Archivi tag: Vincenzo Zitello

LYONESSE o KER-YS?

Lyonesse è una terra mitica un tratto di terra scomparsa, che univa la Cornovaglia con la Bretagna, solo le cime delle montange più alte risultano ancora visibili -le isole Scilly. Sul versante bretone si tramanda la leggenda della città di Kersey (Ker-Ys) sulla costa occidentale di Finisterre (la baia di Douarnenez ) governata da re Gralon (o Gradlon).
La storia della distruzione della città mediante un’inondazione che la precipitò negli abissi marini, è stata filtrata dalla narrazione dei monaci, su modello della punizione divina di Sodoma e Gomorra per  la condotta immorale della figlia del re, nella tradizione celtica la fanciulla è invece uno spirito guardiano abile costruttore di mura di cristallo. E’ possibile che quando  i monaci dell’Abbazia di Mont Saint-Michel, in Bretagna, fondarono in Cornovaglia la casa figlia di St Michael’s Mount, abbiano portato con sé la storia dell’inondazione.
Nella fantasia popolare Dahut (o Ahès) si è trasformata in uno spirito del mare che come una sirena incantatrice  attira in marinai in trappola al largo delle coste di Finisterre.

Ma Lyonesse sul versante dei praticanti l’antica religione è considerata l’Avalon, la terra dell’Altro Mondo dove dimora re Artù.
Il mito ha ispirato immancabilmente artisti nell’arte e in particolare nella musica.

LE ISOLE SCILLY

Sembrano isole caraibiche invece si trovano al largo della Mount Bay a poco più di una 40ina di km dalla punta estrema della Cornovaglia detta Land’s End. Ma oggi non è più possibile arrivarci a piedi e l’alternativa è la scelta tra il traghetto (o una barca personale) e l’aereo.

YS

Alan Stivell Ys in “La Reinassaince de la Harpe Celtique” 1972

e l’omaggio  di Vincenzo Zitello

LYONESSE

Dalla Cornovaglia Brenda Wootton (1928-1994) accompagnata alla chitarra da David King interpreta il brano Lyonesse composto da Richard Gendall (il bardo di Gelvinak) in “Lyoness” 1982: soprannominata “la voce della Cornovaglia” si fece le ossa nel  Count House Folk Club di Botallack per fondare a sua volta un Foll Clube leggendario negli anni 1967, il Piper’s Folk Club nel St. Buryan Village Hall (continua)
oppure in una versione con meno crepiti


I
Lyonesse, Lyonesse,
where are your shores?
Houses and villages,
houses and villages,
seen no more,
Lyonesse, Lyonesse,
under the sea,
Dreams lie with mermaids,
children to be,
Dreams lie with mermaids,
children, to be.
II
Royal line. Royal line,
where your domaine?
Of your bright palaces,
of your bright palaces,
none remain,
Royal line, Royal line,
will you return?
Where bones lie
mouldering under the fern,
Where bones lie
mouldering under the fern.
III
Every year, every year,
life springs again,
Giving new chances,
giving new chances,
healing pain,
Every year, every year,
we can rebuild
Dream woven palaces
round a new child,
Dream woven palaces
round a new child.
IV
Cornish child, Cornish child,
you are today,
Travelling with everyman ,
travelling with everyman,
on your way.
Cornish child, Cornish child
within your life’s will,
There is a Lyonesse
that can be still,
There is a Lyonesse
that can be still.
V
Lyonesse, Lyonesse,
where was your shore?
Houses and villages,
houses and villages…
seen no more…
seen no more.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Lyonesse , Lyonesse
dove sono le tue terre?
Case e villaggi,
case e villaggi
non si vedono più
Lyonesse, Lyonesse
in fondo al mare
i sogni giacciono con le sirene
futuri bambini
i sogni giacciono con le sirene
futuri bambini
II
Sangue reale, sangue reale
dov’è il tuo dominio?
Dei tuoi magneficenti palazzi
dei tuoi magneficenti palazzi
niente rimane.
Sangue reale, sangue reale
ritornerai?
Dove le ossa stanno
a decomporsi sotto la felce (1)
dove le ossa stanno
a decomporsi sotto la felce.
III
Ogni anno, ogni anno
la vita rifiorisce di nuovo
dando nuove opportunità
dando nuove opportunità
per guarire il dolore.
Ogni anno, ogni anno
possiamo ricostruire
palazzi tessuti nel sogno
attorno ad un nuovo fanciullo
palazzi tessuti nel sogno
attorno ad un nuovo fanciullo
IV
Figlio della Cornovaglia,
tu stai oggi
viaggiando con ogni uomo
viaggiando con ogni uomo
in cammino.
Ragazzo della Cornovaglia,
nella volontà della tua vita
c’e una Lyonesse
che potrà ancora essere
c’e una Lyonesse
che potrà ancora essere
V
Lyonesse , Lyonesse
dove era la tua terra?
Case e villaggi,
case e villaggi
non si vedono più
non si vedono più

NOTE
1) la foresta pietrificata di Mount Bay che si mostra con la bassa marea (vedi)

Dalla Normandia Chris Payne – tastiere, violino, zufolo e Emily Alice Ovenden – voce hanno composto un canto ispirati alla leggenda.
ASCOLTA Celtic Legend


I
O Lyonesse, be stronger now
The Winds of Change have come for thee
To wander hence but still return
From darkest waters of the Sea
II
O Lyonesse
Although the waves have come for thee
You will return to wander hence
With tears of salt to fill the Sea
The Sea. The Sea
The waters came from
the darkness waters

The waters came
from the darkness waters

The Sea. The Sea
III
Through endless days that turn to night
O Lyonesse, I’ll wait for thee
Though I may be asleep in dust
My spirit lives beneath the Sea
Traduzione italiano Cattia Salto
I
O Lyonesse sii più forte ora
I venti del cambiamento sono venuti per te
m ancora ritornerai a vagare lontano dagli abissi del Mare
II
O Lyonesse
Anche se le onde sono venute per te
tu ritornerai a vagare lontano da qui
con lacrime di sale per riempire il Mare
Il Mare. Il Mare
le acque venivano
dall’abisso
le acque venivano
dall’abisso
Il Mare. Il Mare
III
Per gioni senza fine che diventeranno notte
O Lyonesse, ti aspetterò
Anche se dovessi addormentarmi nella sabbia, Il mio spirito vivrà sotto il Mare


FONTI
http://www.pollyanna-jones.co.uk/?p=82
https://www.vanillamagazine.it/lyonesse-la-leggendaria-isola-sommersa-dove-nacque-tristano-e-mori-re-artu/
http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/2012/07/31/la-leggenda-della-terra-sommersa-di-lyonesse-potrebbe-essere/

https://www.visitislesofscilly.com/
http://www.viaggiareleggeri.com/blog/3271/in-volo-tra-la-cornovaglia-e-le-isole-scilly

http://www.artcornwall.org/features/Brenda_Wootton.htm
http://vance.jack.free.fr/wootton.html

Vincenzo Zitello

Quando ti ho nelle mie braccia salgo in cima alla scala infinita che porta alle stelle.” (Vincenzo Zitello)

Arpista a tutto tondo Vincenzo Zitello si è avvicinato all’arpa diatonica nel 1977 (dopo gli anni di studi classici sul violino e il flauto traverso ) iniziando l’apprendistato con i bretoni Dominig Bouchaud e Mariannig Larc’hantec e perfezionandosi nel 1980 con Alan Stivell; registra nel 1987 il suo primo album dedicato all’arpa bardica (con le corde in metallo) “Et Vice Versa” e ne esplora con uno stile libero le potenzialità espressive, musica minimale,  reiterativa, cascate di suoni arcaici dal sapore quasi jazzistico.

Nella sua lunga carriera artistica ha collaborato con una serie impressionante di grandi nomi della scena italiana e internazionale sia in tournée che in incisioni discografiche.
Il suo percorso solistico s’intreccia con i concerti in trio e in ensemble avvicinandosi praticamente a ogni linguaggio e stile della musica etnica. Per definire la musica di Vincenzo Zitello si potrebbe forse parlare di musica bardica nel senso più antico del termine cioè una musica spirituale che agisce sull’anima, lo spirito e il corpo umano (ma più in generale sulle creature viventi).

ASCOLTA Amphorae live 1993 Vincenzo Zitello arpa celtica, Franco Parravicini Chitarre, Federico Sanesi Tabla Gatam  percussioni

A voler riassumere in un unico album l’incantesimo che emana dal suo modo intimista di suonare l’arpa non si può che far riferimento a “Solo” uscito nel 2005 per la Fairylands Records: un antologia del suo repertorio in cui alterna arpe con corde di nylon e con corde di metallo, e un inedito suonato a due arpe: Gaelic Raga

ASCOLTA Ys, l’omaggio al maestro e amico Alan Stivell

ASCOLTA Gaelic Raga

Nel suo settimo album “Atlas” (2007),  Vincenzo Zitello suona oltre alle sue arpe (arpe italiane Salvi: modello Egan e Livia con la cassa rinforzata perchè monta corde in metallo) anche strumenti a fiato e ad arco (flauti, tin whistle, clarinetti, baghet, viola e violino), il tema è il viaggio nello spazio e nel tempo, un lavoro intimista dedicato agli affetti personali.

Talismano (2011) è un album interamente dedicato all’arpa con le corde di metallo, “per recuperare armonia e pace con se stessi” e alla musica bardica del sonno, del pianto e del riso

ASCOLTA Rondine

Con Infinito (2014) Vincenzo Zitello ritorna alla musica sinfonica utilizzando un linguaggio musicale classico per descrivere le quattro stagioni e i quattro elementi. Del suo ultimo album “Metamorphose XII” (2017) scrive nelle note “Racchiude l’essenza di dodici brani vestiti con suoni e storie in mutamento, temi identici e composti in doppia versione: un cd per sola arpa e l’altro orchestrato con venti musicisti.  L’intento è proprio quello di portare l’ascoltatore in due mondi paralleli, in modo da creare la metamorfosi delle idee e delle impressioni. Il concetto di metamorfosi è davvero importante per la musica che scrivo: tutte le mie composizioni sono realizzate seguendo questo concetto stimolante e creativo, che chiede di essere domato ma che, allo stesso tempo, impone l’abbandono di qualsiasi categoria di linguaggio sonoro, di ogni definizione di limite, alla ricerca della capacità di dire (e ascoltare) oltre l’ovvio delle cose.

Zitello dispiega le ali di farfalla nei suoi arrangiamenti strumentali e amplia il parco strumenti rispetto all’album precedente con ospiti d’eccezione: il sax di Claudio Pascoli, la fisarmonica a bottoni di Flaviano Braga, la cornamusa elettronica di Hevia, la ciaramella di Carlo Bava, la marimba contrabbassa suonata da Paolo Pasqualin, la tromba di Andrea Paroldi e il trombone tenore e il sakbut, antico trombone a tiro rinascimentale suonato da Gino Avellino, la ghironda e organetto da Rinaldo Doro, la ciaccola e la musette di Daniele Bicego, il fiddle di Milo Molteni, l’organo portativo di Giovanni Galfetti, le viole da gamba di Guido Ponzini, e ancora Vic Vergeat alla chitarra elettricaRiccardo Tesi all’organettoLivio Gianola alla chitarra classica a 8 cordeMario Arcari all’oboeSerena Costernaro al violoncelloWalter Keiser alla batteria e alle percussioniAlfio Costa all’HammondFulvio Renzi al violinoviola.

ASCOLTA Rubeus da “Metamorphose XII” (2017)


FONTI
http://www.blogfoolk.com/2011/11/vincenzo-zitello-larpa-e-la-tradizione.html
http://www.vincenzozitello.it
http://www.morfoedro.it/doc.php?n=1413&lang=it
http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/metamorphose-xii/
http://www.folkbulletin.com/larpa-dellanima-vincenzo-zitello-si-racconta-a-folk-bulletin/
http://www.blogfoolk.com/2017/02/vincenzo-zitello-metamorphose-xii.html