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WELCOME YULE

hollykingDurante le feste natalizie in Epoca Tudor il grosso ceppo di Yule (Yule Log) veniva portato nelle case e tenuto acceso per i dodici giorni dello Yule. Così il solstizio d’inverno fissato dal calendario il 21 dicembre segnava il primo giorno delle feste invernali e la dodicesima notte era il 2 gennaio, però già nel Medioevo i dodici giorni iniziarano con il 25 dicembre il “Giorno Santo” (e la nascita di Gesù finì per coincidere con la nascita del Nuovo Sole) per concludersi, come oggi, il 6 gennaio, all’Epifaniache tutte le feste spazza via“. Ma il “mese” del Natale in realtà andava dall’Epifania fino al 2 Febbraio giorno in cui Maria fu riaccolta al Tempio giorno in cui secondo la’tnica tradizione finisce l’Inverno.

I DODICI GIORNI DEL NATALE

Nel Medioevo i dodici giorni del Natale erano per la nobiltà, occasione di festa con quotidiane cene di gala, musica, danze e tanti canti (con maschere, pantomime e sregolatezze), ma le più sontuose si svolgevano il 25 dicembre il 1 e il 6 di gennaio. E sebbene Enrico VIII avesse fondato la sua Chiesa, mantenne i riti cattolici e le consuetudini del Natale. (vedi)

WELCOME YULE

Welcome Be Thou, Heaven-king” è un canto natalizio il cui testo è stato trovato nel “Manoscritto Sloane” risalente agli inizi del Quattrocento ovvero al tempo di Enrico VI. E’ stato ipotizzato che “Welcome Yule” fosse un canto dei mummers medievali in una sorta di rappresentazione tra il sacro e il profano, in cui gli attori impersonavano i 12 giorni del Natale o quantomeno il Re del Cielo con la corona che raffigurava i raggi del sole e il personaggio dell’Anno Nuovo adornato con rami di agrifoglio.

Successivamente sono state diverse le melodie abbinate al testo: ad esempio quella di Thomas Ravenscroft, (Deuteromelia 1609). vedi, un altro spartito si trova nel “The English Carol Book“, edizione di Martin Shaw e Percy Dearmer con musica di Sydnay H. Nicholson vedi o l’arrangiamento di Sir Cherles H. Parry (1848-1918)

Inevitabile la selezione di una corale essendo tradizionalmente nel repertorio dei cori natalizi
The Ranelagh singers (melodia Sir Cherles H. Parry)

Ma ho scovato questa versione country (dalla Nuova Scozia, Canada)
ASCOLTA The Rankin Sisters


I
Welcome be thou, heaven-king(1),
Welcome born in one morning,
Welcome for whom we shall sing,
Welcome Yule
II
Welcome be ye, Stephan(2) and John(3),
Welcome Innocents(4) every one
Welcome Thomas Martyr(5) one,
Welcome Yule.
III
Welcome be ye, good New Year(6),
Welcome Twelfth Day, both in fere,(7)
Welcome saints lef(8) and dear,
Welcome Yule.
IV
Welcome be ye Candlemas(9),
Welcome be ye, Queen of Bliss (10),
Welcome both to more and less,(11)
Welcome Yule.
V
Welcome be ye that are here,
Welcome all and make good cheer;
Welcome all, another year,
Welcome Yule.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Benvenuto celeste sovrano
Benvenuto, nato al mattino,
Benvenuto da coloro che canteranno
“Benvenuto Yule”
II
Benvenuti a voi, Stefano e Giovanni
Benvenuti,  Santi Innocenti, uno ad uno
Benvenuto, Tommaso Martire,
Benvenuto Yule.
III
Benvenuto a te, buon Anno Nuovo
Benvenuti 12 giorni, tutti insieme, Benvenuti Santi amati e cari, Benvenuto Yule
IV
Benvenuto a te Candelora
Benvenuto a te Regina della Grazia
Benvenuti grandi e piccini
Benvenuto Yule
V
Benvenuti a voi che siete qui
Benvenuti a tutti e tanti auguri
Benvenuti a tutti un altro anno
Benvenuto Yule

NOTE
1) il re del Cielo originariamente doveva essere il Sole rinato dopo il Solstizio d’Inverno, è lo Yule, diventato Gesù che nasce il 25 dicembre di mattino
2) Santo Stefano, il primo martire cristiano è festeggiato il 26 dicembre con il Boxing Day
3) San Giovanni Evangelista è festeggiato il 27 dicembre
4) il giorno degli Innocenti massacrati da Erode è commemorato il 28 dicembre continua
5) San Tommaso era festeggiato il 21 dicembre (il Vaticano ha spostato solo recentemente il St Thomas’s Day al 3 luglio), mentre San Tomas Becket è commemorato il 29 dicembre
6) l’ottavo giorno di Natale è il 1 gennaio, l’inizio del nuovo anno, tradizionalmente raffigurato con rami d’agrifoglio
7) in fere= in company, together. Nel canto i Mummers impersonavano i 12 giorni del Natale
8) Loved
9)  la festa della Candelora è la festa della purificazione della vergine che coincide con il 2 febbraio: secondo la consuetudine ebraica la donna che partorisce è considerata impura fino al 40esimo giorno. “In seguito al contatto con una donna in questo stato, il mosto inacidisce, i semi diventano sterili, gli alberi appassiscono, quelli da frutto si seccano e i loro frutti cadono solo che essa si sieda sotto;.. solo che ne venga guardato uno sciame d’api immediatamente morrà, mentre il bronzo e il ferro immediatamente arrugginiranno ..un cane che ne assaggi il sangue, impazzirà ed il suo morso diventerà velenoso come nella rabbia. Inoltre, il bitume che in certi periodi dell’anno si vede galleggiare sulla superficie del lago di Galilea può essere ridotto in pezzi unicamente mediante un filo che sia stato immerso in detta infetta materia. Un filo da un vestito infetto è sufficiente. Il lino,toccato da una donna durante la bollitura o la lavatura in acqua diventa nero. Così magico è il potere delle donne durante i periodi mestruali che la grandine ed i turbini sono trascinati se il sangue mestruale è esposto ai bagliori dei lampi” da Plinio il Vecchio, Storia Naturale , libro 28, cap. 23, 78-80; libro 7, cap. 65. La festa è celebrata 40 giorni dopo il Natale ma tradizionalmente segnava la fine dell’Inverno. E’ questo il campanellino d’allarme che ci ricorda come un tempo a febbraio si festeggiasse Imbolc e Bride. continua
10) anche Maria rientra  nelle Benedizioni natalizie anche se la sua festa si svolgerà un mese dopo a febbraio
11) ovvero Great and small.

continua

FONTI
http://www.thetudorswiki.com/page/CHRISTMAS+with+The+Tudors
http://www.dailymail.co.uk/news/article-1236809/Stuffed-peacock-fake-snow-lashings-dancing-girls–Henry-VIII-VERY-merry-Christmas-indeed.html
http://www.thetudorswiki.com/page/CHRISTMAS+with+The+Tudors
http://www.womenpriests.org/it/traditio/unclean.asp
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/welcome_yule.htm

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40923

http://forums.canadiancontent.net/history/148524-medieval-christmas-how-celebrated.html

YULE: LA FESTA DEL SOLSTIZIO D’INVERNO

Di origine germanica ma diffusasi presto anche nelle Terre Celtiche Yule era la festa del fuoco e della luce che si celebrava durante il Solstizio d’Inverno per aiutare il sole nella sua lotta contro le forze dell’oscurità. Tra norreni e germani la festa assumeva un carattere oscuro con animali sacrificati e tanto sangue che colava dappertutto (vedi), con Odino sul suo bianco destriero e il corteo di guerrieri fantasmi per esigere il sacrificio di vite umane in una caccia spettrale, ma era anche il periodo di canti e danze, di banchetti e di colossali bevute per “fare il giorno di notte” ossia per portare luce e calore nel cuore gelido dell’Inverno.

ASCOLTA Banquet Hall in “To Drive the Cold Winter Away” (musica composta da Loreena McKennitt)

Da quelle lunghe notti arriva la tradizione del ceppo di Natale, un grosso tronco (detto ceppo di Yule – in inglese Yule log) portato in casa il giorno di Natale che doveva bruciare lentamente per le 12 notti in cui durava la festa! continua

Ancora un brano strumentale con cornamuse gallesi e tamburi e un video che rievoca proprio queste oscure celebrazioni, ascolta Pibau Preseli in `Bwre dros y Gyfrwy’ e  Nos Galan (il primo brano composto dagli stessi Pibau Preseli: John Tose e Peni Ediker alle cornamuse Stef Balesi e Jez King alle percussioni)

I DODICI GIORNI DEL NATALE

Nel Medioevo i dodici giorni del Natale erano per la nobiltà, occasione di festa con quotidiane cene di gala, musica, danze e tanti canti (con maschere, pantomime e sregolatezze), ma le più sontuose si svolgevano il 25 dicembre il 1 e il 6 di gennaio. E sebbene Enrico VIII avesse fondato la sua Chiesa, mantenne i riti cattolici e le consuetudini del Natale.

continua

CHRISTMAS IN KILLARNEY

Christmas in Killarney” abbina una musica festosa alla tradizione natalizia più genuina del Sud-Irlanda.

Il testo è stato composto nel 1950 dagli americani John Redmond, James Cavanaugh e Frank Weldon, ma Killarney è una cittadina turistica (forse fin troppo affollata nella stagione estiva) che si trova in Irlanda, nella contea del Kerry, provincia di Munster: la cittadina è graziosa, come dire “molto pittoresca” circondata dal Killarney National Park un vero paradiso, con cascate e laghi mozzafiato e l’immancabile castello, il Ross Castle.
Le celebrazioni del Natale sono particolarmente briose con parate sui carri, pista di pattinaggio sempre aperta, la Casetta di Babbo Natale e le bancarelle dei mercatini natalizi, e tanta musica.

LA CANDELA DI NATALE

In Irlanda era consuetudine mettere una candela accesa davanti alla finestra di casa alla vigilia di Natale per dare il benvenuto a Maria e Giuseppe. Era anche il modo di segnalare ai sacerdoti, nel periodo in cui era vietato, che in quella casa si poteva entrare per dare la benedizione.

La tradizione vuole che la candela sia accesa dal membro più giovane della famiglia e spenta da una ragazza di nome “Maria” (un tempo il nome Maria era molto diffuso nelle famiglie irlandesi). Dopo la cena della vigilia si riapparecchia nuovamente la tavola con al centro il pane di cumino e uvetta , una brocca di latte e una candela accesa, si lascia la porta di casa socchiusa in modo che Maria e Giuseppe o qualsiasi vagabondo possa entrare per sedersi alla tavola e rifocillarsi.

ASCOLTA Irish Rovers

ASCOLTA Barra McNeils


CHORUS
The holly green, the ivy green (1)
The prettiest picture you’ve ever seen
Is Christmas in Killarney
With all of the folks at home.
It’s nice, you know, to kiss your beau
While cuddling under the mistletoe (2)
And Santa Claus you know, of course
Is one of the boys from home.
I
The door is always open (3)
The neighbors pay a call
And Father John before he’s gone
Will bless the house and all (4).
Our Hearts are light, our spirits bright
We’ll celebrate our joy tonight
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
II
We’ll decorate the Christmas tree (5)
While all the family’s here
Around a roaring fire (6)
We will raise a cup of cheer (7)
There’s gifts to bring and songs to sing
And laughs to make the rafters ring(8)
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
III
We’ll take the Horse and Sleigh (9)
All across the fields of snow
Listening to the jingle bells
And everywhere we go
How grand it feels to click your heels(10)/And dance away to the jigs and reels/It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
IV
The holly green, the ivy green
The prettiest picture you’ve ever seen
I’m handing you no blarney
No matter where you roam
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
Traduzione italiano di Cattia Salto
CORO
Il verde agrifoglio e la verde edera,
il più bel quadro mai visto
è il Natale a Killarney,
con tutti quanti a casa.
E’ bello, si sa, baciare la vostra bella mentre l’abbracciate sotto il vischio
e Babbo Natale, naturalmente
è uno di casa.
I
La porta è sempre aperta,
i vicini si scambiano le visite
e Don John è già venuto
a benedire la casa e tutti.
I nostri cuori sono accesi, il nostro spirito radioso, festeggeremo con gioia stanotte è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.
II
Addobberemo l’albero di Natale
con tutta la famiglia riunita
intorno al fuoco scoppiettante,
brinderemo con una coppa d’allegria. Ci sono doni da scambiare e canti da cantare e risate da scuotere le fondamenta, è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.
III
Prenderemo cavallo e slitta
attraverso i campi di neve
per ascoltare le campanelle tintinnare
e ovunque andremo
come sarà bello battere i tacchi
e ballare con gighe e reels
è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.
IV
Il verde agrifoglio e la verde edera
il più bel quadro mai visto
non vi sto prendendo in giro,
ovunque voi siate
è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.

NOTE
1) dedorare la casa per le festa di mezzo inverno è un’antica usanza, mantenuta nel Medioevo e giunta fino a noi (continua)
2) il bacio sotto il vischio ha origini remote, forse risale ai Saturnalia o ai Celti. Tra tutte le ipotesi quella che si riferisce al mito scandinavo della morte di Balder è quella più verosimile.  L’usanza, come gesto benaugurale, è storicamente riscontrata in epoca Tudor nei dodici giorni del Natale. Nell’Ottocento quando per le donne era una maledizione rimanere zitelle, c’erano molti gesti scaramantici da osservare un po’ tutto l’anno, ma in particolare a capodanno: quello di scambiare un bacio sotto il vischio con chiunque capitasse a tiro, era di buon augurio per un imminente fidanzamento e se lo si faceva con il proprio fidanzato già si era certe delle nozze!
Una volta si potevano dare tanti baci quanto erano le bacche del cespuglio di vischio, adesso ci si bacia a volontà senza più togliere le bacche per contare i baci.
3) si allude non solo allo scambio di visite tra vicini e conoscenti, ma anche alla generosità verso i più bisognosi e i poveri che giravano per le case con i canti di questua (continua)
4) nelle case dei cattolici un tempo passava sempre il prete a benedire le stanze e le persone riunite
5)  l’albero di Natale era un’usanza tipicamente germanica introdotta in Inghilterra nel 1840 dalla regina Vittoria, innamorata del suo bel principe Alberto- Già i romani per i Saturnalia e le Calendae decoravano la casa con rami di abete, spiriti della fertilità che rimanevano carichi di foglie anche in pieno Inverno. E tuttavia non si riesce a rintracciare il passaggio da questi ramoscelli all’albero natalizio. Una leggenda narra di Wilfred di Credition un sacerdote cristiano dell’VIII secolo missionario in Germania: per dissuadere i “pagani” nelle pratiche rituali in onore ai vecchi dei fece abbattere una quercia, la pianta sacra di Odino. Ma lì vicino nacque un abete così Wilfred la proclamò emblema della nuova fede.
6) è il ceppo di Natale ciò che reste dell’antica tradizione un grosso tronco (detto ceppo di Yule – in inglese Yule log) portato in casa il giorno di Natale che doveva bruciare lentamente per le 12 notti in cui durava la festa! continua
7) è il brindisi del wassail, l’antico culto degli alberi diventato bevanda benaugurale (continua)
8) lett: far risuonare le travi del tetto
9)  i calessi trainati dai cavalli, in inverno erano dotati di pattini per scivolare sulla neve. Esistevano essenzialmente due modelli uno un piccolo calesse a due o quattro posti, una piccola slitta intima e confortevole, il secondo era una slitta più alta, grande e robusta per ospitare una famiglia (che al tempo era piuttosto numerosa tra bambini e parenti) o un gruppo di amici. Le campanelle erano un segnale d’attenzione per impedire incidenti tra le slitte: specialmente con la foschia e il buio il suono delle campanelle avvisava l’avvicinamento di una slitta; nel contesto natalizio il tintinnio ricorda l’avvicinarsi della slitta di Babbo Natale (vedi Jingle bells)
10) tipico modo di danzare in Irlanda

LA RICETTA DEL PANE IRLANDESE

E visto che è tradizione mangiare il pane irlandese con l’uvetta ecco la RICETTA. Fare il pane è un gesto antico, un tempo incombenza settimanale delle donne di casa, oggi una più che valida alternativa al pane del panificio o industriale, magari da prepararsi per il fine settimana o per un momento speciale come quello del Natale. (continua)

Ingredienti: – 4 tazze (460 gr) di farina tipo 0 – 1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato – 1 tazza  ( 250 gr) di uvetta sultanina – 2 cucchiai di semi di cumino – 1 tazza e mezzo (circa 375 ml) di latte acido – per inacidirlo, aggiungere un cucchiaino di aceto) – se fate il burro in casa potete usare il latticello – 1/3 di tazza (75 gr) di zucchero – burro per imburrare la teglia e farina per infarinarla (anche gli stampi in silicone sono ottimi e non c’è bisogno di imburrare)

Preparazione: far ammorbidire l’uvetta nell’acqua prima di iniziare, mescolare la farina, bicarbonato, l’uvetta ammorbidita, il cumino e lo zucchero, aggiungere il latte acido un po’ per volta, lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, mettere nella teglia e nel centro del impasto creare una croce (oppure fate le incisioni di una rosetta – antico simbolo del sole), infornare a 180° per circa un ora e poi lasciare raffreddare

APPROFONDIMENTO
Guida a Killarney: Piccola cittadina a vocazione turistica ricca di ristorantini, pubs e negozi di artigianato, attrae i visitatori soprattutto per le sue bellezze naturali; inoltre è proprio da Killarney che inizia e termina la N71, il celebre tratto di strada circolare che percorre la vicina penisola di Iveragh (punta estrema della contea) noto come Ring of Kerry.  continua
Le danze popolari in Irlanda:  La Musica tradizionale irlandese è essenzialmente musica  da ballo. Una volta la gente si riuniva quasi ogni settimana per ballare in  compagnia, alle riunioni partecipava tutta la comunità o il quartiere, o  anche solo la famiglia con qualche vicino continua
Fare il pane: Fare il pane per il proprio  consumo domestico è semplicissimo oltre che rilassante o almeno così è per la  maggior parte delle ricette, lasciando per buona pace le rimanenti ai   “professionisti” o ai “perfezionisti”! continua
Fare il burro: Il processo di burrificazione del latte per  conservare nel tempo le sue parti più grasse è antico e diffuso presso vari  popoli; fonti greche e latine si riferiscono ai Celti nella descrizione di un burro solido e compatto, proprio  come quello tradizionale continua

DECK THE HALLS PER FESTEGGIARE YULE

E’ tempo di pensare alle decorazioni natalizie e di ascoltare i canti di Natale! Così il comando dalle Isole Britanniche è “DECK THE HALLS” (in senso lato vuol dire: adorniamo la casa).

La melodia è gallese detta “Nos Galan” e richiama la musica rinascimentale al tempo dei Tudors, il testo invece è più recente e risale al 1800, pubblicato in “Welsh Melodies with Welsh and English Poetry” 1862 con una traduzione in inglese di Thomas Olipahnt che però non rispecchia il significato originale. Un testo simile è stato pubblicato anche in America nel 1881 (J. P. McCaskey, “Franklin Square Song Collection”). E in effetti è considerato un canto natalizio tradizionale americano.
La prima stesura conosciuta  è dell’arpista Edward Jones (in “Musical and Poetical   Relicks of the Welsh” – 1784  e successiva edizione 1794), che riporta la melodia con una canzone d’amore; era probabilmente una musica da danzare con l’arpista al centro del girotondo dei ballerini (carola medievale). Il brano è arricchito da molte varianti testuali, ma nella  sua versione più antica riporta molte espressioni ormai desuete nell’inglese,  e soprattutto, fa riferimento alla celebrazione della antica festa solstiziale di Yule.

La fata dell'agrifoglioYULETIDE

Di origine germanica ma diffusasi presto anche nelle Terre Celtiche YULE era la festa del fuoco e  della luce che si celebrava durante il Solstizio d’Inverno per aiutare il sole nella sua lotta contro le forze dell’oscurità. Una festa dell’allegria e della gioia, di canti e danze, di banchetti e di colossali bevute per “fare  il giorno di notte” ossia per portare luce e calore nel cuore gelido  dell’Inverno. Si decorava la casa con rami  di vischio e di agrifoglio (il nostro albero di Natale arriva da questa  tradizione) simboli del perdurare della vita vegetale (e la sua fertilità) anche  nel periodo più freddo e buio dell’anno.

YULE LOG

Un grosso tronco (il ceppo di Yule ) era preparato alla vigilia della festa seguendo dei precisi cerimoniali, decorato con nastri e sempreverdi (a volte bagnato con del sidro come offerta allo spirito dell’albero) era portato in casa con canti e benedizioni, per essere sistemato sul focolare.

Il tronco di Yule

 Passato nella tradizione del Natale, il ceppo era  sistemato nel camino del salone alla vigilia di Natale e si manteneva acceso  fino a Capodanno o all’Epifania: quel ceppo proteggeva la casa dagli incantesimi delle forze maligne; le ceneri erano sparse sopra i campi per renderli fertili. I resti  del ceppo, venivano anche conservati per poter poi alimentare il fuoco che  avrebbe arso il ceppo dell’anno seguente.

Ai nostri giorni con camini e stufe troppo piccoli per il  ceppo di Yule chi volesse celebrare la festa secondo  le vecchie tradizioni, potrebbe decorare un tronchetto con candele, sempreverdi, pigne e bacche recuperate in giardino e trasformarlo in un bel centro tavola che illumini le cene della festività natalizia. Per evitare che la cera coli per tutta la tavola c’è chi scava delle buchette nel tronco, ma in mancanza di attrezzi adatti si può sempre incollare dei piattini, o ciotoline, quello che vi trovate per casa, anche delle confezioni di recupero in tetrapack, opportunemente mimetizzati in mezzo al fogliame. Occhi a non lasciare consumare troppo le candele per evitare che incendino tutto!

E per strafare perchè non preparare
il “Buche de Noel” cioè il dolce  tipico della tradizione natalizia francese?
La ricetta è semplice e anche la preparazione non è poi così complicata, si tratta di cuocere un impasto soffice tipo pan di spagna in una teglia rettangolare e di arrotolarlo quando è ancora caldo (con la carta oleata da forno è un gioco da ragazzi). Una volta raffreddato e srotolato con delicatezza mantiene la sua “piega” e si farcisce con crema a piacere, si arrotola bene e riveste con glassa al cioccolato decorando la superficie come se si trattasse di un tronco di legno. In rete ci sono veramente tante ricette che non c’è che l’imbarazzo della scelta!
E mentre preparate il dolce vi propongo per l’ascolto, tra le tantissime interpretazioni, quella di James Taylor che ben richiama l’atmosfera dei madrigali elisabettiani.

ASCOLTA DECK THE HALLS – James Taylor

Versione di T. Oliphant 1862*
Deck the halls with boughs of holly,
Fa la la la   la, la la la.
‘Tis the season to be jolly,
Fa la la la   la, la la la la.
Don(1) we now our gay(2) apparel,
Troll(3) the ancient Yuletide(4) carol(5),
See the blazing Yule before us,
Strike the harp and join the chorus.
Follow me in merry measure,
While I tell of Yuletide treasure
Fast away the old year passes,
Hail the new, ye lads and lasses,
Sing we joyous, all together,
Heedless of the wind and weather
traduzione italiano
Adorniamo le sale con rami di agrifoglio Tra la la la   la..
È la stagione per essere gioiosi.
Fa la la la   la, la la la la.
Indossiamo  i nostri abiti festosi,
per innalzare nella festa del Solstizio  i vecchi canti.
Guardiamo il tronco dello Yule davanti a noi che brucia vivacemente, suoniamo l’arpa e uniamoci  al coro.
Seguitemi con ritmo vivace
mentre vi rivelo dello Yule il tesoro. Veloce il vecchio anno è  passato, salutiamo il nuovo, forza  ragazzi e ragazze, cantiamo insieme con gioia senza curarci del vento e del tempo.

NOTE
* tra i passatempi favoriti in epoca vittoriana la traduzione in inglese di canzoni in lingua straniera. Ma la versione di Oliphant è un libero adattamento alla melodia.
1) contrazione di “do  on” usata nei testi del 1300: sta per “put on”
2) il temine gay proprio  del linguaggio medievale sta per “full of joy or mirth”, la sua  connotazione negativa e promiscua risale invece al 1600
3) troll sta per “to sing in a full, rolling voice” cantare  forte o con coraggio
4) yuletide: tide usato come suffisso ”point or portion of time, due time”
5) carol: nel medioevo la carola era una danza in cerchio  eseguita sul canto di un solista e con un ritornello intonato dal coro, dal  1500 prende il significato di inno di Natale, Nel verso successivo è descritta proprio la danza con l’arpista messo al centro del girotondo di coloro che cantavano.

VERSIONE IN ITALIANO SULLA MELODIA DECK THE HALLS (da cantare con i bambini)

I
Metti l’agrifoglio in casa
Questo è un giorno pien di gioia
Metti l’abito di festa
Canta l’inno del Natale
II
L’anno vecchio sta finendo
Meraviglie stan nascendo
Tempo bello, tempo brutto
Sia felice il mondo tutto
III
Il tuo cuore sia più buono
Metti il lume alla finestra
Questo è il giorno del Signore
Canta l’inno del Natale

MELODIA
Alcune versioni strumentali per celebrare il solstizio

ASCOLTA Lifescapes in “Christmas Celtic” la prima parte è tradizionale poi riprende il tema con una variazione celtica


ASCOLTA Frank McConnel in “A Celtic Christmas – Celtic Joy”: molto magica sebbene un po’ lenta


ASCOLTA Carlyle Fraser interessante e un po’ swing

(continua seconda parte qui)

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/deck_the_hall.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=26223