Loreena McKennitt: Fear no more the heat o’ th’ sun

La canzone “Fear no more the heat o’ th’ sun” scritta da William Shakespeare per il Cimbellino viene musicata da Loreena McKennitt come brano di chiusura del suo album “The Visit” (1991) con il titolo di Cymbeline. E’ il lament inserito nell’atto IV scena II in forma di canto funebre cantata da due personaggi della commedia Guiderio e Arvirago a Imogene (l’eroina della storia) creduta morta – Imogene in realtà non è morta, ma più tardi si risveglia dalla catalessi dovuta all’ingestione di un medicamento.
The song “Fear no more the heat or ‘th’ sun” written by William Shakespeare for the Cymbeline is composed by Loreena McKennitt as a closing track of her album “The Visit” titled “Cymbeline”. It is the dirge included in Act IV scene II (lines 258-281) sung by two characters of the comedy, Guiderius and Arviragus, to Imogene (the heroine of the story) believed dead.
Quale sia l’intricata storia della commedia non è rilevante alla comprensione del testo essendo il canto semplicemente un memento mori: alle passioni e all’infuriare della vita segue la serenità della morte, da cui l’ammonimento a condurre la vita secondo valori spirituali che permettano di conseguire la pace eterna.
Whatever Shakespeare’s comedy, it is not relevant to the understanding of the text, being the song simply a memento mori: to the passions and to enrage of life follows the serenity of death, from which the admonition to lead our life according to spiritual values for achieving the eternal peace.

Così scrive Loreena nelle note: Ecco i pensieri di William Shakespeare su questa visita terrena. Questa canzone si svolge verso la fine della sua commedia Cimbellino, scritta verso la fine della vita dell’autore. E’ ambientato nell’antica Britannia quando i Romani stavano invadendo l’ultimo avamposto rimasto del vecchio ordine celtico.
” Here are William Shakespeare’s thoughts on this earthly visit. This song occurs toward the end of his romance Cymbeline, which was written near the end of the author’s life. The play is set in ancient Britain when the Romans were invading the last remaining outpost of the old Celtic order” (LMK).

Loreena McKennitt in The Visit 1991
Live In Paris And Toronto


I
Fear no more the heat o’ th’ sun
Nor the furious winters’ rages;
Thou thy worldly task hast done,
Home art gone, and ta’en thy wages (1).
Golden lads and girls all must,
As chimney-sweepers, come to dust(2).
riff
The sceptre, learning, physic, must
All follow this and come to dust.
II
Fear no more the frown o’ th’ great;
Thou art past the tyrant’s stroke (3).
Care no more to clothe and eat;
To thee the reed is as the oak.
The sceptre, learning, physic, must
All follow this and come to dust.
riff
All lovers young, all lovers must
Consign to thee and come to dust.
Traduzione italiano*
I (Guiderio)
Più non temere del sol la calura,
non la tempesta dell’inverno furiosa.
Hai assolto nel mondo ogni tua cura,
a casa sei andato, paga hai generosa.
Ragazzi e fanciulle che paiono d’oro,
come chi spazza i camini per loro,
in polvere deve ciascuno tornare.
inciso
Re, medico, dotto ti devon seguire;
in polvere deve ciascuno tornare.
II (Arvirago)
L’ira dei grandi più non temere,
non può dei tiranni toccarti condanna.
Più non curar di vestire e mangiare,
come una quercia è per te ogni canna.
Re, medico, dotto ti devon seguire;
in polvere deve ciascuno tornare.
inciso
Gli amanti giovani, gli amanti tutti,
in polvere deve ciascuno tornare.

NOTE
tratta da qui
le frasi dell’inciso sono state estrapolate da Loreena dalla canzone “Fear no more the heat o’ the sun”  scritta da William Shakespeare per il Cimbellino
the sentences of the riff were extrapolated from Loreena by the song “Fear no more the heat or ‘the sun” written by William Shakespeare for the Cymbeline
1) sei ritornato a casa e sei stato ricompensato
you returned home and you have been rewarded
2) polvere-morte sono il binomio dei vari riti funebri
dust-death are the binomial of the various funeral rites
3) richiamo alla persecuzione attuata da Cimbellino, re dei Britanni  nei confronti della figlia Imogene
reference to the persecution carried out by Cymbeline, king of the Britons against his daughter Imogene

Loreena McKennitt- Full Circle

Che cosa spinge un uomo a donarsi completamente a Dio per diventare suo strumento? Può la musica toccare la nostra memoria ancestrale?
What drives a man to give himself completely to God to become his instrument? Can music touch our ancestral memory?

E la voce di Loreena s’innalza come una nenia araba con una purezza cristallina quanto ineffabile nel brano “Full circle” (in italiano Punto di partenza) nell’album The Mask and Mirror, un brano  onnipresente nei suoi successivi live probabilmente la cifra più perfetta delle sue atmosfere rarefatte, impalpabili e fantasy.
And the voice of Loreena rises like an Arab lullaby with a crystalline purity like ineffable in the song “Full circle” in the album The Mask and Mirror, an omnipresent piece in her following lives probably the most perfect of its rarefied, impalpable and fantasy atmospheres.

Il viaggio verso la spiritualità è un percorso circolare e inevitabilmente si finisce per ritornare al punto di partenza. Più del testo parla però la musica.
The journey to spirituality is a circular path and inevitably ends up returning to the starting point. More than the text, however, speaks her music.

Loreena McKennitt in The Mask and Mirror, 1994


I
Stars were falling deep in the darkness
As prayers rose softly, petals at dawn (1)
And as I listened, your voice seemed so clear
So calmly you were calling your god
II
Somewhere the sun rose o’er dunes in the desert
Such was the stillness (2) I ne’er felt before
Was this the question pulling, pulling, pulling you?
In your heart, in your soul, did you find peace there?
III
Elsewhere a snowfall, the first in the winter (3)
Covered the ground as the bells filled the air
You in your robes sang, calling, calling, calling him
In your heart, in your soul, did you find peace there?
In your heart, in your soul, did you find peace there?
Traduzione in italiano Cattia Salto
I
Le stelle precipitavano al fondo dell’oscurità, mentre le preghiere s’innalzavano, lievi petali nell’aurora, e mentre ascoltavo, le vostre voci sembrava cosi chiare, invocavate il vostro Dio così serenamente.
II
Da qualche parte il sole sorgeva sulle dune del deserto
un tale silenzio non l’avevo mai sentito prima.
Era questo il dubbio che vi chiamava?
Nel vostro cuore, nella vostra anima,
avete trovato la pace lì?
III
Altrove una nevicata, la prima dell’inverno
copriva la terra mentre le campane riempivano il cielo
voi nelle vostre tonache (4) cantavate invocando, invocando, invocandolo.
Nel vostro cuore, nella vostra anima, avete trovato la pace lì?
Nel vostro cuore, nella vostra anima, avete trovato la pace lì?

NOTE
1) sono i canti nelle Moschee, così scrive Loreena: (23 marzo 1993, Marocco: Ramadan) Mi sveglio presto per prendere il volo di ritorno a casa e alle 5:30 sento degli uomini che cantano nella moschea, uno dei suoni più commoventi e primitivi che abbia mai sentito. Stanno chiamando il loro Dio.
March 23, 1993, Morocco: Ramadan; I wake up early to catch my flight home, and at 5:30 a.m. hear men chanting in the mosque, one of the most moving and primitive sounds I have ever heard. They are calling their God.
2) E’ il deserto come la distesa del mare, il luogo del grande vuoto e dell’eterno movimento che sembra risuonare nella memoria ancestrale, uno scampolo di divinità dentro di noi?
Is it the desert like the expanse of the sea, the place of the great emptiness and of the eternal movement that seems to resound in the ancestral memory, a remnant of divinity within us?
(19 marzo 1993, Marocco) mi facevo strada verso le dune di sabbia a un migliaio di metri oltre Erfoud, vicino al deserto algerino, e mi alzai all’alba per prendere il sole. Non penso di aver mai sentito qualcosa di così semplice eppure così potente. Mi chiedevo se la prima alba fosse proprio così.
March 19, 1993, Morocco: made my way to the thousand-foot sand dune past Erfoud, near the Algerian desert, and rose at dawn to catch the sun rise. I don’t think I have ever felt something so simple and yet so powerful. I wondered if the first sunrise was just like this.
3) (21 novembre 1988, St-Benoit-du-Lac, Québec:) sono appena arrivata in questo monastero benedettino nel Cantone orientale del Québec. Oggi era il primo giorno di neve, e i frati erano usciti a camminare per il lungo viale mentre mi avvicinavo … figure incappucciate che lentamente si dirigevano verso la Messa mentre la neve cadeva come benedizioni. Ho seguito il suono delle campane ai vespri.
November 21, 1988, St-Benoit-du-Lac, Québec: have just arrived at this Benedictine monastery in the Eastern Townships of Québec. It was the first snowfall today, and the brothers were out walking along the long lane as I approached…hooded figures slowly making their way to Mass as the snow fell like blessings. I followed the sound of the bells to vespers.
4) robe è un termine generico che si usa anche nell’espressione italiana prendere l’abito per intendere  i voti, ho tradotto più esplicitamente con tonaca, oppure anche saio