THE TWO SISTERS: BINNORIE

La ballata “The two sisters” è originaria dalla Svezia o più in generale dai paesi scandinavi (vedi “De två systrarna) e si è diffusa largamente anche in alcuni paesi dell’Est e nelle isole britanniche. Le varianti in cui è presente sono molteplici come pure i titoli: The Twa Sisters, The Cruel Sister, The Bonnie Milldams of Binnorie, The Bonny Bows o’ London, Binnorie and Sister, Binnorie, Minnorie, Dear Sister, The Jealous Sister (Minorie), Bonnie Broom, Swan Swims Sae Bonny O, The Bonny Swans, Bow Your Bend to Me.

IL TRIANGOLO AMOROSO

Si racconta la storia di un triangolo amoroso con due sorelle che si contendono le attenzioni di un bel giovane, una volta che la scelta cade sulla fanciulla bionda, l’altra (guarda caso dai capelli neri) per avere l’uomo tutto per sè, uccide la sorella facendola precipitare dall’alto di una scogliera (o dalla riva di un fiume). Il tema è trattato in molti dipinti ed è caro ai pittori pre-raffaelliti e più in generale un tema ricorrente nei pittori ottocenteschi (grazie ai buoni uffici di sir Walter Scott);
20121002205259a31nel dipinto dello scozzese John Faed (1851) dal titolo Cruel Sister è riassunto tutto il dramma della gelosia al centro della storia (leggasi movente): un affascinante principe dal fascino esotico (com’è lezioso quel cappello piumato!) tiene per mano una bionda fanciulla vestita di satin bianco, non solo il principe la guarda e le stringe teneramente la mano, ma anche indica un cagnolino in primo piano per dire : “ecco a te sono fedele”. Quale grazia e dolcezza è soffusa nella fanciulla la quale con modestia volge lo sguardo a terra, ma le sue guance sono imporporate, segno di una profonda emozione che la turba. L’altra fanciulla è leggermente arretrata rispetto ai due innamorati e guarda il principe afflitta da cupi pensieri, anche se gli si aggrappa al braccio è chiaramente il terzo incomodo (da notare che mentre i due innamorati incedono con lo stesso passo  la donna bruna muove in avanti il piede sinistro).
Per comprendere tutta la storia ci soccorre una fiaba scozzese dal titolo “The Singing Breastbone” (da Fair is Fair: World Folktales of Justice di Sharon Creeden vedi) che già nel titolo preannuncia un racconto “gotico”.

LA FIABA SCOZZESE: The Singing Breastbone

“C’erano una volta due figlie di re che dimoravano in una casetta vicino alla diga di Binnorie. Sir William venne a corteggiare la maggiore delle due che si innamorò di lui. Le chiese la mano porgendole guanto ed anello. Ma dopo un certo tempo cominciò a guardare la sorella minore dalle guance color ciliegia e dai capelli biondi e il suo amore si trasferì su di lei, tanto che non gli importava più nulla dell’altra. Così la maggiore cominciò ad odiare la minore per averle portato via l’amore di William e giorno dopo giorno il suo odio crebbe tanto da tramare e pianificare il modo di liberarsi di lei.
Una bella mattina disse a sua sorella: “Andiamo a vedere le barche di nostro padre attraccare al mulino di Binnorie.” E mano nella mano si recarono sul posto. Quando arrivarono alla riva del fiume la minore si arrampicò su una pietra per osservare lo spiaggiamento delle barche. Sua sorella, che era dietro, l’afferrò per i fianchi e la spinse nell’acqua della corrente del mulino di Binnorie.
“Oh sorella, sorella, dammi la mano!” Urlava mentre la corrente la spingeva via. “E avrai metà di tutto ciò che posseggo.” “No sorella, non ti darò la mano poiché sono comunque erede di tutte le tue terre. Che io sia maledetta se tocco la sua mano che si è frapposta fra me e l’amore del mio cuore.” “Oh sorella raggiungimi con un guanto!” gridò la principessa mentre la corrente la trascinava ancora più lontano, “E tu avrai di nuovo il tuo William.” “Continua ad affondare”, gridò la principessa crudele, “Nessuna mano o guanto tu toccherai. Il dolce William sarà mio quando sarai affogata nella corrente del mulino di Binnorie.” Detto questo si voltò e tornò a casa nel castello del re.
La principessa passò attraverso la corrente del mulino, talvolta nuotando, talvolta affondando, finché arrivò vicino al mulino. La figlia del mugnaio stava cucinando e quel giorno e aveva bisogno di acqua per cucinare. Non appena cominciò a tirar su l’acqua dalla corrente, vide qualcosa che galleggiava verso la diga del mulino e chiamò il padre: “Padre chiudi la diga! C’è qualcosa di bianco, una bella ragazza o un cigno bianco latte che viene giù lungo la corrente.” Allora il mugnaio si precipitò a chiudere la diga e fermò le pesanti e crudeli pale del mulino. Poi presero la principessa e la stesero sulla riva. Era così bella e dolce stesa sulla riva! Nei suoi capelli c’erano perle e pietre preziose; non si riusciva a vedere la sua vita tanto era coperta da una cintura d’oro e le frange d’oro del suo vestito bianco scendevano fino ai suoi piedi color del giglio. Ma era affogata, affogata!

E mentre giaceva là nella sua bellezza, un famoso suonatore d’arpa passò dalla diga del mulino di Binnorie e vide il suo dolce, pallido viso. E sebbene continuasse a viaggiare in lungo e in largo, non dimenticò mai quel viso e dopo molti giorni tornò al mulino sulla diga di Binnorie e finì poi per arrivare al castello del re, padre della fanciulla.

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Quella sera erano tutti riuniti nella sala del castello per ascoltare il grande arpista. C’erano il re e la regina, la loro figlia, Sir William e tutta la corte. Al principio l’arpista cantò utilizzando la sua vecchia arpa dando gioia o tristezza a suo piacimento. Ma mentre cantava mise l’altra arpa, che aveva fatto quel giorno stesso, su una pietra della sala. Improvvisamente l’arpa cominciò a cantare da sola con voce bassa e chiara. L’arpista smise e tutti zittirono. E questo è ciò che l’arpa cantò:
“Laggiù siede mio padre, il re,
Binnorie, oh Binnorie;
E laggiù siede mia madre, la regina;
Presso le belle dighe sul mulino di Binnorie.
E laggiù in piedi c’è mio fratello Hugh,
Binnorie, oh Binnorie;
E accanto a lui il mio William, bugiardo e sincero;
Presso le belle dighe sul mulino di Binnorie.”
Tutti si meravigliarono dell’accaduto e l’arpista disse loro che aveva visto la principessa affogata stesa sulla riva vicino alle belle dighe sul mulino di Binnorie e che successivamente aveva costruito un’arpa utilizzando i suoi capelli e le sue ossa pettorali. Proprio allora l’arpa cominciò a suonare di nuovo e questo è ciò che cantò a voce alta e chiara:
“E là siede mia sorella che mi ha affogato
presso le belle dighe sul mulino di Binnorie.”
E l’arpa si schiantò e si ruppe e non cantò più.

“Sommando le versioni inglesi e quelle scandinave si sono calcolati un centinaio di testi: è come se ogni cantore si fosse divertito a inventare qualcosa di differente per distinguersi dagli altri. In alcune varianti norvegesi l’arpa si rompe in mille pezzi e la principessa bionda ritorna in vita mentre la sorella dai capelli neri è o bruciata viva o seppellita viva come punizione per il crimine commesso.
In un’altra, sempre norvegese, le ossa della ragazza sono utilizzate per fare un flauto che è portato alla famiglia per farlo suonare da tutti. Quando la sorella crudele lo suona il sangue sgorga da esso denunciando così la sua colpa. Ne consegue una punizione: la sorella è condannata ad essere legata a quattro cavalli che partono in quattro distinte direzioni e che la faranno a pezzi. In una versione svedese il mugnaio salva la ragazza e la riporta alla famiglia. Alla fine la principessa bionda perdonerà la sorella per il tentato omicidio.” (Giordano Dall’Armellina)

La fiaba si presta come sempre a molteplici letture fuori dal testo, quella per simbolismi si concentra sul significato delle ossa, del cigno e dell’elemento acqua (vedi) e tuttavia nell’approdare in America la ballata diventa una più tipica murder ballad

Avendo operato una cernita, vado a riportare le versioni più conosciute della ballata, per un elenco esaustivo dei titoli e degli interpreti vedere invece qui 

PRIMA VERSIONE: BINNORIE

In Scozia la ballata comparve in stampa nel 1656 con il titolo “The Miller and the King’s Daughter” (vedi testo) ed è finita poi nelle Child Ballads, (al numero 10), così chiamate dal Professor Francis James Child che nel tardo 1800 aveva pubblicato The English and Scottish Popular Ballads: le versioni in Child sono una ventina circa a sottolineare l’ampia popolarità e diffusione della storia (e anche per le melodie si hanno molte versioni).
La versione analizzata però qui è quella di Sir Walter Scott (in “Minstrelsy of the Scottish Border” 1802) che con il suoi libri contribuì a ridestare l’interesse dei contemporanei verso il Medievalismo.
Il testo è ricco di termini scozzesi, la trama è molto simile alla fiaba “The Singing Breastbone” di cui la ballata sembra essere la versione cantata, il tragico epilogo si tinge di magia con le ossa della fanciulla diventate strumento musicale e che smascherano l’assassina.
ASCOLTA Custer LaRue&Baltimore Consort in The Daemon Lover, 1993 un arrangiamento dal sapore medievale


There were twa sisters sat in a bow’r(1)
Binnorie, O Binnorie (2)
There cam a knight to be their wooer.
By the bonnie mill-dams of Binnorie .
He courted the eldest wi’ glove and ring (3)
But he lo’ed the youngest aboon a’thing.
The eldest she was vexed sair
And sore envied her sister fair.
The eldest said to the youngest ane:
“Will you go and see our father’s ships come in”
She’s ta’en her by the lily hand
And led her down to the river strand.
The youngest stude upon a stane
The eldest cam’ and pushed her in.
“Oh sister, sister reach your hand
And ye shall be heir of half my land”
“Oh sister, I’ll not reach my hand
And I’ll be heir of all your land.”
“Oh sister, reach me but your glove
And sweet William shall be your love.”
“Sink on, nor hope for hand or glove
And sweet William shall better be my love.”
Sometimes she sunk, sometimes she swam
Until she cam to the miller’s dam.
The miller’s daughter was baking bread
And gaed for water as she had need.
“O father, father, draw your dam!
There’s either a mermaid or a milk-white swan (4).”
The miller hasted and drew his dam
And there he found a drown’d woman.
Ye couldna see her yellow hair
For gowd and pearls that were sae rare.
Ye coldna see her middle sma’
Her gowden girdle was sae braw.
Ye couldna see her lily feet
Her gowden fringes were sae deep.
A famous harper passing by
The sweet pale face he chanced to spy.
And when he looked that lady on
He sighed, and made a heavy moan.
He made a harp (5) o’ her breast bone
Whose sounds would melt a heart of stone.
The strings he framed of her yellow hair,
Their notes made sad the listening ear.
He brought it to her father’s ha’
There was the court assembled there.
He layed the harp upon a stane
And straight it began to play alane.
“O yonder sits my father the King
And yonder sits my mother, the queen.”
“And yonder stands my brother Hugh
And by him, my William, sweet and true.”
But the last tune that the harp played then
Was: “Woe to my sister, false Helen”
TRADUZIONE ITALIANO
C’erano due sorelle sedute in salotto(1), Binnorie, O Binnorie (2)
venne un cavaliere per essere il loro pretendente, presso le belle dighe al mulino di Binnorie.
Corteggiò la più grande con guanto e anello (3), ma amava la più giovane sopra ogni cosa
La più grande era infastidita e dolorante
e invidiava la sua bionda sorella
La più grande disse alla più giovane:
“Vuoi venire a guardare le navi di nostro padre mentre arrivano?”
Prese la sorella per la bianca mano
e la condusse fino alla riva del fiume.
La più giovane stava su un masso
la più grande venne e gettò la sorella (in acqua)
“Oh Sorella, sorella dammi la mano
e sarai erede della mia metà di terra”
“Oh sorella, non ti darò la mano
e sarò l’erede di tutta la tua parte”
“Oh sorella, dammi il tuo guanto
e il bel William sarà tutto tuo”
“Annega e non sperare per la mano e il guanto e il bel William sarà il mio amore piuttosto”
Talvolta affondava, talvolta nuotava
finchè giunse alla diga del mulino.
La figlia del mugnaio stava cuocendo il pane
e andava a prendere l’acqua che  le serviva
“O padre, padre, chiudi la diga!
C’è una sirena o un cigno bianco come il latte (4).
Il mugnaio si precipitò a chiudere la diga
e là trovò una donna annegata
Non si riusciva a vedere i suoi capelli biondi,
per l’oro e le perle che c’erano così preziose.
Non si riusciva a vedere la sua vita
tanto era coperta da una cintura d’oro
Non si riuscivano a vedere i suoi candidi piedi,
le frange d’oro erano così lunghe.
Un famoso arpista passò li vicino
cercando di vedere il suo dolce e pallido viso.
E quando vide la fanciulla
lui sospirò ed emise un grande gemito.
Fece un’arpa (5) con le sue ossa pettorali,
il cui suono scioglierebbe un cuore di pietra.
Incorniciò le corde dai suoi capelli biondi,
il loro suono rendeva triste l’ascolto.
La portò nella sala di suo padre,
c’era la corte riunita là,
Pose l’arpa su una pietra
e cominciò a suonare da sola.
“Laggiù siede mio padre, il re,
e laggiù siete mia madre, la regina;
E laggiù in piedi c’è mio fratello Hugh,
e accanto a lui il mio William, amorevole e sincero”
Ma l’ultima melodia che l’arpa suonò poi fu “La colpa sulla mia bugiarda sorella Helen”

NOTE
1) bower si traduce con pergolato, ma nel Medioevo stava a indicare la camera privata della signora del castello, non proprio la camera da letto quando la saletta in cui soggiornava con le sue ancelle.
2) Scott sostituisce il ritornello “Edinburgh, Edinburgh” ispirandosi alla battaglia di Binnorie (per rievocare le guerre d’inipendenza scozzesi)
3) Dare l’anello e il guanto in epoca medievale era una promessa di matrimonio. Come da consuetudini ad essere corteggiata era la sorella maggiore , si tratta con evidenza di un matrimonio combinato in cui però il giovane si innamora della sorella più giovane
4)  la fanciulla portata dalla corrente non muore subito affogata e un po’ nuota come un candido cigno. Il paragone sottolinea la purezza e l’innocenza della fanciulla che si presume non abbia incoraggiato le avance del pretendente.
5) il menestrello costruisce un’arpa con le ossa della fanciulla e dai lunghi capelli biondi ricava le corde, si tratta ovviamente di un’arpa magica, infatti non appena posata su una pietra si mette a cantare da sola. Qui si fa riferimento alla credenza vichinga secondo la quale l’anima risiede nelle ossa (le ossa dei morti accusano i loro assassini). La sorella assassina che stava per andare in sposa viene smascherata dal fantasma della sorella e sicuramente sarà punita come merita.
E’ lecito presumere che nelle versioni scandinave della storia lo strumento fosse in realtà una crotta o lyra ad arco: detto anche “rotta” o “rotta germanica”-per sottolineare il suo areale nordico- lo strumento può essere dotato anche di una tastiera centrale e si suona con l’archetto essendo probabilmente l’antenata del violino. In Galles porta il nome di crwth (mentre in Irlanda è detta cruith) e la tastiera centrale porta le sei corde di cui due le drone strings (“corde fannullone”) sono di bordone. Questo strumento, che gli studiosi sono incerti se ritenere totalmente autoctono ed attribuito all’area scandinava, compare verso il II° sec, si presenta in una forma analoga a quella attuale intorno al VII sec. (vedi)

Da ascoltare nella versione strumentale di Dorothy Carter all’hammer dulcimer

continua seconda parte

FONTI E APPROFONDIMENTO
L’ottimo saggio di Giordano  Dell’Armellina in “Racconti comuni in ballate italiane, svedesi e  britanniche: un confronto” continua
Giordano  Dell’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=49269&lang=it
http://walterscott.eu/education/ballads/supernatural-ballads/the-cruel-sister/

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