THE SPINNING WHEEL SONG

“The Spinning Wheel” o anche “The Spinning Wheel song” (in taliano “La canzone del filatorio”) è una poesia scritta da John Francis Waller (1809-1894) e pubblicata sul “The Dublin University Magazine (mese di agosto anno 1853), nell’articolo “Midsummer Melodies” firmato con lo pseudonimo di Jonathan Freke Slingsby (vedi).

grimshaw_john_atkinson_lovers_in_a_wood_by_moonlight_1873Nell’articolo Waller ci racconta di essersi ispirato a dei “rustici ricordi” di una tipica sera d’estate con la luna piena, in cui una bella ragazza cerca di sottrarsi alla sorveglianza dell’anziana e cieca nonna (che ahimè per lei ci sente ancora bene!), per incontrarsi con l’innamorato.
La fanciulla è al filatoio accanto alla finestra, distratta dalla grande luna piena, che incombe sulla notte, e si accompagna con un canto mentre lavora.
E la canzone che compone è ispirata proprio a quelle dolci melodie che le fanciulle cantano per passare il tempo mentre filano e che Waller chiama “The Little House under the Hill“.

Oltre che la luna a distrarla dal suo lavoro è il fidanzato che la chiama dalla finestra per uscire a passeggiar insieme, e la ragazza attende che la nonna, cullata dal suono della cantilena e dal rumore altrettanto cadenzato del filatoio si addormenti.
In effetti la melodia è da considerarsi una ninna-nanna anche se più “elaborata” rispetto alla semplicità più propria del genere, ma il poeta cerca ugualmente di rendere omaggio al genere, con l’uso di una struttura ripetitiva, delle assonanze e allitterazioni, come pure l’uso dei verbi al gerundio e delle espressioni e dei termini dialettali..
Le donne al lavoro in casa dovevano anche badare ai figli piccoli e non c’era niente di meglio di una ninna-nanna per farli calmare e addormentare!

FILARE CON IL FILATOIO

328px-William-adolphe_bouguereau_the_spinnerL’arte della tessitura è un arte femminile, in cui si mescolano sapienza e magia, e tutto ha inizio con un fuso, un semplice bastoncino di legno sagomato opportunamente e manovrato con un movimento ritmico e costante in modo che la lana grezza si trasformi in filo . La conocchia (o rocca) e il fuso sono gli antenati del filatoio a ruota, tuttora utilizzati dalle donne del Sud-Italia (ovvero ancora nel XX secolo).

Nel quadro di William-Adolphe Bouguereau, La filatrice la ragazza tiene al braccio sinistro la conocchia, sulla quale è messa la lana precedentemente cardata, e con la mano destra aziona il fuso imprimendo un movimento rotatorio (tipo yo-yo), è la fusaiola (una rotula, in inglese flier) per lo più in terracotta che mantiene la rotazione del fuso, in modelli ancora più semplici il fuso è composto in un unico pezzo di legno svasato al centro come se fosse una trottola detto lucignolo (per la verità ogni regione d’Italia li chiama con dei nomi tipici, quelli a cui mi riferisco sono del Veneto regione da cui proviene la mia famiglia da parte di madre).

Lo spinning wheel è un filatoio ad alette (o mulinello, filarino), caratterizzato dalla presenza di una ruota azionata con pelali che avvolge il filo attorno al rocchetto, ovvero è la ruota che fa girare l’aspo (detto comunemente reel in inglese) -che imprime nello stesso tempo una torsione al filo – e contemporaneamente la spoletta (la bobbin in figura) attorno alla quale si avvolge il filo

 

SpinningwheelArcolai a ruota esistevano già nel Medioevo azionati a mano e largamente diffusi in Inghilterra nel XV secolo (detti Jersey wheel). La più antica documentazione di filatura col fuso ad alette (mulinello) è del 1480, ma è stato Leonardo Da Vinci a perfezionare il meccanismo con l’invenzione delle alette e dei guidafili, punto di partenza delle moderne macchine per filare (principi introdotti in Inghilterra solo nel 1794)
Per torcere insieme più fili ottenuti dal filatoio e avvolti intorno alla spoletta, si passavano al torcitoio (detto anche aspo da torcitoio) che produceva le matasse.
Il filatoio è detto comunemente arcolaio però in modo improprio, infatti l’arcolaio è una sorta di dipanatore di matasse per trasformarle in gomitolo: il primo arcolaio erano i polsi delle mani e generalmente era un bambino che teneva tesa tra le braccia la matassa mentre la madre avvolgeva il gomitolo.

GUIDA ALL’ASCOLTO

Sempre nel suo articolo John Francis Waller spiega come la canzone deve essere suonata e interpretata: dice di immaginare di stare suonando con il filatoio a pedale o mulinello  ossia di tenere il tempo in modo cadenzato e rilassato, a imitare i movimenti ripetitivi e automatici della filatrice intenta al lavoro.
Dice di suonare in modo tranquillo ma non monotono e che l’ultimo ritornello deve essere rallentato e con un tono indispettito, come se chi racconta la storia, disapprovasse quello che succederà tra poco; inoltre di fare una pausa per sottolineare come l’ultimo impulso dato dal piede della ragazza prima di abbandonare il filatoio sia appena sufficiente ad un giro di ruota.

Nello schema metrico della testo Waller compone una strofa di otto versi seguita da un “ritornello” che viene modificato nella III strofa finale a sottolineare il diverso movimento della ruota del filatoio.
La canzone raccolse un discreto successo e venne pubblicata in altre collezioni ottocentesche di canzoni popolari irlandesi. Resa conosciuta nel bel mondo e al grande pubblico londinese da Delia Murphy (1902-1971) negli anni 30; oggi è però interpretata più come una ballata a tempo di valzer che una ninna-nanna di solito con l’accompagnamento dell’arpa celtica: la lunghezza delle strofe iniziali è stata accorciata della metà (ovvero la prima strofa del testo di Waller è suddivisa in 2 strofe e così via) e le strofe sono sempre intercalate dal ritornello; peraltro la storia è stata condensata nella sua essenzialità per assumere un andamento più consono alle ballate di tradizione popolare.

E’ difficile trovare una versione per l’ascolto che non sia troppo datata e “zuccherosa” ma alla fine ecco:

ASCOLTA Foster & Allen (strofe I, III, II, III, V, III, VIII)
ASCOLTA Cathy Harrop (strofe I, III, II, III, V, VIII) suonata con un arpeggio cadenzato quasi come un carillon, che verso la fine perde la carica e rallenta

ASCOLTA Mike Magatagan arrangiamento per arpa (classica)

spinning_wheel_vintage_illustrations_poster-r2a63a76127f84e5ba4f5550fe36e204a_khu_8byvr_324I
Mellow(1) the moonlight to shine is beginning
Close by the window young Eileen is spinning
Bent o’er the fire her blind grandmother sitting
Is crooning and moaning and drowsily knitting.

II
“Eileen, a chara(2), I hear someone tapping”
“‘Tis the ivy dear mother against the glass flapping”
“Eily, I surely hear somebody sighing”
“‘Tis the sound mother dear of the autumn winds dying.”

III (Chorus)
Merrily, cheerily, noiselessly whirring
Swings the wheel, spins the wheel while the foot’s stirring
Spritely and lightly and merrily ringing
Trills the sweet voice of the young maiden singing.

IV
“What’s the noise that I hear at the window I wonder”
“‘Tis the little birds chirping, the holly-bush under”
“What makes you be shoving and moving your stool on
And singing all wrong the old song of The Coolun ?”

V
There’s a form at the casement, the form of her true love
And he whispers with face bent, “I’m waiting for you, love”
Get up on the stool, through the lattice step lightly
And we’ll rove in the grove while the moon’s shining brightly.”

by-maes-old-woman-asleepVI
The maid shakes her head, on her lips lays her fingers
Steps up from the stool, longs to go and yet lingers
A frightened glance turns to her drowsy grandmother
Puts one foot on the stool, spins the wheel with the other.

VII
Lazily, easily, swings now the wheel round
Slowly and lowly is heard now the reel’s sound
Noiseless and light to the lattice above her
The maid steps then leaps to the arms of her lover.

VIII (final Chorus)
Slower and slower and slower the wheel rings
Lower and lower and lower the reel rings
E’re(3) the reel and the wheel stopped their ringing and moving
Through the grove the young lovers by moonlight are roving.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO

I
Dolce il chiaro di luna inizia a brillare,
nascosta dalla finestra, la giovane Avelina sta filando;
chinata sul caminetto, la sua cieca nonna siede,
mormorando, gemendo e pigramente facendo la calza.

II
Allegramente, allegramente, senza ronzio
gira la ruota, gira la ruota mentre si pigia il piede
Con brio e soave e allegra risuona
e trilla la voce dolce della giovane fanciulla che canta

III
“Avelina cara, sento qualcuno che bussa”
“E’ l’edera, madre cara, che sbatte contro la finestra”
“Ava, ho sentito di sicuro qualcuno sospirare”
“E’ il mormorio, madre care, del vento autunnale”

IV
“Cos’è il rumore che sento alla finestra, mi domando?”
“Sono gli uccellini che cinguettano sotto il cespuglio di agrifoglio”.
“Cos’è che ti fa spingere e muovere sul tuo sgabello
e cantare tutta sbagliata la vecchia canzone “ The Coolun “?

V
C’è una figura alla finestra, la figura del suo amore,
egli sussurra, col volto chino: “Ti sto aspettando, amore,”
“Alzati dallo sgabello e alza il piede dall’assicella
e passeggeremo nel boschetto al chiaro della luna piena”

VI
“La fanciulla scuote la testa, sul labbro pone le dita,
s’alza furtiva dallo sgabello per andare, ma ancora indugia.
Una occhiata impaurita lancia alla sua sonnolente nonna,
mette un piede sullo sgabello, fa girare la ruota con l’altro.

VII
Pigramente, facilmente, ora gira la ruota
ora si sente piano e basso il suono del rocchetto
senza rumore pigia forte l’assicella sotto il piede
e poi i passi della ragazza la portano tra le braccia del suo amore.

VIII
Più lenta pian piano la ruota gira
basso e sempre più basso il suono del rocchetto
a quel punto il rocchetto e la ruota arrestano il loro ronzio e il movimento,
tra gli alberi, i giovani innamorati, al chiaro di luna, stanno vagando.

NOTE
1) Mellow: è un aggettivo colloquiale e arcaico che qui ha significato di “caldo”, “dolce”
2) in gaelico “mia cara”
3) dialettale al posto di “There”

THE OLD SPINNING WHEEL

“Spinning Wheel” è tuttavia un titolo piuttosto comune nella scena musicale country e rock (per citarne uno il brano del gruppo Blood, Sweat & Tears)

“The Old Spinning Wheeel” è un brano popolare di origini americane scritto da J. “Billy” Hill negli anni 1930 il cui titolo per intero di scrive “There’s An Old Spinning Wheel In The Parlor.” (vedi per il testo)

ASCOLTA Ray Noble

E le sue ramificazioni nell’Old Time Music
ASCOLTA
ASCOLTA Dave Hum

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=504
http://thesession.org/tunes/484
http://www.traditionalmusic.co.uk/songster/29-the-spinning-wheel.htm
http://deegold.homestead.com/spinningwheel.html

ILLUSTRAZIONI
John Atkinson Grimshaw, Lovers in a Wood by Moonlight
http://vcrfl.wordpress.com/tag/1870s/

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