THE GREEN LINNET AN IRISH SONG ABOUT NAPOLEON

Green Linnet è il soprannome con cui veniva chiamato Napoleone Bonaparte, deriva da un tipo di cardellino tra i più diffusi in Europa il verdone (o verdello detto anche fanello verde) dal colore dominante verde-oliva. In Irlanda la figura di Napoleone è stata trasfigurata in quella dell’eroe che avrebbe liberato gli Irlandesi dal dominio inglese.

Così scrive Vic Gammon nel suo articoloThe Grand Conversation:Napoleon and British Popular Balladry: “The Green Linnet survived in oral tradition in Ireland but it was issued as a broadsheet by the most important London ballad printer of the first half of the nineteenth century, James Catnach of Seven Dials, and is also recorded in the logbook of the whaling ship Cortes in 1847.  Gale Huntington has called it ‘another true lament for the loss of the great hope that the Irish had in Napoleon’. In the ballad Napoleon is symbolized as ‘The Green Linnet’ (an interesting look backwards to Jacobite songs which portrayed the Bonnie Prince Charles in bird form), he is seen as the reliever of the oppressed with the Goddess of freedom on his side.” e alla fine del suo articolo conclude ” I find it hard to explain why this image of Napoleon was so persistent and perhaps I should leave it as a matter for debate.  Some may have seen Napoleon as a radical hero, the defender of the Revolution of progress and liberation, others may simply have been impressed with the epic and heroic quality of his story.  A whole range of responses is possible. What is not in doubt is the amazing contrast between the propaganda pumped out in ballad form during the French Wars and those songs which survived the test of time in popular memory.  The wartime propaganda sought to denigrate and vilify Napoleon, ‘the little Corsican’, ‘the Corsican Monster’ whose murdering trade amounted to no more than ‘rape, plunder, fire and slaughter’. Such material showed little ability to survive in popular tradition.  The lingering memory, so totally differently kept alive by a Horsham shoemaker and a Winterton fisherman among countless others, was of ‘that hero bold’, of ‘brave Napoleon’ and of ‘Bonaparte, the Frenchman’s pride’.

IL MITO DI NAPOLEONE

In effetti il mito di Napoleone racchiude due aspetti contrastanti dell’eroe romantico per eccellenza “La figura di Napoleone infatti era considerata una delle più controverse della storia europea e intorno ad essa si alternavano elogi e critiche: gli elogi per il soldato ambizioso che, grazie al suo genio era riuscito a raggiungere le più alte vette del potere e diffondere in tutta Europa le idee innovatrici della Rivoluzione francese, mentre le critiche si rivolgevano al conquistatore sanguinario che aveva riempito il continente di campi di battaglia e istaurato un regime di stampo dittatoriale. Ammirato o detestato, eroe o mostro Napoleone era comunque ritenuto un essere d’eccezione che andava oltre il personaggio storico per diventare un mito da cui scaturivano due concezioni opposte note come légende dorée e légende noire.
La légende dorée quella che vedeva in Napoleone l’eroe vittorioso, portatore in Europa degli ideali umanitari di libertà e giustizia della Rivoluzione francese, era nata durante la prima campagna d’Italia e aveva assunto un carattere carismatico negli anni dell’Impero alimentata dalla propaganda ufficiale che si serviva di tutte le forme comunicative dell’epoca, dall’arte all’architettura, dalla diplomazia alla letteratura condizionando la libertà creativa degli artisti e asservendo la stampa al potere.
Parallelamente nasceva una légende noire alimentata dagli avversari politici e dalle madri dei soldati caduti in guerra, condivisa da molti dopo la disfatta di Waterloo e il crollo dell’Impero per le umiliazioni e le gravi perdite umane ed economiche che ne erano conseguite e delle quali era ritenuto responsabile Napoleone.

L’esilio, i cento giorni e infine la morte solitaria e ingloriosa a Sant’Elena, avevano colpito l’opinione pubblica come pure la pubblicazione del famoso Mémorial de Sainte-Hélène nel quale Napoleone raccontava la sua prigionia, rievocava le sue imprese e giustificava il suo operato.
.. dopo la morte di Napoleone, la légende dorée aveva acquistato immediatamente un nuovo slancio, favorita oltre che dal tragico e commovente epilogo di una vita eccezionale anche dalla crisi economica e dall’instabilità politica che avevano caratterizzato, in Francia, i primi anni della Restaurazione e che facevano rivalutare, in positivo, gli anni dell’impero. Inoltre, come si è detto, tra gli anni venti e trenta, Napoleone era diventato il modello dell’eroe romantico e veniva celebrato e rimpianto dalla generazione degli scrittori affetti dal mal du siècle, che aveva conosciuto i fasti dell’Impero e ora soffriva per lo stridente contrasto tra i grandi eventi del passato e il vuoto del presente..
La morte prematura dell’unico figlio di Napoleone nel 1832 e, otto anni dopo, il ritorno in patria delle ceneri dell’imperatore furono due avvenimenti che suscitarono grande commozione ma, nella seconda metà del secolo, con l’ascesa al potere di Napoleone III, la légende noire tornò a prevalere a causa dell’inevitabile parallelismo tra i due imperatori:entrambi si erano imposti con un colpo di Stato, diventando liberticidi ed provocando con la loro caduta un’invasione straniera, motivo per cui una nuova ondata di odio si è abbattuta sulla stirpe dei Bonaparte.
La sconfitta di Sédan e la conseguente perdita dell’Alsazia e della Lorena hanno avuto successivamente l’effetto di risvegliare nel popolo francese un desiderio di rivincita e solo il ricordo di colui che per ultimo, in passato, era riuscito a piegare la potenza militare prussiana poteva infondere coraggio a una generazione che si sentiva profondamente umiliata. Sul finire del secolo si è assistito quindi a un ritorno della légende dorée e l’epopea napoleonica è stata riconsiderata con nostalgia da quanti speravano che la Francia potesse riacquistare la grandeur perduta.(tratto da qui)

SWEET BONEY WILL I E’ER SEE YOU MORE?

marialuisa-JeanBaptisteIsabeyLa ballata è stata composta probabilmente dopo la morte di Napoleone (1820) e l’uccello canterino, curiosamente, diventa il simbolo del nazionalismo irlandese.
Franke Harte (in Franke Harte & Donal Lunny, “My Name is Napoleon Bonaparte”) così commenta: “The Irish have throughout history attributed the names of animals, and of birds in particular, to their various leaders… During the Jacobite period the Stuart Pretender was known as the ‘Royal Blackbird’, Dan O’Connell was known as the ‘Kerry Eagle,’ and Charles Stewart Parnell was known as the ‘Blackbird of Avondale;’ so that it would not be strange for an Irish singer to find Napoleon Bonaparte referred to as the ‘Royal Eagle,’ or as in this song, the ‘Green Linnet.'”

La melodia è una vecchia aria irlandese ‘Ulachan dubh-O’, (in inglese ‘The Song of Sorrow’) su cui lo stesso Thomas Moore ha composto la sua canzone ‘Weep on, weep on, your hour is past’, perfetta come lament per la perdita della grande speranza irlandese coltivata sulla figura di Napoleone. La canzone oltre che ad essere tramandata nella tradizione orale in Irlanda è comparsa in stampa su vari broadsides in Inghilterra a metà dell’Ottocento con il titolo Maria Louisa’s lamentation.

ASCOLAT la melodia Jimmy O’Brien Moran, uilleann pipes
ASCOLTA Martin Simpson


I
Curiosity led a young native of Erin,
To view the gay banks of the Rhine,
Where an Empress(1) he saw and the gold that she was wearing
All over with diamonds did shine.
No goddess in splendour was ever yet seen,
To equal this fair maid so mild and serene,
In soft accents she cried, “O my linnet so green,
Sweet Boney(2), will I e’er see you more?”
II
The cold frosty Alps you did freely pass over
Which nature had placed in your way
At Marengo Bellona(3) around you did hover
All Paris rejoiced the next day
It grieved me the hardships you did undergo
The mountains that you travelled all covered with snow
But the balance of power(4) your courage laid low
Sweet Boney, will I ne’er see you more
III
The crowned heads of Europe they were in great splendour
And they swore they would have you submit
But the goddess of freedom soon had them surrender
And they lowered their standards to your wit
Old Frederik’s(5) colours to France he did bring
His offspring found shelter under your wing
That year at Vienna you so sweetly did sing
Sweet Boney, will I ne’er see you more
IV
What numbers of men there were eager to slay you
Their malice you viewed with a smile
Their gold through all Europe was found to betray you
They joined with the Mamelukes on the Nile
Like ravenous vultures their vile passions did burn
The orphan they slew and caused the widow to mourn
But my linnet he is gone and he never will return
Sweet Boney, will I ne’er see you more
V
I have roamed through the deserts of wild Abyssinia
And could yet find no cure for my pain
I will go and enquire at the isle of Saint Helena
But soft whispers murmer ” ‘tis vain ”
Come tell me ye muses, come tell me in time
What nations I must rove my green linnet to find
Was he slain at Waterloo in France or on the Rhine?
No he’s dead on St Helena’s bleak shore
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I)
La curiosità ha condotto un giovane irlandese, a visitare le gioiose rive del Reno dove vide un’Imperatrice(1) che indossava oro e diamanti che spendevano tutt’intorno.
Nessuna dea è stata mai vista in tale splendore
da eguagliare questa bella fanciulla così mite e serena
che si lamentava con toni dolci “O mio fanello così verde,
piccolo Bonaparte(2), ti vedrò ancora?”
II)
Hai valicato liberamente le gelide e fredde Alpi
che la Natura ha posto sulla tua strada, quando
hai superato Marengo Bellona(3), tutta Parigi si rallegrò il giorno dopo. Mi hanno addolorato i patimenti che hai subito,
le montagne che hai passato tutte coperte di neve
però “la politica dell’equilibrio”(4) il tuo coraggio prostrò
piccolo Bonaparte, non ti vedrò mai più
III)
Le teste coronate d’Europa erano in grande splendore
e giurarono che ti avrebbero sottomesso
ma alla dea della libertà presto si arresero
e abbassarono il loro livello alla tua volontà.
I colori del vecchio Federico(5) in Francia lui fece portare,
la sua progenie ha trovato rifugio sotto la tua ala,
quell’anno a Vienna così dolcemente cantasti
Piccolo Bonaparte non ti vedrò mai più
IV)
Un gran numero di uomini erano desiderosi di ucciderti
hai guardato alla loro malvagità con un sorriso,
hanno raccolto il loro oro per tutta Europa per tradirti,
si sono alleati con i Mamelucchi sul Nilo
come avvoltoi famelici le loro vili passioni si bruciavano,
uccisero l’orfano e fecero piangere la vedova,
ma il mio fanello è andato e non ritornerà mai più Piccolo Bonaparte non ti vedrò mai più
V)
Ho vagato per i deserti della selvaggia Abissinia
e tuttavia non ho potuto trovare ristoro per la mia pena
andrò a informarmi all’isola di Sant’Elena ma piano mormora la voce “è inutile”
Venite a dirmi voi Muse, venite a dirmi in tempo
in quale nazione devo cercare per trovare il mio verdone:
è stato ucciso a Waterloo in Francia o sul Reno?
“No è morto sulla spiaggia desolata di Sant’Elena”

NOTE
1) anche se efficace come immagine dal punto di vista storico l’affetto dell’austriaca Maria Luisa ovvero la seconda moglie di Napoleone (il quale aveva ripudiato al sua amata Giuseppina perchè non riusciva a dargli un figlio) era ben lontano dal vero. La donna, appena diciottenne, nel 1810 venne data in sposa a Napoleone, per suggellare la pace di Vienna tra Francia e Austria e durante l’esilio di Napoleone all’Isola d’Elba preferì tornare alla corte di Vienna con il figlio, dimostrando sempre fedeltà alla famiglia degli Asburgo. E’ più probabile che tale donna sia la personificazione dell’Irlanda
2) Sweet Boney= il piccolo Boney, Napoleone
3) la famosa battaglia di Marengo vinta dalle truppe napoleoniche nel giugno del 1800 si svolse a Spinetta Marengo (una battaglia iniziata con un attacco a sorpresa che sembrava favorevole alle truppe austriache). Non è ben chiaro il riferimento alla specifica località orse un refuso per Bosco Marengo? E’ un piccolo paese in provincia di Alessandria, la proloco di Bosco Marengo così scrive “Si narra che Napoleone sia passato a Bosco ma per visitare la chiesa di Santa Croce, fatta edificare da papa Pio V, e portare in Francia qualche ricordino. non risulta da nessuna parte che quì si sia svolta una battaglia, la zona invece interessata si estendeva da Spinetta al tortonese”
Bellona= non riesco a capire a cosa si riferisca il termine forse sta per bella o è un fraintendimento di Bosco? In alcune versioni è scritto come Beltona probabilmente un refuso. Una città di Bellona si trova nei pressi di Capua
4) il balletto delle grandi potenze europee del tempo (Francia, Gran Bretagna, Austria, Prussia e Russia) consisteva in alleanze di comodo per impedire che una sola nazione potesse conquistare l’egemonia, così l’amico di oggi era il nemico di ieri in nome della politica dell’equilibrio

5) Federico II era il duca regnante del Württemberg occupato nel 1800 dalle truppe francesi di Napoleone

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/articles/boney.htm http://www.mustrad.org.uk/articles/harte.htm http://www.rogermillington.com/tunetoc/greenlinnet.html http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/SWMS211.html http://tunearch.org/wiki/Talk:Green_Linnet_(2)_(The) http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=873 http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/greenlin.html
http://www.musicanet.org/robokopp/eire/curiosit.htm http://comhaltasarchive.ie/compositions/24 http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/search/title/Maria%20Louisas%20lamentation

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