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MCALPINE’S FUSILIERS

NavviesE’ una canzone di denuncia sociale condita da molto irish humor, scritta dal dublinese Dominic Behan (anche se negli anni escono sempre fuori nuovi nominativi tra la gente del popolo, primo nella lista tale Martin Henry di Rooskey, nella contea irlandese di Roscommon, ma anche Darkie McClafferty, John Henry di Silgo, etc).
Il curioso titolo non si riferisce a qualche reparto speciale di Fucilieri dell’esercito inglese ma ai navvies di Mcalpine cioè ai manovali che imbracciano pala e piccone (invece dei moschetti o dei fucili) per andare a lavorare per una grossa ditta di costruzioni, la Sir Robert McAlpine Ltd, azienda leader nella progettazione e costruzione di grandi opere specialmente nel settore industriale, energetico e della difesa. Sir Robert McAlpine, detto “Concrete Bob”, fondò la sua azienda nel 1869 e questa, proprio negli anni della dittatura hitleriana, iniziò la sua ascesa a colosso economico fondato sul sudore e sul sangue degli immigrati inglesi e irlandesi sfruttati e mal pagati.

NAVIGATORS

canale-piccolaCon il termine gergale Navvies si indicarono dapprima gli ‘Excavators‘ i manovali sterratori che lavorarono alla realizzazione di un vasto sistema di vie navigabili interne a fini commerciali ovvero per l’irrigazione e il trasporto. Il primo canale della serie fu il Newry Canal (Irlanda del Nord completato nel 1745) e ovviamente i lavoratori erano tutti Irlandesi, man mano durante tutto l’ultimo quarto del 1700 e per buona parte del 1800 si realizzò in tutto il Regno Unito un complesso sistema di canali “Inland Navigation System” per il trasporto delle materie prime e dei manufatti a livello nazionale funzionale alle esigenze della rivoluzione industriale.
La rete dei canali però perse la sua competitività con lo svilupparsi del sistema ferroviario (e del resto la maggior parte dei canali finì per diventare di proprietà delle imprese ferroviarie) e solo più recentemente i canali caduti nell’abbandono sono stati ripristinati e rivalutati per il tempo libero. Così come i canali navigabili vennero sostituiti dai binari della ferrovia i manovali addetti alla costruzione delle “strade ferrate” vennero sempre chiamati Navvies.
Il lavoro di questi manovali era molto faticoso, avendo come unici strumenti picconi, pale e una carriola o un cesto. Il lavoro era anche rischioso a causa dei molti incidenti che potevano portare a gravi mutilazioni e alla morte (le procedure di sicurezza erano praticamente inesistenti). Sempre navvies erano chiamati gli irlandesi immigrati in Gran Bretagna in cerca di lavoro presso i cantieri ferroviari: migliaia di operai irlandesi furono gli artefici della rete ferroviaria della Gran Bretagna e dell’America. (continua “Poor Paddy on the Railway” qui)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Il brano in questa particolare versione è stato scritto dal dublinese Dominic Behan ed è stato diffuso al grande pubblica dai nascenti Dubliners a partire dagli anni 60. Su Mudcat c’è un lungo dibattito se fosse esistita prima di Behan una versione popolare scritta per l’appunto da uno dei primi navvies..

La canzone è spesso introdotta dai Dubliners da questa parte parlata: ‘Twas in the year of ’39 when the sky was full of lead When Hitler was headin’ for Poland and Paddy for Holyhead(1) Come all you pincher laddies and you long-distance men(2) Don’t ever work for MacAlpine, for Wimpey or John Laing(3) For you’ll stand behind a mixer still your skin has turned to tan And they’ll say “Good on you, Paddy” with your boat fare in your hand The craic(4) was good in Cricklewood(5) but they wouldn’t leave the crown(6) There was glasses flyin’ and Biddy(7)’s cryin’ sure Paddy was goin’ to town Oh mother dear I’m over here and I never will come back What keeps me here is the rake of beer, the ladies and the craic For I come from the County Kerry the land of eggs and bacon And if you think I’ll eat your fish and chips(8) by Jaysus you’re mistakin’
NOTE
1) Holyhead si trova nel Galles ed è una grande cittadina portuale con una linea diretta di traghetti per l’Irlanda
2) Pincher laddies (pincher kiddies) = il vecchio nome dato ai navvies, un soprannome comune tra i manovali edili e carpentieri; “men who worked for ‘The Pincher Mac’, whose name was MacNicholas, per Paul O’Brien of Dublin, Ireland, as published in the glossary errata of The Essential Ewan McColl Songbook, Sixty Years Of Songmaking by Peggy Seeger 2001. Pincher is given as a whinger, a petty, ‘crabbid’ individual”. I Pinchers erano detti anche `long distant kiddies. The term navvie is an abbreviation of navigator, from the labour force that dug the earlier form of mass transportation, the canals or ‘navigations.’
3) tutte aziende britanniche con grosse commesse nel settore pubblico e nelle infrastrutture
4) Craic – (pronuncia: crack) quando di sta in buona compagnia con una piacevole conversazione, si ascolta musica e si danza e c’è da bere e da fumare
5) Cricklewood: zona di Londra con una considerevole popolazione irlandese e importante nodo ferroviario
6) Crown: una “English public house” ma anche il nome di un pub di Cricklewood
7) Biddy = gallinella dal gaelico “bideach”, con il significato di molto piccola o servetta; è anche il diminutivo di Bridget 8) fish and chips è il tipico cibo inglese da mangiare per strada
TRADUZIONE ITALIANO CATTA SALTO
Era il ’39 e il cielo era pieno di piombo, mentre Hitler si dirigeva in Polonia, Paddy andava a Holyhead(1); venite tutti voi navigators(2), non lavorate mai per MacAlpine, Wimpey o John Laing(3), perchè starete dietro a una betoniera finchè la pelle vi diventerà di cuoio e vi diranno “Buon (lavoro) per te Paddy” con il vostro biglietto del traghetto in mano; l’atmosfera(4) era buona a Cricklewood(5) e non si vorrebbe lasciare il pub(6), c’erano bicchieri che volavano e le urla di Biddy, figuratevi Paddy che andava in città! O cara mamma sono finito qui e non ritornerò mai indietro, quello che mi trattiene qui è un sacco di birra, le ragazze e l’atmosfera perchè venivo dalla contea di Kerry la terra delle uova con pancetta e se credi che mangerò il tuo “pesce e patatine” per dio ti stai sbagliando

MELODIA: The Jackets Green
ASCOLTA Dominic Behan (1960)
ASCOLTA Geoff Brady
ASCOLTA The High Kings in “Friends for Life” 2013
ASCOLTA The Rumjacks (la band di Sidney) 2010

E per qualcosa di più energetico: ASCOLTA Young Dubliners 2007

I
As down the glen came McAlpine’s men
with their shovels slung behind them
It was in the pub they drank the sub(9)
and up in the spike(10) you’ll find them
They sweated blood and they washed down mud
with pints and quarts of beer
And now we’re on the road again
with McAlpine’s Fusiliers
III stripped to the skin with the Darky Flynn
way down upon the Isle of Grain(11)
With the Horseface Toole I knew the rule,
no money if you stop for rain
When McAlpine’s god was a well filled hod
with your shoulders cut to bits and seared
And woe to he who looks for tea
with McAlpine’s Fusiliers
III
I remember the day that the Bear O’Shea(12)
fell into a concrete stairs
What the Horseface said, when he saw him dead,
well it wasn’t what the rich call prayers
I’m a navvy short was the one retort
that reached unto my ears
When the going is rough, well you must be tough
with McAlpine’s FusiliersIV
I’ve worked till the sweat near had me bet
with Russian, Czech and Pole
On shuddering(13) jams up in the hydro dams
or underneath the Thames in a hole
I grafted hard and I’ve got me cards(14)
and many a gangers(15) fist across me ears
If you pride your life, don’t join, by Christ,
with McAlpine’s Fusiliers
LA TRUPPA DI MCALPINE, TRADUZIONE ITALIANO DI MARCO ZAMPETTI con alcune integrazioni come da note
I
Giu dalla valle vengono gli uomini di McAlpine
con le pale appese dietro la schiena,
sono stati al pub a bere (l’anticipo)
e ora li trovi su nell’ostello,
hanno sudato sangue ed hanno lavato via il fango
con pinte e quartini di birra.
e ora siamo di nuovo per strada
con la truppa di McAlpine
II
Spogliato fino all’osso, insieme a Flynn lo scuro, laggiu’ sull’isola di Grain,
con Toole faccia-di-cavallo ho imparato la regola: niente paga se ti fermi per la pioggia, infatti il dio di McAlpine era un secchio bello pieno, con le spalle a pezzi e bruciate, e ci spiace tanto per chi va in cerca di un po’ di te nella truppa di McAlpine
III
Mi ricordo il giorno in cui O’Shea l’orso
cadde in una scala di cemento
quello che disse faccia-di-cavallo, quando lo vide morto,
be’ di sicuro non era una preghiera!
“ho un immigrato di meno” fu l’unica risposta che giunse alle mie orecchie.
quando il gioco si fa duro, be’ devi essere forte nella truppa di McAlpin
IV
Ho sgobbato sudando ed ho dovuto vedermela con Russi, Cechi e Polacchi
al getto di cemento nel cassero lassù alla diga
o nei tunnel sotto il Tamigi,
ho lavorato duro ed mi sono beccato il licenziamento e più di un cazzotto in testa dal caposquadra,
se ci tieni alla vita, perdio, non ti unire,
alla truppa di McAlpine

NOTE
9) sub= piccolo prestito sul salario della prossima settimana
10) spike: un ostello o ‘centro di accoglienza’ (originariamente un ricovero occasionale in una Workhouse) per gli uomini senza fissa dimora o senza tetto, spesso usato dai manovali irlandesi che non riuscivano a trovare un alloggio permanente).
11) L’Isola di Grain è una zona desolata nel Kent dove il fiume Medway si unisce al Tamigi è stato un grande cantiere per alcuni anni
12) in alcune interpretazioni si legge come Bere O’Shea
13) shuddering è la cassaforma o armatura in cui si getta il cemento per farlo stare in forma
14) Cards – to get cards= essere licenziato. Quando si è licenziati o il lavoro è finito si ottiene dal datore del lavoro la propria “national insurance card” con le marche pagate per ogni settimana di lavoro e un modulo con lo stipendio percepito e le tasse versate 15) capetto o caposquadra

FONTI
http://livingonanarrowboat.co.uk/canals-the-waterways-network-in-england-and-wales/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38452&lang=it http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=12665 http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=16925
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=112889
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/22/mcalpine.htm

LEAVING OF LIVERPOOL

Il tema generale è un topico delle canzoni del mare, un uomo imbarcatosi come marinaio, lascia la città di Liverpool e dice addio alla sua ragazza sperando di ritornare presto da lei, già sapendo che soffrirà di nostalgia per la lontananza. Curiosamente sebbene sia stata molto famosa negli anni 60 durante il folk revival, la canzone non era un brano “popolare”, infatti nella tradizione orale si conoscono solo due distinte versioni, entrambe a cura di William Main Doerflinger (1910-2000) dalle voci di due marinai di New York city ormai in pensione: Richard Maitland e Patrick Tayluer (anni 1940).

La versione “Maitland” diffusa in Inghilterra, Irlanda e America deve la sua popolarità nel circuito folk alla trascrizione di Doerflinger che la pubblicò nel suo poderoso “Shantymen and Shantyboys” (1951).
Così scrive A.L. Lloyd (in Sailor’s garland 1962) “W. Doerflinger got this nostalgic song from a well-known shanty singer, ‘Captain’ Dick Maitland, who learnt it from a Liverpool man when he was bosun on the General Knox about 1885. It seemed to have disappeared from its own home town, but since Doerflinger printed it, it has taken a new lease of life, and is now not infrequently heard in the city folk song clubs.”
Tutto quello che si vorrebbe sapere sulla canzone è stato scritto da Stephen D.Winck nell’articolo “Sung With Gusto by the Men”:A Unique Recording of“The Leaving of Liverpool”in the AFC Archive” (in Folklife center news vol 30) in cui vengono riportate integralmente entrambi le versioni.

La diffusione della canzone nel circuito folk ha Louis Kelly come tramite per i Clancy Brothers e i Dubliners (la prima registrazione è quella di Ewan MacColl in Sailor’s garland 1962), lo stesso Bob Dylan, nel 1963, ne fece una rielaborazione testuale (stessa melodia) e la registrò con il titolo “Farewell” (la versione ha il copyright sebbene sia etichettata come A Bob Dylan rewrite of a traditional song). Siccome la canzone è stata interpretata da molti gruppi irlandesi alcuni ritengono che sia di origini irlandesi e che si stia parlando di un emigrante imbarcato sulla nave alla volta della California in cerca di fortuna (Golden Rush) e tuttavia la versione “Maitland” descrive più propriamente un marinaio imbarcato per lavoro su un american clipper.
Altri fanno notare la somiglianza della melodia con il brano irlandese “The Leaving of Limerick” che però è suonato in modo più meditativo. Per alcuni la melodia suonata più velocemente non è adatta al tema accorato dell’addio, tralasciando però che è il “mood” generale a trasmettere l’emozione più che il ritmo.

Ascoltiamo per prima la versione sea song che nella versione “Maitland” più che uno shanty era una tipica “forebitter” cioè un canto da “dopolavoro”
ASCOLTA Hulton Clint che riprende i versi e la sequenza della versione “Maitland”: IA, IIA, VA, IIIA, IVA, VIA, VIIA. L’accento è sul dolore della separazione dalla fidanzata e solo pochi cenni sono per la città di Liverpool

Date le premesse le variazioni testuali sono minime, e qui si propone un confronto tra le versioni dei gruppi anni 60-70 e quelle più recenti
ASCOLTA Dubliners (IA, IIA, IIIA, IVA, VA) versione 1964, con vecchie immagini di Liverpool

ASCOLTA Clancy Brothers (IB, IIIA, IVA, VB): si devono molto probabilmente a loro le variazioni testuali della I^ e della V^ strofa che levano i riferimenti specifici alla località di Liverpool come l’attracco al molo, il fiume Mesery, le strade e Park Lane
ASCOLTA Spinner 1966 (IA, IIA, IIIA, IVA, VA)
ASCOLTA Pogues -e Shane MacGowan da giovane in Red Roses for Me 1984 (IB, IIIA, IVA, VB)

Ecco che alcune delle versione più recenti danno un’ulteriore accelerazione al ritmo dopo la versione Pogues, come i Gaelic Storm (che di solito tendono a mettere una marcia in più alle loro versioni) e i Young Dubliners in versione bluegrass
ASCOLTA Gaelic Storm in Special Reserve 2003 (IA, IIIA, IVA, VB)
ASCOLTA Young Dubliners in With All Due Respect – The Irish Sessions 2007 (IA, IIIA, VB) la versione con meno testo per lasciare molto spazio agli strumentali
ASCOLTA High Kings in Memory Lane 2010 (IA, IIIA, IVA, VB): con il loro consueto “stile” mixano malinconia e ritmo per una perfetta drinking song
ASCOLTA Shane MacGowan in Son of Rogues Gallery 2012 (IA, IIA, IVA, VB) la versione più rockettara con una voce molto roca e l’intonazione da “sballato” di Shane (che alcuni critici hanno definito “da vecchio marinaio” a gruff sailors’ accent so authentic that it’s nearly incomprehensible -RollingStone) una voce da disperato!

IA
Fare thee well to Prince’s Landing Stage(1) River Mersey, fare thee well
I am bound for California
A place that I know right well
IB
Fare thee well to you, my own true love,
There were many fare thee wells
I am bound for California,
A place that I know right well (2)
CHORUS
So fare thee well, my own true love, (For) when I return, united we will be, It’s not the leaving of Liverpool that grieves me,
But my darling when I think of thee
IIA
I’m bound to California
By way of the stormy Cape Horn. And I’ll write to you a letter, my love,
When I am homeward bound.
IIIA
I have bound(3) on the Yankee clipper ship Davy Crockett(4) is her name
And Burgess is the Captain of her(5) And they say that she’s a floating hell
IVA
Now I have sailed with (this) Burgess once before(6)
And I think that I know him (right) well if a man is a sailor, he can get along if not, (then) he’s sure in hell(7).
VA
Fare-well Lower Frederick Street, Anson Terrace, and Park Lane(8);  think it will be some long time(9) Before I see you again.
VB
Oh the sun(10) is on the harbour, love, And I wish I could remain,
For I know that it will be a long, long time,
Before I see you again
VIA
The tug is waiting at the pierhead
To take us down the stream.
Our sails are loose and our anchor secure,
So I’ll bid you good-bye once more.
VIIA
Oh I am bound away to leave you, Goodbye, my love, goodbye.
And there’s but one thing that grieves my mind
And it’s leaving you behind.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
IA
Addio Prince’s Landing Stage (1),
fiume Mesery, addio
mi tocca andare in California
un posto che conosco bene
IB
addio mio caro vero amore
mille volte addio
mi tocca andare in California
un posto che conosco bene (2)
CORO
allora ti saluto amore mio
quando ritornerò ci sposeremo,
non è partire da Liverpool che mi rattrista piuttosto,
mia cara, quando penso a te
IIA
Vado in California,
passando per il tempestoso Cape Horne
e ti scriverò una lettera, amore
quando sarò sulla via del ritorno
IIIA
Mi sono arruolato (3) su un veliero americano
che si chiama Davy Crockett (4)
e Burgess è il suo capitano (5)
e dicono che sia
un inferno galleggiante
IVA
Ho già navigato con Burgess altre volte (6)
e penso ormai di conoscerlo bene
se uno e’ un vero marinaio
se la cava altrimenti
e’ un vero inferno (7)
VA
Addio Lower Frederick Street,
Anson Terrace, e Park Lane (8)
perchè sò che passera proprio tanto tempo (9) prima che ti rivedrò di nuovo
VB
Ora il sole (10) e’ nella baia,
amore vorrei poter restare
perchè sò che passera proprio tanto, tanto tempo (9) prima che ti rivedrò di nuovo

VIA
Il rimorchiatore è in attesa al molo
per portarci verso la corrente,
le nostre vele sono sciolte e l’ancora alzata,
così ti dirò addio ancora una volta
VIIA
Mi tocca lasciarti
Addio amore, addio
c’è una sola cosa tuttavia che mi addolora
ed è lasciarti alle mie spalle

NOTE
1) Liverpool era un porto molto importante nel XIX secolo per le navi passeggeri con scalo in varie località americane. Prince’s Landing Stage è il nome della piattaforma costruita appositamente per far imbarcare i passeggeri che emigravano per l’America. La linea ferroviaria arrivava fino alla piattaforma
2) variante: “But I know that I’ll return someday” (in italiano=ma so che ritornerò un giorno)
3) anche scritto come “I am signed” oppure “I’ve shipped”: l’uomo non è un emigrante in cerca di fortuna in California ma un marinaio che si è imbarcato per lavoro su un clipper americano
clipper-davy-crockett4) “The three-skysail-yarder David Crockett of New York [is] the ship mentioned in this song. Her figurehead now hangs in the Marine Museum at Mystic, Connecticut, where she went down the ways in 1853. The David Crockett often called at Liverpool on her passages homeward from California. It was in 1863 that she first arrived in the port while under command of Captain John A. Burgess of Massachusetts, her skipper for many years. In 1874, on what was to have been his last voyage before retiring from the sea, Captain Burgess was lost overboard in a storm in the South Atlantic.” (Doerflinger)
In realtà il David Crockett comandato da Burgess era un mercantile che svolgeva la tratta New York- San Francisco
5) anche “And her Captain’s name it is Burgess”
6) “It’s my second trip with Burgess in the Crockett”
7) “If he’s not then he’s sure to tell”
8) Le strade sono il cuore della vecchia Sailortown (Salthouse Dock)
9) I Dubliners dicono “I am bound away for to leave you and I’ll never see you again”
10) a volte anche “ship”

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOSLeavLiv.html
http://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/theleavingofliverpool.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66662
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Doe104.html
http://www.loc.gov/folklife/news/pdf/FCN_Vol30_3-4optimized.pdf

ILLUSTRAZIONE
http://www.vickeryart.com/vickery/brochure/brochure1.html

RAGLAN ROAD AT THE DAWNING OF THE DAY

Patrick Kavanag (1904-1967) pubblicò nel 1946 la poesia  intitolata “Dark Haired Myriam Ran Away” (su The Irish Times del 3 ottobre), tormentato da un amore non corrisposto , ma solo nel 1960 incontra Luke Kelly e nasce la popolarità della canzone “Raglan Road

La melodia è un’antica aria irlandese attribuita da Edward Bunting all’arpista Thomas Connellan (1640/1645 – 1698-1700) dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge.. continua

Il testo proviene dalla poesia “Dark Haired Myriam Ran Away”, scritta da Raglan RoadPatrick Kavanag (1904-1967) mentre era tormentato da un amore non corrisposto e venne pubblicata nel 1946 (su “The Irish Times” del 3 ottobre); però la canzone  “Raglan Road” diventò famosa solo dopo l’incontro tra Patrick Kavanag e  Luke Kelly. In un intervista del 1980 lo stesso Luke racconta come andò: i due si conobbero nel 1966 al The Baily di Dublino che all’epoca era un pub frequentato da artisti e Patrick Kavanag gli chiese di cantare la sua poesia.
“I was sitting in a pub in Dublin, The Baily, and as you know in the old days – It’s changed a bit now. It was known as a literary pub, an artistic pub. I happened to be sitting there in the same company as Patrick Kavanagh and one or two other poets, and someone asked him to recite a poem, which he did, and someone asked me to sing a song, which I did. Being in the presence of the great man I was very nervous. Then he leaned over to me and said in that sepulcharl voice of his, he could hardly get his voice out, he was very old. It was just the year before he died – and he said ”You Should Sing My Song”, and I said what’s that Mr. Kavanagh ? and he said Raglan Road, So he gave me permission. I got permission from the man himself.”
Così come riportato da Luke Kelly, sembra che l’adattamento della poesia alla melodia più conosciuta con il nome di “The dawning of the day” sia stata opera del poeta stesso, altri sostengono che Luke abbia voluto lasciare il merito al poeta, ma che in realtà sia stato lui a trovare la corrispondenza. In realtà Kavanag doveva già aver avuto in mente la canzone “The Dawning of the Day” quando scrisse la sua poesia: il tenore John McCormack l’aveva resa popolare nel 1934 (cantata anche nel film “Wings of the morning” uscito nel 1939). Oltre alla metrica simile alcune frasi si rispecchiano e lo stesso Kavanag la canticchiava negli anni 45-47!

HildaMoriartyLA MUSA

Il poeta aveva 40 anni quando conobbe Hilda Moriarty, studentessa poco più che ventenne in un pub di Dublino, e s’innamorò di lei (sembra in modo quasi ossessivo, oggi si direbbe da “stalker”): la passione non è mai stata ricambiata.
Un aneddoto, riportato in un intervista da Hilda stessa, ci dice che lei lo prendesse in giro perchè era un poeta “contadino” e che gli avesse chiesto di leggere qualcosa di più fondamentale scritto da lui, così Patrick compose “Raglan road”.
ASCOLTA intervista a Hilda Moriarty

Alla fine al poeta la cotta è passata e così le scrive: (vedi)
62 Pembroke Road.
31 May 1945.
My dearest Hilda,
Please do not take exception to the address of ‘dearest’ or think it a presumption on my part. I am no longer mad about you although I do like you very very much. I like you because of your enchanting selfishness and I really am your friend – if you will let me.
I should not, perhaps, write this letter to you without you replying to my other, but I am in such a good humour regarding you that I want you to know it. Remembering you is like remembering some dear one who has died. There has never been – and never will be – another woman who can be the same to me as you have been. Your friendship and love or whatever it was, was so curious, so different.
Write to me a friendly letter even if I cannot see you. I met Cyril in the Country Shop and he was looking well,
Believe me, Hilda,
Yours fondly,
Patrick.

A voler un po’ esagerare la lettera non sembra proprio essere una lettere d’addio quanto appunto una lettera da stalker: prima di tutto Patrick Kavanag le scrive, sebbene lei non abbia nemmeno risposto alla sua lettera precedente, per farle sapere che lui non è più innamorato di lei, però continua a ripetere quanto le piaccia proprio, ma proprio tanto, e che non c’è mai stata, e non ci sarà mai, un’altra donna come lei, il suo vero amore; che dire poi delle velate minacce “ti ricordo come si ricorda una cara persona che è morta“? Ovviamente non si tratta di una minaccia, quanto piuttosto la lettera sottolinea il dolore del poeta per aver perduto un rapporto importante.
In effetti Patrick continuò a pedinare Hilda fino a quando  lei sposò Donogh O’Malley nel 1947.( e Hilda ha mandato una corona di rose rosse al funerale di Kavanagh!)
Come dice Nora-Jane Thornton “l’amore non corrisposto piuttosto che l’amore stesso, è la più grande delle Muse!”

ASCOLTA la poesia recitata da Tom O’Bedlam

Quando la canzone venne messa nel repertorio dei Dubliners – nell’album Hometown, 1972 – fu scambiata per una canzone tradizionale.
Non è facile fare una cernita per la guida all’ascolto, anche perchè la canzone è stata eseguita da molti big della musica celtica e della scena rock: i vari interpreti hanno modificato alcune parole tranne Mary Black la cui versione testuale è identica alla poesia di Kavanag.

ASCOLTA Luke Kelly

ASCOLTA Dick Gaughan in Kist O’ Gold 1977
ASCOLTA Mark Knopfler e Donal Lunny 1996 – live
Joan Osborne & The Chieftains in Tears of Stone 1999

ASCOLTA Young Dubliners in With all due respect, 2009

ASCOLTA Mary Black 1986
ASCOLTA Sinead O’Connor in Common live 1995
ASCOLTA Loreena McKennitt in An Ancient Muse 2006 – live

TESTO DI PATRICK KAVANAG
I
On Raglan Road(1)
on an autumn day
I met her first and knew
That her dark hair would weave a snare
That I might one day rue
I saw the danger yet I walked
Along the enchanted way(2)
And I said “let grief be a fallen leaf
At the dawning of the day (3)”
II
On Grafton Street in November
We tripped lightly along the ledge
Of a deep ravine where can be seen
The worth of passion’s pledge
The Queen of Hearts still making tarts(4)
And I not making hay(5)
Oh I loved too much and by such by such
Is happiness thrown away
III
I gave her gifts of the mind
I gave her the secret sign that’s known
To the artists who have known
The true gods of sound and stone(6)
And word and tint I did not stint
For I gave her poems to say
With her own name there
And her own dark hair
Like clouds over fields of May
IV
On a quiet street(7) where old ghosts meet
I see her walking now
Away from me so hurriedly my reason must allow
That I had wooed not as I should
A creature made of clay (8)
When the angel woos the clay
He’ll lose his wings at the dawn of day
TRADUZIONE di  CATTIA SALTO*
I
Sulla Raglan Road (1)
in un giorno d’autunno
la vidi per la prima volta e seppi
che i suoi capelli scuri avrebbero tessuto una trappola,
di cui un giorno mi sarei pentito,
vidi il pericolo e tuttavia m’incamminai per il Viale degli Incanti (2)
e dissi “Che il dolore sia una foglia caduta al sorgere del  giorno (3)”
II
Su Grafton Street a Novembre
ci fermammo spensierati sulla sporgenza
di un profondo burrone dove poteva essere visto il valore di una passione promessa, la Regina di Cuori ancora faceva le crostate (4)
e io non coglievo la mela (5);
oh ho amato troppo e per questo e quest’altro
la felicità è andata sprecata
III
Le diedi i doni della mente
le diedi il segno segreto che è riconosciuto
dagli artisti che hanno conosciuto
i veri dei del suono e della pietra (6),
e non mi limitai alla parola e alla tinta,
perché le diedi le poesie da recitare
là con il suo nome proprio
e i suoi capelli scuri
come nuvole sopra i campi di Maggio
IV
Sul “Viale del Tramonto” (7) dove i vecchi fantasmi si incontrano,
la vedo camminare ora,
si allontana da me più in fretta di quanto io riesca a pensare
di non aver amato come avrei dovuto, una creatura d’argilla(8);
quando l’angelo ama la terra
perderà le sue ali allo spuntare del giorno

NOTE
* (un’altra traduzione qui) si ringrazia Roberto Romano per aver portato luce sul significato dell’ultima strofa
1) strade di Dublino che identificano una zona precisa intorno al Trinity College tra St Stephen’s Green e Grand Canal
2) enchanted way: è il percorso tra le nuvole degli innamorati, il viale pieno di promesse e speranze soffuso di una luce rosata, ma anche alla luce della stagione autunnale il “viale del tramonto” presagio di desolazione e solitudine
3) la citazione è tratta dalla aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” ma tradotta poeticamente come “the dawning of the day”: il poeta incontra una dea ovvero una creatura fatata dalla sublime bellezza che rappresenta l’Irlanda.
4) citazione da “the queen of hearts baked some tarts” della nursery rhyme di origine 700esca sulle carte da gioco: la regina di cuori cuoce le torte e il fante di cuori le ruba.
The Queen of Hearts she made some tarts all on a summer’s day;
The Knave of Hearts he stole the tarts and took them clean away.
The King of Hearts called for the tarts and beat the Knave full sore
The Knave of Hearts brought back the tarts and
vowed he’d steal no more.
Nell’Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll la filastrocca è portata come prova nel processo al fante di cuori.
5) letteralmente “fare fieno”, il detto irlandese “make hay while the sun shines” significa cercare di trarre vantaggio dalle opportunità, che sono spesso fugaci e irripetibili. Si intende anche con una sfumatura sessuale: in italiano equivale al significato di cogliere la “mela”. E’ anche l’equivalente dell’espressione “battere il ferro finchè è caldo”. Qui la frase conclude l’immagine dei due separati da una profonda difficoltà (invalicabile) al fondo della quale si agita la passione: significa che il poeta non ottiene l’amore della donna
6) si riferisce a un cromlech, vuole richiamare un cerchio di pietre? Più in generale gli dei  sono le muse della musica, poesia, scultura e pittura. Il protagonista ha condiviso con la donna la propria conoscenza come se fosse stata un’adepta da iniziare ai misteri arcani.
7) incidentalmente a Dublino c’è una strada rinomata per essere luogo di ritrovo dei fantasmi, Haddington Road, ma il poeta si riferisce ancora a Ragland Road: simmetricamente come la storia nasce in autunno lungo l'”enchanted way” adesso la storia è finita e la strada diventa una “quiet street” letteralmente “una via tranquilla”
8) letteralmente “fatta di terra” così commenta Roberto Romano: “That I had wooed not as I should A creature made of clay” vuol dire chiaramente “che non ho amato come avrei dovuto (cioè nella maniera che si conviene) una creatura fatta d’argilla (cioè di poco valore)” quindi: “ho amato troppo senza che ne valesse la pena”! Il concetto è rafforzato dalla stupenda metafora dell’angelo che, per aver amato la terra (qualcosa di “basso”, poco elevato) perde le ali (cioè la sua condizione sublime) e, a mio parere è spiegato fuor di metafore dai versi finali della 2a strofa: “Oh I loved too much and by such by such – Is happiness thrown away”. Secondo me la bellezza di questa poesia è proprio nel concetto di “dannarsi l’anima per un amore che non vale la pena”: chi non ha mai sperimentata questa forma di “eroismo sentimentale” che all’inizio appare coraggioso ma poi si rivela autodistruttivo?

FONTI
http://irelandofthewelcomes.com/home/the-story-of-raglan-road/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43818
http://www.leonardobrian.com/writing/essays/metaphors-as-interrogatives.html
http://www.irishmusicdaily.com/raglan-road-song-meaning
http://www.mccormacksociety.co.uk/Mccormack/McCormack’s%20Recordings/John%20McCormack%20on%20Film,.htm
http://princesspana.blogspot.it/2010/11/on-raglan-road.html
http://www.nli.ie/blog/index.php/2012/02/14/yours-fondly-patrick/