Archivi categoria: TURISMO IN SCOZIA

Gli Ossian e la scottishness

Il gruppo scozzese (dalle parti di Glasgow) degli Ossian prende il nome dal leggendario bardo di Scozia, si fonda nel 1976 per dare vita a una miscela acustica raffinata ma piena di grinta (il cosiddetto drive tanto osannato nella musica rock): eppure rimarrà sempre una formazione acustica di musica tradizionale scozzese; la formazione è capitanata dai fratelli William e George Jackson (Billy arpa bardica, uillean pipes, whistle – George chitarra, cittern, violino, whistle, flauto) affiancati dal violino, mandolino, violoncello di  John Martin (che fu anche membro dei Tannahill Weavers)  e dalla voce solista, chitarra, whistle, dulcimer di Billy Ross. Quando Ross se ne andò subentrò Tony Cuffe (1981) e qualche anno più tardi il quartetto divenne un quintetto con l’aggiunta del pipaiolo Iain MacDonald (cornamuse, flauto, whistle).
Gli Ossian hanno sempre eseguito dell’ottima musica tradizionale scozzese anche se negli anni 70 era la musica tradizionale irlandese ad andare di moda! Il primo tour negli Stati Uniti (e sono finiti anche in Alaska) arriva nel 1983, ma cinque anni più tardi il gruppo si scioglie e i componenti  prendono altre strade.

Nella foto sopra da sin in alto : Tony Cuffe, George Jackson, da destra: Iain MacDonald, Billy Jackson, John Martin; nella foto sotto da sinistra: Billy Ross, Billy Jackson, George Jackson, John Martin

Tutti eccellenti polistrumentisti e cantanti, abili tessitori di trame sonore ricche e preziose sulle melodie della tradizione con un approccio quasi cameristico: canti in gaelico e in dialetto scozzese (in specie di Robert Burns), set da danza e slow air.
La loro musica ha influenzato una generazione di musicisti.

The Sound of Sleat / Aandowin’ a prua / The Old Reel in “Seal Song” 1981 nella formazione quartetto

Troy’s Wedding Biddy from Sligo in “Borders” 1986 nella formazione quintetto

LA RIFONDAZIONE

Ci fu una rifondazione nel 1997 con Billy Jackson e Billy Ross che si portò dietro Iain MacInnes (smallpipes, whistle) e Stuart Morison (violino, cittern) con i quali aveva formato un trio pochi anni prima, sigillata dall’uscita dall’album “The Carrying Stream” e anche se il nuovo gruppo non è mai stato ufficialmente sciolto non è più -al momento- in attività.

ST. KILDA WEDDING

Saint Kilda è un minuscolo arcipelago a occidente delle Ebridi Esterne e abitato fin dai tempi antichi. Di fatto isolato dalla terra ferma per buona parte dell’anno è stato abbandonato nel 1930.
Per comunicare con la terraferma gli isolani mettevano la posta in piccole sacche di cuoio impermeabile e le affidavano alla corrente marina.
Scrive Wikipedia “L’intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell’umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente ‘naturale’, ‘marino’ e ‘culturale’.
Gruppi di volontari lavorano sull’isola nei mesi estivi per recuperare gli edifici originari che gli antichi Kildani hanno lasciato. Condividono l’isola con una piccola base militare creata nel 1957
.”


La prima parte del filmato qui

La testimonianza degli antichi rituali matrimoniali praticati sull’isola ci viene da un album pubblicato dal gruppo scozzese Ossian “St. Kilda wedding”: la prima traccia è un set di musica da danza trascritto nella collezione del capitano Simon Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isle, 1816 – l’archivio digitale qui)

WILLIAM JACKSON

La formazione classica di Billy lo porta a un progetto ambizioso quello di comporre musica per una “folk orchestra”  composta cioè da musicisti tradizionali e classici. Pubblica una ventina di album di cui ben tre album per orchestra: The Wellpark Suite (1985), A Scottish Island (1998) e Duan Albanach (2003).

The Wellpark Suite è stata commissionata dalla Tennents per celebrare il centenario dell’omonimo stabilimento.
Nella sua lunga carriera come arpista gira in tour per l’Europa (è venuto diverse volta anche in Italia) e il Nord America. Ha rispolverato anche le sue origini irlandesi (i nonni venivano dal Donegal) spaziando così tra le musiche tradizionali di Scozia e Irlanda. Cito tra tutti Heart Music e The Ancient Harp of Scotland
William è anche il curatore del progetto discografico della Linn Records “Celtic Experience” vol I e II

TONY CUFFE

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1988 si dedica all’insegnamento e alla carriera solistica, nel 1994 esce l’album “When first I went to Caledonia”, – la Caledonia non è la Scozia bensì la Nuova Scozia (Canada)- in cui sfodera tutte le sue doti d’interprete, compositore e polistrumentista; Tony è rinomato per il suo tocco chitarristico, suona l’arpa con le corde di metallo che si è costruito da solo e una decina circa di strumenti. E’ stato anche coinvolto nel progetto di Fred Freeman “The Complete Song of Robert Burns” (vol I )Muore nel 2001 vinto dal cancro. Un altro cd esce postumo dal titolo “Sae Will We Yet” (2003)

Nel Blog il tag Ossian e il tag Tony Cuffe

FONTI
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/ossian/
http://standinatthecrossroads-blackcatbone.blogspot.it/2008/05/ossian-st-kilda-wedding-scottish-celtic.html
https://thesession.org/recordings/4022
http://www.wjharp.com/
http://www.independent.co.uk/news/obituaries/tony-cuffe-9257148.html
http://www.scotsman.com/news/obituaries/tony-cuffe-1-590567
https://raretunes.org/tony-cuffe/

READY FOR THE STORM

La prima registrazione della canzone risale al 1982, Dougie MacLean la scrive per il suo primo album da solista con la sua etichetta discografica, la Dunkeld record, appena fondata. L’album s’intitola “Craigie Dhu” in omaggio al cottage in cui vive con la moglie australiana agli inizi del loro trasferimento nel piccolo borgo di Butterstone, vicino a Dunkeld nel Perthshire. In copertina il dipinto del cottage realizzato da Jennifer.

Il nome mi richiama in mente il cerchio di pietra di Craigh na Dun ambientato nel romanzo storico “Outlander” di Diana Gabaldon nei pressi di Inverness: la traduzione dal gaelico è “collina (tumulo) su cui è costruito un cerchio di pietre”, essendo dun=tumulo e Craig, Craigie =roccia.

“Ready for the Storm” non è un brano tradizionale ma arriva con immediatezza allo spirito della gente e come spesso accade alle canzoni popolari si presta a molteplici letture; anche questo brano viene registrato da molti altri artisti della scena celtica e anche dai musicisti cristiani (a partire da Rich Mullins), sicuramente nel prossimo secolo scaduti i diritti d’autore sarà considerato a tutti gli effetti un traditional scozzese, se questa parola avrà ancora un significato.

Come dicevo moltissime le versioni e gli interpreti (molte le versioni al femminile tanto per citare Celtic Woman, Aoife Ni Fhearraigh) che hanno riprodotto il brano, ma la versione nel mio cuore è quella interpretata dall’angelica voce di Mary Dillon quando era nel gruppo irlandese dei Dèanta


I
The waves crash in and the tide tide pulls out
It’s an angry sea but there is no doubt
That the lighthouse will keep shining out
To warn the lonely sailor
And the lightning strikes and the wind cuts cold
Through the sailor’s bones to the sailor’s soul
Till there’s nothing left that he can hold
Except the rolling ocean
CHORUS
But I am ready for the storm, yes sir ready
I am ready for the storm, I’m ready for the storm
II
Oh give me mercy for my dreams (1)
Cause every confrontation (2)
Seems to tell me what it really means
To be this lonely sailor
But when the sky begins to clear
And the sun it melts away my fear
I’ll cry a silent weary tear
For those that need to love me (3)
III
Distance it is no real friend
And time will take its time
And you will find that in the end
It brings you me, the lonely sailor
And when you take me by your side
You love me warm, you love me
And I should have realized
I had no reason to be frightened
tradotto da Cattia Salto
I
Le onde si infrangono e la marea si ritira
è un mare infuriato, ma non c’è dubbio
che il faro continuerà con le segnalazioni
per allertare il marinaio solitario.
E il fulmine colpisce e il vento penetra freddo
nelle ossa del marinaio, fin nell’anima del marinaio, finchè non c’è più niente che possa sopportare tranne l’oceano in tempesta
CORO
Eppure io sono pronto per la tempesta sìssignore, pronto, sono pronto per la tempesta , sono pronto per la tempesta
II
Oh, dona la benedizione ai miei sogni
perchè ogni conflitto, sembra dirmi che cosa significhi davvero essere questo marinaio solitario.
Ma quando il cielo comincia a schiarirsi
e il sole discioglie la mia paura
piangerò una lacrima silenziosa e stanca per quelle che mi amano.
III
La distanza non è un vero amico
e il tempo richiede tempo
e si scopre che alla fine
ti porta a me, il marinaio solitario.
E quando mi prendi accanto
per amarmi e riscaldarmi e amarmi
avrei dovuto capire
che non avevo motivo di essere spaventato.

NOTE
1) invocazione è chiaramente rivolta a Dio
2) disputa, lotta ma anche ostilità, litigio
3) letteralmente “hanno bisogno d’amarmi”

Farewell To Craigie Dhu

Al cottage Dougie dedica ancora uno strumentale per violino pubblicato nell’album “Fiddle” del 1984, la famigliola si trasferisce nella ex-scuola del villaggio (dove Dougie aveva studiato da piccolo) e che diventerà il punto fermo della loro vita.
Così ricorda “When we bought the school in the 1980s, I was one of the first people in Scotland to set up my own independent record and publishing company. At that time, most musicians were encouraged to go to London or New York and I was determined to stay in this area. So my wife Jenny and I set up our own company, with a recording studio in the school building. We live in the former teachers’ house: an old, stone building. (tratto da qui)

ASCOLTA su Spotify la versione dei Radigun (qui)

ASCOLTA due melodie questa volta tradizionali  “Dunatholl” e “The Doo’s Nest”

FONTI
https://scotlandcorrespondent.com/celebrity/caledonia-heart-and-soul/
http://www.heraldscotland.com/news/11928750.Jennifer_gives_the_family_album_a_new_meaning/
http://www.heraldscotland.com/news/13411756.My_favourite_room__Musician_Dougie_MacLean_on_the_sitting_dining_room_of_the_old_Perthshire_school_house_where_he_lives_and_works/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=152726
https://thesession.org/tunes/13304
http://www.folktunefinder.com/tunes/32642

LIMERICK LAMENTATION OR LOCHABER NO MORE?

Un lamento irlandese o scozzese?
La paternità della slow air è contesa tra Irlanda e Scozia,  secondo Bunting (Ancient Music of Ireland, 1840)  fu composta dal bardo irlandese-arpista Myles O’Reilly  (c. 1635) per commemorare la partenza dei giovani irlandesi dopo il trattato di Limerick (1691); secondo O’Neill (Irish Minstrels and Musicians, 1913) il compositore fu Thomas Connellan (c.1640-45 – 1698) Cloonmahon, contea di Sligo che la intitolò “The Breach of Aughrim”.
La melodia è toccante, da far sgorgar le lacrime per la sua mestizia..

MARBHNA (CAOINEADH) LUIMNI

It is sad and lone I am today, far from dear Erin’s shore
I may never, never, never see her again; I may never see her more.
In Irlanda oggi il brano è eseguito in versione strumentale occasionalmente suonato ai funerali o come emigration song.
ASCOLTA The Chieftains in “The Chieftains live” 1977

ASCOLTA Sharon Shannon & Liam O Maoinli

ASCOLTA Martin Hayes & Dennis Cahill

ASCOLTA Na Casaidigh

LOCHABER NO MORE

In Scozia già popolare lament per cornamusa, la slow air venne versificata da Allan Ramsay  nel 1723, come il lamento di un highlander in partenza per  combattere tra le fila dei ribelli (la ribellione giacobita del 1715 vedi)

(c) The Fleming Collection; Supplied by The Public Catalogue Foundation

ASCOLTA Breabach

ASCOLTA  The Rankin Family


I
Farewell to Lochaber (1), farewell to my Jean,
Where heartsome wi’ her (thee) I ha’e mony day been,
For Lochaber no more, Lochaber no more,
We’ll maybe return to Lochaber no more.
These tears that I shed they are all for my dear,
And no’ for the dangers attending on weir (2);
Tho’ borne on rough seas to a far distant (bloody) shore.
Maybe to return to Lochaber no more.
II
Though hurricanes rise, though rise ev’ry wind,
No tempest can equal the storm in my mind;
Tho loudest of thunders or louder waves roar,
There’s nothing like leavin’ my love on the shore.
To leave thee behind me, my heart is sair pain’d,
But by ease that’s inglorious no fame can be gain’d;
And beauty and love’s the reward of the brave,
And I maun deserve it before I can crave.
III
Then glory, my Jeanie, maun plead my excuse,
Since honour commands me, how can I refuse?
Without it I ne’er can have merrit for thee;
And losing thy favour, I’d better not be.
I go then, my lass, to win honour and fame;
And if I should chance to come gloriously hame,
I’ll bring a heart to thee, with love running o’er,
And then I’ll leave thee an’ Lochaber no more.
Tradotto da Cattia Salto
I
Addio Lochaber, e addio
mia Jean
dove ho trascorso con te molti giorni felici
perchè lascio  Lochaber, lascio Lochaber
e forse non ritornerò mai più a Lochaber.
Queste lacrime che verso, sono tutte per la mia cara
e non per i pericoli che mi attendono in guerra
trasportato dal mare ribelle in una spiaggia lontana (di sangue)
forse non ritornerò mai più a Lochaber.
II
Anche se gli uragani si levano, anche se si solleva il vento
nessuna tempesta può eguagliare la bufera nella mia anima,
più rumorosa dei tuoni o del ruggito delle onde più alte,
non c’è niente di come lasciare il mio amore sulla spiaggia.
Lasciarti indietro, il mio cuore è pieno di dolore,
ma con la cautela del senza gloria nessuna fama si può ottenere;
e la beltà e l’amore sono la ricompensa per il coraggio
e li devo meritare prima di poterli desiderare.
III
Allora la gloria, mia Jean dovrà perorare la mia spiegazione,
finchè  l’onore mi comanda, come posso io rifiutare?
Senza non potrò mai meritarti
e senza il tuo favore preferisco non vivere!
Vado dunque ragazza, per vincere onore e fama
e se avessi la possibilità di ritornare gloriosamente a casa
porterò il cuore a te, traboccante d’amore
e poi non lascerò te e Lochaber mai più.

NOTE
1) Lochaber è il cuore delle Highlands, nella parte meridionale della contea di Inverness: in questa regione l’acqua è una delle protagoniste assolute, ed una delle principali ragioni della sua bellezza; fiumi, laghi, cascate, mare … è un tripudio della natura che si incontra con magia, storia e l’amore dell’uomo per la terra  che abita. (continua)
FONTI
http://www.capeirish.com/guitar-book/pdf/lim4-g.pdf
https://en.wikisource.org/wiki/A_Dictionary_of_Music_and_Musicians/Lochaber_no_more
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/14886
https://thesession.org/tunes/8973
http://chrsouchon.free.fr/lochaber.htm

http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-095,-page-96-lochaber.aspx
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_lochaber.htm

SCOTS CALLAN’ O’ BONNIE DUNDEE

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La ballata “Scots callan’ o’ bonnie Dundee” è passata per la penna di Robert Burns, ma gli studiosi non sono concordi nell’attribuzione dei versi. Probabilmente deriva da “Jockey’s Escape from Bonnie Dundee” ed è stata pubblicata nello “Scots Musical Museum”, N° 99, Vol 1, 1787.

ADEW DUNDEE

La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è diventata un modello per una serie di canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee (vedi).
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.

ASCOLTA Rob MacKillop al liuto

SCOTS CALLAN’

dundee“Callant” è una vecchia parola scozzese per ragazzo, la versione popolare della ballata raccontava delle prodezze amorose di un ragazzo – soldatino pronto a darsela a gambe piuttosto che sposare la ragazza ingravidata.
La ragazza però è innamorata del suo bel soldatino e cantando la nanna al loro bambino ne attende il ritorno. E tuttavia è anche un anti-war song con l’andamento di un lamento.

ASCOLTA The Cast (Mairi Campbell, Dave Francis) in “The Winnowing” 1996. Una voce pura e cristallina quella di Mairi Campbell che ha interpretato il brano con un misto di dolcezza e di dolore. La parte finale strumentale è uno sviluppo della melodia che richiama la versione più moderna.


I
O, whaur gat ye that hauver-meal bannock (1)?
O, silly blind body, o, dinna ye see?
I gat it frae a brisk sodger laddie (2),
Atween Saint Johnstone(3) and Bonnie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gi’ed me’t,
Aft has he doudl’d me upon his knee.
May heaven protect my bonnie Scots laddie,
And send him in safe tae his baby and me.
III
My heart has nae room when I think on my laddie,
His dear rosy haffets bring tears tae my een.
And oh! He’s awa, and I dinna ken whaur he’s (4)-
He’s awa frae his lassie and Bonnie Dundee.
IV
O, light be the breeze around him saftly blawin,
And o’er him sweet simmer still blink bonnilie,
May the rich dews o’plenty, around him wide fa’in,
Prevent a’ his fears for his baby and me!
V
My blessings upon that sweet wee lippie!
My blessings upon that bonnie ee-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer and dearer tae me.
VI
And I’ll big a bower on yon green bank sae bonnie,
That’s lave’d by the waters o’ Tay wimplin’ clear,
And cleed thee in tartans, my wee smiling Jonnie,
And mak thee a man like your daddie dear.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Da dove credi che venga questo biscottino (1)?
O sciocchino non lo sai?
L’ho preso da un vivace soldatino (2)
tra Perth (3) e la nostra bella Dundee.
II
Mi sembra di vedere il ragazzo che me l’ha dato, che spesso mi teneva sulle sue ginocchia.
Che il cielo protegga il mio bel ragazzo scozzese e lo riporti in salvo da me e il suo bimbo.
III
Il mio cuore non ha quartiere quando penso al mio ragazzo, le sue care rosee guance mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Ah, lui è lontano e non so dove sia (4),
è lontano dalla sua ragazza e dalla bella Dundee.
IV
Oh lieve sia la brezza che intorno a lui soffia,
che su di lui la dolce estate ancora sorrida lieta e cada la ricca rugiada dell’abbondanza
a scongiurare tutte le sue paure per il bimbo e me.
V
Le mie benedizioni su quelle dolci piccole labbra!
Le mie benedizioni su quei begli occhi
il tuo sorriso è  quello del mio allegro soldatino, si, tu mi sei caro sopra ogni cosa
VI
E costruirò una fattoria su quelle rive verdi così belle,
bagnate dalle acque increspate e chiare del Tay,
e ti vestirai con il tartan, mio piccolo sorridente Jonnie,
e farò di te un uomo come il tuo caro padre

NOTE
1) “Bannock” è il nome generico con cui oggi si indica una focaccia di forma rotonda cotta al forno.  (vedi ricetta) Il termine ha radice celtica ed è un pane preparato soprattutto in Irlanda, Scozia e Inghilterra del Nord. In antico l’impasto era di farina d’avena o d’orzo con acqua, senza lievitazione, cotto su di una pietra di arenaria apposita messa direttamente sul fuoco. Oggi il selkirk bannock in Scozia è un tipico pane dolce all’uvetta.
La prima frase è posta in forma di domanda da una seconda persona e letteralmente si traduce: “dove hai preso questo pane d’avena?” Il termine si riferisce al bambino “sfornato” dalla donna ovvero alla “sorpresa” che il bel soldatino le ha lasciato!
2) “I gat it frae a bonny Scots callan'”
3) Saint Johnstone= Perth
4) forse è uno scozzese ribelle che ha partecipato alla Jacobite Rising e ora è esule 

Il testo pubblicato nello Scots Musical Museum, Vol 1, 1787 è però il seguente 
I
‘ O, whar gat ye that hauver-meal bannock?’
‘ Silly blind body, O, dinna ye see?
I gat it frae a young, brisk sodger laddie
Between Saint Johnston and bonie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gae me’t!
Aft has he doudl’d me up on his knee:
May Heaven protect my bonie Scots laddie,
And send him hame to his babie and me!
III
My blessin’s upon thy sweet wee lippie!
My blessin’s upon thy e’e-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer, and dearer to me!
IV
But I’ll big a bow’r on yon bonie banks,
Whare Tay rins wimplin’ by sae clear;
An’ I’ll cleed thee in the tartan sae fine,
And mak thee a man like thy daddie dear.

PER VISITARE DUNDEE

Dove il fiume Tay si tuffa nel Mare del Nord, sulla sponda settentrionale dell’ampio estuario, sorge la quarta città più popolosa della Scozia continua

dun_dagm_6_1925_624x544
Veduta di Dundee ai tempi di Robert Burns

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/bonnie-dundee/
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15103
http://www.carterhaugh.co.uk/lyrics/scotscallan.html
http://chrsouchon.free.fr/bonndund.htm

DUNDEE LASSIE BY MARY BROOKSBANK

mary-brooksbankCanzone scritta da Mary Brooksbank nel suo libro “Sidlaw Breezes” (1966), la raccolta di poesie e canzoni sulla dura vita delle lavoratrici nei filatoi di Dundee, Scozia.
DUNDEE è una cittadina vicino ad Edimburgo conosciuta come “Jutopolis” con una sessantina di juta mills che ancora agli inizi del 900 impiegavano 50.000 lavoratori; l’ultima fabbrica ha chiuso nel 1997, adesso la juta è lavorata in India e non resta più nessun edificio a ricordare il passato tranne il Verdant Works Jute Mill trasformato in un museo sui processi di trasformazione della juta da fibra a tela e cordame. continua

Nei filatoi di Dundee degli anni 40 – ai tempi della gioventù di Mary, si lavorava per 10 ore di fila.

The life of the women workers of Dundee right up to the thirties was … a living hell of hard work and poverty. It was a common sight to see women, after a long ten-hour-day in the mill, running to the stream wash-houses with the family washing. They worked up to the last few days before having their bairns. Often they would call in at the calenders from their work and carry home bundles of sacks to sew. These were paid for at the rate of 5 pence for 25, 6 pence for a coarser type of sack. Infant and maternal mortality in Dundee was the highest in the country.” (testimonianza di Mary Brooksbank)

ASCOLTA Janet Jones

I
Ah’m a Dundee lassie
ye can see
An ye’ll a’ways find me cheerful
nae matter whaur Ah be
Tho at times ah feel doonherted, sad or ill
Ah’m a spinner  intae Baxter’s mill.
II
Ma mither died when
Ah was young,
ma faither fell in France
Ah’d like tae been a teacher
but ah never got the chance
Ah’ll soon be getting married tae a lad they ca Tam Hill
An he is an iler  intae Halley’s mill
III
Ah’m chumming  wi a lassie,
they ca her Jeannie Bain
She says she’ll never mairry,
her lad got killed in Spain
Ah often hear her speak aboot a place they ca Teruel
An she is a winder intae Craigie’s mill
Traduzione di Cattia Salto
I
Sono una ragazza di Dundee
come vedi
e mi vedete sempre allegra (1)
non importa dove sono,
talvolta mi sento giù di corda
triste o stanca, sono una filatrice (2) al filatoio di Baxter (3).
II
Mia madre morì quando ero giovane
mio padre cadde in Francia (4)
mi sarebbe piaciuto essere una maestra, ma non ne ho avuto l’opportunità
mi sono presto sposata con un ragazzo di nome Tam Hill
e lui è un ingrassatore (5) al filatoio di Halley
III
Chiacchierando (6) con una ragazza
di nome Jeannie Bain
dice che non si sposerà mai,
il suo fidanzato è rimasto ucciso in Spagna e spesso la sento parlare di un posto chiamato Teruel (7)
e lei è una accavigliatrice (8) al filatoio di Craigie

NOTE
1) “it is known that the Dundee mill girls had a reputation for ‘hilarity and making light of things.’” (Nigel Gatherer in Songs of Dundee) “He is quoting a writer, William Walker who said this was probably a “triumph of fortitude over adversity”, as there was little for many people in Dundee to be cheerful about, including those lucky enough to have a job” ( tratto da qui)
2) spinner: Shifting, piecing e spinning erano tre tipi di mansioni che si svolgevano attorno alla macchina: shifter (detto anche doffer) era l’addetto a togliere i rocchetti di filo completati per mettere quelli vuoti; piecer era quello che univa le estremità dei fili interrotti, spinner era l’addetto alla macchina della filatura. Mary iniziò a lavorare nel Baltic Jute Mill  all’età di 13 anni come doffer e divenne una spinner all’età di 15 anni
3) si tratta dei “jute mills”. La rivoluzione industriale del 700 si è subito appropriata del processo tessile e ha meccanizzato la produzione dei filati e della tessitura: in particolare le prime industrie tessili sfruttavano l’energia cinetica dell’acqua (e il vapore poi) ed erano costruite vicino ai fiumi, così a Dundee in Scozia le “jute mills“, i grandi filatoi industriali per trasformare la fibra della juta in filato, nel 19° secolo davano lavoro a 50.000 operai (per lo più donne e bambini)
4) prima guerra mondiale; in realtà la madre era ancora in vita quando Mary all’età di 50 anni per occuparsi della madre malata,  riprese la sua attività di violinista e cantante, mettendosi a scrivere canzoni e poesie sulla vita dei lavoratori nelle fabbriche tessili, sulla vita delle donne e le ingiustizie sociali, gli eventi politici e la letteratura
5) Iler: oiler of mill machinery, non so bene come tradurre il termine in italiano essendo oliatore l’attrezzo che contiene l’olio da applicare sulle giunture dei macchinari
6) Chumming: going about as friends
7) Teruel: città spagnola in cui si svolse una cruenta battaglia al tempo della guerra civile spagnola -1937-8. Molti scozzesi si arruolarono volontari  per combattere contro Franco
8) Winder: job on the flett or working platform of the mill. Nell’industria tessile, avvolgere i filati di lana o di seta intorno ai fusi

Con il titolo Dundee Lassie peraltro si indicano anche diverse melodie tra cui anche una country dance

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/jute-mill-songs/
http://sangstories.webs.com/dundeelassie.htm

http://tunearch.org/wiki/Dundee_Lassie
http://abcnotation.com/tunePage?a=tunearch.org/wiki/Dundee_Lassie.no-ext/0001

DÓMHNALL MAC ‘IC IAIN

Dómhnall Mac ‘Ic Iain (A Mhic Iain ‘ic Sheumais in italiano Donald, figlio di Giovanni, figlio di Giacomo) è una waulking song ancora popolare nelle Highlands, che racconta del ferimento di Dòmhnall Mac Iain ‘ic Sheumais  nella battaglia di Carinish (isola di North Uist -Ebridi, 1601).

Mac_Donald_of_Clan_Ranald-_-_(Eyre-Todd)La solita faida tra clan questa volta a causa di una donna ripudiata da Donald Gorm Mor MacDonald che guarda caso era sorella di Rory MacLeod. Tra botte e risposte (vedi) il nostro Donald del Clan Ranald ha fatto piazza pulita dei MacLeod a Carinish ma viene ferito gravemente da una freccia. Secondo la tradizione fu la madre adottiva NicCoiseam a cantare questa canzone mentre accudiva la sua ferita.

Donald si riprese dopo tre settimane e fu in grado di ripartire per l’isola di Skye .. e la faida continua

ASCOLTA  Mary Jane Lamond  in “Suas e!” (1997) versi I, II, III, IV, I, II, V

GAELICO SCOZZESE
I (x2)
Ma dh’eugas Dòmhnall mac ‘ic Iain
Eugaich e an cosnach
Ma dh’eugas Dòmhnall mac ‘ic Iain
Bidh sinn air a thòrradh
II (x2)
Gheobh sinn aran agus ìm
‘S càise na banaraich
Gheobh sinn aran agus ìm
Uisge-beath’ an Tòisich
III (x2)
Iain Bàn mac Dhòmhnaill ‘ic ‘ic Iain
‘S làidir gu carachd e
Iain Bàn mac Dhòmhnaill ‘ic ‘ic Iain
Chuir e dheth a chòta
IV (x2)
Dòmhnall mac Iain againn fhìn
Fear a b’fheàrr a bh’aca-san
Dòmhnall mac Iain againn fhìn
Fear a b’fheàrr a’ Bhràigh’
V (X2)
Tha mi ‘g iarraidh uisge beatha
Tha mi ‘g iarraidh beer eile
Tha mi ‘g iarraidh uisge beatha
Chan eil mi gad iarraidh

traduzione inglese
I
If Donald son of the son of John dies
He’ll die employed
If Donald son of the son of John dies
We’ll be at his funeral
II
We’ll get bread and butter
And the milkmaid’s cheese
We’ll get bread and butter
And the Toiseach’s whisky
III
Fair John son of Donald
son of the son of John
He’s strong at wrestling
Fair John son of Donald
son of the son of John
He put off his coat
IV
Our own Donald son of John
The best man they had
Our own Donald son of John
The best man in the Brae
V
I want whiskey
I want another beer
I want whiskey
I don’t want you
tradotto da Cattia Salto
I
Se Donald figlio del figlio di John muore, morirà da servitore (1)
Se Donald figlio del figlio di John muore andremo al suo funerale
II
Avremo pane e burro
e il formaggio della lattaia
avremo pane e burro
e il migliore whisky di Tòisich
III
Il bel John figlio di Donald
figlio del figlio di John
è forte e robusto
Il bel John figlio di Donald
figlio del figlio di John
ha messo da parte la corazza
IV
Il nostro Donald figlio di John
il migliore uomo che avevano
Il nostro Donald figlio di John
il migliore uomo della Collina
V
Voglio il whisky
e voglio dell’altra birra
voglio whisky
e non ti voglio

NOTE
1) non è ben chiaro il senso della frase essendo Donald un capo clan

Da quei romanticoni che sono gli Scozzesi il luogo della battaglia è segnato da un cartello e ancora numerosi turisti si recano sulla collina a visitare i ruderi della chiesa che fu luogo dello scontro (Trinity Temple)

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/lamond/domhnall.htm
http://www.hebrideanconnections.com/historical-events/109037

E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, THE SKYE BOAT SONG

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod.
La canzone è stato un successo: fin da subito circolarono voci che spacciavano il testo come traduzione di una antico canto in gaelico e presto divenne un brano classico della musica celtica e in particolare della musica tradizionale scozzese

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno. Secondo la leggenda Flora lo salutò danzando sulla spiaggia  (vedi prima parte: Flora MacDonald’s Fancy)

LA TRAVERSATA IN MARE: LA FUGA DI CHARLES STUART

Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod dopo averla sentita cantare nel 1870 da un gruppo di marinai, mentre stava facendo un’escursione sul Loch Coruisk, guarda caso proprio sull’isola di Skye. La canzone era “Cuchag nan Craobh” (in inglese “The Cuckoo in the Grove”) comparsa in stampa nel 1907 in Minstrelsy of the Scottish Highlands, di Alfred Moffat, testo attribuito a William Ross (1762 – 1790).

LO IORRAM
Il brano è comparso nel libro Songs of the North pubblicato da Sir Harold Boulton e Anne Campbell MacLeod a Londra nel 1884. Nelle ristampe ed edizioni successive nel commento si fa riferimento alla melodia come a un "iorram" ossia a una canzone ai remi. Non proprio una shanty song un "iorram" (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all'indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle Ebridi come valzer.

La canzone è stato un successo già nell’Ottocento ed è da considerarsi un brano classico della musica celtica, e in particolare della musica tradizionale scozzese, inserito immancabilmente nelle compilation anche per matrimoni, fatto e rifatto in tutte le salse (dal beat al liscio, jazz, pop, country, rock, dance), innumerevoli le versioni strumentali (da un solo strumento – arpa, cornamusa, chitarra, flauto – o due fino all’orchestra) con arrangiamenti classici, tradizionali, new age, per bande anche militari e corali. Su Spotify è possibile trovare moltissime versioni del brano e proprio per tutti i gusti! Tra quelle strumentali le mie preferite sono quelle con la chitarra di Greg Joy, Pete Lashley, Tom Rennie, ma anche una versione con arpa e flauto di Anne-Elise Keefer e una versione “insolita” (con tanto di basso-tuba o oboe) dei Leaf!

Tra tutte vi propongo questa interpretazione nella compilation Irish Roses

ASCOLTA Carlyle Fraser

CHORUS
Speed bonnie boat,
like a bird on the wing,

Onward, the sailors cry
Carry the lad that’s born to be king(1)
Over the sea to Skye(2)
I
Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunder clouds rend the air;
Baffled our foe’s stand on the shore
Follow they will not dare
II
Though the waves leap,
soft shall ye sleep
Ocean’s a royal bed
Rocked(3) in the deep,
Flora will keep
Watch by your weary head
III
Many’s the lad fought on that day
Well the claymore could wield
When the night came, silently lay
Dead on Culloden’s field(4)
IV
Burned are our homes, exile and death
Scatter the loyal men(5)
Yet, e’er the sword cool in the sheath,
Charlie will come again(6).

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
RITORNELLO
Veloce, barchetta,
come un uccello sulle ali

Avanti! Gridano i marinai!
Porta l’uomo destinato a essere re (1)
sul mare a Skye(2)
I
Forte ruggisce il vento, forte urlano le onde, satura di nuvoli di tuono è  l’aria, sbalorditi i nostri nemici si fermano sulla riva e non osano seguirci
II
Benchè le onde si accavallino,
il tuo sonno sarà dolce
e l’oceano il letto del re
cullata dal mare (3),
Flora vigilerà
vegliando sulla tua testa stanca
III
Molti furono gli uomini che combatterono quel giorno,
bene le  spade duellarono,
quando la notte venne in silenzio,
la morte aleggiava sul campo di Culloden (4).
IV
Bruciate le nostre case, esilio e morte,
dispersi gli uomini leali (5),
ma prima che la spada riposi nel fodero,
Carlo verrà di nuovo (6)

NOTE
Lost_Portrait_of_Charles_Edward_Stuart1) Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordocon la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata daicapi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart diAppin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.
Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero! La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie continua
2) L’isola di Skye nelle Ebridi Interne, ma suona come “cielo” e quindi una metafora, l’autore lo impalma come eroe nel firmamento
3) non concordo con la traduzione trovata nel web “ballando sul mare” a mio avviso “rocked” è da intendersi, come in molte sea song e sea shanty (e in qualche lullaby), nel senso di dondolio (della culla in particolare) e quindi “cullata dal mare”
4) per l’approfondimento ho dedicato un’intera pagina ai Giacobiti vedi
5) la repressione inglese contro i giacobiti e i simpatizzanti fu brutale
6) nel 1884 Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi

CHARLES STUART ULTIMO ATTO

Charles_Edward_Stuart_(1775)Nel 1896 lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) scrisse una variante con nuove parole, evidentemente non soddisfatto di quanto scritto da un baronetto inglese.

Stevenson mette il canto in bocca allo stesso Charles, vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze. L’Alfieri ce lo descrive come irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

OVER THE SEA TO SKYE di Robert Louis Stevenson
I
Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul, he sailed on a day
Over the sea to Skye
II
Mull was astern, Rum was on port,
Eigg on the starboard bow.
Glory of youth glowed in his soul,
Where is that glory now?(6)
III
Give me again all that was there,
Give me the sun that shone.
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that’s gone.
IV
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
“Cantami del ragazzo del passato
dici, “Potrei essere io quello?”
D’animo gentile, salpò un giorno
sul mare per Skye.
II
Mull era a poppa, Rum era a babordo, Eigg sulla prua a dritta.
Gloria di gioventù brillava nel suo spirito, dov’è quella gloria ora?(6)
III
Dammi ancora tutto ciò che fu,
dammi il sole che risplendeva
dammi gli occhi (7), l’anima
dammi il ragazzo del passato
IV
Nuvole e brezza, isole e mari
montagne di pioggia e di sole;
tutto ciò di buono e giusto
che era in me, è morto

NOTE
7) nel senso di visione

LA VERSIONE OUTLANDER

Più recentemente la canzone “Over the Sea to Skye” è stata ripresa nella serie “The Outlander” dalla saga di Diana Gabaldon ed è subito skyemania.. e tutti volevano sapere il testo della canzone..

ASCOLTA Raya Yarbroug

ll testo è stato modificato opportunamente per la serie eliminando i riferimenti al Bel Carletto e traslandoli alla bella Claire Randall che in un  viaggio nel tempo attraverso un cerchio di pietre si trova proiettata nel passato (dal 1945 nel 1743) e s’innamora di James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach

CHORUS
Say, could that lass be I?

Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye(2).
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun…
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
Sing me a song of a lass that is gone…
Say, would that lass be I?
Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye.
TRADUZIONE IN ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dimmi quella ragazza potrei essere io? D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.
Nuvole e brezza, isole e mari,
montagne di pioggia e di sole..
Tutto ciò  di bello e buono
che era in me, è morto.
Cantami di una ragazza del passato,
dici, “Potrei essere io quella?”
D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.

NOTE
2) anche qui si gioca sul doppio senso e Skye è decisamente il cielo

Versione ulteriormente riarrangiata da Bear McCreary in seguito al successo della serie e completata con le strofe di Robert Louis Stevenson

RUSTY NAIL: IL COCKTAIL DEL CLAN MACKINNON

Rusty-NailPer sdebitarsi dell’aiuto prestato dal Clan MacKinnon durante i mesi in cui dovette nascondersi dagli Inglesi, il principe Stuart rivelò a John MacKinnon la ricetta del suo elisir segreto, una bevanda speciale creata dal suo farmacista personale. Il clan MacKinnon accettò la custodia della ricetta, finchè agli inizi del ‘900, un discendente della famiglia decise che era giunto il momento di sfruttare commercialmente la ricetta chiamandola “Drambuie”

4.5 cl Scotch whisky
2.5 cl Drambuie
Procedimento: si prepara direttamente un bicchiere tipo old fashioned con ghiaccio. Agitare delicatamente e guarnire con un twist di limone.

Un cocktali doppiamente scozzese: lo Scotch Whisky e il Drambuie che è un liquore la cui ricetta è un mix di whisky, miele… segreti e leggende. Ancora oggi l’azienda è gestita dalla stessa famiglia e mantiene segreto il contenuto della ricetta. (Tratto da qui)

 FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755

KISHMUL’S GALLEY OR MISTY MOUNTAIN? A BARDIC CHANT FROM THE CELTIC PAST

La stessa canzone in gaelico scozzese originaria dalle isole Ebridi è stata tradotta in inglese con due diversi titoli e qualche lieve differenza tra le due traduzioni.
Inizio con il dire che la canzone era una waulking-song raccolta prima come melodia da Marjory Kennedy-Fraser da Mary Macdonald, Mingulay nel 1907 e integrata dal testo come appreso dalla signora Maclean, Barra l’anno seguente, Marjory la fa tradurre dal fidato reverendo e il titolo che viene data alla versione in inglese diventa Kishmul’s Galley. (in “Songs of the Hebrides” Vol I, 1909): Marjory utilizza il nome di un mitico condottiero dell’isola, per assonanza con il nome del castello Kisimul presso Castelbay roccaforte degli O’Neil di Barra.

Anche in gaelico la stessa canzone porta titoli diversi e i più diffusi sono:” a’ Bhirlinn Bharrach” [the Barra Galley], “Beinn a’ Cheathaich” o più estesamente “Latha dhomh ‘s mi beinn a ‘ cheathaich”.

LA GALEA SCOZZESE

Una Bhirlinn o birlinn è una scottish galley ovvero una galea a vela costruita nel Medioevo dagli scozzesi delle isole  ma con le caratteristiche proprie della nave vichinga, lunga e bassa che si muoveva a remi e dotata di una vela quadrata, la quale poteva portare un equipaggio di una sessantina di guerrieri.

scottish-galley-castleAt one time, these vessels were the principal mode of transportation around the western isles of Scotland. The terrain was too rugged with large forests. There were no roads. So the sea lochs and minches of the western isles were the equivalent of today’s motorways at that time.
The Birlinn is said to have been developed from the Norse Galley by Somerled, who led the Kingdom of the Isles in the 1100s. These were clinker-built wooden boats that could be rowed or sailed, with a single mast and square sail. These small but sturdy seagoing ships were an improvement on the Norse Longship.
They were used for everything from ferrying people and cargo to going to war. The design was more manouverable than that of the Norse boats and suited to both rough seas and shallow water. The boats were light, but could be weighted with ballast to make them more stable in rougher conditions and the shallow draught made them easy to haul out of the sea. (tratto da qui)

KISIMUL’S CASTLE

E’ un pittoresco castello medievale costruito su un isolotto al largo di Castlebay , Barra , nella Ebridi Esterne della Scozia. Abbandonato dal 1838 è stato riacquistato dal capo clan dei MacNeil nel 1937 per dare il via al restauro, nel 2001 è stato ceduto in comodato d’uso per mille anni alla società Historic Scotland per la somma annua di 1 cent e 1 bottiglia di whisky. “..prende il nome dal gaelico cìosamul che significa “castello isola” Kisimul si siede su un isolotto roccioso nella baia al largo della costa di Barra, completamente circondato dal mare, è raggiungibile solo in barca ed è quasi inespugnabile. Kisimul ha i suoi pozzi di acqua dolce, la leggenda vuole che questa è stata la roccaforte dei MacNeils dal II secolo“. (tratto da qui)

Kisimul’s Castle was built in the thirteenth century at the southern end of the Isle of Barra and was the stronghold of the MacNeills of Barra. The chiefs of the MacNeills were famous for their self-esteem and it is said that every evening after the chief had eaten the MacNeill piper was sent out onto the battlements to announce “The MacNeill has dined. The other potentates of the earth may now dine.” They even have their own version of the story ‘The Flood’, in which God is said to have told Noah to invite, as well as a pair of each species of animal, the MacNeill chief and his wife. A messenger was sent to Barra and returned with the chief’s thanks but the reply “The MacNeill has a boat of his own.” (Peter Hall, notes Norman Kennedy ‘Scots Songs and Ballads’)

VIDEO di Patricia Hovey

LA VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE: LATHA DHOMH ‘S MI BEINN A ‘ CHEATHAICH

La versione originale risale al XVIII secolo e fu composta da Nic Iain Fhinn (‘daughter of fair-haired John’), una poetessa del clan MacNeil. Il capo clan risiedeva a Kisimul Castle sull’isola di Barra ed era famoso per essere con i suoi uomini un sea raider, ovvero un predone del mare. Del testo esistono tuttavia molte versioni che si possono ascoltare negli archivi sonori di “Tobar an dualchais” con le registrazioni dalla viva voce degli Highlanders scozzesi.

The composer of this well-known waulking song tells how she went to the Misty Mountain to round up sheep. She sees MacNeil’s galley coming from the land of the MacLeans to Cìosamul castle. She goes on to describe life in the castle. Wine is drunk and there is feasting and piping. The women are dressed in brown silk. The composer lists some of the men on the galley. At this point, there is a change of subject. The composer states that if she happened to be a girl with flowing hair, she would not go with a peasant lad. She would prefer a handsome hunter of the roedeer, the antlered stag, and the moor-hen. (tratto da qui)

Prima di passare alle versioni cantate però mi voglio soffermare sulla melodia.
ASCOLTA Albannach, la versione strumentale in stile “barbaro” con cornamusa e tanti e vari tamburi

La melodia è interpretata a volte come una slow air, ma anche una march song più spesso come una waulking song, secondo Jim Carrol si trattava di un’antica rowing song, ossia il canto dei barcaioli o rematori per dare il ritmo alla voga. “It comes from the days when the Gaelic pirates of the Islands so controlled the stormy waters of the Minch, that Elizabeth I was forced to make a peace treaty with them. The castle of one of these Gaelic sea-rovers still stands on an island in the middle of the harbour of Barra, unassailable except by water. (Out of its dark archway and) past its grim walls sailed galleys manned by [brawny] Scottish sea fighters, pulling at the oars to the tune of songs like this [one – songs that celebrated the doughty fighters aboard and their leaders.]” (tratto da qui)

Il canto racconta del ritorno a Barra e l’approssimarsi al castello di Kisimul della galea del clan O’Neil ricca di bottino: sarà festa per il successo della razzia nel castello con fiumi di vino, suoni d’arpa e di cornamuse, belle donne fasciate di seta che danzano con i guerrieri.
Ovviamente siano festeggiati gli eroici guerrieri e cantate le loro imprese, anche se ribaltando la prospettiva, essi erano niente più che dei predoni del mare che non si facevano scrupolo a saccheggiare le altre navi (e non solo quelle degli odiati inglesi) o i villaggi delle coste dei clan rivali o dell’Irlanda; siamo in un epoca remota in cui la gloria era tributata ai guerrieri anche se combattevano non certo per nobili ideali, ma soprattutto per il bottino.

Se nella struttura del canto è una tipica waulking song, il contesto e il contenuto sono tipici dei canti bardici.

ASCOLTA Flora McNeil che la intitola BEINN A’ CHEATHAICH (THE MISTY MOUNTAIN) parte da  [2’04”]


Latha dhomh ’s mi ’m Beinn a’ cheathaich(1)
Air far al il leo
Ro hu bhi ho
Hoireann is o
Ho ro hi o ho
Hi ri ho ro hu bha
Ho hug o ro
Gun deach bata Chlann Nill seachad
Gun cheann cumaidh aig a h-astar
Le dá mhac lain’ ic a’ Phearsain
Murchadh Mor a ceann a ‘clachain
S’Ruaraidh og an t-oighne maiseach
S’teach a duthaich mhic Ill’eathain
S’teach gu Ciosmul(2) an aigheir
Far am faighte chuirm ri gabhail
Fíon a ‘dhoidche gu látha
TRADUZIONE INGLESE
One day as I was on the misty mountain(1),
MacNeill’s Galley was passing
At great speed.
On board were two sons of John MacPherson,
Big Murdo from the head of the hamlet
And fair young Roderick, the heir,
Coming from the Land of the MacLean(2)
Going to Kishmul(3) of the mirth.
Where there will be feasts
Wine from night till day(4).
tradotto da Cattia Salto
Un giorno mentre ero sulla montagna avvolta dalla nebbia
la galea di Mac Neill stava passando
muovendosi velocemente
a bordo c’erano i due figli di John MacPherson,
il grande Murdo alla testa del villaggio
e il giovane Roderick, il biondo erede
venuti dalla Terra dei MacLean
verso il ridente castello di Kisimul
dove saranno festeggiati
con vino notte e giorno

NOTE
1) pronunciata come Benachie, ‘Benniche’ ha dato origine a molte confusioni, essendo il nome delle montagne nel Aberdeenshire, più propriamente è Beinn Cheathaich che essendo una cima alta è avvolta nella nebbia. Marjory Kennedy-Fraser la traduce come “Ben A Heaval”. In altre versioni si aggiunge un verso Ruagbhal nan caorach ’s ga faighinn=Rounding up the sheep, gathering them (qui) chi canta è un pastore o una pastorella che dalla cima del monte vede in lontananza la barca di ritorno a Barra
2) così come scritto si lascia intendere che il clan MacLean sia un clan rivale
3)Kisimul’s Castle: un pittoresco castello medievale costruito su un isolotto al largo di Castlebay , isola di Barra (Ebridi)

4) la prodigalità nell’elargire ospitalità e allestire banchetti era, nel periodo pre-medievale e non solo, requisito essenziale del capo clan.

Old Blind Dogs con il generico titolo di “Gaelic song” (come se non ci fosse già abbastanza confusione tra i titoli tradizionali!) in Four on the Floor (2007)

ASCOLTA The Selkie Girls che riprendono l’arrangiamento degli Old Blind Dogs


Latha dhomh’s mi ‘m Beinn a’ Cheathaich
CHORUS
farail ill eo, ro a bji ho
Hoirreann is o ho ro hi o ho
Hi ri ho ro a bha ho hug o ro
‘S ann agam ‘s a bha ‘n sealladh
Gun deach bata Chlann Nill seachad
Mach bho dhùthaich MhicGill-Eathain
Steach gu Cìosamul an aighir
Far am faighte chuirm ri gabhail
Fíon a ‘dhoidche gu látha
Pìobaireachd nam feadan àrd’ laghach
Clàrsach bhinn ga gleusadh mar ris
Sìoda donn ga chur air na mnathan
Gill’Eòghanain(5) mòr an gaisgeach
Ruairi òg(6) an t-oighre maiseach
TRADUZIONE INGLESE
One day as I was on the misty mountain
I saw a wonderful sight
The Clan MacNeill’s ship passed by
Away from MacLean country
Towards joyful Kisimul
Where the feasting takes place
Drinking wine from night to day
The piping of the tall, lovely drones
The sweet harp being tuned alongside
Russet silk being worn by the ladies
Gilleonan(5), the great hero
Young Rory(6), the handsome heir
tradotto da CATTIA SALTO
Un giorno mentre ero sulla montagna nebbiosa
vidi una meravigliosa nave
la galea di Mac Neill stava passando
dalla Terra dei MacLean
verso il ridente Kisimul
dove il banchetto si svolge
bevendo vino notte e giorno
l’acuto lamento delle amate cornamuse,
con l’accordo della dolce arpa accanto,
seta rossa indossata dalle dame
Gilleonan, il grande eroe,
il giovane Rory il bell’erede

NOTE
5) Gilleonan fu capo clan dal 1655 to 1670
6) il giovane Rory era il figlio di Gilleonan

Questa seconda versione cambia la struttura del canto: il coro è breve e riprende ogni verso con dei “vocablesin due gruppi di suoni sillabici ripetuti in sequenza.

ASCOLTA

Latha dhomh am Beinn a’ Cheathaich
Air fal-il-o ho-ri-o-hu
Gu’n deach bàta Chloinn Neill seachad
O-hi-o-hu-o fail-u-o
B’ait leam do bhàta ‘si gabhail
‘Mach ò dhùthaich Mhic ‘Illeathain
‘Steach gu Ciosmul an aigheir
Far am faighteadh cuirm ri gabhail
Fion ò oidhche ‘gus an latha
Is clarsach bhinn ‘ga gleusadh mar ris
TRADUZIONE INGLESE
One day I was on the misty mountain
Clann MacNeill’s boat went past
I loved to see your boat on its journey
Out from the MacLean Country
Into Kisimul of the mirth
Where there will be feasts to be had
wine from night to day
And the sweet harp serenading
tradotto da CATTIA SALTO
Un giorno mentre ero sulla montagna ricoperta dalla nebbia
la galea di Mac Neill stava passando
amavo vedere la vostra nave in viaggio
dalla Terra dei MacLean
verso il ridente Kisimul
ci saranno festeggiamenti e si avrà
vino notte e giorno
al suono della dolce arpa

seconda parte qui

FONTI
https://castlesintheworld.wordpress.com/2016/03/12/castello-kisimul/
http://scotsongs.blogspot.it/2005/10/kishmuls-galley-kishmul-was-legendary.html

https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/10/22/beinn-a-cheathaich-the-misty-mountain/
http://ingeb.org/songs/highfrom.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/gaelic.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20960
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/24097/8;jsessionid=C0743594FFFEB061E5D693912BB1BA55
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/22602/1;jsessionid=295446BC486F5AC49B5BCCD69074FFDB
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8189

OSSIAN’S LAMENT

Ossian’s Lament, anche conosciuta come “Cumhadh Fhinn“, “Ossian’s Lament for his Father“, “Oisin’s Lament” è una melodia antica con cui si dice Ossian abbia accompagnato i suoi canti.
Ossian è un bardo leggendario dell’antica Scozia o Irlanda, paragonato ad Omero e a Shakespeare, grazie al presunto ritrovamento dei suoi poemi in Scozia. Le sue leggende si rincorrono in Irlanda, Isola di Man e Scozia, ma la sua popolarità crebbe solo nella metà del 1700 quando James MacPherson scrisse “I Canti di Ossian” affermando di aver ritrovato suoi manoscritti e frammenti nelle Highlands scozzesi, tra i quali un poema epico su Fingal, il padre, che disse di aver “semplicemente” tradotto, in realtà inventando di sana pianta: la moda ossianica divampò per tutta Europa dando vita al Romanticismo.

Ossian Singing, Nicolai Abildgaard, 1787 (by Wiki)

OISIN DEI FIANNA

Gli studiosi identificano Ossian con l’Oisin (pronunciato Osciin) guerriero dei Fianna, che visse in Irlanda secondo alcuni nel VII secolo a.C. e secondo altri nel II o IV secolo, di cui si narrano molte leggende. Suo padre era Finn Mac Coll (Fionn Mac Cumhaill) il più famoso degli eroi irlandesi e sua madre nientemeno che la dea Sadb (Sava), i due si conobbero quando lei viveva nelle sembianze di una cerva (Oisin in gaelico significa piccolo cerbiatto).
Oisin Mac Finn fu un guerriero-poeta, amante delle belle donne. Dalla sua moglie terrena Eobhir dai capelli di lino ebbe Oscar, un prode guerriero, l’ultimo comandante dei Fianna o Feniani e dalla compagna divina Niamh una figlia, Plur na mBan (il fiore delle donne), la fanciulla di Beltane.

Oisin a caccia incontra Niamh sul suo bianco cavallo

La bella Niamh dai Capelli d’Oro figlia di Manannan ovvero il dio del Mare lo portò sulla sua Isola di Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza), insieme vissero trecento anni che a Oisin parvero solo pochi giorni (vedi); quando ebbe il desiderio di ritornare a visitare la sua terra Niamh gli donò un cavallo, il quale magicamente lo avrebbe riportato sulla terra: ma il padre era morto da centinaia d’anni, le grandi fortezze dei Fianna erano in rovina e i luoghi che lui ricordava erano cambiati. Amareggiato, sulla via del ritorno, Oisin cadde di sella e divenne improvvisamente vecchio: i tre anni trascorsi nell’AltroMondo corrispondevano a trecento anni sulla terra!
Secondo una versione della storia Oisin non morì ma sopravvisse magicamente fino all’arrivo in Irlanda di San Patrizio, al quale ebbe modo di narrare le gesta dei Fianna, guerrieri e cacciatori della mitologia irlandese.

IL CICLO FENNIANO

Questi racconti mitologici dell’antica Irlanda vengono anche chiamati “Ciclo Ossianico” perchè si ritenne fossero stati in buona parte scritti da Ossian. Iniziano con l’ascesa di Fionn, il Biondo a capo dei Fianna e si concludono con la sua morte.
I fianna furono una milizia che conduceva incursioni guerresche per proprio conto, ma non necessariamente erano dei fuorilegge o predoni. Si trattava spesso di uomini espulsi dal clan di appartenenza, figli di re in contrasto con i padri, individui che volevano vendicare torti privati facendosi giustizia da soli, occasionalmente potevano diventare una milizia al servizio dei diversi re d’Irlanda, per i quali raccoglievano le imposte, ristabilivano l’ordine in caso di necessità, difendevano il regno dalle incursioni dei nemici.
Per essere ammesso nel gruppo ogni candidato doveva superare prove di resistenza e di agilità, ma doveva anche dimostrare di conoscere la poesia e quindi la magia e la sapienza.
I Fenniani vennero annientati dal re supremo Cairbre Mac Cormac “Lifechair” nella battaglia di Gabhra (Cat Gabhra) in cui Caibre venne ucciso da Oscar il quale morì anch’egli poco dopo per le ferite riportate.

Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto
Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto

L’intero ciclo presenta molte analogie con il ciclo britannico di re Artù e molto probabilmente le leggende di Finn e di Artù derivano entrambe dalla comune tradizione celtica insulare di una confraternita di cacciatori-guerrieri guidati da un formidabile capo che difendeva il reame contro le incursioni provenienti dall’esterno.

il mio amore è figlio della collina. Insegue il cervo che fugge
i suoi cani grigi ansimano intorno a lui; la corda del suo arco risuona nella foresta. (frammento Ossian)

La melodia è stata abbinata ad un testo in gaelico scozzese all’epoca delle “Highland clearances” (1750 -1880) con il titolo “Ó mo dhùthaich“: il brano contenuto nel “Folksongs and Folklore of South Uist”, 1955 è stato raccolto nell’isola di South Uist (isole Ebridi) da Margaret Fay Shawe scritto originariamente da un nativo isolano, Allan MacPhee di Loch Carnan.

Se avete un po’ di tempo per guardatevi questo reportage dall’isola..

LA MELODIA: Oran an Fheidh

“The air, according to Neil (1991), is thought to be the original melody popular in Lochaber and environs as “Oran an Fheidh” (Song of the Deer). It commemorates the legendary warrior Fingal, Ossian’s father, a brave and shrewd Highland warrior chieftain who was “a faithful friend but an awesome and unforgiving foe as was illustrated when he showed no mercy towards his nephew Diarmid, who had eloped with his beautiful Queen Grainne.” O’Neill (1913) is of the opinion that this ancient lament “makes no appeal to modern ears” and points out that old laments as a genre display much diversity in composition. Paul de Grae finds O’Neill’s air to be a near-duplicate of “Cumhadh Fion: Ossian’s Lament for his Father,” printed in The Scottish Gael, vol. 2 (London, 1831), by James Logan. ” (tratto da qui)
Secondo la leggenda Fionn non è morto realmente, ma dorme in una caverna in attesa di essere richiamato.

ASCOLTA David Tomlinson &Kate Liddell

ASCOLTA William Jackson

Ó MO DHÙTHAICH

Ascoltiamo tutto il brano nella versione del gruppo scozzese Capercaillie (registrato in

I
Ó mo dhùthaich, ‘s tu th’air m’aire,
Uibhist chùmhraidh ùr nan gallan,
Far a faighte na daoin’ uaisle,
Far ‘m bu dual do Mhac ‘ic Ailein.
II
Tìr a’ mhurain, tìr an eòrna,
Tìr ‘s am pailt a h-uile seòrsa,
Far am bi na gillean òga
Gabhail òran ‘s ‘g òl an leanna.
III
Thig iad ugainn, carach, seòlta,
Gus ar mealladh far ar n-eòlais;
Molaidh iad dhuinn Manitòba,
Dùthaich fhuar gun ghual, gun mhòine.
IV
Cha ruig mi leas a bhith ‘ga innse,
Nuair a ruigear, ‘s ann a chìtear,
Samhradh goirid, foghar sìtheil,
Geamhradh fada na droch-shìde.
V
Nam biodh agam fhìn do stòras,
Dà dheis aodaich, paidhir bhrògan,
Agus m’fharadh bhith ‘nam phòca,
‘S ann air Uibhist dheanainn seòladh.

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Oh my country, of thee I am thinking,
Fragrant fresh Uist of the handsome youths(1),
Where may be seen young noblemen,
Where once was the heritage of Clanranald(2).
II
Land of bent grass, land of barley,
Land of all things in plenty,
Where there are young men and youths,
A place of songs and drinking ale.
III
They come to us, cunning and deceitful,
From our homes they would entice us;
To us they praise Manitoba(3),
A cold country without coal or peat.
IV
To tell you of it I need not trouble,
For when one arrives it may be seen,
A short summer, a peaceful autumn,
And a long winter of bad weather.
V
If I was in possession of the wealth,
Of two suits of clothes and a pair of shoes,
And if the fare was in my pocket,
Then for Uist I would be sailing.(4)
tradotto da Cattia Salto
I
Isola mia a te penso
fragrante e fresca Uist della giovinezza(1)
dove si trova la giovane nobiltà
che un tempo fu fedele al Clanranald(2)
II
Terra di erba frusciante, terra d’orzo,
terra ricca di ogni cosa
dove ci sono uomini giovani
e nobili
un posto di canzoni e bevute.
III
Vennero da noi, con l’astuzia e l’inganno
dalle nostre case ci illusero
e ci lodarono Manitoba(3) un paese freddo, senza carbone o torba
IV
Per raccontarti di ciò, non ho bisogno di darmi tanta pena, perchè quando si arriva si può  vedere una breve estate, un autunno tranquillo e un lungo inverno di maltempo
V
Se fossi ricco e avessi due vestiti eleganti e un paio di scarpe
e cibo nelle mie tasche
allora per Uist vorrei salpare(4).

NOTE
1) nel ricordo l’isola diventa Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza) continua
2) Clan Ranald è un ramo del Clan Donald, uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni.
3) Manitoba è una provincia del Canada occidentale, nelle Praterie canadesi.
4) evidentemente il signor Allan MacPhee riuscì a ritornare nella sua amata isola e morì a Loch Caman

FONTI
https://it.wikisource.org/wiki/Fingal_poema_epico_di_Ossian/Ossian_(Giacomo_Macpherson)
http://www.cima-asso.it/2009/10/i-canti-di-ossian/
http://www.timelessmyths.com/celtic/ossian.html
https://sites.google.com/site/finscealtanaheireann/home/introduction-oisin
http://guide.supereva.it/musica_celtica_/interventi/2003/12/146119.shtml
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cumhadh_Fhinn
http://www.ceolsean.net/content/CeolMead/Book01/Book01%208.pdf
http://terreceltiche.altervista.org/farewell-to-fiunary/ http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/ohmodhuthaich.htm
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/omodhuthaich.asp
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/o_mo_dhuthaich_s_tu_th_air_m_aire/
http://www.springthyme.co.uk/1004/cd04_04.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/38295/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/person/4814

THE COCKLE GATHERER

“‘S trusaidh mi na Coilleagan” (The Cockle gatherer) è una canzone in gaelico che viene dalle Isole Ebridi collezionata da Marjorie Kennedy-Fraser nell’isola di Eigg.

Così scrive Camille Dressler della Eigg History Society: “Following its publication by Marjorie Kneedy Fraser, the song was very popular at one time, it has now been re-recorded and sung to the original tune ( MKF tended to change and adapt the tunes to make them more “palatable” to her audience) by Gaelic singers and the tune can be found in the Feisean nan Gaidheal song book 1. It was recorded from an Eigg singer in any case- I can;t remember the name but it is indicated in MJK ‘s book) and it may well have composed locally, although it may have come from Barra where cockle gathering was more common. It is typical of the kind of Gaelic work songs where repetitive activity is alleviated by rhythmical singing. It certainly would have been sung on the shore but also performed at ceilidhs as it has a rousing chorus. Our children learnt it and sung it on our community buy-out celebration day.”

Si tratta quindi di un canto di lavoro intonato dai raccoglitori di vongole (per lo più donne) per spezzare la monotonia e alleviare la fatica. Un tipo di lavoro che segue la luna e le maree,  con piedi e mani nel fango, consistente nel chinarsi, inserire lo strumento di carotaggio, ricavare un buco nel terreno e poi metterci dentro la mano.

Hacker, Arthur; Cockle Gatherers; Worcester City Museums; http://www.artuk.org/artworks/cockle-gatherers-52813
Hacker, Arthur; Cockle Gatherers; Worcester City Museums; http://www.artuk.org/artworks/cockle-gatherers-52813

Oppure si raschia il fango del litorale con un apposito rastrello, e lo si passa al setaccio.

COMMON COCKLE

Ma cosa è una “cockle“? In Italiano si traduce indifferentemente come conchiglia, vongola, tellina,  eppure c’è una bella differenza. Conchiglia è un temine generico che si adatta a tanti tipi di gusci del mare. Vongola e tellina sono  molluschi bivalvolari che appartengono però a due distinte famiglie pur essendo molto imparentate e dall’aspetto simile: le vongole vivono un po’ meno in profondità nella sabbia del litorale e sono quindi più facili da raccogliere.
Ecco un bel catalogo dei vari tipi di molluschi (vedi)

Le vongole scozzesi (e più in generale delle Isole britanniche/Irlanda) vengono dette comunemente vongole rigate (Common Cockle, Cardium edule o in italiano Cuore ovvero Arsella) perchè hanno il guscio rigato, sono molto più saporite e finiscono oltre che nelle zuppe, in pastella con il merluzzo per il tradizionale fish and chips. Un alimento un tempo considerato il cibo dei poveri, da consumare con parsimonia, essendo la vongola ricca di colesterolo (non per niente è di un bel rosso arancio) e con attenzione, in quanto il mollusco è un “filtro” del mare e trattiene tutte le sostanze inquinanti che ci sono finite dentro.

cocklesIl Cuore è una conchiglia con 2 valve, a forma di cuore di colore chiaro, con costole non molto marcate e striature. Vive nei fondi fangosi e si pesca con il rastrello. E’ una specie comune nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale.
Denominazioni dialettali: Cuore edule (Italiano, Lazio); Muià, Arsella (Liguria); Capa margarota, Capa tonda di valle (Veneto); Cape marzarote (Venezia G.); Cuoretto, Tellina (Toscana); Canestrello (Marche); Cocciola’e fango, Cozzola galluccio, Cocciola’e sciumo, Cocciole’e Pusilleco (Campania); Cozzola, Cozzola riale, Galluccieddo, Nuce de mar (Puglie); Arcella, Arcedda, Jarcella, Cocciula cutignina (Sicilia). (tratto da qui)

Non ho trovato riferimenti sui raccoglitori di vongole rigate in Scozia, sono invece ben documentati i metodi di raccolta nel Galles
VIDEO: raccoglitori di vongole nel 1940 e 1960
Le vongole Penclawdd sono presenti nell’estuario del Burry, nel sud del Galles, fin dall’epoca romana. Le vongole sono rimosse dalla sabbia quando le lettiere restano esposte, durante la bassa marea. Tradizionalmente questo compito era eseguito da un asino che trainava un carretto munito di un rastrello ricurvo metallico per smuovere la sabbia. .. I ritrovamenti archeologici suggeriscono che le vongole sono presenti nell’estuario del Burry fin dall’epoca romana. Sono state consumate in abbondanza nella regione per secoli: le donne tradizionalmente raccoglievano a mano le vongole prima di venderle al mercato, bollite (cocs rhython) o al naturale (cocs cregyn). (tratto da qui)


LA MELODIA
La canzone è quasi una filastrocca

ASCOLTA Julie Feeney Hai O Na h-Eireagan/’S Trusaidh Mi Na Coilleagan
I dal a du vil
I dal a du ho ro
I dal a du vil
‘S trusaidh mi na coilleagan
I dal a du vil
I dal a du ho ro
I dal a du vil
‘S trusaidh mi na coilleagan

Gair aig an fhairge
Shios anns na sgeirein ud
Gair aig an fhairge
‘S trusaidh mi na coilleagan
Gair aig an fhairge
Shios anns na sgeirein ud
Gair aig an fhairge
‘S trusaidh mi na coilleagan


TRADUZIONE INGLESE
CHORUS
vocables
I will gather cockles
I
A shout(1) from the ocean
Down in the high heavens
A shout from the ocean
I will gather cockles

TRADUZIONE ITALIANO
CORO
parole senza senso
raccoglierò le vongole
I
Un grido dall’oceano
giù nell’alto dei cieli
un grido dall’oceano
raccoglierò le vongole

NOTE
1) di gabbiani

LA VERSIONE MARJORIE KENNEDY FRASER

ASCOLTA Marie McLaughlin

VERSIONE INGLESE DI KENNETH MCLEOD
Chorus:
Eetl a doo veel
Eetl a doo ho ro
Eetl a doo veel
Blythe I gather cockles here,
I
Joy scream of sea gulls
Down on the skerry there
Joy scream of sea gulls
while I gather cockles here
II
Laughter of sea waves
Down on the skerry there
Laughter of sea waves
while I gather cockles here

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/puirt/strusaidh.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=143472
https://my.strathspey.org/dd/tune/10530/#dances
http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/telline.html
http://www.waterwereld.nu/cockle.php
http://www.jacoporanieri.com/blog/?p=19805
http://naturalhistory.museumwales.ac.uk/molluscatypes/Home.phphttp://www.isleofeigg.net/eigg_heritage_trust.html
http://thelifestylejournal.it/2015/06/04/isola-di-eigg-completamente-indipendente-dal-petrolio/