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A HUNDRED YEARS AGO

Una grande varietà di testi per questo sea shanty classificato come pulling chanty che era perciò eseguito dallo shantyman nella manovra per issare le vele.
A Long Time Ago is one of the shanties with the greatest number of variations. Old sailors can remember such different versions as There were two Ships in Callao BayNoah built this Wonderful Ark and A Hundred Years is a Very Long Time, but they were all the same song originally.” (tratto da qui)

A HUNDRED YEARS AGO

Tra queste si esamina la versione “A hundred years ago“, ancora controversa la sua origine, era molto popolare sui clipper che facevano la spola NewYork – San Francisco via Capo Horn.

ames Buttersworth Clipper Ship at Cape Horn
James Buttersworth “Clipper Ship at Cape Horn” 1850-90

 VERSIONE CLIPPER

Scrive A.L. Lloyd nelle note all’album Blow Boys Blow registrato con Ewan MacColl nel 1967: “English and American folklorists fail to agree whether this shanty was first made under the Stars and Stripes or the Red Ensign. It has close associations with the Baltimore clippers, yet John Masefield heard it on British ships in his seafaring days, and the singer who gave it to Cecil Sharp knew it as an English sailors’ song. It may be a seaman’s remake of the mid-nineteenth century minstrel song called A Long Time Ago. Whatever it is, it made a good nostalgic-sounding shanty for the long pulls on the halyard.” (tratto da qui)
I clipper (i primi modelli provengono da Baltimora e risalgono al 1812) per andare sempre più veloce avevano una superficie velica di molto superiore ai vascelli precedenti e quindi il lavoro dei marinai era più impegnativo. Nella canzone lo shantyman impartisce l’ordine di issare le vele tirando la cima (drizza) per alzare il pennone ovvero l’asta orizzontale messa in croce con l’albero che regge la rispettiva vela.

ASCOLTA A.L. Lloyd in Blow Boys Blow 1967


A hundred years on the Eastern Shore(1),
Oh, yes, oh!
A hundred years on the Eastern Shore,
A hundred years ago
Oh, when I sailed across the sea,
My girl said she’d be true to me.
I promised her a golden ring,
She promised me that little thing.
Oh, up aloft this yard(2) must go,
For mister mate has told us so.
I thought I heard the old man say,
That we was homeward bound today(3).
traduzione italiano di Cattia Salto
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale(1)
oh si, oh
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale
un centinaio d’anni fa
Quando navigavo per i mari
la mia ragazza diceva che mi sarebbe stata fedele
le promisi un anello d’oro
e lei mi promise quella cosina
Oh su, questo pennone(2) deve andare
perchè il primo ufficiale ci ha detto così
credo di aver sentito il capitano dire
che leveremo l’ancora diretti a casa oggi

NOTE
1) la costa orientale dell’America
2) yard= pennone; è l’asta orizzontale messa in croce con l’albero che regge le vele e prende il nome dalla relativa vela.
3) oppure “Just one more pull and then belay” (in italiano= Ancora un tiro e poi lasciate, ragazzi.) nell’album “The Black Ball Line” 1957

VERSIONE BALENIERE

L’altra versione è quella cantata sulle baleniere e si divide idealmente in tre parti: nella prima lo shantyman accenna alla fedeltà della fidanzata, nella parte centrale descrive i ruggenti venti di Capo Horn e le insidie di quel tratto di mare. Nella parte finale commemora la figura del marinaio Bully John di Baltimora.
ASCOLTA Ewan MacColl in “Whaler out of New Bedford, and other songs of the Whaling Era” 1962


A hundred years on the Eastern Shore(1),
Oh, yes, oh!
A hundred years on the Eastern Shore,
A hundred years ago
Oh, when I sailed across the sea,
My girl said she’d be true to me.
I promised her a golden ring,
She promised me that little thing.
I wish to God I’d never been born,
To go rambling round and round Cape Horn(4)
Around Cape Stiff(4) where the wild winds blow(5),
Around Cape Stiff through sleet and snow.
Around Cape Horn with frozen sails,
Around Cape Horn to fish for whales.
Oh, Bully John from Baltimore,
I knew him well on the Eastern Shore.
Oh, Bully John, I knew him well,
But now he’s dead and gone to hell.
Oh, Bully John was the boy for me,
A bucko on land and a bully(6) at sea.
traduzione italiano di Cattia Salto
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale
oh si, oh
Un centinaio d’anni sulla Costa Orientale
un centinaio d’anni fa
Quando navigavo in mare
la mia ragazza mi diceva che mi sarebbe stata fedele
le promisi un anello d’oro
e lei mi promise quella cosina
vorrei per Dio non essere mai nato,
piuttosto che andare su e giù per Capo Horn
a doppiare Capo Stiff(4) dove soffiano i venti forti,
a doppiare Capo Stiff con gelo e neve
per Capo Horn con le vele ghiacciate,
attorno a Capo Horn per pescare le balene,
Oh Bully John da Baltimora
lo conoscevo bene sulla costa orientale
Oh Bully John lo conoscevo bene,
ma ora è morto ed è andato all’inferno
Oh Bully John era il ragazzo per me
un macellaio a terra e un duro(6) per mare

NOTE
4) Capo Horn, detto dai marinai “Cape Stiff”, la nera scogliera all’estremità dell’America Meridionale dove si scontrano le masse d’acqua e d’aria dell’Atlantico e del Pacifico, provocando venti che vanno dai 160 ai 220 Km/h e una risalita verso Ovest quasi proibitiva. Doppiare Capo Horn era un’impresa temuta dai marinai, per i forti venti, le grani onde e gli iceberg vaganti, cimitero di numerose navi sfortunate.
 “Grandi Naufragi” impossibile stabilire il numero delle navi che sono andate perdute in queste estreme acque tra le onde alte anche 20 metri. Tempeste di neve, violenti uragani, nebbie e pericolosi iceberg alla deriva, fanno capire quanto sia stato difficile passare indenni per la via di Capo Horn. I pochi naufraghi dovevano affrontare oltre all’inospitalità di quelle terre anche l’avversità degli indigeni che aggredivano i superstiti per depredarli di alcool ed armi. (tratto da qui)
5) “Quaranta ruggenti” termine coniato dagli inglesi all’epoca dei grandi velieri con rotta per Cape Horn. Venti, considerati i più temibili al mondo, prendono slancio da migliaia di miglia nel Pacifico senza che il minimo ostacolo possa smorzare la forza, riuscendo nelle acque di Capo Horn addirittura ad esaltarsi con l’incontro di aria fredda proveniente dall’Antartide. “Ruggenti” dal sibilo intenso che il vento produce tra gli alberi, il sartiame e la velature delle imbarcazioni. (tratto da qui)
6) bully è un termine da marinai con molti significati: in senso positivo per dire che il marinaio è un tipo “very good”, o “first rate”, ma bully è anche l’attaccabrighe sempre pronto a fare a pugni. Anche il termine bucko era spesso utilizzato in modo gergale per indicare un primo ufficiale manesco e violento che trattava in modo brutale la ciurma.

Una variante con il titolo Around Cape Horn (vedi) estrapola la parte centrale del testo precedente  trasformandosi in un canto nostalgico.

ASCOLTA White Magic in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.


A long time was a very good time
Long time ago
A long was a very long time
Long time ago
Around Cape Horn(4) we got to go
Around Cape Horn to Calleao(7)
You give me the girl and you take me away(8)
A long long time in the hull below
Around Cape Horn with frozen sails
Around Cape Horn to fish for whales
I wish to God I’d never been born
A long long time in the hull below
Around Cape Horn where wild winds blow(5)
Around Cape Horn through sleet and snow
A long long time in the hull below
traduzione italiano di Cattia Salto
Tanto tempo fa erano davvero bei tempi, tanto tempo fa
Tanto tempo fa erano davvero bei tempi, tanto tempo fa

per Capo Horn dovevamo andare
a doppiare Capo Horn verso Callao(7),
mi dai la ragazza e mi porti via(8),
tanto tempo sotto nello scafo,
per Capo Horn con le vele ghiacciate,
attorno a Capo Horn per pescare le balene,
vorrei per Dio non essere mai nato,
tanto, tanto tempo sotto nello scafo,
per Capo Horn dove i venti di bufera soffiano,
a doppiare Capo Horn con neve e nevischio, tanto, tanto tempo sotto nello scafo

NOTE
7) Callao si trova vicino a Lima nel Perù, le navi commerciali che facevano scalo a Callao caricavano il prezioso guano per portarlo in Inghilterra. Alcuni traducono Call-e-a-o come California, che però dovrebbe essere scritto Califor-ni-o
8) ?!non capisco il significato della frase

FONTI
http://www.capehorn.it/400-anos/
http://www.globalsecurity.org/military/facility/panama-canal-horn.htm
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/ahundredyearsago.html
https://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/noahsarkshanty.html
http://www.contemplator.com/sea/hundred.html
http://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/noahsarkshanty.html
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/index.html
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/mystic.html
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/holdstock.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10638
https://musescore.com/sangerforum/scores/2232266
http://memory.loc.gov/diglib/ihas/loc.award.rpbaasm.0463/default.html
https://www.youtube.com/watch?v=Cc2gQAi1OKY
https://www.youtube.com/watch?v=RBMBW_G_uJE
https://www.youtube.com/watch?v=OK_Sj8GbLa8
http://www.jsward.com/shanty/LongTimeAgo/shay.html
http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/100years.htm
http://ingeb.org/songs/aroundca.html

LICHT BOB’S LASSIE

TITOLI: “The Licht Bobs Honey”, “Lingboo’s Lammie”, “Rob’s Lassie”

21mwyrsE’ una canzone tradizionale scozzese che racconta la storia di una donna che decide di lasciare tutto e seguire il suo innamorato; probabilmente la donna era di buona famiglia e di condizione agiata, ma lei vuole stare con il suo Johnny. La canzone si considera infatti collegata con “I know where I’m going” (vedi) di cui potrebbe essere il seguito. Riusciamo così a sapere che Johnny è un soldatino, oppure un mandriano (custode degli armenti) poiché nelle varie versioni tramandate dalla tradizione popolare le due figure si sovrappongono.

Le origini della canzone si ritrovano secondo Don Duncan in un broadside inglese, “A New Song, Called Harry Newell,” del XVIII secolo, ma la fonte principale si trova in “Folk Song Collection” Greig-Duncan vol IV 1990. In questa raccolta sono riportati nove versioni testuali (al # 725).

Non sono insolite le canzoni celtiche sulle donne che seguono il loro fidanzato partito per la guerra anche se sono molte di più quelle in cui le fidanzate attendono per sette anni il ritorno del loro soldatino. Ad esempio in “Siuil a Ruin” (vedi) c’è un verso in cui la donna si dichiara pronta a seguire la truppa “I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red and it’s round the world I will beg for bread” che è ripreso in parte in questa canzone.

Anche se considerate donne poco oneste o addirittura prostitute le “donne delle salmerie” erano anche le mogli dei soldati che preferivano seguirli con i loro figli piuttosto che restare a casa e vivere una vita di stenti.

ASCOLTA Ewan McLennan in “The Last Bird to Sing” 2012 (strofe I, II, VI, III, VII)
ASCOLTA Mary Black in versione integrale su Spotify (strofe II, III, IV, V, VI, VIII)

I
First when I cam’ tae the toon(1) They ca’d me young and sonsie(2) Noo they’ve changed my name They ca’ me the licht bob’s lassie(3)
II
First when I cam’ tae the toon They ca’d me young and bonnie Noo they’ve changed my name Ca’ me the licht bob’s honey
III
I’ll dye my petticoats red And face them wi’ the yellow(4) I’ll tell the dyser(5) lad That the licht bob (leaboy) I’m tae follow
IV
It’s over hills and dales And over dykes and ditches Say, will I like the lad That wears the moleskin(6) breeches
V
The black horse draws the cart And he’s as proud as any Say, will I like the lad That drives him on so canny(7)
VI
Feather beds are soft And painted rooms are bonnie I wad leave them a’ And jog along wi’ Johnny
VII
Oh my heart(8)’s been sair(9) Shearin’ Craigie’s corn(10) I winnae see him the nicht But I’ll see him the mornVIII Oh for Saturday night It’s I that’ll see my dearie He’ll come whistlin’ in When I am tired and weary
Tradotto da Cattia Salto
I
La prima volta che sono arrivata nella fattoria mi chiamavano giovane e allegra ora mi hanno cambiato il nome e mi chiamano la ragazza del soldato (bracciante)
II
La prima volta che sono arrivata nella fattoria mi chiamavano giovane e bella ora mi hanno cambiato il nome e mi chiamano lo zuccherino del soldato (bracciante)
III
Mi tingo le sottovesti di rosso e li accosterò con il giallo dirò al tintore che andrò a seguire il soldato (il bracciante)
IV
E’ per le colline e le valli per gli argini e i fossi dico “Voglio il ragazzo che indossa i pantaloni di fustagno”
V
Il cavallo nero tira il carretto e lui è orgoglioso come pochi, dico “Voglio il ragazzo che lo spinge in modo accorto”
VI
Le piume del letto sono soffici e le stanze affrescate sono belle ma lascerei tutto per andare con il mio Johnny
VII
Il mio cuore è stato triste mietendo il grano dei Craigie vorrei vederlo di notte ma lo vedrò al mattino
VIII
Per sabato sera sarò io che vedrò il mio amato tornerà fischiettando quando io sarà stanca e affaticata

NOTE
1) toon o anche toun è un termine scozzese per indicare una fattoria, ovvero un’azienda agricola; la strofa è la stessa della versione americana Katie Cruel
2) sonsy, sonsie: avvenente ma anche allegra oppure fortunata
3) Licht bob= ‘Light Bob’= The Light Brigade in questa versione Johnny è un soldato “Light Bobs were light infantrymen formerly part of the fighting establishment of all foot regiments but in the mid-nineteenth century re-grouped to form light infantry regiments.” (Greig-Duncan Folk Song Collection vol IV 1990), ma è anche scritto come leaboy (lea = pascolo) secondo Norman Buchan potrebbe essere un “herd boy” ossia un mandriano, o un bracciante.
4) per alcuni il gallo e il rosso sono il colore del reggimento dei soldati seguito dalla donna; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
5) Dyster: dyer
6) Moleskin: thick, strong cotton with a shaved pile and a soft feel, for working trousers
7) Canny: carefully, skilfully
8) in alcune versioni il termine diventa, molto più appropriatamente, “back” e in effetti a falciare il grano ci si rompe la schiena più che spezzarsi il cuore!
9) sore: nel duplice significato di dolente e dolorante
10) Craigie potrebbe essere un posto nell’Ayrchire oppure un tipico cognome scozzese

KATIE CRUEL

E’ una canzone risalente alla guerra d’indipendenza americana (1775-1783) e, apparentemente sembra non raccontare una storia, ma alcuni suppongono che racconti di una “camp follower” ossia di una ragazza finita per essere di conforto alle soldataglia. Una storia quindi di soprusi e violenze di una ragazza reietta che non ha avuto altra scelta che la strada (nel senso di marciapiede).

La canzone è sia un grido di fiera indipendenza che di dolore, quello di ragazza “bruciata” che si è caricata sulle spalle la stanchezza del mondo.

La versione che ha fatto scuola è quella di Karen Dalton
ASCOLTA Karen DaltonIn My Own Time” 1971
ASCOLTA White Magic 2006
ASCOLTA Agnes Obel in Philharmonics 2011 (strofe I, II, III, II, III, V)

I
When I first came to town They call me the roving jewel Now they’ve change their tune They call me Katie Cruel(1)
II
Through the woods I go And through the boggy mire Straight way down the road ‘Til I come to my heart’s desire
III(2)
If I was where I would be Then I would be where I am not Here I am where I must be Where I would be, I can not
IV
When I first came to town They brought me drinks plenty Now they’ve changed their tune They bring me the bottles empty
V (in Agnes Obel)
If I was where I would be, Then I would be where I am not, Here I am where I must be Go where I would, I cannot. Go where I would, I cannot. Go where I would.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Quando arrivai in città la prima volta Allora mi chiamavano gioiello d’amore. Ora hanno cambiato musica E mi chiamano Katie la crudele
II
Attraverso i boschi E le paludi fangose Dritta per la mia strada Finchè raggiungerò ciò che il mio cuore desidera
III
Se io fossi dove vorrei Allora certo non vorrei essere dove sono Ma sono qui, dove devo essere Là dove vorrei essere, non posso
IV
Quando arrivai in città la prima volta Tutti mi offrivano da bere Ora hanno cambiato musica E mi gettano le bottiglie vuote
(traduzione qui)

NOTE
1) “cruel”… ha una doppia valenza vuole dire cattiva e incrudelita, ma anche fiera
2) se avesse potuto essere dove avrebbe voluto, non sarebbe certo stata lì, ma che ora lì si trova e deve starci, e non c’è niente da fare.

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=29683&lang=it
http://sangstories.webs.com/lichtbobslassie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=25006
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/katycruel.html
http://venerato-maestro-oppure.com/2012/02/09/katies-been-gone-una-piccola-apologia-di-karen-dalton/