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OLD CROSS OF ARDBOE

THE EMIGRANT’S FAREWELL

Il titolo è un po’ generico e indica diversi canti d’emigrazione in questo, più noto come “Old Cross of Ardboe”, vengono ricordate con nostalgia varie località dell’Ulster intorno al Lough Neagh, un lago delle fate secondo la gente d’Irlanda.
Il lago, uno dei più vasti delle Isole Britanniche,  è incastonato nel centro dell’Irlanda del Nord, ricco di isolette e dalle rive a canneto è rinomato per la pesca di trote e anguille.

IL MITO

Secondo il mito Finn MacCool (il gigante irlandese campione dell’Ulster) per fermare il suo nemico scozzese, raccolse una manciata di terra e la scagliò contro l’avversario in fuga, mancandolo. La terra che ricadde in mare divenne l’Isola di Mann mentre il buco lasciato nel terreno si trasformò nel lago di Neagh.

Il testo in otto strofe è stato scritto dal poeta John Canavan di Killycolpy, (1862-1921) con il titolo “The Emigrants Farewell”, a cui il violinista locale Johnny Mooney ha aggiunto la melodia; una versione più moderna è stata poi ridotta e adattata a sole quattro strofe (vedi). La melodia  richiama vagamente “The Lakes of Pontchantrain”

Il poeta descrive con nostalgia le rive sud-ovest del lago Neagh nella contea di Tyrone di cui è originario, ed esprime il desiderio di essere sepolto nel piccolo cimitero dell’Abbazia di San Colman nei pressi di Ardboe ai piedi della Croce Celtica medievale scolpita nella pietra.

ASCOLTA Kate Crossan & Kitty Kitchen
ASCOLTA Gemma Hasson


I

Fare ye well my native green clad hills
Fare ye well my shamrock plain
Ye verdant banks of sweet Lough Neagh(1)
And ye silvery (2) winding streams
Though far from  home in green Tyrone
My Flora first I strayed (3)
I adore you Killcolpy(4)
Where I spent my boyhood days.
II
Shall I ne’er behold Shane’s Castle(5) bold
Or gaze on Mazzereene
Shall my cot e’re land on the banks of Bann(6)
Coney Island(7) or Roskeen.
Shall I ever stray by the Washing bay(8)
The weary trout to coy
Or set (cast) my line in the evening fine
Round the shores of green Mountjoy(9).
III
My friends out here in America
Have all that there hearts desire
My pockets filled with dollar bills
I am dressed in the grand attire
but I would give it all for one country ball
At home by the old hearthstone
In a cabin near Lough Neagh so dear
In my own dear native home (land).
IV
And I know, alas long years have passed
And I’ll toast that beautiful isle,
And short or long in that land of song
A star of peace (10) may smile
May plenty bloom from the Bann to Toome(11)
And the shamrock verdant grow
Green o’er my grave by Lough Neagh’s wave
or the Old Cross of Ardboe (12).
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Addio mie natie colline ricoperte di verde
addio mia pianura di trifoglio
voi verdeggianti rive del placido Lough Neagh(1)
e voi tortuosi ruscelli d’argento(2)!
Anche se sono lontano dalla mia casa nella verde Tyrone, dalla mia Flora che per primo abbandonai (3),
io ti amo Killycolpy (4) dove trascorsi i giorni della mia fanciullezza.
II
Potrò mai rivedere il Castello di Shane (5)
o contemplare Massereene?
Mi potrò accampare sulle rive del Bann (6),
a Coney Island (7) o Roskeen?
Potrò mai andare in giro per la Baia di Washing (8)
ad afferrare le trote stremate
o gettare la lenza nelle belle serate
sulle verdi rive nei dintorni di Mountjoy (9)?
III
I miei amici via da qui, l’America,
hanno tutto ciò che il cuore desidera,
e io con le tasche piene di banconote da un dollaro sono vestito in gran tiro,
eppure darei tutto in cambio di un ballo popolare, a casa vicino al vecchio focolare, in un capanno nei pressi dell’amato Lough Neagh, proprio nella mia  terra natia.
IV
Purtroppo, tanti anni sono passati
e io brinderò a quella bell’isola,
che  prima o poi in quella terra di canzoni
una stella di pace (10) possa sorridere,
che possa fiorire in abbondanza la ginestra da Bann a Toome (11)
e il trifoglio rigoglioso crescere
sempreverde sopra la mia tomba accanto all’onda del Lough Neagh
o della vecchia Croce di Ardboe (12)

NOTE
1) Il Lough Neagh è il più grande lago d’acqua dolce in Irlanda, tocca cinque delle sei contee che compongono l’Irlanda del Nord e si trova quasi al suo centro; nella poesia ne rappresenta il cuore.
2) nel senso di acque cristalline
3) oppure “Aye far from you I’ve strayed”
4) Killycolpy è il paese natale del poeta
5) le rovine del castello si trovano sulle rive nord-est del Lago Neagh
6) il fiume Bann (fiume bianco) è il fiume più lungo dell’Irlanda del Nord e in mezzo si allarga a formare il Lough Neagh, rinomato per la pesca del salmone, trote e anguille
7) un isolotto ricco di boschi nel Lago Neagh
8) Washing bay è una piccola baia che si trova nel lato sud-ovest del Lago Neagh, nella conta di Tyrone
9) piccolo villaggio con relativo castello sulla collina che sovrasta il Lago Neagh
10) oppure “May the star of freedom smile”
11) Toome è un piccolo paese nella punta nord-ovest del lago Lago Neagh
12) La Croce si trova ad Ardboe nella contea di Tyrone: si tratta della prima Grande Croce celtica eretta nell’Ulster, alta quasi 20 metri con scene dalla Bibbia scolpite, (risalente al IX o X sec), che segna il luogo su cui si ergeva un monastero fondato nel 590 da San Colman. Nel tempo accanto ai ruderi della vecchia abbazia è sorto un piccolo cimitero. Il sito era probabilmente un recinto sacro alle precedenti divinità ed è ancora visitato l’albero dei desideri ( Pin tree o Coin tree (ma anche Wish tree) sebbene quello precedente sia andato distrutto nel 1998: alla stregua del pozzo dei desideri, l’albero è un collettore di offerte e richieste alla divinità (o alle fate) e le monete vengono conficcate nella corteccia (vedi)

FONTI
http://ardboeheritage.com/
http://www.musicanet.org/robokopp/eire/fareyewe.htm
http://thinplacestour.com/ardboe-mystical-site-on-enchanted-lough-neagh/
http://www.bohemianwanderer.com/2014/08/lough-neagh-il-lago-che-un-gigante-creo-al-centro-dellirlanda-del-nord/
https://soulencounter.co.uk/visiting-the-energy-site-of-ardboe/

FAREWELL MY LOVE AND REMEMBER ME

Emigrants_leave_Ireland“Farewell My Love and Remebre Me” anche con il titolo “Our Ship Is Ready”, “The Ship Is Ready To Sail Away” o “My Heart is True”, è la trasposizione nella tradizione popolare irlandese di una broadside ballad dal titolo Remember Me, pubblicata a Dublino c.1867, e archiviata nelle “Bodleian Library Broadside Ballads”.

Il tema è quello dell’addio dell’emigrante (vedi) che è costretto a separarsi dalla sua fidanzata; lui lascia il suo cuore in Irlanda e la donna e il paese diventano tutt’uno nello straziante ricordo.

Nelle note dell’album di Sara Makem, “Ulster Ballad Singer” 1968 è scritto in  merito alla canzone: “Sarah’s melody is used quite often for songs of farewell in much the same way as the air “The Pretty Lasses of Loughrea” was used allover the country for lamentations or execution songs, (see Joyce’s Old Irish Folk Music and Song, pp 219-211). The two best-known printed versions of Sarah’s air are “Fare you well, sweet Cootehill Town” (Joyce, O.I.F.M.S., p 192) and “The Parting Glass” (Irish Street Ballads. p 69). But until such time as a system of notation is invented to record the true intervals of a folksinger’s interpretation, Sarah Makem’s version of this air must remain for study on disc or tape.”

ASCOLTA The Boys of the Lough in Farewell and Rember Me, 1987 (strofe I, III)

I
Our ship is ready to bear(1) away
Come comrades o’er the stormy seas
Her snow-white wings they are unfurled
And soon she will swim in a watery world
(chorus)
Ah, do not forget, love, do not grieve
For my heart is true and can’t deceive
My hand and heart, I will give to thee
So farewell my love and remember me
II
Farewell to Dublin’s hills and braes
To Killarney’s lakes and silvery seas
‘Twas many the long bright summer’s day
When we passed those hours of joy away
III (2)
Farewell to you, my precious pearl
It’s my lovely dark-haired, blue-eyed girl
And when I’m on the stormy seas
When you think on Ireland, remember me
IV
Oh, Erin dear, it grieves my heart
To think that I so soon must part
And friends so ever dear and kind
In sorrow I must leave behind
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
La nave è pronta a salpare,
venite, compagni, sul mare in tempesta;
le sue ali bianche come la neve sono spiegate,
e presto navigheremo sul mondo delle acque.
RITORNELLO
Non piangere, amore, non ti rattristare,
perchè il cuore è sincero e non mente;
ti darò la mia mano e il mio cuore,
così, addio amore mio e ricordati di me.
II
Addio alle colline di Dublino e alle valli,
fino ai laghi argentei di Killarney;
dove delle molte lunghe giornate estive,
abbiamo speso le ore in allegrezza.
III (2)
Addio a te, mia perla preziosa
sei la mia amata ragazza dai capelli scuri e occhi azzurri
e quando sono sugli oceani in tempesta
e quando tu ripensi all’Irlanda, ricordami
IV
Oh Erin, mia cara, il mio cuore piange,
a pensare che così presto io devo partire;
e gli amici mai così cari e gentili,
nel dolore devo lasciare alle spalle.

NOTE
1) anche scritto come “sail away”
2) variante strofa
Farewell my love as bright as pearl
my lovely dark-haired, blue-eyed girl
and when I am seal in the stormy seas
I’ll hope in Ireland, you’ll think on me

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/03/ready.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/eire/fareyewe.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=22322

(Cattia Salto febbraio 2014)

BESSY BELL AND MARY GRAY

La ballata “Bessie Bell and Mary Gray” risale quantomeno al 1600 ed è stata stampata per la prima volta da Charles Kirkpatrick Sharpe con il titolo “The Twa Lasses“, riportata anche nelle Child Ballads al # 201. Si trova tuttavia solo in forma frammentaria per cui la storia e i suoi significati ci sfuggono o si sono stratificati nel tempo.

LA LEGGENDA SCOZZESE

Secondo la leggenda scozzese diffusa localmente nei dintorni di Perth, Betsy Belle e Mary Gray erano due amiche  molto belle, figlie di due signori (rispettivamente il Laird di Kinvaid e il Laird di Lednock), che, per sfuggire alla peste, si costruirono un rifugio isolato nella campagna. Purtroppo morirono ugualmente, contagiate dal ragazzo che portava loro i viveri. Il luogo di sepoltura, meta di molte escursioni, sarebbe il Dranoch-haugh vicino alle rive del fiume Almond, in cui sono stati ritrovati i resti di due sepolture.
Pensando di sfuggire alla pestilenza che aveva colpito la regione di Perth nel 1645, Bessy Bell e Mary Gray, due giovani donne ammirate per la loro bellezza, si costruirono una capanna in un luogo appartato a circa otto miglia dalla città. Tutto fu inutile: la peste arrivò anche lì e ghermì le due povere ragazze. Nella sua inusuale e folgorante brevità, Bessy Bell and Mary Gray è comunque un capolavoro, una delle “pietre miliari” della balladry britannica: gioventù, bellezza, nobiltà non possono niente davanti alla Nera Signora che colpisce indiscriminatamente poveri e ricchi, brutti e belli. Alle nobildonne non è risparmiato neanche l’ultimo oltraggio: invece di riposare con tutti gli onori in un cimitero, accanto ai membri delle loro famiglie, i due cadaveri restano abbandonati a disfarsi sulle rive di un fiume. Il senso della ballata sembra dunque essere quello di un ammonimento. Anche una ninna-nanna inglese menziona le due gentildonne scozzesi, ma senza alcuna traccia della pestilenza. (Riccardo Venturi)

Le due fanciulle, una bionda come il grano, l’altra nera come l’ala del corvo, sono rappresentate secondo il dualismo tipico della narrativa fiabesca, in cui in genere la bionda è quella buona (servizievole, rispettosa della tradizione, piena di buoni sentimenti) mentre quella bruna è la cattiva: come ci ricorda Giordano Dall’Armellina, il corpus più antiche delle ballate medievali provengono dai paesi scandinavi  (i vichinghi invasori), “dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri.

Qui entrambe sono buone e belle (ma a volte quando viene rivelata la loro origine, la bionda è una nobile, la bruna è una popolana) anzi, la bellezza delle due fanciulle era leggendaria e dovevano aver spezzato molti cuori tra i laird della contea, se la loro morte fu così celebrata. Alcuni insinuano che il loro rapporto fosse più che amicale e sebbene l’episodio sia riferito alla pestilenza che si abbattè sulla Scozia nel 1645 il brano potrebbe essere più antico, se nella sua versione di nursery-rhyme (trovata sia in Scozia che in America) alcuni hanno intravisto il tormentato rapporto tra Elisabetta I e la sorellastra Maria
Bessy kept the garden gate,
And Mary kept the pantry;
Bessy always had to wait,
While Mary lived in plenty

two-sisters
Elisabetta I e Maria Tudor

LA LEGGENDA IRLANDESE

La leggenda deve aver colpito l’immaginario scozzese al punto da dare il nome di Betsy Belle e Mary Gray a due colline molto simili, situate nei pressi di Omagh, Newtownstewart, nella contea di Tyrone (Irlanda del Nord) e non nel Donegal come a volte erroneamente collocate, segno che la ballata si era diffusa anche tra gli scozzesi trapiantati nell’Ulster irlandese in seguito alla politica di “colonizzazione” iniziata nel 1500 dall’Inghilterra. La leggenda ha raggiunto anche l’America e in Virginia le colline gemelle di Staunton, sono state ribattezzate col nome delle due ragazze.

Nella città di Omagh (contea di Tyrone) il racconto ricostruito nell’Ottocento vuole che le due ragazze fossero amiche, ma Bessy di nobile discendenza mentre Mary di più umili origini. La prima capricciosa e impulsiva, la seconda calma e introspettiva. Anche in questa versione è presente un ragazzo innamorato, ma non c’è la peste.

PRIMA VERSIONE: CHARLES KIRKPATRICK SHARPE

Questo frammento è quello riportato anche nella ballata numero 201 di Child: le due fanciulle si costruirono una capanna rudimentale su un colle (ovvero riadattarono un capanno di caccia detto Burn Braes nei dintorni di Lednock), ma furono comunque raggiunte dalla peste (forse perchè già infette). I loro corpi invece di essere sepolti al cimitero stanno a disfarsi sotto il sole… immagine cruda e crudele eppure così realistica rispetto ai cupi tempi della pestilenza!

Ballad Book di Cecil Kirstensen Sharpe (1823), p. 62
They war twa   bonnie lasses;
They bigget (1) a bower on yon burn brae
An’ theekit(2) it o’er wi’ rashes.
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit(3) it o’er wi’ heather;
But the pest cam frae(4) the burrows-town(5)
And slew them baith(6) thegither(7).
They thought(8) to lye in Methven kirk yard(9)
Amang their noble kin;
But they maun(10) lye in Stronach haugh(11),
To biek(12) forenent(13) the sin(14).
And Bessy Bell and Mary Gray,
They war twa bonnie lasses;
They bigget a bower on yon burn brae,
An’ theekit it o’er wi’ rashes.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.
Bessy Bell e Mary Gray
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche

NOTE
1) biggit = built;
2) theekit = thatched, covered;
3) a volte scritto come happit = wrapped;
4) frae = from;
5) baith = both;
6) burrows-town = borough
7) thegither = together
8) thocht = thought;
9) non è ben chiaro perchè le due ragazze non potessero essere seppellite nel cimitero, all’epoca della pestilenza i corpi venivano bruciati per evitare il contagio oppure seppelliti in fosse comuni lontani dall’abitato, oppure non c’erano abbastanza vivi da riuscire a seppellire tutti i morti soprattutto quelli che vivevano in posti isolati. Secondo la testimonianza di Don John Dowe parroco di Methuen le due ragazze sono state seppellite nei dintorni della tenuta di Lednock.
10) maun = must;
11) haugh = level ground on the banks of a river;
12) beik = bask;
13) forenent = opposite, facing, over against, in opposition to; beneath;
14) sin = sun con buona pace di coloro che lo traducono con “peccato”

Il trionfo della Morte, dettaglio affresco ca. 1448, Palazzo Abatellis, Palermo

SECONDA VERSIONE IN JOHN COX (Folk Songs of the South, 1925)

In questa versione collezionata in America è aggiunta una strofa (la terza) piuttosto oscura. Alcuni ritengono che sia migrata da un’altra ballata (senza tuttavia trovare un effettivo riscontro) ma il significato dei versi, un codice ben comprensibile ai contemporanei, a noi sfugge.
Posso solo incidentalmente osservare come il verde sia considerato nelle ballate il colore dell’innocenza.

III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green (14)
To ride through the streets of yarrow(15)

[In italiano:
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]

ASCOLTA Steeleye Span (strofe I, II, III, IV)


ASCOLTA Jyll Skinner (strofe I, II, I) questa versione è una inquietante nenia..

I
Betsy Bell and Mary Gray,
They were bonny lasses.
They bigget a bower on yon burnside,
And theekit it o’er wi’ rashes.
II
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit it o’er wi’ heather.
But the plague came from the burrows-town,
And it slew them baith thegither.
III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green(14)
To ride through the streets of yarrow(15)
IV
They thought to lye in Methren Kirk yard,
Among their noble kin.
But they maun lye in Stronach haugh,
All art beneath the sun.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Betsy Bell and Mary Gray,
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
II
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]
IV
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.

NOTE
14) Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo! (vedi)
IL VERDE E I SUOI SIGNIFICATI (vedi)
15) scritto anche come “to walk the street of Yarrow” Yarrow è il termine inglese per indicare comunemente l’achillea una pianta erbacea perenne (vedi). Le foglie sono caratteristiche e frastagliate e i fiori piccoli composti da tanti fiorellini bianchi o rosa (come dei gigli in miniatura) a cinque petali raggruppati nel centro e coronati da cinque petali a tre lobi. E’ anche il nome di un fiume del Lancashire e potrebbe essere inteso come il nome di un villaggio, ma in questo contesto è un modo poetico per indicare dei sentieri erbosi. Sicchè i versi stanno a dire: le due fanciulle non indosseranno scarpine elaborate e costose, ma delle più comuni scarpe verdi per camminare per i sentieri solitari tra prati e boschetti, lungo le rive del fiume

TERZA VERSIONE DI ALLAN RAMSAY 1720

Una versione, con intento umoristico, pubblicata nello “Scots Musical Museum” Vol II è attribuita a Allan Ramsay il quale ha mantenuto la prima strofa del frammento già in Charles Kirkpatrick Sharpe e poi ci ha ricamato su..
La leggenda locale racconta in effetti di un innamorato che qui si “tormenta” perchè, inizialmente orientato verso la bionda Betsy, resta folgorato dalla bellezza della bruna Mary; così prosegue le strofe nel decantare e soppesare le peculiarità di entrambe, sempre più indeciso. Alla fine mentre sembra rassegnato ad accontentarsi di una sola, la peste gli leva il problema uccidendole entrambe! Chissà cosa avrebbe scritto Robert Burns se si fosse soffermato (nel suo tour per la Scozia) anche lui nei pressi della presunta sepoltura delle due belle!

La melodia è stata pubblicata da John Playford nella prima edizione de “The English Dancing Master” (1651) con il titolo “A Health to Betty” e in “Original Scotch Tunes” (1700) con il titolo “Bess Bell

ASCOLTA Cherish the Lady ,2005


I
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
Fair Betsy Belle I loved so well and thought I ne’er could alter
But Mary Gray’s two cheeky eyes caused all my fancy falter
Chorus
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
II
Betsy’s hair’s like flaxen gold, she smiles like a May morning
When Phoebus starts from Thoetus(16) lap the hills with rays adorning
White is her neck, soft is her hand, her waist and feet flow gently
With every grace she can command, her lips I vow are dainty
III
Mary’s locks are like the crow, her eyes like diamond’s glances
She’s aye so clean red up and raw, she kills whene’er she dances
Blithe as a kid with wit and will, she’s blooming, tight and tall is
And guides her airs so graceful still, oh Jove, she’s like thy palace
IV
Young Betsy Belle and Mary Gray, ye unco saer oppress us
Our fancies fee between ye two, ye are such bonnie lassies
Woe’s me for both I cannot get, to one by law we’re stinted
Then I’ll draw straws and take my fate and be with one contented
V
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lassies
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
But Betsy Belle nor Mary Gray could quell my fancy ever
The plague came from the burrows town, it slew them both together

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Era la bella Betsy Belle che io amavo tanto, pensando di non cambiare mai, ma i due occhi impertinenti di Mary Gray fecero vacillare la mia inclinazione.
CORO
Oh Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
II
I capelli di Betsy sono come grano dorato, lei sorride come una mattina di primavera, quando Febo parte dal grembo di Teti e adorna le colline con i raggi; bianco è il collo, morbida la mano, vita e piedi si muovono con delicatezza e con tutta la grazia che è in suo potere, le sue labbra, lo giuro, sono squisite
III
Le trecce di Mary sono (nere) come corvo e gli occhi brillano come diamanti, è così semplice ordinata e naturale, ella uccide ogni volta che danza, allegra come un bambino, di spirito e volenterosa, sta sbocciando dritta e alta e modula i canti anche in modo così grazioso, oh Giove, è (maestosa) come il tuo palazzo
IV
Giovani Betsy Belle e Mary Gray voi così sorprendenti, ci soggiogate,
i nostri desideri si spartiscono tra voi due, voi siete cosi belle fanciulle,
mal per me che non posso avervi entrambe secondo la legge del passato,
allora tirerò dritto per il mio destino e di stare con una (di voi) mi accontenterò!
V
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Ma né Betsy Belle e nemmeno Mary Gray potranno più soddisfare il mio desiderio venne la peste dalla città e le uccise tutte e due.

NOTE
16) Febo ossia Apollo incarnazione del Sole sorge da Teti, dea del Mare figlia di Nereo nota per essere la madre di Achille. Come dio solare percorreva il cielo con il suo cocchio d’oro trainato da quattro cavalli.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Bessy_Bell_and_Mary_Gray_2.htm
https://archive.org/details/folksongsofsouth00coxj
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/
songs/betsybellandmarygray.html

http://www.contemplator.com/scotland/bessie.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=30105
http://mysongbook.de/msb/songs/b/twalasse.html
http://www.celticlyricscorner.net/cherish/betsy.htm
http://mamalisa.com/?t=hes&p=1813&c=116
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-128,-page-134-bessy-bell,-and-mary-gray.aspx
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/24/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-1-of-3/
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/26/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-ii/
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87812398&mode=transcription
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-201-bessy-bell-and-mary-gray.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/22-bessie-bell-and-mary-gray.aspx

BÁIDIN FHEILIMI

Anche nota come “Báidín Fheidhlimidh” questa antica ballata, si annovera tra le “canzoni del mare” e viene insegnata ai bambini irlandesi nelle scuole elementari essendo un rarissimo esempio di canzone bilingue. Quasi sicuramente tramandata per generazioni in forma orale, la canzone potrebbe essere stata composta nel XVII secolo, e solo successivamente trascritta anche con la traduzione in inglese, con il titolo Phelim’s Little Boat. Il gaelico qui è un po’ particolare perché proviene dal Donegal e ha diverse affinità con il gaelico scozzese.

UNA BARCHETTA IN MEZZO AL MAR

Malgrado si presenti come una filastrocca, la ballata narra la storia di Feilimí Cam Ó Baoill, ossia Phelim O’Boyle, che per sfuggire al suo acerrimo nemico, abbandona il Donegal. Egli era uno dei capi dell’Ulster (vedi), guerriero-pescatore che, per evitare il conflitto con il clan dei Mac Suibhne, ovvero gli Sweeney, prende il mare su una piccola barca alla volta dell’isola di Gola; ma, non sentendosi ancora al sicuro, cambia la rotta verso l’isola di Tory, più frastagliata e ricca di nascondigli, anche se più infida per la presenza degli scogli. E proprio sugli scogli la piccola barca si infrange e Phelim annega. Tra l’altro c’è anche una danza popolare dal titolo “Waves of Tory” la quale riproduce proprio il frangersi delle onde sugli scogli dell’isola!

TORAIG~1
isola di Tory

Baidin è una parola in gaelico irlandese che indica una piccola barca e il concetto di piccolezza ritorna ossessivamente nelle strofe.

ASCOLTA Sinéad O’Connor in Sean-Nós Nua 2002:  una voce dal timbro così particolare, quella di Sinéad O’Connor; qui l’intonazione è malinconica sostenuta da un effetto eco da voce di sirena

Nel commento sul libretto Sinéad scrive:
It tells the story of Feilim Cam Baoill, a chieftain of the Rosses [in Donegal] in the 17th century. He had to take to the islands off Donegal to escape his archenemy Maolmhuire an Bhata Bu Mac Suibhne. Tory Island was more inaccessible and seemed safer than Gola, but his little boat was wrecked there. For me, the song is one of defiance and bravery in spite of terrible odds. It is a song of encouragement that we should be true to ourselves even if being true means ‘defeat’. A song of the beauty of freedom. And a song of the power of the sea as a metaphor for the unconscious mind. It shows that we can never escape our soul.”

ASCOLTA Na Casaidigh in Singing for memory 1998: ancora una versione con la batteria ma con un tempo un po’ più sostenuto; un bell’arrangiamento delle voci nel coro e uno strumentale finale lasciato alla chitarra elettrica in un mix tra sonorità tradizionali e moderne molto gradevole e misurato.

Anche Angelo Branduardi si è cimentato nella canzone (anche se il suo gaelico è un po’ strano!) molto prezioso l’arrangiamento con il violino


DONEGAL GAELIC VERSION
I
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Gabhla,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Gabhla,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann
Curfá:
Báidín bídeach, Báidín beosach,
Báidín bóidheach, Báidín Fheidhlimidh,
Báidín díreach, Báidín deontach,
Báidín Fheidhlimidh’s Feidhlimidh ann.
II
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Toraigh,
Báidín Fheidhlimidh’s Feidhlimidh ann
Báidín Fheidhlimidh d’imigh go Toraigh,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann.
III
Báidín Fheidhlimidh briseadh i dToraigh,
Báidín Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann
Báidín Fheidhlimidh briseadh i dToraigh,
Báidín  Fheidhlimidh ‘s Feidhlimidh ann (1)

ENGLISH VERSION
I
Phelim’s little boat went to Gola,
Phelim’s little boat and Phelim in it,
Phelim’s little boat went to Gola,
Phelim’s little boat and Phelim in it
Chorus:
A tiny little boat, a lively little boat,
A foolish little boat, Phelim’s little boat,
A straight little boat, a willing little boat,
Phelim’s little boat and Phelim in it.
II
Phelim’s little boat went to Tory,
Phelim’s little boat and Phelim in it,
Phelim’s little boat went to Tory,
Phelim’s   little boat and Phelim in it.
III
Phelim’s little boat crashed on Tory,
Phelim’s little boat and Phelim in it,
Phelim’s little boat crashed on Tory,
Phelim’s little boat and Phelim in it.

TRADUZIONE ITALIANO DALL’INGLESE
La barchetta di Phelim è andata a Gola,
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.

CORO
Una minuscola barchetta, una vivace barchetta,
Una pazza barchetta, la barchetta di Phelim
Una barchetta ordinaria e maneggevole
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.

La barchetta di Phelim è andata a Tory,
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.
La barchetta di Phelim si è sfasciata a Tory,
La barchetta di Phelim con Phelim sopra.

NOTE
1) oppure Iasc ar bhord agus Feilimí ann  [Laden with fish and Phelim on board = carica di pesci e con Phelim a bordo]

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=18074#177081

RÓISÍN DUBH

Róisín Dubh (= little black rose) è  Rosalinda, una fanciulla dal nome di Piccola Rosa, l’allegoria dell’Irlanda, una parola in codice coniata alla fine del Cinquecento/inizi Seicento per identificare l’Irlanda con una Rosa Nera,  contrapposta idealmente alla Rosa Rossa della Casata Tudor (la rosa dei Lancaster).
Così s’intitola una canzone di protesta politica in gaelico irlandese molto popolare nell’Irlanda del Settecento anche se di origine cinquecentesca, attribuita talvolta a Hugh Roe O’Donnell (1587-1602) – Hug il Rosso ovvero Aodh Ruadh O’Domnhaill- Principe (ovvero Ri) di Tyrconnell oggi contea del Donegal, che condusse la resistenza dell’aristocrazia gaelica contro la conquista inglese dell’Irlanda.
Róisín Dubh è stata scritta forse sotto il regno di Elisabetta I, poco prima del “Volo dei Conti” (in inglese “the Flight of the Earls” ), la fuga degli ultimi capi irlandesi rimasti in Irlanda dopo il fallimento della Guerra dei Nove anni -ricordata come la Rivolta di Tyrone, combattuta dal 1594 al 1603 dal “Gran Conte” Hugh O’Neil alleato con gli O’Donnell. Nel primi di settembre del 1607 i principali capi della rivolta lasciarono l’Irlanda e il territorio del Nord dell’Isola passò in mano ai nuovi coloni inglesi e scozzesi di fede protestante.

dark-roseen

Il protagonista si lamenta di non poter vivere con la sua amata Rosa Nera anche se ha cercato di fare il possibile per stare con lei. Rosalinda è l’Irlanda ma l’allusione non è mai esplicita, per evitare la denuncia di tradimento e con essa la condanna a morte.
Il canto è un Sean Nós ossia un canto per sola voce con i tipici abbellimenti del vecchio stile, la melodia è qualcosa di meraviglioso.

ASCOLTA Matt Cunningham versione strumentale con il Tin Whistle, semplicemente sublime.

 

LA VERSIONE DEL MUNSTER

Forse originaria dal Munster questa versione è stata pubblicata dal rev. Padraig Breathnach nella raccolta Ceol Ár Sínsear del 1923, per diventare il brano insegnato nelle scuole d’Irlanda.

ASCOLTA Mike O’Laughlin by Irish Roots Cafe

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
ná cás anois
Tá do phardún ón bPápa
ón Róimh uile
Tá na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Ná ceiligí fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Beidh an Éirne na tonna tréana
s beidh an spéir ina fuil
Beidh na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Beidh gach gleann sliabh ar fud Éireann
is móin ar crith
Lá éigin sula n-éaga
mo Róisín Dubh.
TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Róisín, don’t be sorrowful
or worried;
your pardon is coming from the Pope
and from all of Rome,
the Brothers from overseas
to help us.
The Spanish wine won’t be hidden
from my Róisín Dubh (1).
II
Lough Erne (2) will be stormy,
the sky will be blood-red;
the White Brothers (3) will come overseas
to help us;
in every valley and hillside in Ireland
the bogs will be trembling (4)
someday before
my Róisín Dubh dies.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Piccola Rosa, non essere triste o preoccupata
dal Papa arriverà il vostro perdono e da Roma tutta,
i Fratelli sono sull’oceano
per aiutarci.
Ci sarà del vino spagnolo
per la mia piccola Rosa Nera (1)
II
Il Lago Erne (2) si farà turbolento,
il cielo si farà rosso di sangue;
i Bianchi Fratelli(3) attraverseranno l’oceano per aiutarci,
in tutte le valli e le montagne in Irlanda le paludi tremeranno (4)
un giorno, prima che,
la mia piccola Rosa Nera, muoia

NOTE
1) La rosa nera era un tempo una rosa di un colore rosso cupo, molto scuro, la rosa gotica per eccellenza associa alla morte. E tuttavia nel linguaggio dei fiori ottocentesco presenta molteplici significati: è sia la fine che l’inizio di un drastico cambiamento, una rinascita. Rose rosso cupo sono il dolore di una tragica storia d’amore. E così l’amore per la propria terra è profondo e tenace; è un amore che richiede il sacrificio
2)  L’Erne è il nome dei due Laghi – Il Lough Erne (Loch Éirne in gaelico irlandese)  situati lungo il corso del fiume Erne. Il fiume traccia in buona parte il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. E’ il territorio della “Plantation” cioè delle terre in cui si insediarono i coloni inglesi e scozzesi: le contee di Tyrone, Donegal, Derry, Armagh, Cavan e Fermanagh a discapito degli irlandesi gaelici e dei vecchi inglesi di origine cattolica. La sistematica colonizzazione dell’Ulster prese il via con il successore di Elisabetta, Giacomo I per sfociare nella spedizione di Cromwell.
3) si spera negli aiuti del Papa e del Re di Spagna
4) la chiamata alle armi è paragonata alla fine del mondo

LA VERSIONE DEL CONNEMARA

Di questa versione esistono ulteriori varianti ed è quella più diffusa a Connemara, qui le strofe sono state riportate per intero anche se nella selezione per l’ascolto vengono cantate solo parzialmente.

ASCOLTA Caitlín Maude strofe I, II, IV, VI

ASCOLTA Cherish The Ladies in Out and About
ASCOLTA  Sinead O’Connor una versione molto drammatica (strofe I, IV)

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
fé’r éirigh dhuit:
Tá na bráithre ‘teacht thar sáile
‘gus ag triall ar muir,
Tiocfaidh do phárdún ón   bPápa
is ón Róimh anoir
‘S ní spárálfar fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Is fada an réim a léig mé léi
ó inné ‘dtí inniu,
Trasna sléibhte go ndeachas léi,
fé sheolta ar muir;
Is an éirne chaith mé ‘léim í,
cé gur mór é an sruth;
‘S bhí ceol téad ar gach taobh díom
is mo Róisín Dubh.
III
Mhairbh tú mé, a bhrídeach,
is nárbh fhearrde dhuit,
Is go bhfuil m’anam istigh i ngean ort
‘s ní inné ná inniu;
D’fhág tú lag anbhfann mé i ngné
is i gcruth-
Ná feall orm is mé i gnean ort,
a Róisín Dubh.
IV
Shiúbhalfainn féin an drúcht leat
is fásaigh ghuirt,
Mar shúil go bhfaighinn rún uait
nó páirt dem thoil.
A chraoibhín chumhra, gheallais domhsa
go raibh grá agat dom
‘S gurab í fíor-scoth na Mumhan í,
mo Róisín Dubh.
V
Dá mbeadh seisreach agam
threabhfainn in aghaidh na gcnoc, is dhéanfainn soiscéal i lár an aifrinn
do mo Róisín Dubh,
bhéarfainn póg don chailín
óg a bhéarfadh a hóighe dhom,
is dhéanfainn cleas ar chúl an leasa
le mo Róisín Dubh.
VI
Beidh an Éirne ‘na tuiltibh tréana
gus réabfar cnoic,
Beidh an fharraige ‘na tonntaibh dearga
agus doirtfear fuil,
Beidh gach gleann sléibhe ar fud éireann agus móinte ar crith,
Lá éigin sul a néagfaidh
mo Róisín Dubh.

TRADUZIONE di Padraic Pearse
I
Little Rose, be not sad
for all that hath behapped thee:
The friars are coming across the sea,
they march on the main.
From the Pope shall come thy pardon,
and from Rome, from the East-
And stint not Spanish wine
to my Little Dark Rose.
II
Long the journey that I made with her
from yesterday till today,
Over mountains did I go with her,
under the sails upon the sea,
The Erne I passed by leaping,
though wide the flood,
And there was string music(1) on each side
of me and my Little Dark Rose!
III
Thou hast slain me, O my bride,
and may it serve thee no whit,
For the soul within me loveth thee,
not since yesterday nor today,
Thou has left me weak and broken
in mien and in shape,
Betray me not who love thee,
my Little Dark Rose!
IV
I would walk the dew with thee
and the meadowy wastes,
In hope of getting love from thee,
or part of my will,
Frangrant branch, thou didst promise me
that thou hadst for me love-
And sure the flower of all Munster
is Little Dark Rose!
V
Had I a yoke of horses
I would plough against the hills,
In middle-Mass I’d make a gospel
of my Little Dark Rose,
I’d give a kiss to the young girl
that would give her mouth to me,
And behind the liss would lie embracing my Little Dark Rose!
VI
The Erne shall rise in rude torrents,
hills shall be rent,
The sea shall roll in red waves,
and blood be poured out,
Every mountain glen in Ireland,
and the bogs shall quake
Some day ere shall perish
my Little Dark Rose!”

TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO*
I
Piccola Rosa, non essere triste per tutto quello che ti è accaduto
i frati sono sull’oceano, essi marciano sul mare
dal Papa arriverà il tuo
perdono,
e da Roma e dall’Oriente-
e non si risparmierà il vino spagnolo per la mia piccola Rosa Nera
II
Un lungo cammino abbiamo percorso
insieme,
dai tempi passati fino a oggi,
per i monti andai con lei,
con i vascelli sul mare
(il fiume) Erne attraversai a guado sebbene fosse in piena,
e c’era musica d’arpa (1)
da ogni parte
tra me e la mia piccola Rosa Nera.
III
Mi hai reso folle, moglie mia,
e possa io servirti con coraggio
che l’anima in me ti ama
non da ieri nè oggi
tu mi hai lasciato debole e malato nel corpo e nell’anima,
non tradire chi ti ama,
mia piccola Rosa Nera.
IV
Vorrei camminare nella rugiada con te, o nelle terre desolate
nella speranza di poter avere il tuo affetto, o una parte del tuo amore,
ramo odoroso, hai dato
la tua parola
che mi ami,
il più sublime dei fiori di Munster
è la piccola Rosa Nera
V
Se avessi un giogo di cavalli vorrei arare le colline
a metà Messa canterei un coro (2) per la mia piccola Rosa Nera,
darei un bacio alla giovane donna che mi darà la sua bocca
e con sollievo giacerei abbracciando la mia piccola Rosa Nera.
VI
L’Erne si gonfierà in un violento torrente, le colline saranno libere
il mare rotolerà con onde rossastre, e il sangue sarà versato
tutte le valli di montagna in Irlanda, e le paludi tremeranno
un giorno, prima che muoia, la mia piccola Rosa Nera.

NOTE
* traduzione dall’inglese
1) string sono le corde di metallo che si usavano un tempo sull’arpa bardica
2) due versi che alludono al lavoro dei campi e alla preghiera, la causa nazionale si sposa con la questione agraria (il possesso della terra ai contadini) e con la questione religiosa (il conflitto tra anglicani e cattolici)

LA VERSIONE INGLESE

Con il titolo “Dark Rosaleeen” è la versione tradotta (un po’ liberamente) nel 1846 da James Clarence Mangan (vediad essere messa in musica attorno al 1890 da Alicia Adélaïde Needham. Curiosamente  il traduttore poco conosce la lingua gaelica e a ben vedere il testo è più una sua composizione poetica che una traduzione in senso stretto (e pertanto molti preferiscono usare il termine pseudotraduzione e altri la classificano come una forma di scrittura minoritaria).

ASCOLTA John McCormack (strofe I, III, IV)

ASCOLTA Tommy MakeT (strofe I, II, IV)


I
O my Dark Rosaleen,
Do not sigh, do not weep!
The priests are on the ocean green,
They march along the deep.
There ‘s wine from the royal Pope,
Upon the ocean green;
And Spanish ale shall give you hope,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
Shall glad your heart, shall give you hope,
Shall give you health, and help, and hope,
My Dark Rosaleen!
II
Over hills, and thro’ dales,
Have I roam’d for your sake;
All yesterday I sail’d with sails
On river and on lake.
The Erne, at its highest flood,
I dash’d across unseen,
For there was lightning in my blood (2), My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
O, there was lightning in my blood,
Red lightning lighten’d thro’ my blood.
My Dark Rosaleen!
III
Woe and pain, pain and woe,
Are my lot, night and noon,
To see your bright face clouded so,
Like to the mournful moon.
But yet will I rear your throne
Again in golden sheen;
‘Tis you shall reign, shall reign alone,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
‘Tis you shall have the golden throne,
‘Tis you shall reign, and reign alone,
My Dark Rosaleen!
IV
O, the Erne shall run red,
With redundance of blood,
The earth shall rock beneath our tread,
And flames wrap hill and wood,
And gun-peal and slogan-cry (£)
Wake many a glen serene,
Ere you shall fade, ere you shall die,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
The Judgement Hour must first be nigh,
Ere you can fade, ere you can die,
My Dark Rosaleen!
Traduzione di Cattia Salto
I
O mia piccola rosa nera
non singhiozzare e non piangere!
I frati sono sull’oceano profondo,
in marcia (1) sul mare
c’è il vino dal Papa
in arrivo dal mare,
la birra dalla Spagna che ti darà la speranza, mia piccola Rosa Nera!
oh la mia Rosalinda!
Ti rallegreranno il cuore e ti daranno
la speranza,
ti daranno forza e sostegno
e speranza
mia piccola Rosa Nera!
II
Per valli e colline
ho viaggiato per amor tuo,
fino a ieri sono andato per mare,
fiumi e laghi.
L’Erne in piena
ho attraversato di nascosto
perchè avevo il sangue in fiamme (2)
mia piccola rosa nera
oh la mia Rosalinda!
Un fulmine scarlatto m’infiammava il sangue
mia piccola rosa nera!
III
Disgrazia e pena, pena e disgrazia
sono il mio destino, notte e giorno
nel vedere il tuo volto bello così rattristato, come una luna funerea.
Tuttavia innalzerò il tuo trono
di nuovo nello splendore dorato
e tu regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
Ecco avrai il trono dorato
e regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
IV
L’Erne scorrerà rosso
rigonfio di sangue,
la terra tremerà sotto i nostri passi
e le fiamme avvolgeranno colline e boschi
e i colpi di fucile e grida di guerra (3)
risveglieranno più di una valle
prima che tu debba cadere, prima che tu debba morire
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
L’ora del giudizio si avvicina
prima che tu possa cadere; prima che tu possa morire
mia piccola rosa nera!

NOTE
1) il termine richiama un esercito in marcia
2) l’immagine ha un che di mitico, richiama divinità del passato che irraggiano un sacro fuoco, rifulgono d’intensa luce spirituale
3) la “traduzione” rispecchia il clima ottocentesco e il fervore del romanticismo

FONTI
https://goldenbridgeinmate39.wordpress.com/2012/11/12/11719/
https://thesession.org/tunes/4184
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21343
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13339
http://www.irishpage.com/songs/roisdubh.htm
http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-1/

http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-2/
http://www.sacred-texts.com/neu/celt/tdp/tdp07.htm

CARRICKFERGUS

cathal buiAnche su questo brano sono stati versati fiumi d’inchiostro dicendo di tutto e anche l’opposto di tutto, ci sono però due punti fermi: il primo è il testo in gaelico “Do Bhí Bean Uasal” composto dal poeta irlandese Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna, (c1680-c1756). Curioso personaggio soprannominato “Builil giallo, un bardo vagabondo di cui non si ha notizia suonasse uno strumento particolare, ma sicuramente cantastorie e compositore di poesie, che si sono diffuse per tutto il paese e ancora oggi cantate.
Lo studioso Breandán Ó Buachalla ha pubblicato una raccolta nel libro “Cathal Bui: Amhráin” nel 1975. A Blacklion contea di Cavan c’è anche una piccola stele in sua memoria e si celebra il Cathal Bui Festival (mese di Giugno).
Sacerdote mancato ci sapeva fare con le parole e con le donne, era inoltre dotato di molto “irish humour” ed era ovviamente un forte bevitore, girava per il Breifne, il nome irlandese della zona che comprende Cavan, Leitrim, e a sud di Fermanagh (uno dei tanti traveller con i il suo carrozzone o anche meno).

DA THE SICK YOUNG LOVER A PETER O’TOOLE

Il brano dal titolo Do Bhí Bean Uasal (vedi) ovvero “There Was a Noblewoman” è conosciuto anche con il nome di “The Sick Young Lover” comparso in un broadside distribuito a Cork e datato 1840 e anche nella raccolta di George Petrie “Ancient Music of Ireland” 1855 con il nome di The Young Lady. Testo e melodia passati attraverso la tradizione orale si sono diffusi e modificati, senza però lasciare una traccia consistente nelle raccolte stampate nell’Ottocento.

E arriviamo alla versione conosciuta da Peter O’Toole che è stata l’origine della versione di Dominic Behan registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”, ma anche alla versione registrata da Sean o’Shea sempre negli stessi anni con il titolo Do Bhí Bean Uasal. Anche i Clancy Brothers con Tommy Makem fecero una loro versione con il titolo “Carrickfergus” nell’LP “The First Hurrah” del 1964.

E qui è doveroso aprire una parentesi sugli anni 60: in America il presidente è John F. Kennedy, un discendete di emigranti irlandesi, gli irlandesi Clancy Brothers diventano delle star; in Irlanda e Inghilterra scoppia il “Ballad boom” e si affermano i Dubliners e i Wolfe Tones. Ma a questo successo riscosso dalla musica irlandese sulla scena internazionale per gran parte contribuì il lavoro dei Ceoltóirí Chualann.

ceoltoiri-chualann

THE CHIEFTAINS

E qui è meglio lasciar parlare Erick Falc’her-Poyroux nella traduzione di Alfredo De Pietra (tratto da vedi per la sua lettura integrale)

Fu un musicista di estrazione classica, Seán Ó Riada ad avere l’idea di riunire alcuni musicisti tradizionali con il nome di Ceoltóirí Chualann (“I musicisti di Chualann”). Nel 1959 Ó Riada, all’epoca direttore musicale dell’Abbey Theatre di Dublino, era in cerca di musicisti per eseguire un brano di Bryan MacMahon: Paddy Moloney, all’epoca ventenne, fu chiamato a partecipare al progetto, insieme al suo amico Seán Potts al tin whistle, a Sonny Brogan all’accordion ed a John Kelly al flauto. Grazie al successo ottenuto, Seán Ó Riada decide di formare, secondo le sue stesse parole, “una piccola orchestra da camera che suoni folk irlandese”, aggiungendo ai musicisti sopra citati un violinista di formazione classica, Martin Fay. Nel 1960 Ó Riada ottenne per i suoi protetti il contratto per una serie di trasmissioni radiofoniche presso Raidió Éireann, denominate Reacaireacht an Riadaigh, trasmissioni che li fecero conoscere in tutta l’Irlanda. La musica irlandese all’epoca non era di certo sufficiente a dare un sostentamento decoroso a questi musicisti, per cui tutti i membri del Ceoltóirí Chualann avevano un’altra occupazione stabile: Paddy Moloney faceva il contabile, Martin Fay l’agente di cambio e Seán Potts era impiegato alle Poste. Tutti i membri dei Chieftains rimarranno “dilettanti” fino al 1975!

Il vero esordio dei Chieftains si avrà con la proposta, fatta nel 1962 a Paddy Moloney dal suo amico Garech Browne, di registrare per la propria etichetta Claddagh Records. Venne invitato un altro amico di Paddy, il flautista Michael Tubridy, ed un vecchio fabbro della Contea di Westmeath, Dave Fallon, rispolverò per l’occasione il suo vecchio bodhrán. Paddy Moloney non era tipo da accontentarsi di una registrazione fatta alla buona da musicisti messi insieme per una sera, e così le prove per l’album durarono ben sei mesi. Il primo disco del gruppo, che nelle intenzioni sarebbe dovuta rimanere un’opera unica, vide la luce nel 1963. I dischi di musica strumentale erano molto rari agli inizi degli anni ’60, ed anche per questo motivo bisognerà attendere ben sei anni per vedere un secondo album dei Chieftains.

L’approccio di Paddy Moloney privilegiava arrangiamenti (senza alcun dubbio sotto l’influenza di Seán Ó Riada) che si posizionavano a metà strada tra due tendenze considerate sino allora incompatibili: i musicisti classici suonavano in orchestre la cui musica era ovviamente basata sulle armonizzazioni, mentre i musicisti tradizionali irlandesi suonavano in modo solistico una musica basata su ornamentazioni. I primi gruppi di musica irlandese, le Céilí Bands degli inizi del XX secolo, suonavano a loro volta praticamente sempre all’unisono. Sebbene non sapesse leggere né scrivere la musica, Paddy Moloney riuscì a creare una sintesi tra questi due mondi musicali, senza dimenticare anche una delle caratteristiche del jazz, musica i cui interpreti si esprimono solisticamente quasi sempre in sequenza: quest’ultima tendenza si accentuerà in seguito all’interno dei dischi e dei concerti dei Chieftains, e sarà ripresa più tardi da altri gruppi, come ad esempio i Clannad.

Oltre ad essere considerato rivoluzionario dalla gran parte dei musicisti tradizionali irlandesi, il primo album dei Chieftains costituì l’occasione, per la critica, di scoprire il talento dei musicisti che costituivano il gruppo. Curiosamente una delle rare voci critiche fu proprio quella di Seán Ó Riada che, nel giornale Hibernia, giudicò il disco nel complesso buono, facendo però uso di parole come “maldestro” e “sgradevole”, con un tono generalmente spocchioso. Sebbene culturalmente molto vicini, Paddy Moloney e Seán Ó Riada vissero infatti spesso lunghi periodi di incomprensione artistica.

Anche grazie a questo disco dei Chieftains, il Ceoltóirí Chualann di Seán Ó Riada ottenne nel 1964 dalla Raidió Éireann la commissione di una nuova serie di 22 trasmissioni intitolate Fleadh Cheoil an Raidió (“Il festival musicale della radio”), con chiaro riferimento al grande festival annuale dell’associazione Comhaltas Ceoltóirí Éireann, il Fleadh Cheoil na Éireann. Le competizioni organizzate in occasione delle trasmissioni fecero scoprire il talento di un giovane fiddler di 17 anni chiamato Seán Keane, che fu “arruolato” nel gruppo di Seán Ó Riada alla fine dei suoi studi di elettronica. Nel frattempo Paddy era stato nominato, nel 1968, direttore della Claddagh Records.

In questo periodo si stabilisce un confine abbastanza fluido tra il Ceoltóirí Chualann, gruppo che si esibisce essenzialmente in trasmissioni radio, ed i Chieftains, il cui numero di concerti aumenta molto lentamente, perché anche per quel che riguarda la qualità delle sale da concerto, l’esigenza di Paddy Moloney si rivela assoluta, ai limiti del maniacale. La prima apparizione televisiva dei Chieftains risale al 1965, anno in cui fu registrato un loro concerto a Belfast, concerto che venne poi diffuso dal canale britannico Ulster TV.

Anche l’album Chieftains 2 fu un successo commerciale, ed i giornali americani iniziarono ad interessarsi in modo serio ai Chieftains. Ancora una volta la sorpresa negativa venne da Seán Ó Riada, che nel marzo 1970 annunziò che poneva fine al progetto Ceoltóirí Chualann dichiarando inoltre che non vedeva alcun futuro per i Chieftains, di cui notava grossi limiti nell’ambito della produzione. Il gruppo giudicò queste critiche come dettate dalla gelosia, e incurante proseguì per la sua strada.

Alla fine del 1975 i Chieftains furono consacrati “gruppo dell’anno” dal Melody Maker, davanti a bands storiche come i Rolling Stones ed i Led Zeppelin! A questo punto una decisione doveva essere presa, e nonostante alcune reticenze, rimarcate da alcuni membri del gruppo, Paddy Moloney, Seán Potts, Michael Tubridy, Martin Fay, Peadar Mercier, Seán Keane e Derek Bell accettarono l’idea di tentare l’esperienza professionistica

Nel giro di un anno i Chieftains erano diventati delle vere e proprie star. Grazie a Jo Lustig essi avevano ottenuto non solo contatti personali e professionali con un mondo sino allora ad essi sconosciuto, quello dello show business e delle rock star, ma erano anche riusciti a raggiungere mercati finora impermeabili alla musica tradizionale. Paddy aveva comunque raggiunto il suo scopo: dare un riconoscimento internazionale alla vera musica irlandese, troppo spesso confusa con la musica country o con ballate nostalgiche dei crooners americani.

Era nel frattempo divenuto evidente che Peadar Mercier, che aveva già superato i sessanta anni, non riusciva più a reggere questi ritmi. Egli decise di ritirarsi, lasciando a Paddy il compito di trovare un altro suonatore di bodhrán: un certo Kevin Conneff era arrivato alla musica tradizionale irlandese solo tardivamente, ma era diventato un assiduo frequentatore delle sessions dublinesi, come quelle organizzate dal Tradition Club, di cui era stato uno dei membri fondatori. Conneff aveva tra l’altro contribuito al primo album di Christy Moore, Prosperous, nel 1972

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All’inizio del 1979 Seán Potts e Michael Tubridy lasciarono il gruppo e in quell’occasione il colpo di genio di Paddy fu riuscire a convincere un vecchio amico, Matt Molloy, già flautista dei Planxty e della Bothy Band, ad entrare a far parte dei Chieftains. Formata ora da sei elementi, la band non cambierà più dopo questo ingresso, ed il primo album di questa versione definitiva del gruppo, Boil the Breakfast Early, fu registrato a Dublino nell’estate del 1979.

Il nono album fu pubblicato all’inizio del 1980 e, oltre al debutto di Matt Molloy, comprendeva per la prima volta la presenza di una vera e propria canzone. Inizialmente Kevin Conneff era infatti stato reclutato solo per suonare il bodhrán, cosa che del resto aveva già fatto all’interno della band nel corso degli ultimi quattro anni. Ma le sue capacità di cantante non erano sfuggite a Paddy Moloney. Sulla base della logica dominante nell’ambito della musica tradizionale irlandese fu stabilito un limite netto tra brani strumentali da una parte e canti non accompagnati dall’altra, limitatamente ai successivi album di musica “esclusivamente” irlandese.

Paddy e Dereck si conobbero nel 1972 ma solo nel 1974 Dereck si decide a diventare il settimo elemento del gruppo scegliendo tra la sua carriera di musicista classico e l’allora “piccolo, miserevole gruppo folk“.

Carrickfergus nella versione strumentale dei Chieftains in “The Chieftains Live” 1977 quando c’era ancora l’arpa di Dereck Bell (1935-2002).

DO BHÍ BEAN UASAL

Questa versione è stata attribuita musicalmente a Seán Ó Riada (ovvero John Reidy 1931-1971) non è chiaro se si tratti solo di un arrangiamento o di una vera e propria scrittura della melodia. Di certo il testo è preso dalla poesia di Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna.

ASCOLTA Sean o’Shea in “Ò Riada Sa Gaiety” live in Dublino con i Ceoltóirí Chualann nel 1969.

VERSIONE IN GAELICO

I
Do bhí bean uasal seal dá lua liom,
‘s do chuir sí suas díomsa faraoir géar;
Do ghabhas lastuas di sna bailte móra Ach d’fhag sí ann é os comhair an tsaoil.
Dá bhfaighinnse a ceannsa faoi áirsí an
teampaill,
Do bheinnse gan amhras im ‘ábhar féin;
Ach anois táim tinn lag is gan fáil ar leigheas agam.
Is beidh mo mhuintir ag gol im’ dhéidh.

II
I wish I had you in Carrickfergus
Ní fada ón áit sin go Baile Uí Chuain(2)
Sailing over the deep blue waters
I ndiaidh mo ghrá geal is í ag ealó uaim.
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I.

III

Tá an fuacht ag teacht is an teas ag tréigint
An tart ní féidir liom féin é do chlaoi,
Is go bhfuil an leabhar orm ó Shamhain go Fébur
Is ní bheidh sí reidh liom go Féil’ Mhichíl;
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, a stóirín, now lay me down!

TRADUZIONE INGLESE

I
A lady was betrothed to me for a while/ And she refused me, oh my hundred woes/ I went to towns with her/
And she made a cuckold (or
a fool ) of   me before the world,/ If I had got that head of hers into the church,/ And if I were again  n command of myself/ But now I’ weak and sore, and there’s no getting of a  cure for me/ And my people will be weeping after me

II
I wish I had you in   Carrickfergus
not far from that place ‘Quiet Town” Sailing over the deep blue waters
my bright love from a northern sky
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I

III
The cold and the heat are going together [in me]
and I can’t quench my thirst
And if I took my oath from November to February
I wouldn’t be ready until Michaelmas
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, my little darling, now   lay me down!

NOTE
2) “baile cuain” letteralmente significa “quiet town” tradotta anche come Harbour Town

TRADUZIONE ITALIANO (in senso letterale)

I
Una Lady mi fu promessa sposa per un certo tempo,
e lei mi rifiutò, oh i miei cento affanni
andai in città con lei
e lei mi ha reso pazzo (o cornuto) di fronte a tutti
se avessi avuto lei al fianco in quella chiesa
e se fossi ancora padrone di me stesso
ma ora sono debole e malato e nessuno si prende cura di me
e la mia gente mi piangerà
II
Vorrei essere a Carrickfergus
non lontano da quella città portuale
a navigare sul vasto oceano
il mio amore che brilla nel cielo del Nord
perché il mare è profondo, amore, e non riesco restare a galla
e nemmeno ho ali per volare,
vorrei incontrare un abile barcaiolo
che possa trasportare il mio amore e me.
III
Caldo e freddo dentro di me
e non riesco a placare la mia sete
e se ho fatto il giuramento da Novembre a Febbraio
non sarà pronto che al giorno di San Michele
Sono raramente ubriaco, senza mai essere completamente sobrio
un bel vagabondo da città in città.
Vieni Molly, mia cara, e fammi distendere ora.

LA VERSIONE DEGLI ANNI 60 E SIGNIFICATO

E veniamo a ciò che resta del brano ai nostri giorni, ovvero della versione di Carrickfergus diffusa dai maggiori interpreti della musica celtica.

La dolce malinconia della melodia e la sua incerta interpretazione testuale hanno reso il brano molto popolare, alcuni ne colgono il lato romantico e lo suonano anche ai matrimoni, altri ai funerali (ad esempio quello di John F. Kennedy Jr -1999).
Di certo ha un che di magico, triste e nostalgico, l’uomo annega nell’alcool il dolore per la separazione dalla sua amata (o più probabilmente beve perché ha una particolare predilezione per l’alcool): un vasto oceano li divide (o un tratto di mare) e lui vorrebbe essere in Irlanda, a Carrickfergus: vorrebbe avere le ali o poter attraversare la distesa d’acqua a nuoto o più realisticamente trovare un barcaiolo che lo porti da lei, e finalmente potrà morire tra le sue braccia (o presso la di lei lapide) adesso che è vecchio e stanco.

Il senso generale del testo resta quindi a mio avviso abbastanza chiaro, ma se si va nel dettaglio allora nascono molte perplessità, che ho cercato di riassumere nelle note.

Carrighfergus (Music Video) versione di Loreena McKennitt e Cedric Smith  in Elemental, 1985

VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I wish I was in Carrighfergus (1)
Only for nights in Ballygrant (2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrant.
But the sea is wide, and I can’t swim over
Neither have I wings to fly
If I could find me a handsome boatman
To ferry me over to my love and die.(3)

II
Now in Kilkenny (4), it is reported
They’ve marble stones there as black as ink,
With gold and silver I would  transport her (5)
But I’ll sing no more now, till I get a drink
I’m drunk today, but I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah, but I am sick now, my days are over
Come all you young lads and lay me down.(6)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrant
avrei nuotato nell’oceano più profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso rimanere a galla e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettarmi fino al mio amore e morire.
II
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canterò più ora, se non prendo da bere. Adesso sono ubriaco, e   raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni stanno finendo, venite tutti ragazzi e fatemi   distendere.

NOTE
1) Carrickfergus (dal gaelico Carraig Fhearghais, ‘Rocca di Fergus’) è una città costiera nella Contea di Antrim , Irlanda del Nord, uno dei più antichi insediamenti in Irlanda del Nord. Qui il protagonista dice di voler essere a Carrickfergus (ma evidentemente è da qualche altra parte) mentre in altre versioni troviamo I wish I had you in Carrickfergus: il significato della canzone cambia completamente.
Alcuni vogliono ambientare la storia nel Sud dell’Irlanda ed ecco che allora vedono il nome del Fergus, il fiume che attraversa Ennis contea di Clare.

2) Ballygran – Ballygrant – Ballygrand. Ci sono ameno tre interpretazioni: la prima che Ballygrant sia in Scozia sulle Isole Ebridi (l’isola di Islay), la seconda che sia il villaggio di Ballygrot (dal gaelico Baile gCrot significa “insediamento di collinette”), vicino a Helen’s Bay che si trova in pratica di fronte a Carrickfergus oltre il tratto di mare che si insinua a frastagliare la costa Nord-est dell’Irlanda (il Belfast Lough). Pare che gli abitanti del posto lo chiamino “Ballygrat” o Ballygrant” e che sia un antico insediamento e che un tempo si tenevano delle gare con le barche da Carrickfergus a Ballygrat. La terza che sia una traduzione corrotta dal gaelico “baile cuain” della versione settecentesca e quindi sia una generica località tranquilla, un piccolo paesello.

Ma tra le due frasi c’è già un incongruenza o meglio c’è bisogno di un’interpretazione, appurato che Ballygrant non sia un posto particolare di Carrickfergus per il quale il protagonista prova nostalgia per qualche collegamento specifico con la sua storia d’amore passata in gioventù, allora si tratta del posto in cui invece si trova al momento. Quindi il protagonista potrebbe essere un irlandese che si è ritrovato nelle Isole Ebridi, ma che vorrebbe ritornare a Carrickfergus dal suo vecchio amore o che è uno scozzese (che quando era giovane faceva il soldato in Irlanda) e ricorda con rimpianto la donna irlandese amata in gioventù; oppure che il protagonista si trova a Helen’s Bay dalla parte opposta dell’insenatura che lo divide da Carrickfergus. Ma qui il ragionamento fa un po’ acqua (tanto per restare in tema), però solo fino a un certo punto: se fosse infatti sano e giovane niente gli impedirebbe di andare a Carrickfergus anche a piedi, ma lui è stanco e morente e quindi nella sua fantasia o delirio guardando il mare in direzione di Carrickfergus sogna di volare verso il suo amore del passato o desidera essere traghettato da un barcaiolo per poter morire accanto a lei.

3) “and die” ci dice che il protagonista che si trova a Ballygrant (ovunque esso sia) vorrebbe andare a Carrickfergus per morire tra le braccia del suo amore di gioventù.
In altre versioni la frase è scritta come “To ferry me over my love and I” e questo a parte la sgrammaticatura vorrebbe significare che il protagonista vorrebbe essere trasportato dal barcaiolo, insieme con la sua donna, a Carrickfergus. Quindi la nostalgia si condensa sulla località in cui si presume il protagonista abbia trascorso la gioventù e che vorrebbe rivedere prima di morire.

4) e 5) io per dare un senso compiuto alla frase ho tradotto come:
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla

Sostituendo il verbo “to transport” utilizzato da Loreena con “to support” più utilizzato nelle altre versioni. Ossia: sulla pietra nera di Kilkenny (nel senso che si da in genere ad una tipologia di pietra ad esempio marmo di Carrara, quindi la pietra nera estratta a Kilkenny ma utilizzata anche a Ballygrant, ovunque esso sia) che sarà la mia pietra tombale dove ho inciso il mio epitaffio, ho scritto anche una frase di conforto per il mio amore

4) Kilkenny = Kilmeny alcuni vedono un refuso e notano che Kilmeny è la chiesa parrocchiale di Ballygrant (Isola di Islay) già località di una chiesa d’epoca medievale, anche qui c’è una cava di pietre, che era l’industria principale di Ballygrant nei secoli XVIII e XIX. Ora io mi domando: ma con tutte questi riscontri nell’Isola di Islay, (dove come minimo dovrebbe esserci la tomba del protagonista) com’è che il brano non è noto nella tradizione locale delle Isole Ebridi e invece lo è a Belfast?

6) il protagonista esorta gli amici a seppellirlo

Ho selezionata per l’ascolto anche questa versione che mi piace molto per la sua raffinata sobrietà nell’arrangiamento strumentale e l’interpretazione vocale di Jim McCann. Nella versione live aggiunge anche la strofa intermedia che è stata scritta da Dominic Behan per la sua versione registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”.

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann) in Dubliners Now 1975 dove canta la I e la III strofa
ASCOLTA live Jim McCann con tutte e tre le strofe

VERSIONE DI JIM MCCANN
I
I wish I was in Carrickfergus
Only for nights in Ballygrand(2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrand.
But the sea is wide and I cannot swim over
And neither have I the wings to fly
I wish I had a handsome boatman
To ferry me over my love and I(3)

II
My childhood days bring back sad reflections
Of happy time there spent so long ago
My boyhood friends and my own relations
Have all passed on now like the melting snow And I’ll spend my days in this endless roving
Soft is the grass and my bed is free
How to be back now in Carrickfergus
On the long road down to the sea

III
And in Kilkenny it is reported
On marble stone there as black as ink
With gold and silver I would support her (5)
But I’ll sing no more now till I get a drink
‘cause I’m drunk today and I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah but I am sick now my days are numbered
Come all me young men and lay me down

TRADUZIONE ITALIANO
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrand
vorrei nuotare sull’oceano profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso nuotare
e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettare il mio amore e me.

II
La gioventù mi riporta
a tristi pensieri
di momenti felici orami trascorsi
gli amici di gioventù e le storie
sono svaniti come neve al sole
e trascorro i giorni in vagabondaggi senza fine
soffice è l’erba e il giaciglio è gratis
Essere di nuovo a Carrickfergus
sulla lunga strada verso il mare

III
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canto più, se non prendo da bere
perché oggi sono ubriaco, e raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni alla fine
venite tutti ragazzi e mettetemi giù.

FONTI
Su Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna
http://www.eofeasa.ie/cathalbui/public_html/danta_CB/who_was_CB.html
http://lookingatdata.com/m/204-mac-giolla-ghunna-cathal-bui.html
http://www.munster-express.ie/opinion/views-from-the-brasscock/the-yellow-bitternan-bonnan-bui/

http://jungle-bar.blogspot.it/2009/03/carrickfergus-ballad-of-peter-otoole.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16707
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=90070

THE CROPPY BOY

8-a-government-repressionCroppy” è il soprannome dato ai ribelli irlandesi del 1798; significa “taglio corto dei capelli” perché, secondo George Denis Zimmerman (in “Songs of Irish Rebellion 1780-1900” -1966 ) i ribelli volevano emulare gli antichi romani al tempo della Repubblica, così come facevano i coevi rivoluzionari francesi.
Una versione più prosaica vuole far derivare il soprannome dalla tortura inventata dagli inglesi per l’occasione, detta pitchcapping, i quali rasavano i capelli dei ribelli e ricoprivano il loro cranio con la pece bollente; era quindi inizialmente un termine dispregiativo coniato dagli inglesi, poi rivendicato con orgoglio dagli Irlandesi.
Il termine compare anche nella canzone popolare anti-repubblicana “Croppies lie down” che celebra la sconfitta dei ribelli, la preferita dall’Orange Order (gli anglicani reazionari).

LA RIBELLIONE A WEXFORD

boysCon il nome di “The Croppy Boy” si riconoscono  due distinte versioni testuali una che inizia con “It was early, early in the spring…” e l’altra con “Good men and true in this house”, entrambe però hanno come contesto la contea di Wexford (Irlanda Sud-Est) dove i ribelli (mobilitati in grande numero) sconfissero i governativi a maggio, nella prima fase della rivolta.

Nel pomeriggio del 27 maggio (la domenica di Pentecoste) un migliaio di ribelli si erano uniti a Oulart Hill: erano male armati, alcuni con picche e armi da fuoco, ma la maggior parte con forconi e falcetti, eppure sconfissero la milizia e gli yeomen (1).

Il 29 maggio 5000 ribelli conquistarono la cittadina di Enniscorthy. Dopo pochi giorni l’esercito ribelle era arrivato a 15.000 uomini. Fu a Wexford (abbandonata dagli Inglesi in fuga) che l’esercito sempre più numeroso dei ribelli si diede una struttura di comando: Bagenal Harvey, un ricco protestante e leader degli Irlandesi Uniti di Wexford, liberato dal carcere, assunse il ruolo di comandante generale (poco dopo sostituito da padre Philip Roche).

Gli insorti non avevano una divisa, ma indossavano per lo più abiti civili ed era consuetudine aggiungere al cappello una fascia bianca o verde con la scritta ” Liberty and Equality” oppure “Erin go Braugh”. L’armamentario poi era quanto mai raffazzonato, costituito per lo più dalle picche (ovvero una punta metallica montata su una lunga asta di legno). Quest’arma serviva a contrastare le cariche della cavalleria, ma era diventata obsoleta con il diffondersi dell’artiglieria e superata infine con l’introduzione della baionetta.
Fu una vittoria di Pirro perché seguita quasi un mese dopo dalla battaglia di Vinegar Hill nelle vicinanze di Enniscorthy: i due eserciti erano quasi di pari forza, ma i ribelli erano male armati e men che meno addestrati. Anche la cittadina si difese strenuamente dai ripetuti attacchi della fanteria inglese (supportata da cannoni e cavalieri), ma pian piano i ribelli furono costretti a cedere il terreno; sulla collina di Vinegar i ribelli riuscirono infine a ritirarsi e a fuggire in un varco lasciato libero dell’incompleto accerchiamento dei governativi.

Vinhill

La città venne abbandonata e da allora i ribelli si dispersero in azioni di guerriglia e razzie che si trascinarono fino agli inizio dell’Ottocento.

VIDEO della rievocazione della Battaglia a Vinegar Hill organizzata dal National 1798 Rebellion Centre di Enniscorthy: le uniche battaglie che si dovrebbero vedere!

APPROFONDIMENTO
Vinegar Hill, Enniscorthy, ‘who fears to speak of 98’ http://www.irelandinpicture.net/2010/03/vinegar-hill-enniscorthy-who-fears-to.html
(delle foto strepitose nel blog “Pictures of Ireland” da un irlandese che per lavoro deve viaggiare per l’Irlanda!)
http://kildarelocalhistory.ie/1798-rebellion/background-to-rebellion/united-irishmen/
http://multitext.ucc.ie/d/The_1798_Rebellion_in_Wexford

PRIMA VERSIONE

Di questa versione si hanno molte varianti testuali essendo largamente diffusa come broadside ballad sia in Irlanda che in Inghilterra.

Per lo più le prime due strofe si ritrovano quasi identiche in tutte le trascrizioni: è il mese di maggio allo scoppio della rivolta quando anche gli uccelli sui rami cantano per la liberazione dell’Irlanda, il ribelle però viene catturato dagli inglesi, in alcune versioni a causa del tradimento del cugino che lo ha venduto per pochi soldi ai soldati.
Pure la strofa sulla sorella Mary è presente in quasi tutte le versioni anche se con declinazioni diverse: qui è disposta a tutto pur di non far condannare a morte il fratello; al contrario il padre lo rinnega, mentre in altre versioni il vecchio genitore non può che piangere con il resto della famiglia.

ASCOLTA The Halliard nell’album leggendario del debutto”It’s the Irish in me” del 1967(per la melodia vedere seconda versione)


I

‘Twas early, early in the spring,
the birds did whistle and sweetly sing changing their notes from tree to tree,
and the song they sang was “Old Ireland Free!”.
II
‘Twas in the darkest starless night,
the yeoman cavalry(1) gave me a fright,
the yeoman cavalry was my downfall,
and I was taken by Lord Cornwall(2).
III
As I was drive the long Wexford Street
my own first cousin I chanced to meet;
my own first cousin did me betray,
for one bare guinea swore my life away.
IV
My sister Mary heard the express,
she ran downstairs in her cold night dress
“My life my virtue I will lay down
to see my brother sail for Wexford town”
V
As I was stood on the gallows high
but my father was standing by
my father stood and did me deny
and the name he gave me was the Croppy boy
VI
In Duncannon(3) my hopes will lie,
for in Duncannon I must die,
don’t’ shed a tear as you pass by
for I go proudly as the Croppy Boy.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Accadde all’inizio della primavera, quando
gli uccellini cinguettavano dolcemente
cambiando registro, di ramo in ramo,
e la melodia che cantavano era: “Cara Irlanda Libera!”
II
Accadde in una notte buia e senza stelle
i soldati inglesi mi sorpresero.
i soldati inglesi sono la causa della mia rovina, fui preso da Lord Cornwallis.
III
Mentre ero portato per Wexford street per caso ho incrociato mio cugino di primo grado, è stato mio cugino a tradirmi,
ha venduto la mia vita per una sola, misera ghinea
IV
Mia sorella Mary sentì la notizia,
e corse giù dalle scale in camicia da notte
“La mia vita e virtù sacrificherò per vedere mio fratello salpare dalla città di Wexford”
V
Fui messo sulla forca in alto e mio padre mi stava vicino, mio padre era in piedi e mi ha rinnegato e il nome che mi ha dato fu il “Ragazzo Ribelle”
VI
A Duncannon le mie speranze giacciono
perché a Duncannon devo morire
non versate lacrime voi che passate
perché vado fiero di essere il “Ragazzo Irlandese Ribelle”

NOTE
1) yeoman: originariamente il nome dato ai coltivatori diretti inglesi del XVII secolo che fornirono soldati per lo più nel corpo a cavallo dell’esercito inglese. Nel 1790 vennero formati i reggimenti Yeomen in risposta alla minaccia rappresentata dalla Francia in seguito alla rivoluzione francese. Era una forza riservista e volontaria, composta principalmente da piccoli agricoltori e proprietari terrieri che erano fedeli alla Corona. Essi si trovavano in tutta la Gran Bretagna, ma fu in Irlanda, che vennero coinvolti come prima linea di difesa contro i ribelli. Qui indica una unità militare britannica impiegata nella Battaglia di Harrow del 26 maggio 1798 a Wexford, la Camolin Cavalry.
Occorre osservare ad onor del vero che le yeomanry nel XVIII secolo erano composte anche da volontari irlandesi, per lo più orangisti ovvero appartenenti all’Orange Order
2) Lord Charles Cornwallis (1738-1805) Lord luogotenente (ovvero Vicerè) d’Irlanda dal maggio 1798 (anche se è arrivato a Dublino dall’Inghilterra solo il 20 di giugno in concomitanza con la vittoria a Vinegar Hill – Enniscothy contea di Wexford)
3) il forte di Duncannon è una fortezza a pianta stellare sul promontorio del porto di Waterford (a pochi chilometri ad Ovest di Wexford). C’è ancora la cella del “croppy boy” dove i ribelli erano detenuti.
In altre versioni il luogo del processo e della condanna è invece la Caserma Ginevra, trasformata al tempo della ribellione in carcere temporaneo, diventato tristemente famoso per i maltrattamenti inflitti ai prigionieri. I ribelli che non erano condannati a morte erano deportati in Australia o arruolati a forza nella Royal Navy. Oggi restano solo poche rovine con una targa commemorativa.

SECONDA VERSIONE

Il testo è del poeta irlandese William B. McBurney che lo pubblicò su “The Nation” nel 1845 con lo pseudonimo di Carroll Malone, ispirandosi ad un aneddoto riportato in “The Sham Squire” di William John Fitzpatrick (vedi): il giovane ribelle irlandese si confessa davanti al sacerdote, in realtà un soldato inglese travestito, che lo fa imprigionare e impiccare come traditore.

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Come nella precedente versione la melodia è “Cailín Óg a Stór” (Dearest young girl), o “Cailin Ó Cois tSúire me” (I am a handsome young girl): Calen o custure me era il nome di una canzone popolare alla corte inglese in epoca elisabettiana (“Handful of Pleasant Delights” di Clement Robinson-1584 in “When as I view”) e citata nell’Enrico V di Shakespeare- atto II scena IV-, ma originaria della contea di Wexford, forse una melodia per arpa.

ASCOLTA Caleno custure me, Deller Consort
ASCOLTA Callino Casturame & Caleno Custurme nell’arrangiamento di William Byrd (Fitzwilliam Virginal Book 1610-1620)

Tuttavia la melodia più diffusa era più simile a quella utilizzata con il titolo di “The Robber – Charley Reilly” in Ancient Music of Ireland (Edward Bunting, 1840) (vedi) riscontrabile poi in molte varianti. La melodia era molto diffusa infatti nella Gran Bretagna e utilizzata per molte ballate del genere “rambling boy” che trattavano temi di furti e rapine. Era anche diffusa tra le canzoni dei mare che parlavano di disastri e di morte.

La stessa melodia è stata utilizzata anche in Lord Franklin (una canzone tradizionale inglese di fine ‘800 sul tentativo di trovare il passaggio a Nord Ovest nel mare artico).

ASCOLTA Phelim Drew

I
“Good men and true in this house who dwell,
To a stranger bouchal(4) I pray you tell:
Is the priest at home, or may he be seen?
I would speak a word with Father Green.”
II
“The Priest’s at home, boy, and may be seen;
‘Tis easy speaking with Father Green.
But you must wait till I go and see
If the Holy Father alone may be.”
III
The youth has enter’d an empty hall;
What a lonely sound has his light footfall!
And the gloomy chamber’s chill and bare,
With a vested Priest in a lonely chair.
IV
The youth has knelt to tell his sins:
Nomine Dei,” the youth begins!
At “mea culpa” he beats his breast,
And in broken murmers he speaks the rest.
V
“At the siege of Ross(5) did my father fall,
And at Gorey(6) my loving brothers all.
I alone am left of my name and race;
I will go to Wexford and take their place.
VI
“I cursed three times since last Easter day;
At mass time once I went to play;
I passed the churchyard one day in haste,
And forgot to pray for my mother’s rest.
VII
“I bear no hate against living thing,
But I love my country above my king.
Now, Father! bless me and let me go
To die, if God has ordained it so.”
VIII
The priest said nought, but a rustling noise
Made the youth look above in wild surprise;
The robes were off, and in scarlet there
Sat a yoeman captain with fiery glare.
IX
With fiery glare and with fury hoarse,
Instead of blessing, he breathed a curse:
“‘Twas a good thought, boy, to come here to shrive,
For one short hour is your time to live.
X
“Upon yon river three tenders float;
The Priest’s in one — if he isn’t shot!
We hold his house for our Lord the King,
And, amen say I, may all traitors swing!”
XI
At Geneva Barrack(3) that young man died,
And at Passage(7) they have his body laid.
Good people who live in peace and joy,
Breathe a pray’r and a tear for the Croppy Boy.

NOTE
3) la caserma Ginevra vicino a Passage East, porto di Waterford era diventata anche sede di prigionia dei ribelli.
4) bouchal (buachail) è un termine in irlandese per ragazzo
5) la battaglia di New Ross sul fiume Barrow faceva parte del tentativo dei ribelli di diffondere la rivolta presso la contea di Kilkenny. La battaglia infuriò per tutto il giorno del 4 giugno 1798 con i ribelli che pur riuscendo a fare irruzione in città vennero alla fine respinti. Si sono conteggiate quasi 3.000 vittime tra i ribelli
6) Gorey piccola cittadina vicino a Wexford
7) Passage East, piccolo villaggio di pescatori sulla riva occidentale del porto di Waterford: nel cimitero della chiesa di Crooke c’è ancora la lapide del Croppy Boy

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Gentili e bravi uomini che abitate in questa casa,
vi prego di dire a un ragazzo straniero
se c’è il sacerdote e se può ricevere?
Vorrei parlare con Padre Green”

“Il prete è in casa, ragazzo e può ricevere
è facile parlare con Padre Green.
Ma dovete attendere che vado a vedere
se il santo padre è da solo”

Il giovane è fatto entrare in una sala vuota; che suono solitario ha il suo passo leggero!
E’ nella fredda camera cupa e spoglia con un prete su una sedia.
Il giovane si inginocchia per dire i suoi peccati: “Nomine Dei” inizia
e al “Mea culpa” si batte sul petto
e in un mormorio spezzato dice il resto

“All’assedio di Ross ho visto mio padre cadere e a Gorey tutti i miei amati fratelli.
Sono rimasto solo io della discendenza, e andrò a Wexford a prendere il loro posto”
Ho bestemmiato tre volte dall’ultimo giorno di Pasqua, all’ora della messa sono andato a giocare; ho attraversato il sagrato di corsa e ho dimenticato di pregare per il riposo di mia madre.

Non porto rancore verso i vivi,
ma amo il mio paese più del re.
Adesso, Padre, beneditemi e lasciatemi andare
a morire, se Dio lo vuole”

Il prete non disse niente ma un fruscio ha fatto alzare lo sguardo al ragazzo sorpreso,
i vestiti tolti e in rosso era seduto il capitano con sguardo ardente
Con sguardo ardente e furioso invece della benedizione sospirò una maledizione:
“E’ stata una buona idea, ragazzo, venire qui a confessarti,
perché ti resta solo un’ora da vivere.

Sul fiume laggiù tre navi galleggiano;
il prete è in una – se non è stato ucciso!
Occupiamo la sua casa per il Re nostro signore
e, amen dico, siano tutti i traditori impiccati”

Alla Caserma Ginevra quel giovane morì,
e a Passage hanno deposto il suo corpo
la brava gente che vive in pace e gioia
mandi una preghiera e una lacrima al ragazzo irlandese ribelle

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_11.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=569
http://www.justanothertune.com/html/ladyfranklin.html

IL MAGGIO IN IRLANDA: AMHRAN NA BEALTAINE

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino. Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  ed è eseguito sia in versione strumentale che con il canto.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633, ma lo ritroviamo solo nelle collezioni settecentesche.

LA MELODIA
ASCOLTA
 The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.

TRADUZIONE INGLESE
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(2),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(4),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) Summer
from the time of the sunset(5),
We have brought the Summer in.
III
The lark(6) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La Fanciulla del Maggio(1),
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli(2)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla(3) estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi(4),
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto(5)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola(6) canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
3 ) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
4) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

5) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese
6) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare vedi simbolismo
In un’altra versione testuale  (vedi)
Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.


TRADUZIONE INGLESE
Holly and hazel
and elder and rowan,(7)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(8)
We have brought the Summer in)

TRADUZIONE ITALIANO
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo,(7)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,(8)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

7) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo   protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
8) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)

ASCOLTA La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin

Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn

Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn

Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn

Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.

Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.

traduzione in inglese tratta da qui)

TRADUZIONE INGLESE
I
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
II
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
III
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
IV
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Le Fanciulle di Beltane
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate dorata delle bianche margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
IV
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come uno specchio
i cani abbaiano, il bestiame muggisce
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

APPROFONDIMENTO
LO SPINO DI MAGGIO: continua
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA
: continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://www.gaolnaofa.com/library/music/thugamar/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

http://guineveere.wordpress.com/tag/imbolc/
https://thesession.org/tunes/10447

LO SPINO DI MAGGIO: AMHRÁN NA CRAOIBHE

Il biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-blu

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati e fioriscono a Maggio. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile) o il maggiociondolo dai caratteristici fiori gialli penduli. Bisogna infatti considerare che con l’introduzione del calendario  gregoriano,  il tempo è “tornato indietro” di 11 giorni, ma natura era ancora ferma al 21 aprile!

LA SPOSA DI MAGGIO

Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei  rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e  anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità  e prosperità.
A Roma il  biancospino era consacrato a diverse divinità femminili, come Flora, Dea  della primavera e della vegetazione rigogliosa e lussureggiante, Cardea, Dea del parto e protettrice dei neonati, e Maia,  che regnava nel mese di maggio, considerato il mese delle purificazioni, e  quindi, della castità. In questo caso l’albero rappresentava la purezza.   La ninfa Carna, inoltre, veniva raffigurata con in  mano un ramo di biancospino, ed era la protettrice dei cardini delle porte.  Con il ramo spinoso ella scacciava gli spiriti maligni e le influenze  negative che volevano penetrare nelle case attraverso gli usci.” (tratto da “Il tempio della Ninfa” qui)

John Collier: Queen Guinevere's Maying - 1900
John Collier: Queen Guinevere’s Maying – 1900

AMHRÁN  NA CRAOIBHE

Canto diffuso  nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord), è il canto processionale  delle donne che portano il ramo del Maggio nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane e forse si accompagnava ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta.

La canzone è  stata riportata dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh: ogni frase è intonata dal solista è seguita dal coro benaugurale verso gli sposi di Maggio.
The song is unique to the south-east Ulster area and was collected from Sarah Humphreys who lived in Lislea in the vacinity of Mullaghban in Co. Armagh. The air of the song from Cooley in Co. Louth survived in the oral tradition from my father Pádraig. It was mistakenly called ‘Lá Fhéile Blinne’ (The Feast of St Blinne) by one collector. Though it was sung as part of the celebrations of Killeavy Pattern it had no connection with Blinne or Moninne, a native saint of South Armagh, but rather the old surviving pre-Christian traditions had been incorporated into Christian celebrations. The district of ‘Bealtaine’ is to be found within a few miles of Killeavy where this song was traditionally sung, though the placename has been forgotten since Irish ceased to be the vernacular of the community within this last century. Other place names nearby associated with May festivities are: Gróbh na Carraibhe; The Grove of the Branch/Garland (now Carrive Grove) Cnoc a’ Damhsa; The Hill of Dancing (now Crockadownsa).” (Pádraigín Ní Uallacháin, 2002, A Hidden Ulster)

ASCOLTA Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir”

GAELICO IRLANDESE
‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir

TRADUZIONE INGLESE
My branch is the branch
of the noble women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride,
A dauntless, swift, strong lad,
TRADUZIONE IN ITALIANO
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/amhran.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221