White are the far-off plains

Nel cd “To drive the cold winter away” (1987) Loreena Mckennitt rende omaggio alla sua terra, il Canada e al suo illustre poeta in lingua inglese Archibald Lampman (1861 –1899)  mettendo in musica la poesia “Snow”. Denominato il “Canadian Keats” Lampman scrisse più di 300 poesie la maggior parte basate sull’osservazione del paesaggio sia rurale che  naturale, ma morì a soli 38 anni per un attacco di cuore; amante della vita all’aria aperta trasse ispirazione dal territorio nei dintorni della città di Ottawa, dove visse per la maggior parte della sua vita; fu amico del poeta Duncan Campbell Scott, che si prodigò per pubblicarne gli ultimi lavori letterari post-mortem.
Lyrics of Earth” è la sua seconda raccolta di poesie pubblicata nel 1895 da Copeland and Day di Boston, tuttavia le vendite furono scarse, sebbene il poeta fosse già noto per le sue pubblicazioni letterarie presso varie e prestigiose riviste inglesi, americane e canadesi.

Tom Thomson: The last snow

ASCOLTA Loreena McKennitt, il brano è riportato oltre che in  “To drive the cold winter away” (1987) anche in “A Midwinter nights dream” (2008) che riprende e amplia l’EP “A winter garden: five songs for the season” del 1995. La prima versione ha un arrangiamento musicale più essenziale, incentrato sull’arpa e il suono lontano del flauto; nella seconda versione si aggiungono violoncello, violino e organetto. La melodia composta dalla McKennitt è una soave ninnananna che rasserena e invita a dolci sogni.

ASCOLTA la prima versione; è questo il secondo album dell’artista canadese ancora improntato alla semplicità e essenzialità della forma (strofe I e da III a VI)

ASCOLTA la seconda versione (strofe I e da III a VI)

ASCOLTA Cedar Breaks in “Tyme, Aspects of Home” 2013: lasciano che sia il violino a portare il lamento, addolcito dalle armonie delle chitarre e dalle voci di Rebecca Croft e Diana Glissmeyer  (strofe I, III, II, VI) il video è prodotto da Norman Bosworth filmato nell’inverno del 2012 presso le Rocky Mountains.


I
White are the far-off plains (1),
and white the fading forests grow;
wind dies out along the heights
denser still the snow,
A gathering weight on roof and tree,
Falls down scarce audibly.
II
The road before me smooths
and fills apace, and all about
The fences dwindle, and the hills
Are blotted slowly out;
The naked trees loom spectrally
Into the dim white sky.
III
Meadows and far-sheeted streams
Lie still without a sound;
Like some soft minister(2) of dreams
The snow-fall hoods me round;
In wood and water, earth and air,
silence is everywhere.
IV
Save when at lonely spells (3)
Some farmer’s sleigh, urged on,
With rustling runners and sharp bells,
Swings by me and is gone;
Or from the empty waste I hear
A sound remote and clear;
V
The barking of a dog,
To cattle, is sharply pealed,
Borne echoing from some wayside stall
Or barnyard far afield;
Then all is silent and the snow falls
Settling soft and slow
VI
The evening deepens and the gray
Folds closer earth and sky
The world seems shrouded far away.
Its noises sleep, and I
secret as yon buried streams
plod dumbly on and dream.
I dream
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Bianche sono le pianure lontane,
e bianche le foreste che si scolorano
il vento svanisce dietro le alture
si addensa la neve,
accumulando peso su tetti e alberi
mentre scende silenziosa.
II
La strada innanzi a me si addolcisce
e si riempie in fretta e tutt’intorno
gli steccati scompaiono e le colline
sono pian piano offuscate;
gli alberi spogli si profilano spettrali
contro il cielo bianco e fioco.
III
Prati e torrenti ricoperti di neve
giacciono immobili senza suono;
come un sommesso Ministro dei sogni, la nevicata mi sovrasta;
nel bosco e nell’acqua, in cielo e in terra, il silenzio è in ogni dove.
IV
Tranne quando sporadicamente
la slitta di un contadino, incitata,
con sottili lame e stridule campanelle, mi scivola accanto e scompare; o sento, dalla landa disabitata un suono remoto e chiaro;
V
l’abbaiare di un cane,
lo scampanare acuto del bestiame
eco partorito da qualche stalla ai bordi della strada o da un aia in lontananza;
poi tutto è silenzio e la neve cade
depositandosi soffice e lenta.
VI
La sera imbrunisce, ed il grigio
unisce cielo e terra
il mondo appare velato e lontano;
i suoi rumori dormono, ed io, nascosto come quel torrente sepolto, persevero silente e sogno.
Io sogno

NOTE
*tratta in parte da qui, la poesia di Archibald Lampman nella versione integrale qui
1)  nella seconda versione diventa fields
2) l’angelo, ministro di Dio, mediatore tra l’uomo e la divinità, ambasciatore; la nevicata  mette tutto a tacere e invita al sonno, ottundendo i sensi sia della vista che dell’udito e ponendo l’io al centro di sè, racchiuso in sè. L’immagine è conclusa nella strofa finale in cui il poeta sogna. L’immagine evoca il cimitero e la morte, l’angelo di pietra ritratto su molte tombe.
3) lonely spells è da intendersi in senso temporale, letteralmente “periodi isolati” infatti nell’originale è scritto “lonely intervals” che ho preferito risolvere con un avverbio

FONTI
http://www.biographi.ca/en/bio/lampman_archibald_12E.html
https://www.kobo.com/it/it/ebook/archibald-lampman

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