THE WEAVER AND THE FACTORY MAID

“The weaver and the factory maid” è una canzone tradizionale proveniente da Glasgow, ha un tono amaro e rassegnato, il nostro tessitore si lamenta di non essere più ambito dalle ragazze (a causa della sua dequalificazione professionale vedi), che anzi hanno trovato lavoro in fabbrica e lo snobbano! Eppure sarebbe disposto ad andare anche lui in fabbrica, pur di trovarsi una brava ragazza e mettere su famiglia.

ASCOLTASylvia Barnes & Scotch Measure in Scotch Measure 1985 (nel video molto belle le immagini riferite alle condizioni dei lavoratori delle fabriche tessili)


I
I’m a hand weaver to my trade.
Long time I courted a factory maid,
And if I could her kind favour win,

I’d stand beside her and I’d weave by steam.
II
It’s many’s the year now, I’ve plied my skill,
By my own fireside long before the mill,
I wove fine linen and silk so fair
While the pitching shuttle sings my lassie’s name.
III
My father’s often unto me said,
How could you fancy a factory maid?
When you could have women of grace and style Who’d like to win the master weaver’s smile.
IV
But the weaver’s fortune of my father’s age,
Has faded now to a meagre wage
And the darkened factories of Anderstown(1),
Have brought the prices and the weavers down.
V
Where are the lassies now I’ll tell you plain
The girls have all gone to weave by steam,
And if you would find them you must rise at dawn And trudge to the mill in the early morn.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I.
Sono un tessitore artigiano
da tanto corteggiavo una operaia
e se riuscissi a ottenere i suoi favori,
le starei accanto e tesserei al telaio a vapore
II.
Sono molti anni ora che ho fatto pratica
accanto al focolare molto prima della fabbrica, tessevo lino fine e seta così bella
mentre la spoletta canta il nome della mia ragazza
III.
Mio padre spesso mi diceva  “Come puoi innamorarti di una ragazza della fabbrica, quando puoi avere donne graziose, che vorrebbero strappare il sorriso al maestro tessitore?”
IV.
Ma la ricchezza del tessitore del tempo di mio padre
è svanita ora in un misero salario
e le scure fabbriche di Anderstown
hanno portato prezzi e tessitori in basso
V.
Dove sono ore le ragazze di cui ti dicevo in poche parole? Le ragazze sono andate a tessere al telaio a vapore e per trovarle devi alzarti all’alba,
e arrancare verso la fabbrica al mattino presto

 

NOTE
1) Anderston è un quartiere di Glasgow

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Lavoratrici di Glasgow con le loro spolette Marquis Street Weaving Factory, c 1890

Un’altra  versione testuale è stata aggiustata da A.L. Lloyd e ripresa dagli Steeleye Span che hanno aggiunto come prima strofa i versi ripresi da Robert Cinnamond. La melodia è la stessa di “The Weaver and the Chambermaid“, ballata dalla quale proviene anche parte del testo parzialmente modificato di modo che la “chamber maid” diventa una “factory maid”.
La ballata di genere erotico risale al 1600 contenuta in un broadside dal titolo “Will the Weaver, and Charity the Chambermaid”. Nella raccolta “Working Songs” (2010) di Roy Palmer si fa risalire testo e musica al 1839 mentre A.L. Lloyd avrebbe raccolto il brano da William Oliver di Widnes nel 1951.
Qui il tessitore si lascia andare a un sogno erotico e anche le immagini si mescolano trascendendo nel pecoreccio.

ASCOLTA Steeleye Span in Parcel of Rogues 1973 (strofe da I a X, e ripete la I)
ASCOLTA Pilgrim’s Way nel cd di debutto 2010 (strofe da II a VII e X)


I (1)
When I was a tailor I carried my bodkin and shears;
When I was a weaver I carried my rood (2) and my gear(3).
My temples(4) also, my small clothes and reed(5) in my hand, And wherever I go, “Here’s the jolly bold weaver again.”
II
I’m a hand weaver to my trade
I fell in love with a factory maid
And if I could but her favour win
I’d stand beside her and weave by steam
III
My father to me scornful said
“How could you fancy a factory maid
When you could have girls fine and gay
Dressed like unto the Queen of May”
IV
“As for your fine girls I don’t care
If I could but enjoy my dear
I’d stand in the factory all the day
And she and I’d keep our shuttles in play(6)”
V
I went to my love’s bedroom door
Where often times I had been before
But I could not speak nor yet get in
The pleasant bed that my love laid in
VI
“How can you say it’s a pleasant bed
Where naught lies there but a factory maid?”
A factory lass although she be
Blessed is the man that enjoys she
VII
O pleasant thoughts come to my mind
As I turn down the sheets so fine
And I seen her two breasts standing so
Like two white hills all covered with snow
VIII
The loom goes click and the loom goes clack T
he shuttle flies forward and then flies back
The weaver’s so bent that he’s like to crack
Such a wearisome trade is the weaver’s.
IX
The yarn is made into cloth at last
The ends of weft they are made quite fast
The weaver’s labour are now all past
Such a wearisome trade is the weaver’s.
X (Steeleye Span)
Where are the girls I will tell you plain
The girls have gone to weave by steam
And if you’d find them you must rise at dawn
And trudge to the mill in the early morn
X (Pilgrim’s Way)
O, where are the girls I’ll tell you fine
They all have gone for to weave by steam
And if you would catch them you must rise at dawn
And trudge to the factory in the early dawn
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando ero un sarto portavo il mio ago e le forbici;
quando ero un tessitore portavo il mio crocefisso (2) e il liccio(3)
e anche il mio tempiale(4) e le mie stoffe
e il pettine(5) e ovunque vado (dico),
“Riecco il vostro bravo tessitore.”
II
Sono un tessitore artigianale, è il mio mestiere
mi sono innamorato di una operaia dell’opificio
e se riuscissi a ottenere i suoi favori
le starei accanto e tesserei al telaio a vapore
III
Mio padre mi disse sprezzante “Come puoi innamorarti di una ragazza della fabbrica,
quando puoi avere belle donne e allegre
vestite come la Regina di Maggio?”
IV
“Della tua graziosa fanciulla non m’importa
se potessi divertirmi con la mia cara
starei in fabbrica tutto il giorno
e lei ed io metteremo le nostre navette al lavoro”(6)
V
Andai alla porta della stanza del mio amore
come spesso avevo fatto prima
ma non potevo parlare e nemmeno entrare
nel bel letto dove il mio amore giaceva
VI
“Come puoi dire che è un bel letto
dove giace solo una ragazza della fabbrica?”
“Se anche è una ragazza della fabbrica
beato è l’uomo che ne gode i favori”
VII
Dilettevoli pensieri mi vengono in mente
mentre mi rivolto nelle belle lenzuola
e mi immaginavo i suoi seni belli dritti
come due colline bianche tutte coperte di neve
VIII
Il telaio fa click e fa clack
la navetta vola in avanti e poi torna indietro
il tessitore è così piegato che sembra stia per spezzarsi, un affare faticoso quello del tessitore.
IX
Il filato è trasformato in stoffa alla fine
sono giunti velocemente alla fine della trama
il lavoro del tessitore ora è finito
un affare faticoso quello del tessitore.
X
Dove sono le ragazze di cui ti dicevo in poche parole?
Le ragazze sono andate a tessere al telaio a vapore
e per trovarle devi alzarti all’alba
e arrancare verso la fabbrica al mattino presto
 

NOTE
1) Robert Cinnamond “The Weave” collezionata da Sean O’Boyle contea di Antrim nel 1955. I versi fanno:
When I was a tailor, I carried my bodkin and shears; When I was a weaver, I carried my reed and my gear. My temples also, my small clothes and reed in my hand, And wherever I went, “Here’s the jolly bold weaver again.” L’accostamento tra i due testi operato dai Steeleye Span è stato del tutto arbitrario.
2) errore di trascrizione perchè il termine non è indicativo di una parte del telaio
3) gear il termine si traduce come ruota dentata ovvero meccanismo e più in generale come attrezzatura. Esiste anche un attrezzo chiamato “heald shaft gear” ovvero il pettine-liccio, per vedere come funziona qui
4) temple credo si traduca in italiano come “tempiale” è attrezzo utilizzato in tessitura per impedire il restringimento del tessuto durante la lavorazione
5) reed credo si traduca in italiano come “pettine”. Il proverbio che dice tutti i nodi vengono al pettine non si riferisce ai nodi sui capelli ma a quelli sui fili di ordito, che quando vengono al pettine creano difficoltà al tessitore, con la rottura del filo quando il pettine batte.
6) shuttlesla navetta è una parte del telaio detta anche spoletta che contiene il filo e entrando e uscendo tra i fili dell’ordito crea la trama del tessuto. tutto il resto della canzone allude descrivendo il lavoro sul telaio al fare sesso

FONTI
http://www.jstor.org/discover/10.2307/4522014?uid=3738296&uid =2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21102994649591 http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theweaverandthefactorymaid.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=24012
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=139263

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