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THE BANTRY GIRL’S LAMENT

Nel “Irish Songs of Wit and Humour” (1884) Alfred Percival Graves trascrive il testo preso come fonte dalla seconda edizione di H. Sparling (“Irish Ministrelsy” 1888); a sua volta Colm O’Lochlainn nella pubblicazione della sua raccolta “Irish street ballads” (1939) prende Sparling come fonte per il testo con qualche lieve modifiche. Nel libro di O’Lochlainn viene assegnata finalmente una melodia “Johnny, lovley Johnny..” trascritta da George Petrie, (vedi qui) il quale dice in merito: (collected) ” in the county of Londonderry in the summer of 1837 and is very probably a tune of Ulster origin. It was sung to an Anglo-Irish peasant ballad, of which I have preserved the following quatrain: ”
Oh Johnny dearest Johnny, what dyed your hands and cloaths? He answered him as he thought fit ‘by a bleeding at the nose.’

I versi sembrerebbero provenire da The Witham Miller perciò possiamo affermare che il testo di Bantry Girl’s Lament è stato adattato su di una melodia precedente, ossia quella classificata come Stanford-Petrie 693.  O’Lochlainn (passando alla successiva canzone della sua raccolta) scrive che “Dawning of the Day” (vedi) è una variante della melodia The Witham Miller: ora poiché la stessa melodia (“Dawning of the Day”) è stata presa da Patrick Kavanagh per la sua Ragland Road, qualche buontempone (con un sillogismo opinabile), ha incominciato a scrivere che il testo di Bantry girl’s lament è stato preso (e riarrangiato da un autore anonimo) da una poesia dello stesso Kavanagh..

Nelle versioni testuali si è fatto un grande mescolone e frainteso o travisato molte parole per lo più originariamente in gaelico: io mi sono fatta un'idea che la chiave di lettura sia basata sui doppi sensi, con quel pizzico di irish humour piuttosto caustico, non per altro viene raccolta da Graven in una collana intitolata "Irish Songs of Wit and Humour"; per riassumere la storia della canzone si tratta del lamento di una ragazza di Bantry perchè il suo amore è partito come soldato per combattere il Re di Spagna.
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

DOV’E’ BANTRY?

In Irlanda ci sono due località con il nome di Bantry ed entrambe si contendono la palma della provenienza. La città di Bantry si trova nella contea di Cork nella punta sud dell’Irlanda, all’estremità della famosa Bantry Bay, perchè proprio lì doveva sbarcare la flotta francese nel 1796, per accorrere in appoggio agli United Irishmen che stavano preparando la Ribellione, flotta che fu dispersa invece da una violenta tempesta. L’altra Bantry si trova nella contea di Wexford, e si tratta di una Baronia, la più estesa delle 10 (verso il confine ovest) baronie che costituiscono la contea di Wexford. Il sistema di suddivisione territoriale delle baronie,  viene nientemeno che dalle suddivisioni dell’isola in unità territoriali secondo le famiglie gaeliche . Così ad avvalorare tale ipotesi la parola in gaelico nella IV strofa diventa Moneyhore ( Muine Hór, Hore’s Shubbery ) nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry. “That fine ballad ‘The Bantry Girls’ Lament’ calls to mind the celebrated Fair of Moneyhore. The passing of a century has brought to an end these old village fairs and lent to them a romantic glow which will linger on in popular memory long after the dates of the gatherings and locations of the [fair] greens are forgotten”  (citato da Enniscorthy: History and Heritage” (1998), Micheál Tóibín)

QUALE GUERRA?

Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra. Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!): si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia, soldati che vennero chiamati Wild geese (in italiano le Oche selvatiche). Nel secolo successivo proprio allo scoccare del secolo una legge definita Act of Union, abolì il Parlamento Irlandese e Inghilterra e Irlanda divennero un’unica nazione, ovviamente la discriminazione verso i Cattolici era sempre la stessa anche se attutita da alcune “liberalità” o riforme prima fra tutte il Chattolic Emancipation Act del 1829; ora sebbene le Penal Laws proibissero l’arruolamento dei cattolici nell’esercito, il divieto venne tolto nel 1799, l’Inghilterra aveva bisogno di carne da cannone e anche quella irlandese poteva andare bene. Non dimentichiamoci che gli ufficiali erano sempre quelli della gentry protestante e un soldato cattolico poteva tutt’al più diventare sergente. E’ stato stimato che nel 1830 il 42% di tutti i soldati dell’esercito britannico fossero irlandesi. L’Irlanda divenne sede di importanti reggimenti che, astutamente, venivano mandati a combattere lontano per l’impero britannico perchè quando restavano a casa avevano la tendenza a “simpatizzare” per i ribelli. Tra i reggimenti irlandesi quello che prestò servizio nella guerra napoleonica in Spagna (detta dagli inglesi Peninsular War, 1808 – 1814), fu il “Royal Regiment of Ireland”
“Fondato nel 1684 dall’Earl di Granard come Royal Regiment of Ireland  questo reggimento combatté durante la successione spagnola, la Rivoluzione Americana e la guerra in Crimea. Con la riorganizzazione del 1881 fu rinominato Royal Irish Regiment e spedito alternativamente in India e Sud Africa. Reclutava tra Kilkenny, Waterford e Wexford”. (tratto da qui)
La guerra era un atto di agressione della Francia napoleonica contro la Spagna alleata con l’Inghilterra, ma nel secolo precedente le due nazioni erano ancora acerrime nemiche che si combattevano per il predominio coloniale nelle Indie Occidentali (come venivano chiamate le Americhe). La guerra proclamata nel 1739 (e conclusa nel 1742) si svolse per lo più con conflitti navali dall’altra parte del globo, mentre appena un trentennio prima Inghilterra, Austria, Ducato di Savoia e i rimasugli in terra germanica del Sacro Romano Impero (ovvero i Paesi Bassi) avevano combattuto contro la Spagna o meglio la corona di Castiglia per questioni di successione al trono: alla morte di Carlo II di Spagna il volere testamentario lasciava il trono al Duca Filippo d’Angiò nipote dell’allora re di Francia che salì al trono con il nome di Filippo V, ma i legami di sangue anche se diluiti imparentavano il defunto re con quasi la metà delle dinastie regnanti, ben intenzionate a prendersi l’eredità! La guerra di successione spagnola fu combattuta nella sua prima fase prevalentemente nelle Lowlands (terre definite anche se più impropriamente Olanda) e in Germania. La guerra però divampò un po’ su tutti i fronti e in terra di Spagna venne combattuta solo a Almenara e Villaviciosa (1710). Il trattato di pace fu firmato nel 1713.

Stando così le cose e supponendo che il nostro Johnny fosse di fede cattolica, poteva essersi arruolato solo nel Royal Regiment of Ireland per combattere nelle Peninsular Wars (avvalorando così l’ipotesi che la Bantry della canzone sia la Baronia di Bantry nel Wexford). Oppure era un irlandese di fede protestante e quindi avrebbe potuto anche essersi arruolato verso il 1710 per andare a detronizzare il re di Spagna (ma allora Bantry si dovrebbe trovare nell’Ulster, provincia da cui sembra peraltro provenga la melodia).

Insomma dopo aver analizzato un paio di dati, se ne esce con una grande confusione (dovuta principalmente al fatto che ogni anello della catena orale non riproduceva fedelmente il testo appreso, ma ben volentieri lo modificava a seconda della contingenza storica senza preoccuparsi delle “incongruenze”) e questo mi fa pensare che la canzone in realtà sia una canzone di protesta ma anche di ribellione camuffata: così “the dirty King of Spain” è il governo inglese con le sue forze dell’ordine (fossero Peelers o Barnies poco importa)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Le più recenti interpretazioni traboccano di voci femminili, ecco le due che preferisco

ASCOLTA Frances Black, Mary Black, Joannie Madden in due compilation “Song of the Irish Whistle” (1999) e in “This Love Will Carry” (2006)

ASCOLTA Eleanor Shanley & Eddi Reader 2002 (testo qui)

e trovo molto particolare anche la versione dei Dubliners
ASCOLTA The Dubliners

Ho cercato di riassumere in un testo “comparato” le principali variazioni (peraltro non sostanziali) della storia, partendo dalla prima trascrizione conosciuta risalente al 1884

VERSIONE TESTO GRAVES

(in “Songs of Irish Wit and Humour” 1884) con tra parentesi le varianti, per i commenti vedere nelle note
I
Oh, Who will plough the field (now) or who will sell (sow) the corn?
Oh, Who will wash (watch, mind) the sheep (now) an’ have ‘em nicely (neatly) shorn(1)?
The stack (stag) that’s on the haggard(2), unthra[e]shed (untouched) it may remain
Since Johnny (lovely Johnny) went a-thra[e]shing (to fight) the dirty King of Spain(3)
II
The girls from the bawnog[u]e (bánóg)(4) in sorrow may retire
And the piper and his bellows(5) may go home and blow the fire
For (since) Johnny, lovely Johnny is (went) sailing o’er the main
Along with other patriarchs (patriots) (6) to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely(sorely) miss him when moneyhore(7) comes round
And they’ll weep(grieve, fight) that their bo[u]ld (brave) captain is nowhere to be found
the Peelers (Barnies) (8) must stand idle, against their will and grain
Since the valiant(gallant) boy who gave(gives) them work now peels(9) the King o’ Spain
IV
At wakes and hurling matches your like(s) we’ll never(seldom) see
Till you come back again to us astore gra-geal-machree(10)
And won’t you t[h]rounce (thrash, trouble) the buckeens (11) that show us much (such, great) disdain(distant)
Beca[u]se our eyes are not so blacj(bright) as those you’ll meet in Spain
V
If cruel fate will not allow (permit) our Johnny to return
His heavy (awful ) loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live (die) in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride(12) in the foreign (sunny) land of Spain

NOTE
1) trovato anche come “keep them from all harm” (in italiano preservare dalmale)
2) haggard: a threshing yard ossia l’aia di una fattoria
3) con un giro di parole il re spagnolo è paragonato ad un caprone puzzolente che gli irlandesi andranno a “pestare” (come il grano maturo quando viene trebbiato) per bene! Dovrebbe trattarsi di Carlo IV di Spagna il quale però abdicò in favore del figlio nel 1808, ma poco dopo riebbe la corona dalle mani di Napoleone il 5 maggio anche se prontamente la restituì subito a Napoleone, il quale la diede al fratello Giuseppe Bonaparte. Il popolo spagnolo non sapeva cosa farsene della costituzione francese, se di fatto erano governati dalla Francia. Paradossalmente l’insurrezione che scoppiò il 6 giugno fu sobillata dai nobili e dal clero spagnolo che temevano di perdere i loro privilegi e brigarono affinchè le masse li aiutassero a restaurare la loro autorità!

Goya-fucilazione
4) Ba/no/g: parola in gaelico irlandese che si traduce con “green patch of ground” = small enclosed space, courtyard; trovato scritto anche come  Boyne;
5) Lo strumento che oggi è conosciuto con il nome di uilleann pipes (traducibile grossolanamente come unione di tubi o canne), ovvero la cornamusa irlandese compare solo alla fine del XVII secolo ed è a due ance e a tre bordoni (il terzo si aggiunge nel XVIII sec) con il caratteristico mantice laterale per insufflare l’aria nella sacca sonora. Si potrebbe rintracciare il suo modello nella “musette de cour” francese o nella Northumbrian small-pipe del Borders inglese. Tuttavia la cornamusa irlandese è uno strumento ben più complesso per via dei “regulators” introdotti verso la metà del XVIII sec e diventati tre nel corso del XIX sec. I regulators sono quei tubi “strani” che poggiano sulla coscia del piper, sui quali sono disposte delle chiavi: il musicista riesce a produrre l’accompagnamento ricco di armoniche ma anche ritmico proprio e premendoci sopra il polso!
6) con patriarchs qui si intende i veterani, i vecchi, quasi una parola evocativa e ancestrale, ma  diventa spesso il più nazionalistico “patriota
7) anche mun-a-hoor, ovvero la trascrizione in inglese di una parola in gaelico Mí an Fhomair “month of the harvest” diventata “money more”  ovvero Moneyhore nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry
8) the Peelers: qui le ipotesi si sprecano; prima di tutto il significato letterale della parola: nell’antica lavorazione dei chicchi di grano, potrebbe corrispondere al nominativo dato a coloro che si occupano della trebbiatura (vedi), un duro lavoro che si svolgeva nell’aia per separare i chicchi di grano dalla pula mediante la battitura un tempo appunto eseguita manualmente con delle corregge e poi sostituita da una macchina infernale detta trebbiatrice. Infatti nella prima strofa si parla proprio dei covoni che nessuno trebbierà perché gli uomini sono partiti per la guerra; è tanto forse basterebbe.

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Però “Peelers” è anche il soprannome dato alla polizia o meglio alle forze speciali di polizia istituite da Sir Robert Peel con il Peace Preservation Act del 1814 (il primo passo nel riordino delle forze dell’ordine pubblico). Si distinguevano pertanto dai “barnies” ovvero dalla polizia delle Baronie (baronial police) alle quali era stata demandata fino ad allora la gestione dell’ordine pubblico (le prime forze stabili di polizia furono istituite nel 1787 assegnando una ventina di uomini per ogni baronia, una sorta di suddivisione catastale delle Contee. E’ con l’Irish Constabulary Act del 1822 che ha però inizio l’Irish Constabulary. “L’atto istituiva una forza in ogni baronato, con un conestabile capo e ispettori generali, sotto il controllo dell’amministrazione civile del Castello di Dublino. La polizia fronteggiò anche l’irrequietezza tra i poveri dell’Irlanda rurale, che si manifestò in organizzazioni come i Ribbonmen, che attaccarono i proprietari terrieri e le loro proprietà. La nuova forza di polizia dimostrò la sua efficienza contro il separatismo irlandese, sedando la rivolta della Giovane Irlanda nel 1848. A questo seguì un periodo di calma relativa. Comunque la Fratellanza Repubblicana Irlandese, fondata nel 1858, progettò una rivolta armata contro il dominio britannico. Ciò si tramutò in azione diretta con la Rivolta Feniana (1867), segnata da attacchi alle stazioni di polizia più isolate. Anche questa ribellione venne sedata abbastanza facilmente, in quanto la polizia aveva infiltrato i feniani con spie e informatori. La lealtà della forza di polizia durante la rivolta venne ricompensata dalla Regina Vittoria che concesse l’uso del prefisso “reale” e il diritto di usare le insegne dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio. .. La maggioranza dei gradi inferiori nelle aree rurali appartenevano alla stessa classe sociale, religione e retroterra generale dei loro vicini. Attraverso l’applicazione di decine di migliaia di sfratti nell’Irlanda rurale e le molestie verso i capi della Land league, il RIC si era attratto il diffuso disprezzo da parte della popolazione cattolica irlandese durante il XIX secolo.” (tratto da Wikipedia qui) In Italia tra i tanti termini gergali per poliziotto si usa dire (o perlomeno si usava negli anni 70 in Piemonte) “pula“, che guarda caso è proprio la parte di scarto che riveste il chicco di grano!!
9) to peel potrebbe stare per to pillage
10) a stóirín (Mo storeen) óg mo chroí: nella trascrizione di Sparling (seconda edizione 1888) con il libro di Graves come fonte si trascrive il verso in gaelico come a-stóir grádh geal mo-chroídhe; Asto/iri/n o/g mo chroi: little young treasure of my heart ; quasi una frase fatta che viene spesso utilizzata come intercalare nelle canzoni irlandesi più sentimentali
11) buckeens = a poor but aspiring young man of the lower Anglo-Irish gentry. Eddi Reader dice “won’t you trod the buckeens” = non seguirai le orme della gentry
12) “freedom’s sake” o “Ireland’s pride” come viene più comunemente cantato; Johnny combatte nell’esercito britannico al fianco di un popolo (quello spagnolo) che si sta ribellando ai francesi conquistatori, per ottenere l’indipendenza, per la prima volta nella storia europea venne utilizzata la guerriglia contro le truppe napoleoniche.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Chi arerà il campo ora, e chi seminerà (venderà) il grano? Chi laverà le pecore e le terrà ben tosate (
oppure chi baderà alle pecore e le terrà al sicuro)? Il covone che è nell’aia, resterà da trebbiare poichè Johnny è andato a combattere lo sporco re di Spagna. Le ragazze dell’aia possono (solo) ritrarsi nel dolore, il pipaiolo (pifferaio, zampognaro) e il suo mantice possono solo andare a casa a soffiare sul fuoco poichè Johnny, l’amato Johnny è andato per mare insieme con gli altri patrioti a combattere contro il re di Spagna. I ragazzi sentiranno la sua mancanza quando verrà il tempo del raccolto (oppure il tempo di andare alla fiera di Moneyhore) per lamentarsi che il loro capitano coraggioso non si trova, i trebbiatori (i poliziotti) staranno inoperosi contro la loro volontà e inclinazione poichè il ragazzo coraggioso che dava loro lavoro, ora “sbuccia” il re di Spagna. Alle veglie e alle partite di hurling preferite non ti rivedremo più finchè non ritornerai da noi, amore del mio cuore, e non percuoterai la gentry che ci mostra un tale disprezzo (che ci tiene a distanza) perchè i nostri occhi non sono altrettanto neri come quelli che incontrerai in Spagna. Se il destino crudele non permetterà al nostro Johnny di ritornare, la sua dura perdita, noi ragazze di Bantry, non finiremo mai di piangere; ci rassegneremo alla nostra sorte triste di vivere (morire) in pena e sofferenza poichè Johnny è morto per l’orgoglio dell’Irlanda nella terra straniera (assolata) di Spagna.

La prima registrazione però è stata probabilmente quella di Delia Murphy e si trova su YouTube: estroso personaggio, moglie di un ambasciatore, definita”Ireland’s first lady of folk“, Delia ha portato la musica irlandese a Londra, Roma, Canberra, Bonn, Ottawa e Washington negli anni 1920-1960. Il moto di cantare è decisamente d’antan ma il suo valore è storico! (continua)
ASCOLTA Delia Murphy 1941. Le tracce sono state ristampate recentemente dalla famiglia in un CD dal titolo “If I were a Blackbird” (2013) (qui) Il testo è identico alla versione andata in stampa in quegli anni del libro di Lochlainn (la prima edizione è del 1938)

I
Oh, Who will plough the field or who will sell the corn?
Oh, Who will wash the sheep an’ have ‘em nicely shorn?
The stack that’s in the haggard, unthrashed it may remain
Since Johnny went a-thrashing the dirty King of Spain
II
The girls from the bawnogue(2) in sorrow may retire
And the piper and his bellows may go home and blow the fire
For Johnny, lovely Johnny is sailing o’er the main
Along with other patriarchs to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely miss him when Moneyhore(7) comes round
And they’ll grieve that their bould captain is nowhere to be found
the Peelers(8) must stand idle, against their will and grain
for the valiant boy who gave them work now peels the King o’ Spain
V
If cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride in the foreign land of Spain

Il brano è riproposto dai Clancy Brothers e pubblicata in “Tales & Tunes,” 1988, i quali  non possono fare a meno di metterci un ritornello! Per quanto abbia cercato al momento in rete non è reperibile una registrazione.

VERSIONE THE CLANCY BROTHERS

I
Who will plow the field now, and who will sow the corn
Who will wash the sheep now, and keep them neatly shorn
The stack that’s in the haggard, untouched it may remain
Since Johnny went a-thrashing all in the wars of Spain
CHORUS:
Johnny, lovely Johnny, he’s sailing o’er the main
A-long with other patriots, to fight the King of Spain
II
And the girls from the bawn-oag in sorrow may re-tire
The piper and his bellows, (may) go home and blow the fire
At fairs and hurling matches, your likes we seldom see
Till you come home a-gain to us, a-storeen oag mo cree
III
And a cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss, we Bantry girls will never cease to mourn
We re-sign ourselves to our sad lot, and die in grief and pain
Johnny died for freedom’s sake in the foreign lands of Spain

(Cattia Salto aprile 2015)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83746
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71328 http://mysongbook.de/msb/songs/b/bantrygi.html http://www.eddireader.net/tracks/esBGL.htm http://www.deliamurphy.com/Delia_Murphy/Delia_Murphy/Delia_Murphy.html http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5843 http://ontanomagico.altervista.org/piva.htm
http://www.itma.ie/digitallibrary/print-collection/claisceadal-songsheets
http://www.ouririshheritage.org/page/delia_murphy

TO BE A SPALPEEN

Spailpin (in inglese “spalpeen“) letteralmente ‘little scythe’ è “un bracciante assunto alla giornata o stagionale“, una figura molto comune nell’Irlanda rurale dal 17 al 20° secolo. A quei tempi la maggior parte dei contadini erano “tenant farmers” ossia mezzadri; avevano in uso una piccola e miserabile casetta di pietra, fango e paglia con un altrettanto piccolo pezzo di terra, appena grande abbastanza da sfamare una famiglia, in cambio dell’affitto pagato al proprietario, in genere latifondista. Quando sopraggiungevano le annate cattive (o quando arrivò la Grande Carestia dal 1840-1879) la maggior parte di questa gente non riusciva a pagare l’affitto e così o veniva buttata in mezzo alla strada, oppure mentre la moglie restava a casa e cercava di sopravvivere con i figli, il marito andava a lavorare come bracciante stagionale.
L’alternativa alla fame era andare per mare, arruolarsi come soldato, emigrare!

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LA DIASPORA IRLANDESE

Già nel 1845 con il primo calo della produzione di patate si verificò un picco dell’emigrazione, ma a partire dal 1846 l’esodo fu senza precedenti: una massa enorme di persone denutrite e ammalate cercava una qualsiasi imbarcazione per andare in Canada (nelle colonie inglesi) e nei porti dell’est degli Stati Uniti o in Australia.
Le chiamavano “coffin-boats” (in italiano: navi-bara) per l’alto tasso di mortalità a bordo! Partivano i giovani, lasciando a casa i vecchi genitori o le giovani fidanzate e a volte anche le giovani spose che restavano in attesa del loro ritorno o di potersi imbarcare a loro volta!
La maggior parte degli “spalpeen” proveniva dalle contee di Cork, Connemara e Kerry: alcuni si spingevano fino in Inghilterra ma i più si spostavano per l’Irlanda nelle contee di Limerick, Waterford, Galway e Leinster.
A seconda di quale era il punto di vista, il bracciante poteva essere considerato uno sfaticato, che conosceva tutti i trucchi per lavorare il più lentamente possibile, e un bellimbusto che cercava di sedurre l’ereditiera di turno. Oppure un lavoratore forte e robusto che veniva spremuto dal datore di lavoro e circondato dalle attenzioni affettuose delle donne della fattoria.

THE SPAILPIN FANACH

“The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) pubblicata a Dublino nel 1791 (*), e però antecedente alla Grande Carestia e risale probabilmente alla fine del 1600 all’epoca del “flight of the Wild Geese“(3). L’origine della melodia secondo William Chappel risale al 1758 con il titolo “The Girl I left behind me” (vedi) Si conoscono molte e diverse versioni testuali diffuse anche in America che variano nel significato, andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour.

PRIMA VERSIONE
Il protagonista, probabilmente un mezzadro sfrattato originario di Coolagh o Coolock, e tutto sommato datato di una certa cultura (molti contadini irlandesi sapevano leggere ed erano poeti e musicisti), per sfamare la sua famiglia deve andare a mendicare il lavoro come bracciante giornaliero (poteva trovare lavoro come scavatore o nella raccolta dell’orzo o delle patate, o più in generale come uomo di fatica). Preferisce scegliere la strada dell’arruolamento in terra straniera invece di vagare senza meta e senza fine, perchè privato del suo contesto originario e trattato con disprezzo nella propria patria. Mentre in altre canzoni si accoglie la strada come una forma di liberazione dai vincoli e dai condizionamenti del consorzio civile, qui si sottolinea il disagio e il peso, l’amarezza dell’emarginazione sociale; emarginazione che è anche un profondo disagio esistenziale, il vuoto nel cuore di chi non ha o non ha trovato uno scopo nel mondo e che è il grande male di vivere (in ogni epoca), disagio che a volte comprende un intero popolo (il popolo degli sconfitti dai bianchi, dai ricchi, dai più forti), il protagonista esprime con il suo lamento il dolore di tutta la gente sradicata e allontanata dal posto in cui viveva, privata del proprio “centro” e condannata alla strada (o all’emigrazione) e alla vita vagabonda.
ASCOLTA Seán Ó Sé & Ceoltóirí Chualann in An Poc ar Buile (ristampa 2010 della prima registrazione risalente agli anni 1960)

ASCOLTA Dervish in Live In Palma 2002

GAELICO IRLANDESE
I
Go deo deo arís ní raghad go Caiseal,
Ag díol ná ag reic mo shláinte,
Ná ar mharagadh na saoire im shuí cois balla,
Im scaoinse ar leataoibh sráide,
Bodairí na tíre ag teacht ar a gcapaill,
Dá fhiafraí an bhfuilim hírálta,
“Ó téanam chun siúil tá an cúrsa fada”
Seo ar siúl an Spailpín Fánach.
II
Im Spailpín Fánach fágadh mise,
Ag seasadh ar mo shláinte,
Ag siúl an drúchta go moch ar maidin,
‘S ag bailiú galair ráithe,
Ní fheicfear corrán im’ láimh chun bainte,
Súiste ná feac beag rainne,
Ach bratacha na bhFranncach os cionn mo leapan,
Is píce agam chun sáite.
III
Mó chúig céad slán chun dúiche m’athar,
‘Gus chun an oileáin ghrámhair,
Is chun buachaill na Cúlach os díobh nár mhiste,
In aimsir chasta an ghárda,
Ach anois ó táimse im chadhan bhocht dhealbh,
Imeasc na ndúichí fáin seo,
‘Sé mo chumha croí mar fuair mé an ghairm,
Bheith riamh im Spailpín Fánach.
IV
Is ró-bhreá is cuimhin liom mo dhaoine bheith sealad,
Thiar ag droichead Gháile,
Fé bhuaí, fé chaoraí, fé laoi bheaga gheala,
Agus capaill ann le h-áireamh,
Acht b’é toil Chríost é gur cuireadh sinn asta,
‘S go ndeaghamhar i leath ár sláinte,
‘S gurbh é bhris mo chroí i ngach tír dá rachainn,
“Call here, you Spailpín Fánach.”

TRADUZIONE INGLESE
I
I’ll never go again to Cashel(1),
Selling myself in hire,
selling my freedom by the Wall(2)
Sitting by the roadside.
Rude Boorish men from everywhere
Coming with their horses,
“come away with me the road is long”
the road of the wandering worker.
II
I will quit this itinerant laboring
Hiring myself out
Walking over night to early morning
Weary of endless journeying
I would not see a sickle in my hand for reaping
A flail for threshing nor a small spade handle/But rather, the colors of the French(3) flying over my head
And a pike(4) in my hand to thrust forth
III
Five hundred farewells to the land of my father
And to my beloved island
And to the boys of Coolagh(5), sure there was no harm in them
During the times we tangled with the Garda(6)
But now, since I am in my poor destitute cell
In the midst of my own native land, outcast
My heart is full of woe, that I ever go the calling
To be a wandering laborer
IV
I well remember my people were at one time,
Over at the bridge at Gáil(7)
With cattle, with sheep, with little white calves
And plenty of horses
But it was the will of God(8) that we were evicted
And we were left with only our health
And what broke my heart everywhere I went
“Call here, you Spailpín Fánach(9)”
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Non andrò mai più a Cashel(1)
a vendermi per un lavoro,
a vendere la mia libertà al Muro(2), seduto sul ciglio della strada,
con rudi e rozzi uomini dappertutto che vengono con i loro cavalli “vieni via con me, lungo è il cammino”, il cammino del bracciante itinerante.
II
Non mi resta che questo lavoro itinerante per darmi al lavoro stagionale, per camminare tutta la notte fino al mattino presto, stanco di un viaggio senza fine. Eppure non vedrò una falce in mano per il raccolto, una frusta per la trebbiatura né una vanga corta
ma piuttosto la bandiera della Francia(3) sventolare sulla mia testa e una picca(4) in mano per sventrare.
III
Cinquecento addii alla terra di mio padre
e alla mia amata isola
e ai ragazzi di Coolagh (5) di certo non c’era niente di male in loro ai tempi in cui ci scontravamo con la polizia(6),
ma ora che sono nella mia povera e miserabile solitudine,
reietto dal centro della mia terra natia,
con il cuore pieno di dolore, sempre sono alla ricerca di essere richiesto come bracciante itinerante.
IV
Mi ricordo bene come era la mia gente un tempo,
oltre il ponte di Galway(7),
con il bestiame, le pecore, i piccoli vitelli bianchi e un mucchio di cavalli di cui prendersi cura.
Ma è per volontà di Dio(8) che siamo stati sfrattati
e ci hanno lasciato solo con la nostra salute,
e ciò che spezzava il cuore ovunque andassi “chiama qui, Spailpín Fánach(9) ”


NOTE
*) in History of Ireland di Geoffrey Keating, Michael C. O’Laughlin
1) Cashel si trova nelle midlands meridionali d’Irlanda
2) luogo deputato al mercato per le contrattazioni
3) molti irlandesi piuttosto che servire sotto le armi degli Inglesi preferivano andare ad arruolarsi presso gli eserciti stranieri, dal 1691 al 1793 era inoltre precluso per legge l’arruolamento dei cattolici irlandesi nell’esercito inglese. Nel 1690 il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire il deposto re Giacomo II in Francia, e si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia. (the flighy of wild geese)
4) con le picche si armavano i soldati a piedi per arginare gli assalti della cavalleria creando una barriera di lance più elaborate nella punta. La picca venne sostituita più efficacemente dalla baionetta sul finire del 1600 e rimase nel Settecento l’arma dei ribelli o delle milizie perché richiedeva un addestramento più ridotto e semplificato rispetto al fucile e alla baionetta oltre che ad essere di più facile reperimento.
5) “buachaill na Cúlach”: la maggior parte delle traduzioni lascia il nome in Gaelico, in un sito ho trovato il termine Coolock (un sobborgo a Nord di Dublino): andando a indagare è emerso il nominativo di Coolagh (contea Galway) (qui)
6) probabile riferimento alla Ribellione Irlandese del 1641-1642. Nel 1641 il raccolto fu scarso e a causa della recessione vennero aumentati gli affitti della terra, la rivolta contro i coloni protestanti scoppiò nell’Ulster ma divampò con la formazione di un governo autonomo l’Irlanda confederata. Quando Oliver Cromwell invase l’Irlanda l’annientamento fu totale (1649)
7) Gáil, Gaillimh è il nome in gaelico di Galway, trova riscontro quindi anche il riferimento a Coolagh come paese originario del protagonista che si trova a poca distanza
8) anche in Irlanda a fine Ottocento sono scoppiate le lotte per la terra (Land War), configurate come un movimento di protesta contro il latifondo e la mezzadria. Solo nel 1879 esplose la cosiddetta questione agraria, sostenuta da una figura carismatica e illuminata, Charles Stewart Parnell (vedi).
9) l’uso del termine è in questo contesto chiaramente spregiativo: “spalpeen” è l’equivalente di “sfaticato”, “perdigiorno”, “mascalzone”.

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SECONDA VERSIONE
Questa versione è un po’ più confusa testualmente il bracciante si lamente per la sua condizione precaria, ma anche si vanta delle sue prodezze amorose. Il tono generale del racconto è più umoristico rispetto alla prima versione.

ASCOLTA Boys of the Lough in “Farewell and remember me” 1987

ASCOLTA Liadan in Traditional Music and Song 2007

I
Is Spailpin aerach tréitheach mise is bígí soláthar mná dhom,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mo lámha ar an gcéachta a’m i ndiaidh na gcapall
agus réapfainnse cnoic le fána.
II
Is an chéad lá in Éirinn dár liostáil mise, ó bhí mé súgach sásta,
Is an dara lá dár liostáil mise ó bhí mé buartha cráite,
Ach an tríú lá dár liostáil mise, thabharfainn cúig céad punt ar fhágáil,
Ach dtá dtugainn sin is ar oiread eile ní raibh mo phas le fáil agam.
III
Is mo chúig céad slán leat, a dhúthai m’athar, is leis an oileán grámhar,
Is leis an scata fear óg atá ‘mo dhiaidh ag baile
a dhéanfadh cabhair orm in am an ghátair,
Tá Bleá Cliath dóite is tógfar Gaillimh, beidh lasair a’ainn ar thinte cnámha,
Beidh fíon agus beoir ar bord ag m’athair, sin cabhair ag an Spailpín Fánach.
IV
Agus bhí mise lá breá thíos i nGaillimh is chuaigh an abhainn le fána,
Bhi an breac is an eascainn is an beairtín slat ann is chuile ní dá bhreátha,
Bhí na mná óga ann muinte mánla is iad a bhí tanaí tláithdheas,
Ach dheamhan bean óg dár shuigh mise léi nach gcuirfinn an dubh ar a mbán di.
V
Agus b’fhaide liomsa lá a mbeinn i dteach gan charaid
ná dhá bhliain déag is ráithe,
Mar is buachaillín aerach meanmach mise a
gus’ bhréagfainn an bhruinneall mhánla,
Is dhá bhean déag a bhí ag éad is ag iomaí liom,
ag súil le tairfe mo láidhe,
B’é paidir na caillí nuair a théinn thar a’ táirseach,
‘Now behave your self, a Spailpín Fánach’.

TRADUZIONE INGLESE
I
I am an airy, talented spalpeen – provide me with a woman!
For I would sow the seed twice in the autumn over the fallow fields,
Oh I would sow the seed twice in the autumn over the fallow fields,
My hand on the plough, following the horses, ploughing the slope of the hillside.
II
The first day in Ireland that I was enlisted,
I was happy and well satisfied.
And the second day that I was enlisted, I was worried shaken.
But the third day that I was enlisted, I would have given five hundred pounds to leave,
And I would have gived that and anything else, but I was not able to get my pass.
III
And my five hundred farewells to you, my father’s district,
and to the beloved island,
And to the crowd of young men behind me at home who’d help me in time of need,
Dublin is burnt away and Galway will be taken, we’ll have flames on bonfires,
My father will have wine and ale on his table, such a help to the Wandering Man.
IV
And one fine day I was down in Galway and the river was flowing down, The trout and the eel and the pack of sticks were there
and all such fine things,
The young women there were polite and gentle and they were slender, amiable and nice,
But any woman I’d spend the night with, I’d have her convinced that black was white!
V
A week in house without a sweetheart would seem to me longer than a long year and a season,
For I am a lively spirited young fellow and I’d woo the gentle beauty,
And it was twelve women who were envying and contending for me,
all hoping to benefit from my spade,
It was the prayer of the old woman as I crossed the threshold,
‘Now behave your self, you Wandering Man’.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono un allegro e abile bracciante stagionale -datemi una donna
perchè spargerei il seme due volte  in autunno nella terra a maggese
perchè spargerei il seme due volte  in autunno nella terra a maggese
con le mani sull’aratro, mentre seguo i cavalli e spacco la terra sul pendio delle collina.
II
Il primo giorno che ero arruolato in Irlanda
ero felice e soddisfatto,
il secondo giorno che ero arruolato ero tormentato,
ma il terzo giorno che ero arruolato avrei dato 500 sterline per andarmene,
avrei dato questo e quello, ma non riuscivo a prendere il mio permesso per andarmene.
III
Cinquecento volte addio alla contea di mio padre
e alla mia amata isola,
alla folla di giovani uomini che ho lasciato dietro in città e che mi avrebbero aiutato nel momento del bisogno. Dublino è in fiamme, Galway è sorta in ribellione,
accenderemo i falò
e ci sarà vino e birra alla tavola di mio padre con l’aiuto del bracciante senza meta
IV
Un bel giorno ero a Galway
il fiume correva per il pendio,
c’erano trote e anguille e un sacco di pesci
e c’erano un sacco di belle cose,
le giovani fanciulle erano educate e gentili ed erano sinuose,
amabili e graziose
ma non c’era donna con cui trascorrere la notte che non avrei convinto dell’incontrario
V
E’ più lunga una settimana in una casa senza una innamorata, che un anno e una stagione,
perchè io sono un vivace giovanotto abile a corteggiare le belle fanciulle. C’erano 12 donne gelose che erano in competizione per me tutte nella speranza del servizio della mia vanga;  la raccomandazione della vecchia mentre varcavo la soglia era “Ora comportati bene, tu bracciante senza meta.”

FONTI
http://history1800s.about.com/od/irelandinthe1800s/ig/19th-Century-Ireland/Ireland-Farming.
htm
http://theseoservices.info/?p=188
http://songoftheisles.com/2014/01/13/an-spailpin-fanach/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2623
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52685 http://www.daltai.com/discus/messages/12465/13095.html?1100019164 http://thesession.org/discussions/26313
http://thesession.org/tunes/5760

https://www.joeheaney.org/en/spailpin-fanach-an-seosamh-o-clochartaigh/

ÉAMONN A’ CHNOIC

Una ballata irlandese del XVII secolo che prima di essere diffusa nella versione in inglese nel XIX secolo con il titolo “Ned of the Hill” era nota come canzone in gaelico irlandese “Éamonn an Chnoic” in onore di Éamonn Ó Riain (Edmund Ryan 1670 – 1724)

NEL DEL COLLE

rapparee001_0Edmond (ovvero Ned) era un giovane rampollo degli O’Ryans di Knockmeoll, Atshanbohy, vicino a Upperchurch Contea di Tipperary diventato fuorilegge sotto la regina Maria (affiancata al trono dal marito Guglielmo III): la sua vita riassume un po’ tutte le vicissitudini passate dai molti rapparees irlandesi  del XVII e XVIII secolo (considerati degli eroici ribelli invece che dei banditi prezzolati); la famiglia di origini cattoliche si vede privata dal possesso della terra dopo la conquista di Cromwell (Act for the Settlement 1652); in difesa della povera gente contro i soprusi dei conquistatori, Edmond si dà alla macchia e poi combatte nella “Williamite War” del 1689-1691; dopo il trattato di Limerick (1691) invece di fuggire come “Wild Geese” continua la sue scorrerie contro i proprietari terrieri protestanti e i militari inglesi; viene tradito per denaro da un suo amico che gli taglia la testa mentre dorme tranquillo ospite nella sua casa!

Di lui si dice fosse un gentiluomo sempre ben vestito, abile spadaccino e dalla ottima mira nello sparare con le pistole, amato non solo dalle donne, perchè era un Robin Hood, un giustiziere dei poveri contro i ricchi che lottava, a suo modo, per la libertà dell’Irlanda.

ÉAMONN Ó RIAIN: LA STORIA

Edmond O’Ryan nacque a Atshanbohy vicino Upperchurch intorno al 1670. I suoi antenati erano stati grandi proprietari terrieri, le cui terre furono confiscate dopo la ribellione di Desmond, cento anni prima. Ora, ricchi possidenti inglesi si impossessarono delle terre, e i Ryan rimasero come tenutari. La sua carriera doveva essere il sacerdozio [e andò in Francia a studiare perchè con le Penal Laws non era possibile per i cattolici accedere allo studio] ma non aveva abbastanza vocazione(*) così ritornò in Irlanda. Poco dopo il suo ritorno è stato coinvolto in una rissa con un esattore delle tasse che voleva prendersi l’unica vacca appartenente ad una povera vedova. Eamonn intervenne in favore della vedova cercando di convincere l’esattore a prendere l’equivalente delle tasse in mobili o altri oggetti a cui la vecchia signora poteva rinunciare. Ma nella rissa Eamonn finì per uccidere l’esattore delle tasse che si era intestardito nel volere la mucca.
Eamonn si diede alla macchia, nascondendosi nei boschi della sua regione nativa, mentre una grossa taglia fu offerta sulla sua testa.
Quando il deposto Giacomo II è arrivato in Irlanda nel 1689, Eamonn era tra i tanti che hanno prontamente aderito al suo esercito nella convinzione errata che la causa giacobita fosse la causa dell’Irlanda. Ma dopo il trattato di Limerick Eamonn tornò nel bosco e visse come fuorilegge, attaccando gli inglesi con la tattica della guerriglia, nel tentativo di mandarli via dalla terra irlandese.

Molte storie sono giunte fino a noi, raccontando come questi uomini siano sopravvissuti, come abbiano derubato e saccheggiato i nuovi proprietari terrieri, come siano riusciti a sfuggire ai soldati che li ricercavano e come abbiano aiutato i poveri e gli oppressi da novelli Robin Hood. La tradizione è particolarmente ricca nel caso di Eamonn …Sappiamo anche che era un poeta di notevole talento. La sua descrizione della vita di un fuorilegge è contenuto nella famosa poesia irlandese “Eamonn un Chnoic“. Un altro poema attribuito a lui e con uno stile simile a “Eamonn un Chnoic” è “Bean Dubh un Gleanna” (The Dark Woman of the Glen), una canzone d’amore forse scritta da sua moglie Mary Leahy. Si è anche pensato che Eamonn sia l’autore di “Scan O’Duibhir un Ghleanna” una poesia patriottica, che incoraggia i giovani a seguire le orme di John O’Dwyer di Kilnamanagh.
Parzialmente tratto e tradotto da http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
[*altrove è riportato che Ned si trovava in Francia a studiare come sacerdote, quando il padre si ammalò e il giovane ragazzo decise di rientrare a casa; fu allora che difese la vedova e si diede alla macchia assumendosi la colpa dell’uccisione di uno degli esattori.]


LA MELODIA

Secondo il Fiddler’s Companion la melodia proviene dall’Irlanda alla fine del 1500 (sebbene la prima versione in stampa sia del 1729) ma si ritrova anche in Scozia (Scots Musical Museum, 1788 “I Dreamed I Lay” con le parole di Robert Burns)
Oggi eseguita per lo più in versione strumentale, un lament su un valzer lento o una slow air che si presta bene all’arrangiamento per arpa (su Spotify la versione di Patrick Ball)

Ilse de Ziah al violoncello live nel bosco con coro di uccelli e frusciar di fronde

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Tannahill Weavers 1979
ASCOLTA Cherish the Ladies in Most Beautiful Melodies of Irish Music 

VERSIONE IN GAELICO: Éamonn an Chnoic

Ned bussa alla porta della sua innamorata, per chiedere rifugio, ma anche per vederla l’ultima volta e dirle addio. Il fuorilegge è ricercato con una grossa taglia sulla testa e non si fida nemmeno più degli amici, perciò medita di lasciare la sua terra. In seguito ospitato da un amico (o addirittura un parente trattandosi secondo alcune fonti di un cugino del lato materno), sarà tradito e ucciso nel sonno.
La sua testa si dice sia sepolta a Curraheen vicino Hollyford (quantomeno è lì che è stata eretta una lapide commemorativa).

Probabilmente la versione più popolare è quella di Liam Clancy che la canta mestamente accompagnato dall’arpa, con l’andamento di un lament

ASCOLTA Wolf Tones As Gaeilge 1980

VERSIONE IN GAELICO
I
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch(1),
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II
“A lao ghil ‘s a chuid,
cad a dheánfainn-se dhuit
mura gcuirfinn ort binn de mo ghúna?
‘S go mbeidh púdar(2) dubh
‘á lámhach linn go tiubh,
‘s go mbeidh muid araon múchta!”
III
“Is fada mise amu
faoi shneachta is faoi shioc,
‘s gan dánacht agam ar éinne.
Mo bhranar gan cur,
mo sheisreach gan scor,
is gan iad agam ar aon chor!
IV
Níl cara agam—
is danaid liom sin—
a ghlacfadh mé moch ná déanach.
‘S go gcaithfe mé ghoil
thar fairraige soir,
ó’s ann nach bhfuil mo ghaolta.”
TRADUZIONE INGLESE
I
“Who’s that outside
whose voice is urgent,
pounding on my closed door?”
“I’m Edmond of the hill,
drowned, cold and wet,
from endlessly traveling mountains and glens.”
II
“Dearest love and treasure,
what can I do for you
but to put the hem of my gown over you?
And the snow would be falling on you
still, until we both would be covered!”
III
“I’ve long been outside
in snow and in frost,
not daring to approach anyone.
my grassland without seed
my ploughland without a mark,
and I don’t even have any
IV
I have no friend—
how that grieves me—
who’d take me in, early or late.
And so I must go
eastward across the sea,
for it’s there I have no kindred.”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato (1)
e senza posa viaggio per montagne e valli!”
II
“Carissimo amore e tesoro
cosa posso fare per te
se non avvolgerti nel mio
mantello?
E la neve (2) cadrà su di noi
finchè entrambi ne saremo ricoperti”
III
“Sono stato a lungo un fuorilegge (3)
tra la neve e il gelo,
senza fidarmi di nessuno.
La mia terra a maggese,
i miei cavalli senza il giogo
-non ho più nulla!(4)
IV
Non avrò amico
-quale pena-
che mi accoglierà, sia presto o tardi.
Così devo andare
verso est per il mare,
perchè è dove non ho legami”(5)

NOTE
1) Il tema dell’isolamento del fuorilegge e della sua sofferenza alle intemperie è un classico nelle descrizioni dei disagi a cui vanno incontro coloro che vivono da braccati, ma è anche un modo per sottolineare il coraggio e lo spirito di sacrificio di Edmond; si mette in evidenza così la sua vulnerabilità per suscitare empatia e compassione.
2) il termine gaelico “pudar” non si traduce qui come polvere da sparo ma come neve
3) 
Le campagne irlandesi del Seicento-Settecento erano la terra degli highwaymen fuorilegge (outlow) dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! Erano stati “Tories” (i confederati irlandesi del XVII secolo detti comunemente “conservatori”) o “Rapparees” e furono personaggi popolari e famosi la cui vita e imprese erano cantate nelle ballate. Nella tradizione popolare irlandese queste bande di briganti erano capeggiate di solito da una figura affascinante, amata dal popolo e non priva di un codice morale cavalleresco, perchè si ergeva in difesa dei deboli, dei poveri e degli oppressi. Così rubare al ricco non era considerato un furto o disonorevole, quando la ricchezza era stata accumulata con lo sfruttamento della povera gente o con il sopruso! (continua)
4) il senso della frase è “I haven’t finished the work of plowing and planting, but how could I, seeing as how I don’t have a team or land anyway!”
5) nella tradizione irlandese il fuorilegge può essere annientato solo con mezzi sleali o con il tradimento, ciò lo rende un martire da venerare. Spesso, ma non in questo caso, quando il fuorilegge viene meno al codice morale improntato alla difesa del più debole, viene punito con la sconfitta. In questo senso il codice morale è un imperativo categorico, quasi un gessa (divieto) in senso celtico.

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Connie Dover in If Ever I Return 1997; la melodia non è quella tradizionalmente abbinata, ma ‘Hector the Hero‘ composta dal violinista scozzese James Scott Skinner nel 1903


I (1)
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch,
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II(2)
Oh who is without
That in anger they should
Keep beating my bolted door
I am Ned of the hill
Long weary and chilled
From long trudging
Over marsh and moor
III
My love fond and true
What else could I do
But shield you from wind and from weather
When the shot falls like hail
They us both shall assail
And mayhap we will die together
IV
Through frost and through snow
Tired and hunted I go
In fear of both friend and of neighbour
My horses run wild
My acres untilled
And all of it lost to my labour
V
What grieves me far more
Than the loss of my store
Is there’s noone would shield me from danger
So my fate it must be
To bid farewell to thee
And to languish amid strangers
VI(3)
A chumann ‘s a shearc,
ó rachaimid seal faoi choillte
na meas cumhra,
Mar a bhfaighimid an breac
is an lon ar a nead,
an fia ‘gus an poc ag búireach,
An fhia ‘gus an poc ag búireach
Na h-éiníní binne
Ar ghéigíní a’ seinm
Is an cuaichín ar bharr an úir ghlais
Is go brách, brách,
ní thiocfaidh an bás in ár ngáire i lár
na coille cumhra.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I (1)
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato e viaggio senza sosta per montagne e valli!”
II (2)
“Chi è fuori
che con rabbia continua
a battere alla mia porta chiusa?”
“Sono Ned Del Colle
stanco e congelato
dal lungo arrancare
per paludi e brughiere.”
III
“Amore mio
cos’altro potrei fare
se non proteggerti dal vento e dal cattivo tempo,
quando cade forte la grandine
su entrambi colpirà
e così moriremo insieme”
IV
“Con il gelo e la neve
stanco e braccato vado
temendo sia l’amico
che il vicino;
i miei cavalli corrono liberi
le mie terre stanno incolte
e ogni cosa perduta per il mio lavoro.
V
Ciò che mi addolora di più
della perdita dei miei affari
è che nessuno mi potrà proteggere dal pericolo,
così il mio destino è segnato
nel dirti addio
e languire tra gente straniera!”
VI (3)
Amore mio
andremo raminghi
per boschi odorosi
di alberi in fiore
dove troveremo la trota
e il merlo nel suo nido
il richiamo del cervo e del capro,
gli uccellini che cantano tra i rami
e il piccolo cuculo
in cima al  tasso sempreverde
e mai, mai
la morte ci coglierà tra i sorrisi
nel profondo del bosco odoroso

NOTE
1) (la traduzione in inglese:
Oh, who is that outside with anger in his voice
Beating on my closed door?
I am Eamann of the Hill, soaked through and wet
From constant walking of mountains and glens.)
2) in pratica la seconda strofa è la traduzione in inglese della prima strofa cantata in gaelico così per le restanti strofe in inglese secondo la traduzione di Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (da qui)
3) l’ultima strofa ritorna in gaelico e la traduzione in inglese dice:
My friend and my love,
oh let’s go for a while
to the woods of the fragrant beeches,
Where we’ll find the trout
and the blackbird on her nest,
the deer and the goat(4) braying,
Sweet little birds singing on branches,
And the little cuckoo on top of the green yew tree;
And never, never will death come into our laughter in the midst of the fragrant woods

Seconda parte continua
FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://livingthetradition.com/ned-of-the-hill/

http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
http://lookingatdata.com/o/253-o-ruin-eamonn-an-chnoic.html
http://www.navan.org/lyrics/eamonn_an_chnoic.html
http://thesession.org/tunes/6508
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72285
http://mysongbook.de/msb/songs/e/eamonna.html
http://socrates.berkeley.edu/~caforum/volume1/pdf/cashman.pdf
http://www.daltai.com/discus/messages/13510/17143.html?1150427281

SIUIL A RUIN

“Siuil a Ruin” scritto con la grafia inglese come “Shule Aroon“, o come “Suil a Gra” (Shule agrah), è il richiamo lanciato da una donna al suo amore andato in Francia a combattere come “Wild Geese“, perchè ritorni da lei.

shannon
le oche selvatiche prendono il volo

La versione originale probabilmente risale al 1690 quando il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire nell’esilio in Francia, il deposto re Giacomo II, e forse era composta interamente in gaelico, rimasto solo nel ritornello come frasi non-sense nella successiva versificazione in lingua inglese. La canzone emigrò in America e divenne un canto tradizionale della Rivoluzione americana del 1776. In America cambia il titolo in  “Johnny Has Gone For A Soldier” (Buttermilk Hill) o anche come “Gone the Rainbow”.

Le prime versioni stampate risalgono al 1800, si tratta di un frammento di origine scozzese “Dick Macphalion” (1823) (vedi) e di un testo in “Irish Melodies” vol IX di Thomas Moore (1825) con la melodia “I wish I were on yonder hill” arrangiata da Joseph Robinson.

LA MELODIA

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)La melodia con cui è associato il testo è quasi una ninna-nanna, malinconica o nostalgica, tutto lascia pensare che la donna stia cantando mentre lavora al filatoio.

Nel ritornello è come se la ragazza dicesse “Torna da me,  se non sei ancora morto, torna da me” e mi ricorda la lettera scritta da Ada a Inman nel film “Cold Mountain” (guerra civile americana 1861-1865) “Quel che resta del mio coraggio è riposto nella fiducia che ho in voi e nella certezza che ho di rivedervi, quindi ve lo dico più chiaro che posso: se state combattendo, smettete di combattere! Se state marciando, smettete di marciare! Tornate da me….. Tornate da me….. Questo vi chiedo. Tornate da me, tornate da me.”
Questo richiamo accorato come chiave di lettura principale è però contraddetto in alcune strofe del canto in cui la donna accetta la separazione come un fatto ineludibile.

E’ difficile fare una cernita tra le varie esecuzioni essendo un brano molto popolare tra i gruppi e i solisti di musica folk, ma segnalo in particolare la versione di Sissel e della Figgy Duff Band

The Chieftains & Sissel Kyrkjebø in Tears of Stone (1999) la cantante norvegese nota più comunemente come Sissel,  il canto è più lento e sospeso come in una dimensione onirica (strofe I, III, V, VII e ritornello ogni 2 strofe)

ASCOLTA Clannad in Dùlaman 1976 (strofe I, III, V, VI, VII)

ASCOLTA Pamela Morgan &Anita Best in The Colour of Amber, 1991 con il titolo di “Suil a Gra”: il ritornello è quello della versione americana (vedi nota 2) le strofe sono cantate anticipando la VII, I, III, V. La versione è stata collezionata dalla stessa Anita Best con Genevieve Lehr (John Joe English of Branch, St. Mary’s Bay, NL, e pubblicata come #96, in “Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook”, pp.165-166, Genevieve Lehr editore (University of Toronto Press © 1985/2003). Bello e intenso anche il video in bianco nero

Interessanti e personali le versioni di ASCOLTA Cecil Corbel che con il suo stile pop ha trasformato brano in un pezzo dance (strofe I, II, VI, VII), e di ASCOLTA Anuna con il loro stile ancestrale e mistico: aggiungono una strofa tra la I e la II della versione standard,
“I wish I sat on my true love’s knee
Many a fond story he told to me
He told me things that ne’er shall be”
(in italiano “vorrei sedermi sulle ginocchia del mio amore, tante storie affascinanti ha da raccontami, mi dice cose che non accadranno mai”)
e chiudono con la V strofa

TESTO ORIGINALE
I
I wish I was on yonder hill
‘Tis there I’d sit and cry my fill,
Till every tear would turn a mill,
Is go dte tu mo mhuirnin slán (1)
CHORUS
Siúil, siúil, siúil a ruin
Siúil go sochair agus siúil go ciúin
Siúil go(2) doras agus ealaigh líom
Is go dte tu mo mhuirnin slán
II
His hair was black and his eyes were blue/His arms were strong and his words were true,
I wish in my heart that I were with you
And a blessing walk (3) with you, my love.
III
I’ll sell my rock, I’ll sell my reel
I’ll even sell my spinning wheel(4)
to buy my love a sword of steel(5)
Is go dte tu mo mhuirnin slán
IV(6)
Then the king, he was forced to flee
Took my love across the sea
I wish in my heart he were here with me
And a blessing walk with you, my love
V
I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red (7)
and it’s round the world I will beg for bread
until my parents would wish me dead.
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VI
I wish, I wish, I wish in vain
I wish I had my heart again
And vainly think I’d not complain
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VII (8)
But now my love has gone to France
To try his fortune to advance.
If he e’er come back, ‘tis but a chance
Is go dte tu mo mhuirnin slán
TRADUZIONE ITALIANA RICCARDO VENTURI
I
Vorrei essere su quella collina lassù
dove sederei a piangere a dirotto
ed ogni lacrima girerebbe un mulino,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
RITORNELLO
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
presto, vieni da me, muoviti piano,
vieni qui da me e fuggiremo assieme,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
II
Aveva i capelli neri e gli occhi azzurri,
le braccia forti e parole sincere.
Nel mio cuore vorrei essere con te,
e una bella passeggiata con te, amore mio
III
Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò l’unico telaio [filatoio a ruota]che ho per comprare una spada d’acciaio al mio amore e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
IV
Allora il re dovette fuggire e si portò via il mio amore, al di là del mare.
Nel mio cuore vorrei che fosse con me,
e una bella passeggiata con te, amore mio.
V
Mi tingerò le gonne, le tingerò di rosso
e me ne andrò per il mondo a mendicar pane finché i miei non vorranno che sia morta e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VI
Vorrei, vorrei, vorrei ma invano,
vorrei riavere qui il mio amore,
e invano penso che non avrei un lamento, e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VII
Ma ora il mio amore è andato in Francia
a cercare di fare fortuna.
Se tornasse sarei ben fortunata,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà

NOTE
1) in inglese= And may you go safely, my darling il verso in gaelico è sostituito in alcune strofe come variante dalla frase in inglese ” And a blessing walk with you, my love” (che in gaelico si dice Iss go jay too mavoorneen slahn.)
2) nella frase Siúil go doras il go a volte diventa ‘go dtí an‘ oppure ‘dhan‘.

Il ritornello è scritto anche in inglese (fonetica) come
Shule, shule, shule aroon
Shule go succir agus, shule go kewn;
Shule go dheen durrus oggus aylig lume

And a blessing walk with you, my love
(traduzione inglese Come, come, come O love,
Quickly come to me, softly move,
Come to the door and away we’ll flee,
And safe forever may my darling be.)
Nella versione americana diventa
Súil, súil, súil a grá,
Súil go socair agus súil a dhrá,
Súil go doras agus éalaigh,
Is go dtí a mhúirnín, slán.

3) la donna augura al fidanzato un viaggio sicuro , la frase significa “che tu faccia buon viaggio”
4) spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello), talvolta scritti come flax, rack o rod al posto di rock e meal al posto di reel. (vedi dettaglio)
5) a mio avviso la donna sarebbe disposta a vendere tutto ciò che ha di prezioso per comprare una buona spada al suo uomo, non perchè voglia sostenere la sua decisione di andare a combattere, bensì perchè egli possa avere qualche chance in più di restare vivo e ritornare da lei sano e salvo
6) probabilmente in auge nel 1700 e nel 1800 questa strofa non è più cantata dagli artisti del 1900 e dai contemporanei. Come riferisce Robert Louis Stevenson nel suo romanzo “The Master of Ballantrae” (1889) era una canzone amata dai giacobiti esuli in Francia e il re ai quali alludevano e riponevano le loro speranze era il Bonny Prince Charlie continua
7) IL COLORE ROSSO: ci si aspetterebbe che la ragazza si tingesse le vesti di nero, ma questo colore solo più recentemente è diventato nella nostra cultura, il colore del lutto; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante, e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
8) Una versione alternativa della strofa
I wish my love would return from France,
his fame and fortune there advanced.
If we meet again, ‘t will be by chance.
Is go dte tu mo mhuirnin slán”

SIÚIL, A GHRÁ

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre la versione in gaelico è posteriore al testo in maccheronico
ASCOLTANa Casaidigh in 1691 del 2009

I
A bhuachaillín aoibhinn álainn ó
Ba leathan do chroí a’s ba dheas do phóg,
Mo léan gan mise leat féin go deo
A’s go dté tú , a mhuirnín, sláncurfa
(chorus)
Siúil, Siúil, Siúil, a ghrá
Níl leigheas le fáil ach leigheas an bháis
Ó d’fhag tú mé, is bocht mo chás,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán
II
Is minic a bhréag tú mé ar do ghlúin,
Ag cur do scéil dom féin in iúl
Ach chaill mé thú ‘s tú mo rún,
A’s go dté tú, a mhuirn ín, slán
III
Ach cuireadh ar Rí Séamas ruaig
A’s d’imigh na géanna leis ar luas
A’s d’imigh mo bhuachaill leo, monuar,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán

TRADUZIONE INGLESE
I
O gentle beautiful youth,
Broad was your heart and sweet your kiss,
Alas that I am not with you forever,
And may you go, my love, safely.
Chorus:
walk, walk, walk, oh love’
There is no cure to this but death.
Since you left me, wretched is my plight,
And may you go, my love, safely.
II
Often you beguiled me on your knee
Telling me of your life
But I lost you and you are my love,
And may you go, my love, safely.
III
But King James was routed,
And the geese (1) went with him at speed,
And my lad went with them, alas,
And may you go, my love, safely
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
O ragazzo bello e caro
dal cuore grande e dai dolci baci, peccato che non possa esserti sempre vicina, torna, amore mio, in salvo.
Ritornello
Cammina amore, cammina, cammina
attento a  non restare ucciso, da quando mi hai lasciata, disperata è la mia condizione; torna, amore mio, in salvo.
II
Spesso mi hai tenuta sulle ginocchia
raccontandomi della tua vita
ma ti ho perduto, tu che sei il mio amore, torna, amore mio, in salvo.
III
Ma re Giacomo fu messo in fuga
e le oche volarono con lui
e il mio ragazzo andò con lui, ahimè,
torna, amore mio, in salvo.

NOTE
1) Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra; gli Irlandesi cattolici vengono privati del diritto di voto, sono esclusi dall’esercito, dall’amministrazione locale e centrale e dalla magistratura (mancava solo che gli facessero portare la stella gialla!)
Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!).
Per estensione le oche selvatiche sono tutti gli uomini e le donne che hanno lasciato l’Irlanda come emigranti per tutto ciò che non potevano realizzare nel loro paese!

continua VERSIONE AMERICANA Johnny has gone for a soldier

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Si%C3%BAil_A_R%C3%BAin
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic53844.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiuilARuin.html
http://thesession.org/tunes/6753
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7985
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48603
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=336&lang=it
http://stec-173395.blogspot.it/2011/05/fuso-e-telaio.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30259
http://chrsouchon.free.fr/shulegra.htm

SAILING FOR THE LOWLANDS

irish_soldierIl testo è stato scritto dall’irlandese Patrick Joseph McCall (1861 – 1919) già autore di famose ballate popolari come “Follow me up to Carlow“, “Boolavouge“, “Kelly the Boy From Killaneand” per lo più di stampo patriottico. Compare in “Irish Fireside Song” (vedi) e la melodia è la n° 182 in “Old Irish Folk Music and Songs” di P.W. Joyce (1909) (anche abbinata a “The Golden Vanity” in Child ballad #286).
Il testo ha una doppia chiave di lettura, apparentemente parla di in un traffico di contrabbando: liquori e vini raffinati in cambio di pregiata lana e oche selvatiche irlandesi. In realtà quelle “oche” dei registri di carico erano reclute militari irlandesi che prendevano il volo!

(immagine tratta da qui)

OCHE SELVATICHE PRENDONO IL VOLO

Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra; gli Irlandesi cattolici vengono privati del diritto di voto, sono esclusi dall’esercito, dall’amministrazione locale e centrale e dalla magistratura (mancava solo che gli facessero portare la stella gialla!) Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!).
Per estensione le oche selvatiche sono tutti gli uomini e le donne che hanno lasciato l’Irlanda come emigranti per tutto ciò che non potevano realizzare nel loro paese! continua

ASCOLTA Slogmåkane

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem in Sing Of The Sea 1969 (strofe I, II, V, IV, VIICB)


TESTO di PJ Mccall
I
Dunmore(3) we quitted, Michelmas(1) gone by
Cowhides and wool and live cargo
Twenty young wild geese(2)
Ready fledged to fly
Sailing for the Lowlands Low
chorus 
The lowlands low, the lowlands low
Sailing for the lowlands low
II
Shaun Paor’s the skipper
From the church of Crook
Peary keeps log for his father
Crew all from Bannow
Fethard and the Hook(3)
Sailing for the Lowlands low
III
These twenty wild geese
Gave Queen Anne the slip
Crossing to Louis(4) in Flanders
He and Jack Malbrook(5)
Both are in a grip
Fighting in the Lowlands Low
IV (6)
Close lay a rover
Off the Isle of Wight
Either a Salee(7) or Saxon!
Out through the sea mist
We bade them goodnight
Sailing for the Lowlands Low
V
Ready with priming,
We’d our galliot(8) gun
Muskets and pikes in good order
We should be riddled,
Captives would be none
Death! or else the Lowlands low
VI
Pray Holy Brendan(9)
Turk nor Algerine
Dutchman nor Saxon may sink us!
We’ll bring Geneva(10),
Sack(11) and Rhenish wines (12)
Safely from the lowlands low
VII CB
We smuggled out the Wild Geese weapons safe ashore
Then we unloaded our cargo
A fair wind is blowing we’re headed for Dunmore
Sailing from the lowlands low
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Lasciammo Dunmore(3)
il giorno di San Michele(1)
pelli bovine e lana era il nostro carico
venti giovani Oche Selvagge(3)
pronte a tutti gli effetti a volare
navigando per l’Olanda
CORO:
Olanda,
navigando per l’Olanda
II
Sean Paor è il comandante
dal pese di Crook
Piery mantiene il posto per il padre,
l’equipaggio è tutto di Bannow,
Fethard e Hook(3)
a navigare per l’Olanda
III
Queste 20 Oche Selvagge
fanno lo sgambetto alla regina Anna
tagliando la strada a Luigi(4) nelle Fiandre, lui e Jack Malbrook(5)
sono entrambi in una morsa
a combattere in Olanda
IV(6)
Dappresso c’era una nave pirata
al largo dell’isola di White
o marocchini(7) o sassoni
tra la nebbia del mare
gli abbiamo dato la buona notte
a navigare per l’Olanda
V
Pronti con l’innesco
avendo la nostra galeotta(8), pistola
moschetti e picche in buono stato,
piuttosto essere crivellati
che essere fatti prigionieri
A Morte o per l’Olanda
VI
Pregate San Brendano(9)
né Turchi o Algerini
Tedeschi o Sassoni possono affondarci!
Porteremo gin olandese(10)
sherry spagnolo(11) e vino bianco del Reno(12)
al sicuro in Olanda
VII CB
Abbiamo contrabbandato le Oche Selvagge e le armi al sicuro a terra
poi abbiamo scaricato  la nostra merce
un vento leggero soffia, siamo diretti a Dunmore
navigando per l’Olanda
NOTE
1) l’equinozio d’autunno o il 29 settembre
2) Il volo delle oche è legato alla partenza di 14.000 soldati irlandesi dopo il trattato di Limerick (1691) per prestare servizio in Francia. Il trattato dava l’autorizzazione a questi soldati di andare dove volevano su delle navi fornite dal governo inglese.
3) paesi dell’Irlanda Sud-Est
4) Luigi XIV di Francia
5) Jack Malbrook: l’unico personaggio che potrebbe rientrare nel contesto è John Churchill primo Duca di Marlborough (1650-1722)
6) la versione dei Clancy Brothers dice
A pirate approached us many leagues from shore
We fought and we sunk him in good order
He’ll go a-roving plundering no more
Sailing for the lowlands low
(traduzione italiano: i pirati si avvicinarono a diverse leghe dal litorale, combattemmo e li affondammo per buona misura, non andranno più in giro a saccheggiare, navigando per l’Olanda)
7) algerini e marocchini erano pirati nordafricani che un tempo infestavano il Mare della Manica
8) galliot: galeotta, con lo stesso termine si identificano storicamente ben tre diverse navi: una piccola galea leggera e veloce usata fin dal Medioevo nel Mar Mediterraneo ; un barcone olandese o tedesco da carico o da pesca dal fondo quasi piatto e quindi adatto a navigare in acque poco profonde; una nave da guerra francese. Tra i tre propendo per il barcone

9) San Brendano noto anche come Brendano il navigatore è ricordato in letteratura per la Navigatio sancti Brendani e non poteva che essere santo protettore dei marinai e dei viaggiatori
10) gin olandese comunemente chiamato Ginevra
11) sherry spagnolo
12) in realtà si tratta di un messaggio in codice per indicare gli aiuti militari portati all’Olanda, Spagna e Germania

WHEN YOU FELL IN THE FOGGY DEW

Canto patriottico per eccellenza ovvero rebel song che testimonia la Rivolta di Pasqua del 1916 (vedere anche Erin go bragh)

Il testo è stato scritto da Charles O’Neil nel 1919, in occasione del giorno d’insediamento del nuovo parlamento irlandese a Dublino per commemorare i primi passi dell’Isola verso l’indipendenza (l’ultima strofa però è stata aggiunta successivamente): meglio morire sotto il cielo di Dublino piuttosto che combattere sotto il comando degli inglesi o per una causa sbagliata. La melodia è quella di The Moorlough shore.

Sinead O’Connor & Chieftains (strofe da I a III e V)

ASCOLTA The Wolfe Tones con le cinque strofe canoniche


I
As down the glen
one Easter morn
To a city fair(1) rode I
Their armed lines of marching men
In squadrons passed me by
No pipe did hum
and no battle drum
Did sound its loud tattoo
But the Angelus Bell o’er the Liffy(2) swell Rang out in the foggy dew
II
Right proudly high in Dublin town
Hung they out a flag of war
‘Twas better to die
‘neath an Irish sky
Than at Suvla or Sud-el-bar (3)
And from the plains of Royal Meath
Strong men came hurrying through
While Britania’s huns
with their long-range guns
Sailed in though the foggy dew
III
The bravest fell and the requiem bell
Rang mournfully and clear
For those who died that Eastertide
In the springing of the year
And the world did gaze in deep amaze
On those fearless men but few
Who bore the fight that Freedom’s light
Might shine though the foggy dew
 IV
‘Twas   England bade our Wild Geese(4) go
That small nations might be free
But their lonely graves are by Suvla’s waves
At the fringe of the great North Sea
Oh had they died by Pearse’s side(5)
Or fought with Chatal Brugha(6)
Then their graves we’d keep (7) where the Fenians (8) sleep
‘Neath the hills of the foggy dew
V (NON DI O’NEIL)
Back through the glen I rode again
And my heart with grief was sore
For I parted then with valiant men
Whom I ne’er shall see more
But to and fro in my dreams I go
And I kneel and pray for you
For slavery fled oh glorius dead
When you fell in the foggy dew
TRADUZIONE ed. musicali Rodaviva
I
Una mattina di Pasqua
attraversavo una valle
a cavallo verso una bella città (1),
mi passarono davanti marciando
file di uomini armati.
La zampogna non suonò
il tamburello non rullò.
Si sentì solo la campana dell’Angelus
suonare e di lontano lo scorrere
del fiume(2) nella nebbia di quel mattino.
II
Innalzarono fieramente la bandiera
della battaglia sopra Dublino.
Sarebbe stato meglio
morire sotto il cielo irlandese
piuttosto che combattere con inglesi a Sulva o a Sud-el-Bar(3). Dalle pianure di Royal Meath arrivarono correndo altri uomini forti, mentre con i cannoni arrivarono gli inglesi invasori sulle loro navi nella nebbia di quel mattino.
III
I più coraggiosi caddero
e nel silenzio le campane
suonarono tristemente il requiem per coloro che morirono in quella Pasqua di primavera.
Il mondo guardò con grande stupore
quei pochi uomini coraggiosi
che sostennero la lotta perché la luce della libertà risplendesse nella nebbia di quel mattino.
[IV
Se l’Inghilterra  avesse lasciato fare alle nostre Oche Selvatiche(4), quelle piccole nazioni  avrebbero potuto essere libere.
Ma le loro tombe solitarie stanno ora nelle acque del Sulva o sulle rive del gran Mare del Nord.
Oh, fossero morti al fianco di Pearse(5)
o avessero combattuto con Cathal Brugha(6)! Allora si serberebbero i loro nomi(7) dove dormono i Feniani (8), sotto le colline fra la nebbia dell’aurora]*
V
Tornai in quella valle cavalcando
e il mio cuore pianse di dolore,
perché avevo lasciato uomini valorosi
che non avrei mai più visto.
Ma quando il mio pensiero torna a voi m’inginocchio e prego,
perché la schiavitù è fuggita quando voi,
o morti gloriosi,
siete caduti nella nebbia di quel mattino.

NOTE *integrazione traduzione di Cattia Salto
1) Dublino
2) il Liffey è il fiume che attraversa Dublino
3) nella I Guerra Mondiale
4) Oche selvatiche   sono i soldati irlandesi che emigrarono per prestare servizio negli eserciti   continentali dal sedicesimo al diciottesimo secolo; nello specifico si   riferisce ai soldati giacobiti che lasciarono l’Irlanda per poter continuare   a prestare servizio nella Brigata irlandese di Giacomo II (ottobre 1691)
5) Pádraig (Patrick) Pearse  (18791916), è stato un poeta irlandese, teorico della rinascita dell’identità gaelica.  A diciassette anni si unì alla Gaelic League e nel 1913 entrò nell’Irish Republican Brotherhood per poi diventare capo dell’Irish Volunteer. Fu uno dei comandanti maggiori dell’Easter Rising, e fu lui a leggere la Poblacht na hÉireann, la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, sulle scale del General Post Office, davanti ad una folla per la verità un po’ disorientata. Fu giustiziato il 3 maggio 1916.
6) Cathal Brugha (1874 – 1922) uomo politico irlandese,  attivo nell’insurrezione di Pasqua
7) l’autore si rammarica che i tanti soldati irlandesi morti nella I Guerra Mondiale nell’esercito inglese non abbiano potuto combattere gloriosamente per l’Irlanda, allora i loro nomi sarebbero stati ancora ricordati come eroi invece di andare dispersi
8) Fenians ovvero la Fenian Brotherhood  fondata da James Stephens nel 1858 a Dublino per la creazione di una repubblica irlandese indipendente dal Regno Unito. I Feniani   presero il nome dai Fianna ovvero i mitici guerrieri guidati da Fionn Mac Cumhail. Si fa riferimento agli antichi luoghi di sepoltura di questi mitici eroi ossia le tombe a tumulo.

ASCOLTA Alberto Cesa con i Cantovivo

TRADUZIONE ITALIANO  ALBERTO CESA
I
Era il giorno di Pasqua e scendevo giù –sulla strada per la mia città – quando vidi protetti dalla bruma del mattino – mille uomini marciare.
E nell’aria non c’eran cornamuse e tamburi solo i passi che battevan la sterpaglia, – mentre al colle di Liffey la campana suonava – come il tuono che attraversa la battaglia.
II
Con orgoglio scoprii che a sfidare il destino – sventolavan le bandiere della guerra: – era meglio crepare sotto il cielo di Dublino – che   regalare il cuore all’Inghilterra. – Dalle verdi pianure di Royal Meath – ogni uomo lasciava la dimora – mentre i barbari inglesi con i loro fucili – salpavan fra le nebbie dell’aurora.
III
Ma i più forti morirono e la campana suonò –il canto   triste della terra violentata – mentre il vento tagliava il dolore nuovo e antico – come una folle, tremenda sciabolata.
Ed il mondo pensava quanto fossero strani – questi uomini liberi e leali – che morivan “soltanto” per riaccendere ancora la libertà nella nebbia dell’aurora.

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=1929