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GALWAY CITY OR ETTRICK HIGHWAY?

spanish-lady“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!
Tuttavia la Bella Spagnola cambia indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche da Belfast, Chester e dalla Scozia

GALWAY CITY

Questa versione si configura più propriamente come un “contrasto amoroso” con botta e risposta anche allusivi. Per la verità la bella in questione non è mai espressamente appellata come “Dama Spagnola”, ma la melodia è la stessa della “Spanish Lady” popolare a Dublino (continua)

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem 1966

I
As I walked out through Galway City at the hour of 12 at night,
Whom should I spy but a handsome lassie, combing her hair by candlelight?
(He:)”Lassie, I have come a-courting, your kind favors for to win,
And if you’d but smile upon me, next Sunday night I’ll call again.”
Chorus: A raddy up a toorum, toorum, toorum, raddy up a toorum dey (bis)
II
(She:) “So to me you came a-courting, my kind favors for to win,
But ‘twould give me the greatest pleasure if you never did call again.
What would I do, when I go walking, walking out in the morning dew?
What would I do when I go walking, walking out with a lad like you?”
III
(He:) Lassie, I have gold and silver. Lassie, I have houses and land.
Lassie, I have ships on the ocean. They’ll be all at your command.”
(She:) What do I want with your gold and silver? What do I want with your houses and land?
What do I want with your ships on the ocean? All I want is a handsome man.”
IV
(He:) “Did you ever see the grass in the morning, all bedecked with jewels rare?
Did you ever see a handsome lassie, diamonds sparkling in her hair?”
(She:) “Did you ever see a copper kettle, mended with an old tin can (2)?
Did you ever see a handsome lassie married off to an ugly man?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
 Mentre camminavo per Galway a mezzanotte,
chi vidi mai, se non una bella fanciulla che si pettinava i capelli a lume di candela?
(lui)”Fanciulla sono venuto per corteggiarvi e ottenere la vostra amabile grazia
e se invece vorrete deridermi, la prossima Domenica sera riproverò di nuovo.”
Coro: senza senso
II
(lei) “Così siete venuto per corteggiarmi e ottenere i miei favori,
ma non mi rendereste una grande grazia se non mi chiamerete di nuovo. Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare nella rugiada del mattino? Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare con un giovanotto come voi?”
III
(lui) “Fanciulla ho oro e argento, ho case e terra, fanciulla ho navi in mare, sarà tutto a vostro comando”
(lei) “Cosa m’importa dell’oro e dell’argento? (1) Cosa m’importa delle vostre case e terre? Cosa m’importa delle vostre navi in mare? Ciò che voglio è un bell’uomo”
IV
(lui) “Avete mai visto l’erba al mattino, tutta adornata da gemme rare?
Avete mai visto una bella fanciulla con i diamanti che scintillano tra i capelli? ”
(lei) “Avete mai visto un paiolo di rame, riparato con un vecchio barattolo di latta? (2) Avete mai visto una bella fanciulla sposarsi con un uomo sgradevole?”

NOTE
1) versi tipici delle gypsy ballads
2) il paragone non è privo di allusioni sessuali

ETTRICK LADY

La zona intorno al fiume Ettrick (Scozia) è ricca di riferimenti letterari a cominciare dal poeta James Hogg (1770-1835) noto con il nome di “Ettrick Shepherd”; nelle Ettrick forest sono ambientate molte delle ballate più antiche e magiche della Scozia

ASCOLTA The Corries

Anche in questo caso il testo è sostanzialmente simile al precedente

I
As I gang doon the Et(t)rick Highway at the hour o’ 12 at night;
What should I spy but a handsome lassie, combin’ her hair by candlelight.
First she combed it, then she brushed it;
Tied it up wi’ a velvet band;
Ne’er hae I seen such a handsome lassie
all up an’ doon ov’r all Scotland!
Chorus:
Fallah-tallah rhu-dhumma, rhu-dhum, rhu-u-dhum;
Fallah-tallah rhu-dhumma, rhu-dhum-day!
II
He:) Lassie, I hae come a-courting, your kind favors for to win;
And if you’d but smile upon me, next Sunday night I’ll call again.
(She:) So to me you came a-courting, my kind favors for to win;
But ‘twould give me the greatest pleasure if you never would call again!
What would I do, when I go walking, walking out in the Ettrick view;
What would I do when I go walking, walkin’ oot wi’ a laddie like you?
III
(He:) Lassie, I hae gold and silver, lassie I hae houses and land
Lassie, I hae ships on the ocean, they’ll a’ be at you’r command.
(She:) What do I care for your gold and silver,
what do I care for your houses and land?
What do I care for your ships on the ocean?;
When all I want is a handsome man!
IV
(He:) Did you ever see the grass in the morning,
all bedecked with jewels rare?
Did you ever see a handsome lassie, diamonds sparkling in her hair?
(She:) Did you ever see a copper kettle, mended up wi’ an old tin can?
Did you ever see a handsome lassie married up tae an ugly man?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
 Mentre camminavo per la strada di Ettrick a mezzanotte,
chi vidi mai, se non una bella fanciulla che si pettinava i capelli a lume di candela?
Prima li pettinava e poi li spazzolava
e poi li legava con un nastro di velluto
non ho mai visto una ragazza così bella in tutta la Scozia!
Coro: non senso
II
(lui)”Fanciulla sono venuto per corteggiarvi e ottenere la vostra amabile grazia;
e se invece vorrete deridermi,
la prossima Domenica sera riproverò di nuovo.”
(lei) “Così siete venuto per corteggiarmi e ottenere i miei favori,
ma non mi rendereste una grande grazia se non mi chiamerete di nuovo. Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare nell’Ettrick ? Cosa dovrei fare, mentre vado a passeggiare, a passeggiare con un giovanotto come voi?”
III
(lui) “Fanciulla ho oro e argento, ho case e terra, fanciulla ho navi in mare, sarà tutto a vostro comando”
(lei) “Cosa m’importa dell’oro e dell’argento?
Cosa m’importa delle vostre case e terre?
Cosa m’importa delle vostre navi in mare?
Ciò che voglio è un bell’uomo”
IV
(lui) “Avete mai visto l’erba al mattino, tutta adornata da gemme rare?
Avete mai visto una bella fanciulla con i diamanti che scintillano tra i capelli? ”
(lei) “Avete mai visto un paiolo di rame, riparato con un vecchio barattolo di latta?
Avete mai visto una bella fanciulla sposarsi con un uomo sgradevole?”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796

SOUTH AUSTRALIA

Sotto la voce Codefish shanty si classifica una serie di canti marinareschi (sea shanty) di cui si conoscono due versioni, una di Capo Cod e l’altra dell’Australia Meridionale: i titoli sono “Cape Code girls“, e “Rolling King” o “Bound for South Australia ” (o più semplicemente “South Australia”).

VERSIONE SOUTH AUSTRALIA

Quale delle due versioni sia nata prima non è certo, possiamo solo rilevare una grande varietà di testi e anche l’abbinamento con melodie diverse. All’inizio probabilmente una “going-away song” ossia una di quelle canzoni che i marinai cantavano solo per le occasioni particolari cioè quando erano in ritta per il viaggio di ritorno, è poi entrata nel circuito folk e quindi standardizzata in due distinte versioni.

“As an original worksong it was sung in a variety of trades, including being used by the wool and later the wheat traders who worked the clipper ships between Australian ports and London. In adapted form, it is now a very popular song among folk music performers that is recorded by many artists and is present in many of today’s song books.In the days of sail, South Australia was a familiar going-away song, sung as the men trudged round the capstan to heave up the heavy anchor. Some say the song originated on wool-clippers, others say it was first heard on the emigrant ships. There is no special evidence to support either belief; it was sung just as readily aboard Western Ocean ships as in those of the Australian run. Laura Smith, a remarkable Victorian Lady, obtained a 14-stanza version of South Australia from a coloured seaman in the Sailors’ Home at Newcastle-on-Tyne, in the early 1880’s. The song’s first appearance in print was in Miss Smith’s Music of the Waters. Later, it was often used as a forebitter, sung off-watch, merely for fun, with any instrumentalist joining in. It is recorded in this latter-day form. The present version was learnt from an old sailing-ship sailor, Ted Howard of Barry, in South Wales. Ted told how he and a number of shellbacks were gathered round the bed of a former shipmate. The dying man remarked: “Blimey, I think I’m slipping my cable. Strike up South Australia, lads, and let me go happy.” (A.L. Lloyd in Across the Western Plains tratto da qui)

Così questo genere di canzoni erano un misto di versi improvvisati e una serie di versi tipici , ma in genere il ritornello del coro era standardizzato e univoco (anche per l’ovvia ragione che doveva essere cantato da marinai provenienti da tutte le parti).
La lunghezza della canzone dipendeva dal tipo di lavoro da svolgere e poteva arrivare a parecchie strofe. La canzone ha poi assunto vita propria come canzone popolare nel repertorio folk.
La sua prima comparsa in raccolte sulle sea shanties risale al 1881.
hulllogo

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem 1962 la versione che ha fatto da modello nell’ambiente folk

Vediamoli anche in una versione piratesca nell’adattamento televisivo dell'”Isola del Tesoro”

ASCOLTA Johnny Collins, in “Shanties & Songs of the Sea” 1996

ASCOLTA The Pogues

ASCOLTA Gaelic Storm in Herding Cats (1999) richiamano nell’arrangiamento la versione dei Pogues. E’ interessante confrontare lo stesso gruppo che si è cimentato anche con l’arrangiamento di Cape Code Girls.


In South Australia(1) I was born!
Heave away! Haul away!
South Australia round Cape Horn(2)!
We’re bound for South Australia!
Heave away, you rolling king(3),
Heave away! Haul away!
All the way you’ll hear me sing
We’re bound for South Australia!
As I walked out one morning fair,
It’s there I met Miss Nancy Blair.
I shook her up, I shook her down,
I shook her round and round the town.
There ain’t but one thing grieves my mind,
It’s to leave Miss Nancy Blair behind.
And as you wallop round Cape Horn,
You’ll wish to God you’d never been born!
I wish I was on Australia’s strand
With a bottle of whiskey in my hand
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Sono nato in Australia Meridionale(1)
virate, alate,
Australia del Sud via Capo Horn(2)
Siamo diretti verso l’Australia Meridionale
virate re dei mari(3)
virate, alate,
per tutto il tragitto si sente cantare

“Siamo diretti nell’Australia Meridionale!
Mentre camminavo in un bel mattino
là t’incontrai la signorina Nancy Blair.
La strinsi sotto e sopra
la strinsi tondo tondo per la città
e se c’e che una cosa che mi addolora
è lasciare la signorina Nancy Blair.
E mentre sei sbatacchiato a Capo Horn
vorresti per Dio non essere mai nato!
Preferirei essere su una spiaggia in Australia
con una bottiglia di whiskey in mano

NOTE
1) Terra di galantuomini e non di deportati lo stato è considerato una “provincia” della Gran Bretagna
2) le navi all’epoca dei velieri seguivano le rotte oceaniche cioè quelle dei venti e delle correnti: così per andare in Australia partendo dall’America o dall’Europa la situazione non cambiava occorreva doppiare l’Africa, ma che giro bisognava fare!!
Se prendiamo una mappa del globo notiamo subito che una rotta verso l’oriente, partendo dall’Europa, ci obbligherebbe a circumnavigare l’Africa. Lo stesso discorso vale per chi si avventura partendo dalla costa orientale dell’America del nord, a meno di volere circumnavigare l’America del sud e forzare controvento capo Horn!
A nord dell’equatore, nell’Atlantico, questi hanno un senso di rotazione orario. Quindi fin alle Canarie e Capo Verde tutto è facile. Poi, per via della forza di Coriolis, subentra la zona delle calme equatoriali con la loro quasi totale assenza di vento. Ma non basta, superate le calme nell’emisfero australe i venti dominanti hanno rotazione inversa cioè antioraria. Quindi partendo ad esempio dall’Inghilterra la rotta era la seguente : Atlantico fino a Capo Verde poi tutto ad Ovest verso i Caraibi quindi a Sud lungo il Brasile e la costa Argentina fino a riprendere i venti portanti che con rotta di nuovo verso Est portano a passare capo di Suona Speranza in Sud Africa e finalmente quella fetenzia di ostico oceano che è quello Indiano. Approssimativamente 30.000 Km quando in linea d’aria sono solo 8.000! (tratto da qui)

3) rolling king: è plausibile si tratti di una sorta di incitazione rivolta ai marinai a spremere tutte le loro energie.. Da Mucat varie spiegazioni: la prima è che i marinai abbiano dato un vezzeggiativo alla nave battezzandola “the Rolling King” non solo per il suo “balletto” durante il mare agitato o in tempesta ma anche perchè si comporta in modo volubile. Nonostante in inglese la nave sia una “she”, molte navi sono state battezzate con nomi al maschile così “Rolling King” potrebbero essere i marinai della nave battezzata “Rolling King” (l’equipaggio di una nave prendeva il nome della nave).
Un’altra spiegazione ragionevole sempre riportata nella discussione su Mudcat “The chanteyman seems to be calling the sailors rolling kings rather that refering to any piece of equipment. And given that “rolling” seems to be a common metaphor for “sailing” (cf. Rolling down to old Maui, Roll the woodpile down, Roll the old chariot along, etc.) I would guess that he is calling them “sailing kings” i.e. great sailors. There are a number of chanteys which have lines expressing the idea of “What a great crew we are.” and I think this falls into that category.” (tratto da qui)
Del resto ogni marinaio fantasticava sul significato della parola,  ad esempio Russel Slye scrive ” When I was in Perth (about 1970) I met an old sailor in a bar. I found he had sailed on the Moshulu (4 masted barque moored in Philly now) during the grain trade. I asked him about Rolling Kings. His reply (abridged): “We went ashore in India and other places, and heard about a wheel-rolling-king who was a big boss of everything. Well, when the crew was working hauling, those who wasn’t pulling too hard were called rolling kings because they was acting high and mighty.” So, it is a derogatory term for slackers. (tratto da qui).
E tuttavia senza andare a scomodare fantomatici Re (sulla scia del mito medievale di Re Giovanni e la fontana dell’eterna giovinezza) la parola potrebbe benissimo essere una corruzione di “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”.
Tra le tante esilaranti ipotesi anche questa (per burla) di Charley Noble: si potrebbe trattare di un riferimento ad Elvis Prisley!!

C’è anche una versione MORRIS DANCE a conferma della popolarità della canzone

continua seconda parte

FONTI
http://www.historicalfolktoys.com/catcont/95301.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/cape-cod-girls.html
http://www.folkways.si.edu/paul-clayton/cape-cod-girls/american-folk/music/track/smithsonian
http://www.capecod.com/about-cape-cod/cape-cod-history/
http://www.cavolettodibruxelles.it/2014/11/cape-cod
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/southaustralia.html
http://www.jsward.com/shanty/codfish/index.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/australia
https://en.wikipedia.org/wiki/South_Australia_(song)
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=48959
http://www.abc.net.au/arts/blog/barnaby-smith/morris-dancing-broken-knuckles-bells-folk-festivals-150327/default.htm

HOME DEARIE HOME

Secondo Stan Hugill “Home dearie home” era la capstan shanty favorita dai marinai sulle navi inglesi nella rotta di ritorno a casa. Il coro ha sicuramente origine dalle ballate tradizionali (Scozia, Nord Inghilterra) risalenti al 600-700 mentre la storia sviluppata nelle strofe, riprende la ballata tradizionale inglese Rosemary Lane.

HOMEWARD BOUND

C’erano dei canti speciali che i marinai intonavano quando levano l’ancora per l’ultima volta prima di salpare diretti a casa! Per l’occasione si svolgeva anche una piccola cerimonia con cui la nave avvisava tutte le altre che stava per ritornare a casa! (continua)

Il tono è scanzonato e non necessariamente amaro, anche se la ragazza dopo nove mesi diventa mamma di due gemelli! In alcune versioni viene a mancare la strofa finale di ammonimento in si mette in guardia le fanciulle di una gravidanza fuori dal matrimonio.

ASCOLTA The Dubliners (voce di Luke Kelly)

ASCOLTA Clancy Brothers & Tommy Makem – 1968

VERSIONE CLANCY BROTHERS
Chorus:

And it’s home boys home
Home I’d like to be, home for awhile in my old count-a-ry(1)
Where the oak and the ash and the bonny elm tree(2)
They’re all a-growing greener in my old count-a-ry
I
There was an apprentice lived in Strawberry Lane(3)
Loved by her master and her mistress the same
Until a young sailor lad came sailing o’er the sea
And that was the beginning of her misery(4)
II
This young maid being innocent she thought it was no harm
To go into bed for to keep his back warm
He hugged her and he kissed her and he called her his dear
He said ‘I wish, my love this night had been as long as a year’
III
‘Twas early next morning the sailor lad arose
And into her apron he put handfuls of gold
‘Take this my dear for the mischief that I’ve done
Last night I may have left you with a daughter or a son’
IV
‘And if it be a girl child dandle her on your knee
And if it be a male child call him after me
And when he is a man, you can dress him up in blue
He’ll go skipping up the rigging like his daddy used to do’

VERSIONE THE DUBLINERS
I
Oh well who wouldn’t be a sailor lad a-sailing on the main
To gain the good will of his captain’s good name
He came ashore one evening for to be
And that was the beginning of my own true love and me(4)
Chorus
And it’s home, boys, home,
home I’d like to be

Home for a while in my own country(1)
And where the oak and the ash and the bonny rowan tree
Are all a-growing green in the north country(2)
II
Well I asked for a candle(5) to light my way to bed
Likewise for a handkerchief to tie around my head(6)
She tended to my needs like the young maid ought to do
So then I says to her ‘Now won’t you leap in with me too?’
III
Well she jumped into bed making no alarm
Thinking a young sailor lad to do to her no harm
I hugged her, I kissed her the whole night long
Till she wished the short night had been seven years long(7).
IV
Early next morning the sailor lad arose
And into Mary’s apron threw a handful of gold(8)
Saying, “Take this, my dear, for the mischief that I’ve done
For tonight I fear I’ve left you with a daughter or a son
V
Well, if it be a girl child, send her out to nurse
With gold in her pocket and with silver in her purse
And if it be a boy child, he’ll wear the jacket blue
And go climbing up the rigging like his daddy used to do”
VI(9)
Come all of you fair maidens, a warning take by me
And never let a sailor lad an inch above your knee
For I trusted one and he beguiled me
He left me with a pair of twins to dangle on my knee
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Ah, beh, chi non vorrebbe essere un marinaio che salpa a vele spiegate sul mare, per mantenere alto il buon nome del suo capitano?
Egli sbarcò una sera per una visita e questo fu l’inizio tra il mio vero amore e me(4)!
Coro: A casa, ragazzi a casa,
casa mi piacerebbe stare,
a casa per un po’ nel mio paese(1) ,
dove la quercia e il frassino e il sorbo stanno rifiorendo,
nel Nord del Paese(2)

II
Chiesi una candela(5) per rischiarare la strada verso il letto
e anche un fazzoletto da legare intorno alla testa(6)
si atteneva ai miei bisogni,
come una giovane cameriera dovrebbe fare, così le dico “Perché non ci fai un salto anche con me?”
III
Lei saltò sul letto
senza protestare,
pensando che un giovane marinaio non potesse farle alcun danno
l’abbracciai, la baciai, per tutta la notte per farle desiderare che la breve notte fosse stata lunga sette anni(7)
IV
La mattina dopo il marinaio si alzò
e nel grembo di Maria, gettò una manciata d’oro(8)
dicendo ‘”Prendi questo, mia cara, per i danni che ho fatto stanotte,
ho paura di averti lasciato con una figlia o un figlio.”
V
E se sarà una bambina, mandala a balia
con l’oro in tasca e con l’argento nella borsetta
e se sarà un bambino indosserà la giacca blu e salirà sul sartiame come è abituato a fare suo padre”
VI(9)
Allora venite tutte voi belle fanciulle,
e prestatemi ascolto,
non concedete mai ad un marinaio un centimetro sopra il vostro ginocchio perchè mi fidavo di uno che mi ha ingannato e mi ha lasciato con una coppia di gemelli da dondolare sulle ginocchia

NOTE
1) versi attribuiti a Allan Cunningham (1784-1842) “Hame, Hame, Hame” (in ‘”Remains of Nithsdale and Galloway Song”, Cromeks 1810): “Hame, hame, hame, hame fain wad I be, O hame, ham hame, to my ain countrie“,
2) versi contenuti in “The Northern Lasses lamentation” (nota anche come The oak and the ash) 1672-84 “O the oak, the ash and the bonny ivy tree, Doth flourish at home in my own country
3) il nome ricorda quello di Rosemary Lane
4) oppure “of the whole calamity“. Nella versione dei Dubliners il verso diventa “the beginning of my own true love and me” perchè la storia è raccontata dal punto di vista del marinaio e non della cameriera: è infatti solo per lei la calamità della gravidanza!
Un tempo la gestione delle conseguenze della sessualità era lasciata esclusivamente alle donne, erano loro che dovevano provvedere a salvaguardarsi dalle gravidanze inopportune e facevano ricorso a erbe e pozioni nonchè a spugnette imbevute di varie sostanze come l’aceto da posizionare al collo dell’utero.
Erano loro che si procuravano degli aborti con tragiche conseguenze sulla loro salute e che come ultima risorsa uccidevano il bambino appena nato pur sapendo che rischiavano l’impiccagione.
5) sembra un linguaggio in codice, ovviamente la richiesta della candela è per illuminare il percorso fino al letto, ma nello stesso tempo allude a una sorta di complicità sessuale
6) legare una bandana come fascia per i capelli era un vezzo diffuso tra i marinai (fa molto “rogues gallery”)
7) un vanto delle prodezze amorose; tra l’altro la capacità di un uomo di mettere incinta una donna era considerata una forma di potenza sessuale!
8) probabilmente le ha lasciato qualche soldo (come pagamento per la prestazione, trattandola come una prostituta) ben misera contropartita alle prospettive di una gravidanza fuori del matrimonio che sarebbe costata alla servetta il posto di lavoro e l’avrebbe spinta verso la miseria e nella spirale della prostituzione
9) strofa di avvertimento aggiunta dal cantante che ammonisce le giovani e ingenue fanciulle a non fidarsi delle promesse di un marinaio: è la cameriera a parlare.

Chocolate-Girl-JE-LiotardDAL PUNTO DI VISTA FEMMINILE

Una variante di “Home, dearie home”  dà voce alla fanciulla che ingenuamente non si rende conto della gravità di quanto accaduto a causa di una notte di passione.  Anche se scopo di queste ballate era quello di convincere le fanciulle a mantenersi caste emerge qui una figura di donna più indipendente che cerca di badare a sè stessa con l’emancipazione economica.

ASCOLTA Peggy Seeger in “Bring me home” 2008


I
The sailor being weary, he hung down his head,
Called for a candle to light him to bed
She lit him to bed as a maiden ought to do
He vowed and declared she should come to him too.
Chorus
And it’s home, dearie, home,
and it’s home you ought to be

Home once again in your own country
Where the oak and the ash and the fine willow tree are all a-growing greener in the North Amerikee.
II
She jumped in beside him to keep herself warm
Thinking, now, a sailor couldn’t do her any harm.
He hugged her and he kissed and he called her his dear
Till she wished the short night had been as long as a year(7).
III
Early next morning the sailor arose
Into her apron he put hands full of gold(8)
Saying, ‘Take this, my dear, it will pay for milk and bread,
It may pay for the lighting of a sailor to bed.’
IV
“If I have a baby, what am I the worse?
I’ve gold in my pocket, I’ve silver in my purse,
I’ll buy me a nurse and I’ll pay the nurse’s fee
And I’ll pass for a maiden in my own country.
V
If it be a girl, she can wear a gold ring
If it be a boy, he can fight for the king
With his little quartered shoes and the roundabout so blue
He can walk the quarterdeck the way his daddy used to do”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Essendo stanco, chinò la testa e il marinaio chiese una candela(5) per rischiarare la strada verso il letto
lei lo portò a letto proprio come una cameriera dovrebbe fare,
e pregò e chiese che anche lei andasse con lui
Coro:
A casa, dolce casa,
casa mi piacerebbe stare,
a casa per un po’ nel proprio paese,
dove la quercia e il frassino
e il bel salice
stanno rifiorendo, nel Nord America

II
Lei saltò accanto a lui per tenersi al caldo
pensando che un giovane marinaio non potesse farle alcun danno
lui l’abbracciò, la baciò, e la chiamò “mia cara”
finchè lei desiderò che la breve notte fosse stata lunga un anno(7)
III
La mattina dopo il marinaio si alzò
e in grembo le mise una manciata d’oro(8)
dicendo ‘”Prendi questo, mia cara, basterà per il latte e il pane,
per aver fatto luce a un marinaio verso il letto.”
IV
“Se avrò un bambino, che cosa andrà storto?
Ho l’oro in tasca, ho l’argento
nella borsetta
prenderò una balia e le pagherò il dovuto
e nel mio paese passerò per una fanciulla
V
E se sarà una bambina, indosserà un anello d’oro
e se sarà un bambino combatterà per il re con le sue polacchine e la giacca blu
camminerà sul cassero come è abituato a fare suo padre”

AMBLETOWN

05185-dante_gabriel_rossetti_lady_anne_bothwells_lamentUn ulteriore sviluppo di   “Home dearie home” è quando è la moglie a partorire un bambino, sono loro gli affetti e la “dolce casa” del marinaio il porto sicuro a cui ritornare dopo ogni viaggio: il marinaio, venuto a conoscenza di essere diventato padre, si imbarca con la prima nave per Amble (o Boston in altre versioni) per andare a conoscere suo figlio.
Le strofe sono molto simili a quelle della poesia “O Falmouth Is a Fine Town,” di William E. Henley (1878).
In questo contesto il riferimento esplicito è alla casa coniugale e agli affetti di una famiglia di cui il marinaio è orgoglioso!

ASCOLTA Bob Conroy & Norm Pederson versione country


I
O Amble is a fine town with ships about the bay
It’s fain and very fain to be there myself today
I’m wishing in my heart I was far away from here
Sitting in my parlor and talking with my dear
CHORUS
And it’s home, dearie, home,(1)
it’s home I want to be

My topsails are hoisted
and I am out to sea

The oak and the ash
and the bonnie birchen tree

Are all a-growing green in the North country(2)
And it’s home, dearie, home
II
A letter came today, but somehow I cannot speak
And the proud and happy tears are a-rolling down my checks
There’s someone here, she says, you’ve been waiting for to see
With your merry hazel eyes, looking up from off my knee
III
But the letter never said if we have a boy or girl
Got me so confused that my heart is all a whirl
So I’m going back to port, where I’ll quickly turn around
And take the fastest ship, which to Ambletown is bound
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Amble è una bella città con navi nella baia,
starei molto volentieri là oggi,
desidero con tutto il cuore di essere lontano da qui,
seduto nel mia salotto a chiaccherare con la mia cara
CORO
Ed è a casa, dolce casa,
è a casa che vorrei essere

-le vele sono alzate
e sono per mare-

dove la quercia e il frassino
e il bel sorbo

stanno rifiorendo, nel Nord del Paese
ed è casa, dolce casa.
II
Una lettera è arrivata oggi ma per qualche motivo non posso parlare
e lacrime di orgoglio e felicità scorrono sulle mie guance
“C’è qualcuno qui, – dice lei-
che stai aspettando di vedere,
con i tuoi occhi di un bel nocciola, che alzano lo sguardo dalle mie ginocchia”
III
Ma la lettera non diceva se avevamo un bambino o una bambina
e mi ha lasciato così confuso che la mia testa è tutta una trottola,
così ritornerò al porto dove mi guarderò intorno rapidamente
e prenderò la nave più veloce diretta per la città di Amble

NOTE
1) Boston

FONTI
http://www.jsward.com/shanty/HomeDearieHome/ http://www.rampantscotland.com/poetry/blpoems_hame2.htm http://www.exmouthshantymen.com/songbook.php?id=139 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52935
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14518
http:[email protected]?SongID=5079 http:[email protected]?SongID=5238 http://www.folkorc.co.uk/uploads/1/9/3/9/19390139/home_boys_home_complete.pdf http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/rosemarylane.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/114.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8855

YE MARINERS ALL OR A JUG OF THIS

sailor drinkingRaccolta sul campo agli inizi del Novecento dalla signora Marina Russell di Upwey, Dorset e pubblicata nel The Penguin Book of English Folk Songs (1959) “Ye Mariners All” è una drinking song dalla vena malinconica o caustica. Il testo compare in stampa verso il 1840 abbinato alla melodia “A Brisk Young Sailor Courted Me” ovvero “Died for Love” cioè il lamento di una fanciulla tradita da un marinaio.
La ballata è classificata per lo più nelle sea songs e non è propriamente una canzone irlandese sul bere anche se finisce nei repertori di alcuni gruppi di musica celtica e non manca certo di precedenti come Rosin the Beau. I Clancy Brothers l’hanno registrata con il titolo di “A Jug of this” l’effetto è una sorta di irish lament.
ASCOLTA Tommy Makem

ASCOLTA Seth Lakeman in The Punch Bowl 2002.

ASCOLTA Lehto&Wright live 2010

ASCOLTA Fairport Convention in Tipplers Tales 1978 con un lungo preambolo strumentale il canto inizia a 2:30


I
Oh ye Mariners(1) as you pass by,
Well come into drink if you are dry.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
Drink another) jug of this(2).
II
Oh ye tipplers, have you that crown(3)?
For you are welcome all to sit down.
Come and spend, my lads, your money brisk,
And pop your nose in (this one.
In another) jug of this.
III
Now I’m old and I can scarcely crawl,
I’ve an old grey beard and a head that’s bald.
Crown my desire and fulfill my bliss,
With a pretty young girl
And a(nother) jug of this(4).
IV
Now I’m in my grave
and I am dead(5),
And all these sorrows are passed and fled.
Go and turn myself (transform me) into a fish(6),
And let me swim (around you)
In a(nother) jug of this.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Voi marinai di passaggio
entrate a bere se avete sete,
venite a spendere, ragazzi i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia(2)
II
Tu beone hai quella corona(3)?
Perchè siete tutti invitati a sedervi,
venite e spendete, ragazzi, i vostri soldi alla svelta,
e infilate il naso in questa boccia
III
Ora sono vecchio e riesco camminare a malapena, ho una vecchia barba grigia e una testa calva,
corono il mio desiderio e soddisfo la mia beatitudine
con una bella ragazzina
e questa boccia(4)
IV
Ora che sono nella tomba
e sono morto(5)
e tutti i dolori sono passati e finiti
mi trasformo in un pesce(6)
per poter nuotare (intorno a te)
in questa boccia

NOTE
1) nelle prime trascrizioni si riporta “mourners” come se gli invitati ad entrare nel pub per bere fossero quelli di un corteo funebre. In realta si tratta della parola mar’ners una forma dialettale per marinai
2) ovvero “e infilate il naso in questo, bevete un’altra boccia di questo“. Non è automatico tradurre in italiano il temine jug: in fiorentino si direbbe boccia, che richiama l’immagine delle bottiglie di vino da 5 litri (una bottiglia piuttosto grande con il collo stretto). Ma può essere anche una caraffa con tanto di manico e collo più svasato che assomiglia a una brocca. Potrebbe anche essere un vaso di vetro per conservare marmellate o ortaggi o il barattolo del miele. Un termine quanto mai generico che a me richiama l’orcio toscano, il recipiente di terracotta, panciuto e di forma allungata con il collo ristretto, spesso a due manici in cui si conservavano o trasportavano i liquidi. In antico era una unità di misura equivalente a circa 38 litri, ma rimpicciolito ecco che l’orcio era usato come una brocca.
jug= boccia, brocca, caraffa, bottiglia.
3) nel senso di soldi
4) letteralmente “in un’altra boccia (brocca) di questo
5) evidentemente non tutti quelli che finiscono nella tomba possono considerarsi morti, così chi canta preferisce specificarlo!
6) mi piace l’idea della reincarnazione in un pesce anche se non so se ci siano intenzionali connotazioni verso simbologie cristiane, ma quale paradisiaca beatitudine per chi ama il bere!!

Per ravvivare l’atmosfera propongo una contraddanza in tema marinaresco “Row Well, Ye Mariners”

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/yemarinersall.html
http://mysongbook.de/msb/songs/xyz/yemarine.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49380
http://celtic-lyrics.com/lyrics/279.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/mariners
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/27.html

PADDY DOYLE’S BOOTS

E’ una sea shanty per alaggi brevi, usata espressamente per raccogliere le vele sui pennoni o per serrarle. Il brano è corto perché il lavoro non dura molto.

PADDY DOYLE A BOARDING MASTER

Secondo Stan Hugill, Paddy Doyle è il prototipo dei boarding masters:
Paddy Doyle was a famous boarding-house master in Liverpool. It is told of him that he kep a cow’s horn in the back yard, round which he solemnly marched “green hands”, so as to be able to tell a doubting skipper that they had “been three times round the horn!” (Joanna Colcord, Songs of American Sailormen)

Le “boarding houses” sono pensioni per marinai, presenti in ogni grande porto di mare. “Sono tenute da procuratori d’imbarco (boarding masters), di dubbia reputazione, che i marinai definiscono «arruolatori», i quali forniscono «indifferentemente alloggio e imbarco». Spesso accolgono i marinai «a credito». Sull’anticipo ricevuto dai pensionanti all’atto dell’arruolamento, si rifanno del vitto e dell’alloggio, e con il resto forniscono loro abbigliamento e attrezzature di scarsa qualità“. (Italo Ottonello)

Mersey Street (West side from No_ 18 southward)_ Notices for boarding house and 'ship bread baker' (also people, pub)_ 1859
Una tipica boarding-house di Liverpool

Secondo altre interpretazioni Paddy Doyle era un bravo calzolaio di Liverpoolknown to all the “packet rats”* sailing out of that port for the excellency of his sea-boots, and beloved for his readiness to trust any of the boys for the price of a pair when they were outward bound across “the big pond.” (Fred H. Buryeson)
* termine gergale con cui venivano chiamati i marinai

Così scrive A.L. Lloyd “This is one of the few shanties reserved for bunting the fore or mainsail. Men aloft, furling the sail, would bunch the canvas in their hands till it formed a long bundle, the ‘bunt’. To lift the bunt on to the yard, in order to lash it into position, required a strong heave. Bunt shanties differ from others in that they employed fewer voices, and were sung in chorus throughout. Paddy Doyle, the villain of this shanty, was a Liverpool boarding house keeper.” e prosegue in un altro commento The men stand aloft on foot-ropes and, leaning over the yard, the grab the bunched-up sail and try to heave the ‘sausage’ of canvas on to the yard, preparatory to lashing it in a furled position. The big heave usually comes on the last word of the verse, sometimes being sung as ‘Pay Paddy Doyle his his hup!’ But if the canvas was wet and heavy, and several attempts were going to be needed before the sail was bunted, the song might be sung as here.”

ASCOLTA Black Flag

ASCOLTA The Clancy Brothers&Tommy Makem

ASCOLTA Paul Clayton che aggiunge il verso For the crusty old man on the poop


To me Way-ay-ay yah!(1)
We’ll pay Paddy Doyle(2) for his boots!
We’ll all drink whiskey(3) and gin!
We’ll all shave under the chin!
We’ll all throw mud at the cook!
The dirty ol’ man’s on the poop!
We’ll bouse her up(4) and be done!
We’ll pay Paddy Doyle for his boots!
TRADUZIONE CATTIA SALTO
Con me tira-a(1)
Per pagare a Paddy Doyle i suoi stivali!(2)
Berremo tutti brandy(3) e gin
Ci raseremo tutti sotto il mento,
getteremo tutti il fango sul cuoco!
lo sporco capitano è nella merda
La isseremo(4) a posto
Per pagare a Paddy Doyle i suoi stivali!

NOTE
1) la frase così come scritta è più una non sense rispetto ad altre versioni come “Yes (yeo), aye, and we’ll haul, aye” (in italiano: Sì, sì, e aleremo, sì). L’accento più forte cade sull’ultima sillaba del verso quello corrispondente alla manovra di strappo per l’issaggio di una vela
2) secondo una superstizione dei marinai  lasciare il porto con i debiti da saldare porta sfortuna. In altre versioni sono utilizzati termini più marinareschi e inerenti ai gesti impiegati: We’ll tauten the bunt, and we’ll furl, aye (in italiano:Teseremo gl’imbrogli, e serreremo, sì) We’ll bunt up the sail with a fling, aye (in italiano: imbroglieremo la vela in un baleno, sì)  We’ll skin the ol’ rabbit an’ haul, aye (in italiano: Serreremo la vela e aleremo, sì). Così ci illumina Italo Ottonello “Per serrare è necessario che gli uomini, alati gl’imbrogli, «raccolgano la vela» impugnando una piega della tela il più possibile al disotto di loro, la sollevino [skin the rabbit] e la ripieghino sul pennone. Lo shanty sincronizza i movimenti per effettuare la manovra.”
3) oppure brandy
4) bouse= termine nautico i suoi significati: 1) To haul in using block and tackle. 2) To secure something by wrapping with small stuff. 3) To haul the anchor horizontal and secure it so that it is clear of the bow wave.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/paddydoyle.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=135246
http://www.liverpoolpicturebook.com/2013/01/WGHerdman.html

NELL FLAHERTY’S DRAKE

anatra-germano“Il papero di Nell Flaherty” (in inglese  “Nell Flaherty’s drake”) è il titolo di una canzone irlandese di origini ottocentesche in cui ci si rammarica per l’uccisione di un anatra, ma in realtà si vuole parlare della morte di un ribelle, affiliato della Società degli Irlandesi Uniti, si tratta perciò di una irish rebel song in codice.

Robert Emmet (1778-1803) è il nostro “papero nostrano” ovvero un giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese! Erano gli anni in cui i giovani irlandesi non potevano esimersi dal prendere una posizione, e il fratello maggiore Thomas (caro amico di Theobald Wolfe Tone) si era già schierato con i nazionalisti. Anche il fratellino più giovane mostra le sue simpatie per gli Irlandesi Uniti e viene espulso dal Trinity College di Dublino e poi fugge a Parigi con i ribelli del 1798 sconfitti.

Rientra a Dublino alla fine del 1802 per preparare la ribellione armata da affiancare all’imminente sbarco francese (e questa simpatia per la Francia gli costerà la testa), ma l’impresa va incontro al fallimento: dei preparativi per la ribellione si conosce ben poco essendo stata condotta con grande segretezza, ma i “croppy boys” non si erano ancora ripresi dalle batoste subite e dalla dura repressione inglese  e i veterani del 1798 accolsero con apatia gli emissari di Emmet; nonostante lo scollamento con la “base” i capi degli Irlandesi Uniti (ridotti a una sparuta élite) tramavano in segreto e si armavano..
A Dublino un’esplosione accidentale in uno di questi depositi di armi portò Emmet alla decisione di anticipare la rivolta, prima che gli Inglesi del Castello con la loro trama di spie venissero a conoscenza del piano della rivolta, ma il fatidico 23 luglio 1803 solo qualche centinaio di uomini si presentò all’appello: mancavano le armi, le munizioni, i cannoni, molti ritornarono alle loro case, ma non Emmet vestito da gentleman rivoluzionario, con una giubba verde guarnita di bianco e tricorno piumato, che si mise alla testa di un manipolo d’uomini per dare l’assalto al Castello. Costretti a ripiegare e a disperdesi, gruppi di ribelli vagarono in modo casuale per la città, con Emmet che perse del tutto il controllo della rivolta; per caso in Thomas Street venne fermata e presa d’assalto una carrozza con a bordo il viceré Lord Arthur Wolfe Kilwarden, prontamente infilzato dalle picche. I disordini proseguirono per tutta la notte finchè furono sedati dai militari.

1803-rebellion
Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.

Sul personaggio è subito fiorita una letteratura romantica, vuoi per la giovane età, per il bel discorso pronunciato davanti alla giuria, vuoi per la storia d’amore con Sarah Curran alla quale Robert mandò una lettera dalla prigionia.
We fight that all of us may have our country and that done each of us shall have his religion. We war not against property—We war against no religious sect—We war not against past opinions or prejudices—We war against English dominion.”

IL PROTOTIPO DEL GENTLEMAN IRLANDESE

emmet-uniformEmmet was also portrayed in the nineteenth century as the ideal of Irish masculinity, the Irish Washington with his tight-fitting trousers, fine uniform and dashing air. He is shown as a prototype of what Irish masculinity should be. His rounded leg is determinedly thrust into the foreground: his beautiful, almost sexualised body is displayed in highly elaborate uniforms. Irish masculinity was emasculated through the nineteenth century, in the political and military spheres. Irish people were literally broken-backed, pock-marked, limping: the Irish body had become perforated, shrunken, tubercular, rheumatic—paralytic, in Joyce’s famous phrase. The whole corpus of nineteenth-century Irish literature hardly contains a single strong masculine figure. Portraying Emmet in this way made him an icon for Irish masculinity. That representation was also worked into the nineteenth-century representation of his triangular relationship with Sarah Curran and Anne Devlin, which addressed the issue of appropriate role models for Irish women. Sarah Curran functioned as the model for the Protestant gentry woman: she should be etherealised, disembodied, sublimated and desexualised. Curran was permitted the flourishes of the romantic exile in Sicily and the high romantic sense of unrequited love brutally interrupted by an external force. Anne Devlin appeared as the Catholic peasant woman who is faithful, ministering to bodily needs, a servant who is endlessly loyal. She functions as the ideal of Irish maternal femininity in the nineteenth century—long-suffering, long silent, but always standing by your man. This powerful triangulation around Emmet, Curran and Devlin provided a gender- and class-based model of Irish masculinity and femininity which has very little to do with the historical figures themselves. (tratto da qui)

LA MELODIA: ASCOLTA Rex McGee

Nell maledice gli Inglesi che hanno ucciso il suo “drake” con una sequela di improperi molto coloriti,  infine conforta i ribelli esortandoli a non desistere nella lotta.

ASCOLTA una gracchiante versione di Dominic Behan

ASCOLTA Tomasina Mc Ginnity


I
My name it is Nell(1), quite candid I tell,
And I live near C’oethill(2) I will never deny;
I had a large drake, the truth for to speak,
That my grandmother left me and she going to die.
II
He was wholesome and sound, he’d weigh twenty pound,
And the universe round I’d rove for his sake.
Bad wind to the robber, be him drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful Drake.
III
His neck it was green, most rare to be seen,
He was fit for a Queen of the highest degree;
His body was white, it would you delight,
He was plump, fat, and heavy and brisk as a bee.
IV
My dear little fellow, his legs they were yellow,
He’d fly like a swallow or swim like a hake;
Till some wicked savage to grease his white cabbage,
Has murdered Nell Flaherty’s Beautiful Drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
That a ghost may him haunt in the dead of the night,
May his hen never lay, may his ass never bray,
May his goat(4) fly away like an old paper kite.
VI
May his duck never quack, may his goose turn black,
And pull down his turf with his long yellow beak,
May the scurvy and itch never part from the breech,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
VII
May his cock never crow—may his bellows ne’er blow,
And for bed, pot and poe may he never have none;
May his cradle not rock, may his box have no lock,
May his wife have no smock to shade her back-bone
VIII
That the flies and the fleas the wretch ever tease,
May the piercing north-breeze make him tremble and shake;
May a four-year old bug build a nest in his lug,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
IX
May his pipe never smoke, may his tea-pot be broke,
And add to the joke, may his tea-kettle ne’er boil,
May he pooley(8) the bed til the hour he is dead,
May he always be fed on lobsconse and fish oil.
X
May he swell with the gout, may his grinders fall out,
May he roar, bawl and shout with the horrid tooth-ache,
May his temples wear horns, and all his toes corns,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail;
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
May his dog yelp and growl with both hunger and cold,
May his wife always scold till his brains go astray,
May the curse of each hag that e’er carried a bag,
May light on the vag till his head turns grey.
XIV
May monkies still bite him, mad dogs affright him,
And everyone slight him, asleep or awake,
May the wasps still gnaw him and jack-daws claw him,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XV
The only good news I have diffuse,
That Peter Hughes and Feter McCabe,
And big nose Bob Hanson, and buck tooth Norhamoen
Each man has a grandson of my beautiful Drake.
XVI
My bird he has dozens of both nephews and cousins,
And due I must get or my heart it will break;
To set my mind easy, or else I’ll run crazy –
This ends the whole story of Nell Flaherty’s Drake.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Mi chiamo Nell(1) e dico la verità
vengo da Cootehill(2)e mai potrò negarlo;
avevo un bel papero,
dico il vero che
me lo aveva lasciato mia nonna
prima di morire,
II
Era sano e vigoroso, sarebbe pesato venti libbre
e tutto l’universo avrei girato per il suo bene.
Mala sorte al ladro, sia ubriaco o sobrio,
che ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty.
III
Il suo collo era verde, molto bello a vedersi,
era pronto per una Regina del più alto grado,
il suo corpo era bianco e ti avrebbe deliziato,
era paffuto, grassoccio e robusto
e vispo come un’ape (3)
IV
Mio piccolo caro compagno, dalle zampe gialle,
poteva volare come una rondine o nuotare come un nasello,
finchè uno sporco barbaro per mettere un po’ di grasso sul suo cavolo bianco, ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty
V
Che il suo maiale mai più grugnisca e il suo gatto mai più vada a caccia,
che un fantasma lo perseguiti nel cuore della notte,
che le sue galline mai depongano (le uova) e il suo cavallo mai nitrisca
che la sua capra (4) voli via come un vecchio aquilone di carta,
VI
che la sua anatra mai dica quack e la sua oca diventi nera
e rovini l’erba con il suo lungo becco giallo
che lo scorbuto e il prurito mai lascino il culo
del mostro che ha assassinato il papero di Nell Flaherty.
VII
Che il suo gallo mai canti e il mantice (5) mai soffi
e per andare a letto non abbia mai vaso o tazza(6).
Che la sua culla mai dondoli e il suo recinto mai abbia serratura,
che sua moglie non abbia mai un grembiule da annodare alla schiena
VIII
che le mosche e le pulci possano punzecchiare il miserabile
e che la brezza pungente del nord lo faccia tremare e scuotere,
possa un insetto di 4 anni costruire un nido nell’orecchio (7)
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
IX
Che la sua pipa non tiri e la sua teiera si rompa
e per di più che il suo bollitore mai vada in ebollizione,
possa egli bagnare (8) il letto fino al giorno della sua morte
e che possa sempre mangiare
sbobba e olio di pesce.
X
che si gonfi per la gotta, che gli caschino i molari,
che sbraiti, urli e gridi per un orribile mal di denti,
che gli spuntino le corna e tutte le dita dei piedi si riempiano di calli
al mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XI
Possa la sua vanga mai scavare, la sua scrofa mai figliare,
che tutti i capelli della sua parrucca siano colti dalla peste (9),
che il suo tacchino non covi e i ratti gli mangino il pasto;
XII
che ogni vecchia fata da Cork a Dunleary
lo getti, compiaciuto e borioso nel fiume e nel lago, che l’anguilla e la trota cenino sul muso
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XIII
Che il suo cane guaisca e ringhi per la fame e il freddo
e la moglie lo rimproveri fino a fargli spappolare il cervello,
possa maledirlo ogni strega che mai porti una borsa,
possa andare vagabondo fino alla vecchiaia,
XIV
che le scimmie lo mordano e i cani pazzi lo spaventino
e tutti gli facciano un dispetto, da sveglio e mentre dorme,
possano le vespe pungerlo e le gazze ghermirlo,
il mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty
XV
Ora l’unica buona notizia che ho da diffondere è che il vecchio Paddy Hughs e Feter McCabe
e Bob Hanson il nasone e Norhamoen “dente di coniglio”
hanno tutti un nipote del mio caro bellissimo papero.
XVI
Il mio uccello ha avuto dozzine di nipoti e cugini(10)
e vendetta devo avere o il mio cuore si spezzerà
per tranquillizzarmi altrimenti diventerò pazza,
così finisce l’intera canzone del papero di Nell Flaherty

NOTE
1) Sarah Curran
2) C’oethill o C’osthill, c’è una Cootehill nella contea di Cavan, ma Sarah Curran era sicuramente dublinese
3) descrivendo l’anatra si identifica la bandiera tricolore dell’irlanda.
4) per quanto l’immagine di una capra che vola via leggera come un aquilone sia un po’ alla Limerick probabilmente si trattava in origine di un coat
5) il soffietto in inglese è sempre al plurale
6) The pot (pisspot) è il vaso da notte dove fare la pipì, in mancanza di servizi igienici
7) la versione alternativa dice: May a lump of a stick raise the bumps fast and thick (in italiano: che un bastone nodoso riempiano di bozzi uno di seguito all’altro )
8) immagino si riferisca all’incontinenza della vescica
9) letteralmente ogni capello della sua parrucca sia battuto dal correggiato (un tipo di flagello)
10) i ribelli che continuano a sostenere la causa

ASCOLTA Tommy Makem (la numerazione delle strofe segue la precedente, più estesa, versione, ci sono solo delle lievi variazioni solo pochi versi sono cambiati)

I
Oh my name it is Nell(1), and the truth for to tell,
I come from Cootehill(2) which I’ll never deny;
I had a fine drake, and I’d die for his sake,
That my grandmother left me, and she going to die.
IV
The dear little fellow, his legs they were yellow;
He could fly like a swallow or swim like a hake
‘Til some dirty savage, to grease his white cabbage,
Most wantonly murdered my beautiful drake.
III
Now, his neck it was green(3) oh, most fit to be seen,
He was fit for a queen of the highest degree.
His body was white, and it would you delight;
He was plump, fat, and heavy, and brisk as a bee.
II
He was wholesome and sound, he would weight twenty pound,
And the universe ‘round I would roam for his sake.
Bad luck to the robber, be he drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail(4);
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
May a ghost ever haunt him at dead of the night;
May his hens never lay, may his horse never neigh,
May his goat(5) fly away like an old paper kite.
VIII
That the flies and the fleas may the wretch ever tease,
May the piercing March breeze make him shiver an shake;
May a lump of a stick raise the bumps fast and thick(10)
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
Now the only good news that I have to infuse
Is that old Paddy Hughs and young Anthony Blake,
Also Johnny Dwyer and Corney Maguire,
They each have a grandson of my darling drake.
XIV
My treasure had dozens of nephews and cousins,
And one(17) I must get or my heart it will break;
To set my mind easy or else I’ll run crazy –
So ends the whole song of Nell Flaherty’s drake

FONTI
http://www.robertemmet.org/
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2648&biografia=Robert+Emmet http://www.historyireland.com/18th-19th-century-history/robert-emmet-between-history-and-memory/ http://folksongcollector.com/nellsdrake.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15144 https://thesession.org/tunes/9767 http://www.theblogmocracy.com/2010/03/17/nell-flahertys-drake/

BONNY LASS OF FYVIE

soldierTre titoli per una ballata: Bonny Lass of Fyvie in Scozia, Pretty Peggy of Derby in Inghilterra e Pretty Peggy-o in America.  Francis James Child ritiene tutte le “ballate di Peggy” (e le sue varianti “Fen(n)ario”) come facenti parte del ramo di Trooper and Maid: un genere che risale quantomeno al 1600 e ha come tema l’incontro di una notte tra un soldato e una fanciulla prima che lui parta per la guerra; di solito è la ragazza a prendere l’iniziativa, mentre è il bel soldatino a essere evasivo sul dopo, e specialmente davanti alla parola matrimonio; in questo contesto invece, un giovane capitano dei dragoni si innamora perdutamente di una bellezza locale, la quale lo respinge perchè la madre non lo ritiene un buon partito.

LA VERSIONE SCOZZESE: THE MAID OF FIFE or FYVIE?

Il capitano è un dragone della Guardia Reale Irlandese, un reggimento di cavalleria istituito nella British Army nel 1685. La collocazione della vicenda è riconducibile all’Aberdeenshire (la punta del naso della sagoma a testa di cane con la quale per semplicità si identifica il territorio della Scozia), con precisi riferimenti a località nei pressi di Inverurie. In altre versioni la ragazze è del Fife una contea che si trova invece più sotto lungo la costa nel fiordo di Tay e di Forth.
La prima versione in stampa della ballata risale al 1794 e la ragazza respinge il corteggiatore perchè è solo un giovane cadetto senza terra e eredità; in altre versioni diventa invece una “soldier maid” (o per dirla alla scozzese una sodger lass) e lo segue con la retroguardia.

Per coloro che avessero nostalgia delle parate militari con contorno di cornamuse e tamburi da ascoltare la versione marcetta

Curiosamente sono stati gli arrangiamenti irlandesi  dei Clancy Brother e dei Dubliners a diventare uno standard e a divulgare la canzone presso i circuiti della musica folk.

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem (strofe I, VII, II, VIA, VIII,  XI, XII, VII) che la cantano come una pantomima con la voce narrante e le due voci della bella e del capitano

ASCOLTA The Dubliners (strofe I, II, VIA, VIII, XI, XII)

Per passare però all’ascolto della pronuncia più squisitamente “scottish” ecco una serie di gruppi scozzesi

ASCOLTA Gaberlunzie (strofe I, VII, II, VII, VIA, VII, VIII, VII, XI, XII, VII)

ASCOLTA Amurnaidh (il duo di Glasgow composto da Jim Graham & Kevin Robertson) (strofe I,  II, VIA, VIII, X, XI)

per finire con un finale diverso in cui  la ragazza decide di seguire il bel capitano
ASCOLTA Old Blind Dogs  nel 1992 (strofe I, II, VIB, VIII, XI, VII, XII)

Le molte strofe della ballata sono per lo più ridotte a sette nelle versioni standard.


I
There once was a  troop
of Irish dragoons
Come mairchin’ doon
through Fyvie(1) O
The captain’s fa’en in love
wi’ a very bonnie quine(2)
Her name that she had
was pretty Peggy O
II
“Ah come runnin’ doon the stairs, pretty Peggy, my dear (x2)
Come runnin’ doon the stairs
an’ tie back yer yellow hair
Tak’ a last fareweel tae yer daddie O (3)
III
For it’s I’ll buy ye ribbons (love)
an’ I’ll buy ye rings
I’ll buy ye necklaces o’ lammer(4) O
I’ll buy ye silken goon(5)
for tae clead  ye up an’ doon (6)
If ye’d just come doon
intae ma chamber O (6 bis)”
IV
What would your mother think
if she heard the guineas clink
And saw the haut-boys marching all before you o
O little would she think gin she heard the guineas clink
If I followed a soldier laddie-o
V
“Well, I’ll hae nane o’ yer ribbons,
I’ll hae nane o’ yer rings
An’ nane o’ yer necklaces o’ lammerO
An’ as for silken goon,
I will never put it on
An’ I never will enter yer chamber O”
VIA
I never did intend a soldier’s wife for to be,
I never will marry a soldier-O,
I never did intend to go to a foreign land.
A soldier will never enjoy me, O
VIB
Well, it’s braw, it’s braw
a captain’s lady for tae be
It’s braw tae be a captain’s lady O
Braw tae rine and rant (7),
aye tae follow wi’ the camp
Oh an’ march when yer captain, he is ready O
VII (8)
There’s mony a bonnie lass
in the howe (9) o’ Auchterless (10)
An’ mony a bonnie lassie
in the Gearie(11) O
There’s mony a bonnie Jean
in the toon o’ Aberdeen
But the flo’er o’ them a’
bides in Fyvie O
VIII
Well, the colonel, he cries, “Mount, boys, mount, boys, mount”
And the captain, he cries, “Tarry O
Tarry for a while,
just anither day or twa
For tae see if the bonnie lass
will marry O”
IX
“I’ll drink nae mair
o’ yer guid claret wine
I’ll drink nae mair
o’ yer glasses O
For the morn is the day
that I maun  ride away
Wi’ adieu tae ye, Fyvie lassies O”
X
Twas in the early morning,
when we marched awa
And O but the captain he was sorry-o
The drums they did beat
a merry brasselgeicht (12)
And the band played
the bonnie lass of Fyvie, O
XI
An’ it’s syne e’er we got (cam’ up) tae Old Meldrum toon (13)
Oor captain we had for tae carry O
An’ syne e’er we got (cam’ up) intae bonnie Aberdeen (14)
Oor captain we had for tae bury O
XII
It’s green grow the birks
on Bonnie Ythan side (15)
And low lie the Lowlands o’ Fyvie O
Oor captain’s name was Ned,
an’ he’s died for a maid
He’s died for the sodger lass(16) o’ Fyvie O
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era una volta una truppa
di Dragoni Irlandesi
che marciava
verso Fyvie o.
Il capitano si innamorò
di una ragazza molto graziosa
che si chiamava
la bella Peggy -o.
II
“Scendi di corsa le scale
bella Peggy mia cara
scendi di corsa le scale
e tirati indietro i capelli biondi
e dai l’ultimo addio a tuo padre o
(3).
III
Perchè ti comprerò nastri
e ti comprerò anelli
e ti comprerò  collane d’ambra o,
ti comprerò abiti d’argento
per andare a spasso
se tu solo verrai
nella mia camera”
IV
“Che potrebbe pensare tua madre
se sentisse tintinnare le ghinee
e vedesse tutti i soldati
marciare dietro di te”
“Non troverebbe da ridire se sentisse
tintinnare le ghinee
e io seguissi un soldato o”
V
“Non voglio i tuoi nastri,
e non voglio i tuoi anelli,
e nemmeno le collane d’ambra,
e per quanto riguarda il vestito d’argento non lo metterò mai,
e mai entrerò nella tua camera”
VIA
Non ho intenzione di essere la moglie di un soldato
non sposerò mai un soldato o
non ho nessuna intenzione di andare in una terra straniera
un soldato non mi piacerà mai o
VIB
E’ bello oh si è proprio bello
essere la signora del capitano,
E’ bello essere la signora del capitano o
bello urlare e strepitare,
al seguito delle salmerie
oh e marciare quando il capitano è pronto o .
VII
Ci sono molte belle ragazze
nella valle di Auchterless
e più di una bella ragazza
nel Garioch o
ci sono molte belle Jean
nella città di Aberdeen
ma il fiore di tutte loro
cresce a Fyvie o.
VIII
Il colonnello grida “In sella ragazzi, in sella”
e il capitano grida ” Rimandate
rimandate per un momento solo un altro giorno o due,
per vedere se sposerò
la bella ragazza”
IX
“Non berrò più
del tuo vino rosso,
non berrò più
dai tuoi bicchieri o
perchè domani è il giorno
che devo andare via,
e dirti addio, ragazza del Fyvie. o”
X
Era mattino  presto
quando marciammo via
e oh il capitano era triste o
i tamburi suonavano
un allegro motivetto
e la banda suonava
the bonnie lass of Fyvie, O
XI
E quando arrivammo alla vecchia città di Meldrum
il nostro capitano dovemmo trasportare e quando arrivammo nella bella Aberdeen
il nostro capitano dovemmo seppellire,
XII
Rigogliose crescevano le betulle
sulle rive del bel Ythan
vicino alle Lowlands del Fyvie O.
Il nostro capitano si chiamava Ned
ed è morto per una fanciulla
è morto per la ragazza-soldato del Fyvie O

NOTE
1) Fyvie è un paese nell’Aberdeenshire ed era una tappa obbligatoria sulla strada militare da Aberdeen a Fort George sul Moray Firth.
2) oppure lass; quine=quean è un termine scozzese per una giovane fanciulla non sposata, una ragazza. Come termine arcaio nella lingua inglese assume un carattere dispregiativo per riferirsi a una bisbetica o una donna poco raccomandabile
3) oppure “Bid a long farewell to your Mammy-O”
4) amber
5) oppure petticoat; gown
6) oppure “with flounces to the knee”
6 bis) oppure ” If you’ll convey me doon to your chamber-o”
7) oppure”  to ride around”;  rant and rave= tipica espressione scozzese
8) la strofa diventa spesso un ritornello
9) oppure glen;  howe= termine scozzese che indica un bacino o una valle (da buco= hole)
10) Auchterless è un villaggio nell’ Aberdeenshire
11) scritto anche come “Garioch” (Gearie) è la terra a ovest di Inverurie tra Benachie e Oldmeldrum
12) qualcuno traduce brasselgeicht=noisy road; il verso compare anche scritto con molto più senso: “The drums they did beat o’er the bonnie braes o’ Gight”
13) Oldmeldrum è un villaggio nel Formartine non lontano da Inverurie; nella versione teatuale dei Old Blind Dogs il paese diventa Bethelnie; oppure la frase diventa “Long ere we came to the glen of Auchterlass”
14) oppure And long ere we won into the streets of Aberdeen
15) scritto anche Ethanside
16) sodger lass= ragazza-soldato: i Malinky hanno lasciato l’appellativo anche se la ragazza non ha seguito il bel capitano. In altre versioni è una “chamber maid” oppure “the bonny lass”

LA VERSIONE AMERICANA

Diffusa negli anni 60-70 del folk revival americano (da Joan Baez a Bob Dylan), è ben lontana melodicamente dalla parente scozzese. Joan Baez le mette il titolo di Fennario: è evidente il passaggio da Fyvie O a Fyvio che richiama la parola fen “palude, acquitrino, pantano”, di origine scandinava.

ASCOLTA Joan Baez, 1962

Nella ballata è un soldato del reggimento a raccontare la storia, peraltro poco chiara perchè mancante di un paio di strofe, quelle in cui  la fanciulla respinge il capitano che le chiede di sposarlo perchè non è abbastanza ricco (secondo le aspettative della di lei madre)
Il giovane capitano muore (in battaglia o per il dispiacere) e il soldato vorrebbe vendicarsi mettendo a ferro e fuoco il paese.

I
As we marched down to Fennario
As we marched down to Fennario,
Our captain fell in love with a lady like a dove.
They call her by name pretty Peggy-o
II
What will your mother think pretty Peggy-o? (x2)
What will your mother think when she hears the guineas clink,
The soldiers all marchin’ before you-o?
III
In a carriage you will ride, pretty Peggy-o. (x2)
In a carriage you will ride with your true love by your side,
As fair as any maiden in the are-o.
IV
Come skippin’ down the stair, pretty Peggy-o. (x2)
Come skippin’ down the stair combin’ back your yellow hair,
And bid farewell to sweet William-o.
V
Sweet William is dead, pretty Peggy-o. (x2)
Sweet William is dead, and he died for a maid,
The fairest maid in the are-o.
VI
If ever I return, pretty Peggy-o (x2)
If ever I return all your cities I will burn,
Destroying all the ladies in the are-o.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Mentre marciavamo verso Fennario,
mentre marciavamo verso Fennario,
il capitano si innamorò di una signora dolce come una colomba
e tutti la chiamavano graziosa Peggy-o.
II
Che penserà vostra madre, graziosa Peggy-o
che penserà vostra madre quando sentirà tintinnare le mie ghinee
e (vedrà) tutti i soldati marciare davanti a te?
III
Viaggerai in carrozza graziosa Peggy-o
Viaggerai in carrozza
con il tuo vero amore accanto
più  bella di ogno altra  fanciulla nella contea.
IV
Corri giù per le scale, graziosa
Peggy-o,
Corri giù per le scale
pettina all’indietro i tuoi capelli biondi, dai un ultimo saluto al dolce William-o.
V
Il dolce William è morto,
graziosa Peggy-o
il dolce William è morto ed è morto per una fanciulla,
la più bella fanciulla nella contea.
VI
Se mai ritornerò graziosa Peggy-o
se mai ritornerò
tutte le vostre città brucerò,
e ucciderò tutte le signore della contea.

ASCOLTA Grateful Dead live 1977

I
As we rode out to Fennario (x2)
Our captain fell in love
with a lady like a dove
And called her by a name,
pretty Peggy-O.
II
Will you marry me pretty Peggy-O, (x2)
If you will marry me,
I’ll set your cities free And free all the ladies in the area-O.
III
I would marry you sweet William-O, (x2)
I would marry you
but your guineas are too few
And I fear my mama would be angry-O.
IV
What would your mama think pretty Peggy-O, (x2)
What would your mama think if she heard my guineas clink
Saw me marching at the head of my soldiers.
V
If ever I return pretty Peggy-O,(x2)
If ever I return your cities I will burn Destroy all the ladies in the area-O.
VI
Come steppin’ down the stairs pretty Peggy-O, (x2)
Come steppin’ down the stairs combin’ back your yellow hair
Bid a last farewell
to your William-O.
VI
Sweet William he is dead pretty Peggy-O, (x2)
Sweet William he is dead
and he died for a maid
And he’s buried in the Louisiana country-O.
TRADUZIONE di Michele Murino
I
Mentre marciavamo verso Fennario,
il capitano si innamorò di una signora che sembrava una colomba
e tutti la chiamavano
graziosa Peggy-o.
II
Volete sposarmi, Graziosa Peggy-o?
(x2)
Volete sposarmi?
Libererò le vostre città
e tutte le donne della contea-o
III
Vi sposerei, dolce William-o
Vi sposerei
Ma le vostre ghinee
sono poche
Temo che mia mamma si arrabbierebbe
IV
Che penserebbe vostra madre, Graziosa Peggy-o?
Che penserebbe vostra madre
se potesse sentire tintinnare le mie ghineee, vedermi marciare alla testa dei miei soldati?
V
Se mai ritornerò, Graziosa Peggy-o
Se mai ritornerò
brucerò le vostre città
ed ucciderò tutte le donne della contea
VI
Corri giù per le scale,
Graziosa Peggy-o
Corri giù per le scale
pettina all’indietro i tuoi capelli biondi
dai un ultimo saluto
al dolce William-o
VI
Dolce William è morto, Graziosa Peggy-o
dolce William è morto
ed è morto per una fanciulla
lo hanno seppellito nella contea della Louisiana

FONTI
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/handsomepolly.html http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-PrettyPeggy.html https://thesession.org/tunes/10943 http://www.maggiesfarm.it/ttt954.htm
http://www.maggiesfarm.eu/testiP/prettypeggy-o.htm
http://www.celticlyricscorner.net/malinky/bonnie.htm http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/bonnielass.htm http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_fyvie.htm

RED IS THE ROSE

Di rose rosse sono piene le canzoni celtiche più sentimentali e molte sono già state inserite in questo database.

Red is the Rose” è la variante irlandese della ballata scozzese Loch Lomond. Non è insolito che le belle melodie si somiglino al di là e al di qua del North Channel (e tra gli appassionati fiocca la querelle su quale sia l’originale e chi ha copiato da chi), di questa non si conosce bene la provenienza, è stato Tommy Makem insieme ai Clancy Brothers a farla conoscere al grande pubblico a partire dagli anni ’60: Tommy, ricordato affettuosamente con il nome di Bardo di Armagh (vedi) aveva imparato la canzone dalla madre Sarah, cantante e grande collezionista di Armagh, Irlanda del Nord. Sempre tra le canzoni di Sarah Makem e per restare in tema floreale, vi rimando a “I wish my love was a red, red rose” .

La prima registrazione della canzone tuttavia  risale al 1934 con il titolo di My Bonnie Irish Lass; solo più recentemente è ritornata in auge dopo la versione dei The High Kings ..

RED IS THE ROSE: VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Josephine Beirne & George Sweetman 1934
ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy live
The Ennis Sisters (Terranova) + The Chieftains in “Fire in the kitchen” 1997

ASCOLTA Nanci Griffin & The Chieftains in An Irish Evening, 1992 (che rendono sempre omaggio alla versione dei Clancy Brothers)

The High Kings in Memory Lane 2010

I versi sono molto semplici: due innamorati si dichiarano amore eterno, e si scambiano le promesse di matrimonio, ma la canzone è permeata dall’amarezza dell’abbandono, lui partirà (probabilmente per l’America) in cerca di lavoro.

I
Come over the hills, my bonny Irish lass(1)
Comer over the hills to your darling;
You choose the rose, love, and I’ll make the vow(2)
And I’ll be your true love forever.
Refrain:
Red is the rose that in yonder garden grows,
And fair is the lily of the valley(3);
Clear is the water that flows from the Boyne(4)
But my love is fairer than any.
II
Down by Killarney’s green woods(5) that we strayed
And the moon and the stars they were shining;
The moon shone its rays on her locks of golden hair
And she swore she’d be my love forever.
III
It’s not for the parting that my sister pains
It’s not for the grief of my mother,
“Tis all for the loss of my bonny Irish lass
That my heart is breaking forever(6).
TRADUZIONE ITALIANO
I
Vieni sulle colline mia bella irlandese
vieni sulle colline dal tuo amore;
tu scegli la rosa, amore, e io farò le promesse
e sarò il tuo amore per sempre.
Ritornello:
Rossa è la rosa che cresce in quel giardino laggiù, e bello è il mughetto;
chiara è l’acqua che scorre dal Boyne
ma il mio amore è il più bello di tutti.
II
Giù dai boschi di Killarney che ci siamo allontanati
e la luna e le stelle brillavano;
la luna risplendeva con i raggi sulle ciocche dei suoi capelli d’oro,
e lei mi ha giurato che sarà il mio amore per sempre.
III
Non soffro per la separazione da mia sorella
non è per la perdita di mia madre,
è per la perdita della mia bella irlandese
che il mio cuore è spezzato per sempre

NOTE
1) oppure a secondo di chi canta “my handsome Irish lad”
2) a leggere tra le righe il protagonista sta chiedendo una notte d’amore alla sua fidanzata e vuole convincerla a cedere la sua virtù (la rosa) con una promessa di matrimonio. Secondo la tradizione il matrimonio tra due persone che, anche senza testimoni, si fossero scambiati le promesse e avessero consumato il rapporto era socialmente valido.
3) il mughetto è un fiore delicato e profumatissimo che fiorisce in tutto maggio-giugno; nelle notti di luna piena il suo profumo diventa particolarmente intenso e inebriante
4) il fiume Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) è spesso richiamato nella mitologia irlandese: Brú na Bóinne (in italiano “la dimora del Boyne”) è uno dei più importanti siti archeologici del mondo con i grandi tumuli di Newgrange, Knowth e Dowth. La citazione allude a una specie di cuore dell’Irlanda, il santuario degli Antenati dell’Irlanda tribale.
5) Killarney si trova nel Kerry, all’estremità sud dell’isola e mi piace pensare che il bosco della canzone sia stato preservato nel Parco Nazionale (Killarney National Park) ricco di odorosi alberi secolari. In questa strofa veniamo a sapere che l’incontro d’amore notturno c’è effettivamente stato!!
6) nella versione americana diventa “That is leaving old Ireland forever” in cui si rende più esplicito l’abbandono degli affetti a causa dell’emigrazione. Come possibile “trait d’union” con le versioni scozzesi la somiglianza con la ballata Flora’s Lament For Her Charlie 1841 (qui)
It’s not for the hardships that I must endure,
Nor the leaving of Benlomond;
But it’s for the leaving of my comrades all,
And the bonny lad that I love so dearly.

RED IS THE ROSE: VERSIONE AMERICANA

Questa versione iniziò a circolare negli anni 70 e Joe Heaney ci dice di averla imparata dal nonno. Originario di Carna (Connemara, Irlanda) egli fu un moderno bardo, un cantore del popolo custode dei canti tradizionali (la maggior parte in gaelico); negli anni 50 e 60 è in viaggio tra Dublino e Londra per concerti, registrazioni e competizioni canore.
The folk music revival proved both a blessing and a curse to Joe.  He began to be féted by the ‘stars’ of this revival.  Some, like MacColl and Seeger, Lloyd and Hamish Henderson were earnestly trying to gain a knowledge and appreciation of his art.  And at a more popular level, groups like the Clancy Brothers and the Dubliners were genuinely attracted to him and respected him for what he stood for.  However, well-meant attempts by such groups to introduce him to popular audiences often came to grief.  It has to be remembered that such audiences were there only because the current fad was ‘the ballads’.  Their comprehension of sean-nós, or any other form of traditional singing, was zilch“.(tratto da qui)
Poco dopo Joe decide di trasferirsi definitivamente in America dove accanto al lavoro “per vivere” partecipò a festival diede concerti nei folk club e così via, fino a diventare insegnante (nel dipartimento di Etnomucologia) in alcune università..

ASCOLTA Joe Heaney 1996 nel sean nós di Connamara

51IzeFlH0lL__SL500_AA500_Questa versione è pressochè identica a quella irlandese privata però da più precise connotazioni geografiche, qui però manca la strofa in cui l’uomo chiede alla propria innamorata di trascorrere una notte d’amore nel bosco (l’ultima prima della partenza); alcuni perciò cantano una versione “sincretica” aggiungendo le strofe I e II della versione irlandese come strofe finali a questa. (vedi)

CHORUS
Red is the rose that in yonder garden grows,
Fair is the lily of the valley(3);
Clear are the waters that flow in yonder stream(4),
But my love is fairer than any
I
Over the mountains and down in the glen,
To a little thatched cot(7) in the valley;
Where the thrush and the linnet sing their ditty and their song,
And my love’s leaning over the half-door(8).
II
Down by the seashore on a cool summer’s eve(5),
With the moon rising over the heather;
The moon it shown fair on her head of golden hair,
And she vowed she’d be my love forever.
III
It is not for the loss of my own sister Kate,
It is not for the loss of my mother;
It is all for the loss of my bonnie blue-eyed lass,
That I’m leaving my homeland forever.

NOTE
4) il Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) della versione irlandese è diventato un generico “yonder stream
5) anche in questo verso il riferimento geografico “Down by Killarney’s green Woods that we strayed” diventa una “riva del mare” in una notte d’estate
7) il “thatched cottage” è la tipica “casetta di campagna” delle fiabe in pietra intonacata di bianco e con il tetto spiovente in paglia
8) “the half-door” in genere il cottage aveva un’unica porta d’accesso a sud una caratteristica “mezza-porta” divisa cioè in due pannelli, che si aprivano in modo indipendente: quello superiore poteva essere anche a vetro e veniva lasciato quasi sempre aperto per fare entrare la luce e far circolare l’aria; quello inferiore era in un unico battente di legno che rimaneva sempre chiuso, in modo che bambini e animali non potessero entrare (o uscire!). Al mezzo battente della porta si stava appoggiati restando in casa per spettegolare con i vicini o per fumare un po’ di tabacco!

TRADUZIONE ITALIANO PRIMA STROFA
Su per le montagne e giù per la valletta alla casina nella valle, dove il merlo e tordo cantano le loro canzoncine e il mio amore sta accanto alla porta.

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/red-is-the-rose
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/06/rose.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/red.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=1009
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7171 http://www.mustrad.org.uk/reviews/j_heaney.htm
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/sud/contea-di-kerry/killarney-national-park/ http://cottageology.com/information/irishcottagehistory/

 

BRENNAN ON THE MOOR

William Brennan, il protagonista della ballata, era un eroico fuorilegge irlandese, novello Robin Hood: egli visse tra la fine del Settecento (1770 circa) e il primo decennio dell’Ottocento e di certo fu un popolare bandito anche se le sue notizie biografiche sono avvolte nella leggenda. Forse nato a Kilworth, nella contea di Cork si diede alla macchia dopo aver visto cacciare la sua famiglia dalle terre che lavorava. In altre versioni si trattava di un soldato disertore, di certo il suo terreno di caccia era la contea di Cork. Neanche in merito alla sua morte ci sono fonti sicure, anche se possiamo essere relativamente certi che fu giustiziato mediante impiccagione. Sulla cattura ed esecuzione continua qui

Attack-By-Highway-Men

Come sempre quando l'argomento è stato trattato da Jürgen Kloss c'è ben poco da aggiungere e perciò rimando alla sua ricerca (in Just Another Tune qui) 
Ecco la conclusione a cui perviene Kloss circa l'esistenza del personaggio: The "Brennan On The Moor" of the ballad looks like a composite character based on more than one real person who then served as a focal point for floating motives and stories known from other "heroic outlaws". The "real" William Brennan - whoever that was - is indeed very elusive.  The only thing we know for sure is that outlaws by the name of Brennan were busy in Southern Ireland at that time: one was executed in 1809 and another one in 1812. (Jürgen Kloss)

LA BALLATA OTTOCENTESCA

Tutte le versioni moderne della ballata risalgono ad un testo variamente pubblicato nei broadsides d’Inghilterra e Irlanda durante la seconda metà dell’Ottocento e quindi una trentina d’anni dopo la morte del fuorilegge. L’autore anonimo secondo la comparazione effettuata da Jürgen Kloss ha fatto una specie di frullato di frasi e attribuzioni di molte altre ballate sui banditi eroici, mescolandovi per buona misura anche alcuni riferimenti ai settecenteschi ribelli irlandesi (ad es The Croppy Boy). Alcune analogie sono riscontrabili anche con la ballata scozzese “Bold Brannan On The Moor” (1820-1840) che è però più il lament di un criminale in attesa di essere mandato a morte. Così Kloss ipotizza che la ballata potrebbe aver avuto origine in Scozia.

La ballata è stata associata con melodie diverse forse quella originaria o più antica è quella riportata da PW Joyce nel suo Old Irish Folk Music ( pp. 186-7 ) sempre stralciando dall’articolo di Jürgen Kloss “This is typical for a song dissipated by broadsides. For example Baring-Gould wrote down three more or less different tunes on one manuscript page (SBG/1/2/822). The version collected by Vaughn Williams had a “tune more usually associated with ‘The Tailor In The Tea Chest'” (Palmer, No. 15, p. 25, 187) while Gardiner’s (GG/1/14/890, at The Full English) was “variant of ‘The Wearing Of The Green’“.  But it seems that most common in England was a tune that “belongs to the ‘Villikins and his Dinah’ type of melody, so beloved by the village singer” (Sharp 1904, p. 70).  Kloss cita infine il riferimento di Grattan Flood (nel suo History Of Irish Music, 1906, Chapter XXIII) a una melodia per cornamuse popolare nel 1770 dal nome ‘Brennan on the Moor’ che per l’appunto era suonata nel cantare la storia del noto “rapparee” di cui però non si riesce a trovare riscontro documentato. La versione che è diventata “standard” è quella dai Clancy Brothers che la diffusero mediante registrazioni ed esibizioni live a partire dal 1961; a loro volta ispirarono Bob Dylan nello scrivere la sua “Rambling, Gamblien Willie” (1962) in cui il protagonista diventa un giocatore dì’azzardo

Clancy Brothers &Tommy MakemPat learned this song from his father’s mother, a tall woman who wore a big, black cloak and hood and was known throughout the neighborhood for her fine singing. Brennan, the bold highwayman, was executed in Clonmel, which is twelve miles from where the Clancys lived […] Paddy has shortened and adapted the song from the way he learned it, but the heart of this tale of a ‘brave and undaunted’ highwayman who was ”betrayed by a false-hearted woman’ remains intact” (TLP 1042).


ASCOLTA 97th Regimental String Band in “97th Regimental String Band, Vol. 3″, 2007

Declan Nerney in The One & Only 2013 con tanto di video-animazione (un godibilissimo corto sullo stile delle comiche del muto)


I
‘Tis of a brave young highwayman(1)
This story I will tell
His name was Willie Brennan
And in Ireland he did dwell
It was on the Kilwood Mountain
He commenced his wild career
And many a wealthy nobleman
Before him shook with fear
CHORUS
It was Brennan on the moor,
Brennan on the moor
Bold, brave and undaunted
Was young Brennan on the moor
II
One day upon the highway
As young Willie he went down
He met the mayor of Cashiell(2)
A mile outside of town
The mayor he knew his features
And he said, “Young man, said he
Your name is Willie Brennan
You must come along with me”
III
Now Brennan’s wife
had gone to town
Provisions for to buy
And when she saw her Willie
She commenced to weep and cry
Said, “Hand to me that tenpenny”
As soon as Willie spoke
She handed him a blunderbuss
From underneath her cloak
IV
Now with this loaded blunderbuss
The truth I will unfold
He made the mayor to tremble
And he robbed him of his gold
One hundred pounds was offered
For his apprehension there
So he, with horse and saddle
To the mountains did repair
V
Now Brennan is an outlaw
All on some mountain hight.
With infantry and cavalry
To take him they did try,
But he laughed at them
and he scorned at them
Until it was said
By a false-hearted woman(3)
He was cruelly betrayed.
VI
They hung Brennan at the crossroads;
In chains he swung and dried.
But still they say that in the night
Some do see him ride.
They see him with his blunderbuss
In the midnight chill;
Along, along the King’s highway
Rides Willy Brennan still.
TRADUZIONE DI MARCO ZAMPETTI
I
La storia di un giovane bandito coraggioso (1) vi voglio raccontare,
il suo nome era William Brennan
e viveva in Irlanda,
sui monti di Kilwood
comincio’ la sua carriera
e piu’ di un ricco nobiluomo
fece tremare di terrore.
CORO
E’ stato Brennan della brughiera,
si Brennan della brughiera
spavaldo, coraggioso e temerario,
e’ il giovane Brennan della brughiera
II
Un giorno che il giovane Willie
se ne andava per la strada
incontro’ il sindaco di Cashiell (2),
un miglio fuori dalla città,,
il sindaco conosceva il suo uomo
e disse: “Giovanotto
il tuo nome e’ Willie Brennan
e devi venire con me”
III
Ora, la moglie di Brennan
era andata in citta
per fare provviste
e quando vide il suo Willie
iniziò a piangere e lamentarsi
lui le disse: “passami il coltello”
e, appena ebbe parlato,
lei le passo una pistola
che aveva sotto il mantello.
IV
Ah, con la sua pistola carica,
diro’ la verita’,
fece tremare il sindaco
e lo derubo’ del suo oro.
Furono offerte cento sterline
di taglia sulla sua testa
e cosi’ prese armi e bagagli
e si rifugio sulle montagne.
V
Brennan divenne un latitante
sulle alte montagne
con fanti e cavalieri
provarono a catturarlo
ma lui li beffo’
e derise
finche’, come raccontano,
da una donna falsa e crudele (3)
fu tradito.
VI
Impiccarono Brennan al crocevia,
e così appeso morì in catene,
Ma, ancora oggi, alcuni
raccontano di averlo visto
la notte armato di pistola,
nell’inverno gelato,
lungo la strada del re,
Williy Brennan imperversa ancora

NOTE
1) Highwaymen irlandesi ma dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! continua
2) Caledonian Mercury 18Marzo 1809: “Thursday, Lord Cahir, with an armed force, apprehended the notorious Brennan, near Templemore, in the county of Tipperary, together with one of his comrads, a pedlar, who always accompanied him; the pedlar fired several shots, none of which took effect – Brennan made no resistance“.
3) nei broadsides ottocenteschi il traditore è un uomo; la versione al femminile è quella preferita dalle versioni nord-americane della ballata

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/brennanonthemoor.html http://tunearch.org/wiki/Brennan_on_the_Moor http://www.bobdylanroots.com/brennan.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38446&lang=it http://thewildpeak.wordpress.com/2011/12/31/128/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/02/brennan.htm

WEILA WAILE OR “THE IRISH CRUEL MOTHER”

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie. (vedi inizio qui)

LA VERSIONE IRLANDESE: WEILA WAILE

380x285-cz5t-500-x-500La ballata “The Cruel Mother” si è conservata e tramandata come Nursery Rhyme ben nota ai bambini irlandesi e di Liverpool e in particolare ai travellers con il titolo di “Weila Waile” o “The River Saile”.

Non è insolito che delle truculente ballate di omicidio finiscano nelle canzoncine per bambini  hanno lo stesso ruolo delle “fiabe paurose” che aiutano il bambino  nella crescita.

La canzoncina è vista come una parodia e la donna che uccide il bambino con un coltello, non è più identificata come la madre bensì è una “old woman” che vive nel bosco. E’ l’uomo nero delle fiabe, la strega di Hansel e Gretel, l’orco che uccide i bambini “cattivi” per mangiarli. Ecco che la giustizia fa il suo corso e la donna viene catturata e fatta penzolare sulla forca.
Nella tradizione orale si tramanda la storia che la donna era disperata a causa della Grande carestia di metà ottocento e che piuttosto di vedere morire di stenti il figlio abbia preferito ucciderlo.

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem

ASCOLTA Dubliners nella storia illustrata da Francesco Guiotto


There was an old woman who lived in the wood,
Weela weela wallia(1);
There was an old woman who lived in the wood,
Down by the river Sallia(2).
She had a baby six (3) months old,
She had a penknife three foot long (4),
She stuck the knife in the baby’s head (5),
The more she stabbed it, the more it bled.
Three big knocks (6) came a-knocking at the door,
Two policeman and a man (7),
“Are you the woman what killed the child?”
“I am the woman what killed the child.”
(They took her away and they put her in the jail
They put a rope around her neck, -8)
The rope got chucked and she got hung (9)
The moral of this story is,
Don’t stick knives in baby’s heads
(And that was the end of the woman in the woods,
And that was the end of the baby too -10.)
Traduzione di Cattia Salto
C’era una vecchia che viveva nel bosco, weile weile waile(1).
C’era una vecchia che viveva nel bosco,  vicino al fiume Saile(2).
Aveva un bambino di 6 mesi
e aveva un coltello lungo tre piedi
e ficcò il coltello nella testa del bambino
e più lo affondava più si macchiava di sangue.
Con tre grandi colpi vennero a bussare alla porta due poliziotti e un uomo
“Siete voi la donna che uccise il bambino?”
“Sono io la donna che uccise il bambino”
(la portarono via e la gettarono in prigione,
le misero un cappio intorno al collo)
La corda calò e lei restò appesa
La morale della favola è:
non ficcate coltelli intesta ai bambini
(E questa fu la fine della donna del bosco
e anche la fine del bambino)

NOTE
1) “Weile Weile waile” podrebbe derivare dall’inglese antico “wailowai”, “weilewei”, per indicare un’esclamazione di dolore
2) alcuni identificano il Saile con il fiume Poddle che in irlandese è detto Salach “sporco”; altri che sia il “Sawyer”; altri credono che la parola derivi da “sallow” nel significato di “willow”; altri ancora che sia un passaggio da “river-side, la” a “river sigh-la” e quindi “River Saile”
3) oppure three
4) oppure long and sharp
5) oppure heart
6) oppure  three loud knocks
7)  modificato a volte  in “Special Branch man” per indicare la polizia irlandese istituita nel 1922 come Gardaí (i guardiani della pace) in cui lo Special Branch era utilizzato per questioni di sicurezza nazionale
8) versi aggiuntivi
9) oppure They pulled the rope and she got hung
10) finale alternativo cantato dai Dubliners

THE LADY DRESSED IN GREEN

Come ci racconta Al LLoyd “..folklorist saw the game being played in a Lancashire orphanage in 1915. The children called it The Lady Drest in Green. The song describes how the lady kills her baby with a pen-knife, tries to wash off the blood, goes home to lie down, is aroused by three “bobbies” at the door, who extract a confession from her and rush her off to prison, and “That was the end of Mrs. Green”. It is a ring game. Two children in the middle impersonate Mrs. Green and the baby, following the action of the song. The children in the ring dance round, singing the refrains, until the “bobbies” rush in and seize the mother, when the ring breaks up. In his “London Street Games” (1931 ed.), Norman Douglas prints a corrupt version current in East and South-East London during the First World War”.

ASCOLTA John Wesley Harding in “Songs of Misfortune”

There was a lady dressed in green, Fare a lair a lido
There was a lady dressed in green Down by the greenwood sideShe had a baby in her arms
She had a penknife long and sharp
She stuck it in the baby’s heart
She went to the well to wash it off
The more she washed, the more it bled
There came a knocking on the door
There came three bobbies rushing in
They asked her what she did last night
She said I killed my only son

La versione diffusa a Liverpool e interpretata dagli Spinners si intitola “Old Mother Lee”: “The girls of Kirkdale, Liverpool, whose brothers at Major Street school gave this to [Spinner] Tony Davis, had certainly not heard of Professor Child. However, their skipping is unmistakeably based on the [‘Cruel Mother] ballad substituting the grim realities of ‘forty police’, ‘the magistrate’ and capital punishment for the ghostly children and the ‘fires of hell’ of the older form of the story”. (note in ‘The Spinners at the London Palladium’)

ASCOLTA OLD MOTHER LEE

There was an old woman called old Mother Lee
Old Mother Lee, old Mother Lee
There was an old woman called old Mother Lee
Down by the walnut tree(1)She had a baby in her arms
She had a penknife long and sharp
She stabbed te baby through the heart
The next-door neighbours saw the blood
They rang up for the forty police
The forty police came running (skipping) out
They took her to the magistrate
The magistrate said she must die
They hung her to the walnut tree
And that was the end of old Mother Lee

NOTE
1) il noce è un tipico albero sotto cui le streghe si radunano per i loro sabba

ALL ROUND THE LONEY O

Per completezza si riporta anche questa versione “edulcorata” in cui la donna uccide il bambino e poi se stessa spinta dalla disperazione  (e dall’ottundimento della coscienza dovuta alle privazioni della fame e alla debilitazione causata dalle “febbri”)  durante la Grande Carestia.

ASCOLTA Clancy Brothers

There were two sisters going to school All round the Loney O
They spied a woman at a pool Down by the greenwood sidey O

She held a baby on her knee
A cruel penknife they could see
She held the baby to her heart
She cried “My Dear, we both must part”
She held the baby to her breast
She said “my dear we’ll both find rest”
There is a river running deep
It’s there both baby and mother sleep

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6876