TAM LIN

a sidheLa ballata del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo , ci sono molte varianti del nome Tom Line, Tom Linn, Tamlin, Tomaline Tam-line e Tam Lane come moltissime sono le varianti testuali. Una melodia dal nome “Young Thomlin” è del 1600, ma gli storici riallacciano l’origine della ballata al XIII secolo. La ballata è stata trascritta da Robert Burns nel 1792 (in Johnson’sMuseum) e costituisce una delle varianti collezionate da Francis James Child in “The English and Scottish Popular Ballads

La storia è narrata anche come fiaba e ha mantenuto molti riferimenti alle leggende celtiche più antiche, la versione attualmente accreditata è quella per bambini, ma la storia di Tam Lin è molto più complessa e oscura.

janetI protagonisti della storia sono due: la giovane nobildonna di nome Janet o Margaret, che all’arrivo della Primavera decide di andare nel bosco a raccogliere i fiori e resta incinta dell’elfo; Tam Lin il giovane cavaliere prigioniero delle fate che desidera fuggire per ritornare al mondo degli uomini.
A leggere tra le righe sembra che l’uomo sia stato sottoposto a una specie di apprendistato magico e che si trovi a vivere come dire “in prova” nel bosco sacro: solo dopo sette anni apparterrà definitivamente al mondo delle fate e perderà la sua umanità (storicamente Tamlane è stato identificato come figlio di Randolph conte di Moray o Murray)

C’è anche un terzo personaggio della storia, la Regina delle Fate, che compare nella seconda parte: per lo più considerata in modo neutro e in alcune versione vista in chiave negativa.

Nella tradizione popolare celtica le fate vivono raggruppate per regni ognuno con il suo tumulo o collina fatata come “castello” in cui vivono allegramente tra feste, musica e balli. La loro dimensione spaziale e temporale è diversa dalla nostra e possono camminare tra di noi senza essere visti. Si muovono velocemente nell’aria e mutano forma a piacimento, non è chiaro però se siano immortali. E’ importante non offendere queste creature fatate con comportamenti azzardati o sciocchi perché possono essere molto vendicative.
A volte sono considerati spiriti della natura e guardiani di alcuni luoghi, alberi o sorgenti e laghetti incontaminati. (continua)

I LUOGHI
La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow

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1 bosco di Carterhaugh
2 pozzo di Tam Lin (oggi contrassegnato da una targhetta): le sorgenti spontanee sono delle entrate nel mondo delle fate e principalmente un dono della madre terra. Oltre alle proprietà curative si riteneva che queste acque magiche portassero fertilità alle donne sterili. Anticamente si gettavano monete, amuleti ed oggetti vari in questi pozzi sacri (il pozzo dei desideri delle fiabe). Tam Lin vive proprio nel pozzo e compare solo quando si colgono le rose che presumibilmente vi crescono accanto (l’elfo delle Rose).
Attualmente la sorgente naturale è incanalata in un tubo ed è raccolta da una piccola vasca di pietra, ma è documentata dalla Commissione Reale sui monumenti storici e antichi della Scozia che un tempo qui doveva esserci un avvallamento con il pozzo (vedi). La leggenda locale narra che il giovane Tamlane era a caccia, ma cadde da cavallo e venne rapito dalla Regina delle Fate per essere trasformato in elfo custode del pozzo.
3 ponte dove la donna si apposta per vedere il passaggio della schiera fatata. E’ noto che solo in periodi particolari dell’anno è possibile vedere le fate e solo in posti particolari che sono una via di mezzo o un confine come ad esempio i ponti
4 Vecchio Mulino (altro alternativo luogo dell’incontro)
5 Newark Castle: secondo Sir Walter Scott il castello di Janet è quello di Newark già all’epoca un “rudere romantico” che sovrasta il fiume Yarrow.
6 Aikwood (altra possibile alternativa del castello di Janet)

PRIMA VERSIONE
Anche se non è espressamente citato il mese di Maggio è del tutto evidente che il periodo in cui si incontrano la bella Janet e l’elfo è quello primaverile, essendo fiorite le rose: per la verità è un po’ insolito che in un bosco selvatico crescano dei cespugli di rose, ma qui siamo nel regno delle fate -che amano le rose- e quindi le fanno crescere dove vogliono (ce la possiamo però immaginare nella varietà di rosa canina).
Tutta la prima parte della ballata è una chiara allusione alla prima esperienza sessuale, volontariamente ricercata dalla fanciulla che si addentra nel bosco sacro: la rosa è anche “la rosa delle rose” femminile e il mantello che copre il pudore della donna (e rappresenta la protezione paterna) deve essere lasciato in pegno e quindi perso, non concordo perciò con le interpretazioni che vedono il rapporto tra i due come una violenza da parte maschile, anzi ci sono tutti i segni di un antico rituale di iniziazione sessuale.
Il rapporto sessuale tra i due qui non è esplicitato, ma il padre dopo un po’ si accorge della gravidanza della figlia ed ella rivendica con orgoglio la paternità all’elfo non accettando nessun altro matrimonio riparatore.
Nella seconda parte è arrivata la stagione dell’Inverno, durante la festa celtica di Samain, e ci sono le prove che Janet deve superare per liberare l’elfo, le illusioni della regina delle fate che le faranno credere di assistere alla trasformazione di Tam Lin in drago (o serpente) e in orso; ma lei dovrà dare prova di coraggio e di grande amore e tenere stretto a sè il cavaliere finchè comparirà nudo tra le sue braccia; allora lo dovrà avvolgere nel suo mantello. In altre versioni lo dovrà gettare nelle acque del pozzo, che qui però non è mai citato.
Un tema simile di trasmutazione in animali è presente nella favola cretese di Thetis e Peleus ovvero i genitori di Achille, e in effetti i due racconti sono simili ma nel mito greco è la donna ad essere una nereide e a trasformarsi prima di poter diventare umana.

StephanieLawTamLin-TheFaeryHostLarge

Nella illustrazione (fiabesca, sognante) di Stephanie Law vediamo il passaggio della schiera fatata sul ponte, ove si distingue il cavallo bianco di Tam Lin. La luna è calante, ma il dettaglio è errato perché la notte di Samain coincide con la luna nuova (la data una volta non era fissa, ma era regolata sul calendario lunare)

La ballata non ha un lieto fine perché la regina delle fate lancia una maledizione mortale sulla donna.

ASCOLTA Fairport Convention in “Fairport’s Sense of Occasion” album (2007) ma la prima versione con Sandy Denny è in “Liege and Lief” del 1969.
Non ci sono parole, semplicemente mitici!

“I forbid you maidens all
that wear gold in your hair (1)
To travel to Carter Hall (2)
for young Tam Lin is there
None that go by Carter Hall
but they leave him a pledge
Either their mantles of green
or else their maidenhead”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she.
She’d not pulled a double rose,
a rose but only two
When up there came young Tam Lin
says “Lady, pull no more”.
“And why come you to Carter Hall
without command from me?” (3)
“I’ll come and go”, young Janet said,
“and ask no leave of thee”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to her father
as fast as go can she
Well, up then spoke her father dear
and he spoke meek and mild
“Oh, and alas, Janet,” he said,
“I think you go with child”
“Well, if that be so,” Janet said,
“myself shall bear the blame
There’s not a knight in all your hall
shall get the baby’s nameFor if my love were an earthly knight
as he is an elfin grey
I’d not change my own true love
for any knight you have”Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she

“Oh, tell to me, Tam Lin,” she said,
“why came you here to dwell?”
“The Queen of Faeries caught me
when from my horse I fell

And at the end of seven years (4)
she pays a tithe to hell
I so fair and full of flesh
and feared it be myself

But tonight is Hallowe’en
and the faery folk ride
Those that would their true love win
at Miles Cross they must buy.
So first let past the horses black
and then let past the brown
Quickly run to the white steed (5)
and pull the rider down
For I’ll ride on the white steed,
the nearest to the town
For I was an earthly knight,
they give me that renown
Oh, they will turn me
in your arms to a newt or a snake
But hold me tight and fear not,
I am your baby’s father.
And they will turn me
in your arms into a lion bold
But hold me tight and fear not
and you will love your child.
And they will turn me
in your arms into a naked knight
But cloak me in your mantle
and keep me out of sight.”
In the middle of the night
she heard the bridle ring
She heeded what he did say
and young Tam Lin did win
Then up spoke the Faery Queen,
an angry queen was she
“Woe betide her ill-farred face,
an ill death may she die”Oh, had I known, Tam Lin,” she said,
“what this knight I did see
I have looked him in the eyes (6)
and turned him to a tree” 

TRADUZIONE ITALIANO IN RIMA tratto da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che avete il capello dorato (1)
all’Argine dei Biancospini (2)
che da Tamlino è abitato
!Chi passa per i Biancospini
un pegno lasciare dovrà:
Il verde mantello che porta
o la sua verginità.
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
all’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può.
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
Ed ecco, le appare Tamlino:
“Donna, non me le toccare!
Perché vieni qui ai Biancospini
se non hai l’invito da me? (3)”
“Io vado dovunque mi pare,
non devo chiederlo a te!”
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori
corre più svelta che può.
Il padre la guarda e le parla,
la voce è un sommesso bisbiglio
“Ahimè mia Giovanna” le dice
“Credo che tu aspetti un figlio.”
“Se è vero” risponde Giovanna
“Io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
Se solo il mio amore
non fosse un elfo verdastro e fatato!
Perché non lo voglio cambiare
con chi è del nostro casato.”Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
All’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può”Tamlino, raccontami” dice
“Perché vivi qui in questo stallo?”
“La Fata Regina mi prese
quando cascai dal cavallo.

Al settimo anno (4) lei deve
pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte:
temo che io sarò quello.

Ma questa è la notte dei Santi
e tu mi puoi ancora salvare,
ché passa il corteo delle fate:
devi a un incrocio aspettare.
Tu lascia passare i cavalli
che han pelo nero o marrone,
Ma quando vedrai quello bianco (5)
tira giù chi è sull’arcione,
perché io sarò il cavaliere
che ti troverai fra le mani:
Il bianco destriero è un onore
solo per gli esseri umani.
Allora sarò trasformato
in drago o serpente fischiante
ma stringimi senza temere,
pensa che sono il tuo amante.
Allora sarò trasformato
in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere,
son il padre del tuo bambino.
Infine sarò trasformato
in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello,
tienimi bene celato.”
Giovanna nella notte fonda
ascolta il corteo scalpitare
fa come Tamlino le ha detto
e lo riesce a salvare.
La Fata Regina si volta
le parla con voce furiosa:
“Tu sia maledetta,
tu muoia di morte assai dolorosa.
Se avessi saputo, Tamlino,
di avere da te questo sdegno
ti avrei trasformato con gli occhi
in un bel pezzo di legno!” (6)

NOTE
1) wear gold in your hair: il traduttore italiano scrive “capello dorato”. In effetti è un po’ strano che il cantastorie si voglia rivolgere solo alle fanciulle dai capelli biondi (anche se nel Medioevo erano “di moda”) ma ricordando quanto già espresso da Giordano Dall’Armellina in merito, sappiamo che era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!) infatti nella strofa successiva si annuncia proprio il rischio di perdere la verginità a causa dell’elfo.
2) Carterhaugh: è una località della Scozia e il pozzo dell’elfo è ancora esistente, qui tuttavia non è mai citato, forse nel tentativo di cristianizzare la storia
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
5) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
6) l’uomo con gli occhi intatti ha mantenuto la conoscenza appresa nel mondo fatato o quantomeno la capacità di vedere ancora le fate (che notoriamente hanno il dono dell’invisibilità).

SECONDA VERSIONE
Questa lunghissima versione è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente la ballata era eseguita nell’antichità. Rispetto alla prima versione si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet: lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nei pressi in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia.

newark
I ruderi di Newark Castle

Quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti la donna non vuole dire il nome del padre e rifiuta di essere data in sposa a qualcuno della corte.
In questa versione ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, ma quando coglie le rose Tam Lin riappare e le rivela di essere stato un uomo anche di un certo rango. Anche in questa versione non viene menzionato il pozzo ma è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)

ASCOLTA Ewan MacColl VERSIONE CHILD#39. Ascoltiamo la ballata così come doveva essere eseguita in epoca medievale, con la sola voce (forse accompagnata dall’arpa bardica) qui in un seducente accento scozzese! Nella sua lunghezza diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine dei bardi.

I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund (8)
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose
As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”

O Haud   yer tongue, ye old grey knicht
And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.

Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”

“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.

Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie

She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.”

“Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”

“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee.(9)

“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.

Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.

The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.

The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win
At Miles Cross they maun bide.”
But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? (10)”
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.”
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.”
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad (11) to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.First put me in a stand o’ milk (12)
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.

The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by
She let them gang their way
But the third company that passed her by
Then he was yin o’ they.

She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.

They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.

Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom

Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me. (13)

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”

TRADUZIONE ITALIANO parzialmente presa da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli
di venire o andare a Carterhaugh
che il giovane Tam Lin vi dimora!Tutte coloro che vanno a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.

Vanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
fino a Carterhaugh procede,
corre più svelta che può.

Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
ed ecco, le appare Tam Lin:
“Donna, non me le toccare!

Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
e perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso?”

Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”

La prese per la mano bianca come giglio (8)
e per la manica verde-erba
e la appoggiò a terra
senza chiederle il permesso

Vanna rimbocca la veste verde
un po’ sopra il ginocchio,
va al palazzo del padre
più veloce che può.
C’erano ventiquattro belle dame
che giocano a palla
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle

Ventiquattro belle dame
giocano agli scacchi;
ecco che viene la bella Vanna
più verde dell’erba.

Parlò un vecchio cavaliere grigio
appoggiato al muro del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio,
la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.

“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
che tu muoia di morte tremenda!
accetta come padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”

Parlò allora il vecchio padre amato
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che dovrai andare via con il tuo bambino.”

“Se con lui devo andarmene, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ signore nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.

Vanna rimbocca la veste verde
che scopre le gambe di un po’,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.

Aveva colto due rose,
una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo di non coglierne più.

“Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi,
per uccidere il bimbo grazioso,
forse, che e’ nato fra noi?”

“Dimmi, dolce Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una cappella,
o hai mai visto i cristiani?” (9)

“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno l’ora
in cui male mi colse:

Si, giunse un giorno l’ora
un giorno freddo e pungente.
tornavamo da caccia
e caddi dal mio cavallo;

La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano
ma quando scadono i sette anni
si paga un tributo all’Inferno.

Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attendere alla croce.””Come riconoscerti, Tam Lin, – lei disse-
come trovare il mio vero amore
in mezzo a tanti cavalieri
fantastici e senza simili?” (10)

“Lascia passare il cavallo nero,
poi lascia passare il morello,
corri al destriero biancolatte
e trascina in terra il cavaliere.

Nella destra avrò un guanto, Vanna,
e la sinistra sarà nuda,
questi sono i segni che ti do
e non temere non mancherò.

La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.

Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in una vipera e un serpente, (11)
ma tienimi stretto, non temere,
sono il padre del tuo bambino.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma tienimi stretto, non temere,
per godere del tuo bel corpo.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
diventerò un nudo cavaliere
coprimi con il tuo manto verde
e nascondimi alla vista.”

Prima mettimi in una tinozza di latte (12)
poi in una d’acqua
e tienimi stretto tra le braccia
sono il padre del tuo bambino

La bella Vanna col manto verde
un po’ alzato sulle ginocchia
va in cerca della croce
più veloce che può

La prima schiera che le passa vicino
dice “no” e la lascia andare
la seconda schiera che passa
la lascia andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passa vicino,
allora egli sarà tra di loro.

Corre lesta verso il cavallo biancolatte
e trascina a terra il cavaliere
getta il suo mantello verde su di lui
e lo nasconde alla vista.

Lo mutarono nel suo abbraccio (11)
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
era il padre del suo bambino.

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
per godere del suo bel corpo

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un nudo cavaliere
lei lo coprì con il tuo manto verde
e lo nascose alla vista.

Lo mise in una tinozza di latte (12)
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto tra le braccia
egli era il padre del suo bambino

Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”

Parlò ancora la Regina delle Fate
da un cespuglio spinoso assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (13)

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno.

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”

NOTE
8) prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
9) lungo giro di parole per sapere se Tam Lin appartenesse al mondo degli uomini
10) il corteo delle fate è descritto in termini di ammirazione.
11) gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità.
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12) sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che comunque doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” potrebbe essere un semplice, anche se più prosaico, secchio).
049
Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto.
In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
E’ curioso come le versioni delle ballate non menzionino il pozzo (contrariamente a quelle della fiaba). Comunque c’è una leggenda nella località in cui si è svolta la storia che vuole vedere due o tre anelli nel bosco di Carterhaugh dove non cresce più l’erba e che stanno a indicare la posizione dei contenitori posti dalla nobildonna. A mio avviso una allusione al cerchio delle fate ovvero ai funghetti che crescono nei prati e nel sottobosco delimitando un cerchio
13) la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, che gli aveva lasciato il suo cuore umano.

TERZA VERSIONE
margaretQuesto testo è stato raccolto nel 1956 dal ricercatore scozzese Hamish Henderson quando incontrò persone nelle Highlands che cantavano questa ballata perché credevano ancora nell’esistenza di fate ed elfi.
In questa versione non ci sono aggiunte significative, ma tutte le strofe acquistano il loro significato compiuto alla luce delle considerazioni già analizzate in precedenza. E’ evidente che si tratta di una versione molto ridotta, rispetto alle settecentesche, che sottolinea gli aspetti più magici.
Margaret è intenta a ricamare (tipica occupazione femminile medievale anche tra le nobildonne ), ma vede i boschi diventare sempre più verdi (she saw those merry green woods growing green), ecco il richiamo sessuale che si risveglia con il risveglio della natura e l’arrivo della primavera; per la donna il richiamo è irresistibile ma solo dopo aver colto le rose delle fate compare l’elfo e l’incontro amoroso sembra alludere ai riti della fertilità che si svolgevano a Maggio per la festa di Beltan.
L’elfo è al comando della regina delle fate rapito molto tempo prima e messo a guardia di un pozzo fatato. Solo ad Halloween, la notte che segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, notte in cui umani e spiriti si incontrano, Margaret riuscirà a resistere agli incantesimi della regina e a liberare l’elfo, perché lui è il padre del bambino che lei porta in grembo e solo il coraggio di lei e il suo amore potranno vincere la magia delle fate.

Lady Margaret, Lady Margaret
Been sewing at a seam,
She looked East, she looked West
And she saw those merry
green woods growing green,
She saw those merry green woods.For she kilted up her petticoats
It’s up to them she ran;
And when she came to those
merry green woods
She pulled those branches down, my dear,
She pulled those branches down.

For it’s there she spied a gentleman
Coming through the wood to her side.
‘O it’s who gave you oh leave my dear
To pull those branches down, my dear,
It’s who gave you oh leave?’

For it’s onst I could pull those trees,
those trees,
It’s onst I could pull those trees.
It’s onst I could pull those trees,
those trees,
All without the leave of you, my dear,
All without the leave of you.

For he catched her by the middle small
He gently laid her down (8);
‘It’s since you’ve got your will of me
Come tell to me your name, kind sir,
Come tell to me your name.’

‘For tomorrow it is new Halloween,
And the quality’s going to ride;
you’ll pass them by at the old millbridge
as they go riding by, my dear,
as they go riding by.’For the first will be is a white-milk steed
And it’s then there’ll be a black;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a snake so large;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a naked man;
You’ll throw your mantle all around
And cry, you’re won, my dear, you’re won,
You’re the father of my child.’

TRADUZIONE ITALIANO di Giordano Dall’Armellina

Lady Margaret era intenta a cucire guardò a est guardò a ovest e vide quei bei boschi verdi diventare più verdi e vide quei bei boschi verdi.

E allora allacciò il suo corpetto e corse verso di loro e quando arrivò a quei bei boschi verdi strappò quei rami, mio caro strappò quei rami.

Ed è là che vide un gentiluomo che veniva per il bosco verso di lei “Chi ti ha dato il permesso, mia cara di strappare quei rami, mia cara chi ti ha dato il permesso?”

“Una volta io potevo strappare da quegli alberi una volta io potevo strappare una volta io potevo strappare da quegli alberi e tutto senza il tuo permesso, mio caro e tutto senza il tuo permesso.”

E allora lui la prese per i fianchi (8) e si stesero a terra. “Dal momento che hai disposto di me allora dimmi il tuo nome, gentile signore dimmi il tuo nome”

“Domani è il nuovo anno e le fate cavalcheranno; passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino mentre loro cavalcano, mia cara mentre loro cavalcano”

“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa, non dovrai avere paura è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

Poi si trasformerà  in un grande serpente; lo terrai per la testa, non aver paura, è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro, ti ho vinto tu sei il padre di mio figlio”.

NOTE:
8) lui la prese per i fianchi e si stesero a terra : l’accoppiamento sessuale è decisamente più esplicito rispetto al “prendere per la mano bianco latte”, ma sempre in codice
ASCOLTA Alice Castle versione live 2003. Gruppo italiano di musica celtica vedi sito e anche in questa versione live del 2007 ASCOLTA

VERSIONE DI ALICE CASTLE (melodia di Sal Russo)
Lady Margaret, Lady Margaret was sewing at a seam
she saw those marry green woods it’s up to them she ran
For it’s there she spied a gentleman coming to her side
for he catched her by the middle small he gently laid her down. (8)

“It’s since you’ve got your will of me
come out tell to me your name”
Tomorrow it’s new Halloween and the quality’s going to ride
you’ll pass them by at the old millbridge”

chorus: She was those marry green Woods it’s up to them she ran
she pulled those branches down, my dear
“Oh it’s who gave you leave, it’s who gave you leave
to pull those branches down my dear”

“At first will be white milk-steed and then there’ll be a black
one you’ll hold his head, the next will be is a snake so large
you’ll fear no ill you’ll hold his head.
And next will be is into a naked man you’ll throw your mantle all around
and cry, you’re won, my dear, and cry you’re won you’ll be the father of my child”

chorus
For it’s once I could I could pull those trees.
All without the leave of you, my dear

TRADUZIONE ITALIANO
Lady Margareth era intenta a ricamare e vide quei bei boschi verdi e corse verso di loro. Laggiù vide un gentiluomo che veniva verso di lei e la prese per i fianchi e si stesero a terra. “Poiché è stata fatta la tua volontà allora dimmi il tuo nome” Domani è il nuovo anno e le fate sfileranno in corteo passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino”.E lei corse per quei boschi verdi e corse verso di loro strappò quei rami, mio caro “Chi ti ha dato il permesso di strappare quelle rose mia cara?”“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa poi si trasformerà in un grande serpente, non aver paura, lo terrai per la testa. La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro tu sarai il padre del mio bambino”

ASCOLTA Anne Briggs in Young Tambling – 1971 con la sola melodia della voce, così come era tramandata dai traveller. Qui il testo è assemblato con una tecnica tipicamente applicata nelle lunghe ballate per memorizzarle più facilmente: l’ultima frase della strofa è ripetuta due volte.

Anne Briggs – Young Tambling

1.
Lady Margaret, Lady Margaret,was sewing at her seam
And she’s all dressed in black.
And the thought come in her head to run in the wood
to pull flowers to flower her hat, me boys,
to pull flowers to flower her hat.
2.
So she hoisted up her petticoats a bit above the knee
And so nimbly she’d run o’er the ground.
And when she come in the merry greenwood,
Well, she pulled them branches down, me boys,
Well, she pulled them branches down.
3.
Suddenly she spied a fine young man,
He’s standing by a tree.
He says, “How dare you pull them branches down
Without the leave of me, my dear,
Without the leave of me?”
4.
Well, she says, “This little wood, oh, it is me very own,
Me father gave it to me.
I can pull these branches down
Without the leave of thee, young man,
Oh, without the leave of thee.”
5.
And he took her by the milk-white hand
And by the grass-green sleeve,
He pulled her down at the foot of a bush,
And he never once asked her leave, me boys,
No, he never once asked her leave.
6.
And when it was done she twist about
To ask her true-love’s name.
But she nothing heard and she nothing saw
And all the woods grew dim, grew dim,
And all the woods grew dim.
7.
There’s four and twenty ladies all in the land
and they’re all playing at chess.
Except it was the Lady Margaret
And she’s green as any glass, me boys,
Oh, she’s green as any glass.
8.
And there’s four and twenty ladies all in the land
Grow as red as any rose.
Except it was the Lady Margaret,
She’s pale and wan, me boys,
Oh, pale and wan she goes.
9.
Up then spoke the little servant girl,
She lift her hand and smiled,
Says, “I think my lady has loved too long
And now she goes with child, me dears,
Oh, and now she goes with child.”
10.
Up then spoke the second serving girl
“Oh, ever and alas,” said she,
“But I think I know a herb in the merry greenwood,
It’ll twine thy baby from thee, madam,
It’ll twine thy baby from thee.”
11.
So Lady Margaret she got her silver comb,
Made haste to comb her hair,
And then she’s away to the merry greenwood
As fast as she can tear, me boys,
Oh, as fast as she can tear.
12.
And she hadn’t pulled in the merry greenwood
A herb but barely one
When by her stood the young Tambling,
He says, “Margaret, leave it alone,
Oh Margaret, leave it alone.”
13.
“Why d’you pull that bitter little herb,
The herb that grows so grey,
For to destroy that fine young babe
That we got in our play, my dear,
That we got in our play?”
14.
“Well, come tell me now, young Tambling,” she says,
“If an earthly man you be.”
“I’ll tell you no lies,” says young Tambling,
“I was christened as good as thee, me dear,
I was christened as good as thee.”
15.
“But as I rode a-hunting on a bitter, bitter night,
It was from my horse I fell,
And the Queen of Elfland she caught me
In yonder green hill to dwell, to dwell,
Oh, in yonder green hill to dwell.”

16.
“But tonight is Halloween, lady,
The Elven Court will ride.
And if you would your true love win,
By the mill bridge you must hide, me dear,
By the mill bridge you must hide.”
17.
“And first will run the black horse and then will run the brown,
And then race by the white.
You hold him fast and you fear him not,
For he’s the father of your child, my love,
Oh, he’s the father of your child.”
18.
“They’ll turn me all in your arms, lady,
Into many’s the beasts so wild.
But you’ll hold on fast and you fear no ill,
For it’s the father of your child, my love,
It’s the father of your child.”
19.
So Lady Margaret she got her silver comb,
She made haste to comb her hair.
Then she’s away to the old mill-bridge
As fast as she could tear, me boys,
Oh, as fast as she could tear.
20.
And about the dead hour of the night
She heard the bridles ring.
And oh, me boys, it chilled her heart
More than any earthly thing it did,
More than any earthly thing.
21.
And first run the black horse and then run the brown
And then race by the white.
Well, she hold it fast and feared it not,
For it’s the father of her child,
Oh, it’s the father of her child.
22.
The thunder rolled across the sky,
The stars blazed bright as day.
The Queen of Elven gave a thrilling cry,
“Young Tambling’s away, brave boys,
Young Tambling’s away.”
23.
And the very first thing they turned him into
Was a lion that runs so wild.
But she held him fast, she feared him not,
For he’s the father of her child, me boys,
Oh, he’s father of her child.
24.
And the very next thing they turned him into,
It was a loathsome snake.
He says, “Hold me fast and fear me not,
For I’m one of God’s own make, my love,
Oh, I’m one of God’s own make.”
25.
And again they changed him all in her arms
To a red hot bar of iron.
But she held it fast, she feared it not,
And it did to her no harm, no harm,
And it did to her no harm.
26.
And the very last thing they changed him into
Was like any naked man.
She flung her mantle over him,
She cried, “Me love I’ve won, I’ve won,”
Oh, she cried, “Me love I’ve won.”
27.
And the Queen of Elven she called from a bush,
She’s red as any blood.
“I should have tore out your eyes, Tambling,
And put in two eyes of wood, of wood,
And put in two eyes of wood.”

TRADUZIONE ITALIANO

Lady Margaret era intenta a cucire
tutta vestita di nero
e le venne il pensiero di correre nel bosco
di raccogliere i fiori e di decorare il cappello, miei cari,
di raccogliere i fiori e di decorare il cappelloE allora sollevò le sottane un po’ sopra il ginocchio
e corse più agilmente sul terreno
e quando arrivò a quei bei boschi verdi
strappò quei rami, miei cari
strappò quei rami

Ed è là che vide un gentiluomo
che stava in piedi accanto ad un albero
“Chi ti ha dato il permesso, mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”

Beh, dice “Questo piccolo bosco mi appartiene
mio padre me lo ha lasciato.
Io posso strappare i rami
e tutto senza il tuo permesso, mio caro
e tutto senza il tuo permesso.

E allora lui la prese per la mano bianco-latte
e per la manica verde-erba
e si stesero ai piedi di un cespuglio
e lui nemmeno una volta chiese il suo permesso, miei cari
no, nemmeno una volta chiese il suo permesso

Una volta finito lei cercò
di chiedere il nome del suo amante
ma nulla sentì e nulla vide
e tutto il bosco si offuscò
e tutto il bosco si offuscò

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
e giocavano a scacchi
tranne Lady Margaret
e lei è verde come il vetro, miei cari
verde come il vetro.

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
arrossate come una rosa rossa tranne Lady Margaret
e lei è pallida e patita, miei cari
pallida e patita.

Allora parlò la servetta
lei alzò la mano e sorrise
“Credo che la mia signora abbia amato troppo
e adesso aspetta un bambino, miei cari
adesso aspetta un bambino”

Allora parlò la seconda serva
“Ahimè – disse
credo di conoscere un erba nel bosco
per perdere il bambino, signora
per perdere il bambino”

Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli,
e poi andò per il bosco
più veloce che poteva, miei cari

E lei aveva appena preso nel bosco
un erba ma proprio una
che accanto a lai stava il giovane Tambling
“Margaret, lascia stare
oh Margaret lascia stare”

“Perché cogli quella piantina amara
l’erba che cresce così grigia
per uccidere quel bel bimbo
che abbiamo fatto insieme, mia cara
che abbiamo fatto insieme

“Allora dimmi, giovane Tambling
se sei un uomo terreno”
“non ti mentirò” – dice il giovane Tambling
“Sono stato battezzato come te, mia cara
Sono stato battezzato come te”

“Ma mentre correvo per la caccia, o notte triste
caddi da cavallo
e la regina delle fate mi catturò
per farmi dimorare nella collina verde laggiù
per farmi dimorare nella collina verde laggiù”

“Stanotte è il nuovo anno, signora
e le fate cavalcheranno; e se vuoi che l’amore trionfi ti devi nascondere al ponte del Mulino, mia cara ti devi nascondere al ponte del Mulino

“Il primo sarà un cavallo nero e poi ci sarà quello marrone
e poi ce ne sarà uno bianco latte,
lo terrai per la testa, non dovrai avere paura
è il padre di tuo figlio, mia cara
è il padre di tuo figlio.

Il tuono rimbombò nel cielo
le stelle lucevano come se fosse giorno
la regina delle fate gridò forte
“Il Giovane Tambling c’è, cari,
Il Giovane Tambling c’è”

La prima trasformazione
fu in leone che corre selvaggio
ma lei lo tesse forte, senza temerlo
è il padre di suo figlio, miei cari
è il padre di suo figlio.

Poi si trasformò
in un serpente disgustoso;
“Afferrami forte e non temere
che io sono stato fatto dal volere di Dio, mio amore
io sono stato fatto dal volere di Dio.

E ancora si trasformò tra le sue braccia
in una barra di ferro incandescente
ma lei lo tenne forte, senza temerlo,
e non le ha fatto del male
e non le ha fatto del male.

E l’ultima trasformazione
fu in un uomo nudo,
lei gettò il mantello su di lui
e gridò:” Il mio amore ha vinto, mio caro,
e gridò:” Il mio amore ha vinto”

E la regina delle fate gridò da un cespuglio,
rossa come il sangue
“Avrei dovuto strapparti gli occhi, Tambling,
e metterci due pezzi di legno
e metterci due pezzi di legno”

VARIANTI

4PP_DVF_1POCKET_STRAIGHTEDGE3Sono queste combinazioni tra le varianti di Child#39 e parziali riscritture moderne.

Incomincio con l’interpretazione che mi piace di più, la trovo strepitosa, dolce e triste nello stesso tempo, un atmosfera fuori dal tempo ma così attuale. Un folk elegante!

ASCOLTA Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013 sodalizio recente tra i due cantautori americani e speriamo duraturo per la fecondità creativa: cosa possono fare solo due chitarre e due voci, quella maschile appena più scura in secondo piano e quella femminile dal timbro fanciullesco, ma particolare, vibrante da superba narratrice (anche live qui)

I
Janet sits in her lonely room
Sewing a silken seam
And looking out on Carterhaugh
Among the roses green
II
And Janet sits in her lonely bower/
Sewing a silken thread
And longed to be in Carterhaugh /
Among the roses red
III
She’s let  the seam fall at her heel /
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh/
As fast as she can go
IV
She hadn’t pulled a rose, a rose
A rose, but only one
When then appeared him, young Tamlin
Says, “Lady, let alone”
V
“What makes you pull the rose, the rose?
What makes you break the tree?
What makes you come to Carterhaugh
Without the leave of me?”
VI
“But Carterhaugh is not your own
Roses there are many
I’ll come and go all as I please
And not ask leave of any”
VII
And he has took her by the hand
Took her by the sleeve
And he has laid this lady down
Among the roses green
VIII
And he has took her by the arm/
Took her by the hem
And he has laid this lady down
Among the roses red
IX
There’s four and twenty ladies fair /
Sewing at the silk
And Janet goes among them all /
Her face as pale as milk
X
And four and twenty gentlemen /
Playing at the chess /
And Janet goes among them all /
As green as any glass
XII
Then up and spoke her father
He’s spoken meek and mild
“Oh, alas, my daughter
I fear you go with child”
XIII
“And is it to a man of might
Or to a man of means
Or who among my gentlemen
Shall give the babe his name?”
XIV
“Oh, father, if I go with child
This much to you I’ll tell
There’s none among your gentlemen
That I would treat so well”
XV
“And, father, if I go with child
I must bear the blame
There’s none among   your gentlemen
Shall give the babe his name”
XIV
She’s let the seam fall at her hell
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh
As fast as she could go
XV
And she is down among the weeds
Down among the thorn
When then appeared Tamlin again
Says, “Lady, pull no more”
XVI
“What makes you pull the poison rose?
What makes you break the tree?
What makes you harm the little babe
That I have got with thee?”
XVII
“Oh I will pull the rose, Tamlin
I will break the tree
But I’ll not bear the little babe
That you have got with me”
XVIII
“If he were to a gentleman
And not a wild shade
I’d rock him all  the winter’s night
And all the summer’s day”
XIX
“Then take me back into your arms
If you my love would win
And hold me tight and fear me not
I’ll be a gentleman”
XX
“But first I’ll change all in your arms
Into a wild wolf
But hold me tight and fear me not
I am your own true love”
XXI
“And then I’ll change all in your arms
Into a wild bear
But hold me tight and fear me not
I am your husband dear”
XXII
“And then I’ll change all in your arms
Into a lion bold
But hold me tight and fear me not
And you will love your child”
XXIII
At first he changed all in her arms
Into a wild wolf
She held him tight and feared him not
He was her own true love
XXIV
And then he changed all in her arms
Into a wild bear
She held him tight and feared him not
He was her husband dear
XXV
And then he changed all in her arms/
Into a lion bold
She held him tight and feared him not
The father of her child
XXVI
And then he changed all in her arms
Into a naked man
She’s wrapped him in her coat so warm
And she has brought him home

Una variante più mistica quella delle Mediaeval Baebes che si avvalgono di una struttura musicale appoggiata al solo pizzicare sul violino (lo stesso ritmo come gocce d’acqua che cadono) e di qualche effetto “creepy” ma le voci tessono tutta la bellezza della malia

ASCOLTA Mediaeval Baebes in Mirabilis (2005)

What gar’s ye pu’ the rose Janet
What gars ye break the tree
I’ll come and go by Carterhaugh
And ask me leave of thee.

He’s ta’en her by the milk white hand
And by the grass green sleeve
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

A word I winna lie Janet
The truth to thee I’ll tell
My father was a noble knight
And loved hunting well

And on a cold and frosty day
Down from my horse I fell
The queen of fairies she caught me
In yon green hill to dwell

And at the end of seven years
We pay a tiend to hell
I am sae fair and fu’of flesh
I’m feared it be myself

This night is Hallwe’en Janet
When fairy folk moun ride
And they that would their truelove win
At miles cross they must bide

So gloomy gloomy was the night (14)
And eiry was the way
As Janet in her mantle green
To miles Cross she did gae

And then upspke the Fairy Queen
Tam Lin if I had know
I would have pulled out both your eyes
To give you eyes of stone

TRADUZIONE ITALIANO
“Perché raccogli le rose Janet Perché spezzi i rami?”
“Io vengo e vado da Carterhaugh senza chiederti il permesso!”
La prese per la mano bianca come giglio e per la manica verde-erba
e la appoggiò sulla terra delle fate senza chiederle il permesso

Non ti voglio mentire Janet ti dirò la verità
mio padre era un nobil cavaliere ed amava la caccia.
E in un giorno freddo e gelato giù da cavallo caddi
la regina delle fate mi catturò per abitare nella collina verde
ma quando scadono sette anni si paga un tributo all’inferno
sono un uomo così piacevole e forte temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei santi(14), Janet quando le fate cavalcano
e se vuoi che il vero amore vinca devi aspettare alla croce.
Così cupa era la notte e lugubre il cammino
mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.
E allora la Fata Regina si volta “Se avessi saputo Tam Lin
ti avrei strappato i begli occhi grigi e messo al posto due occhi di legno.”

NOTE
14) la notte di Samain coincide con la luna nuova quindi non c’è la luna a rischiarare il cammino

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina

NB al momento non riesco a trovare la versione testuale, ho solo dei frammenti ricostruiti dalla versione più antica di Child, ma alcune strofe sono sostanzialmente diverse, e qui finalmente si parla del pozzo fatato.

ASCOLTA Tricky Pixie in Mythcreant, 2009 interessante arrangiamento di questi tre stravaganti folletti burloni e molto stilosi steampunk di Washington (US) nati nel 2006. Devo dire che io ho una particolare predilezione per il violoncello e quindi non faccio testo! Belle anche le voci (dalle timbriche molto adatte al genere) e l’interpretazione.

refrain:
I forbid ye maidens all
who let fly your lovely hair
to go down to Carterhaugh
for young Tam Lin is thereJanet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s gone to carterhaugh
just as fast as she can go

She’s come to the roses growing
wild she’s pulled a single one
when a wild young man appears
and cries ‘O, lady, let alone!

‘How dare you pull my roses out,
How dare you break my tree
How dare you run in these green woods
Without asking leave of me?’

Says Janet fair ‘this wood’s my own
My father gave it me
And I can pluck myself a rose
Without asking leave of thee.’

Bold as brass, he takes her hand
and color rises to her skin
She looks the young man in the eye
and knows him now for young Tam Lin.

Janet holds her petticoats
well above her dirty knee
and she’s gone to her father’s hall
just as fast as she can hie.

All the ladies of the court
at their play turn red as rose
except for Janet, fainting fast,
green as growing grass she goes

Out then speaks her father dear,
doting, caring, meek and mild.
‘Janet, darling daughter mine,
I fear you go with child.’

‘Father, if I be with child,
be sure myself shall bear the blame.
There’s not a knight within your hall
shall get the baby’s name.

Father, if I be with child,
‘twill prove a wondrous birth
for well I swear it’s not the get
of any mortal man on earth.’

Janet’s tied her kirtle green
When near nine months are gone
And she’s away to Carterhaugh,
To speak with young Tam Lin.

But young Tam Lin will not be found
and Janet’s in despair
to the forest floor she falls
and swift her lover catches her

Janet asks ‘Tam Lin, my love,
why is it in these woods you hide?’
‘The queen of faeries stole me hence,
alas, when I was but a child.

‘My lordly sire was a skillful man
and hunting he loved well
but I was prey for the faerie Queen
when from my horse I fell.

‘Ever since, in yon green hill,
with the Queen I’m bound to dwell
I’d never tire of living there
for Faerie does me well

‘But at the end of seven years,
the queen doth pay a tithe to hell
I am so fair and full of flesh,
I fear ‘twill be myself.’

Tonight’s the night of Halloween,
and the fairy court will ride;
And she that would her true love win
at Miles Cross must bide.”But how shall I thee ken, Tam-lin?
Or how shall I thee know?
Amang a troupe of faerie knights,
The like I never saw?”

First let pass the horses black
then let pass the brown
Run ye to the milk white steed
and pull that rider down.

‘They will change me in your arms
into a deadly adder
but hold me fast and fear me not
I am the baby’s father

‘They will change me in your arms
into a bear or lion bold
but hold me fast and fear me not
I am the father of your child

‘At last they’ll change me in your arms
into a naked knight.
Then cast your mantle over me
and keep me out of sight.’

Gloomy, gloomy, was the night,
And eery was the way,
As Janet in her mantle green
To Miles Cross did hie.

The heavens dressed in baleful black
and all was silent as the grave,
But Janet waited in the dark
Her own true love to save.

Betwixt the hour of twelve and one,
the north wind blew and tore and rent
she heard the elfin bridles ring
upon the wind where e’er it went

Janet stood, with mind unmoved,
The gloomy heath upon,
And louder, louder rang the bells,
As the fairy court came riding on.

And first rode by the night black steeds
and then went by the brown;
then up she ran to the charger pale
and pulled her lover down.

They changed him in her arms to all
the beasts and flames and hateful things,
but she did all that her lover bade
and young Tam Lin she won.

Up then spoke the Faery Queen
An angry queen was she.
‘Woe betide the wretch who’s ta’en
the best knight of Our company.

‘Had I but known, Tam-Lin, she said
What defeat this night I’d see
I’d’ve stolen both thine eyes
and changed thee fast into a tree.

‘Had I but known, Tam-lin, she said
before we left this night to roam,
I’d’ve et thy heart of flesh
and left thee with a heart of stone!’

Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s off to Carterhaugh
as fast as love can go.

TRADUZIONE ITALIANO

ritornello
Attente voi tutte fanciulle che lasciate sciolti i vostri bei capelli di andare a Carterhaug che dal giovane Tam Lin è abitato!

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ al bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

Venne alle rose che crescevano e colse una rosa ed ecco, un giovane appare e grida: “Donna, lascia stare!”

Come osi cogliere le mie rose, come osi spezzare i miei rami. Come osi correre nel bosco senza chiedermi il permesso?”

Giovanna risponde” Questo bosco mi appartiene, mio padre me lo diede e posso cogliere una rosa senza chiederti il permesso”

Scuro come l’ottone lui le prende la mano e il colore arrossa la pelle di lei ella guarda il giovanotto negli occhi e ora sa che lui è il giovane Tam Lin.

Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori corre più svelta che può.

Tutte le dame della corte giocano tra loro arrossate come rose, ma non Giovanna che subito sviene verde come l’erba che cresce

Il padre le parla, la voce bassa,
vecchio, amorevole, mite e dolce
” Giovanna mia cara figlia,
credo che tu aspetti un figlio.”

“Padre se aspetto un bambino
io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.

Padre se aspetto un bambino si mostrerà come una nascita meravigliosa perché ti giuro che non è il risultato di un uomo mortale sulla terra.”

Giovanna indossò il suo verde mantello quando era prossima al nono mese e andò a Carterhaug a parlare con il giovane Tam Lin.

Giovanna chiede “Tam Lin, amor mio perché ti nascondi in questi boschi?” “La Fata Regina mi prese, ahimè, quando ero ancora bambino”

Il mio nobile padre era un uomo esperto e a caccia amava andare,
ma io fui la preda della Fata Regina quando caddi da cavallo”

“Da allora in quella verde collina laggiù con la Regina devo abitare
non mi stanco mai di viverci perché le Fate mi trattano bene

Ma alla fine dei sette anni la regina deve pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte: temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei Santi e la corte fatata cavalcherà,
e se vuoi che il vero amore trionfi all’incrocio devi aspettare.

Ma come ti riconoscerò, Tam Lin? Come potrò riconoscerti?
Tra la schiera dei cavalieri fatati che non ho mai visto?”

“Tu lascia passare i cavalli che han pelo nero o poi quelli marrone,
corri verso quello bianco e tira giù chi è sull’arcione.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in una vipera mortale
ma stringimi senza temere, pensa che sono il padre del tuo bambino.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere, son padre del tuo bambino.

Infine sarò trasformato tra le tue braccia in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello e tienimi bene celato.”

Così cupa era la notte e lugubre il cammino mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.

I cieli vestiti in un funereo velo e tutto era silenzioso come un cimitero, ma Giovanna attese nell’oscurità per salvare il suo amante.

Tra la mezzanotte e l’una il vento del nord soffiò e strappò e se ne andò.
Lei sentì tintinnare le briglie delle fate tra il vento che se n’era andato

Giovanna stette, con la mente fissa, nella fosca brughiera e più forte suonarono le campane mentre la corte fatata a cavallo arrivava

E prima passò il cavallo nero e poi quello marrone poi lei corse verso quello chiaro e tirò giù il suo amante.

Lo trasformarono tra le sue braccia in ogni cosa, le bestie e le fiamme e cose paurose, ma lei fece tutto ciò che era in suo potere e vinse il giovane Tam Lin

Forte allora parlò la Fata Regina e arrabbiata come può esserlo una regina. “Dolore sulla testa di chi a preso il miglior cavaliere della nostra schiera”

Ma se avessi saputo, Tam Lin, che sconfitta questa notte avrei visto
ti avrei strappato entrambi gli occhi e messo al posto due legni.

Ma se avessi saputo, Tam Lin, prima che questa notte finisse
ti avrei strappato il tuo cuore di carne e messo al posto un cuore di pietra”

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ via dal bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

GLASGOW REEL

E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Superpopolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

ASCOLTA Rising Gaael (sublime) un giovane gruppo del Wisconsin (US) nato nel 2004
ASCOLTA Fiddler Green (in una versione rock)
VIDEO

FONTI E APPROFONDIMENTO
Giordano Dell’Armellina:  “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.

http://tam-lin.org/intro.html

http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-39-tam-lin.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/meft/meft33.htm
http://celticanamcara.blogspot.it/2010/03/aos-si-kings-and-queens-of-fairies.html
http://www.howarddavidjohnson.com/fairies.htm
http://faeryfolklorist.blogspot.it/2011/06/tam-lin-carterhaugh.html
http://thesession.org/tunes/248

3 pensieri su “TAM LIN”

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    vorrei segnalarti che una versione in finlandese di Tam Lin
    dal titolo ” Keijukuningattaren Kirous” (con traduzione ad opera di Tapio Mattlar) è presente nel cd “Hepsankeikka” ( 2000) del folk group “Tarujen Saari”.
    Sempre complimenti vivissimi per il meraviglioso sito.

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