Archivi tag: tinkers

OLD MAID IN A GARRET

Old Maid in a Garret” è una canzone tradizionale irlandese umoristica derivata probabilmente dalla ballata “The Wooing Maid” di Martin Parker, popolare scrittore di poemetti e canzoni che visse a Londra nella prima metà del 1600. [Roxb. Coll. I. 452, 453]:
The Wooing Maid Or, A faire maid neglected, Forlorne and rejected, That would be respected; Which to have effected, This general summon She sendeth in common; Come tinker, come broomman; She will refuse no man. TO THE TUNE OF If ‘be the dad on’t. (continua qui)

La tradizione popolare si impadronì subito della ballata (riducendo a quattro la ventina di strofe) e la tramandò in Inghilterra, Scozia, Irlanda e America; per molti secoli infatti la condizione della donna rimase immutata, dileggiata se non proprio disprezzata, perchè non riusciva a trovare uno “straccio” di marito a cui dedicare la propria esistenza (a lui, alla cura della casa e dei figli). Ancora oggi le donne “occidentali” fanno fatica a contestare questo ruolo di “mater familias“, l’ancella del focolare domestico, si affannano a conciliare carriera e famiglia, sovrastate da sensi di polpa, frustrazioni, traumi e insuccessi.. Dal punto di vista biologico il loro imperativo è quello della procreazione, per alcuni mettere al mondo una vita è un atto d’amore, per altri d’egoismo, più semplicemente un atto elementare e naturale e non la finalizzazione dell’esistenza di un individuo (della specie si, ovviamente). Eppure la natura non ama e non odia, è una catena di vita-morte-vita e la terra finirà primo o poi per scrollarsi di dosso l’invadente specie umana, come ha già  fatto con i dinosauri.
Chiusa la pausa di riflessione, senza addentrarsi oltre nei meandri del senso della vita, c’è da dire che ancora per tutto l’Ottocento, l’unico obiettivo di una donna “rispettabile” era quello di essere moglie (e madre), le altre erano le” isteriche” o le “racchie”, destinate a diventare delle patetiche zitelle.

Il tema si presta per una scanzonata canzone da pub, e non sempre la protagonista è al femminile, anzi spesso è il fratello malinconico e preoccupato che cerca un marito per la sorella che ha superato la soglia della “fanciullezza”. In alcune versioni c’è il lieto fine e la ragazza si sposa con uno spazzacamino!

VERSIONE IRLANDESE: OLD MAID IN A GARRET

Un giovane Andy Irvine (Sweeney’s Man) 1967
ASCOLTA The Clancy Brothers 1968

La melodia è stata rielaborata in chiave rock dagli Steeleye Span ASCOLTA)

ASCOLTA The Cormiers, canadesi ma di origini scozzesi, una famiglia di musicisti


I
I have often heard it said from my father and my mother
That going to a wedding was the making of another(1)
Well if this be so, then I’ll go on without a bidding
Oh kind providence won’t you send me to a wedding?
For it’s oh dear me, how will it be
If I die an old maid in a garret?(2)
II
Now there’s my sister Jean,
she’s not handsome or good lookin’
Scarcely sixteen(3) and a fella(4) she was courtin’
Now she’s twenty four with a son and a daughter
Here I am, forty four(5), and I’ve never had an offer.
III
I can cook and I can sew, I can keep the house right tidy
Rise up in the morning and get the breakfast ready
But there’s nothing in this wide world that makes my heart so cheery
As a wee fat man who would call me his own dearie.
IV
Oh come landsman or come townsman, come tinker or come tailor
Come fiddler or come dancer, come ploughman or come sailor
Come rich man or come poor man, come fool or come witty
Come any man at all who would marry me for pity.
V
Oh well, I’m away home(6) for there’s nobody heedin’
There’s nobody heedin’ to poor Annie’s pleadin’
And I’m away home to me own wee bit garret
If I can’t get a man, then I’ll surely get a parrot(7).
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho spesso sentito dire da mio padre e da mia madre
che andare a un matrimonio era la premessa per un altro (1),
beh se è così, allora continuerò senza scommessa,
o Santa Provvidenza non mi vuoi mandare a nozze?
Perchè è così, oh povera me, che sarà, se muoio zitella in una soffitta? (2)
II
Ecco Jean mia sorella,
non è bella e nemmeno pi aspetto piacente e appena 16enne (3) aveva un uomo (4) che la corteggiava,
ora ha 24 anni con un figlio
e una figlia
e io qui a 44 anni (5)
e senza pretendenti!
III
So cucinare e cucire e posso tenere la casa in ordine,
alzarmi al mattino e preparare subito la colazione,
ma non c’è niente in questo pazzo mondo che mi rallegri il cuore
più di un ometto ben messo che mi chiami il suo tesoro.
IV
Oh che venga un campagnolo o un cittadino, ambulante o sarto,
un violinista o ballerino, contadino o marinaio,
ricco o povero,
sciocco o sveglio,
che venga un uomo qualunque e mi voglia sposare per pietà
!
V
Beh sto andando via di casa (6), perchè non c’è nessuno pretendente,
nessuno che risponde alla supplica della povera Anna
e me ne andrò via di casa alla mia piccola soffitta,
se non riesco ad avere un uomo allora di certo prenderò un pappagallo (7).

NOTE
1) ho ponderato a lungo sulla frase ” the making of another” tradotto letteralmente come “la realizzazione di un altro” può voler dire che per una donna in cerca di marito partecipare a un matrimonio poteva essere propizio al suo?
2) garret è la soffitta mansardata dei vecchi edifici, resa abitabile (per modo di dire) grazie alle finestre ad abbaino aperte sul tetto. Un tempo alloggio “per i poveri” abitato da artisti e poeti o giovani studenti o per l’appunto da vecchie zitelle. Nel linguaggio comune il termine subito evoca una stanza piccola e poco accogliente nel sottotetto piena di spifferi e fredda d’inverno, bollente d’estate.
old-maid3) una donna molto bella (o con la dote) era fortunata perché facilmente combinava un buon matrimonio. Le altre speravano di trovare marito al più presto, le ventenni non ancora sposate correvano seri rischi di diventare delle acide zitelle!!
4) fella=fellow
5) l’età varia in base a chi canta
6) la casa dei genitori
7) il bisogno di compagnia e d’affetto è colmato con un animaletto domestico, ma nelle versioni più sconce l’alternativa al marito diventa una “carrot” oppure la “puddy“. E’ più probabile che parrot sia più un ironico eufemismo che un esotico animaletto domestico da compagnia

VERSIONE AMERICANA: THE OLD MAID’S SONG

La versione americana resa popolare da Pete Seeger nel 1955, fu diffusa con il titolo “Take her out of pity” dai Kingston Trio (1961), e riprende in parte il testo di “Old maid in the garret” ma su una melodia più “lamentosa”, non a caso le Womenfolk la registrarono con il titolo di “The Old Maid’s Lament” . In pratica la IV strofa della versione scozzese-irlandese diventa il coro di questa riedizione americana (un perfetto jingle!)

ASCOLTA The Wolfe Tones in Up The Rebels 1966.

ASCOLTA Clive Palmer (The Incredible String Band ) 1967 con il suo “incredibile” banjo e la musica appalacchiana


Chorus:
Come a landsman, a pinsman(8), a tinker(9) or a tailer,
Fiddler, or a dancer, ploughboy or a sailor,
Gentleman(10), a poor man, a fool or a witty,
Don’t let me die an old maid,
but take me out of pity.

I
Oh, I had a sister Sally, was younger than I am,
She had so many sweethearts, she had to deny them;
As for my own part, I never had many,
If you all knew my heart, I’d be thankful for any.
II
Oh, I had a sister Susan, was ugly and misshapen,
Before she was sixteen years old she was taken,
Before she was eighteen, a son and a daughter,
Here am I, six and forty,
and nary an offer.
III
Oh, I never will be scolding, I never will be jealous,
My husband shall have money to go to the alehouse,
While he’s there a-spending, well, I’ll be home a-saving,
And I’ll leave it to the world if I am (not) worth having.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Coro:
Oh che venga un campagnolo o un cittadino (8) , ambulante (9) o sarto,
un violinista o ballerino, contadino o marinaio, ricco (10) o povero,
sciocco o sveglio,
non farmi morire zitella,
ma prendimi per pietà
!
I
Avevo una sorella Sally più giovane di me
che aveva così tanti pretendenti da poterli rifiutare;
da parte mia non ne ho mai avuti molti, leggete pure il mio cuore, mi acconterei di uno qualsiasi.
II
Avevo una sorella Susan brutta e deforme,
prima di avere 16 anni era stata presa in moglie
e prima dei 18 era con un figlio e una figlia,
eccomi qui a 64 anni
e senza una proposta.
III
Non lo rimprovererò mai, non sarò mai gelosa,
mio marito avrà i soldi per andare nel pub
e mentre lui sarà là a spendere, io starò a casa a risparmiare
e lascerò giudicare al mondo se non ne sia valsa la pena

NOTE
8) pinsman: il termine townsman nella versione irlandese è sostituito con “pinsman” in altre versioni dicono “tinsman” (calderaio, stagnino) ma alcuni ritengono che sia una storpiatura di “pensman” quindi un uomo che sa scrivere e che lavora come scrivano in qualche azienda cittadina
9) “summer walkers” ma più comunemente “traivellers” o in senso spregiativo “tinkers” (dal gaelico lattoniere = calderai) erano probabilmente discendenti dalla popolazione autoctona di lingua gaelica che seguivano uno stile di vita nomade; vivevano come calderai, venditori ambulanti e commercianti di cavalli; erano anche lavoranti stagionali nelle aziende agricole o pescatori sempre stagionali che si spostavano a seconda della disponibilità di lavoro. Alcuni erano organizzati in gruppi o comunità ma spesso viaggiavano soli o con il proprio nucleo famigliare. Spesso musicisti ambulanti erano i depositari dei canti e delle musiche della tradizione popolare. vedi
10) in altre versioni “rich man”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33059 http://www.contemplator.com/england/oldmaid.html http://en.wikipedia.org/wiki/The_Old_Maid’s_Song http://www.darachweb.net/SongLyrics/OldMaid.html http://www.folknetwork.com/miscellany/ marrow_bones/song_files/dont_let_me_die/wooing_maid.htm http://www.folkways.si.edu/pete-seeger/old-maids-song-2/american-folk/music/track/smithsonian http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/30/oldmaid.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/04/oldmaid.htm http://thejovialcrew.com/?page_id=3089 http://compvid101.blogspot.it/2012/01/the-old-maids-songtake-her-out-of-pity.html

MACPHERSON’S FAREWELL

Macpherson_(R__R__McIan)James o Jamie Macpherson (1675–1700) fu un fuorilegge scozzese figlio di un “laird” delle Highland (MacPherson di Invereshie) ossia un proprietario terriero della bassa nobiltà. Personaggio da non confondere con il successivo James Macpherson (1736-1796) autore dei “Ossian Verses” e precursore del Romanticismo in Scozia.

La leggenda vuole che fosse nato da un rapporto occasionale tra il padre e una bella zingara, accolto nella casa paterna  venne riconosciuto come figlio legittimo, tuttavia il ragazzo ritornò presto con la madre dopo che il padre venne ucciso durante uno scontro tra clan (per le solite “questioni” di bestiame)! Visse con la madre, una zingara, e divenne ben presto il capo del gruppo.
Alto, muscoloso e prestante, abile spadaccino e suonatore di violino, viveva del commercio di cavalli. Non è ben chiaro se fosse effettivamente un furfante, in un epoca e terra in cui le razzie di bestiame erano “faccende” regolate tra i clan: la leggenda lo descrive come un Robin Hood che rubava solo ai ricchi che potevano permetterselo.
Protetto da alcuni amici e simpatizzanti anche all’interno del clan paterno, era diventato temerario fino al punto da presentarsi nelle cittadine dell’Aberdeenshire nei giorni di mercato, preceduto da un suonatore di cornamusa!

Lord Alexander Duff signore di Braco fu il suo mortale nemico che lo catturò una volta a Keith durante la fiera di San Rufus; riuscito a sfuggire alla prigionia, Jamie venne ricatturato e portato con una grossa scorta armata alla prigione di Banff.
Macpherson e tre dei suoi uomini furono processati a Banff dallo sceriffo Nicholas Dunbar (chiaramente un caro amico di Duff) e condannati all’impiccagione con la generica accusa di essere non solo ladri ma anche “egyptians and vagabonds” [zingari e vagabondi]. (vedi: Gli Zingari in Scozia ) Nell’atto di condanna, ancora conservato, tra le accuse riconosciute meritorie di condanna, c’erano anche quelle di: parlare una lingua straniera, passare le notti a cantare, ballare e fare sesso (il terme utilizzato è “debauchery” ossia comportamento vizioso, dissolutezza). La condanna fu eseguita a Banff il 16 novembre 1700, un venerdì giorno di mercato, un quarto d’ora prima dello scoccare delle tre.

MACPHERSON’S FAREWELL

La canzone nota anche come Macpherson’ s Rant o Lament era ampiamente diffusa e popolare già all’epoca dei fatti, circolante in molte strofe e versioni, nel 1788 anche Robert Burns ne riscrisse una parte. Grazie a questa popolare ballata si narrano ancora oggi le roccambolesche fughe di Jamie!

broken_fiddle_2sSembra che Jamie abbia composto una melodia con il suo violino nei giorni di prigionia e che l’abbia suonata sotto la forca: alla fine poiché nessuno osava reclamare a sé il violino, lo ruppe (c’è chi dice sulla testa del boia) e lo gettò verso la folla, affinchè nessun altro potesse più suonarlo.
Più recenti ricerche hanno dimostrato che non necessariamente il fuorilegge di nome MacPherson impiccato a Banff nel 1700 sia stato un violinista “Turning to the trial records, published in 1846, one finds this sole reference to MacPherson and anything musical: ‘M’Pherson…wes one night in the house at that tyme, and drunk with the res, and danced all night.’ The onlymusician mentioned in this account is Peter Broune, who ‘went sometymes to Elchies, and played on the wiol’ and ‘got money sometyms for playing on the wiol…’ (He may have been one of the ‘Browns of Kincardine’ referred to later in this chapter as early strathspey players and composers.) Nor is the earliest broadside helpful. ‘The Last Words of James Macpherson, Murderer’, printed about 1705, contains nothing about the dramatic gesture with which he is thought to have ended his life, and nothing about fiddling. Apparently there is a later version, which adds to the title the words ‘To its own proper tune’. It is quite likely that the tune was written after the event to suit the broadside, for it fits the words perfectly…It may be that over the years traditional memory fused MacPherson’s story with the musical facts about Peter Broune, who was on trial at the same time. (tratto da qui)

LA MELODIA: Macpherson’s Rant o Farewell

Ci sono due distinte melodie la prima una strathspey, la seconda una slow air, lenta e malinconica. Annotata da James Scott Skinner (qui)

ASCOLTA Paul Anderson dal Cd “The Journey Home” – 1998.
Paul Anderson è un violinista scozzese della nuova generazione che ha assorbito tutto lo stile di Niel Gow (1727-1807), ossia lo stile classico del Nord-Est della Scozia, attraverso i suoi maestri: non solo virtuoso interprete ma anche compositore di fama.

Come per tutti i brani popolari e ampiamente diffusi sono state tramandate e stampate molte versioni testuali.

PRIMA VERSIONE

Qui la figura di MacPherson non è chiaramente individuata come personaggio negativo, anzi c’è un che di eroico, quasi romantico, nel suo Addio alla buia prigionia. La storia è ridotta alle sole strofe riguardanti l’ultimo atto presso la forca: le ultime parole di Jamie, la rottura del violino e l’inganno perpetrato dai nemici.
Le strofe I, IV e V sono quelle della versione di Robert Burns

ASCOLTA Noel McLoughlin nel Cd “20 best of Scotland” – la stessa melodia prima interpretata in modo tragico qui diventa più allegra e ritmata in bilico tra il tragicomico.


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
farewell, farewell to thee
McPherson’s life will no be long
on yonder gallows tree
Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly(1) gaed he
He played a tune
as he danced around
below the gallows tree
II
There’s some come here
for to see me hung,
and some to buy my fiddle
But before that I do part with her,
I’ll break her through the middle
III
So he took his fiddle in both of his hands,
and he broke it o’er a stone
Saying: “There’s no other hand
shall play on thee when I am dead and gone”
IV
O, what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dared his face and in this place
I scorn him yet again!
V
Untie these bands from off my hands,
and bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland
but I’ll brave him at a word.
VI
The reprieve was coming o’er the Brig of Banff,
to set McPherson free
But they put the clock a quarter before, (3)
and they hanged him from a tree
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
Addio, addio a te,
la vita di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca”
Ritornello
Così gioviale
deciso e sprezzante (1) lui andava
suonando una melodia

mentre ballava
sotto la forca

II
“C’è gente venuta qui
per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
III
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano
ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
IV
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
V
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore”
VI
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
1) con aria di sfida, coraggio
2) Il violino rotto è conservato al museo del clan Macpherson a Newtonmore.
3) La leggenda narra che il Laird di Braco avendo visto sopraggiungere un cavaliere da Turriff e temendo che portasse una lettera di perdono per Jamie, fece spostare le lancette dell’orologio della torre campanaria avanti di 15 minuti in modo da poter impiccare il suo odiato nemico prima dell’arrivo del perdono.

SECONDA VERSIONE

Rispetto alla versione precedente si aggiungono un paio di aneddoti: siccome Jamie era reputato essere un ottimo spadaccino, è stato catturato solo con l’inganno di una donna, che lo ha attirato sotto il suo balcone, per gettargli addosso una spessa coperta impedendogli così di sguainare la spada contro i suoi aggressori. Si fa inoltre riferimento a un Lord di Grant, appartenente al clan Grant molto potente della contea di Inverness, che sembra abbia cercato di proteggere Jamie.

ASCOLTA Hamish Imlach

ASCOLTA Old Blind Dogs live California WorldFest 2009. Per sentire il tipico accento scozzese: sul palco sono solo in quattro ma ci mettono l’anima, lo strumentale finale (lungo quasi come la parte cantata) è da mozzafiato con il duetto cornamusa-violino e irish-bouzouki+percussioni


Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly (1) gaed he
He played a tune as he danced around, below the gallows tree
I
Farewell, ye dungeons
dark and strong
A lang fareweel tae thee
Macpherson’s time will ne’er be lang
On yonder gallows tree.
II
‘Twas by a woman’s treacherous hand
That I was condemned tae dee
She ca’ed me o’er tae the window sill
And a blanket she threw o’er me
III
The Laird o’ Grant (4), oh that hieland sant
That first laid hands on me
He pleads the cause o’ Peter Broon
Ach, let MacPherson free
IV
“Untie these bands frae off my hands
An’ bring tae me my sword
There’s nae a man in a’ Scotland
I’ll brave him at a word”
V
“Oh there’s some come here tae see me hanged
And some to buy my fiddle
But before I do part wi’ her
I’ll brak thro’ her the middle”
VI
He ta’en the fiddle into both his hands
He’s brak it o’er a stane
Sayin’, “No anither hand will play on thee
When I am dead and gane”
VII
“Oh little did my mither think
When first that she cradled me
That I would turn tae the rovin’ trade
And die on gallows tree”
VIII
Reprieve was comin’ o’er the brig o’ Banf
Tae set MacPherson free
They put the clock aye a quarter ‘fore (3)
And they hanged him frae the tree.
TRADUZIONE di Cattia Salto
Ritornello
Così gioviale,
deciso e sprezzante lui
andava suonando una melodia
mentre ballava sotto la forca”
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
un lungo addio a te,
il tempo di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca
II
Fu per mano infame di una donna,
che fui condannato a morire,
mi chiamò sotto al suo balcone
e una coperta mi gettò addosso
III
Lord Grant (4), quel santo montanaro
che per primo mi protesse,
lui perorò la causa di Peter Brown
e di lasciare libero MacPherson
IV
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
V
C’è gente venuta qui per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
VI
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
VII
“Oh mai pensava mia madre,
quando all’inizio mi cullava
che io sarei diventato un vagabondo,
e sarei morto sulla forca”
VIII
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
4) The Laird of Grant is mentioned in the song because he attempted to secure the release of two men captured with MacPherson, by claiming that they were subject to his hereditary feudal jurisdiction. He is referred to as “that Highland sant” (i.e. saint) because unlike the MacPhersons he was a staunch Protestant and a militant partisan of King William, whose cause he had supported with three hundred men at the Battle of the Haughs of Cromdale (1690). (Hamish Henderson, tratto da qui)

VERSIONE DI ROBERT BURNS 1788: Macpherson’s Farewell

(The ‘Scots Musical Museum’ – Volume II, song 114)

ASCOLTA Battlefield Band


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
The wretch’s destinie!
McPherson’s time will not be long,
On yonder gallows-tree.
CHORUS
Sae rantingly, sae wantonly,
Sae dauntingly gaed he;
He play’d a spring, and danc’d it round,
Below the gallows-tree.
II
O what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dar’d his face, and in this place
I scorn him yet again!
III
Untie these bands from off my hands,
And bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland,
But I’ll brave him at a word.
IV
I’ve liv’d a life of sturt and strife;
I die by treacherie:
It burns my heart I must depart,
And not avenged be.
V
Now farewell light,
thou sunshine bright,
And all beneath the sky!
May coward shame distain his name,
The wretch that dares not die!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia!
il destino dello sciagurato,
la vita di MacPherson non resisterà a lungo su quella forca”.
CORO
Così gioviale
deciso e sprezzante (3)  lui andava
e suonava una melodia mentre ballava

sotto la forca.
II
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
III
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
IV
Ho vissuto una vita di vessazioni e lotta; muoio davanti al traditore:
mi infiamma il cuore il dover morire
senza essere vendicato.
V
Allora addio luce,
tu sole luminoso
e tutto quanto sotto il cielo!
Che il codardo disonori e insozzi pure il suo nome, lo sfortunato che osa non muore” (5)

NOTE
5) il verso dice: colui che mostra coraggio nelle avversità sarà ricordato
FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:MacPherson’s_Lament
http://www.contemplator.com/scotland/macphers.html
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/macphersons_farewell.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79266/4
https://thesession.org/tunes/3053
http://mysongbook.de/msb/songs/m/macphers.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31708
http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/mcphersons_farewell/