YE BANKS AND BRAES

TITOLI: Ye Banks and Braes, Ye Flowery Banks, Bonie Doon

Una canzone d’amore sfortunato, ambientata in primavera, sulle rive del fiume Doon (Ayrshire), è la triste storia d’amore di una ragazza scozzese abbandonata dal suo falso innamorato dopo essere stata sedotta. La storia si ispira ad un pettegolezzo locale sulla signorina Peggy Kennedy di Dalgarrock una bella e benestante fanciulla e un suo parente tale capitano McDoual di Logan.
“The subject of the song, Peggy Kennedy, was a niece of Mrs Gavin Hamilton, a born heiress to a considerable estate in Carrick, to which she ultimately succeeded. At the age of seventeen she was the betrothed bride of Captain Maxwell, the M.P. for Wigtownshire. However she had an affair with McDouall of Logan.” (in  “Robert Burns: the stories behind the songs” qui )
La versione è di Robert Burns, la musica è di James Millar ed è stata pubblicata  con il titolo di “The Caledonian Hunt’s Delight”(in “Second Collection” di Neil Gow 1788 ). La stessa melodia è trascritta con il titolo di “Lost is my quiet” in “Collection of English Songs” di Dale, 1780 ‑ 1794. Una seconda versione “Ye Flowery Banks o’ Bonie Doon” fu riscritta ancora da Burns nel 1791, ma pubblicata postuma in Reliques of Robert Burns (1808) sulla melodia “Cambdelmore”.

LA MELODIA
ASCOLTA Tony McManus arrangiamento per chitarra acustica e lezione

LE GIOIE CHE FURONO

Accanto alla felicità ridente della natura in fiore e degli uccelli in amore, l’infelicità della donna risalta con maggiore forza: ella dopo aver assaporato, con passione, i piaceri dell’amore e aver eufemisticamente “colto la rosa” con il suo innamorato, è stata lasciata con la spina, da intendersi nel doppio senso del dolore, ma anche della gravidanza indesiderata.
Nel ritornello la ripetizione departed joys, departed never to return [in italiano: gioie che furono – che non saranno più] c’è un misto di malinconia e di amarezza: con la verginità la donna ha perduto l’innocenza e la fiducia verso un mondo che non è quello che sembra!

Federico Andreotti (1847-1930)
Federico Andreotti (1847-1930)

In merito alla melodia è lo stesso Burns a scrivere al suo editore Thomson nel 1794: “Conosci la storia di quest’aria? E’ alquanto curiosa. Tanti anni fa, il Sig.Jas Miller scrittore della vostra città, si trovava in compagnia del nostro amico (l’organista Stephen) Clarke; e parlando di musica scozzese, Miller espresse l’ardente ambizione di riuscire a comporre un’aria scozzese. Il Sig. Clarke, in parte per scherzo, gli disse di suonare solo le note nere del clavicembalo e metterci un po’ di ritmo, e così avrebbe senza dubbio composto un’aria scozzese. Ciò che è certo è che in pochi giorni, il Sig. Miller produsse un’aria rudimentale, che il Sig. Clarke con qualche ritocco e correzione, trasformò nella melodia in questione
(il testo originale: “Do you know the history of the air? It is curious enough. A good many years ago, Mr. James Miller, writer in your good own (Edinburgh) … was in company with our good friend Clarke; and talking of Scottish music, Miller expressed an ardent ambition to be able to compose a Scots air. Mr. Clarke … told him to keep to the black keys of the harpsichord and preserve some kind of rhythm, and he would infallibly compose a Scots air. Certain it is, that, in a few days, Mr. Miller produced the rudiments of an air which Mr. Clarke, with some touches and corrections, fashioned into the tune in question…”)

ASCOLTA Madelaine Cave (una versione magica con sola voce, arpa e flauto, bellissime foto della natura. La voce e il flauto in alcuni punti modulano il gorgheggio dell’uccello di cui si parla nella canzone)

ASCOLTA Holly Tomas

Un brano che per la sua intensità emotiva è più adatto ad essere interpretato da una fanciulla, ma non mancano gli interpreti maschili
ASCOLTA Gary Cleghorn (nel video varie immagini in omaggio a Robert Burns)


I
Ye banks and braes o’ bonnie Doon,
How can ye bloom sae fresh and fair,
How can ye chant (2) little birds,
And I sae weary full o’ care!
II
Ye’ll break my heart ye warbling bird,
That wantons through the flowering thorn
Ye mind me o departed joys,
Departed never to return.
III
Oft ha’e I roved by bonnie Doon,
To see the rose and woodbine twine,
and ilka bird sang O’ its love,
And fondly sae did I o’ mine.
IV
Wi’ lightsome heart I stretch’d my hand,
And pu’d a rosebud from the tree;
And my false lover Stole my rose,
But ah! He (3) left the thorn in me
TRADUZIONE ITALIANO *
I
Voi rive e pendii del bel Doon (1),
come potete fiorire sì freschi e belli?
Come potete cantare (2), voi augelletti,
mentr’io son sì stanca e piena d’affanni?
II
Mi spezzerai il cuore, augel che gorgheggi,
saltellando fra lo spino in fiore:
tu mi ricordi gioie d’un tempo,
gioie che furono – che non saranno più!
III
Spesso ho vagato presso il bel Doon
per vedere la rosa e il caprifoglio intrecciarsi; ogni augello cantava del suo amore e teneramente cantavo anch’io del mio.
IV
Con cuore gaio colsi una rosa (3),
ricca di fragranza sulla pianta spinosa;
e il mio amor che m’ha tradita rubò la rosa, ma ahimè, lasciò a me la spina.

per la traduzione del testo in francese e bretone qui

e per la serie “non ci posso credere!” ecco la versione celtic-rock
ASCOLTA The Real Mckenzies


I
Ye banks and braes of bonnie doon,
How can ye bloom sae fresh and fair
How can ye chant ye tiny wee birds
And I sae weary and nae full o’ care.
Ye break me heart; ye birds that sing
That warble through the flowery thorn
Ye remind me of a departed joy
Departed forever tae never return
II
I’ve often roamed by bonnie Doon
To walk by the ocean, the wind and the sky
And like the birdees that sing o’ their love,
Sae fondly say did i of mine
With lightsome heart I spied a rose
So sweet and aglow on thorny tree
And my false love did steal that rose
And all she left me was but a thorn
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Voi rive e valli del bel Doon,
come potete fiorire così freschi e belli?
Come potete cantare (1), voi uccellini,
e io sono così stanco e preoccupato.
Mi spezzerai il cuore, uccello canterino
che gorgheggi fra lo spino in fiore:
tu mi ricordi le gioie svanite, svanite per sempre e non torneranno più!
II
Spesso ho vagato presso il bel Doon
per camminare il riva al mare, il vento e il cielo
e come gli uccelli che cantano del loro amore
così teneramente cantavo anch’io del mio.
Con cuore lieto colsi una rosa (3),
così profumata e  radiosa sulla pianta spinosa;
ma il mio amore rubò quella rosa
e lasciò a me la spina.

NOTE
*Traduzione italiana tratta da   “Poemetti e canzoni” curata e tradotta da Adele Biagi, 1953 G. C.   Sansoni – Editore – Firenze
1) il fiume Doon nasce dalle Gallow Hills nel cuore del Galloway Forest park al centro della contea di Dumfries e Galloway nella parte meridionale della Scozia, come dice la pubblicità ” Un incantevole paesaggio di limpidi laghetti, foreste che nascondono piccole cascate e brulle cime arrotondate formano il Galloway Forest Park, il più grande parco forestale della Gran Bretagna.” (qui)
2) chant nel suo duplice significato di canto e beffa
3) nelle versioni al maschile diventa un “she”, ma così si perdono tutte le sfumature sottese alla simbologia della rosa. Nelle ballate celtiche la rosa non è solo “una rosa” ma è il simbolo della passione amorosa; l’allusione al fiore più intimo e segreto della donna. Sebbene un tempo le fanciulle fossero educate a preservarsi caste e pure fino al matrimonio, la loro stessa ingenuità le poteva far cadere facile preda dei mascalzoni, che con false promesse matrimoniali, le inducevano a concedere il loro “pegno d’amore”, la verginità. Così la spina è la gravidanza ricevuta in cambio! (vedi scheda). Così quando sento Paul McKenzie cantare “And all she left me was but a thorn” mi viene da ridere!

HIRVOUDOÙ

La canzone è stata tradotta in bretone da Rev. Augustin Conq (più noto con lo pseudonimo di “Paotr Tréouré”)  con il titolo “Hirvoudoù” [in italiano un lamento], e pubblicata nel 1933 da Henry Lemoine in “20 Breton songs arranged by G. Arnoux”. (vedi) Eccola classificata così come “chanson bretonne” o “Une complainte bretonne”, e interpretata tra gli altri anche da Alan Stivell quale tributo al grande bardo della Scozia (nell’album “Brian Boru” 1995). Infatti nella versione bretone il testo si adatta sia al femminile che al maschile, mentre la traduzione francese nella raccolta di Henry Lemoine propende per un lamento maschile.

ASCOLTA Tri Yann

I
Penaos oc’h-c’hwi ker kaer gwisket
Traonienn ha prad leun a vleunioù
Penaos e kanit, laboused,
Tre ma ‘maon-me o skuilh daeroù?
Ho kanaouennoù dudius
Va c’halon baour din a ranno
‘N ur gomz eus un amzer eürus
Ha ne deuio biken en-dro!
II
Da c’houloù-deiz ‘vel d’abardaez
Me ‘garje mont war ribl ar stêr
‘N ur vouskanañ va c’harantez
‘Vel an eostig, an alc’houeder
Dindan ar gwez, laouen bepred,
E kutuilhen bleunioù dispar ;
Siwazh, setu-me dilezet
Ha rannet holl gant ar glac’har!

TRADUZIONE FRANCESE (qui)
I
Pourquoi êtes-vous si bien parés, vallées et champs couverts de fleurs ; pourquoi chantez-vous, oiseaux, pednant que je verse des larmes ?
Vos chansons merveilleuses
me briseront le coeur,
en évoquant un temps heureux
qui ne reviendra jamais !
II
De l’aube jusqu’au soir,
j’aimerais aller au bord de la rivière,
en chantonnant mon amour,
comme font le roitelet ou l’alouette ; sous les arbres, toujours joyeux,
je cueillerais des fleurs sans pareilles. Hélas ! me voilà abandonné,
et tout brisé par le chagrin
TRADUZIONE ITALIANO
I
Perchè siete così ben adornati
valli e campi ricoperti di fiori
perché cantate uccellini
mentre io verso lacrime?
I vostri canti meravigliosi
mi spezzano il cuore
ed evocano un tempo felice
che non tornerà mai più
II
Dall’alba fino a sera
vorrei andare sulle rive del fiume
per cantare il mio amore
come fanno lo scricciolo e l’allodola
sotto gli alberi tutto il giorno felice, raccoglierei i fiori senza eguali.
Ahimè? Sono qui abbandonato
e distrutto dal dolore

FONTI
http://www.robertburns.plus.com/Stories2.htm
http://ontanomagico.altervista.org/rosa.htm
http://sangstories.webs.com/yebanksandbraes.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/636.htm
http://chrsouchon.free.fr/chants/fripon.htm
http://per.kentel.pagesperso-orange.fr/frame_par_recueil.htm

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