. “This one is from the famous battle of Prestonpans, at which the Highland Army of Charles Stuart routed a much greater English force, under the command of General Jonathan Cope.” 
[In “Tamburi d’Autunno” della saga “La Straniera” di Diana Gabaldon, capitolo 4.
Nel futuro Roger canta molti brani popolari al Festival Celtico nel New England (Outlander stagione 4, terzo episodio)
“E adesso eccovene una del ’45” annunciò. “Viene dalla famosa battaglia di Prestonpans, nella quale l’Esercito delle Highlands di Charlie Stuart sbaragliò le forze inglesi, assai più numerose, sotto il comando del Generale Jonathan Cope”

“Johnnie Cope” is a jacobite song related to the Battle of Prestonpans (a location not far from Edinburgh – Scotland) composed by Adam Skirving . The Scots remember it as the battle of Gladsmuir because of an old prophecy that the pretender to the throne of Scotland would be victorious to Gladsmuir.
“Johnnie Cope” è una canzone giacobita riferita alla battaglia di Prestonpans (una località poco  lontano da Edimburgo – Scozia) composta da Adam Skirving. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir.

charlie-letterA lot of textual versions: almost all begin with the description of a correspondence between John Cope and Charlie Stuart (the Young Pretender), obviously invented, to create a tasty affair between them and they end with Cope terrified at the sight of the Highlanders charge!
The refrain taunts Cope giving him a Sleeping Beauty , the sarcastic verses and the cheerful melody have brought this piece to the present day, still played by many soloists and musical groups.
Le versioni testuali sono molteplici, anche se quasi tutte iniziano con  la descrizione di un carteggio tra John Cope e Charlie Stuart (il  Giovane Pretendente), ovviamente inventato, per creare un gustoso siparietto  tra i due protagonisti e si concludono con Cope terrorizzato alla vista della carica degli Highlander!
Il ritornello schernisce Cope dandogli del  bell’addormentato, i versi sarcastici e la melodia allegra, hanno fatto arrivare fino ai nostri giorni questo brano, ancora interpretato da molti  solisti e gruppi musicali.

TO THE TUNES ( LE MELODIE )

We have three distinct tunes as well as many textual versions, 
[Del brano ci sono almeno tre melodie distinte come pure  molte versioni testuali]
in “Companion” (Oswald, 1759, ix. 11)
in “Scots Tunes” (McLean, c. 1772, 23)
in “Airs” (Aird, 1783, ii. No. J2)
in “SMM”(Johnson, 1790)

The melody is the traditional march of the Scots Guards Regiment
La melodia è diventa la sveglia tradizionale delle Scots Guards Regiment 

Joseph Ritson version

A vigorous interpretation of a very young Andy Stewart ( I, II, IV, V, VI)
Una gagliarda interpretazione di un Andy Stewart giovanissimo 

Sparkling interpretation of Alaistair McDonald and an amazing arrangement with the banjo.
Spumeggiante  interpretazione di Alaistair McDonald e uno  strepitoso arrangiamento con il banjo.

The Tannahill  Weavers in Tannahill Weavers IV – 1981
the legendary “weavers of Tannahill” combined the melody with “The Atholl Highlanders” (here in jig version). The text has small variations in the choice of words [i mitici “tessitori di Tannahill” hanno accoppiato la melodia con “The Atholl Highlanders”  (qui in versione giga). Il testo ha delle piccole variazioni nella scelta delle parole]

Planxty in Cold Blow And The Rainy Night

And the Corries version with bodhran

Joseph Ritson, 1794
I
Cope sent a challenge frae Dunbar (1)
Sayin “Charlie (2) meet me an’ ye daur (3)
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
O Hey! Johnnie Cope are ye waukin’ (4) yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were waukin’ I wad wait
Tae gang tae the coals (5) in the morning.
II
When Charlie looked the letter upon
He drew his sword and scabbard (6) from
“Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.”
III
“Now Johnnie, be as good as your word
Come, let us try baith fire and sword
And dinna flee like a frichted bird
That’s chased frae its nest i’ the morning.”
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be a miss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
V
Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din (7)
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning (8).
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired (9) at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
VII
Now Johnnie, troth ye werena blate (10)
Tae come wi’ news o’ your ain defeat
And leave your men in sic (11) a strait
Sae early in the morning.
VIII
In faith, quo Johnnie, I got sic flegs (12)
Wi’ their claymores an’ philabegs (13
Gin (14) I face them again, de’il brak my legs
So I wish you a’ good morning.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Cope lanciò una sfida da Dunbar 
dicendo “Charlie incontratemi se osate,
e io vi insegnerò l’arte della guerra
se m’affronterete all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio ?
e i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio aspetterò prima
di andare nella miniera di carbone stamattina!
II
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite, seguitemi, miei valorosi
e affronteremo Johnny Cope all’alba”
III [Charlie]
“Ora Johnny, siate di parola,
venite, sfidiamoci con il moschetto e la spada
e non fuggite come un uccellino timoroso
che è cacciato dal nido all’alba”
IV
Quando Johnny Cope lo sentì
pensò che non sarebbe stato sbagliato
avere un cavallo pronto
per fuggire via all’alba.
V
Bene, allora Johnny alzati e scappa
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato all’alba
VI
Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò,
gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti all’alba”
VII
Non ti vergogni Johnny
di dover annunciare la tua sconfitta
e di aver lasciato i tuoi uomini nei guai
così di mattina presto?
VIII
“In fede” disse Johnny “mi è venuto un tale spavento per i loro spadoni e gonnellini,
che sia dannato se li affronterò di nuovo,
così auguro a tutti un buon giorno”

French translation
NOTE
1) Dunbar is a town on the south-east coast of Scotland about forty kilometers from Edinburgh, where Cope’s troops landed while the jacobites entered Edinburgh
Dunbar  è la cittadina della costa sud-est della Scozia a una quarantina di km da  Edimburgo, dove sbarcarono gli inglesi  mentre le truppe ribelli entravano in Edimburgo
2) Charles Stuart, the Young Pretender
3) daur =dare [sfidare]
4) wauking=waking 
5) 
The witness is a miner of the nearby coal mines who stopped for a few minutes to watch the British escape! [Il testimone è un minatore delle vicine miniere di carbone che si è fermato qualche minuto per assistere alla fuga degli inglesi e dice ironicamente a Cope: sbrigati ad alzarti che ho fretta di andare al lavoro!]
6) The phrase pronounced by the Bonnie Prince before the battle  “My friends I have flung away the scabbard!” [frase pronunciata dal Bonnie Prince prima della battaglia “Amici miei, ho gettato il fodero!“]
7)  “make their noise” [letteralmente fanno rumore]
8) bluidie morning= bloody morning [letteralmente  “perchè sarà una mattina sanguinosa (dannata)”]
9) speired=asked. The losses suffered by the British were heavy in the face of only thirty deaths in the Scottish camp. [Le perdite subite dagli inglesi furono pesanti a fronte di solo trenta morti nello schieramento scozzese.]
10) blate=shy, [timido]
11) sic=such
12) flegs=frights, [paure]
13) philabegs=kilts. The famous  highlanders charge!  [La famosa carica degli highlanders]
14) gin= if [Cope risponde “e se li incontrassi di nuovo, che il diavolo mi prenda”]

ATHOLL HIGHLANDERS

La melodia è stra-conosciuta, suonata come marcia o come jig. Atholl si trova nel cuore delle Highlands scozzesi e deriva il nome dal gaelico “ath Fodla” ovvero Nuova Irlanda conseguente alle invasioni nell’isola delle tribù irlandesi nel VII sec. Gli Atholl Highlanders sono un reggimento di fanteria scozzese alle dipendenze private del Duca di Atholl (tutt’ora effettivo a livello cerimoniale)
da The Fiddler’s  Companion
The name Athole (or Atholl) derives from  the Gaelic ath Fodla,  generally translated as New Ireland, and stems from the first invasion of the  northern land by the Irish tribe the Scots in the 7th century (Matthews,  1972). The tune, described sometimes as a Scottish warpipes  melody, is dedicated to the private army of the Duke of Atholl,  the last private army still legally existing (albeit on a token level) in the  British Isles (Boys of the Lough). The original Athole Highlanders (and the ones associated with the  tune) were the old 77th Highland Regiment, raised in 1778 and commanded by  Colonel James Murray. Musically, the tune contains a characteristic melodic  cliché in Scottish music in which a figure is followed by the same or a  related figure on the triad one tone below or above (Emmerson,  1971).

Il generale George Murray (1694-1760) che seguì la rivolta giacobita del 1745 era il sesto figlio di John Murray duca di Atholl.
The Argyll & Sutherland Highlanders

ROBERT BURNS: Sir John Cope Trode The North Right Far

“Sir John Cope Trode The North Right Far”, the Robert Burns version is collected in the Scots Musical Museum.
Burns recorded a short note on this piece in his commentary on the ‘Museum’ ‘The air was the tune of an old song, of which I have heard some verses, but now only remember the title, which was ‘Will ye go to the coals in the morning”. (from here)
“Sir John Cope Trode The North Right Far” è la versione di Robert Burns riportata nello Scots Musical Museum, nelle note Burns così commenta: “l’aria è la melodia di una vecchia canzone, di cui ho sentito alcuni versi, ma ora ricordo solo il titolo, che era ‘Will ye go to the coals in the morning”

Jamie McMenemy

Paul Kenna

Scots Musical Museum, 1790
I
Sir John Cope trode the north right far, 
Yet ne’er a rebel he cam naur,

Until he landed at Dunbar
Right early in a morning.
II
He wrote a challenge for Dunbar,

Come fight me Charlie an ye daur;
If it be not by the chance of war
I’ll give you a merry morning.
III
When Charlie look’d the letter upon

He drew his sword and scabbard from-
“So Heaven restore to me my own,
I’ll meet you, Cope, in the morning.”
Chorus
Hey Johnie Cope are ye wauking yet,
Or are ye sleeping I would wit:
O haste ye get up for the drums do beat,
Of fye Cope rise in the morning.

IV
Cope swore with many a bloody word
That he would fight them gun and sword,
But he fled frae his nest like an ill scar’d bird, And Johnie he took wing in the morning.

V
It was upon an afternoon,

Sir Johnie march’d to Preston town;
He says, “My lads come lean you down, 
And we’ll fight the boys in the morning.”
VI

But when he saw the Highland lads
Wi’tartan trews (1) and white cokauds,
Wi’ swords and guns and rungs and gauds,
O Johnie he took wing in the morning.
[chorus]

VII
On the morrow when he did rise,

He look’d between him and the skies;
He saw them wi’ their naked thighs,
Which fear’d him in the morning.
VIII
O then he flew into Dunbar,

Crying for a man of war;
He thought to have pass’d for a rustic tar,
And gotten awa in the morning.
IX
Sir Johnie into Berwick rade,

Just as the devil had been his guide;
Gien him the warld he would na stay’d
To foughten the boys in the morning.
[chorus]
X
Says the Berwickers unto Sir John,

O what’s become of all your men,
In faith, says he, I dinna ken,
I left them a’ this morning.
XI
ays Lord Mark Kerr (2), ye are na blate,

To bring us the news o’ your ain defeat;
I think you deserve the back o’ the gate (3),
Get out o’ my sight this morning.
[chorus]

traduzione italiano Cattia Salto
I
Sir John Cope prese la rotta per il Nord,
tuttavia mai nessun ribelle gli si avvicinò
finchè sbarcò a Dunbar
proprio all’alba
II
Egli scrisse una sfida da Dunbar 
“Charlie venite a combattere in duello se osate;
e se non fosse per il rischio della guerra
vi darei un Buon Giorno”
III
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Così il Cielo restituirà i miei diritti,
ti affronterò, Cope all’alba!”
Ritornello
Ehi Johnny Cope vorrei sapere
se sei già sveglio
o se stai dormendo,
affrettati ad alzarti che i tamburi rimbombano, vergogna, Cope, alzati è mattino!
IV
Cope giurò con parole di sangue,
che li avrebbe combattuti con il moschetto e la spada, ma fuggì dal suo nido come un uccellino timoroso e Johnny prese il volo all’alba
V
Era nel pomeriggio
che Sir John marciò su Preston
dicendo “Riposatevi miei compagni
e combatteremo i ribelli al mattino”
VI
Ma quando vide gli Highlander
con i pantaloni tartan e le bianche coccarde,
con le spade e moschetti e bastoni e pugnali
O Johnny prese il volo all’alba.
Ritornello
VII
Il giorno seguente quando si alzò
guardò tra lui e il cielo;
e li vide con le cosce nude
che lo spaventarono all’alba.
VIII
Oh allora si precipitò a Dunbar
gridando per i rinforzi,
credeva di essere preso per uno zoticone
a scappare all’aba
IX
Sir John corse a Berwick
come se avesse il diavolo alle calcagna;
non sarebbe rimasto per niente al mondo
a combattere i ribelli all’alba
Ritornello
X
Dicono quelli di Berwick a Sir John 
“Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti stamattina”
XI
Dice Lord Mark Kerr ” Voi non vi vergognate
di portarci la notizia della propria sconfitta?
Credo vi meritiate un punizione,
fuori dalla mia vista stamattina”
Ritornello

English translation
NOTE
1) tartan trousers
2) Cope had to report his defeat to the Berwick garrison commander, Lord Mark Kerr. He was court-martialed but exonerated from the accusation of having himself fled the battlefield.
Cope ha dovuto riferire la sua sconfitta al comandante della guarnigione di Berwick, Lord Mark Kerr. Fu sottoposto a corte marziale ma assolto dall’accusa di essere scappato dal campo di battaglia.
3) letteralmente “meritarsi il retro della porta” 

http://chrsouchon.free.fr/johnnie.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=111922

https://museu.ms/collection/object/55921/volume-iii-song-234-pages-242-and-243-johnie-cope-scanned-from-the-1853-edition-of-the-scots-musical?pUnitId=1134

http://singout.org/2013/01/29/robert-burns-and-the-art-of-rebellion-part-one-hey-johnie/
https://thesession.org/tunes/107

https://burnsc21.glasgow.ac.uk/johnie-cope/

A Week Before Easter – The False Bride english version

The ballad of the “False Bride” or the theme of unrequited love, surely dates back to 1600 and was sung in all the British Isles for centuries, following the channels of oral tradition, the press in the broadside ballads and in the collections of traditional arias, faceting in different versions and even melodic arrangements. Only at the beginning of the 20th century does the ballad seem to have gone out of fashion and relegated to the “old Folk songs”, however in some of its variants it was recovered during the folk revival of the 60s and 70s and also in more recent recordings.
Please refer to the detailed research by Jürgen Kloss on texts and melodies (cf)
La ballata della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, risale sicuramente al 1600 ed è stata cantata un po’ per tutte le Isole Britanniche per secoli seguendo i canali della tradizione orale, la stampa nelle broadside ballads e nelle collezioni di arie tradizionali, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Solo all’inizio del XX secolo la ballata sembra essere passata di moda e relegata nelle “old Folk songs”, tuttavia in alcune sue varianti è stata recuperata durante il folk revival degli anni 60-70 e anche in più recenti registrazioni.
Si rimanda alla dettagliata ricerca di Jürgen Kloss sui testi e le melodie (vedi
Scottish version
English version
Irish versions

The Tune

The first texts date back to the mid-1600s in a ballad entitled “The Forlorn Lover” (Douce Ballads 1 (83a) Bodleian Library). The melody takes up “Love Is The Cause Of My Mourning” from Atkinson Manuscript (1694/95), widespread as air for violin in Nothumberland (cf)
Between 1700 and 1800 several songs are found both in England and Scotland that always resume and develop the same theme that finally arrived in Ireland (The Forlorn Lovers in Patrick Kennedy Banks Of Boro. A Chronicle Of The County Of Wexford 1867).
I primi testi risalgono alla metà del 1600 in una ballata dal titolo “The Forlorn Lover” (Douce Ballads 1(83a) Bodleian Library), in italiano “l’amante disperato o abbandonato”. La melodia riprende “Love Is The Cause Of My Mourning” dall’Atkinson Manuscript (1694/95 ) molto diffusa come aria per violino nel Nothumberland (vedi)
Tra il 1700 e il 1800 si ritrovano diverse canzoni sia in Inghilterra che Scozia che riprendono e sviluppano sempre lo stesso tema approdato alla fine anche in Irlanda (The Forlorn Lovers in Patrick Kennedy Banks Of Boro. A Chronicle Of The County Of Wexford 1867).

From Orpheus Caledonius by William Thomson (1725) perhaps the original model from which the other ballads were derived.
[ forse il modello originario dai quali sono derivate le altre ballate]
John Henry Frederick Bacon (1868–1914) The Wedding Morning

In a cinematic sequence the protagonist tells some moments in which the bride approaches to the wedding: the dressing, the procession to the church and the fateful “yes”.
After attending the wedding of his ex-girlfriend, he, as in the Scottish version, lies down in a grave to seek death.
In una sequenza dal taglio cinematografico il protagonista narra di alcuni momenti in cui la sposa si appressa al matrimonio: la vestizione, la processione verso la chiesa e il fatidico “si”.
Dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, egli, come nella versione scozzese, si sdraia nella tomba per cercare la morte.

Shirley Collins – Heroes in Love (1963) -The False Bride (I, II, IV, V, VI, VII. VIII, IX)
Jim Moray in Sweet England 2003 (II, III, VI, V, IX)

I (1)
I courted a bonny girl for many’s the day,
And hated all people who ‘gainst her did say.
But now she’s rewarded me well for my pains
For she’s gone to get tied to another.
II
A week before Easter
the morn bright and clear,
and the sun it shone brightly,
and keen blew the air.
I went down to the forest
to gather some flowers,
But the forest won’t yield me no roses.
III
Well the first time I saw my love,
she was dressed all in white,
Made my eyes run with water,
for it dazzled my sight,
now she is gone and she’s left me,
and cruelly done by me 
She’s gone and got tied to another.
IV
The first time I saw my love
it was to the church go,
The bride and the bridegroom
they cut a fine show.
While I followed after,
my heart full of woe,
For to see my love tied to another.
V
The parson that married them
aloud he did cry,
All you’d who’d forbid it,
I’d have you draw nigh.
Well, thought I to myself,
I’d a good reason why,
Though I had not the heart to forbid it.
VI
And the next time I saw my love
she did in the church stand
With a ring on her finger
and a glove on her hand.
Well I thought to myself
I could have been that man 
She’s gone and got wed to another.
VII
And the last time I saw my love,
she was all dressed in white,
Made my eyes fill with tears,
hey quite dazzled my sight.
So I picked up my hat
and I wished her good night,
Here’s adieu to all false-hearted true loves.
VIII
The ladies and gentlemen
they are all asking me,
“How many lilies grow in the salt sea?”
But I’ll ask them back
with a tear in my eye,
“How many ships sail in the forest?”
IX (2)
So dig me a grave my love,
dig it long wide and deep,
Aye and cover it over,
with flowers so sweet
Aye and lay me down
to take a long sleep,
And maybe in time I’ll forget her.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
A lungo corteggiai una bella ragazza
e odiavo tutti coloro che dicevano male di lei;
oh, come sono stato ripagato bene per il mio sforzo, perchè è andata  promessa ad un altro!
II
Una settimana prima di Pasqua
dal mattino luminoso e chiaro
quando il sole splendeva
e riscaldava l’aria,
andai nel bosco
a raccogliere dei fiori
ma il bosco non produceva rose per me
III
La prima volta che vidi il mio amore
era vestita tutta in bianco
e mi fece piangere
tanto mi abbagliava la vista
ora se n’è andata e mi ha lasciato
e l’ha fatto in modo crudele
è andata promessa ad un altro
IV
La prima volta che vidi il mio amore,
andava verso la chiesa
la sposa e lo sposo
facevano una bella figura,
mentre seguivo il corteo
il cuore pieno di dolore
nel vedere il mio amore promessa ad un altro
V
Il prete che li sposò
gridò ad alta voce
“Chi è a conoscenza di qualche impedimento,
parli ora o taccia per sempre”
pensai tra me
che sebbene avessi una buona ragione
non avevo il coraggio di impedirlo.
VI
La volta seguente che vidi il mio amore
stava in chiesa
con un anello al dito
e un guanto in mano.
Pensai tra me
che avrei voluto essere quell’uomo
perchè è andata in sposa ad un altro!
VII
L’ultima volta che vidi il mio amore
era tutta vestita di bianco,
e gli occhi mi si riempirono di lacrime
tanto mi abbagliava la vista
così presi il cappello
e le augurai la Buona Notte
ecco l’addio a tutte le innamorate dal cuore falso
VIII
Signore e Signori
mi chiedevano tutti
“Quanti gigli crescono nel mare salato?”
a loro risponderò
con le lacrime agli occhi
“Quante navi navigano nella foresta?”
IX
Scavatemi una fossa, amore mio
e scavatela larga e profonda
e copritela bene
con i fiori più profumati,
e deponetemi
perchè possa fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) the verse sung by Shirley Collins takes up the Scottish version, the suitor is embittered because rejected. Without this opening “hat” the song becomes the lament of a shy lover who never had the courage to ask his beloved to marry him. [la strofa cantata da Shirley Collins riprende la versione scozzese della ballata, il corteggiatore è amareggiato perchè respinto. Senza però questo “cappello” d’apertura la canzone diventa il lamento di un innamorato timido che non ha mai avuto il coraggio di chiedere alla sua amata di sposarlo.]
2) Shirley Collins sings:
Go dig my grave both long, wide and deep,
And strew it all over with roses so sweet.
So that I might lie down there and take a long sleep
And that’s the best way to forget her.
[Andate a scavare la mia fossa e fatela lunga, larga e profonda
e cospargete tutto di rose profumate
affinchè possa sdraiarmi e fare un lungo sonno-
sarà il modo migliore per dimenticarla]

LINK
https://www.mustrad.org.uk/songbook/easter.htm
http://www.thecopperfamily.com/songs/coppersongs/week.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thefalsebride.html

He Back, She Back (Old Moke Picking on the Banjo)

Hulton Clint writes: “The lyrics are cobbled together from railroad work songs, minstrel jingles, mis-hearings of “Shule Aroon” (Cecil Sharp thought it was a variant of that song), and rough ‘n’ ready sailors phrases.” (see his You Tube channel)
Hulton Clint scrive: “Il testo è un rappezzamento di canti dei lavoratori nella ferrovia, canti d’avanspettacolo [minstrel songs], un fraintendimento di “Shule Aroon” (Cecil Sharp lo reputava una variante di quella canzone) e frasi fatte marinaresche” (vedi il suo Canale You Tube)

Cliff Haslam in Leaning the Wind 2012


I
He-bang, she-bang (1), daddy shot a bear, 
Shot him in the stern, me boys
and never turned a hair,
We’re from the railroad (2), too-ra-loo,
Oh the old moke (3) pickin’ on the banjo (4).
[CHORUS]
Hooraw! What the hell’s a row?
We’re all from the railroad, too-ra-loo,
We’re all from the railroad, too-ra-loo,
Oh the old moke pickin’ on the banjo.

II
Pat, get back, take in yer slack
Heave away, me boys;
Heave away, me bully boys,
why don’t ye make some noise?
We’re from the railroad, too-ra-loo…
III
Roll her boys, bowl her boys,
give her flamin’ gip (5)
Drag the anchor off the mud
an’ let the bastard rip (6)
We’re from the railroad, too-ra-loo….
IV
Rock-a-block, chock-a-block (7),
heave the caps’n round,
Fish the flamin’ anchor up,
for we are outward bound.
We’re from the railroad, too-ra-loo….
V
Out chocks, two blocks,
heave away or bust,
Bend yer backs, me bully boys,
kick up some flamin’ dust.
We’re from the railroad, too-ra-loo….
VI
Whisky-O, johnny-O,
the mudhook is in sight,
‘Tis a hell-of-a-way to the gals that wait,
an’ the ol’ Nantucket Light;
We’re from the railroad, too-ra-loo….
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Lui spara, lei spara, papà sparò a un orso
gli sparò nel posteriore [a poppa]
e non gli aveva torto un capello
Siamo della ferrovia too-ra-loo
Oh il vecchio Moke che suona il banjo!
CORO
Hoo-raw! Qual’è il problema ora?
Siamo tutti della ferrovia too-ra-loo,
siamo tutti della ferrovia too-ra-loo,
Oh il vecchio Moke che suona il banjo
II
Pat, torna indietro, prendi il tuo posto
issiamo, ragazzi
issiamo, miei bravi
perché non vi date da fare?
Siamo della ferrovia too-ra-loo
III
Fatela andare ragazzi, 
datele una tirata
trascinate l’ancora via dal fango
e fate filare la bastarda
Siamo della ferrovia too-ra-loo
IV
Fate filare il bozzello e bloccatelo
date un giro all’argano
portate su la dannata ancora 
perchè siamo in partenza
Siamo della ferrovia too-ra-loo
V
Via le morse, due bozzelli 
issate o morite
piegate la schiena, miei bravacci,
alzate un po’ di dannata polvere
Siamo della ferrovia too-ra-loo
VI
Whisky o marinaio o
l’approdo è in vista
è un vero inferno per le ragazze che aspettano
al vecchio faro di Nantucket
Siamo della ferrovia too-ra-loo

NOTE
1) He-bang, she-bang are nonsense vocables,  Leland’s 1890 dictionary of slang has “shebang” as American slang for a shanty (a shack) [He-bang, she-bang sono molto probabilmente parole senza senso, nel “Dictionary of Slang, Jargon & Cant” di Leland Shebang= baracca, capanno]
2) see “Poor Paddy works on the railway.”
3) Webster’s dictionary of 1913 had not only the meanings of “mule” and “Negro”, but also “a minstrel, who plays on several instruments”. Hulton writes: A 1928 article on “Midshipman Jargon” (in American Speech, Vol. II, No. 9) has that in the American Navy man’s jargon, moke signifies “dark” or “black” and was also” for a Negro or Filipino.” A 2001 posting on the linguist listserve by Quinion has that it was originally a term for a mule, becoming first an offensive term for a Black man, then by the 1850s (around the probable time of this chantey) it was generalized to mean some foolish or contemptible person. It evolved into the form “mook.” 
[Il dizionario di Webster del 1913 traduce con “mulo” e “negro”, ma anche “un menestrello che suona diversi strumenti”. Scrive Hulton: “un articolo del 1928 su “Midshipman Jargon” (in American Speech, Vol. II, n. 9) dice che nel gergo americano della marina americana, moke significa “oscuro” o “nero” e stava per “per un negro o filippino “. Una pubblicazione del 2001 sulla lista dei linguisti di Quinion dice che in origine era un termine per mulo, diventando prima un termine offensivo per uomo nero, quindi nel 1850 (probabile periodo di questo chantey) significava in genere qualcosa di sciocco o persona spregevole.”]
4) in the railroad “pickin’ on a banjo” was a euphemism for digging with a shovel. [per gli sterratori che lavoravano nella costruzione della linea ferrovia americana “pickin’ on a banjo”= scavare con la pala]
5) Stephen Wilson writes: Give her flamin’ gip = give her hell / give her a telling off
6) let ‘er rip = espressione idiomatica, lasciarla andare a tutta birra/a tutto gas, the bastard è riferita all’ancora
7) CHOCK A BLOCK, CHOCKER Chock-a-block is an old Naval expression, meaning “Complete” or “Full up”; synonyms were “Two blocks” and “Block and block”. It derives from the use of a hauling tackle – when the two blocks of the purchase were touching each other the lower one could obviously be hoisted no further, and so the work was completed. Modern slang has corrupted the expression to “Chocker”, meaning “Fed up”. (from here)
Chok: the word is thought to have come from chock-full (or choke-full), meaning ‘full to choking’. This dates back to the 15th century This meaning was later used to give a name to the wedges of wood which are used to secure moving objects – chocks. These chocks were used on ships and are referred to in William Falconer’s, An universal dictionary of the marine, 1769: “Chock, a sort of wedge used to confine a cask or other weighty body..when the ship is in motion.  A block and tackle is a pulley system used on sailing ships to hoist the sails ‘chock-a-block’   The phrase describes what occurs the system is raised to its fullest extent – when there is no more rope free and the blocks jam tightly together. in Richard H. Dana “Hauling the reef-tackles chock-a-block.” Nautical. having the blocks drawn closetogether, as when the tackle is hauled to theutmost. (with reference to tackle having the two blocks run close together ) (from here)
“Chock a block”, talvolta anche scritto come un’unica parola “chockablock”  è l’unione di “chockfull” che significa pieno e “block and tackle” che è un tipo di paranco utilizzato sulle barche a vela; si usa colloquialmente per dire “affollato”
per sapere cosa sia un paranco e come funzioni

John Short Version

Jeff Warner in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3


I
He-back, she-back, daddy shot a bear, 
Shot him in the ass
and he never tuched the hair,
I’m just from the railroad, too-rer-loo,
Oh the old moke picking on the banjo.
II
Roll her boys, bowl her boys,
give her flaming gip
Drag the anchor off the mud
and let the bastard rip 
I’m just from the railroad..
[CHORUS]
Hoo-roo! What’s the matter now?
I’m just from the railroad, too-rer-loo,
I’m just from the railroad, too-rer-loo,
Oh the old moke picking on the banjo.
III
Rock-a-block, chock-a-block,
heave the caps’n round,
Fish the flaming anchor up,
for we are outward bound.
I’m just from the railroad..
IV
Out chocks, two blocks,
heave away or bust,
Bend yer backs, me bully boys,
kick up some flamin’ dust.
I’m just from the railroad…
V
Whisky-O, johnny-O,
the mudhook is in sight,
‘Tis a hell-of-a-way to the gals that wait,
an’ the ol’ Nantucket Light;
I’m just from the railroad..
VI
Pat, get back, take in yer slack.
Heave away, me boys;
Heave away, me bully boys,
why don’t ye make some noise?
I’m just from the railroad..
Traduzione italiana Cattia Salto
I
He-back, she-back, papà sparò a un orso
gli sparò nel posteriore
e non gli aveva torto un capello
Sono solo della ferrovia too-rer-loo
Oh il vecchio Moke che suona il banjo!
II
Fatela andare ragazzi, 
datele una tirata
trascinate l’ancora via dal fango
e fate filare la bastarda
sono solo della ferrovia too-rer-loo
CORO
Hoo-roo! Qual’è il problema ora?
Sono solo della ferrovia too-rer-loo,
Sono solo della ferrovia too-rer-loo,
Oh il vecchio Moke che suona il banjo
III
Fate filare il bozzello e bloccatelo 
date un giro all’argano
portate su la dannata ancora
perchè siamo in partenza
sono solo della ferrovia too-rer-loo
IV
Via le morse, due bozzelli 
issiamo o moriamo
piegate la schiena, miei bravacci,
alzate un po’ di dannata polvere
sono solo della ferrovia too-rer-loo
V
Whisky o marinaio o
l’approdo è in vista
è un vero inferno per le ragazze che aspettano
al vecchio faro di Nantucket
sono solo della ferrovia too-rer-loo
VI
Pat, torna indietro, prendi il tuo posto
issiamo, ragazzi
issiamo, miei bravi
perché non vi date da fare?
Sono solo della ferrovia too-rer-loo

LINK
https://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=4424,4424&SongID=4424,4424
https://mainlynorfolk.info/danny.spooner/songs/theoldmokepickingonabanjo.html
http://cliffhaslam.com/?page_id=322
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71721
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Be022.html

Gaelic Lament in Outlander saga

Diana Gabaldon

From “Drums of Autumn” of the Outlander saga written by Diana Gabaldon chapter 1.
We are in the New World at Charleston, june 1767, a friend of Jamie’s from Ardsmuir, Gavin Hayes, has been hunged and the gang is drinking to the memory of Gavin in a tavern: Duncan Innes sings a caithris in Scottish Gaelic (a lament for the dead).
Without warning, he flung back his head and emitted a terrible howl. I jumped in my seat, spilling half a cup of ale into my lap. Ian and Fergus, who had eveidently heard Gaelic laments before, didn’t turn a hair… “The sinn cruinn a chaoidh ar caraid, Gabbain Hayes” Duncan thundered, in a ragged baritone. I had just about enough Gaelic to translate this as “We are met to weep and cry out to heaven for the loss of our friend, Gavin Hayes!
“Eisd ris!” Jamie chimed in.

Da “Tamburi d’Autunno” della saga di Outlander, scritto da Diana Gabaldon, capitolo 1.
Siamo nel Nuovo Mondo a Charleston, giugno 1767, un amico di Jamie dalla prigionia a Ardsmuir, Gavin Hayes, è stato impiccato e la banda sta  bevendo alla memoria di Gavin in una taverna: Duncan Innes intona il caithris, il lamento funebre in gaelico scozzese
Senza alcun preavviso, rovesciò indietro la testa e cacciò un ululato terribile. Sobbalzai sulla sedia versandomi addosso metà boccale di birra. Ian e Fergus, i quali evidentemente avevano già udito lamenti funebri in gaelico prima d’ora, non fecero una piega… “The sinn cruinn a chaoidh ar caraid, Gabbain Hayes” tuonò Duncana in una ruvida voce baritonale. Le mie conoscenze di gaelico mi permisero a malapena di tradurre:” “Siamo qui riuniti per piangere e gridare al cielo la perdita del nostro amico, Gavin Hayes!”
“Eisd ris!” intervenne Jamie.

In the Tv series Outlander Season 4, first episode “America the Beautiful”, it’s Lesley who begins singing in low Gaelic, and the entire bar joins in.
Nella serie televisiva Outlander, stagione 4 primo episodio America the Beautiful è Lesley (KeithFleming ) a cantare per l’amico e l’intera taverna si unisce.

Keith Fleming 

Outlander, Lament for Gavin Hayes (here):
Eisd ris! Eisd ris! Dh’fhàg thu, Gabhainn, sinn fo bhròn!
Eisd ris! Eisd ris! ‘S truagh nach eil thu fhathast glè òg!
(in english:Hear him! Hear him! You left us all full of sadness, Gavin.
Hear him! Hear him! It is a pity you are not still very young.)
[in italiano: Ascoltatelo! Ascoltatelo! Ci hai lasciati neldolore, Gavin.
Ascoltatelo!Ascoltatelo! E’ un peccato che tu non sia ancora giovane.]

Link
http://outlanderonline.ws/outlander-a-caithris-what-is-it/

To Anacreon in Heaven

Diana Gabaldon

From “Drums of Autumn” of the Outlander saga written by Diana Gabaldon chapter 1.
We are in the New World at Charleston, june 1767, a friend of Jamie’s from Ardsmuir, Gavin Hayes, has been hunged and the gang is drinking to the memory of Gavin in a tavern:
“A clear tenor voice, wobbly with drink, but sweet nonetheless, was singing a familiar tune, audible over the babble of talk.

Da “Tamburi d’Autunno” della saga di Outlander, scritto da Diana Gabaldon, capitolo 1.
Siamo nel Nuovo Mondo a Charleston, giugno 1767, un amico di Jamie dalla prigionia a Ardsmuir, Gavin Hayes, è stato impiccato e la banda sta  bevendo alla memoria di Gavin in una taverna:
Una chiara voce da tenore, un po’ esitante per l’alcol, ma pur sempre dolce, stava cantando una famosa melodia, udibile sopra il confuso chiacchiericcio della sala.

The song sung by Duncan Innes is “To Anacreon in heav’n”, the official song of The Anacreontic Society established in London in november 1766 [La canzone cantata da Duncan Innes è “To Anacreon in heav’n”, il canto ufficiale del Club degli Anacreonti costituitosi a Londra nel novembre del 1766]

“To Anacreon in heav’n,
where he sat in full glee,
A few sons of harmony sent a petition,
That he their inspirer and patron would be (1)!
When this answer arrived
from the jolly old Grecian (2):
‘Voice, fiddle, and flute,
No longer be mute!
I’ll lend you my name
and inspire you to boot. (3)
[Chorus]
And, besides, I’ll instruct you like me to entwine,
The Myrtle of Venus with Bacchus’s vine!
Last stanza
Ye sons of Anacreon, then, join hand in hand:
Preserve unanimity, friendship and love;
Tis yours to support what’s so happily planned:
You’ve the sanction of gods and the fiat of Jove,
While thus we agree, our toast let it be
May our club flourish happy, united and free!
Chorus
And long may the sons of Anacreon entwine
The myrtle of Venus with Bacchus’ vine.

Traduzione italiano di Valeria Galassi*
Ad Anacreonte in cielo,
seduto in allegrezza,
i figli di Armonia inviarono un’istanza:
ch’egli tosto ispirasse il loro poetare!
Ed ecco qual risposta
ricevettero dall’aere:
“Voce, violino e flauto,
il vostro canto intonate orsù!
Che alla vostra arte il mio nome
presterò da quassù!
[Coro]
E inoltre vi insegnerò a intrecciare, a scanso di ogni smacco, Il mirto di Venere e il vino di Bacco
Ultima strofa (mia traduzione)
Figli di Anacreonte, unite tosto le mani:
per serbare concordanza, amicizia, amore;
siete autorizzati a sostenere quanto felicemente predisposto con il beneplacito degli Dei e la volontà di Giove,
mentre così concordiamo allora brindiamo!
Che il nostro club prosperi felice, unito e libero!
Coro
E a lungo possano i figli di Anacreonte intrecciare il mirto di Venere e il vino di Bacco

NOTE
From Drums of Autumn by Diana Gabaldon, chapter 1, “A Hanging in Eden”. Copyright© 1997 by Diana Gabaldon. 
* dall’edizione italiana “Tamburi d’Autunno” di Diana Gabaldon
1) the Greek poet Anacreon is invoked  into the song, to inspire the music of the evening [nella canzone si invoca il poeta greco Anacreonte perchè ispiri la musica della serata]
2) la traduzione letterale è “Quando questa risposta arrivò dal vecchio greco giulivo” 
3) “The singer’s voice cracked painfully on “voice, fiddle, and flute,” but he sang stoutly on, despite the laughter from his audience. I smiled wryly to myself as he hit the final couplet..”(From Drums of Autumn )
“Benchè la sua voce si fosse penosamente incrinata su “voce, violino e flauto”, il cantante continuò senza
cedimenti a dispetto delle risate del pubblico.” (da “Tamburi d’Autunno” )
In fact, the melody presents considerable singing difficulties that only a trained soloist voice can face, the group sang only on the two final verses of each stanza. The moment of the ritual singing was very solemn (just as a hymn is sung) also accompanied by a hand-in hand chain of all the participants arranged in a circle in the refrain of the last stanza
In effetti la melodia presenta notevoli difficoltà canore che solo una voce solista allenata può affrontare, il gruppo cantava solo sui due versi finali di ogni strofa. Il momento del canto di rito era molto solenne (proprio come si canta un inno) accompagnato anche da una catena di mano-nella mano di tutti i partecipanti disposti in circolo nel coro dell’ultima strofa

Claire recognizes in the melody the future American national anthem and hums:
“Oh, say, does that star-spangled banner yet wave

O’er the land of the free and the home of the brave?”
Claire riconosce nella melodia il futuro inno nazionale americano e canticchia
“Oh fratelli, ditemi, sventola ancora lo stellato stendardo
sulla terra dei liberi e la patria degli audaci?”

Outlander series: season 4

In the Tv series Outlander it’s the season four, first episode “America the Beautiful”, but in the scene at the inn they sing only the Caitrhis, the funeral lament in Gaelic.
Nella serie televisiva Outlander siamo alla stagione quattro il primo episodio America the Beautiful, ma nella scena alla locanda viene solo rappresentato il Caithris, il lamento funebre in gaelico

Outlander, Lament for Gavin Hayes:
Eisd ris! Eisd ris! Dh’fhàg thu, Gabhainn, sinn fo bhròn!
Eisd ris! Eisd ris! ‘S truagh nach eil thu fhathast glè òg!
(in english Hear him! Hear him! You left us all full of sadness, Gavin.
Hear him! Hear him! It is a pity you are not still very young.

Anacreontic Society

Except that the Anacreontic Society was founded in London by about twenty rich and respected upper-class gentlemen just seven months earlier than the setting in the Gabaldon book and it would seem very unlikely that the anthem could have reached the ears of an ex- Jacobite smuggler penniless in Edinburgh! Being “To Anacreon in heaven” an official chant of the Society almost a “constitutional hymn” it could have been composed already from the first meetings, but we have news of the existence of an Anacreontic Song only from the date of 11 December 1773, from the diary of John Marsh, who took part as member, in one of the Society meetings. (These Gentlemen’s Clubs were widespread in the eighteenth century and were often Masonic Lodges or affiliated with them.)
Senonchè  il Club degli Anacreonti è stato fondato a Londra da una ventina di ricchi e rispettati gentiluomini della upper-class  giusto sette mesi prima rispetto all’ambientazione nel libro e sembrerebbe molto improbabile che l’inno sia potuto giungere alle orecchie di un contrabbandiere ex-giacobita squattrinato di Edimburgo! Essendo “To Anacreon in heaven” un canto ufficiale della Società quasi un “inno costituzionale” poteva essere stato composto già dalle prime riunioni, ma abbiamo notizie  dell’esistenza di una Anacreontic Song  solo dalla data dell’11 dicembre 1773, dal diario di John Marsh che partecipò per l’appunto come membro ad uno dei raduni della società. (Questi Club di gentiluomini erano molto diffusi nel Settecento ed erano spesso delle Logge Massoniche o affiliate ad esse.) 
The Gentlemen’s Club of London had as its main purpose the meeting of the members (fortnightly / monthly or weekly, there is no agreement on the matter) for listening to an evening concert held by the greatest musicians in London, followed by dinner and a festive atmosphere of “merry” songs and drink until midnight. Right after the sumptuous dinner the president of the Club sang “The Anacreon Song”, an opening hymn of the “after dinner” in which Anacreonte was invoked to preside over their symposium for the tasting of excellent and refined wines and to sing or recite convivial poems according to ancient custom.
Probably the evening degenerated as in the illustration by William Hogarth!
Il Club di Gentiluomini londinesi aveva come scopo principale la riunione dei soci (a cadenza quindicinale/mensile o settimanale, non c’è concordanza in merito) per l’ascolto di un concerto serale tenuto dai migliori musicisti della piazza, a cui seguiva la cena e un clima festoso tra canzoncine “allegre” e bevute fino alla mezzanotte. Giusto dopo la sontuosa cena il presidente del Club cantava “The Anacreon Song”, un inno d’apertura del “dopo cena” in cui si invocava Anacreonte a presiedere al simposio per la degustazione di ottimi e raffinati vini e cantare o recitare dei carmi conviviali secondo il costume antico.  
Probabile che la serata degenerasse come nell’illustrazione di William Hogarth

A Midnight Modern Conversation from The Works of William Hogarth 1733

The text of the song is attributed to Ralph Tomlinson who was president of the Club in 1776, while John Stafford Smith is credited (again from the diaries of another member of the Club) as a composer (although he never claimed the authorship of the melody).
The Club broke up in 1786, but the melody became extremely popular in both Britain and America, and was used for the text “The Star-Spangled Banner” (1812) which became, in 1931, the American national anthem .
Il testo del canto è attribuito a Ralph Tomlinson che fu presidente del Club nel 1776, mentre John Stafford Smith viene accreditato (sempre dai diari di un altro socio del Club) come compositore (sebbene egli non abbia mai rivendicato la paternità della melodia).
Il Club si sciolse nel 1786, ma la melodia divenne estremamente popolare sia in Gran Bretagna che in America, ed è stata utilizzata per il testo “The Star-Spangled Banner” (1812) che è diventato, nel 1931, l’inno nazionale americano.

The irish angle [La pista irlandese]

Geoff Cobb in Irish America writes: “In 1913, on the song’s hundredth anniversary, a scholarly commission was formed to determine conclusively the song’s origins. The anthem at that time was a popular patriotic song, but it was still just another patriotic tune. Only in1931 was Scott’s song officially adopted as the nation’s anthem. So, where did the music for “The Star Spangled Banner” come from? The commission, deliberating on this question, examined evidence from a variety of sources. It finally came to the conclusion that the music most probably originated in Ireland.” (from here)
Geoff Cobb in Irish America scrive “Nel 1913, nel centenario della canzone, fu formata una commissione accademica per determinare in modo definitivo le origini della canzone. L’inno in quel momento era una canzone popolare patriottica, ma era ancora solo un altro motivo patriottico. Solo nel 1931 la canzone di Scott fu ufficialmente adottata come inno nazionale. Quindi, da dove viene la musica di “The Star Spangled Banner”? La commissione, deliberando su questa domanda, esaminò le prove da una varietà di fonti. Alla fine arrivò alla conclusione che la musica probabilmente ebbe origine in Irlanda.” (tradotto da qui)

Thus John Stafford Smith would have only arranged a previous Irish melody on the words of the Anacreon Song. Among the authors accredited by the Commission (see, however, the discussion in “The Star Spangled Banner by Oscar George Theodore Sonneck -1914) Turlough O’Carolan with his Bumper Squire Jones (1723).
Three strophes of the original text in Irish Gaelic have been preserved, the English version was written by Arthur Baron Dawson and begins as follows:
Ye good fellow all,
Who love to be told, where there’s claret good store,
Attend to the call
Of one who’s ne’er frighted,
But greatly delighted
With six bottles more!
Be sure yell don’t pass the good house Monyglass,
Which the jolly red god so peculiarly owns.
Twill well suit your humour, For pray what would you more,
Than mirth with good claret and bumpers, Squire Jones? (see more)
It is an ode to Bacchus, so fashionable in the convivial symposia among the british gentlemen of 600-700.
Così John Stafford Smith avrebbe solo arrangiato una precedente melodia irlandese sulle parole dell’Anacreon Song. Tra gli autori accreditati dalla Commissione (si veda però la discussione in “The Star Spangled Banner di Oscar George Theodore Sonneck -1914, qui) Turlough O’Carolan con la sua Bumper Squire Jones (1723)
Del testo originario in gaelico irlandese si sono conservate tre strofe, la versione in inglese è stata scritta da Arthur Baron Dawson: si tratta di una canzone in ode a Bacco, così di moda nei simposi conviviali tra i gentlemen del 600-700.

The irish William McKeague from County Fermanag wrote a march (“The March of the Royal Inniskillings”) in 1750 for the Royal Inniskillings based on O’Carolan’s tune, which could be the link with “To Anacreon in heaven”.
L’irlandese William McKeague della contea di Fermanag  scrisse una marcia ( “The March of the Royal Inniskillings” ) per il Reggimento Reale di Inniskilling nel 1750 basata sulla melodia di O’Carolan, che potrebbe essere il tratto d’unione con la “To Anacreon in heaven”

The english angle [La pista inglese]

Except that “Bumper Squire Jones” is perhaps an arrangement of the English drinking song “The Rummer” * named after the famous London tavern at 45 Charing Cross. The song went to print in London in 1686, already reported as a country dance by John Playford in his Dancing Master (7th edition 1666) and in later edition with the title “The Devil in the Bush”
“The Rummer was kept until about 1702 by Samuel Prior, and the clientele was a combination of army officers, Parliamentarians, aristocrats and merchants. A Masonic lodge also met there.” (from here)
Senonchè “Bumper Squire Jones” è forse un arrangiamento della drinking song inglese “The Rummer” intitolata così per via della nota taverna londinese al 45 di Charing Cross. La canzone è andata in stampa a Londra nel 1686, già riportata come contraddanza da John Playford nel suo Dancing Master (7^ edizione 1666 ) e in un edizione successiva con il titolo The Devil in the Bush.
Il Rummer fu tenuto fino al 1702 da Samuel Prior, e la clientela era una combinazione di ufficiali dell’esercito, parlamentari, aristocratici e mercanti, e vi si riuniva anche una loggia massonica“. 
* From Dutch roemer a glass for drinking toasts [dall’olandese, un bicchiere per i brindisi]

LINK
https://en.wikisource.org/wiki/The_Anacreontic_Song

https://richardnilsen.com/tag/anacreontic-society-of-london/
https://blogs.loc.gov/music/2010/03/our-national-anthem/
https://irishamerica.com/2017/06/weekly-comment-is-the-star-spangled-banner-a-traditional-irish-melody/

https://archive.org/details/starspangledbann014329mbp/page/n15
https://parodyproject.com/anacreon-star-spangled-banner/
https://www.loc.gov/item/ihas.100010460/

https://tunearch.org/wiki/Annotation:Bumper_Squire_Jones
https://thesession.org/tunes/2623
http://www.irishpage.com/songs/carolan/bumper.html

https://en.wikiludia.com/wiki/Talk:The_Star-Spangled_Banner/Archive_1#The_Origin_if_the_Tune
http://www.inniskillingsmuseum.com/

https://books.google.it/books?id=NdlWAAAAcAAJ&pg=PA97&lpg=PA97&dq=The+Rummer+english+tune&source=bl&ots=g4mCbuWvle&sig=ACfU3U3nao8kmj_uNpr9W3s2EmRyyC1WYw&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjJ9uuI0fPiAhVxMewKHYHvAkYQ6AEwCnoECAYQAQ#v=onepage&q=The%20Rummer%20english%20tune&f=false
https://tunearch.org/wiki/Rummer_(The)
https://tunearch.org/wiki/Annotation:Rummer_(The)
https://tunearch.org/wiki/Devil_in_the_Bush

https://www.62days.com/it/periodico/bicchieri-d%E2%80%99epoca-georgiana/

Aldebaran by Enya

In Aldebaran (from Enya, 1987 becomed The Celts in a remix version, 1992) Enya imagines the migration of the Celts in space towards the Alpha Tauri in the constellation of Taurus – placed in correspondence of the eye, a very bright star in the star system relatively close to ours, we distinguish it in the starry winter sky near Orion. In Antiquity, Aldebaran was a star associated with the cycle of the seasons (its heliacal rising marked Beltaine’s Celtic festival)
Nel brano Aldebaran (da Enya, 1987 diventato The Celts in una versione remix del 1992)  Enya immagina la migrazione dei Celti nello spazio verso l’Alpha Tauri cioè l’occhio della costellazione del Toro, una stella luminosissima nel sistema stellare relativamente vicino al nostro- la distinguiamo nel cielo stellato d’Inverno prolungando la cintura d’Orione verso destra. Nell’Antichità Aldebaran era una stella associata al ciclo delle stagioni (la sua levata eliaca segnava la festa celtica di Beltaine)

su dipinto di Angela Betta Casale

Life in Space

Nowaday the possibility of Life in the Alpha Centauri system is being hypothesized, it was 2016 when several astronomers involved in the “Pale Red Dot” observing campaign, pointed their telescopes at the red dwarf Proxima Centauri (called “Proxima” precisely because it is the closest to our Sun) conjecturing the existence of a planet with Earth-like characteristics: Proxima B
Oggi si sta ipotizzando la possibilità della Vita nel sistema di Alpha Centauri, era il 2016 quando diversi astronomi impegnati nella campagna osservativa “Pale Red Dot” (Pallido Puntino Rosso), hanno puntato i loro telescopi verso la nana rossa Proxima Centauri (chiamata “Prossima” appunto perché è la più vicina al nostro Sole) congetturando l’esistenza di un pianeta dalle caratteristiche simili alla Terra: Proxima B

This artist’s impression shows a view of the surface of the planet Proxima b orbiting the red dwarf star Proxima Centauri, the closest star to the Solar System. The double star Alpha Centauri AB also appears in the image. Proxima b is a little more massive than the Earth and orbits in the habitable zone around Proxima Centauri, where the temperature is suitable for liquid water to exist on its surface.
Credit: ESO/M. Kornmesser
[L’immagine dell’artista mostra una visione della superficie del pianeta Proxima in orbita attorno alla stella nana rossa Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema Solare. Nell’immagine vediamo anche la stella doppia Alpha Centauri AB. Proxima b è più roccioso della Terra e orbita nella zona abitabile intorno a Proxima Centauri, dove la temperatura è idonea all’esistenza dell’acqua liquida sulla sua superficie.]

Aldebaran

For the broadcasting of the The Celts series, the BBC hires the young debutant Enya, who began her musical career by joining the Clannad family group: the 70 minutes of the soundtrack are included into “Enya “, the debut album (reprinted as The Celts) that marks the beginning Enya’s worldwide success.
Aldebaran is a track ideally dedicated to Ridley Scott, a visionary voyage towards the Space: the voices with the technique of “multivocals” are in Irish Gaelic (the native language of Enya, born in Gweedore, Donegal), it is the joyous song of the travelers who, on the ships called “Angels“, have reached the constellation of Taurus; upon awakening from sleep (cryogenic?) the Loxians look at the new sun before landing on their new Planet-House.
Per la messa in onda della serie The Celts la BBC ingaggia la giovanissima esordiente Enya, che aveva iniziato la carriera di musicista entrando nel gruppo di famiglia i Clannad: i 70 minuti della colonna sonora confluiscono in Enya il disco d’esordio (ristampato come The Celts) che da inizio al successo mondiale di Enya.
Aldebaran è un brano idealmente dedicato a Ridley Scott, un viaggio visionario nello Spazio: le voci con la tecnica di “multivocals” sono in gaelico irlandese (la lingua madre di Enya,  nata a Gweedore, Donegal), sono il canto di gioia dei viaggiatori che sulle navi chiamate “Angeli” hanno raggiunto la costellazione del Toro; al risveglio dal sonno (criogenico?) i Loxiani guardano il nuovo sole prima di atterrare sul nuovo Pianeta-Casa

Music: Enya
Lyrics: Roma Ryan

(Irish Gaelic)
Codladh fada,
Codladh domhain.
Éirigh!
Amharc síos
Aldebaran.
Siúil liom tríd an réalta dearg.
Deireadh, deireadh an turas.
Réaltóg, réaltóg dearg.

English translation Roma Ryan
Long sleep,
Deep sleep.
Rise! Look down
Aldebaran.
Walk with me through the red star.
The end, end of the journey.
Star, red star.
Traduzione italiano Cattia Salto
Un lungo sonno
un sonno profondo
Alzati! Guarda in basso
Aldebaran.
Vieni con me attraverso la stella rossa
la fine, la fine del viaggio.
Stella, stella rossa

Link
http://www.brera.mi.astro.it/~adriano.gaspani/sorbona.htm
https://oggiscienza.it/2016/12/26/proxima-b-pianeta-vicino-extrasolare/
https://www.centauri-dreams.org/2017/06/19/pale-red-dot-campaign-2/
https://www.ilfoglio.it/scienza/2017/03/05/news/riusciremo-a-raggiungere-gli-esopianeti-scoperti-dalla-nasa-123561/
https://www.ilfoglio.it/scienza/2016/04/13/news/tra-scienza-e-fantascienza-il-viaggio-vero-verso-alpha-centauri-94893/
http://enya.sk/music/enya-the-celts/aldebaran/

Enya & Loxian in Dark Sky Island (2015)

Ten years after the invention of the Loxian language Roma Ryan still writes a couple of songs in this artistic language for the album Dark Sky Island (2015): thus ends a narrative begun in the album The Celts with the song Aldebaran: the last migration of the Celts to a new home-world and a new sun Aldebaran, the red giant of the constellation of Taurus
A dieci anni dall’invenzione della lingua Loxian Roma Ryan scrive ancora un paio di canzoni in questa lingua artistica per l’album Dark Sky Island (2015): si conclude così una narrazione iniziata nell’album The Celts con la canzone Aldebaran: l’ultima migrazione dei Celti verso una nuova casa-mondo e un nuovo sole Aldebaran, il gigante rosso della costellazione del Toro

Music: Enya
Lyrics: Roma Ryan

The Forge of the Angels [La Fornace degli Angeli]

The ships with which the Loxians leave the Earth are called “Angels” and head towards a new solar system.
Le navi con cui i Loxiani lasciano la Terra sono dette “Angeli” e puntano verso un nuovo sistema solare

“This star-journey ends for them in the shape of a new home-world, another earth-like planet. From here, are born the Loxian songs, each song a fragment of their history, a history which is now partially lost to them.” (Roma Ryan from here)
Questo viaggio interstellare termina per loro con una nuova casa-mondo, un altro pianeta simile alla Terra. Da qui, nascono le canzoni dei Loxian, ogni canzone è un frammento della loro storia, una storia che ora è parzialmente perduta per loro.

Always wondering what came before the beginning
Always wondering what comes after the end
But one must first love their journey through the stars for,
though the night may seem forever,
the first stars have already gone…
Traduzione italiano Cattia Salto
Sempre domandandosi cosa venne prima dell’inizio
Sempre domandandosi cosa viene dopo la fine
Ma si deve prima amare il viaggio
tra le stelle,
sebbene la notte sembri essere per sempre,
le prime stelle sono già indietro

NOTE
original version in Loxian and phonetic [versione originale in lingua loxian e fonetica]

The Loxian Gate

Roma Ryan explained the song’s meaning: ‘The Loxian Gates’ reminisces on the beauty of the seasons of the earth they left behind, and tells of their own seasons. It reminds the Loxians that life should be appreciated as it is lived, for the journey is as important as the final destination.” (from here)
Roma Ryan spiega il significato della canzone “I Cancelli di Loxian ricorda la bellezza delle stagioni sulla Terra che i Loxiani si sono lasciati indietro, e racconta delle loro stagioni. Ricorda ai Loxiani che la vita deve essere apprezzata per quello che è, vivendo, perchè il viaggio è importante tanto quanto la destinazione finale”

Through the gates of night
there is wisdom is waiting to be found…

That first place of night
was an island in the colour of stars.
Spring;
green grew and the flowers blossomed.
…a lost time, for in the distance…
Summer;
the sun and the sand,
Autumn;
the shape of yellow leaves falling.
…a lost time, for in the distance…
Winter;
the sky sang snow.
Written into the night;
a world of stars.
…a lost time, for in the distance…
Now, is the season of water;
the island, the cities, the darkness.
Through time this became our world,
but our quest is not yet over.
Now, is the season of the moon;
soft breezes whispering,
night and day.
But our quest is not yet over.
Traduzione italiano Cattia Salto
Dai cancelli della notte
c’è saggezza che attende di essere trovata..
Il primo posto della notte
era un isola nel colore delle stelle.
Primavera
l’erba cresceva e i fiori sbocciavano
.. un tempo perduto, perchè lontano..
Estate
il sole e la sabbia,
Autunno
la forma delle foglie ingiallite che cadono
.. un tempo perduto, perchè lontano..
Inverno
il cielo gioiva di neve.
Scritto nella notte
un mondo di stelle.
.. un tempo perduto, perchè lontano..
Ora è la stagione delle piogge,
l’isola, le città, l’oscurità.
Nel tempo questo è diventato il nostro mondo
ma la nostra ricerca non è ancora finita.
Ora è il tempo della Luna
brezze che mormorano lievi 
notte e giorno
ma la nostra ricerca non è ancora finita.

NOTE
original version in Loxian and phonetic [versione originale in lingua loxian e fonetica]

LINK

http://www.angelabettacasale.com/cms/
http://enya.sk/music/dark-sky-island/
The Forge of the Angels
The Loxian Gates

Enya & Loxian in Amarantine (2005)

The work made for the Lord of the Rings, stimulated Roma Ryan to devise an Elvish language called Loxian, with which she wrote three songs on the Amarantine album (2005) and two others on the Dark Sky Island album (2015)
Il lavoro per il Signore degli Anelli ha stimolato Roma Ryan a ideare una lingua elfica chiamata loxian, con cui ha scritto tre canti nell’album Amarantine (2005) e altri due nell’album Dark Sky Island (2015)

Already in her first compositions Enya (see The Celts) had hypothesized the migration of the Celts in space towards Aldebaran, the Alpha Tauri in the constellation of Taurus – placed in correspondence of the eye, a very bright star in the star system relatively close to ours, we distinguish it in the starry winter sky near Orion. In Antiquity, Aldebaran was a star associated with the cycle of the seasons (its heliacal rising marked Beltaine’s Celtic festival)
Già nelle prime composizioni Enya (vedi The Celts) aveva ipotizzato la migrazione dei Celti nello spazio verso Aldebaran, l’Alpha Tauri cioè l’occhio della costellazione del Toro, una stella luminosissima nel sistema stellare relativamente vicino al nostro- la distinguiamo nel cielo stellato d’Inverno prolungando la cintura d’Orione verso destra. Nell’Antichità Aldebaran era una stella associata al ciclo delle stagioni (la sua levata eliaca segnava la festa celtica di Beltaine)

Roma writes about Amarantine album “We have journeyed from Aldebaran, the track that tells of the future migration of the Celts through space, to the three Loxian songs of Amarantine, which were born of Aldebaran. In Aldebaran, the lyrics are in Enya’s native tongue — Gaeilge — and so the Irish language is brought forth to play its part in the future. The three Loxian songs — ‘The River Sings’, ‘Water Shows The Hidden Heart’ and ‘Less Than A Pearl’ — are dear to me as, to the wordsmith, one of the most exciting elements of all is that of the creation of a word.
Scrive Roma a proposito di Amarantine:”Abbiamo viaggiato da Aldebaran, il brano che racconta la futura migrazione dei Celti attraverso lo spazio, alle tre canzoni in Loxian di Amarantine, che sono native di Aldebaran. In Aldebaran, il testo è scritto nella lingua nativa di Enya – il gaelico – e così la lingua irlandese continua a fare la sua parte nel futuro. Le tre canzoni in Loxian – “The River Sings”, “Water Shows The Hidden Heart” e “Less Than A Pearl” – mi sono care perché, per uno scrittore, uno degli elementi più eccitanti di tutti è quello della creazione delle parole.

Not only vocalizations or meaningless sounds but an articulated language (a so-called artistic language) corresponding also to an alphabet.
Non solo vocalizzi o suoni senza senso ma un linguaggio articolato (una cosiddetta lingua artistica) corrispondente anche a un alfabeto.

The Loxians, are much like us. They’re in space, somewhere in the night. They’re looking out, they’re mapping the stars, and wondering if there is anyone else out there. It’s to do with that concept: are we alone in the universe?
-Enya-

Less Than A Pearl – Heah Viiya

Loxian calls Earth [Loxian chiama Terra]

Dreams & Serenity: Instrumental version


Out of night has come the day.
Out of night, our small earth.

Our words drift away.
Our words journey
to find those who will listen.

We call out into the distance…
We call out into the distance…
We call out into the distance…
We call out into the distance…

Less than a pearl in a sea of stars,
we are a lost island in the shadows (1).

It may be our words become lost.
It may be our words find nothing, find no-one.

We call out into the distance…
We call out into the distance…

Traduzione italiano Cattia Salto
Dalla notte è venuto il giorno
dalla notte, la nostra piccola terra

Il nostro messaggio alla deriva
il nostro messaggio in viaggio
per trovare chi vorrà ascoltare

Chiamiamo in lontananza
Chiamiamo in lontananza
Chiamiamo in lontananza
Chiamiamo in lontananza

Piccola come una perla in un mare di stelle
siamo un’isola sperduta nello spazio

Forse le nostre parole si perderanno o forse non troveranno nulla, non troveranno nessuno

Chiamiamo in lontananza
Chiamiamo in lontananza

NOTE
original version in Loxian and phonetic [versione originale in lingua loxian e fonetica]
1) letteralmente oscurità ma nel contesto è la distesa dello Spazio

The River Sings – Ea Hymm Llay Hey


I
Our words go beyond the moon.
Our words go into the shadows.
The river sings the endlessness (1).
We write of our journey through night.
We write in our aloneness.
We want to know the shape of eternity.
Chorus
Who knows the way it is?
Who knows what time will not tell us?
II
Mountains, solitude and the moon
until the journey’s end (2)?
The river holds the lost road of the sky;
the shape of eternity?
III
Where is the beginning?
Where is the end?
Why did we fall into days?
Why are we calling out into the endlessness?
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Le nostre parole oltrepassano la Luna
le nostre parole vanno nello Spazio
il Fiume canta l’Infinito
scriviamo del viaggio durante la notte
scriviamo in solitudine
vogliamo conoscere la forma dell’Eternità
Coro
Chissà com’è?
Chissà se il Tempo ce lo dirà?
II
Montagne, solitudine e la luna
fino alla fine del viaggio?
Il fiume possiede la strada perduta del cielo
la forma dell’Eternità?
III
Dov’è l’inizio?
Dov’è la fine?
Perchè abbiamo capitolato ai giorni?
Perchè gridiamo nell’Infinito?

NOTE
original version in Loxian and phonetic [versione originale in lingua loxian e fonetica]
1) The river sings out the words
of the shape of the endlessness.
2) We have the mountains, the moon and solitude.
Will they be with us to the journey’s end?

Water Shows The Hidden Heart – Syoombrraya

Angela Betta Casale

Roma writes: “This is a song telling the story of a man who is looking for whom he loves and has lost. It describes his emotional journey in images – cities, islands, valleys. Memories and emotions take a physical form, a visualization. The lyric itself is adapted from a book of the same name which describes these places, this journey. …he looks into the eyes of the water and sees his own eyes, looking. They reflect everything, these waters, even the hidden heart.” (in Amarantine Promotional Box, 2005) 
Roma scrive: “Questa è una canzone che racconta la storia di un uomo che cerca l’amore perduto. Descrive il suo viaggio emotivo nelle immagini – città, isole, valli. I ricordi e le emozioni prendono una forma fisica, una visualizzazione. Il testo stesso è adattato da un libro con lo stesso nome che descrive questi luoghi, questo viaggio. … guarda negli occhi dell’acqua e vede i suoi stessi occhi, che guardano. Riflettono tutto, queste acque, persino il cuore celato.”


From the City of Constellations (1)
to the wanderer
and a Place of Rains
he journeys on…
…the City of hesitation and doubt
the Island of the house of the colour of the sea
the Plain of Mementoes
he journeys on to find his love…
…the Valley of lost time
the City of End and Endlessness
the Isle of Revenents (2)
he journeys on…
…the City of Solitudes
the City of the distance from you
the City of Words of blue
and yellow and red and green
he journeys on to find his love…
Where the road takes him through
the City of Sleep
the thinking that does not end is within him
Then he dreams
the road takes him
this man who is searching
it brings him
in silence through the night
Where the Cities that do not Exist, exist
It brings him
in silence through the night
close to the City of Realisations;
it is here one finds the way…
…Mount Orison
the City of Days
the Tree of the lost
he journeys on…
…north of his love
a road through a valley of darkness
the islands that are not of this world
he journeys on to find his love…
It is a long way through darkness
to the way of the eremite
the eremite sings of the world and of
the journey of love, which is not lost in eternity
…the Valley where the moon is caught in the trees/water shows the hidden heart
endlong into midnight
he journeys on…
…the parable of day
the Room of Books
where the winds come to him and say…
Traduzione italiano di Cattia Salto
Dalla Città delle Costellazioni
al ramingo
e al Luogo delle Piogge
egli continua a viaggiare..
.. la Città dell’esitazione e del dubbio
l’Isola della casa del colore del mare
la Piana dei Ricordi
viaggia per trovare il suo amore..
… La Valle del Tempo Perduto
la Città della Fine e dell’Infinito
l’Isola dei Redivivi
egli continua a viaggiare..
.. la Città delle Solitudini
la Città della distanza da te
la Città delle Parole blu
e giallo e rosso e verde
viaggia per trovare il suo amore..
…Dove la strada lo porti
la Città del Sonno
il pensiero che non finisce è dentro di lui
allora sogna
la strada lo porta,
quest’uomo che sta cercando,
lo porta
in silenzio nella notte
Dove le Città che non esistono, esistono
lo porta
in silenzio nella notte
vicino alla Città delle Realizzazioni;
è qui dove si trova la strada..
…Monte Orazione
la Città dei Giorni
l’Albero delle cose perdute
egli continua a viaggiare..
.. a nord del suo amore
una strada per la valle oscura
le isole che non sono di questo mondo
viaggia per trovare il suo amore..
E’ un lungo viaggio attraverso l’oscurità
sul sentiero dell’eremita
l’eremita canta del mondo e del viaggio d’amore, che non si perde nell’eternità
… la Valle dove la luna è impigliata negli alberi
l’acqua mostra il cuore celato
per intero nella mezzanotte
egli continua a viaggiare..
.. la parabola del giorno
la Stanza dei Libri
dove i venti vengono da lui e dicono..

NOTE
original version in Loxian and phonetic [versione originale in lingua loxian e fonetica]
all these fantastic and imaginary cities remind me of the book “Invisible Cities” (le Città Invisibili) by Italo Calvino, and refer me in particular to the artist’s notebook of Angela Betta Casale
tutte queste città fantastiche e immaginarie mi ricordano il libro delle Città invisibili di Italo Calvino “Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra. Anche le città credono di essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.” e mi rimandano in particolare al quaderno d’artista di Angela Betta Casale
1) Roma writes: There are two cities that carry the name The City of Constellations. The first is in the heights and is the home of the Loxians, the astronomers, the starkeepers. The second is in the valley and is the home of the Valley-dwellers, the scribes, the myth-minders. Both these peoples want to know their place within the night, they want to know they are not alone.
[Scrive Roma: ” Ci sono due città che portano il nome La città delle costellazioni. La prima è sugli Altopiani ed è la casa dei Loxian, degli astronomi, i Guardiani delle Stelle. La seconda è nella valle ed è la casa degli Abitanti della Valle, degli scribi, i Custodi dei Miti. Entrambi questi popoli vogliono scoprire il loro posto nella notte, vogliono sapere di non essere soli.“]
2) nella tradizione popolare il fantasma ha due forme, quello spettrale e incorporeo e quello del morto redivivo in carne e ossa

LINK
https://www.jrrtolkien.it/2018/02/23/cosa-sta-succedendo-alle-lingue-elfiche/
https://digilander.libero.it/BlackMarguerite/thecelts.htm
http://www.brera.mi.astro.it/~adriano.gaspani/sorbona.htm
http://enya.sk/roma-ryan/loxian/
http://enya.sk/music/amarantine/
http://enya.sk/music/amarantine/less-than-a-pearl/
http://enya.sk/music/amarantine/the-river-sings/
http://enya.sk/music/amarantine/water-shows-hidden-heart/

Enya & Tolkien

The soundtrack of the Lord of the Rings is by Howard Shore but two tracks were composed expressly by Enya
La colonna sonora del Signore degli Anelli è di Howard Shore ma due tracce sono state composte espressamente da Enya

Music: Enya
Lyrics: Roma Ryan

May it be (La Benedizione della Stella Vespertina)

“May it Be” was featured for the movie Lord of the Rings: Fellowship of the Ring (2001)
“May it Be” è il singolo pubblicato nel 2001, tratto dalla colonna sonora del film “Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello”


I
May it be an Evening star (1)
Shines down upon you
May it be when darkness falls
Your heart will be true
You walk a lonely road
Oh! How far you are from home
Chorus
Mornië utúlië (2)
Believe and you will find your way
Mornië alantië (3)
A promise lives within you now
II
May it be the shadow’s call
Will fly away 
May it be your journey on
To light the day (4)
When the night is overcome
You may rise to find the sun
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Che la Stella del Crepuscolo
ti guidi.
Quando l’oscurità scenderà
possa il tuo cuore restare puro.
Percorri un sentiero solitario
Oh, quanto lontano sei da casa!
Coro
È arrivata la tenebra
Abbi fede e troverai la strada.
È calata la tenebra
C’è una promessa che ti sorregge
II
Che il richiamo dell’oscurità
possa disperdersi.
Possa il tuo viaggio continuare
alla luce del giorno.
Quando la notte sarà sconfitta
potrai risollevarti verso il sole.

NOTE
1) Evening Star is the name by which the Ancients called the planet Venus, but here we are in the Middle Earth of Tolkien’s fantasy world and the Evening Star is the nickname of Arwen, Elf in love with Aragorn [stella della Sera è il nome con cui gli Antichi chiamavano il pianeta Venere, ma qui siamo nella Terra di Mezzo del mondo fantasy di Tolkien e la Stella della Sera è il soprannome di Arwen, l’Elfa innamorata di Aragorn]
2) in Quenya= “the darkness has come”
3) in Quenya= “the darkness has fallen”
4) the structure seems to follow the Celtic blessings also used in the auspicious toasts [la struttura sembra ricalcare le benedizioni celtiche utilizzate anche nei brindisi benaugurali]

Aniron

 Arwen: The light of the Evenstar does not wax and wane. 
It is mine to give to whom I will. Like my heart.
Go to sleep
[La luce della Stella del Vespro non cresce nè diminuisce.
È mia, da donare a colui che desidero. Come il mio cuore.
Dormi ]
Arwen -Aragorn

Within the theme “The Council Of Elrond”, Aniron is a song entirely in Sindarin, the Tolkenian version of Gaelic: it is the love song that binds Aragorn to Arwen, it is sung when Aragorn and Arwen finally find themselves alone in Rivendell.
[All’interno del tema “The Council Of Elrond” (Il Consiglio di Elrond), Aniron è un canto tutto in lingua Sindarin, la versione tolkeniana del gaelico: è il canto d’amore che lega Aragorn a Arwen, viene intonato quando Aragorn e Arwen si trovano finalmente soli a Rivendell]

I
O môr henion i dhû:
Ely siriar, êl síla
Ai! Aníron (1) Undomiel (2)
II
Tiro! Êl eria e môr
I ‘lir en êl luitha ‘uren.
Ai! Aníron…..

English translation by Roma Ryan
I
Out of darkness I understand the night
dreams flow, a star shines
Ah! I desire Evenstar
II
Look! A star rises out of the darkness
The song of the star enchants my heart
Ah! I desire..
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Dal buio capisco la notte
i sogni scorrono, la stella brilla
Ah! Desidero la Stella del Crepuscolo [Arwen]
II
Guarda! Una stella sorge dal buio
il canto della stella incanta il mio cuore!
Ah! Desidero..

NOTE
1) Aragorn’s desire for Arwen, she is his inspirational muse, the algid elf that enchanted his heart. [E’ il desiderio di Aragorn verso Arwen la sua musa ispiratrice, l’elfa dall’algida bellezza che incantato il suo cuore.]
La parola che Roma Ryan ha usato come titolo della sua canzone, Aníron, non appare nel corpus di vocaboli pubblicati. Si può trovare soltanto e aníra, che sono tradotte da Tolkien «egli desidera» (inglese he desires in Sauron Defeated, p. 129). E basta. Nessuno sa come coniugarlo, o che tipo di verbo sia. Sappiamo (PE:17, p. 132; vedere la pagina all’inizio del mio articolo) che in sindarin «io cresco» è galon, ma «io faccio» è cerin, non **ceron. Se si sa come coniugare un verbo elfico, ciò non significa che si sappia come coniugare tutti i verbi elfici. Questo è esattamente ciò che è la generalizzazione affrettata. Roma Ryan ha fabbricato Aníron solamente con la sua immaginazione e non seguendo le regole di coniugazione del sindarin, che né lei, né noi sappiamo. (Edouard Kloczko da qui)
2) Arwen is a half-elf who renounces her immortality out of love. In the tales of Tolkien is a secondary character, not so in the cinematographic transposition: she is the Lady who embodies the Sovereignty, or rather the seal on the return of the King, and it is the love for her that sustains Aragorn in his enterprise (chivalrous love)
[Arwen è una mezz’elfa che rinuncia alla sua immortalità per amore, scrive Tolkien: Arwen, figlia di Elrond, che si diceva reincarnasse le sembianze di Luthien, e che fu chiamata Undómiel poiché era la Stella del Vespro del suo popolo.” Tuttavia nei racconti di Tolkien è un personaggio secondario, non così nella trasposizione cinematografica: è lei la Dama che incarna la Sovranità, o meglio il sigillo sul ritorno del Re, e l’amore verso di lei che sorregge Aragorn nella sua impresa (i richiami all’amor cortese sono evidenti)]

LINK
https://www.jrrtolkien.it/2018/02/23/cosa-sta-succedendo-alle-lingue-elfiche/

Enya: Evening Falls

From the album “Watermark” (1989), Evening Falls was released as the second single (after the resounding success of Orinoco Flow). On the contrary, this song is more meditative and disturbing and has a gothic story as a background. A woman living in America dreams every night of wandering in an unknown house. When she moves to England she comes across her dream house; intrigued she approached, but the people who live there are afraid of her because they believe her a ghost, that had haunted the house in the past.
Dall’album “Watermark” (1989)  Evening Falls (Scende la sera) è uscito anche come secondo singolo (dopo lo strepitoso successo di Orinoco Flow). Questa canzone è al contrario più meditativa e inquietante e ha come retroscena una Ghost Story di gusto gotico. Una donna che vive in America sogna ogni notte di vagare in una casa sconosciuta. Quando si trasferisce in Inghilterra s’imbatte nella casa dei suoi sogni; incuriosita si avvicina, ma le persone che vi abitano sono spaventate da lei perchè la credono un fantasma, avendola vista aggirarsi per la casa in parecchie notti degli anni passati.

The black and white video is extremely distressing, full of symbolism and memories of the past. It seems to describe an abandoned house in which the one who had lived there (most probably a few centuries before) returns to visit “taking possession” of the one who dreams. Among the various images a barn owl flying throug a stone opening, attracted by the light of a candle. The passage of Death extinguishes the flame of the candle.
The song and the video recall the revenant ballads of the Celtic tradition.

by ArwensGrace

Il video in bianco e nero è oltremodo angosciante, ricco di simbolismi e memorie del passato. Sembra descrivere una casa abbandonata in cui colei che vi aveva vissuto (molto probabilmente qualche secolo prima) ritorna in visita “impossessandosi” di colei che sogna. Tra le varie immagini un barbagianni in volo che si posa nel vano di un’apertura in pietra, attirato dalla luce di una candela. Il passaggio della Morte spegne la fiamma della candela.
La canzone e il video richiamano le revenant ballads della tradizione celtica.

Music: Enya
Lyrics: Roma Ryan


I
When the evening falls and the daylight is fading (1),
from within me calls – could it be I am sleeping?
For a moment I stray (2), then it holds me completely.
Close to home – I cannot say.
Close to home – feeling so far away.
II
As I walk the room there before me a shadow
from another world where no other can follow.
Carry me to my own, to where I can cross over (3) Close to home – I cannot say.
Close to home – feeling so far away.
III
Forever searching; never right,
I am lost in oceans of night.
Forever hoping I can find memories,
those memories I left behind.
IV
Even though I leave (4)  will I go on believing
that this time is real – am I lost in this feeling?
Like a child passing through, never knowing the reason.
I am home – I know the way.
I am home- feeling oh! so far away.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Quando scende la sera e la luce del giorno si smorza
mi sento chiamare – forse sto dormendo?
Per un attimo mi distraggo, poi mi afferra completamente
Verso casa – non saprei dire
Verso casa – eppure mi sento così lontana
II
Mentre cammino nella stanza, innanzi a me un’ombra dall’Altro mondo, dove nessuno può andare. Portami dove io possa passare Oltre!
Verso casa – non saprei dire
Verso casa – e sentirsi così lontani
III
Per sempre cercare, senza certezza
smarrita negli oceani della notte. 
Per sempre sperare di ritrovare i ricordi,
quei ricordi che ho dimenticato
IV
Sebbene debba partire, continuerò a credere
che questo tempo sia la realtà?- Mi sono smarrita in questa sensazione?
Come un bimbo che muore senza sapere il motivo
sono a casa -conosco la strada
Sono a casa – eppure così lontana

NOTE
1) twilight is a middle time, a threshold that allows the passage between the Worlds [il crepuscolo è un tempo di mezzo, una soglia che permette il passaggio tra i Mondi]
2) the mind falters and no longer distinguishes the dream from reality [la mente vacilla e non distingue più il sogno dalla realtà]
3) the phrase lends itself to a double interpretation, it could be the spirit that invokes the mortal to help it, but also vice versa and the ambiguity of the situation increases its charm [la frase si presta ad una duplice interpretazione potrebbe essere lo spirito a invocare il mortale affinchè l’aiuti, ma anche viceversa e l’ambiguità della situazione ne accresce il fascino]
4) is the woman who has to wake up or the spirit that must return to the Other World? [è la donna che deve svegliarsi o lo spirito che deve ritornare nell’Altro Mondo?]

LINK
http://enya.sk/music/watermark/evening-falls/
https://www.deviantart.com/arwensgrace/art/Evening-Falls-66680737