THE DÆMON LOVER

Child Ballad #243

Titoli: The Daemon Lover, James Harris, House Carpenter, Ship’s Carpenter, The Carpenter’s Wife, Said an Old True Love, The Salt, Salt Sea, The Sea Captain, A Warning for Married Women,  the Banks of the Sweet Viledee

demon-loverPiù conosciuta con il nome di “The House Carpenter” questa ballata di Scozia dalle probabili origini cinquecentesche, tratta il tema del soprannaturale: lo spettro di un precedente innamorato convince la donna ad abbandonare figlioletto e marito per prendere il mare con lui. Uno spettro-demone ritorna dopo sette anni a reclamare l’amore di una donna, accusandola di aver rotto il loro fidanzamento. Secondo le leggi inglesi in vigore nel 700 una reciproca promessa di nozze aveva valore di giuramento valido agli occhi di Dio, il resto erano solo “dettagli tecnici”; perciò rompere il fidanzamento e sposare un altro equivaleva a macchiarsi di un grave peccato. (vedi matrimonio nella storia). Il revenant che ritorna a portar via la donna “rimette le cose a posto” agendo per volontà divina, però la donna è anche sposa del carpentiere e non potendo avere due mariti finisce per affondare insieme alla nave.

Le versioni approdate in America avevano perso il loro elemento ultraterreno e quindi risultavano quasi incomprensibili o meglio avevano ricevuto una nuova morale, quella calvinista, per la quale la donna che rifiutava un matrimonio imposto o infelice si rendeva colpevole di ribellione davanti alla società. Mi sovviene per il clima culturale e certe tematiche il romanzo “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, anche lì il primo marito (fatto prigioniero degli indiani e dato per morto) ritorna nel mondo “civilizzato” a tormentare l’adultera..

Così scrive A.L. Lloyd nelle note di copertina nell’album English and Scottish Folk Ballads (1964) “In the 17th century a very popular ballad was printed by several broadside publishers, entitled: A Warning for Married Women, being an example of Mrs Jane Reynolds (a West-country woman), born near Plymouth, who, having plighted her troth to a Seaman, was afterwards married to a Carpenter, and at last carried away by a Spirit, the manner how shall be presently recited. To a West-country tune called The Fair Maid of Bristol, Bateman, or John True. Samuel Pepys had this one in his collection also. It was a longish ballad (32 verses) but a very poor composition made by some hack poet. Perhaps the doggerel writer made his version on the basis of a fine ballad already current among folk singers. Or perhaps the folk singers took the printed song and in the course of passing it from mouth to mouth over the years and across the shires they re-shaped it into something of pride, dignity and terror. Whatever the case, the ballad has come down to us in far more handsome form than Pepys had it. Though very rarely met with nowadays, it was formerly well-known in Scotland as well as in England. For instance, Walter Scott included a good version in his Minstrelsy of the Scottish Border (1812 edn.). Generally the Scottish texts are better than the English ones, none of which tell the full story (we have filled out our version by borrowing some stanzas from Scottish sets of the ballad), but none of the Scottish tunes for it are as good those found in the South and West of England. Our present tune was noted by H. E. D. Hammond from Mrs Russell of Upway, near Dorchester, Dorset, in 1907. Cecil Sharp considered it “one of the finest Dorian airs” he had seen. “

ASCOLTA A.L. Lloyd

 The Demon Lover version A.L. Lloyd
“Well met, well met, my own true love,
Long time I have been absent from thee.
I am lately come from the salt sea
And it’s all for the sake, my love, of thee.”
“I have three ships all on the sea
And by one of them has brought me to land.
I’ve four and twenty seamen on board
And you shall have music at your command.”
She says, “I am now wed to a ship’s carpenter,
To a ship carpenter I am bound.
And I wouldn’t leave my husband dear
For twice the sum of ten hundred pound.”
“Well I might have a king’s daughter,
And fain she would have married me.
But I forsook her crown of gold
And it was all for the sake, my love, of thee.”
“So I pray you leave your husband, dear,
And sail away with me.
And I’ll take you where the white lilies grow(1)
All on the banks of Italy(2).”
“And this ship wherein my love shall sail
Is wondrous to behold.
The sails shall be of shining silk
And the mast shall be of red beaten gold.”
So she dressed herself in her gay clothing
Most glorious to behold,
And as she trod the salt water’s side
Oh she shone like glittering gold.
They hadn’t sailed a day and a day
And a day but barely three,
She cast herself down on the deck
And she wept and wailed most bitterly.
“Oh hold your tongue, my dearest dear,
Let all your sorrows be.
I’ll take you where the white lilies grow
All on the bottom of the sea.”
And as she turned herself roundabout,
So tall and tall he seemed to be,
Until the tops of that gallant ship
No taller were than he.
And he struck the topmast with his hand,
The main mast with his knee,
And he broke that shining ship in two
And he dashed it into the bottom of the sea.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Ben trovata, amore mio
a lungo sono stato assente
sono appena tornato dal mare salato
e l’ho fatto per il tuo amore, mia cara.
Ho tre navi in mare
e una di loro mi ha portato a terra.
Ho 24 marinai a bordo
pronti al tuo comando”
Dice lei “Sono ora sposata con un carpentiere navale
a un carpentiere navale sono legata,
e non lascerei il mio caro marito
nemmeno per 2 volte l’importo di 110 sterline”
“Potevo avere la figlia del re
e lei volentieri mi avrebbe sposato.
Ma ho rifiutato la sua corona d’oro
solo per amare te, mia cara.
Così ti prego di lasciare tuo marito, cara
e salpare con me
e ti porterò dove crescono i bianchi gigli
sulle rive d’Italia.
E questa nave con cui il mio amore partirà
è meravigliosa a vedersi,
le vele saranno di seta lucente
e l’albero maestro rivestito d’oro zecchino”
Lei così indossò un abito nuovo,
fra tutti i suoi il più bello,
e mentre solcava il mare salato
luceva come oro scintillante.
Navigavano da circa due giorni,
sono sicuro non fossero tre,
che si accasciò sul ponte (della nave)
e piangeva e si lamentava amaramente.
“Oh frena la tua lingua, amata mia,
e lascia stare tutto il dolore;
ti porterò dove i bianchi gigli crescono
sul fondo degli abissi”
E mentre lei si voltava
così alto e alto egli sembrava diventare
finchè gli alberi di quella bella nave
non erano più alti di lui.
E ruppe il pennone con la sua mano
e l’albero maestro con il suo ginocchio
e spezzò quella nave scintillante in due
e la precipitò negli abissi

NOTE
1) i gigli significano la morte
2) interessante notare che l’Italia sia considerata la terra del peccato.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Il rovo e la Rosa
Qui intitolala il Falegname la versione in italiano di Luisa Zappa con musica di Angelo Branduardi ispirata al Rinascimento inglese. Il testo, per altro magistralmente tradotto, riprende in buona parte la versione riscritta da Bob Dylan che la pubblicò nel 1961 con il titolo di “House Carpenter”


I
Sono tornato da te, mia cara,
ben trovata, lui gridò.
Sono tornato dal mare salato
solo per amare te.
II
Potevo avere la figlia del re
e lei voleva me.
Ma ho rifiutato tutto quell’oro
solo per amare te.
III
Se avessi sposato la figlia del re,
vergogna ora per te.
Io ho sposato un buon falegname
e così bello è il mio uomo.
IV
Ti scorderai del bel falegname
e verrai via con me.
Ti porterò dove l’erba è verde
sulle rive del mare salato.
V
Potessi scordare il buon falegname
io verrei via con te.
Cosa farai per farmi felice,
protetta dalla povertà?
VI
Sei navi solcano il mare per me,
e sette ancora ne tengo a terra.
E centodieci dei miei marinai,
pronti al tuo comando.
VII
Lei strinse forte il suo bambino,
tre volte lo baciò.
Disse: “Rimani col mio falegname,
tienigli compagnia”.

VIII
Lei poi indossò un abito nuovo,
fra tutti i suoi il più bello.
S’incamminò lungo la via,
Splendida come oro.
IX
Non eran passate che due settimane,
lo so che non erano tre.
La bella lady si disperava,
piangeva amaramente.
X
Perché ora piangi mia bella signora,
forse per il tuo oro?
O per il bel falegname
che non rivedrai mai più?
XI
Non sto piangendo per il mio falegname,
non piango per quell’oro.
Io ora piango per il mio bambino
che non rivedrò mai più.
XII
Non eran passate che tre settimane,
lo so che non erano quattro.
La bella nave cominciò ad affondare
e non risali mai più.
XIII
Si capovolse la nostra nave
per una volta ed una ancora.
Per ben tre volte girò su se stessa
e s’inabissò nel mare.
XIV
Che colline sono mai quelle, amore,
che vedo così alte e belle?
Sono le colline del Cielo, amore,
ma non sono per te, per me.
XV
E quella gola che vedo, amore,
così profonda e scura?
Quella è la strada che porta all’Inferno
pronta per te, per me.

 

ASCOLTA Bob Dylan  così la introduce “Questa è la storia di uno spettro che torna dal mare, venuto a portar via la sua sposa dal falegname” della versione esiste solo questa registrazione negli studi Columbia (testo e traduzione in italiano qui)

Così scrive Alessandro Carrera in “La voce di Bob Dylan: una spiegazione dell’America” “Secondo Clinton Heylin, che alle varianti di House Carpenter ha dedicato un intero libro, Dylan avrebbe potuto aver accesso ad un album Prestige del 1960 curato da Alan Lomax in cui Almeda Riddle canta una delle versioni americane in cui si menzionano ancora le colline del paradiso e dell’inferno. La melodia e l’arrangiamento usati da Dylan non sono quelli di Almenda Riddle, e molto probabilmente costituiscono un’elaborazione originale.

ASCOLTA Sweeney’s Men 1968

ASCOLTA Nickel Creek This Side, 2002

ASCOLTA Pentangle in Basket Of Light 1969, qui in versione live

Well I once could have married the king’s third son
And a fine young man was he
But now I’m married to a house carpenter
And a nice young man is he
“When will you forsake your house carpenter
And a-go along with a me
I will take you to where the grass grows green
On the banks of the River Dee.”
But will you have to maintain me a bound
To keep me in slavery?”.
“Well I have seven ships
They will soon be at land
And they at your command shall be.”
She took her two babes by the hand
And gave them kisses three
“Sit still at home you darling little babes,
Keep your father sweet company.”
Now she dressed herself in her very best
Like a high-born lady was she
She shimmered and she shivered and she proudly stepped
As they walked by the banks of the sea
Well she hadn’t been gone but a short, short time
Until she wept for sor’
“I would give all the gold in this round world
Just to see my babes once more.”
Well if you had all the gold and the silver too
That ever did cross the sea
You never would be at land anymore
And your babes you will never more see
Well they hadn’t been sailing but a short, short time
About two weeks, three or four
When the ship sprang a leak and they were doomed
And they were far away from the shore
“I see bright hills of Heaven my dear
Where angels come and go
I see bright hills, that’s Hell my dear
Where you and I must go.”
“Oh I wish I was back to my house carpenter
I’m sure he would treat me well
But here I am in the raging sea
And my soul is bound for Hell.”

LA VERSIONE IRLANDESE: THE BANKS OF THE SWEET VILEDEE

Anche nella versione irlandese la dimensione soprannaturale viene perduta
ASCOLTA Dervish

Well met, well met, my own true love
Well met, my love, by thee
I’ve just arrived from the salt, salt sea
And it’s all for the love of thee

Now I could have married a great king’s daughter
And have myself to blame
And it’s tons of gold I have refused
And it’s all for the love of you, my love
All for the love of you

Well, if you could have married a great king’s daughter
You have yourself to blame
Well, I have married my house-carpenter
And I think he’s a nice young man

Well, if you do leave you house-carpenter
And come along with me
I’ll take you to where the grass grows green
On the banks of the Sweet Viledee(1), my love
Banks of the Sweet Viledee

If I was to leave my house-carpenter
And go along with thee
What have you there to support me with
And keep me from slavery?

Well, I have six ships now sailing out
And seven more on sea
Three hundred and ten all jolly sailsmen
All to wait on thee, my love
All for to wait on thee

She dressed her baby all neat and clean
And gave him kisses three
Saying, “Stay, stay here, my darling baby boy
With you father for company”

She dressed herself in a suit of red
And her maiden waist was green
And every town they passed by
They took her to be some queen, my love
Took her to be some queen

They were not two days out at sea
And I’m sure they were not three
When this fair maid began to weep
And she wept most bitterly

My curse, my curse, and all sailsmen
Who brought me out on sea
And deprived me of my house-carpenter
On the banks of the Sweet Viledee, my love
Banks of the Sweet Viledee

They were not three days out at sea
And I’m sure they were not four
When this fair maid disappeared from the deck
And she sank to rise no more, my love
Sank to rise no more

NOTE
1) la località è sconosciuta

FONTI
https://www.beaconreader.com/gideon-thomas/the-daemon-lover-the-house-carpenter-part-2
https://oldweirdamerica.wordpress.com/2008/12/01/3-the-house-carpenter-by-clarence-ashley/
http://www.angelobranduardi.it/rovoerosa/testi.html
http://www.maggiesfarm.it/ttt279.htm
http://www.musicaememoria.com/pentangle_basket_of_light.htm
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thedemonlover.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_243

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