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COASTS OF HIGH BARBARY

The George Aloe and the Sweepstake o (The Coasts of) High Barbary è considerata sia una sea shanty che una ballata (Child ballad #285) e di certo la sua versione originale è molto antica e probabilmente cinquecentesca. Così’ nella commedia seicentesca  “The Two Noble Kinsmen” leggiamo: “The George Alow came from the south, From the coast of Barbary-a; And there he met with brave gallants of war, By one, by two, by three-a. Well hail’d, well hail’d, you jolly gallants! And whither now are you bound-a? O let me have your company”

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CORSARI BARBARESCHI

I pirati musulmani delle coste africane provenivano da quella che gli europei chiamavano Barberia (in inglese Barbary e in francese Côte des Barbaresques) ovvero Algeria Tunisia, Libia, Marocco (e più precisamente le città-stato di Algeri, Tunisi e Tripoli, ma anche i porti di Salè e Tetuan). La definizione più corretta è corsari barbareschi perchè assalivano solo le navi dell’Europa cristiana (compiendo inoltre razzie anche nei paesi cristiani della costa atlantica e del mediterraneo per procacciare schiavi o per ottenere lauti riscatti). Nel termine barbareschi si comprendevano arabi, berberi, turchi nonché i rinnegati europei. “I più attivi e organizzati corsari musulmani furono quelli con base nelle città costiere del Maghreb, soprattutto Algeri, Tunisi e Tripoli. Con i loro entroterra, queste città costituivano degli stati corsari pressoché indipendenti dal lontano potere dei sultani di Istanbul. La pirateria contro i cristiani era una lucrosa attività (da non dimenticare il commercio o il riscatto degli schiavi catturati) perfettamente legale, spesso incoraggiata dagli stessi sultani ottomani, specialmente quando questi erano in guerra contro paesi cristiani. Nonostante varie spedizioni punitive da parte di Stati europei e persino dei neonati Stati Uniti d’America (contro Tripoli), l’attività corsara delle reggenze maghrebine (talvolta con strane, ma non troppo, alleanze come ad esempio quella con la Francia) continuò per alcuni secoli”. (tratto da qui)
Nell’affare c’erano anche per buona misura i corsari cristiani, che compivano uguali razzie lungo le coste della Barberia (principalmente gli ordini cavallereschi e marinari dei Cavalieri di Malta e dei Cavalieri di Santo Stefano, ma ovviamente in questi casi si parlava di “crociata” e non di pirateria!!) “Se per le reggenze di Algeri, Tunisi e Tripoli il prigioniero valeva essenzialmente il riscatto per i cristiani, invece, i prigionieri diventavano “schiavi” maghrebini – che raramente venivano richiesti indietro – i quali diventavano oggetto di commercio interno e venivano impegnati nel servizio pubblico (ad esempio come rematori sulle galere) o in ambito domestico (specie le donne), e particolarmente rilevante è il fenomeno degli schiavi africani utilizzati in Sicilia tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento per il lavoro nei campi. Da qui il famoso detto “Cu pigghia un turcu, è sou” (Chi arraffa un turco ne diventa proprietario) che fa da controcanto al più famoso “Mamma li turchi!” (Aiuto, arrivano i turchi!)”. (tratto da qui)

Per quanto le attività piratesche fossero endemiche nel Mar Mediterraneo il periodo di massima attività dei corsari barbareschi fu la prima metà del 1600.

PRIMA VERSIONE
Stan Hugill nella bibbia “Shanties From The Seven Seas” riporta due melodie una più antica quando la canzone era una forebitter e una più veloce come canto marinaresco (capstan chantey).
La versione più antica della ballata racconta di due navi mercantili The George Aloe, e The Sweepstake con la George Aloe che vendica l’affondamento della seconda nave usando la stessa “cortesia” alla ciurma delle nave pirata francese la quale aveva gettato in mare l’equipaggio della Sweepstake.

ASCOLTA Pete Seeger

There were two lofty ships
From old England came
Blow high, blow low(1)
And so sail we
One was the Prince of Luther
The other Prince of Wales
All a-cruisin’ down the coast
Of High Barbary
“Aloft there, aloft there”
Our jolly bosun cried
“Look ahead, look astern,
Look to weather an’ a-lee”
“There’s naught upon the stern, sir
There’s naught upon our lee
But there’s a lofty ship to wind’ard
An’ she’s sailin’ fast and free”
“Oh hail her, oh hail her”
Our gallant captain cried
“Are you a man-o-war
Or a privateer?” cried he
“Oh, I’m not a man-o-war
Nor privateer,” said he
“But I am salt sea pirate
All a-looking for me fee”
For Broadside, for broadside
A long time we lay
‘Til at last the Prince of Luther
Shot the pirate’s mast away
“Oh quarter, oh quarter”
Those pirates they did cry
But the quarter that we gave them
Was we sank ‘em in the sea
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
C’erano due alteri  vascelli
provenienti dalla vecchia Inghilterra, (tira(1) forte, tira piano
che così salpiamo
)
Uno era il “Prince of Luther”
e l’altro il “Prince of Wales”,
entrambi a farsi un giretto per le coste della Barberia.
“A riva là
– il nostromo gridò –
guarda avanti, guarda a poppa,
guarda al tempo sottovento!”
“Non c’è niente a poppa, signore,
non c’è niente sottovento
ma c’è un vascello a sopravvento
e naviga veloce e spedito.”
“Maledizione
– il nostro capitano gridò –
siete un militare
o un corsaro?”
“Non sono un militare
e nemmeno un corsaro – disse lui –
ma sono un pirata del mare
in cerca del mio compenso”
Siamo stati a sparare bordate
per molto tempo

finchè alla fine la Prince od Luther
colpì l’albero maestro dei pirati “Mercede”
– gridarono quei pirati –
ma la grazia che gli demmo
fu di affondarli in mare

NOTE
1) il verbo to blow significa sia colpire che soffiare; ci si aspetterebbe un “pull” o “haul” ma il significato resta quello di “tira”

SECONDA VERSIONE
La ballata riprende popolarità negli anni tra il 1795 e il 1815 in concomitanza degli attacchi dei corsari barbareschi alle navi americane.

ASCOLTA Tom Kines in “Songs from Shakespeare´s Plays and Songs of His Time”,1960 un versione di come era cantata in epoca elisabettiana

ASCOLTA Assassin’s Creed Black Flag in versione sea shanty

ASCOLTA in versione sea shanty più estesa

ASCOLTA Joseph Arthur in  Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006 (biografia e dischi qui) in versione rock

“Look ahead, look-astern
Look the weather in the lee!”
Blow high! Blow low!
And so sailed we.

“I see a wreck to windward,
And a lofty ship to lee!
A-sailing down along
The coast of High Barbary”
“O, are you a pirate
Or a man o’ war?” cried we.
“O no! I’m not a pirate
But a man-o-war,” cried he.
“We’ll back up our topsails
And heave vessel to.
For we have got some letters
To be carried home by you”. (2)
For broadside, for broadside
They fought all on the main;
Until at last the frigate
Shot the pirate’s mast away.
“For quarter, for quarter”,
the saucy pirates cried
But the quarter that we showed them
was to sink them in the tide
With cutlass and gun,
O we fought for hours three;
The ship it was their coffin
And their grave it was the sea
But O! ‘Twas a cruel sight,
and grieved us, full sore,
To see them all a drownin’
as they tried to swim to shore
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
“Guarda avanti, guarda a poppa,
guarda al tempo sottovento!”
(tira forte, tira piano
che così siamo salpati)
“Vedo un relitto a sopravvento
e una nave altera  sottovento
che naviga lungo
la costa di Barberia.”
“Siete un militare
o un pirata?”
“Non sono un pirata
ma un soldato” – disse lui “Ammaineremo le vele
per l’abbordaggio
perchè abbiamo delle lettere da farvi portare a casa”(2)
A bordate
si combatterono tutti sul mare
finchè alla fine la fregata
colpì l’albero maestro dei pirati “Mercede”
– gridarono quei pirati –
ma la grazia che gli demmo
fu di affondarli in mare.
Con sciabola e pistola
ci siamo battuti per tre ore
e la nave divenne la loro bara
e il mare la loro tomba.
Fu uno spettacolo crudele
che ci addolorò tanto
vedere il loro annegamento
mentre cercavano di nuotare fino alla riva.

NOTE
2) I pirati usano l’inganno per l’abbordaggio

FONTI
http://www.contemplator.com/england/barbary.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=137331 https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/barbaree.html http://www.ilportaledelsud.org/barbareschi.htm http://www.ilportaledelsud.org/pirati.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_285

THE LAIRD O’ DRUM

(c) National Galleries of Scotland; Supplied by The Public Catalogue FoundationLa ballata originaria dalla Scozia riportata da Child al numero 236 rielabora la storia già delineata nel filone degli incontri romantici “among the Heather” e identifica il nobiluomo andato a caccia nei boschi con il Laird di Drum ossia secondo George Ritchie Kinloch (in Ancient Scottish Ballads, 1827) Alexander Irvine di Drum (Aberdeenshire – Scozia) il quale all’età di 62 anni, sposò la bella Margaret Coutts l’appena 16enne figlia di un pastore (1680 circa).

Contrariamente alla vicenda narrata in “The Glasgow Peggy” la fanciulla non viene “rapita” dal corteggiatore perchè il padre di lei, pur sottolineando la mancanza di istruzione della figlia, acconsente alle nozze!
La ballata si articola in molte strofe così come molte sono le versioni raccolte sul campo (vedi): dopo l’incontro fortuito dei due protagonisti e il colpo di fulmine si narra di come il nobiluomo sia andato dal padre di lei per ottenere il consenso per le nozze. E tuttavia la famiglia di lui è ben più scontenta e ostile. Ma la fanciulla non poteva essere delle migliori come carattere e forza d’animo. Molte delle versioni terminano con la costatazione che, nonostante la differenza sociale le ceneri dei due sposi saranno indistinguibili nella tomba!

ASCOLTA Tom Kines (1922–1994) una versione “condensata” dal grande tenore canadese dalle origini irlandesi: le parole delle strofe sono più o meno esatte, avendo trascritto il testo direttamente dall’ascolto, ove non supportato dalle versioni trovate negli archivi. Il testo si è prestato anche a versioni da “recitare” come una sorta di drammatizzazione.


I
The Laird o’ Drum has a-huntin’ gane
All in the mornin’ early
when he spied a weel-faur’d maid
A-shearin’ her faither’s barley(1)
II
“Good morning to ye my bonny lass
and can ye fancy me-o?
Of a’ the lasses here seen about
I like nane so well as thee-o
III
My bonnie maid, my weel-faur’d maid
will ye come wi’ me, O
Come and be the Lady o’ the Drum
And let your shearin’ a-be, O”
IV
“Dear sir -she said- I’ll come
Nor let my shearin’ a-be, O
For I’m ower low tae be Lady o’ the Drum
And your mistress I scorn tae be, O”
V
“For ye were dead and I were dead,
An’ baith in ae grave laid, O
ere seven years were come and gane
They’d no ken your dust frae mine?”(2)
VI
The Laird o Drum to her favour win
where he keeps his flocks on the hillside
and he has come the shepherd consent
to make Peggy Coutts his bride
VII
He’s taen her by the milk-white hand
And led her in arms,
And in thro ha’s and thro bowers,
he’s make her the Lady o Drum.
tradotto da Cattia Salto
I
Il signore di Drum era andato a caccia
di buon mattino, quando vide una fanciulla di bell’aspetto che tagliava l’orzo del padre (1).
II
Buon giorno a voi mia bella fanciulla,
volete diventare la mia fidanzata?
Che di tutte le ragazze nei dintorni
nessuna mi piace tanto come voi.
III
Mia bella fanciulla
verrete con me?
Venite e sarete la Signora di Drum
e non andrete più alla mietitura 
IV
Caro signore – lei disse – verrei
lasciando la mietitura
ma sono di basso rango per essere la Signora di Drum
e disprezzo essere la vostra amante.”
V
Quando io e voi saremo morti
e entrambi giaceremo nella tomba e  sette anni saranno passati, chi distinguerà la vostra cenere dalla mia?” (2)
VI
Il Signore di Drum per ottenere la sua mano, andò dove teneva il gregge sulla collina
e ritornò con il consenso del pastore
per fare di Peggy Coutts la sua sposa.
VII
La prese  per la mano bianco giglio
e la guidò tra le braccia
per mostrarle le sale e le stanze
e farla diventare la Signora di Drum

NOTE
1) lo shearing in questo caso si riferisce alla mietitura
2) in altre versioni è la donna a pronunciare la frase

Drum-castle

FONTI
http:[email protected]?SongID=6555 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=62992 http://www.ramshornstudio.com/laird_o__drum.htm http://mysongbook.de/msb/songs/l/lairdodr.html http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/99443/1 http://www.springthyme.co.uk/ah05/ah05_10.htm http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-236-the-laird-o-drum.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/english–other-236-the-laird-o-drum.aspx http://www.ntsusa.org/5-things-that-are-hidden-behind-the-walls-of-drum-castle/