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THE SEVEN JOYS OF MARY

Un tempo nelle campagne tra i poveri del villaggio e in particolare le donne anziane e le vedove, c’era l’usanza di andare a chiedere l’elemosina di casa in casa in vista del Natale per procurarsi tante cose buone da mangiare (good things). Si diceva semplicemente “a-gooding”, e in particolare le donne oltre alla coppa di wassail (vedi) per il brindisi benaugurale portavano in giro l’effige della Madonna inghirlandata con rami di sempreverdi. “These are two dolls, dressed the one to represent the Saviour, and the other the Virgin Mary, and during the week before Christmas they are carried about the country by poor women, who, in return for their exhibition, expect a halfpenny, which it is considered as insuring the height of ill-luck to deny”. (tratto da qui).

THE ADVENT IMAGES

Chiamate più genericamente “the advent images” queste raffigurazioni portavano fortuna alle case e nessuno negava un’offerta in danaro alle povere donne del paese! Tra le canzoni cantate per l’occasione c’era una carola mariana dal titolo “The seven joy of Mary“. Il canto è riportato nel “The Oxford Book of Carols” in cui gli editori fanno riferimento come fonte a dei broadsides del XIX e XVIII secolo. Ma è assai probabile un’origine medievale del canto (Roy Palmer in Bushes and Briars, 1999 cita il testo “The five joys of Mary” da un manoscritto cinquecentesco -il commonplace book di Richard Hill).

LE SETTE GIOIE DELLA VERGINE

leonardo-da-vinci-madonna“Le Sette Beatitudini di Maria” anche noto come “The Seven Rejoices of Mary” è un canto tradizionale sui momenti felici di Maria ispirati alla figura retorica delle Sette Gioie della Vergine nella letteratura devozionale medievale.
Le beatitudini di Maria (originariamente cinque) divennero soggetto d’arte a partire dal medioevo:
1) l’annunciazione (nel Rosario francescano la seconda beatitudine è la visita a Santa Elisabetta) (vedi)
2) la nascita di Gesù
3) l’adorazione dei Magi
4) la resurrezione di Gesù (nel Rosario francescano la quinta beatitudine è il ritrovamento di Gesù al tempio)
5) l’ascensione in Cielo
6) la pentecoste
7) l’incoronazione della Vergine in Cielo
“Joys” intese come beatitudine divina: il concetto è antico, un tempo si credeva che solo gli dei potessero essere pienamente e totalmente felici, così l’uomo non era degno di beatitudine e gli antichi dei quando vedevano un mortale “troppo” felice gli mandavano qualche disgrazia o affanno! Con il Cristianesimo il concetto viene totalmente ribaltato, perchè chiunque può diventare beato nella fede in Cristo; così nel Vangelo di Luca Maria viene chiamata beata per la sua fede e solo subordinatamente per la sua maternità.

I SETTE DOLORI DI MARIA

Parallelamente alle cinque gioie sempre nel medioevo a partire dal XI secolo si celebrano anche i cinque dolori di Maria vista come Maria Addolorata, pene raffigurate da cinque spade che le trafiggono il cuore; nel trecento il culto dell’Addolorata viene celebrato nella Settimana Santa di Pasqua e solo nel seicento viene “istituzionalizzato” il 15 settembre nella Festa dell’addolorata.

I sette dolori di Maria sono tradizionalmente: 1) la profezia di Simeone sulla missione di Gesù 2) la fuga in Egitto 3) la perdita di Gesù nel Tempio 4) l’incontro di Maria e Gesù che porta la croce 5) Maria ai piedi della crocefissione 6) Maria che prende Gesù morto tra le braccia (sublimata da Michelangelo nella Pietà) 7) Maria che vede Gesù chiuso nel sepolcro

Il testo, peraltro presente in molte varianti, non è abbinato univocamente ad una sola melodia, la più utilizzata è tuttavia quella di Richard Terry in “Two Hundred Folk Carols” (Londra 1933) sebbene le Chiese inglesi preferiscano la variante pubblicata in Christmas Carols New and Old (Londra 1871)

MELODIA TRADIZIONALE INGLESE
Richard TerryTwo Hundred Folk Carolsvedi

ASCOLTA Great Big Sea


I
The first good joy that Mary had
It was the joy of one
To see her own son Jesus Christ
When He was first of son
When He was first of son,
good man
And blessed may he be
CHORUS:
Oh, oh, Father, Son, and Holy Ghost
For all eternity
Oh, oh, Father, Son, and Holy Ghost
For all eternity
II
The next good joy that Mary had
It was the joy of two
To see her own son Jesus Christ
When he was to sent school
When he was to sent school,
III
The next good joy that Mary had
It was the joy of three
To see her own son Jesus Christ
To make the blind to see
To make the blind to see,
IV
The next good joy that Mary had
It was the joy of four
To see her own son Jesus Christ
To read the bible lore
To read the bible lore,
V
The next good joy that Mary had
It was the joy of five
To see her own son Jesus Christ
To bring the dead alive
To bring the dead alive,
VI
The next good joy that Mary had
It was the joy of six
To see her own son Jesus Christ
Upon the crucifix
Upon the crucifix,
VII
The last good joy that Mary had
It was the joy of seven
To see her own son Jesus Christ
To wear the crown of Heaven
To wear the crown of Heaven..
TRADUZIONE ITALIANO
I
La prima buona gioia che Maria ebbe
fu la gioia numero uno.
di vedere suo figlio Gesù Bambino
quando era neonato,
quando era neonato;
brav’uomo
che sia benedetto.
CORO:
Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
II
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero due.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
quando fu mandato a scuola.
quando fu mandato a scuola
III
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero tre.
Vedere suo figlio Gesù Cristo
che ridava la vista ai ciechi.
che ridava la vista ai ciechi
IV
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero quattro.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
leggere la Bibbia,
leggere la Bibbia.
V
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero cinque.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
ridare la vita al morto.
ridare la vita al morto.
VI
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sei.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
sopportare la croce;
sopportare la croce.
VII
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sette.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
portare la corona del cielo.
portare la corona del cielo.

MELODIA DIVES AND LAZARUS (vedi)
Una melodia che rispunta in molte ballate

ASCOLTA Will Fly alla chitarra

ASCOLTA Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008

I
The first good joy that Mary had
It was the joy of one
The first rejoice that Mary had
Was to see her newborn son
CHORUS
To see her newborn son,
good man
And blessed may he be
Sing Father, Son and Holy Ghost
To all eternity
II
The next good joy that Mary had
It was the joy of two
To see her son Jesus
Make the lame to go
III
The next rejoice that Mary had
It was the joy of three
To see her own son Jesus
To make the blind to see
CHORUS
To make the blind to see, good man..
IV
The next good joy our lady had
It was the joy of four
It was the rejoice of her dear son
When he read the Bible o’er
V
The next good joy that Mary had
It was the joy of five
To see her own son Jesus
To make the dead alive
CHORUS
To make the dead alive, good man…
VI
The next rejoice our lady had
It was the rejoice of six
To see her own son Jesus
To bear the crucifix
VII
The next good joy that Mary had
It was the joy of seven
To see her own son Jesus
To wear the crown of heaven
CHORUS
To wear the crown of heaven, good men ..
And glory may he be
And blessed now be she
And those who sing the seven long verses in honor of our lady
TRADUZIONE ITALIANO
I
La prima buona gioia che Maria ebbe
fu la gioia numero uno.
La prima gioia che Maria ebbe
fu di vedere suo figlio neonato.
CORO:
Vedere suo figlio neonato, brav’uomo,
che sia benedetto.
Canta Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
II
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero due.
Vedere suo figlio Gesù,
far camminare gli zoppi.
III
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero tre.
Vedere suo figlio Gesù,
che ridava la vista ai ciechi.
CORO:
che ridava la vista ai ciechi brav’uomo…
IV
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero quattro.
E ‘stato la gioia del suo caro figlio,
quando lesse la Bibbia.
V
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero cinque.
Vedere suo figlio Gesù,
ridare la vita al morto.
CORO:
che ridava la vita al morto, brav’uomo..
VI
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sei.
Vedere suo figlio Gesù,
sopportare la croce.
VII
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sette.
Vedere suo figlio Gesù,
portare la corona del cielo.
CORO:
portare la corona del cielo, brav’uomo,
..
E sia gloria a Lui,
e benedetto ora sia Lei.
e quelli che cantano i sette lunghi versi,
in onore della Madonna.

ASCOLTA Anonymous 4 in una seconda melodia di sapore più antico

I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one:
it was the rejoice of Her dear Son
when He was born young.
CHORUS
Glory may he be, and blessed now is she, and those who sing the seven long verses in honour of our Lady.
II
The second rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of two:
It was the rejoice of Her dear Son
when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of three,
it was the rejoice of Her dear Son
when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of four:
it was the rejoice of Her dear Son
when He read the Bible o’ er.
V
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of five:
it was the rejoice of Her dear Son
when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of six:
It was the rejoice of Her dear Son
when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of seven:
it was the rejoice of Her dear Son
when He opened the gates of heavenSing alleluia, sing alleluia.
Sing alleluia, the heavens are true,
Sing alleluia.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La prima beatitudine di Maria
fu la gioia numero uno:
fu la gioia del suo caro figlio
quando nacque.
CORO:
Che sia egli benedetto e anche lei benedetta e coloro che cantano i sette lunghi versi, in onore della Madonna.
II
La seconda beatitudine di Maria
fu la gioia numero due.
fu la gioia del suo caro figlio,
quando fu mandato a scuola.
III
La terza beatitudine di Maria
fu la gioia numero tre.
fu la gioia del suo caro figlio,
che ridava la vista ai ciechi.
IV
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero quattro.
fu la gioia del suo caro figlio
quando lesse la Bibbia.
V
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero cinque.
fu la gioia del suo caro figlio
che ridare la vita al morto.
VI
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero sei.
fu la gioia del suo caro figlio
mentre portava il crocefisso.
VII
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero sette.
fu la gioia del suo caro figlio
Mentre apriva i cancelli del paradiso

VERSIONE IN IRLANDESE: SEACHT SUÁILCÍ NA MAIGHDINE MUIRE

“The seven consolations of the Virgin Mary” con un testo piuttosto diverso riportato in “Traditional Songs of the North of Ireland” (Derek Bell & Liam Ó Conchubhair, Dublino: Wolfhound Press, 1999), raccolta dalla tradizione popolare da Liam Ó Conchubhair (Rann na Feirste, Donegal) mentre quello di Aoife Ní Fhearraigh è la traduzione in irlandese della seconda versione testuale citata (nella versione di Anonymus 4).


Aoife Ní Fhearraigh
Nelle note di copertina si legge: “The enumeration of the seven joys of Mary has the magical effect of a litany. This type of religious song was once widespread in Donegal. Antaine Ó Dochartaigh [of Cruit, near Dungloe] had a version from his mother and another version existed in Ranafast. Women were the chief bearers of this particular song tradition which was mostly associated with Lent.”

GAELICO IRLANDESE
I
An chéad suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go bhfuair sí a haon mhac beo.
II
An dara suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go deachaidh sé a léamh na leabhar.
III
An triú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug uirthi bláth na n-ord.
IV
An ceathrú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gurbh é fhéin an Slánaitheoir.
V
An cúigiú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go ndearna sé na mairbh beo.
VI
An séú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug sé fíon le hól.
VII
An seachtú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go dtabharfadh sé í suas ar neamh.
ENGLISH TRANSLATION:
I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one,
It was the rejoice of Her dear Son when He was born young
II
The second rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of two,
It was the rejoice of Her dear Son when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of three,
It was the rejoice of Her dear Son when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of four,
It was the rejoice of Her dear Son when He read the Bible oer.
V
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of five,
It was the rejoice of Her dear Son when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of six,
It was the rejoice of Her dear Son when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of seven,
It was the rejoice of Her dear Son when He opened the gates of heaven.

Noirin Ni Riain ha rilasciato tre versioni: la prima interamente in irlandese (da Vox de Nube 2010), la seconda in inglese con i monaci della Abbazia di Glenstal (da The Darkest Midnight). e una terza versione in Seinn Aililiu 2011 ascoltabile su Spotify

ASCOLTA (da Vox de Nube 2010) [Luinneog] alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.
[Luinneog]
alleluia, alleluia,
alleluia, alleluia, alleluia.
I
An chéad suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go bhfuair sí a haon mhac beo.An dara suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go deachaidh sé a léamh na leabhar.An triú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug uirthi bláth na n-ord.An ceathrú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gurbh é fhéin an Slánaitheoir.An cúigiú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go ndearna sé na mairbh beo.An séú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug sé fíon le hól.An seachtú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go dtabharfadh sé í suas ar neamh.
ASCOLTA (da The Darkest Midnight)FIRST CHORUS
Seinn alleluia, seinn alleluia,
Seinn alliliú, seinn alliliú,
Seinn alleluia.
I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one,
It was the rejoice of Her dear Son when He was born young
SECOND CHORUS
Glory may he be, and blessed now is she, and those who sing the seven long verses in honour of our Lady.
II
The second rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of two,
It was the rejoice of Her dear Son when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of three,
It was the rejoice of Her dear Son when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of four,
It was the rejoice of Her dear Son when He read the Bible oer.
V
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of five,
It was the rejoice of Her dear Son when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of six,
It was the rejoice of Her dear Son when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of seven,
It was the rejoice of Her dear Son when He opened the gates of heaven
ASCOLTA Celia Ní Fhátharta in versione integrale su Spotify
I
An chéad suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Go dtug sí ‘un saoil é i mbothán cró.[Luinneog]
Seinn alleluia, seinn alleluia,
Seinn alliliú, seinn alliliú, Seinn alleluia.
II
An dara suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a úl Sé léi a’ ród.
III
An tríú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Go ndeachaidh Sé a’ léamh A leabhair.
IV
An ceathrú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a rinn’ Sé den uisce beoir.
V
An cúigiú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Go dtearn Sé an marbh beo.
VI
An séú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tSuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a shaor Sé le n-A fhuil a’ domhan.
VII
An seachtú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tSuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a thóg Sé ar neamh í beo.
ENGLISH TRANSLATION:
I
The first joy of the Blessed Virgin
Was it not indeed a mighty joy!
The joy she found from her only great Son;
That she bore Him in a lowly byre.CHORUS
Alleluia! Alleluia!
Alleluia! Alleluia! Alleluia!
II
The second joy of the Blessed Virgin;
Was it not indeed a mighty joy!
The joy she found from her only great Son, That she travelled with Him along the road.
III
The third joy … …
That He’d gone by reading His book.
IV
The fourth joy … …
When he turned the water into wine [literally, “beer”]
V
The fifth joy … …
When He made the dead to live.
VI
The sixth joy .. …
When He redeemed the world with His blood.
VII
The seventh joy … …
When He raised her to heaven alive.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54434
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2351 http://www.lib.rochester.edu/camelot/teams/joys72.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/seven_joys_of_mary-niles.htm http://mainlynorfolk.info/wyndham-read/songs/thesevenjoysofmary.html

WASSAILING FOR THE MUMPING DAY

WAES HAEL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva l’usanza del Wassailing, il brindisi per festeggiare l’anno nuovo!
Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro (per la ricetta qui), o anche un vin brulè (per la ricetta qui) , ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra calda con sidro di mele o polpa di mele.
In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. In origine si ritiene che i brindisi si svolgessero nei frutteti dove si brindava per la salute e la prosperità degli alberi (vedi), poi si passò alle visite benaugurali di porta in porta nei villaggi, che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano, alla salute dei padroni di casa e alla loro prosperità.
Dal wassailing porta a porta, la wassailing bowl (= grolla della salute) entra nelle case sulla tavola di Natale come bevanda per i commensali!

LA QUESTUA

Wassail BowlNel Medioevo gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro oppure portavano la grolla della salute (wassail bowl) di casa in casa, cantando per reclamizzarne la bontà e per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo, in attesa di una piccola ricompensa.
Inizialmente quindi erano i questuanti a portare la grolla di casa in casa (una simbolica condivisione comunitaria della bevanda e delle provviste così come si faceva nei tempi delle società tribali), ma più comunemente, specialmente in epoca vittoriana, erano i mendicanti o i bambini più poveri e le donne a girare con la tazza del wassail vuota perché fosse riempita con bevande calde per accompagnarci pane e formaggio elargiti dai padroni di casa!
Dal “wassailing” (canti rituali di natura non religiosa) si passa infine al “caroling” ossia ai canti di Natale di natura religiosa, una questua premiata con cioccolata calda e biscotti e praticata soprattutto dai bambini. (continua)

The Wassail Bowl
1860 – The Wassail Bowl – John Gilbert

THE WASSAIL SONGS

La struttura di questi canti di questua è tipica: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. (c’erano ovviamente anche le strofe delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!)

Nelle Midland occidentali dell’Inghilterra è ancora diffuso il canto di questua o carol natalizio “Jolly wassel-bowl” con un testo risalente probabilmente al 1600. La ricetta tipica che si preparava all’epoca per la wassail bowl era detta Lambswool per il colore chiaro e spumoso della sua superficie, ma secondo Richard Cook il nome potrebbe essere una corruzione di lamasool cioè “La mas ubal” ( “Il giorno delle mele”) la festa celtica dell’Apple Howling: To fully understand the traditions of the wassail in summary we can look at Samuel Johnson’s Dictionary, published in 1756, which says the ‘Wassail’ was: “a liquor made of apples, sugar, and ale; a drunken bout; a merry song”. Yet the word wassail derives from the much older, ‘Old English’ (Anglo-Saxon) words wæs (þu) hæl which means ‘be healthy’ or ‘be whole’ – both of which meanings survive in the modern English phrase to be, ‘hale and hearty’ – while the first written reference to wassailing dates back to a medieval 1486-93 AD record, for wassail payments made at the New Year, at St Mary De Pre Priory (in St Albans). (tratto da qui)

LAMBS WOOL

Robert Herrick (1648)
Next crown a bowl full
With gentle lamb’s wool :
Add sugar, nutmeg, and ginger,
With store of ale too ;
And thus ye must do
To make the wassail a swinger.
TESTO
Poi riempi la boccia fino all’orlo
con una dolce “lana d’agnello”;
aggiungi zucchero, noce moscata e zenzero e anche birra;
così si deve fare
per fare una grolla allegra

ASCOLTA Mundi in Apple Howing (2006) per una bella colonna sonora qui o su Spotify
Ricette d’epoca qui e qui

 A jolly wassel-bowl

ASCOLTA Leafy Greens & Mutton

Si riportano solo le strofe cantate invece delle 12 del testo integrale (qui); il testo è antico e si trova in diverse raccolte tra cui “Christmas Carols Ancient and Modern” (1833) con la nota di William Sandys: Printed in Ritson’s Ancient Songs, pp. 304-6. From a collection intitled “New Christmas Carols: Being fit also to be sung at Easter, Whitsontide, and other Festival Days of the year.” No date, 12 mo. black letter; “in the curious study of that ever-to-be-respected antiquary Mr. Anthony á Wood [1632-1695], in the Ashmoleian Museum.”

Jolly wassel-bowl
I
A jolly wassel-bowl,
A wassel of good ale,
Well fare the butler’s soul,
That setteth this to sale (1);
Our jolly wassel (2).
II
Good dame, here at your door
Our wassel we begin,
We are all maidens poor,
We pray now let us in,
With our wassel.
III
Our wassel we do fill
With apples and with spice (3),
Then grant us your good will
To taste here once or twice
Of our good wassel.
IV
Much joy into this hall
With us is entered in;
Our master, first of all,
We hope will now begin
Of our wassel.
V
Some bounty from your hands,
Our wassel to maintain:
We’l buy no house nor lands
With that which we do gain
With our wassel.
VI
Much joy betide them all,
Our prayers shall be still,
hope and ever shall,
For this your great good will
To our wassel.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
La grolla della salute,
una coppa di buona birra
conforterà l’anima del maggiordomo, quella che prepariamo per vendere (1)
il nostro allegro wassail (2)
II
Buona madama, qui alla vostra porta inizia la nostra questua
siamo tutte povere fanciulle
e vi preghiamo di farci entrare
con la nostra coppa
III
La nostra coppa riempiamo
con mele e spezie (3)
perciò assicurateci la vostra buona volontà di assaggiare uno o due sorsi del nostro buon wassail
IV
Tanta gioia in questa casa
con noi è entrata;
il nostro padrone, per primo
speriamo inizierà ora
con il nostro wassail
V
Dei doni dalle vostre mani
per provvedere al nostro wassail,
non compreremo case o terre
con quello che guadagneremo
con il nostro wassail
VI
Tanta gioia per tutti voi
le nostre preghiere saranno di pace,
speranza e ogni bene
per la vostra grande generosità
al nostro wassail

NOTE
1) nelle versioni più antiche sono i questuanti, per lo più le donne accompagnate dai figli piccoli, a preparare la grolla della salute e a portarla di casa in casa per il brindisi benaugurale
2) wassel è poi modernizzato in wassail
3) nel Medioevo il liquido principale della grolla era birra calda aromatizzata con mele e spezie. Le ricette d’epoca prevedono la cottura in forno delle mele ridotte successivamente in purea e l’aggiunta di noce moscata, zenzero e zucchero.
Le spezie che già si utilizzavano nell’Alto Medioevo (ovviamente alle tavole dei ricchi per l’alto costo) erano: zenzero, zafferano, chiodi di garofano e pepe, mescolate poi a molte erbe aromatiche. Nel Duecento si aggiunsero: cubebe (un tipo di pepe), macis, zucchero, cannella, liquirizia, grano saraceno, cumino, anice, coriandolo e gromillo (sotto il nome di spezia si classificavano anche molte erbe curative e cereali) e nel Trecento noce moscata, galanga e cardamomo.

continua The Mumping Day

WASSAIL SONGS

Facciamo perciò un giro per la campagna britannica e in particolare nel Glouchestershire, nello Yorkshire e nel Somerset, nel Galles e in Cornovaglia

 THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL
 
THE GOWER WASSAIL 
 THE CORNISH WASSAIL SONGS
THE YORKSHIRE WASSAIL SONGS
 THE SOMERSET WASSAIL

FONTI
http://oakden.co.uk/lambswool/
http://www.cbladey.com/wassail.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=97570
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/a_jolly_wassel_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carroll_for_a_wassell_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/wassailing.htm

SOULING SONG

Souling songs sono le canzoni di questua che i poveri (per lo più bambini) cantavano andando di casa in casa a durante le sere tra la fine di ottobre e i primi di novembre in occorrenza della celebrazione di Tutti i Santi (All Hallows Day = All-Souls’ eve) e della Festa dei Morti.

IL BANCHETTO DEI MORTI

Halloween è una pallida eco di Samahin (Samain o Samhain), che in gaelico significa “Fine dell’Estate”, ovvero il capodanno celtico, una magica notte in cui si chiedeva protezione agli dei per l’arrivo dell’inverno. continua
Anticamente era consuetudine passare di casa in casa durante le celebrazioni della Vigilia di Ognissanti con una piccola processione di persone mascherate guidate dall’”ambasciatore dei defunti” per chiedere la donazione di cibo rituale per il banchetto dei Morti e per il banchetto con cui tutta la comunità avrebbe festeggiato la ricorrenza.

Nel Medioevo in Irlanda e Gran Bretagna si sviluppò l’usanza di preparare un dolce dei morti di forma rotonda, come offerta per saziare la fame dei defunti che si credeva visitassero i vivi durante Samain: per tenerli buoni per tutto l’anno a venire, le massaie preparavano dei dolcetti speciali, che ben presto finirono per saziare gli appetiti molto più terreni e voraci dei poveri! Erano distribuiti in beneficenza oppure dati ai soulers.
Anche in certe regioni d’Italia (Emilia Romagna, o la Sardegna e più in generale nel Sud Italia) era diffusa tra i poveri e i bambini l’usanza della questua del cibo: “Ceci cotti per l’anima dei morti”, cantavano armati di cucchiai e scodelle, davanti alle case dei signorotti. Consuetudini tra cibo e commemorazioni dei morti consolidate da antiche tradizioni più in generale del Mondo Mediterraneo oltre che Nordico.

SOULING

La tradizione del “a-souling” oppure “a-soalin” è identica al wassailing e al caroling natalizio (vedi): qui però in cambio delle torte, spesso chiamate anime (in inglese soul), i questuanti promettevano di recitare delle preghiere per i defunti. Più prosaicamente si diceva che ogni torta mangiata rappresentava un’anima che si liberava dal Purgatorio. L’usanza è spesso vista come l’origine della moderna “Trick or Treating” (in italiano “dolcetto o scherzetto”) dei bambini mascherati da fantasmi o mostri che suonano alle porte delle case chiedendo dei “dolcetti buoni da mangiare”. Già alla fine del 1800 la tradizione di preparare il dolce si era affievolita, e dove ancora sopravviveva l’usanza della questua, si dava ai bambini delle mele o delle monetine: in genere i bambini facevano la questua di giorno.


CHORUS

Soul! soul! for a soul-cake;
Pray, good mistress, for a soul-cake.
One for Peter, two for Paul,
Three for Them who made us all.
Soul! soul! for an apple or two;
If you’ve got no apples, pears will do.
Up with your kettle, and down with your pan;
Give me a good big one, and I’ll be gone.
An apple or pear, a plum or a cherry,
Is a very good thing to make us merry.
Traduzione italiano di Cattia Salto
CORO
Anime, Anime un dolce per i defunti
 Buona signora, per favore una torta dell’anima! Una per Pietro, due per Paolo, e tre per Colui che ci ha creato.
Anime, Anime! Con una mela o due;
se non avete mele, le pere andranno bene.
aprite la porta e sbloccate la serratura,
datemi una fetta grande e io me ne andrò. Una mela o una pera, una susina o una ciliegia, sono buone cose che ci fanno contenti

Un’altra canzone dei Soulers è stata trascritta da John Brand nel suo “Popular Antiquities” (1777) presa direttamente dalle labbra di “the merry pack, who sing them from door to door, on the eve of All – Soul’s Day, in Cheshire“.


Chorus

“Soul day, soul day, Saul
One for Peter, two for Paul,
Three for Him who made us all.
Put your hand in your pocket and pull out your keys,
Go down into the cellar, bring up what you please;
A glass of your wine, or a cup of your beer,
And we’ll never come souling till this time next year.
We are a pack of merry boys, all in a mind,
We are come a souling for what we can find,
Soul, soul, sole of my shoe,
If you have no apples, money will do;
Up with your kettle and down with your pan,
Give us an answer and let us be gone
An apple, a pear, a plum or a cherry,
Any good thing that will make us all merry.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Coro
Il giorno dei Morti
Una per Pietro, due per Paolo, e tre per Colui che ci ha creato.
Mettetevi le mani in tasca e tirate fuori le chiavi
e andate giù in cantina e riportate su quello che volete;
un bicchiere di vino o una tazza di birra
e non ritorneremo per la questua
fino al Natale del prossimo anno.
Siamo un gruppetto di ragazzotti ben determinati
siamo venuti per la questua di quello che riusciamo a trovare
Anime, anime suole delle mie scarpe
se non avete mele, dei soldini andranno bene;
aprite la porta e sbloccate la serratura
dateci una risposta e lasciateci andare.
Una mela o una pera, una susina o una ciliegia
delle buone cose che ci faranno tutti contenti

SOUL CAKE

La canzone “Soul cake” nota anche come “A Soalin”, “Souling Song Cheshire” “Hey ho, nobody home” è stata pubblicata (testo e melodia) da Lucy Broadwood e J. A. Fuller Maitland nell’English County Songs nel 1893, riportando la tradizione ancora viva nel Cheshire e nel Shropshire (Midlands Occidentali) del “souling”: la trascrizione era di qualche anno prima per mano del Rev. MP Holme di Tattenhall, Cheshire così come l’aveva sentita da una bambina delle scuole locali. Nel 1963, il gruppo folk americano Peter, Paul e Mary hanno registrato una versione di questa canzone tradizionale, dal titolo “A ‘Soalin” rielaborando la canzone risalente all’epoca elisabettiana “Hey ho, nobody home”.
Durante il regno della regina Elisabetta a seconda della contea o dalle abitudini locali la questua veniva fatta dai più poveri la sera di Santo Stefano o della vigilia di Natale ed era un cattivo auspicio mandare via a mani vuote i questuanti.

HEY HO, NOBODY HOME

Sung As a Round (XVI sec): un canto in canone dal medioevo


Voice 1: Hey, ho, nobody home;
Voice 1: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 2 : Hey, ho, nobody home;
Voice 1: Yet will I be merry.
Voice 2: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 3: Hey, ho, nobody home;
Voice 1: Hey, ho, nobody home;
Voice 2: Yet wiIll be merry.
Voice 3: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 1: Meat nor drink nor money have I none,
Voice 2: Yet will I be merry.
Voice 1: Yet will be merry.

ASCOLTA Peter, Paul & Mary in  “A Holiday Celebration” 1988, molto natalizia la versione innesta un popolarissimo carol nella strofa finale

ASCOLTA Sting live (strofe da II a IV)
ancora Sting in If on a Winter’s Night 2009 la versione più patinata

ASCOLTA Lothlorien


I
Hey ho, nobody home,
meat nor drink nor money have I none
Yet shall we be merry,
hey ho, nobody home
Meat nor drink nor money have I none
Yet shall we be merry,
Hey ho, nobody home

CHORUS
A soul, a soul cake,
please good missus a soul cake.
An apple, a pear, a plum, a cherry,
any good thing to make us all merry,

A soul, a soul cake,
please good missus a soul cake.
One for Peter, two for Paul,
three for Him who made us all.
II
God bless the master of this house,
and the mistress also.
And all the little children
that round your table grow.
The cattle in your stable
and the dog by your front door.
And all that dwell within your gates
we wish you ten times more.
III
Go down into the cellar
and see what you can find.
If the barrels are not empty
we hope you will be kind.
We hope you will be kind
with your apple and strawber’
For we’ll come no more a ‘soalin’
till Xmas time next year.
IV
The streets are very dirty,
my shoes are very thin
I have a little pocket
to put a penny in
If you haven’t got a penny,
a ha’ penny will do
If you haven’t got a ha’ penny
then God bless you
V(4)
Now to the Lord sing praises all you within this place
And with true love and brotherhood
each other now embrace
This holy tide of Christmas,
of beauty and of grace
Oh tidings of comfort and joy

Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ehi, oh c’è nessuno in casa?
Non ho (non porto) cibo nè bevande,
nè denaro
tuttavia ci accontenteremo.
Ehi, oh c’è nessuno in casa?
Non ho cibo nè bevande,
nè denaro
tuttavia ci accontenteremo
Ehi, oh c’è nessuno in casa?
CORO
Anima, una torta dell’anima!
Buona signora, per favore, una torta dell’anima! Con mele, pere, susine, ciliegie, ogni cosa buona per renderci tutti più allegri, anima, una torta dell’anima! Buona signora, per favore una torta dell’anima! Una (torta o fetta) per Pietro, due per Paolo (1), e tre per colui che ha fatto tutti noi.
II
Dio benedica il capo famiglia
e anche sua moglie
e tutti i piccoli bambini
che crescono intorno alla vostra tavola.
Il bestiame nella stalla ed il cane davanti la porta (2), e tutti coloro che dimorano entro le vostre mura,
ve ne auguriamo 10 volte tanto.
III
Andate nella cantina
e guardate cosa trovate.
Se i barili non sono vuoti
siamo certi che sarete generosi.
Speriamo che siate generosi
con le vostre mele e birra forte (3)
Poichè non ritorneremo per la questua
fino al Natale del prossimo anno.
IV
Le strade sono molto sporche,
e le scarpe sono molto sottili.
Ho una piccola tasca
dove mettere un penny.
Se non avete un penny da dare,
un mezzo penny andrà bene
Se non avete un mezzo penny da dare
allora che Dio vi benedica
V (4)
Ora cantate lodi al Signore voi tutti in questo posto e in vero segno di amore
e fratellanza abbracciatevi ora gli uni agli altri, questo santo periodo del Natale, di beltà e grazia;
O, novella di conforto e gioia!

NOTE
1) Pietro e Paolo sono i santi della Chiesa romana: Pietro, l’apostolo indicato nei Vangeli canonico come la pietra su cui si fonda la Chiesa e Paolo, che ha diffuso il cattolicesimo tra i gentili
2) strofa alternativa “Likewise young men and maidens, Your cattle and your store”
3) la strofa originaria diceva “With your apples and strong beer” storpiata in strawber’ che ovviamente non sta a indicare le fragole, che non sono di stagione d’inverno e nemmeno si candiscono come le ciliegie o si fanno seccare come la maggior parte della frutta che si consuma d’inverno. La birra forte veniva richiesta da “soulers” adulti.
4) la strofa aggiunta da Paul Stookey proviene dalla Carol “God rest you Merry Gentlemen” (la cui melodia si intreccia con quella di Soul Cake) vedi

LA RICETTA

Con il nome di Soul Cake si indicano molte varianti di dolcetti tradizionali che vanno dal panino dolce alla torta di frutta secca.

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Una ricetta che arriva dall’America è come piace a me, con le quantità ad occhio! (tradotto da http://www.greenchronicle.com/recipes/soul_cake_recipe.htm)

3/4 tazze di burro a temperatura ambiente
3/4 zucchero a velo
4 tazze di farina, setacciata
3 tuorli d’uovo
1 cucchiaino di spezie miste (ovvero la Pumpkin Pie Spice già pronta: cannella, macis, zenzero, noce moscata e chiodi di garofano)
1 cucchiaino di pepe della Giamaica
3 cucchiai di uva passa
un po’ di latte

LAVORAZIONE
Lavorare il burro a crema con lo zucchero fino a quando diventa soffice, incorporare i tuorli d’uovo sbattuti, la farina e le spezie e tanto latte quanto basta per ottenere un impasto morbido. Alla fine aggiungere l’uvetta.
Nella ricetta non è chiaro se l’impasto è da stendere e quindi ritagliare in forma tonda o se distribuire a cucchiaiate, come sia non deve risultare troppo morbido perchè deve poter essere inciso con una croce a partire dal centro. Ovviamente la teglia deve essere imburrata o si deve mettere la carta-forno. Cuocere in forno caldo fino a doratura.

Un dolce tipico nel Lancashire e nello Yorkshire è il Parkin cake, un tipico gingerbread (torta di zenzero) della tradizione anglosassone. Potrebbe sembrare un brownie ma è composto da fiocchi d’avena e melassa (golden syrup o black treacle)
Soul-mass Cake
https://crumpetsandco.wordpress.com/2013/11/05/parkin-per-la-notte-dei-falo-parkin-for-bonfire-night/​
http://oakden.co.uk/harcake-soul-mass-cake/
http://oakden.co.uk/yorkshire-parkin/

1172_0In Italia la tradizione è basata principalmente sui biscotti che ricordano vagamente le ossa dei morti o le dita delle mani. In Piemonte sono gli “ossa d’mort“, a base di mandorle, tra la meringa e l’amaretto, ma possono anche essere una variante delle offelle con fichi secchi, mandorle e uva sultanina (Lombardia e Toscana) o dalla forma di cavalli (Trentino Alto-Adige).

La tradizione del Sud è un’esplosione di colori e di sapori: il torrone napoletano, il marzapane siciliano, la colva o colua pugliese con grano bollito, cioccolato, noci e mandorle, melograno e vino cotto. Anche la consistenza di questi dolci può essere diversissima da morbidi a croccanti o spacca denti.

Assolutamente da provare
FAVE E OSSA D’MORT:
http://www.lericettedellavale.com/biscotti-ossa-di-morto-1657.html
http://cookingbreakdown.blogspot.it/2011/10/ognissanti-e-il-nostro-halloween-fave.html
PANE DEI MORTI:
http://www.ricettemania.it/ricetta-pane-dei-morti-443.html

 

La festa di Samain (il Capodanno dei Celti) si concludeva l’11 novembre una festa pagana ancora sentita nell’Alto Medioevo, a cui la Chiesa sovrappose il culto cristiano di San Martino. continua seconda parte

APPROFONDIMENTO
Samahin: http://ontanomagico.altervista.org/samain.htm

FONTI
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/antica/
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/moderna/feste-e-tradizioni/santi-e-morti-e-le-fave-nere.htmlusi—curiosita/Cibo-per-i-morti.html

http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/216.html
http://www.mayflowerchorus.org/pdf/A%20Soalin.pdf
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/hey_ho_nobody_home.htm
http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-22nd-mari-lwyd.html
http://www.museumwales.ac.uk/cy/279/

GENNAIO IL MESE DEL WASSAILING NEI FRUTTETI

Il Wassailing è una antica tradizione dei Paesi Anglosassoni! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. (prima parte)

LA BENEDIZIONE DEGLI ALBERI

wassailing-appleLa forma più antica della celebrazione Wassail prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno. Una delle canzoni associate a questa pratica, dichiara:
Here’s to thee, old apple tree, Whence thou may’st bud, and thou may’st blow, And whence thou may’st bear apples enow, Hats full! Caps full! Bushel — bushel — sacks full! And my pockets full too! Huzza!

Sembra proprio una formula di spell celtico che incanta l’albero perché riprenda a fiorire in primavera così da portare abbondanza di frutti! Il brindisi era quindi originariamente dedicato allo spirito dell’albero, alla sua forza vitale e rigeneratrice.

Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti.

IL RITO DELL’APPLE WASSAIL

Nell’illustrazione di Bommer compaiono tutte le caratteristiche e le connotazioni simboliche della rituale: un re e una regina in foggia antica (con chiari riferimenti ai costumi celtici indigeni) brindano all’albero e alle api, alzando i loro corni colmi di idromele o sidro (il barilotto sotto il braccio della donna). Al centro dell’immagine sia l’albero che il favo delle api, creature indispensabili alla natura per la loro opera di instancabili impollinatrici! Una fetta di dolce tra gli alberi (che veniva imbevuta di sidro) per nutrire il pettirosso che simboleggia lo spirito dell’albero e anche il re dell’anno nuovo.
Wassail e Drinkhale come botta e risposta del brindisi. Un maialino irsuto per simboleggiare il mese di gennaio.

Illustrazione di Paul Bommer
Illustrazione di Paul Bommer

I produttori di sidro nelle contee del sud-ovest dell’Inghilterra ancora ai nostri giorni celebrano l’Apple Wassailing, nel Somerset e nel Devonshire si svolge tra il 6 e il 17 gennaio (con l’antico calendario la dodicesima notte cadeva il 17 gennaio), ma alcune fattorie spostano l’appuntamento anche a fine mese (per fare in modo che le feste non si accavallino tra di loro): un susseguirsi di feste notturne nei vari frutteti delle tenute, feste aperte al pubblico e gratuite (la festa in alcuni posti inizia già nel pomeriggio con musica tradizionale dal vivo e rinfresco a base di sidro caldo e ciambelle), una specie di visita alla fattoria per fare festa e degustare i prodotti tipici.


IL RITO

wassail_picDurante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.
Alla festa è invitata tutta la popolazione e possono intervenire anche i gruppi locali di mummers per esibirsi nelle tradizionali danze dette Morris Dance (i nostri omologhi sono i gruppi carnevaleschi dei danzatori di spade ad esempio nelle vallate alpine del Piemonte)

SOMERSET WASSAIL

Dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passò alle visite benaugurali di porta in porta che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano innaffiandole con abbondanti bevute alla salute dei padroni di casa. Nel Medioevo poi si formarono dei gruppi di giovani questuanti che cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro. (continua Introduzione)

La struttura del canto segue quella tipica delle wassail songs: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
ASCOLTAArtisan


I
Wassail and wassail all over the town
The bread it is white and the ale it is brown(1)
The cup it is made of the good ashen tree
And so is the malt of the best barley
CHORUS
For its your wassail
and its our wassail
And its joy be to you
and a jolly wassail
II
Oh master and missus, are you all within?
Pray open the door and let us come in
O master and missus a-sitting by the fire
Pray think on us poor travelers,
a traveling in the mire
III
Oh where is the maid with the silver-headed pin(2)
To open the door and let us come in
Oh master and missus, it is our desire
A good loaf and cheese and a toast by the fire
IV
There was an old man and he had an old cow
And how for to keep her he didn’t know how
He built up a barn for to keep his cow warm
And a drop or two of cider will do us no harm
V
The girt dog of Langport he burnt his long tail(3)
And this is the night we go singing wassail
O master and missus now we must be gone
God bless all in this house
until we do come again
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi per tutta la città,
il nostro pane è bianco e la nostra birra è scura (1),
la coppa è fatta con il migliore acero bianco
e anche il malto è del miglior orzo.
CORO
Perciò per il vostro
e il nostro brindisi,
che la gioia sia con voi
un augurio di buona salute.
II
O Signore e Signora ci siete tutti in casa?
Aprite la porta e fateci entrare.
O Signore e Signora seduti accanto al fuoco,
pensate a noi poveri questuanti
che viaggiano nel fango.
III
Oh dov’è la domestica con la spilla d’argento (2)
per aprire la porta e farci entrare?
Oh Signore e Signora desideriamo
un bel pezzo di formaggio e un brindisi accanto al fuoco!
IV
C’era un vecchio che aveva una vecchia mucca,
e non sapeva come fare per tenerla al sicuro,
così costruì una stalla per tenere la sua mucca al caldo
così un goccio o due di sidro non ci farà del male.
V
Il grande cane di Langport si bruciò la sua lunga coda (3)
e questa è la notte che andiamo a cantare per il brindisi.
Signore e Signora adesso dobbiamo andare
Dio benedica tutti in questa casa
finchè non ritorneremo di nuovo.

NOTE
1) Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro, o anche un vin brulè, ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra scura probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino).
2) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento cerimoniale
3) il cane di Langport potrebbe essere il riferimento ad un aneddoto storico locale ma anche il nome locale dato alla costellazione del Cane Maggiore la cui coda è la luminosa stella Sirio nella prima notte che si vede sorgere subito dopo il tramonto (e che indica il tempo giusto per andare a wassailing)

apple-wassailing

APPLE TREE WASSAIL

Così scrive Roy Palmer “On Twelfth Eve, in Devonshire, it is customary for the farmer to leave his warm fireside, accompanied by a band of rustics, with guns, blunderbusses, etc., presenting an appearance which at other times would be somewhat alarming. Thus armed, the band proceed to an adjoining orchard, where is selected one of the most fruitful and aged of the apple trees, grouping round which they stand and offer up their invocations in the following doggerel rhyme: “Here’s to thee/ Old apple tree!/ Whence thou mayst bud,/ And whence thou mayst blow,/ And whence thou mayst bear,/ Apples enow:/ Hats full,/ Caps full,/ Bushels,/ bushels, sacks full,/ And my pockets full, too!/ Huzza! huzza!” The cider-jug is then passed around, and with many a hearty shout, the party fire off their guns, charged with powder only, amidst the branches.” (tratto qui)

In questa versione si aggiunge una strofa parlata che è una formula magica per invocare la fertilità
Hatfulls, capfulls, three-bushel bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!

ASCOLTA The Whateverly Brothers


I
O lily-white lily, o lily-white pin (2),
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
Chorus:
(It’s) Our wassail jolly wassail!
Joy come to our jolly wassail!
How well they may bloom, how well they may bear
So we may have apples and cider next year.
II
O master and mistress, o are you within?
Please to come down and pull back the pin
O lily-white lily, o lily-white pin,
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
III
There was an old farmer and he had an old cow,
But how to milk her he didn’t know how.
He put his old cow down in his old barn
And a little more liquor won’t do us no harm.
Harm me boys harm, harm me boys harm,
A little more liquor won’t do us no harm.
IV
O the ringles and the jingles
and the tenor (4) of the song goes
Merrily merrily merrily.
O the tenor of the song goes merrily.
Spoken:
Hatfulls, capfulls, three-bushel (5)
bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
O cameriera con la spilla d’argento (2),
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
CORO
Il nostro brindisi, l’allegro brindisi,
la gioia viene al nostro allegro brindisi!

Che essi ben fioriscano e portino abbondanza
così che si possa avere mele e sidro il prossimo anno.
II
O padrone e padrona siete
in casa?
Siete pregati di scendere e tirare indietro il paletto!
O cameriera con la spilla d’argento,
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
III
C’era un vecchio contadino e aveva una vecchia mucca,
ma non sapeva come fare per mungerla,
ha messo la sua vecchia mucca nel suo vecchio fienile
così un po’ più di liquore non ci farà male.
Non ci farà male ragazzi, Non ci farà male ragazzi
un po’ più di liquore non ci farà
male!

IV
Oh i coretti e i ritornelli
e la melodia (4) della canzone va avanti
allegramente, oh la melodia della canzone va allegramente!
Parlato:
Cappelli, berretti pieni, sacchi di tre moggi pieni (5),
un piccolo mucchio sotto le scale,
evviva

NOTE
4) nel senso di cantus firmus
4) il bushel (traducibile in italiano come “moggio” o “staio”) è una vecchia unità di misura che equivale alla quantità contenuta in un tipico cesto a due manici utilizzato per la raccolta delle mele.

continua

FONTI
http://piereligion.org/applewassail.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/appletreewassail.htmlhttp://www.ecoenchantments.co.uk/myogham_applepage.html

DRIVE THE COLD WINTER AWAY

Per salutare i 12 giorni del Natale (e soprattutto le notti) e per scacciare fuori il freddo inverno, un canto natalizio della tradizione inglese risalente all’epoca elisabettiana noto anche con i titoli “In Praise of Christmas” o “All Hail to the Days” un invito a trascorrere il periodo natalizio (che nel Medioevo era fissato in 12 giorni) in modo festoso e spensierato, tra lauti banchetti e divertimenti in buona compagnia.
Il testo è tratto dalla Collezione Roxburghe (sono 5 libri in 4 volumi con 1500 ballate pubblicate in inglese dal 1567 al 1790, oggi al British Library). L’autore è anonimo e il testo viene datato intorno al 1625. A volte è erroneamente attribuito a Tom Durfey (1653-1723). Riportato anche in A Christmas Garland A.H. Bullen – Londra 1885 e in All Hail to the Days, Broadside del XVII sec.

La melodia è riportata da John Playford (1623-1686) che nel suo “The English Dancing Master“, 1650 con il titolo “Drive the cold winter away” in cui sono elencati i passi della danza. vedi

DODICI GIORNI DEL NATALE

Anticamente era la notte del Solstizio d’Inverno in cui si iniziava a contare i 12 giorni del Natale: dal 21 dicembre al primo di gennaio, oggi il conto parte dal 26 dicembre ovvero il “Giorno Santo” e si conclude il 6 gennaio, con l’Epifaniache tutte le feste spazza via“.

brindisi-natale

ASCOLTA St. George’s Canzona. Il gruppo inglese di musica antica interpreta la canzone come doveva essere cantata e suonata nel 1600
(al momento non ci sono video su youtube, ma si può ascoltare tutto il cd su Spotify)
oppure ASCOLTA Owain Phyfe 

ASCOLTA Irish Descendants in The Gift 2002. Il gruppo canadese la propone in una versione moderna più da Celtic ballad.

ASCOLTA Horslips in Drive the cold winter away, 1975; il gruppo celtic rock di Dublino propone il brano in un bell’arrangiamento strumentale: la chitarra per la struttura ritmica del brano, prima il flauto e poi il violino per la parte melodica (perfetta la danza omonima)

ASCOLTA Gian Castello (ormai felicemente trasferitosi in Irlanda) in “To Drive the Cold Winter Away” 2011

ASCOLTA Loreena McKennitt in “To drive the cold winter away” 1987 che ha registrato tutto il cd in una chiesa in Ontario e in un monastero in Irlanda. Essenziale e scarno incentrato su una vocalità angelica, il Cd come scrive la stessa autrice “As a child my most vivid impression of music for the winter season came from songs and carols recorded in churches or great halls, rich with their own unique ambience and tradition. In that spirit, I have ventured into several similar locations that I have come to cherish in my travels.”

La ballata “Drive the cold winter away” è composta da 12 strofe, (il testo è riportato integralmente in vedi) le strofe di “In Praise of Christmas” sono invece solo 4, ovvero quelle riportate.


I
All hail to the days that merit more praise
Than all the rest of the year,
And welcome the nights that double delights
As well for the poor as the peer!
Good fortune attend each merry man’s friend,
That doth but the best that he may;
Forgetting old wrongs, with carols and songs,
To drive the cold winter away.
II
‘Tis ill for a mind to anger inclined
To think of small injuries now;
If wrath be to seek do not lend her thy cheek
Nor let her inhabit thy brow.
Cross out of thy books malevolent looks,
Both beauty and youth’s decay,
And wholly consort with mirth and with sport
To drive the cold winter away.
III
This time of the year is spent in good cheer,
And neighbours together do meet
To sit by the fire, with friendly desire,
Each other in love to greet;
Old grudges forgot are put in the pot (2),
All sorrows aside they lay;
The old and the young doth carol this song
To drive the cold winter away.
IV
When Christmas’s tide come in like a bride
With holly and ivy clad,
Twelve days in the year much mirth and good cheer
In every household is had;
The country guise is then to devise
Some gambols of Christmas play,
Whereat the young men do best that they can
To drive the cold winter away.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Un saluto ai giorni che meritano più lode
di tutto il resto dell’anno
e benvenute le notti che raddoppiano i piaceri (1)
ai poveri come ai ricchi!
Buona fortuna accompagni l’amico di ogni uomo felice
che fa soltanto del suo meglio;
dimentichiamo i vecchi torti, con inni e canti
per scacciare via il freddo inverno.
II
E’ sbagliato per uno spirito incline alla collera pensare ora ai piccoli torti;
se l’ira ti cerca non porgerle la guancia
non lasciarla dimorare nella testa;
cancella dai tuoi libri le espressioni malevoli
e anche lo svanire della bellezza e della gioventù:
unisciti completamente alla gioia e al divertimento
per scacciare via il freddo inverno.
III
Questa stagione dell’anno si trascorre nel buon umore e in compagnia dei vicini per sedersi accanto al fuoco, con cordiale amicizia,
e salutarsi l’un l’altro con amore;
i vecchi rancori dimenticati sono mandati in soffitta (2),
ogni dolore messo da parte
i vecchi e i giovani cantano questa canzone
per scacciare via il freddo inverno..
IV
Quando il tempo di Natale arriva come una sposa
agghindata con agrifoglio ed edera
i 12 giorni dell’anno più in allegria e buon umore
si trascorrono in ogni famiglia;
l’usanza campagnola è quindi di inventare
delle capriole per divertirsi a Natale,
così anche i fanciulli fanno del loro meglio
per scacciare via il freddo inverno.

NOTE
1) si presume sia riferito ai piaceri matrimoniali che si trascorrono nel letto
2) “to put in the pot” letteralmente mettere nel boccale o anche mettere nella pentola

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/drive-cold-winter.htm
http://www.pbm.com/~lindahl/playford_1651/046small.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/drive_the_cold_winter_away.htm

WASSAILING: GOWER WASSAIL

Per Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva  l’usanza del Wassailing,  il brindisi per festeggiare l’anno nuovo! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute” ed è il nome dato alla coppa che contiene la bevanda del  brindisi. (prima parte introduttiva qui)

Gower è una penisola nel Sud del Galles, molto rinomata per la sua bellezza naturale, con le sue coste ricce di piccole baie rocciose o sabbiose e sentieri pedonali, e piccoli villaggi ancora prettamente rurali. Così ancora forti sono le tradizioni legate ai riti stagionali come il wassailing

Struttura delle wassail songs:
Strofa I: reclame bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Strofa IV: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro
Strofa V: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
Strofa VI: i questuanti devono andare, ma ritorneranno il prossimo anno!

Il canto presenta molte affinità testuali con il “Gloucester(shire) wassail” anche se preserva un

ASCOLTA il duo pagan-folk Venereum Arvum: un canto ancestrale ed evocativo, la voce di Rachel è accompagnata dalla crotta di Sean, un tipico strumento gallese (in inglese crowd ovvero crwth in gallese) e per vedere com’è fatta e come si suona ecco il VIDEO

ASCOLTA Manya Sadouski, Jean Brouard & Jane Arny


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white
and our ale it is brown.
Our wassail is made
of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger,
the best we could get.(1)
Chorus 
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of
an elderberry bough.
Although my good neighbour(2),
we’ll drink unto thou..
Besides all on earth,
we’ll have apples in store (4),
Pray let us come in
for it’s cold by the door.
III
We know by the moon (5)
that we are not too soon,
And we know by the sky
that we are not too high,
We know by the star
that we are not too far,.
And we know by the ground
that we are within sound.
IV
Now master and mistress
if you are within
Pray send out your maid(6)
with her lily-white skin
For to open the door
without more delay
Our time it is precious
and we cannot stay
V
Here’s a health to our Colley (7)
and her crooked horn
May God send her Master
a good crop of corn
Of barley and wheat
and all sorts of grain
May God send her Mistress
a long life to reign
VI
Now master and mistress –
thanks to you we’ll give
And for our jolly wassail
as long as we live
And if we should live
till another new year
Perhaps we may call
and see who do live here
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è bianca
e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto
con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero,
il meglio sulla piazza
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatta
con legno di sambuco
e allora mio buon vicino,
berremo alla tua salute,
dopotutto sulla terra,
avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare
perchè fa freddo sulla soglia.
III
Sappiamo dalla luna
che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo
che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella
che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra
che siamo intonati.
IV
Ora signore e signora
se voi siete d’accordo, vi preghiamo di mandarci la vostra cameriera
dalla pelle bianca come il giglio
perchè apra la porta
senza tanti altri indugi,
il nostro tempo è prezioso
e non possiamo restare.
V
Questo alla salute della nostra Colley
e il suo corno ricurvo
possa Dio mandare al suo Padrone
un buon raccolto di mais
d’orzo e di frumento
e ogni genere di semi,
possa Dio mandare alla sua Padrona
una lunga vita per comandare.
VI
Ora signore e signora –
vi renderemo grazie
e alla nostra allegra questua
finchè abbiamo vita,
e se potessimo vivere
ancora un altro nuovo anno,
forse potremmo fare un salto
e vedere chi vivrà qui. 

NOTE
ART1223521) gli ingredienti del brindisi: birra scura (probabilmente calda) aromatizzata con zenzero e noce moscata (e forse anche zucchero), una bevanda costosa in epoca medievale, essendo le spezie importate dal lontano oriente (vedi). Si accompagnava con delle fette di pane bianco, (nel testo è indicato un generico dolce più presumibilmente fatto con frutta secca ) il tutto presentato in una coppa, qui di sambuco (l’albero delle fate) ma in altri canti d’acero. (per la ricetta qui)
2) tutti i canti sottolineano l’appartenenza dei questuanti alla comunità del villaggio, non sono mendicanti itineranti o tinkers, sono i poveri del villaggio, le vedove e i bambini piccoli che vanno a chiedere l’elemosina in vista del Natale per potersi procurare tante cose buone per Natale
3) la strofa richiama lontanamente le invocazioni celtiche agli elementi e agli spiriti
4) il brindisi ai frutteti (in particolare ai meli) ricorda l
a forma più antica della celebrazione Wassail che prevedeva la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno. (continua)
5) maid traduce sia fanciulla che servetta, cameriera; potrebbe quindi trattarsi per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
6) è il tradizionale brindisi al bestiame, per augurare abbondanza e prosperità, gli animali della stalla sono chiamati con nomignoli o vezzeggiativi, Colley è la pecora con le corna ricurve

wassailing2

Interessante anche la versione dei Quadriga Consort (con cadenze rinascimetali) che si può ascoltare in versione integrale su Spotify

ASCOLTASteeleye Span dall’album Ten Man Mop, 1971: gruppo folk-rock inglese fondato nel 1969 che ha visto molti cambi di formazione, qui la voce è di Martin Carthy a tappeto l’accordo ripetuto e ossessivo del basso.

Le prime due strofe sono identiche alla precedente versione


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white
and our ale it is brown.
Our wassail is made
of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger,
the best we could get.(1)
Chorus
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of
an elderberry bough.
Although my good neighbour(2),
we’ll drink unto thou
Besides all on earth,
we’ll have apples in store,
Pray let us come in
for it’s cold by the door.
III
We hope that your apple trees (4)
prosper and bear,
So that we may have cider
when we call next year,
And where you have one barrel
we hope you’ll have ten,
So that we may have cider
when we call again
IV
There’s a master and a mistress
sitting down by the fire,
While we poor wassail boys
stand here in the mire
Come you pretty maid with your silver headed pin (5),
Pray open the door and let us come in
V
It’s we poor wassail boys
so weary and cold
Please drop some small silver
into our bowl
And if we survive for
another new year
Perhaps we may call
and see who does live here
VI
We know by the moon (3)
that we are not too soon
And we know by the sky
that we are not too high
And we know by the star
that we are not too far
And we know by the ground
that we are within sound
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è chiara
e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto
con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero,
il meglio sulla piazza
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatta
con legno di sambuco
e allora mio buon vicino,
berremo alla tua salute,
dopotutto sulla terra,
avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare
perchè fa freddo sulla soglia.
III
Ci auguriamo che i vostri alberi di melo siano forti e fecondi,
così possiamo avere del sidro
quando ritorneremo il prossimo anno
e dove avete un barilotto
speriamo ce ne saranno dieci, affinchè possiamo avere del sidro quando torneremo di nuovo.
IV
Ci sono un padrone e una padrona seduti accanto al fuoco,
mentre noi poveri questuanti
stiamo qui nel fango,
vieni bella domestica
con la tua spilla d’argento,
apri la porta e facci entrare.
V
Siamo poveri questuanti
così stanchi e infreddoliti,
per favore fai cadere delle monete d’argento nella nostra coppa
e se sopravvivremo
per un altro anno,
forse potremmo fare un salto
e vedere chi vivrà qui.
VI
Sappiamo dalla luna
che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo
che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella
che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra
che siamo intonati.

FONTI
http://www.folk.wales/gower-wassail.html
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/wassailsong.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=125833

WASSAILING! THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva  l’usanza del Wassailing,  il brindisi per festeggiare l’anno nuovo! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute” ed è il nome dato alla coppa che contiene la bevanda del  brindisi. (prima parte introduttiva qui)

Gloucestershire è una contea dell’Inghilterra sud-occidentale

THE  GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Del brano scritto come “Gloucester(shire) wassail” si conoscono una decina di versioni (qui ho riportato quella “standard”) in cui la prima strofa diventa il ritornello; interpretato da molti artisti di ambito per lo più folk, e molte corali. Il canto è diffuso anche presso le comunità celtiche in America e presenta molte affinità testuali con il Gower wassail.

LA MELODIA
Le versioni strumentali sono molto interessanti a cominciare da John McGaha (americano di famiglie provenienti da emigranti inglesi e scozzesi): la melodia è suonata con il bouzouki, ma anche Ed Sweeney (sempre americano) con banjo, hammer dulcimer e concertina!

ASCOLTA John McGaha in The Longest Night

ASCOLTA Ed Sweeney in A Dickens’ Christmas

ASCOLTA Patrick Ball (insuperabile versione con l’arpa celtica)


Struttura brano:
CHORUS: reclame della bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Prima Parte: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. Seconda Parte: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo)
per portare del cibo o un’offerta in denaro con la strofa delle maledizioni se l’offerta non è generosa!

 

IL CANTO
La prima versione è del duo Traveler’s Dream (sono americani ma riprendono la tradizione celtica), un vivace arrangiamento con le chitarre e le due voci sul ritornello; la seconda è quella di Loreena McKennitt anche lei dall’America più precisamente canadese, il brano è “semplicemente” cantato a più voci.

ASCOLTA Chanticleer in “Old Fashioned Christmas” 1995

ASCOLTA Traveler’s Dream in “Cold Blows the Day”

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night`s Dream” 2008


CHORUS
Wassail! wassail! all over the town,
Our toast it is white
and our ale it is brown;
Our bowl it is made
of the white maple tree;
With the wassailing bowl (1),
we’ll drink to thee.
I
Here’s to our horse,
and to his right ear,
God send our master
a happy new year:
A happy new year
as e’er he did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
II
So here is to Cherry (2)
and to his right cheek
Pray God send our master
a good piece of beef
And a good piece of beef
that we may all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
III
Here’s to our mare,
and to her right eye,
God send our mistress
a good Christmas pie (3);
A good Christmas pie
as e’er I did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
IV
So here is to Broad Mary (4)
and to her broad horn
May God send our master
a good crop of corn
And a good crop of corn
that may we all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
V
And here is to Fillpail (5)
and to her left ear
Pray God send our master
a happy New Year
And a happy New Year
as e’er he did see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
VI
Here’s to our cow,
and to her long tail,
God send our master
us never may fail
of a cup of good beer:
I pray you draw near,
And our jolly wassail
it’s then you shall hear.
VII
Come butler (6),
come fill us a bowl of the best
Then we hope that your soul
in heaven may rest
But if you do draw us
a bowl of the small
Then down shall go butler,
bowl and all (7).
VIII
Be here any maids (8)?
I suppose here be some;
Sure they will not let young men stand on the cold stone!
Sing hey O, maids!
come trole back the pin,
And the fairest maid
in the house let us all in.
IX
Then here’s to the maid
in the lily white smock
Who tripped to the door
and slipped back the lock
Who tripped to the door
and pulled back the pin
For to let these jolly wassailers in.
Traduzione italiano di Cattia Salto
CORO
Brindiamo! Brindiamo per tutta la città,
il nostro pane è bianco
e la nostra birra è scura,
la nostra coppa
è di acero bianco
e con la coppa della salute
berremo alla tua.

I
Ecco al nostro cavallo
e al suo orecchio destro,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come mai visto
e con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
II
Ecco a (alla salute di) Cherry
e alla sua guancia destra,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un bel pezzo di manzo,
un bel pezzo di manzo
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
III
Ecco alla nostra giumenta,
e al suo occhio destro,
che Dio mandi alla padrona
una buona torta di Natale;
una buona torta di Natale
come mai vista,
con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
IV
Ecco a Maria Broad
e al suo grosso corno
che Dio mandi al padrone
un buon raccolto di grano,
un buon raccolto di grano
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
V
Ed ecco a Fillpail
e al suo orecchio sinistro,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come mai visto
e con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
VI
Ecco alla nostra mucca
e alla sua lunga coda
Dio mandi al padrone,
che non possa mai negarci
una tazza di buona birra
vi prego di avvicinarvi
e  il nostro brindisi allegro
allora potrete sentire
VII
Vieni maggiordomo,
vieni a riempici la tazza più grande,
ti auguriamo che la tua anima
possa riposare in cielo,
ma se ci porti la tazza
più piccola
allora andate all’inferno,
tu e la tazza.
VIII
Ci sono delle fanciulle?
Di certo ve ne sono,
che non lascino dei giovanotti
davanti al gelido uscio!
Cantiamo ehi fanciulle!
Venite a sbloccare la serratura
e che la fanciulla più graziosa
ci faccia entrare in casa.
IX
Allora ecco la fanciulla
con il camice immacolato
che è corsa alla porta
e ha aperto il chiavistello,
che è corsa alla porta
e ha sbloccato la serratura
per far entrare questi gioiosi questuanti.

NOTE
1) La strofa suggerisce parte degli ingredienti della bevanda del Wassailing: birra scura, probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (proprio come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino). per le ricette qui
2) il nome del cavallo preferito, in alcune versioni è sempre Cherry ad aprire le strofe successive: Here is to Cherry and to his right eye..  Here is to Cherry and to his right arm.. Here is to Cherry and to his left ear; sembrerebbe quasi un’invocazione alla fortuna e prosperità della dea giumenta continua
3) il dolce di Natale tipico delle Isole Britanniche è la torta di frutta secca (per le ricette qui)
4) si tratta della tipica pecora con le corna ricurve
5) anche in questo caso è il nome di un animale della stalla, forse una mucca
6) nelle case signorili e nelle fattorie per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
7) ecco la minaccia delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!
8) maid traduce sia fanciulla che servetta, cameriera; ho preferito il significato di giovane fanciulla da maritare visto che nel verso successivo si mette l’accento sulla brigata di “young men”

ritorna

FONTI
https://en.wikisource.org/wiki/English_Folk-Carols/Wassail_Song
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/wassail_wassail_all_over_1.htm