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Gli Ossian e la scottishness

Il gruppo scozzese (dalle parti di Glasgow) degli Ossian prende il nome dal leggendario bardo di Scozia, si fonda nel 1976 per dare vita a una miscela acustica raffinata ma piena di grinta (il cosiddetto drive tanto osannato nella musica rock): eppure rimarrà sempre una formazione acustica di musica tradizionale scozzese; la formazione è capitanata dai fratelli William e George Jackson (Billy arpa bardica, uillean pipes, whistle – George chitarra, cittern, violino, whistle, flauto) affiancati dal violino, mandolino, violoncello di  John Martin (che fu anche membro dei Tannahill Weavers)  e dalla voce solista, chitarra, whistle, dulcimer di Billy Ross. Quando Ross se ne andò subentrò Tony Cuffe (1981) e qualche anno più tardi il quartetto divenne un quintetto con l’aggiunta del pipaiolo Iain MacDonald (cornamuse, flauto, whistle).
Gli Ossian hanno sempre eseguito dell’ottima musica tradizionale scozzese anche se negli anni 70 era la musica tradizionale irlandese ad andare di moda! Il primo tour negli Stati Uniti (e sono finiti anche in Alaska) arriva nel 1983, ma cinque anni più tardi il gruppo si scioglie e i componenti  prendono altre strade.

Nella foto sopra da sin in alto : Tony Cuffe, George Jackson, da destra: Iain MacDonald, Billy Jackson, John Martin; nella foto sotto da sinistra: Billy Ross, Billy Jackson, George Jackson, John Martin

Tutti eccellenti polistrumentisti e cantanti, abili tessitori di trame sonore ricche e preziose sulle melodie della tradizione con un approccio quasi cameristico: canti in gaelico e in dialetto scozzese (in specie di Robert Burns), set da danza e slow air.
La loro musica ha influenzato una generazione di musicisti.

The Sound of Sleat / Aandowin’ a prua / The Old Reel in “Seal Song” 1981 nella formazione quartetto

Troy’s Wedding Biddy from Sligo in “Borders” 1986 nella formazione quintetto

LA RIFONDAZIONE

Ci fu una rifondazione nel 1997 con Billy Jackson e Billy Ross che si portò dietro Iain MacInnes (smallpipes, whistle) e Stuart Morison (violino, cittern) con i quali aveva formato un trio pochi anni prima, sigillata dall’uscita dall’album “The Carrying Stream” e anche se il nuovo gruppo non è mai stato ufficialmente sciolto non è più -al momento- in attività.

ST. KILDA WEDDING

Saint Kilda è un minuscolo arcipelago a occidente delle Ebridi Esterne e abitato fin dai tempi antichi. Di fatto isolato dalla terra ferma per buona parte dell’anno è stato abbandonato nel 1930.
Per comunicare con la terraferma gli isolani mettevano la posta in piccole sacche di cuoio impermeabile e le affidavano alla corrente marina.
Scrive Wikipedia “L’intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell’umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente ‘naturale’, ‘marino’ e ‘culturale’.
Gruppi di volontari lavorano sull’isola nei mesi estivi per recuperare gli edifici originari che gli antichi Kildani hanno lasciato. Condividono l’isola con una piccola base militare creata nel 1957
.”


La prima parte del filmato qui

La testimonianza degli antichi rituali matrimoniali praticati sull’isola ci viene da un album pubblicato dal gruppo scozzese Ossian “St. Kilda wedding”: la prima traccia è un set di musica da danza trascritto nella collezione del capitano Simon Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isle, 1816 – l’archivio digitale qui)

WILLIAM JACKSON

La formazione classica di Billy lo porta a un progetto ambizioso quello di comporre musica per una “folk orchestra”  composta cioè da musicisti tradizionali e classici. Pubblica una ventina di album di cui ben tre album per orchestra: The Wellpark Suite (1985), A Scottish Island (1998) e Duan Albanach (2003).

The Wellpark Suite è stata commissionata dalla Tennents per celebrare il centenario dell’omonimo stabilimento.
Nella sua lunga carriera come arpista gira in tour per l’Europa (è venuto diverse volta anche in Italia) e il Nord America. Ha rispolverato anche le sue origini irlandesi (i nonni venivano dal Donegal) spaziando così tra le musiche tradizionali di Scozia e Irlanda. Cito tra tutti Heart Music e The Ancient Harp of Scotland
William è anche il curatore del progetto discografico della Linn Records “Celtic Experience” vol I e II

TONY CUFFE

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1988 si dedica all’insegnamento e alla carriera solistica, nel 1994 esce l’album “When first I went to Caledonia”, – la Caledonia non è la Scozia bensì la Nuova Scozia (Canada)- in cui sfodera tutte le sue doti d’interprete, compositore e polistrumentista; Tony è rinomato per il suo tocco chitarristico, suona l’arpa con le corde di metallo che si è costruito da solo e una decina circa di strumenti. E’ stato anche coinvolto nel progetto di Fred Freeman “The Complete Song of Robert Burns” (vol I )Muore nel 2001 vinto dal cancro. Un altro cd esce postumo dal titolo “Sae Will We Yet” (2003)

Nel Blog il tag Ossian e il tag Tony Cuffe

FONTI
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/ossian/
http://standinatthecrossroads-blackcatbone.blogspot.it/2008/05/ossian-st-kilda-wedding-scottish-celtic.html
https://thesession.org/recordings/4022
http://www.wjharp.com/
http://www.independent.co.uk/news/obituaries/tony-cuffe-9257148.html
http://www.scotsman.com/news/obituaries/tony-cuffe-1-590567
https://raretunes.org/tony-cuffe/

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies” -Università di Edimburgo.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è là, alla finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna il mio solo vero
amore
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in “Borders” 1984 formazione quintetto Tony Cuffe (voce e chitarra), George Jackson (cittern), Iain MacDonald (flauto), Billy Jackson (arpa bardica), John Martin (violino)

ASCOLTA Capercaillie in “Choice Language” 2003 con la coppia con Karen Matheson (voce) e Donald Shaw (organetto e tastiere), una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso),  Mànus Lunny (chitarra e bouzouki)Michael McGoldrick (flauto, whistle e uillieann pipes) e Charlie McKerron (violino), uno tra i migliori album del gruppo

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò
a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della
mia camera
che bussa così forte e vuole
entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro
Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

CLAYMORES FIGHTING UNDER THE MOONLIGHT, THE BATTLE OF OTTERBURN

Child ballad # 161

Una battaglia nel Border  in un oscuro medioevo teatro di continue scorrerie tra Scozia e Inghilterra (siamo nel 1388) in cui Sir James Douglas, secondo conte di Douglas condusse diversi clan scozzesi alla vittoria contro le truppe inglesi comandate da Henry “”Hotspur” Percy figlio del conte di Northumberland.
Il resoconto della battaglia narrato come ballata, si ritrova su manoscritto solo a partire dal 1550, riportato poi più volte nei broadsides e stampato nelle maggiori raccolte settecentesche, fino a essere ripreso da sir Walter Scott nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833).

il Conte Douglas

Il conte Douglas era un personaggio influente nel Border, sposato niente meno che con la Principessa Isabella Bruce una delle figlie di Re Roberto II di Scozia.
Una teoria ipotizza si trattasse di una ripresa delle ostilità contro l’Inghilterra con due eserciti scozzesi uno diretto verso il Cumberland e l’altro verso il Northumberland che dovevano convergere verso Carlise.

LA BATTAGLIA DI OTTERNBURN

L’incursione contro il porto di Newcastle, stava però per concludersi in una razzia sulla strada del ritorno, quando il gruppo degli scozzesi fu sorpreso di notte dagli Inglesi al loro inseguimento.
La battaglia si svolse al chiar di luna  in una grande confusione, un feroce corpo a corpo, con gli Scozzesi che riuscirono a riarmarsi e a spingere le truppe inglesi verso un crepaccio. All’alba l’esercito inglese iniziò a ritirarsi in disordine e Hotspur (=lo sperone infernale) con il fratello venne fatto prigioniero da Sir John Montgomery. Il conte Douglas morì durante la battaglia e il suo cadavere venne rinvenuto solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.

La kilometrica ballata è spesso abbreviata dagli interpreti moderni (contrariamente al passato in cui invece le ballate si dipanavano oltre alla quarantina di strofe e servivano a intrattenere il pubblico per un buon quarto d’ora e più!!)

Tony Cuffe in  “When I First Came to Caledonia” 1994 (da I a III e da V a VIII )

ASCOLTA The Corries -Lammas Tide (strofe da I a VII)


I
It fell aboot the Lammas-tide
when muir men win their hay
The doughty Douglas bound him ride tae England tae catch a prey
He’s ta’en the Gordons
and the Graemes and the Lindsays light and gay
The Jardines would not wi’ him ride, they rue it tae this day
II
And he has burnt the dales o’ Tyne
and hairried Bambroughshire
The Otterdale he’s burnt it hale
and set it a’ on fire
And he rade up tae Newcastle
and rode it roond aboot
Sayin’, “Wha’s the laird(1) o’ this castle, and wha’s the lady o’t?”
III
Then up spake proud Lord Percy then, and oh but he spak’ high
“I am the lord o’ this castle,
my wife’s the lady gay”
“If thou’rt the lord o’ this castle,
sae weel it pleases me
For ere I cross the border fells
the tane(2) o’ us shall dee”
IV
He took a lang spear in his hand
shod wi’ the metal free(4)
For to meet the Douglas
there he rade right furiouslie
But Oh how pale his lady
looked frae aff the castle wa’
When doon before the Scottish spear she saw proud Percy fa’(5)
V
They lichted(6) high on Otterburn upon the bent(7) sae broon
They lichted high on Otterburn
and threw their broadswords doon
But up there spoke a bonnie boy before the break o’ dawn
Sayin’, Wake ye now, my good lords a’, Lord Percy’s near at han’
VI
When Percy wi’ the Douglas met
I wat(8) he was fu’ fain
They swappit swords and sair(9)
they swat, the blood ran doon between
But Percy wi’ his good broadsword that could sae sharply wound
Has wounded Douglas on the brow till he fell tae the ground
VII
“Oh, bury me ‘neath the bracken bush that grows by yonder brier
Let never a living mortal ken
that Douglas he lies here”
They’ve lifted up that noble lord
wi’ the salt tear in their e’e
They’ve buried him ‘neath
the bracken bush that his merry men might not see
VIII
When Percy wi’ Montgomery met that either of other were fain
They swappit swords and sair they swat, the blood ran doon like rain
This deed was done at Otterburn before the break of day
Earl Douglas was buried
at the bracken bush(11)
and Percy led captive away
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Fu a Lammas (1 agosto)
quando gli uomini delle pianure tagliavano il fieno,
il valoroso Douglas partì a cavallo
per una razzia in Inghilterra;
aveva preso i Gordons e i Graemes
e i Lindsay leggiadri e gai,
ma i Jardiners non andarono con loro e si rammaricano ancora oggi!
II
Ha bruciato le valli del Tyne
e saccheggiato la contea di Bambrough, l’Otterdale ha messo a ferro e fuoco
ed è piombato su Newcastle
e ci ha girato tutt’ intorno
dicendo “Chi è il Laird(1) di questo castello e chi ne è la Lady?
III
Allora gridò forte l’orgoglioso Lord Percy e come parlò chiaro
Io sono il Lord di questo castello
e mia moglie è la bella Lady

“Se voi siete il Lord di questo castello,
allora accontentatemi

poiché ho attraversato il confine
e uno di noi due deve morire

IV (3)
Prese in mano una lunga lancia
rivestita di ferro,
per incontrare il Douglas
dritto là corse con furia,
ma oh come pallida la sua dama
sembrava dalle mura del castello,
quando vide sotto la lancia scozzese
la caduta dell’orgoglioso Percy (5)
V
(Gli scozzesi) si accamparono più a nord
a Otterburn sull’erba riarsa,
si accamparono più a nord
a Otterburn  e posarono le loro spade ,
ma così parlò un ragazzo
prima dell’alba dicendo
Alzatevi ora miei bravi Lords,
Lord Percy è qui vicino

VI
Quando Percy si scontrò con Douglas
(si sa che) era pieno di bramosia, estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva
tra loro,
ma Percy con la sua buona spada
che sapeva dare ferite mortali,
ferì Douglas sulla fronte
finchè  cadde a terra (10)
VII
Seppellitemi sotto il cespuglio di felci
che cresce tra i rovi

in modo che nessun mortale sappia
che Douglas qui giace.

Hanno alzato quel nobile lord
con le lacrime agli occhi
e lo hanno seppellito sotto al cespuglio di felci in modo che i suoi compagni non potessero vedere.
VIII
Quando Percy con Montgomery si scontrò, l’un l’altro erano bramosi,
estrassero le spade e colpirono con furore, il sangue scorreva come pioggia.
Così accadde a Otterburn
prima dello spuntar del giorno,
il Conte Douglas fu sepolto(11)
presso il cespuglio di felci
e Percy fu catturato.

NOTE
1) il termine Laird è tipicamente scozzese per indicare un capo, non un Lord che è di rango superiore (per terre e titolo)
2) tane = one
3) nel duello James riesce a prendere lo stendardo di Henry Percy , vicenda è riportata da Froissart (Chroniques, Buchon, XI, 362 ss, cap. 115 ss) si stralcia una sintesi della cronaca da qui “.. they divided their army, directing the main body towards Carlisle, under command of Archibald Douglas, of the Earl of Fife, son of the king, and many other nobles, while a detachment of three or four hundred picked men-at-arms, supported by two thousand stout fellows, partly archers, all well mounted, and commanded by James, Earl of Douglas, the Earl of March and Dunbar, and the Earl of Murray, were to strike for Newcastle, cross the river, and burn and ravage the bishopric of Durham. The eastern division (with which alone we are concerned) carried out their program to the letter. They advanced at speed, stopping for nothing, and meeting with no resistance, and the burning and pillaging had begun in Durham before the Earl of Northumberland knew of their arrival. Fire and smoke soon showed what was going on. The earl dispatched his sons Henry and Ralph Percy to Newcastle, where the whole country rallied, gentle and simple; he himself remaining at Alnwick, in the hope of being able to enclose the Scots, when they should take the way north, between two bodies of English. The Scots attained to the very gates of Durham; then, having burned every unfortified town between there and Newcastle, they turned northward, with a large booty, repassed the Tyne, and halted at Newcastle. There was skirmishing for two days before the city, and in the course of a long combat between Douglas and Henry Percy the Scot got possession of the Englishman’s pennon. This he told Percy he would raise on the highest point of his castle at Dalkeith; Percy answered that he should never accomplish that vaunt, nor should he carry the pennon out of Northumberland. ‘Come then to-night and win it back,’ said Douglas; ‘I will plant it before my tent.’ It was then late, and the fighting ceased; but the Scots kept good guard, looking for Percy to come that very night for his pennon. Percy, however, was constrained to let that night pass.
4) metal free: se ho capito bene è metallo non in lega
5) si saltano un bel po’ di strofe , gli Scozzesi levano le tende di un assedio raffazzonato e si ritirano verso il confine “The Scots broke up their camp early the next morning and withdrew homewards. Taking and burning the tower and town of Ponteland on their way, they moved on to Otterburn, thirty miles northwest from Newcastle, where there was a strong castle or tower, in marshy ground, which they assailed for a day without success.” Froissart riferisce che sia Douglas che Percy erano ossessionati dalla sfida e che Percy corse dietro alle truppe scozzesi appena venne a conoscenza, tramite i suoi informatori, che non si trattava di un grande esercito (appena poco più che tremila uomini riferirono le spie, in realtà erano seimila) “Some of the Scots knights were supping, and more were asleep (for they had had hard work at the assault on the tower, and were meaning to be up betimes to renew the attack), when the English were upon the camp, crying, Percy! Percy! There was naturally great alarm. The English made their attack at that part of the camp where, as before said, the servants and foragers were lodged. This was, however, strong, and the knights sent some of their men to hold it while they themselves were arming. Then the Scots formed, each under his own earl and captain. It was night, but the weather was fair and the moon shining. The Scots did not go straight for the English, but took their way along by the marshes and by a hill, according to a plan which they had previously arranged against the case that their camp should be attacked. The English made short work with the underlings, but, as they advanced, always found fresh people to keep up a skirmish. And now the Scots, having executed a flank movement, fell upon their assailants in a mass, from a quarter where nothing was looked for, shouting their battle-cries with one voice. The English were astounded, but closed up, and gave them Percy! for Douglas! Then began a fell battle. The English, being in excess and eager to win, beat back the Scots, who were at the point of being worsted. James Douglas, who was young, strong, and keen for glory, sent his banner to the front, with the cry, Douglas! Douglas! Henry and Ralph Percy, indignant against the earl for the loss of the pennon, turned in the direction of the cry, responding, Percy! Knights and squires had no thought but to fight as long as spears and axes would hold out. It was a hand-to-hand fight; the parties were so close together that the archers of neither could operate; neither side budged, but both stood firm. The Scots showed extraordinary valor, for the English were three to one; but be this said without disparagement of the English, who have always done their duty.”
6) lichted = set down, camped;
7) bent = grass
8) wat = know
9) sair = sore
10) la lotta tra i due capi è solo un abbellimento del cronista, ma nessuno seppe con certezza di come andò, il cadavere del conte James Douglas venne trovato solo al mattino, depredato dell’armatura e con una profonda ferita al collo.
11) in realtà Il suo corpo venne riportato in Scozia e sepolto nella tomba di famiglia nell’abbazia di Melrose.

earl of douglas
Trasporto del corpo del conte Douglas dopo la battaglia di Otterburn

La stessa storia viene narrata nella ballata intitolata Chevy Chase che Child classifica al numero 162, la versione più antica risale al 1430 (detta anche The Hunting of Cheviot) mentre quella tramandata dalla tradizione orale è stata probabilmente scritta in inglese moderno nel 1620. Una grande battuta di caccia sulle Cheviot Hills organizzata da Henry “”Hotspur” Percy viene scambiata dal Conte Dougles come un tentativo di aggressione e il conte decide di dare battaglia. I due eserciti si scontreranno a Ottenburg.

Al momento non ho trovato file audio per l’ascolto

FONTI
http://www.glasgowguide.co.uk/wjmc/itfellab.shtml http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_161 http://mysongbook.de/msb/songs/b/batotter.html
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofotterburn1388.htm http://www.chevychasehistory.org/chevychase/naming-chevy-chase http://chivalry.com/cantaria/lyrics/otterburn.html http://www.luminarium.org/medlit/medlyric/chevychase.htm http://tunearch.org/wiki/Annotation:Chevy_Chase http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C162.html

CHILD BALLAD # 4 B: THE WATER O WEARIE’S WELL

TITOLI: Lady Isobel and the Elf Knight, May Colvin, Wearie’s Well, An Outlandish Rover, The Highway Robber, The Old Beau.

elf6-1In questa versione B il Cavalieri degli Elfi della Child ballad # 4 si qualifica come uno spirito dell’acqua . Sulle sponde delle acque interne vivevano spiriti solitari che nascosti tra i giunchi e negli stagni che aspettavano le loro vittime mortali. Spesso erano dei muta-forma e potevano apparire sotto le sembianze di cavallo ma anche di giovane uomo, potevano essere dei custodi delle acque e anche creature esperte negli incantesimi.
Così è con l’arpa magica che agisce da richiamo sulla figlia del re, che la creatura fatata getta l’incantesimo del sonno sugli abitanti del castello per poter rapire la fanciulla. A cavallo di un oscuro destriero, i due giungono ad un corso d’acqua chiamato Wearie’s Well. Qui il cavaliere ordina alla principessa di immergersi nell’acqua e poi sempre più minaccioso le ordina di lasciarsi affogare, proprio come avevano fatto altre sette principesse prima di lei.

Ma a questo punto termina l’innesto magico e soprannaturale della versione B e ritorna il tema della versione A (vedi prima parte) ossia quello della morte rituale:  la morte per annegamento del cavaliere avviene sempre con il ricorso ad uno stratagemma; e lei che lo incanta con un bacio e lo trascina giù nell’acqua, affogandolo.

LA VERSIONE SCOZZESE

La versione è molto diffusa in Scozia essendo descritto un pozzo magico nei pressi di Edimburgo. La melodia talvolta è suonata come un valzer lento. Entrambe le versioni selezionate per l’ascolto fanno ricorso all’arpa, a suoni cupi e ipnotici (la seconda aggiunge anche i suoni gravi del violoncello)

ASCOLTA Tony Cuffe in Sae Will We Yet, 2003 su Spotify
ASCOLTA Willson & McKee in This Thin Place, 2008, su Spotify

 

There came a bird (1) oot o a bush
On water for tae dine
An sighing said this lady fair
‘ oh woe’s this heart o mine!’
And he’s ta’en a harp(2) intae his had
And he’s harped them all asleep
Except it was the King’s daughter
Who couldna get a wink
And he’s mounted on his berry-brown steed(3)
Ta’en her behind himsel’
And on they rode to that water
That they call Wearie’s Well(4)
‘ Wide in, wide in, my lady fair
Nae harm shall ye befa’
For oftimes hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well’
And the very first step that stepped in
She stepped in unto the knee
And sighing said this lady fair
‘ This water’s nae for me’
‘ Wide in, wide in, my lady fair
Nae harm shall ye befa’
For oft times hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well’
And the very next step that she stepped in
She stepped in to the chin
And crying said this lady fair
‘ I fear I’m too far in!’
‘ Seven King’s daughters(5) have I drowned here
At the water o Wearie’s Well
And I’ll mak ye the eighth o them
And I’ll ring the common bell(6)”
‘ If I am standing here’, she said
‘ This dowie death tae dee
A kiss from o yer comely lips
I’m sure would comfort me’
So he’s mounted ower his saddle bow
To kiss her cheek and chin
And she’s ta’en him in her airms twa
And she’s thrown him headlong in
‘ Seven King’s daughters have ye drowned here
At the water o Wearie’s Well
I’ll make ye bridegroom tae them all
And I’ll ring the bell myself”


tradotto da Cattia Salto
Là venne un uccello(1) fuori da un cespuglio
sull’acqua per pranzare
e sospirando disse questa bella dama
“O il dolore che ho nel cuore!”
Ed egli prese un arpa(2) tra le mani
e li fece tutti addormentare
tranne che la figlia del Re
che non poteva chiudere occhio,
e lui montò sul suo destriero molto bruno(3)
prendendo lei dietro
e cavalcarono verso l’acqua
che si chiama Wearie’s Well(4)
“Al largo , al largo mia bella dama
niente di male vi accadrà
che assai spesso ho abbeverato il mio destriero
alle acque del Wearie’s Well”
E al primo passo che fece
lei si immerse fino al ginocchio
e sospirando disse questa bella dama
“L’acqua non fa per me”
“Avanti avanti mia bella dama
niente di male vi accadrà
che assai spesso ho abbeverato il mio destriero
alle acque del Wearie’s Well”
E al passo successivo che fece
lei affondò fino al mento
e gridando disse questa bella dama
“Temo di stare annegando”
“Sette figlie di Re ho annegato qui
alle acque del Wearie’s Well
e ti farò l’ottava di esse
e suonerò la campana del paese(6)”
“Se sono qui -disse lei –
per fare questa morte in acqua
un bacio dalle tue labbra belle
di certo mi daranno conforto”
Così lui si sporse dalla sella
per baciare la sua guancia e il mento
e lei lo prese tra le sue braccia
e lo gettò a testa in giù
“Sette figlie di re hai affogato qui
alle acque del Wearie’s Well
ti farò lo sposo di tutte loro
e suonerò la campana da me!”

NOTE
1) un tempo molti uccelli erano portatori di cattive notizie. Ad esempio i pescatori inglesi ritenevano che i chiurli annunciassero naufragio e morte quando si abbassavano e alzavano sulla costa piangendo tristemente; come pure che i cormorani e i gabbiani fossero sugli scogli in attesa delle anime dei pescatori morti in mare per tormentare i viventi.
2) l’arpa è uno strumento magico per eccellenza utilizzato da creature fatate e bardi per i loro incantesimi vedi
3) nelle ballate i destrieri o sono bianco latte o berry-brown
4) il pozzo si trova a sud-ovest di Arthur Seat la collina ad est di Edimburgo
5) ricorre ancora il numero sette
6) una campana era spesso collocata nelle zone pericolose per suonare l’allarme e richiamare la gente

continua

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/sea-song/creature-del-mare-nella-mitologia-celtica/

FLOW GENTLY SWEET AFTON

Il piccolo fiume Afton che scorre nella vale omonima nella verde Ayrshire è famoso in tutto il mondo grazie alla canzone di Robert Burns. In una lettera alla signora Francis Dunlop, sua mecenate, egli loda la bellezza del fiume e delle sue rive. Così le scrive il 5 febbraio 1789 “There is a small river, Afton, that falls into the Nith, near New Cumnock, which has some charming, wild, romantic scenery on its banks.” Seduto su una roccia e in contemplazione scrisse una poesia solo apparentemente dedicata al fiumicello.

flow-gently-sweet-afton

FLOW GENTLY

La poesia  scorre lenta e placida come l’Afton, ma solo apparentemente il fiumicello è il vero soggetto dell’attenzione del poeta, perchè in ogni strofa i versi vanno alla dolce Mary.
Secondo quanto riferito dal fratello Gilbert Burn la fanciulla è certamente  Mary Campbell corteggiata da Robert nel 1786, probabile anno in cui la canzone è stata scritta.
Dr Currie, primo biografo di Burns ritiene invece che la bella sia la signora Catherine Stewart di Afton Lodge (nella tenuta di Enterkine a Tarbolton sulle rive dell’Ayr): la magione con grande tenuta diventa nella poesia una casetta e la signora la fanciulla per la quale spasima il bardo! In risposta al quesito così scrisse il nipote (con buona pace di quanti continuano a riportare le ipotesi di Currie) “Afton Lodge is in the parish of Tarbolton, and was built by my grandmother, Mrs. General Stewart, on parting with Stair. Her paternal estate of Afton is in the parish of New Cumnock, and has no residence on it, so she built Afton Lodge near Tarbolton, and named it after the Afton estate. It does not appear that the song called Afton Water is among the poems sent to her by Burns. Before her marriage, her name was Katherine Gordon, heiress of Afton, which estate I now possess.”

LA VERSIONE FOLK

La melodia scelta da Robert Burns  pubblicata  nello Scots Musical Museum vol IV (1792) #386 è attribuita al maggiore William Logan di Ayrshire
ASCOLTA Nickel Creek  (un giovanissimo Chris Thile, si proprio lui quello dei Punch Brothersin Nickel Creek 2000 e gli accenti bluegrass -chissà cosa ne penserebbe Robbie? (sicuramente si sarebbe messo a fare la corte alla violinista – Sara Watkins)

Tony Cuffe in The Complete Songs of Robert Burns, vol. 1  (da ascoltare su Spotify)


I
Flow gently, sweet Afton(1)!
Amang thy green braes(2),
Flow gently, I’ll sing thee
a song in thy praise;
My Mary’s asleep by
thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
II
Thou stock-dove whose echo
resounds thro’ the glen,
Ye wild whistling blackbirds
in yon thorny den,
Thou green-crested lapwing
thy screaming forbear,
I charge you, disturb not
my slumbering Fair.
III
How lofty, sweet Afton,
thy neighbouring hills,
Far mark’d with the courses
of clear, winding rills(3);
There daily I wander
as noon rises high,
My flocks and my Mary’s
sweet cot(4) in my eye.
IV
How pleasant thy banks
and green valleys below,
Where, wild in the woodlands,
the primroses blow(5);
There oft, as mild Ev’ning
weeps(6) over the lea(7),
The sweet-scented birk(8)
shades my Mary and me.
V
Thy crystal stream, Afton,
how lovely it glides,
And winds by the cot(4) where
my Mary resides;
How wanton(9) thy waters
her snowy feet lave(10),
As, gathering sweet flowerets,
she stems(11) thy clear wave.
VI
Flow gently, sweet Afton,
amang thy green braes,
Flow gently, sweet river,
the theme of my lays(12);
My Mary’s asleep
by thy murmuring stream,
Flow gently, sweet Afton,
disturb not her dream.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Scorri piano dolce Afton(1)!
Tra le verdi rive(2),
scorri piano ti canterò
una canzone in tua lode;
la mia Mary si è addormentata
al mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.
II
Tu colombella la cui eco
risuona nella valle,
voi merli selvatici che fischiate
in quella valle di rovi,
tu pavoncella con la cresta verde
dal richiamo lamentoso,
io vi scongiuro di non disturbare
la mia bella addormentata!
III
Che nobili, dolce Afton,
le tue colline circostanti
in lontananza segnate dai percorsi
di chiari, ruscelli tortuosi(3)
dove mi aggiro quotidianamente
appena il giorno sorge,
con le mie greggi e la dolce casetta(4)
della mia Mary sotto gli occhi.
IV
Come piacevoli sono le tue rive
e le verdi vallate sottostanti,
dove, nei boschi silvani,
le primule fioriscono(5);
là spesso, mentre le lievi gocce(6)
di umidità serale salgono sopra il prato(7)
la betulla(8) dal dolce profumo
ripara la mia Mary e me.
V
Il tuo corso argenteo, Afton
come scorre amabilmente
e rinfresca la casetta (4) dove
la mia Mary risiede;
come liberamente(9) le tue acque
tra i suoi piedi candidi fai scorrere(10)
mentre, raccogliendo teneri fiorellini,
lei si oppone(11) alla tua onda chiara
VI
Scorri piano dolce Afton
tra le verdi rive,
scorri piano, dolce fiume,
tema delle mie canzoni(12);
la mia Mary è addormentata
dal mormorio della tua corrente,
scorri piano dolce Afton
per non disturbare il suo sonno.

NOTE
1) L’Afton è un piccolo fiume della Scozia che scorre pigramente dall’Altwhat Hill (New Cumnock) per otto kilometri lungo la Valle omonima fino a immettersi nel Nith. Il nome Afton deriva dal celtico “afon” che significa semplicemente acqua, corso d’acqua: afon (gallese); Abhainn (gaelico); abann (Old Irish); M. Aoun (cornico, bretone); Abona (gallico) in riferimento probabilmente ad un’antica divinità delle acque, è anche nome proprio di donna. Alcuni fanno derivare il nome da Abhainn Donn [in italiano acqua marrone] ma le acque del fiume non sono per niente torbide, tanto meno ai tempi di Burns che le descrive come “acque cristalline” per la loro trasparenza!
2) braes=banks
3) rills=brooks
4) cot=cottage
5) blow=blossom
6) weeps=drops moisture
7) lea=meadow
8) birk=birch
9) wanton=freely
10) lave=wash, flow against
11) stems=resists
12) lays=songs

MELODIE DA FIABA

Ben altre due melodie vennero composte appositamente sulla canzone: una del 1855, dello scozzese Alexander Hume (registrata nel 1922 dal tenore Joseph Hislop); l’altra dell’americano Jonathan E. Spilman che la compose nel 1838; la canzone viene inoltre occasionalmente impostata sulla melodia “Away in a Manger” nota come “Craddle song” o in medley con essa nelle compilation di Christmas lullaby.
Le versioni sono decisamente classiche e “vecchio stile” e sembrano uscite da un film d’animazione Walter Disney degli anni 50, e da un momento all’altro ci si aspetta di veder sbucare dalle rive del ruscello una Biancaneve che gorgheggia con gli uccellini.

MELODIA DI ALEXANDER HUME
la versione “classica”
ASCOLTA Christy Lyn
ASCOLTA Ken McKellar

MELODIA JONATHAN E. SPILMAN (valzer lento)
ASCOLTA Jo Stafford
ASCOLTA Pride & Prejudice  nel film del 1940  con una delle sorelle  Bennet che  strazia la canzone! (cercate di non soffermarvi troppo sugli “abiti meringa” in stile 1830 assolutamente sbagliati rispetto all’ambientazione di Jane Austen – ai suoi tempi era di moda lo stile impero! )

UNA GITA LUNGO L’AFTON

Sicuramente buon spunto per una camminata lungo il fiume Afton seguendo i passi di Newton Stewart vedi

FONTI
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/pn_A/index.html
http://www.robertburns.plus.com/Stories6.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/StewartofStairMrsCatherined1818.818.shtml
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-386,-page-400-afton-water.aspx
http://members.tripod.com/bob_newcumnock/burns_trail/afton.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11200
http://thesession.org/tunes/855

TAIL TODDLE BY ROBERT BURNS

ATTENZIONE : IL CONTENUTO POTREBBE RISULTARE OFFENSIVO

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

“The Merry Muses of Caledonia ” [in italiano, Le Muse Allegre della Scozia] è una collezione di canti scozzesi preferiti, antichi e moderni, selezionati da Robert Burns per il ” Crochallan Fencibles “:  i canti sono per lo più tradizionali, con solo alcuni testi scritti interamente da Robbie, e il loro contenuto è decisamente erotico.
La prima pubblicazione della raccolta comparve postuma nel 1799.

I Fancibles erano una specie di armata di volontari per la difesa della patria dai ranghi pseudo-militari, ma in particolare il Crochallan Fencibles  era un club edimburghese per soli uomini ubicato in un vicoletto medievale  (Anchor close), assiduamente frequentato da Burns quando viveva in città, una delle tipiche associazioni conviviali “very british” in cui i soci si ritrovavano per stare in compagnia e in libertà, lontano dalle mogli e le altre donne, per mangiare bene, bere parecchio, fumare in santa pace e “discutere” di cose da uomini.

Say, Puritan, can it be wrong,
To dress plain truth in witty song?
What honest Nature says, we should do;
What every lady does… or would do.
[traduzione italiano: Dimmi, Puritano, è sbagliato vestire la verità con un canto di spirito? Quello che la Natura onestamente dice, noi dovremmo fare; quello che tutte le donne fanno .. o dovrebbero fare]

TAIL TODDLE

lovers-observed-dettaglioCantato in molte occasioni conviviali, il testo è di difficile comprensione essendo pieno di parole scozzesi obsolete e di doppi sensi: una servetta si diverte con un giovanotto di nome Tommy mentre la padrona di casa è andata al mercato; quando arriva il tempo del suo matrimonio, la ragazza ormai esperta, fa un confronto poco lusinghiero verso l’attributo del marito.

LA MELODIA: MOUTH MUSIC

La melodia è un reel (danza con tempo in 4/4) “The Chevalier’s Muster Roll” (ASCOLTA) e il testo è spesso eseguito come un tipico Puirt à Beul (letteralmente vuol dire melodia per la bocca) ossia una forma tradizionale di canto proprio della Scozia, Irlanda e dell’Isola di Cape Breton (Nuova Scozia). In inglese si dice (Gaelic) Mouth music ed è un canto eseguito da una sola voce, a tema umoristico, con doppi sensi o decisamente osceno, spesso infarcito di frasi non-sense: in effetti il ritmo e il suono hanno più importanza del significato delle parole.
Non si conosce con esattezza l’origine di questa forma di canto, poiché il ritmo delle parole è una replica del ritmo musicale alcuni studiosi ipotizzano si tratti di versi composti per aiutare violinisti e zampognari ad imparare la melodia oppure cantati quando non era disponibile (o vietato) l’uso di certi strumenti, oppure utilizzati dai cantanti per potenziare il loro respiro.

ASCOLTA The Chad Mitchell Trio

ASCOLTA Tony Cuffe, Tony canta le strofe in una sequenza diversa e le ripete più volte


Chorus
Tail toddle, tail toddle(1),
Tammy gars(2) ma tail toddle
But and ben(3) wi diddle doddle(4)
Tammy gars ma tail toddle!
I
Oor guidwife held ow’r tae Fife
Fur tae buy a coal riddle
Lang ere she cam back again
Tammy gart(2) ma tail toddle

II
Jessie Rack she gied a plack(5)
Helen Wallace gied a boddle (6)
Quo’ the bride(7), ” It’s ower kittle
For to mend a broken doddl(8).”
III
When ah’m deid ah’m oot o date,
When ah’m seek ah’m fu o trouble,
When ah’m weel ah stap aboot an
Tammy gars ma tail toddle
tradotto da Cattia Salto
Coro
Zum-zum, zum-zum (1)
Tommy mi fa zum-zum
dentro e fuori, mi sbatte per bene (2)
Tommy mi fa zum-zum.
I
La nostra padrona andò fino a Fife
per comprare un setaccio per il carbone molto tempo dopo è ritornata,
Tommy mi faceva zum-zum
II
Jessy Rack diede una monetina (5)
Helen Wallace diede una moneta (6)
disse la sposa (7)”E’ troppo piccolo
per rattoppare un buco rotto (8)”
III
Quando sono stanca sono fuori uso,
quando sono malata sono piena di dolori, quando sto bene vado a passeggio e Tommy mi fa zum-zum

NOTA
1) tail toddle =  camminare con passo incerto, allusivo al su e giù dell’accoppiamento sessuale. In italiano potrebbe equivalere all’espressione colloquiale: zum-zum. Nell’edizione di “The Merry Muses of Caledonia ” del 1966 nelle note è riportato come possibile traduzione: “made my behind go to and fro.” [in italiano letteralmente =fa andare avanti e indietro il mio didietro]
2) gars, gart = to make
3) But and ben = dentro e fuori
4) diddle doddle: (doddle = sesso maschile) agitare da una parte all’altra con grande energia (anche = sverginare). Il movimento dell’atto sessuale è ripetutamente espresso  e ribadito
5) plack = moneta scozzese dal valore di un dodicesimo di penny
6) boddle = moneta di rame del valore di un sesto di penny
7) La strofa menziona plack e boddle ossia monete del conio scozzese con le quali si potevano comprare delle plack- pie cioè torte da una monetina e delle bottiglie di vino/birra, quindi potrebbe riferirsi al Penny wedding: una vecchia tradizione scozzese prevedeva che il cibo e le bevande fossero pagate dagli ospiti, un versione non del tutta estinta ancora ai nostri giorni, vuole che siano gli ospiti a portare il proprio cibo e le bevande per la festa, una sorta di condivisione della collettività introno alla tavola.
8) evidentemente la sposa non era più vergine e poteva fare paragoni: l’attrezzo del marito era kittle = molto piccolo

Ulteriori strofe qui
FONTI
Le allegre Muse della Caledonia continua
Puirt-à-Beul vedi
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=117836
http://sangstories.webs.com/tailtoddle.htm

https://thesession.org/tunes/1484