VAN DIEMEN’S LAND: COME TI POPOLO LE COLONIE INGLESI!

La produzione di ballate ottocentesche che hanno come tema la deportazione in Australia è ricorrente per tutto il secolo.
Botany Bay, Moreton Bay, Van Diemen’s Land, Port Phillis, Port Arthur, Macquarie Harbour, e Norfolk Island sono tristi nomi che ricorrono nelle ballate sulle deportazioni in cui si mescolarono realtà a fantasia tese a formare l’opinione e le aspettative dell’uomo comune su quelle terre.

VAN DIEMEN’S LAND, LA TERRA DEL DIAVOLO

La Terra di Van Diemen (da Anthony van Diemen, governatore generale della Indie Orientali Olandesi tra il 1636 e il1645) oggi è chiamata Tasmania, la grande isola dell’Australia famosa per essere stata una colonia penale inglese dal 1800 al 1856 (prima del 1803 i detenuti dalla Gran Bretagna e Irlanda erano confinati nella colonia denominata il Nuovo Galles del Sud ossia nella parte sud-est dell’Australia, trasporto che proseguì fino al 1820 circa: Botany Bay è rimasto comunque nell’immaginario delle ballate come il punto di destinazione delle navi ).

van-diemens-land-film1
fotogramma dall’omonimo film diretto nel 2009 da Jonathan auf der Heide‎

L’isola si chiamava Terra di Van Diemen, da quando nel 1642 fu scoperta dai navigatori olandesi, ma solo agli inizi dell’Ottocento fu dichiarata colonia di sua maestà britannica.
Gli unici che potevano insediarsi in quella terra selvaggia ed inesplorata erano i deportati e così un certo tenente Bowen sbarcò nella baia di Hobart nel 1804 con trentasei uomini, tredici donne e bambini e un cavallo dando inizio alla moderna storia della Tasmania. Arrivarono anche altri deportati, pirati, banditi e avventurieri che cominciarono la loro opera di “civilizzazione” sterminando le colonie di foche, poi fu la volta degli aborigeni, considerati altri “animali” da sfruttare ed eventualmente eliminare. Nel 1856 si tennero le elezioni parlamentari e la zona assunse il nome di Tasmania (dall’olandese Abel Tasman che nel XVII secolo navigò a sud dell’isola).…Ecco quindi che la Tasmania si trasformò ben presto in una colonia penale destinata a galeotti recidivi che finivano nelle carceri di Sarah Island, Maria Island e Port Arthur. Contrari all’idea di dividere l’isola con dei criminali, i coloni osteggiarono le deportazioni, che furono interrotte nel 1856 (tratto da vedi)

LA COLONIA PENALE

La giustizia inglese all’epoca era a dir poco severa e si andava in carcere o sulla forca semplicemente perchè si era dei poveri disgraziati che rubavano per fame. L’alternativa era la deportazione in Australia con la condanna ai lavori forzati, un espediente a cui ricorrevano i giudici, per fornire mano d’opera a basso costo nei territori di nuova colonizzazione. In genere e soprattutto agli inizi i detenuti erano assegnati ai coloni in una specie di libertà vigilata o erano impiegati nei lavori pubblici. Le donne facevano le servette nelle case dei coloni o lavoravano nelle fabbriche (carcere-casa di lavoro femminile). Solo in un secondo tempo vennero costruite delle vere e proprie prigioni detentive per i prigionieri più pericolosi.

Ma se apparentemente l’alternativa alla deportazione poteva sembrare migliore, in realtà i detenuti erano soggetti a duri maltrattamenti (frustate, ceppi e isolamento) e a un duro lavoro, e molti morivano prima di espiare la propria condanna. Coloro che riuscivano a terminare il loro periodo di detenzione (che poteva arrivare fino a 14 anni) a volte ritornavano in patria (se non ne erano stati banditi) ma la maggior parte finiva per restare nella colonia.

VAN DIEMEN’S LAND E IL BRACCONAGGIO

La canzone è intitolata anche “The Gallant Poachers” o “Young Henry the Poacher” e compare stampata su molti broadsides per tutto l’Ottocento a testimonianza della sua grande popolarità in Gran Bretagna e Irlanda. Era conosciuta anche nelle Americhe e nel repertorio delle canzoni dei marinai. Ovviamente si ritrovano molte versione testuali (per un analisi più puntuale delle varianti testuali vedi) ma anche melodie molto diverse tra loro.
Secondo la ricerca compiuta da Roy Palmer due casi di bracconaggio nel Warwickshire possono aver dato il via alla circolazione della ballata su un foglio voltante, databile nelle sue prime versioni tra il 1829 e il 1830. In Gran Bretagna se il reato di bracconaggio veniva punito nel 600 con l’impiccagione (vedi Geordie) nell’ottocento si preferiva invece la deportazione nelle colonie penali e nelle fattorie-prigioni della Tasmania. In realtà nelle colonie la quota di detenuti per bracconaggio era relativamente piccola (circa 300 persone su 162.000 prigionieri maschi), ma questa ballata potrebbe essere stata originata da una nuova legge del 1828 che destinava alla deportazione nelle colonie per 14 anni, i bracconieri trovati in possesso di un arma (ne bastava uno solo su tre per punire anche tutti gli altri).

IL PLOT

La ballata pur nelle sue numerose varianti testuali mantiene una struttura ben precisa: i bracconieri vengono sorpresi, processati e condannati alla deportazione. A volte sulla nave incontrano una ragazza anche lei condannata ma che viene salvata dalla deportazione sposandosi con il capitano. Arrivati sull’isola vengono venduti ai coloni e legati all’aratro come bestie da soma. Alcune versioni si soffermano nella descrizione delle sofferenze che devono affrontare in quella terra “del diavolo” e quasi tutte terminano con la speranza di poter ritornare liberi e nel proprio paese (a seconda delle versioni, ma più spesso l’Irlanda).

Contrariamente al solito inizio subito con la mia versione preferita (in genere cerco di seguire un ordine cronologico per anzianità di testi o di registrazioni) ma questa registrazione è semplicemente perfetta (anche se non propriamente tradizionale!)

ASCOLTA Jeff Lang , in “Vandemonian Lags” 2013 (chitarrista australiano con il suo “disturbed folk” style come egli stesso lo definisce)

Il testo è una versione quasi simile a quella di Mike Waterson registrata anche da Christy Moore  (e per il testo qui).


I
Come all of you young poaching lads and a warning take from me
Mark you well the story that I tell and guard your destiny
It’s all about transported lads as you may understand
the hardships we did undergo going to Van Diemen’s Land
II
Me and three more went out one night into Squire Noble’s park
We were hoping we might catch some game the night being proven dark
being our bad misfortune we were dropped on with speed
And brought us down to Warwick Gaol did cause our hearts to bleed
CHORUS (x2)
Young men all be aware lest you be drawn into a snare (1)
III
It was about the fifth of March me boys at the court we did appear
Like Jobe we stood with patience our sentences to hear
but being old offenders our case it did go hard
Our sentence was for fourteen years straight ways being sent on board
IV
The ship that bore us from the land the Speedwell was her name
For full five months and upwards we plowed the raging main
We saw no land nor harbour I tell you it’s no lie
All around us one black ocean, above us one blue sky
V
We had a female comrade Sue Sommers was her name
and she was given her sentence for the selling of our game
but the captain fell in love with her and merrier her out of hand
and she proved true and kind to us going to Van Diemen’s Land
VI
It was the fifth day of August that we made the land
At five o’clock the next morning they tied us hand to hand
To see our fellow sufferers it filled my heart with woe
For there’s some chained to the harrow and the others to the plough (2)
VII
There are times when I slumber that I have a cruel dream
I see myself in a Harbory besides a pearling stream
my sweetheart she lies beside me, a jug of ale at hand
but I wake up broken hearted upon Van Diemen’s Land
VIII
If I had a thousand pounds all laid out in my hand
I’d give it all for liberty if that I could command
again to Ireland I’d return and be a happy man
I’d bid farewell to poaching game and to Van Diemen’s Land.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite voi tutti giovani bracconieri prestate attenzione al mio avvertimento, tenete da mente la storia che racconto e badate al vostro destino.
E’ sui ragazzi deportati come si può ben capire
e i disagi che subimmo andando nella Terra di Van Diemen
II
Io e altri tre siamo andati di notte nel parco di un nobile cavaliere, speravamo di poter catturare della selvaggina con il buio della notte, ma per una triste sventura siamo stati catturati piuttosto in fretta e ci hanno portati fino a Warwick Gaol facendoci sanguinare il cuore
CORO
Giovani state tutti attenti a meno che non vogliate finire in trappola
III
Era il cinque di marzo ragazzi che alla corte ci presentammo
come Giobbe abbiamo aspettato con pazienza di sentire la nostra sentenza, ma essendo recidivi il nostro caso si presentava difficile,
la nostra condanna è stata di quattordici anni
e di filato siamo stati spediti a bordo
IV
La nave che ci portava verso la Terra si chiamava la Veronica
per ben cinque mesi e oltre abbiamo solcato la corrente impetuosa, non abbiamo visto terra o porto e vi dico il vero
tutto intorno a noi, un oceano nero e sopra di noi il cielo blu
V
C’era una compagna femmina si chiamava Sue Sommers
ed era stata giudicata per aver venduto la nostra selvaggina,
ma il capitano si innamorò di lei e si sposò con lei su due piedi,
e lei si dimostrò sincera e gentile con noi che andavamo nella Terra di Van Diemen
VI
Era il cinque di Agosto che abbiamo toccato terra
alle cinque in punto il mattino successivo ci legarono le mani;
vedere i nostri compagni soffrire mi riempiva il cuore di dolore
che alcuni erano incatenati all’erpice e altri all’aratro (2)
VII
Ci sono momenti nel dormiveglia che faccio un sogno crudele, vedo me stesso a Harbory accanto a un ruscello argenteo, la mia fidanzata che giace accanto a me, una brocca di birra in mano, ma mi sveglio con il cuore infranto, sulla Terra di Van Diemen
VIII
Se avessi mille sterline in mano,
le darei tutte per la libertà
se potessi di nuovo in Irlanda mi piacerebbe tornare
per essere un uomo felice,
darei l’addio al bracconaggio e alla Terra di Van Diemen.

NOTE
1) da notare che il bracconiere non dice di non andare a cacciare di frodo, dice piuttosto di stare attenti a non farsi beccare
2) i deportati sono venduti ai coloni e legati all’aratro come bestie da soma

Parte seconda continua

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*