THE GABERLUNZIEMAN: QUANDO I RE GIRAVANO IN INCOGNITO

beggar
“The Beggar looking through his hat” attribuito a Jacques Bellange (1575-1616).

Una leggenda scozzese riporta l’abitudine di re Giacomo V di Scozia di travestirsi da mendicante (per andare in giro in mezzo al popolo a coglierne gli umori e a sedurre le belle ragazze di campagna). Era così consuetudine accogliere con premura ogni mendicante che bussasse alla porta come se si trattasse del re in persona!
La tradizione attribuisce la ballata allo stesso re Giacomo V (1512-1542), ai tempi non erano insoliti infatti i re che si dilettavano a comporre poesie e canzoni.
La prima apparizione in stampa è del 1724 (Tea-Table Miscellany), considerata dal professor Child  come una variante di “The Jolly Beggar” e classificata al numero 279 nel suo “English and Scottish Popular Ballads“. Con il titolo “Hi for the beggarman” “A beggarman cam ower the lea“, “A Beggar, A Beggar“, “The Auld Beggarman“, “The Beggarman”  oppure “The Gaberlunzie Man” la storia è sempre la stessa: il mendicante trova asilo per la notte in una fattoria, la bella figlia del fattore si lascia sedurre, i due spesso fuggono insieme.

THE JOLLY BEGGAR

La ballata è quasi scomparsa in Scozia, questa versione non ha il lieto fine, il mendicante ospitato in casa coglie i favori della figlia del contadino, ma non vuole prendersi le sue responsabilità, così continua a negare di avere nobili origini e viene buttato fuori casa dalla ragazza!
ASCOLTA Planxty live 1980 + The Wise Maid (anche All Around The World) un reel tradizionale irlandese


I
There was a jolly beggarman
Came tripping o’er the plain
He came unto a farmer’s door
A lodging for to gain
The farmer’s daughter she came down
And viewed him cheek and chin
She says “He is a handsome man
I pray you take him in”
CHORUS(1)

We’ll go no more a roving
A roving in the night
We’ll go no more a roving
Let the moon shine so bright
We’ll go no more a roving
II
He would not lie within the barn
Nor yet within the byre
But he would in the corner lie
Down by the kitchen fire
O then the beggar’s bed was made
Of good clean sheets and hay
And down beside the kitchen fire
The jolly beggar lay
III
The farmer’s daughter she got up
To bolt the kitchen door
And there she saw the beggar
Standing naked on the floor
He took the daughter in his arms
And to the bed he ran
“Kind sir, she says, be easy now
You’ll waken our goodman”
IV
“Now you are no beggar
You are some gentleman
For you have stolen my maidenhead
And I am quite undone”
“I am no lord, I am no squire
Of beggars I be one
And beggars they be robbers all
So you’re quite undone
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un allegro mendicante
che andava in giro per la pianura,
e arrivò alla porta di un contadino
a chiedere un riparo per la notte.
La figlia del contadino scese
e lo guardò in volto
e disse “E’ un bell’uomo,
ti prego di farlo entrare”
CORO (1)
Non andremo più in giro
in giro per la notte.
Non andremo più in giro,
che la luna brilli pure luminosa,
ma non andremo più in giro!
II
Lui non voleva stare nel fienile
e nemmeno nella stalla
ma in un angolo
vicino al fuoco del camino.
Allora il letto per il mendicante fu preparato con lenzuola ben pulite e pagliericcio e accanto al fuoco della cucina il mendicante si mise
III
La figlia del contadino si alzò
per serrare la porta della cucina
e lì vide il mendicante
nudo sul pavimento,
lui prese la figlia tra le braccia
e andò di corsa a letto
“Gentil Signore – lei disse – ora svelate la vostra buona nascita”
IV
“Non siete un mendicante,
voi siete un gentiluomo
poiché avete preso la mia verginità
e mi avete proprio rovinata”
“Non sono un Lord e nemmeno un cavaliere, sono uno dei mendicanti
e i mendicanti sono tutti ladri
così voi siete proprio rovinata”

NOTE
1) le strofe hanno ispirato Lord Byron (1788-1824)
I
So, we’ll go no more a-roving
So late into the night,
Though the heart be still as loving,
And the moon be still as bright.
II
For the sword outwears its sheath,
And the soul wears out the breast,
And the heart must pause to breathe,
And love itself have rest.
III
Though the night was made for loving,
And the day returns too soon,
Yet we’ll go no more a-roving
By the light of the moon.

seconda parte continua

FONTI
http://ingeb.org/songs/oabeggar.html http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_279
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_280 http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C279.html http://www.contemplator.com/child/gaberlunz.html http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thebeggarman.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/genericcontent_tcm4554493.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1954
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=118078
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54744 http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thebeggarladdie.html http:[email protected]?SongID=5884 http://www.bluegrassmessengers.com/280-the-beggar-laddie.aspx

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*