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GALLOWS POLE & GOLDEN BALL

“The Maid Freed From The Gallows”, “Gallows Pole” oppure “The Hangman” è una ballata molto popolare in America e sembra in prima battuta avere radici nel delta del Mississippi, una canzone degli schiavi afroamericani, (tra gospel e blues) in cui un prigioniero che sta per essere impiccato, chiede a parenti e amici di comprare la sua libertà; in origine invece era un’antica storia  del Vecchio Continente risalente al Medioevo in cui è una fanciulla ad essere in attesa di giudizio per aver perso  un bene prezioso che le era stato affidato (fuor di metafora la sua verginità); solo l’amante potrà restituirle l’onore (dietro il pagamento in denaro) e salvarla dall’impiccagione. Il pagamento poteva essere un  risarcimento alla famiglia di lei per il torto subito, in quanto un tempo in tutte le società patriarcali la castità delle fanciulle aveva un valore sociale e contrattuale grazie al possesso e controllo sul genere femminile.
L’oro nelle ballate (indossato ad esempio come monile tra i capelli) finisce per identificare una qualità morale delle fanciulle vergini: la purezza e la castità.

LA FIABA INGLESE: THE GOLDEN BALL

Liga Kļaviņa

Ritroviamo la storia nella fiaba classica riportata da Joseph Jacobs con il titolo “The Golden Ball”: due sorelle incontrano un bell’uomo vestito con abiti sontuosi (probabilmente una creatura fatata) che affida ad ognuna di loro una palla dorata dicendo di custodirla con cura a costo della loro vita. La sorella più giovane mentre ci gioca la fa cadere oltre il confine delle mura dentro ad un parco e quando riesce a salire sulle mura, vede la palla correre per il prato fino a entrare dentro ad una casa. (la situazione descritta richiama  la ballata su Sir Ugo)
Chiede aiuto al fidanzato perchè vada a recuperare la palla e il fidanzato nei pressi del muro incontra una vecchina che gli svela che l’unico modo per riprendere la palla è di trascorrere tre notti nella vecchia casa.  La prime due notti il giovanotto affronta i giganti tagliandoli in due con la sua spada (e vede delle strane creature dette “bogles” aggirarsi per il cortile  ); la terza notte  i bogles giocano con la palla dorata proprio sotto al suo letto e il giovane, tirando fendenti con la spada, riesce a metterli in fuga e recupera così la palla d’oro.
E’ il ragazzo ad essere messo alla prova per dimostrare di essere pronto al matrimonio e giganti e goblin sono le paure (anche di natura sessuale) che deve sconfiggere per poter diventare adulto.

I BOGLES

I Bogles sono dei folletti cattivi del folklore scozzese, dispettosi e pericolosi ma non malvagi e William Henderson nel suo libro “Folklore of the Northen Counties” spiega “non danno fastidio a nessuno tranne che agli assassini e a coloro che cercano d’imbrogliare le vedove e gli orfani” così bogle o bogil è il termine localizzato nel Border per il goblin un folletto burlone entrato nell’immaginario fantasy odierno grazie a films e giochi di ruolo: oggi però il goblin è diventato un essere crudele e puteolente (vedasi Il signore degli Anelli).

LA FORCA

Nel frattempo la ragazza viene portata sul patibolo per l’impiccagione e lei supplica il boia per avere un po’ più di tempo dicendo: “ecco sento mia madre che arriva e riporterà la palla d’oro”, ma la madre non ha la palla e non è andata per liberarla anzi è lì per assistere all’esecuzione. Poi il padre e il fratello e poi la sorella, tutti i suoi congiunti arrivano presso la forca per  disapprovare il comportamento della ragazza, che ha perso la verginità (la biglia o palla d’oro zecchino) con tanta leggerezza;
infine è la volta del fidanzato che riporta la palla e la libera.
Questo andamento progressivo della storia (una tra le tipiche tecniche costruttive delle ballate popolari) ) si traduce  nella ripetizione ossessiva della strofa, che resta inalterata tranne la sostituzione di un parente.

Ora in certe illustrazioni i bogles assomigliano a tanti ranocchi e in effetti la fiaba si può accomunare a quella più conosciuta del Principe Ranocchio scritta dai fratelli Grimm. continua
Nella tradizione italiana ritroviamo anche la versione invertita della storia in cui è la rana ad essere una principessa: è il giovane principe a gettare la biglia d’oro zecchino che finisce nello stagno preferito dalla ranocchia.

THE GOLDEN BALL

In effetti il gioco con la “golden ball” è un commonplace delle ballate antiche diventato un generico “playing the ball” quale tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli.

ASCOLTA Rubus “Golden Ball” in Nine Witch Knots 2008.
(testo: tradizionale – melodia: Portman; arrangiamento: Portman, Newey, Andropolis, Schrimshaw.)
Così riportano nelle note: ‘The Golden Ball’, found in George Kinloch’s The Ballad Book is a variation of ‘The Maid Freed from the Gallows’, also known as ‘Prickle Holly Bush’. In this variation, as in the chantefable of the same title found in Joseph Jacobs’ More English Fairy Tales, the protagonist asks her family for her golden ball, often a symbol of lost youth. A linden tree replaces the usual gallows tree and, most striking of all, it is transformed from a tale of true love to a celebration of super-grannies; for it is non other than the grandmother who hobbles over the hills, clutching the golden ball, just in time to save her granddaughter‘s neck. Kinloch gave no melody or source for his text, but I imagine a formidable old woman in a rocking chair impressing her grandchildren with the hangman’s marks still on her neck. (tratto da qui)

ecco la trascrizione del testo ad orecchio


She looked over to the high high hill
she ..  manys the day
here she saw her father a-coming from the highway
“Father, have you found my golden ball,
And have you come to set me free?
Or have you come to see me hung,
upon the linden tree?”
“I’ve not found your golden ball,
And I’ve not come to set you free.
But I have come to see you hung,
upon the linden tree.”
etc. for mother, brother, sister, grand-mother
“Yes, I have found your golden ball,
And I have come to set you free.
I’ve not come to see you hung,
upon the linden tree”.
Tradotto da Cattia Salto
Guardava dall’alto della collina
..
qui vide il padre arrivare lungo la strada maestra
“Padre avete trovato la mia palla d’oro zecchino
e siete venuto a liberarmi?
O siete venuto per vedermi impiccata sotto al tiglio (1)?
“Non ho trovato la tua palla d’oro
non sono venuto a liberarti,
ma sono venuto per vederti impiccata sotto al tiglio”
continua con la madre, fratello e la sorella  e infine la nonna
“Si io ho trovato la tua palla d’oro
e sono venuta a liberarti
e non a vederti penzolare
dal tiglio”

NOTE
1) Il tiglio è un albero molto longevo, può vivere fino a 1000 anni.
Per molti popoli europei dei tempi antichi, in particolare per i popoli slavi, il tiglio è un albero sacro. Le città tedesche avevano spesso nel loro punto centrale un piccolo gruppo di tigli destinato a luogo d’incontro . Era anche usanza piantarli nei luoghi destinati per gli incontri commerciali, poiché si considerava che la presenza del tiglio potesse donare calma e benessere alle persone e quindi favorire la comprensione nelle relazioni. Gli antichi consideravano il tiglio così benefico per gli uomini, che veniva ritenuto un simbolo di amicizia e fedeltà. Veniva piantato nei giardini intorno alle case credendo che il tiglio potesse proteggere dal malocchio. (Anna Zacchetti tratto da qui)

Nella tradizione britannica la ballata diventa “The Prickle Holly Bush
ASCOLTA Matthew White e il bel canto molto poetico anche il video

I
O, the prickeli (1) bush,
it pricks my heart full sore;
If I ever get out of this prickeli bush,
I’ll never get in it any more.
II
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my father
coming o’er yonder side.
III
Father, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
IV
No, I have not brought you gold
or silver  to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
V
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my true love
coming o’er yonder side.
VI
True love, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
VII
Yes, I have brought you gold
and silver to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
Tradotto da Cattia Salto
I
Oh il cespuglio di rovi (1)
mi punge e graffia  il cuore
se mai riuscissi a uscire da questo rovo, non ci entrerò mai più (2)
II
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere mio padre
venire da lontano”
III
“Padre mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
IV
“No, non ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”
V
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere il mio innamorato
venire da lontano”
VI
“Amore mio mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
VII
“Si, ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”

NOTE
1) prickly: pungente cioè con le spine; ma anche un Prickle Holly Bush, cioè un cespuglio di agrifoglio: l’agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità
2) la fanciulla ha imparato la lezione

ASCOLTA The Watersons in cui il condannato in attesa di impiccagione è un uomo e il canto inizia con
“Oh, slack your horse,” cries George,
“Come slack it for a while,
For I think I see my father
Coming over yonder style.”
accomunando così la canzone a Geordie e alle ballate sul bracconaggio

continua

FONTI
http://bluegrassmessengers.com/95-the-maid-freed-from-the-gallows.aspx
http://bluegrassmessengers.com/500-years-of-the-maid-freed-from-the-gallows–1928.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-maid-freed-from-the-gallows–krappe-1941.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-gallows-and-the-golden-ball-an-analysis.aspx
http://bluegrassmessengers.com/-the-golden-ball-and-the-hangmans-tree.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-golden-ballyorkshire-henderson-baring-gould.aspx
http://bluegrassmessengers.com/prickly-bush-notes-on-childrens-game-songs-1915.aspx
http://bluegrassmessengers.com/de-tale-ob-de-golen-ball–owen-1893-.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch095.htm
https://www.mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thepricklybush.html
http://www.surlalunefairytales.com/authors/jacobs/moreenglish/goldenball.html
http://smartkids123.com/the-golden-ball-english-fairy-tales-by-flora-annie-steel/
https://ericwedwards.wordpress.com/2013/12/08/bogles-bugbears-and-boggarts/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=157721

APPLE WASSAILING IN CORNWALL

Wassail_BowlL’antica tradizione anglo-sassone del wassailing cioè delle bevute benaugurali durante le festività natalizie: al brindisi si accompagnavano delle strofe cantate in coro o intonate da un solista e con un ritornello corale, così dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passa alle visite benaugurali di porta in porta nei villaggi, che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano, alla salute dei padroni di casa e alla loro prosperità.

WASSAIL SONGS

Facciamo perciò un giro per la campagna britannica: dalla Cornovaglia arrivano una grande varietà di wassail soFlag_of_Cornwall_svgngs quella più diffusa ha come ritornello la frase
“With our Wassail, 
and Joy be to our jolly Wassail

ARCHIVIO CORNISH WASSAIL
BODMIN WASSAILING
GRAMPOUND WASSAIL
JACOBSTOW WASSAIL
MALPAS WASSAIL
PADSTOW WASSAIL
TWELFTH DAY CAROL
WEST CORNWALL WASSAIL
INDICE WASSAIL SONGS

JACOBSTOW WASSAIL

ivi.borinC’è una Jacobstow sia nel Devon (pronunciata con la e finale) che in Cornovaglia. Questo wassail proviene dalla poderosa collezione di canti popolari del reverendo anglicano Sabine Baring-Gould: Songs and Ballads of the West 1889-1891, A Garland of Country Songs 1895.
Il wassail prende anche il nome di Robin Redbreast wassail essendo il pettirosso lo spirito dell’albero e il re dell’anno nuovo che trionfa sullo scricciolo (che rappresenta l’anno passato vittima sacrificale nel giorno di Santo Stefano qui )


ASCOLTA The Watersons (su Spotify)


I
Wassail, wassail,
Good master and mistress,
sitting down by the fire,
While we poor wassailers
be dabbling in the mire,
With a jolly wassail.
Oh, little Robin Redbreast
he has a fine wing,
Give us of your cider
and we’ll begin to sing,
With a jolly wassail
II
Wassail, wassail,
Good master and mistress,
our wassail begin,
Please open your door
and let us come in,
With a jolly wassail.
Oh, little Robin Redbreast
he has a fine song,
Give us of your cider,
we won’t keep you long,
With a jolly wassail.
III
Wassail, wassail,
Your ale cup is white
and your ale it is brown,
Your beer is the best
that e’er can be found,
With a jolly wassail.
Oh, little Robin Redbreast
he has a fine leg,
Give us of your cider,
and we’ll begin to beg,
With a jolly wassail.
IV
Wassail, wassail,
Your gin it is brew’d
from the juniper tree,
Your gin is the best
that ever can be,
With a jolly wassail.
Oh, little Robin Redbreast he has a fine toe,
Give us of your cider,
and we’ll begin to go,
With a jolly wassail.
Traduzione di Cattia Salto
I
Alla Salute, 
Buon padrone e padrona
seduti accanto al camino
mentre noi poveri questuanti squazziamo nel fango
con una grolla dell’allegria
Oh piccolo pettirosso
lui ha delle belle ali,
dateci il vostro sidro
e nei inizieremo a cantare
con una grolla dell’allegria
II
Alla Salute, 
Buon padrone e padrona
la nostra questua inizia
aprite la porta per favore
e fateci entrare
con una grolla dell’allegria
Oh piccolo pettirosso
lui ha una bella canzone,
dateci il vostro sidro
e non vi tratterremo a lungo
con una grolla dell’allegria

III
Alla Salute,
la vostra coppa è chiara
e la vostra birra è scura
la vostra birra è la migliore
che si possa trovare
con una grolla dell’allegria
Oh piccolo pettirosso
lui ha una bella gamba,
dateci il vostro sidro
e chiederemo l’elemosina
con una grolla dell’allegria

IV
Alla Salute,
il vostro gin è fabbricato
dall’albero del ginepro
il vostro gin è il migliore
che si possa trovare
con una grolla dell’allegria
Oh piccolo pettirosso
lui ha un bel piede
dateci il vostro sidro
e noi ce ne andremo
con una grolla dell’allegria

MALPAS WASSAIL

La versione diffusa nel fiabesco villaggio di Malpas dove il fiume Fal si divide in due rami e più genericamente nei dintorni della cittadina di Truro. L’area per il suo clima ameno è ricca di frutteti e più frequentemente nelle strofe si rievocano gli antichi rituali del wassailing nel frutteto

ASCOLTA The Watersons


I
Now the harvest being over
And Christmas drawing in
Please open your door
And let us come in
Chorus
With our wassail
Wassail, wassail
And joy come to our jolly wassail
II
Here’s the master and mistress
Sitting down by the fire
While we poor wassail boys
Do trudge through the mire
III
Here’s the master and mistress
Sitting down at their ease
Put your hands in your pockets
And give what you please
IV
This ancient awd house
We will kindly salute
It is your custom
You need not dispute
V
Here’s the saddle and the bridle
They’re hung upon the shelf
If you want any more
You can it sing yourself
VI
Here’s an health to the master
And a long time to live
Since you’ve been so kind
And so willing to give
Traduzione di Cattia Salto
I
Ora il raccolto è finito
e il Natale si avvicina
aprite la porta per favore
e fateci entrare
CORO
Con il nostro wassail

Wassail, wassail
e gioia sarà con l’allegro wassail. 
II
Oh padrone e padrona
seduti accanto al focolare
mentre noi poveri ragazzi del wassail siamo in giro nel fango
III
Oh padrone e padrona
che state belli comodi,
mettete le mani in tasca
e dateci quello che volete.
IV
Questa antica vecchia casa
saluteremo gentilmente
come è nostra usanza
non c’è che dire
V
Ecco la sella e la briglia
sono appesi alla mensola
e se ne volete di più
potete cantare voi stessi
V
Alla salute del padrone
che possa vivere a lungo
poichè siete stati così gentili
e generosi nel dare

FONTI
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/jacobstowewassail.html
http://www.wildharmony.org.uk/index.php/wassailing/54-other-wassail-songs/126-jacobstowe-wassail
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/malpaswassail.html

DERBY RAM & MUMMERS

old-tup

Le tradizioni più antiche della festa di mezzo inverno prevedevano una sorta di questua benaugurale in cui un gruppo di giovani andava di casa in casa con “The Old Tup“; l’usanza si riscontra in particolare a Derby e a Chersterfield portata avanti dai Mummers della contea ancora durante l’Ottocento e ripresa fino ai nostri giorni: si metteva in scena la morte rituale di un ariete (o montone), il cui sangue anticamente veniva raccolto in una ciotola e la carne era distribuita ai poveri. Oggi la pantomima prevede la partecipazione di svariati personaggi tra i quali non può mancare il macellaio che uccide l’ariete, e un imbonitore che richiede il denaro tra il pubblico

Così leggiamo nelle note del video: “The Derby Tup is also known as Old Tup or the Derby Ram and is a mumming play associated with house visiting customs around Christmas time in the Sheffield area. The Tup is similar to the Hooden Horse in construction — a head on a pole with snapping jaws and rams horns, held by an operator covered by a cloth to represent the body. The play is accompanied by the singing of the widespread old folk song “The Derby Ram” and is the story of how the ram is butchered and made into useful and desirable items for the local people to use. Other characters include his keeper and Beelzebub and Little Devil Doubt who solicit for donations with menaces!”

L’Old Tup è una figura propiziatoria assimilabile all’Hooden Horse, un’offerta sacrificale per ottenere la benevolenza degli dei affinchè accordassero abbondanza e prosperità alla terra. Con il tempo il significato del rituale si è confuso e la canzone è finita nelle nursery rhymes come canzoncina umoristica per i bambini in cui l’ariete è diventato gigantesco e compie imprese prodigiose.

ASCOLTA The Watersons


I
As I was going to Derby,
all on a market day
I’ve spied the biggest ram, sir,
that ever was fed on hay
Chorus (after each verse):
La lum lay lum people lay lum lay
II
This tup was fat behind, sir,
this tup was fat before
This tup was nine feet round, sir,
if not a little more
III
And the horns upon this tup they grew,
well they reached up to the sky
The eagles made their nests within,
you could hear the young ones cry
IV
Yes the horns that on this tup they grew,
well they reached up to the moon
A little boy went up in January
and he never got back till June
V
And all the men of Derby
come begging for his tail
To ring St George’s passing bell(1)
from the top of Derby Gaol
VI
And all the women of Derby
come begging for his ears
To make ‘em leather aprons
to last ‘em forty years
VII
And all the boys of Derby
come begging for his eyes
To make themselves some footballs
cause they were of football size
VIII
Took all the men of Derby
to carry away his bones
Took all the women of Derby
to roll away his stones(2)
IX
And now my story is over,
and I have no more to say
Please give us all a New Year’s box
and we will go away
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo a Derby
in un giorno di mercato
ho visto il più grande ariete
che mai si sia mai nutrito di fieno
Coro
La lum lay lum people lay lum lay
II
L’ariete era grosso davanti, signore
l’ariete era grosso dietro
l’ariete era largo nove piedi, signore
e anche un po’ più
III
Le corna su questo ariete crescevano
fino a raggiungere il cielo.
Le aquile ci facevano il nido
si potrebbero sentire i lamenti dei piccoli!
IV
Si le corna su questo ariete crescevano
fino a raggiungere la luna.
Un ragazzino ci salì a Gennaio
e fnon u di ritorno che a Giugno
V
E tutti gli uomini di Derby
vennero a chiedere la sua coda
per suonare la campana a morto di San Giorgio(1)
dalla cima del carcere di Derby.
VI
E tutte le donne di Derby
vennero a chiedere le sue orecchie
per farne ghembriali di pelle
che gli durassero 40 anni.
VII
E tutti i giovani di Derby
vennero a chiedere i suoi occhi
per farne dei palloni
perchè erano della misura di una palla da calcio.
VIII
Ci sono voluti tutti gli uomini di Derby
per portare via le sue ossa
e tutte le donne di Derby
per far rotolare via le sue tonsille(2).
IX
E ora che la storia è finita
e non mi resta altro da dire
vi prego di darci un’offerta per l’anno nuovo e noi andremo via.

NOTE
1) secondo la tradizione le campane sono suonate in occasione di un decesso per impediere ai diavoli di catturare l’anima del defunto
2) letteralmente stones si traduce con pietre ma in questo contesto credo voglia dire tonsille

ASCOLTA The Kossoy Sisters: questa versione pur essendo americana, ricorda ancora il rituale di macellazione e lo smembramento dell’ariete


I
As I went in to Darby,
All on a Market Day,
I saw the largest ram, sir,
That was ever fed on hay.
CHORUS:
And he rambled, rambled all around
In and out of town did he ramble,
And he rambled til them butchers cut him down.
II
This ram had four feet, sir,
Four feet on which to stand,
And each one of his hooves sir,
covered an 40 acres of land.
III
The wool upon his back, sir,
It reached up to the sky;
The eagles made their nests there,
You could hear the young ones cry.
IV
The horns upon his head, sir,
They reached up to the moon;
A man climbed up in January,
And didn’t come down ‘til June.
V
The wool that grew upon his tail,
If you had sheared it off,
Would have made the finest tailors
A hundred yards of cloth.
VI
The Butcher that cut him down sir,
He drownded in the blood.
And the little boy who held the bowl,
Was washed away in the flood.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo a Derby
in un giorno di mercato
ho visto il più grande ariete
che mai si sia mai nutrito di fieno
Coro
E lui gironzolava
dentro e fuori la città
e gironzolò finchè i macellai
lo abbatterono

II
L’ariete aveva quattro zampe, signore
quattro zampe su cui reggersi
e ogni suo zoccolo, signore,
ricopriva 40 acri di terra
III
La lana del suo dorso, signore
raggiungeva il cielo
Le aquile ci facevano il nido
potresti sentire i piccoli gridare
IV
Le corna sulla sua testa, signore
raggiungevano la luna;
un uomo ci salì a Gennaio
e fu di ritorno a Giugno
V
La lana che cresceva sulla sua coda
se l’avessi tosato
avrebbe reso ai migliori sarti
un centinaio di iarde di stoffa
VI
Il macellaio che lo ha abbattuto, signore
è annegato nel sangue
e l’aiutante che teneva la ciotola
è stato spazzato via dal flusso.

LA VERSIONE MARINARESCA

Della canzone esiste anche una versione sea shanty diffusa dall’Atlantico al Pacifico al tempo dei velieri e in varie versioni testuali
ASCOLTA Assassin’s Creed 4 Black Flag


I
As I was going to Derby,
‘twas on a market day,
I met the finest ram, sirs,
that ever was fed upon hay.
(Chorus)
That’s a lie, that’s a lie
That’s a lie, a lie, a lie!
II
This ram and I got drunk, sir,
as drunk as drunk could be,
And when we sobered up, sir,
we were far away out on the sea.
III
This wonderful old ram, sir,
was playful as a kid;
He swallowed the captain’s spyglass
along with the bo’sun’s fid(1).
IV
The night was very draft, sir,
the wind like ice did feel;
He borrowed me suit of oilskins
And took me trick at the wheel
V
He climbed aloft sir,
so full of him to store the topsails high(2);
but halfway up he lost his nerve
he had an awful fright.
VI
One morning on the poop, sir,
afore eight bells was struck.
He climbed up to the sky’s
I yard an’ sat down on the truck(3).
VII
This wonderful ol’ ram, sir,
he tried a silly trick,
He tried to jump a five-barred fence
and landed in a rick.
VIII
This wonderful ol’ ram, sir,
it grew two horns of brass,
One grew out o’ his shoulder blade,
t’other turned into a mast.
IX
The Crew of the good Ship Jackdaw(4)
is handsome, strong and brave,
the finest Crowd of Sailors
that ever sailed over the Waves
TRADUZIONE ITALIANO
I
Mentre andavo a Derby,
ed era un giorno di mercato,
ho incontrato il più bell’ariete, signori,
che mai sia stato alimentato con il fieno
CORO
Questa è’ una bugia,
una bugia
II
L’ariete ed io ci ubriacammo, signore
che più ubriachi non si poteva
e quando diventammo sobri, signore
eravamo in alto mare
III
Questo magnifico vecchio ariete,
era giocoso come un bimbo
inghiottì il cannocchiale del capitano
con la caviglia(1) del nostromo
IV
La notte era molto fredda, signore,
il vento sembrava come ghiaccio
e lui mi prestò il vestito incatramato
e mi portò alla ruota del timone
V
Montò arriva signore,
così determinato da voler stivare le gabbie volanti(2)
ma a metà strada si è perso d’animo
e gli è preso una strizza terribile
VI
Una mattina sulla poppa, signore
prima che la campana delle otto suonasse, lui si è impennato nel cielo, e io mi sono arrampicato e seduto sulla formaggetta(3)
VII
Questo magnifico vecchio ariete,
giocò uno scherzetto
cercò di saltare cinque barili in fila
e atterrò su di un pagliaio
VIII
A questo magnifico vecchio ariete,
sono cresciute due corna d’ottone
una scaturita sua scapola
l’altra trasfromata in albero
IX
La ciurma della nave “La taccola” (4)
è affascinante, forte e coraggiosa
i migliori marinai
che mai navigarono sulle onde

NOTE
1) termine nautico vedi
2) stivare nel senso di sferire (toglierle dal pennone), calare le vele in coperta e riporle nel deposito vele. La traduzione della frase è suggerita da Italo Ottonello
3) un altro termine nautico: dal dizionario italiano leggo “Sorta di pomo, tondo e un po’ schiacciato, che si mette in cima agli alberi delle navi e alle aste delle bandiere
4) la strofa finale è stata modificata dagli autori di Black Flag per adattarla alla storia: La Jackdaw, varata con il nome di El Dorado, è stato il brigantino del pirata gallese Edward Kenway, nonché la nave ammiraglia della sua flotta, nel periodo in cui operò come pirata e poi come Assassino nelleIndie Occidentali, dal 1715 al 1723. continua

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/derbyram.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/21/ram.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/22/derbyram.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/27/darbyram.htm
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thederbyram.html
http://www.folkplay.info/Gallery/Thameside2004.htm
http://www.folkplay.info/Texts/86sk–lj.htm
http://www.folkplay.info/Texts/89sk59gi.htm
http://www.folkplay.info/Texts/90sk58mh.htm
http://www.folkplay.info/Texts/90sk18sa.htm
http://www.folkplay.info/Texts/94sk47gm.htm
http://www.folkplay.info/Texts/96sk47rh.htm
http://www.classic-rocks.com/english-irish-folk-music/the-derby-ram.html
http://calendarcustoms.com/articles/derby-tup/
http://www.yorkshirefolksong.net/song.cfm?songID=59
http://garlandfilms.co.uk/derby-tup.html
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/DERBYRA2.html

THE MERRY PLOUGHBOY

“L’allegro contadinello” è una canzone irlandese accreditata a Dominic Behan che molto probabilmente ha invece aggiustato e arrangiato un vecchio brano tradizionale inglese intitolandolo “Off to Dublin in the Green“.
La canzone in origine era una reclame pro-arruolamento, ironicamente trasformata da Behan in una canzone anti-britannica e repubblicana, ambientata nei primi decenni del XX secolo.

VERSIONE INGLESE: The Kaki and the Blue  (The Scarlet and the Blue)

La versione ci viene dalla famiglia Watersons chiamata anche The Kaki and the Blue (registrata in A Yorkshire Garland, 1966)
Il commento di AL Lloyd nelle note così recita: “So poor was the existence of oldtime farm labourers, even army life and army pay seemed a golden prospect. The race of treacle-tongued and bloody-minded recruiting sergeants from Farquhar’s Sergeant Kite onward exploited the situation by deception and sharp practise, depicting a life of ease, wenching, plunder and quick promotion, to the gullible yokels. The young ploughboy of this song has swallowed the bait readily enough. Yet songs of this sort are rare compared with the large repertory of songs about the farm boys who desert when they realise the realities of military life. This is another song that the Watersons got from Mick Taylor of Hawes in 1965.

Nel sito de The Yorkshire Garland Group leggiamo “According to A.L.Lloyd The Scarlet and the Blue was written in the 1870s by John Blockley and popularized on both sides of the Atlantic by Ed Harrigan and Tony Hart. This information has been frequently reprinted whenever oral versions have been published but no-one I know has actually seen any verified references to Blockley’s authorship or a copy of the original sheet music. Blockley was a prolific composer of music for parlour pieces up to his death in 1882 but he seldom was credited with any lyrics. Although the song could well have been written in the 1870s and applied to the many colonial wars of that era, all of the versions I have come across can only be traced back to having been sung in World War I. Although some writers quite rightly claim the practice of wearing scarlet and blue was replaced by khaki in the 1880s, song writers continued to use the title for army songs up to at least 1900 when J. Horspool wrote the words and music to a song of this title. Another of the same title was written in 1884 by W. Sapte, music by Joseph Duggan. John Farmer also produced a book in 1898 entitled Scarlet and Blue, Songs for Soldiers and sailors.
Whatever its prior history it must have been very popular amongst the troops in World War I to judge by the fact that it was still being widely sung in rural England in the second half of the twentieth century, and in fact is still sung by many retired farm workers today. It was particularly adopted by Royal Artillery regiments. During World War I the horse was still the main source of power for transporting heavy equipment and ordnance, so young ploughmen and other heavy horse workers were seen as ideal recruiting fodder for artillery regiments like the Warwickshire Royal Horse Artillery. This song must have been a godsend as a recruiting song for these artillery regiments.
One such was Sykes’s Wagonners Reserves which recruited on the Yorkshire Wolds, particularly the area around the Sykes’s Sledmere Estate. Lieutenant-Colonel Sir Mark Sykes MP established the regiment in anticipation of World War I, consequently those Wagonners who were lucky enough to return after the war had the song in their repertoires and eventually passed it on to younger farm workers, so that throughout the twentieth century there was scarcely a farm lad in the East Riding who could not sing it.
The song was adapted for use by the IRA post 1916 and Dominic Behan could remember singing it as a member of the Young Republican Boy Scouts. He rewrote the words in the 1960s and his version became very popular on the folk scene on both sides of the Irish Sea.”

ASCOLTA Ted Hutchinson di Canal Head, Driffield che ha imparato il brano dai contadini più anziani della zona

I
I once was a jolly ploughboy ploughing in the fields all day,
When a very funny thought came across my mind, I thought I’d run away,
For I’m sick and tired of the country life and the place where I was born,
So I’ve been and joined the army and I’m off tomorrow morn.
Chorus:
So hurrah for the scarlet(1) and the blue, see the helmets glisten in the sun,
And the bay’nets flash like lightning to the beat of a military drum.
There’s a flag in dear old England proudly waving in the sky
And the last words of my comrades were, ‘We’ll conquer or we’ll die.’
II
I put aside my old grey mare, I put aside my plough,
I put aside my two-tined fork, no more to reap or mow,
No more will I go harvesting to reap the golden corn,
For I’ve been and joined the army and I’m off tomorrow morn.
III
But there’s one little girl I must leave behind and that is my Nellie dear;
She said she would be true to me if I be far or near;
And when I come back from the foreign shore how happy I will be,
For I’ll march my Nellie off to church and a sergeant’s wife she’ll be.
TESTO FAMIGLIA WATERSON
I
Well I once was a merry ploughboy
I was a-ploughing in the fields all day
Till a very funny thought came to me head
That I should roam away
O I’m tired of my country life
Since the day that I was born
So I’ve gone and joined the army
And I’m off tomorrow morn
Chorus (after each verse):
Hoorah for the khaki(1) and the blue
Helmets glittering in the sun
Bayonets flash like lightning
To the beating of a military drum
And no more will I go harvesting
Or gathering the golden corn
‘Cos I got the good king’s shilling
And I’m off tomorrow morn
II
Well I’ll leave aside my pick and spade
And I’ll leave aside my plough
And I’ll leave aside my old grey mare
For no more I’ll need her now
For there’s a little spot in England
Up in the Yorkshire dales so high
Where we mast the good king’s standard
Saying we’ll conquer or we’ll die
III
But there’s one little thing I must tell you
About the girl I leave behind
And I know she will prove true to me
And I’ll prove true in kind
And if ever I return again
To my home in the country
I’ll take her to the church to wed
And a sergeant’s wife she’ll be

NOTE
1) la tinta scarlatta delle divise militari inglesi è stata sostituita dal
color kaki nel 1880.

VERSIONE IRLANDESE: THE MERRY PLOUGHBOY

La ballata è diventata un simbolo del nazionalismo irlandese contemporaneo. Il protagonista è un giovane contadino, insoddisfatto della propria condizione sociale (anche se merry) che decide di posare i suoi strumenti di lavoro per imbracciare il fucile e combattere per la libertà della sua nazione; al suo ritorno spera di potersi sposare con la fidanzata Mary.

Alcuni fanno derivare la versione irlandese dal brano intitolato “The Warwickshire R.H.A.” la sigla per la Royal Horse Artillery risalente al 1793 che era inglobata nella Royal Artillery dell’Esercito britannico. (ancora oggi ci sono quattro reggimenti che si fregiano del simbolo RHA.): le strofe sono identiche alla versione inglese riportata ma il coro diventa
The Warwickshire R.H.A.
And hurrah for the Horse Artillery,
See the spurs how they glitter in the sun,
And the horses gallop like lightening,
With an fifteen pounder gun,
And when we get to France my boys,
The Kaiser he will say,
Ach Ach Mien Gott what a jolly fine lot,
Are the Warwickshire R.H.A.

9_Benson_IRA_1Harry Benson I.R.A. Soldier, Ireland, 1985

GUIDA ALL’ASCOLTO

Una melodia “tipicamente irish” allegra e scanzonata che si presta anche alle versioni punk o metal, ma per l’ascolto consiglio i “classici”!

ASCOLTA Wolfe Tones
ASCOLTA Dubliners
ASCOLTA Clancy Brothers& Tommy Makem “Green in the Green”

I
Oh, I am a merry ploughboy
And I plough the fields all day
Till a sudden thought came to my mind
That I should roam away.
For I’m sick and tired of slavery
Since the day that I was born
And I’m off to join the I.R.A.
And I’m off tomorrow morn.
Chorus:(1)
And I’m off to Dublin in the green(2), in the green
Where the helmets glisten in the sun
Where the bay’nets(3) flash and the riffles crash
To the echo(4) of the Thompson gun.
II
I’ll leave aside my pick and spade
And I’ll leave aside my plough
I’ll leave aside my old grey mare
For no more I’ll need them now.
I’ll leave aside my Mary,
She’s the girl I do adore
And I wonder if she think of me
When she hears the cannons roar.
III
And when the war is over
And dear old Ireland is free
I’ll take her to the church to wed
And a rebel’s wife she’ll be.
Well some men fight for silver
and some men fight for gold
But the I.R.A. are fighting
for the land that the Saxons stole(5)
TRADUZIONE ITALIANO
I
Sono un allegro contadinello
e aro i campi tutto il giorno
finchè un pensiero improvviso mi sovvenne,
che dovrei andarmene in giro.
Sono nauseato e stanco di essere schiavo
fin dal giorno in cui sono nato
e andrò ad unirmi all’I.R.A.
ci andrò domani mattinaRitornello:
e sono fuori da Dublino, in campo aperto(2), in campo aperto, dove gli elmetti brillano al sole
dove le baionette scintillano e i fucili rimbombano
per l’eco(4) della pistola Thompson
II
Lascerò da parte picca e vanga
e lascerò da parte il mio aratro
lascerò da parte la mia vecchia giumenta grigia,
che non ne avrò più bisogno.
Lascerò da parte la mia Mary
la ragazza che amo
e mi domando se lei pensa a me
quando sente i cannoni ruggire
III
E quando la guerra è finita
e la vecchia cara Irlanda è libera
la porterò in chiesa per sposarla
e la moglie di un ribelle lei sarà.
Alcuni combattono per l’argento
e altri per l’oro
ma l’I.R.A. combatte
per la terra che i Sassoni rubarono(5)

NOTE
1) il ritornello cantato da Dominic in “Off to Dublin in the Green”
“So I’m off to Dublin in the green in the green
Where the the helmets glitter in the sun
Where the rifles crash and the thunders crash
To the echo of the Thompson guns.”

il ritornello cantato dai Dubliners
“We’re off the Dublin in the green, in the green,
Our bayonets glitterin’ in the sun
And his hands they flew like lightin’ to
The rattle of a Thompson gun.”

il ritornello cantato dai Clancy
“We’re off the Dublin in the green, in the green,
Our bayonets glitterin’ in the sun
And his hands they flew like lightin’ to
The rattle of a Thompson gun.”

2) in the green tradotto in italiano come “essere all’aperto, nei prati” è letteralmente “essere nel verde” cioè identificarsi nel colore dei ribelli che per tradizione fin dal 1600 hanno scelto di indossare il colore verde come forma di “irlandesità” vedi

3) bay’nets “baionette”. Presente esclusivamente nel ritornello, questo termine, rappresenta un’espressione dialettale, molto diffusa nel linguaggio colloquiale ed è la contrazione della forma standard bayonet. ” A bayonet is a weapon with a worker at both ends”

4) nei Dubliners diventa “rattle” con un effetto molto più crudo

5) in origine “the land De Valera sold” Éamon de Valera fu un politico e patriota irlandese, tra le figure di spicco della lotta per l’indipendenza dal Regno Unito e uno dei padri della repubblica d’Irlanda. dopo la vittoria elettorale del suo partito Fianna Fai nel 1932 divenne primo ministro avviando una politica di progressivo sganciamento dell’Irlanda del Sud dalla Gran Bretagna. Ancora primo ministro dal 1951 al 1954 e dal 1957 al 1959, fu eletto in quell’anno presidente della repubblica mantenendo tale carica fino al 1973.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54596
http:[email protected]?SongID=6825
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thekhakiandtheblue.html
http://www.mysongbook.de/msb/songs/o/offtodub.html
http://www.yorkshirefolksong.net/song_database/
Military/The_Jolly_Ploughboy.55.aspx

LE DANZE DELLE SPADE NELLA TRADIZIONE POPOLARE

Un’antica cerimonia della tradizione natalizia (ma anche primaverile) era quella della danza delle spade in cui gli uomini, in sgargianti costumi, disegnavano varie figure con le spade. Nel Medioevo queste danze vennero mimate con fazzoletti e campanelli al posto delle armi, conosciute ancora ai nostri giorni in Gran Bretagna con il nome di Morris dance. Erano danze spesso connesse con il Mumming natalizio in cui i mummers mettevano in scena una recita con personaggi stereotipati incentrata sul rito di morte-rinascita proprio di molte tradizioni solstiziali e di fine d’anno. (continua)

La danza delle spade ha probabilmente origini molto antiche risalenti ai rituali guerreschi quando i guerrieri più agili erano anche acrobatici danzatori.
Scrive Curt Sachs nel suo celebre studio sulla danza: “La danza della spada ha una sua precisa fisionomia nel folklore europeo: il periodo della sua maggiore fioritura si estende dal XIV al XVIII secolo. Prima di quest’epoca abbiamo nella tradizione una lacuna di considerevole estensione che giunge fino alle sue fonti nell’antica Roma. Nel secolo XIX la sua importanza si è affievolita a tal punto che, dopo il 1850, ne troviamo solo relitti”. (Sachs, 1933; trad. 1934:141).
Come ha sottolineato Pier Carlo Grimaldi “se osserviamo il calendario delle danze delle spade pare corretto sostenere che nella società tradizionale, prima che i riti costitutivi del tempo sacro si andassero sostituendo con quelli profani, il rito ricorreva soprattutto all’inizio dell’anno, in quel tempo protetto del carnevale che segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera”. (Grimaldi, 2001:17). (tratto da qui)

LA DANZA DEGLI SPADONARI

Oltre che in Inghilterra, Scozia, Francia e in vari paesi germanici (e i paesi dell’ex impero austro-ungarico), una danza delle spade si ritrova in Piemonte, in Val Susa (San Giorio di Susa, Giaglione, Venaus), in Val Chisone (Fenestrelle) e nella montagna cuneese (Bagnasco e Castelletto Stura). Località che sono solo uno sparuto baluardo di una tradizione ben più diffusa nemmeno una generazione fa, sempre nelle valli torinesi: Chianocco, Vaie, Mattie, Meana di Susa, Chiomonte, Exilles, Rueglio, Lugnacco, Salbertrand.

Il Bal del Saber (tradotto dall’occitano in danza degli spadonari) di Vicoforte abbinava alla danza la recita di una commedia.
“L’azione si supponeva avvenisse mentre la compagnia teatrale si dirigeva a Pavia: Arlecchino indisponeva Brisighella, il quale lo accusava di avere insultato il sovrano e lo denunciava al senatore. La rappresentazione si concludeva con la morte di Arlecchino, alla quale seguiva la danza che terminava intorno all’albero (Pola Falletti 1937). Ufficialmente il Bal do Sabre non si balla più dal 1904; in realtà, in questi ultimi anni, i ragazzi della scuola media del posto hanno più volte riproposto la rappresentazione del ballo in alcune località”. (tratto da Laura Bonato “Tutti in festa”)

IL BAL DO SABRE A BAGNASCO (PIEMONTE)

La danza si configura come una danza a catena, durante la quale non si svolge un duello, ma si racconta, mimandola, una storia, apparentemente  la condanna a morte di un contadino di Bagnasco che si è rifiutato di dare in sposa la propria figlia al Capo dei Saraceni. E tuttavia il rituale è molto più antico e si connette con i culti agrari e la fertilità della terra, tantè che nella parte finale si svolge la danza del palo intrecciato tipica nei riti primaverili (vedi )

Bal do sabre, ballo della sciabola, di Bagnasco

Esistono a Bagnasco delle testimonianze manoscritte e fotografiche di alcune sporadiche rappresentazioni del Bal do Sabre dagli ultimi anni dell”800 fino al 1952, quando si sono interrotte; sono state poi riprese dal 1968 da Giuseppe Carazzone e dal suo gruppo folkloristico della Pro Loco di Bagnasco.

Sui significati e i simboli della danza si rimanda all’ottimo video di Remo Schellino

EARSDON SWORD DANCE SONG

Le tracce della danza si trovano nel Northumberland e nello Yorkshire già nel 1700, anche se quelle attuali rispecchiamo la tradizione ottocentesca con l’introduzione di una spada chiamata “rapper“, più flessibile a forma di lunga spatola con doppia impugnatura. La tradizione rimasta ancorata alle comunità dei minatori che estraevano carbone, era occasione di gare rivalse e campanilismi. La tradizione è proseguita anche presso gli immigrati in America, si veda ad esempio l’esibizione dei Greenbelt Rapper di Brasstown, North Carolina.

RAPPERS CHE NON DANZANO IL RAP

In Inghilterra si tiene ogni anno il DERT “Dancing England Rapper Tournament” una gara di ballo tra i migliori gruppi di danzatori di spade (affettuosamente chiamati rappers) compresi anche gruppi di donne. Oltre ai danzatori e al musicista (anche se possono essere più di uno in genere è uno solo che esegue la melodia, più spesso un violino) ci sono due buffi personaggi Tommy detto anche il capitano e Betty o Bessy (un uomo travestito da donna).

Le musiche su cui danzano sono diventate sempre più veloci come i reels, mentre sembra che in passato si preferissero le hornpipes.

VIDEO Greenbelt Rapper


VIDEO Black Swan Rapper

CALLING-ON SONG

Le danze erano introdotte da un canto particolare secondo un rituale che si svolgeva anche nelle rappresentazioni drammatiche di Pasqua (pace-egg play ) o in occasione del giorno di San Giorgio, in cui l’imbonitore introduce la storia e i personaggi

ASCOLTA Steeleye Span in Hark! The Village Wait
I
Good people pray heed a petition
Your attention we beg and crave
And if you are inclined for to listen
An abundance of pastime we’ll have
II
We have come to relate many stories
Concerning our forefathers time
And we trust they will drive out your worries
Of this we are all in one mind
III
Many tales of the poor and the gentry
Of labor and love will arise
There are no finer songs in this country
In Scotland or Ireland likewise
IV
There’s one thing more need be mentioned
The dances are danced all in fun
So now you’ve heard our intention

thos-hedley2“The Sword Dancers” di Ralph Hedley (1880) con Tommy e Betty che sollecitano il pubblico nel lasciare qualche soldino

VIDEO Kingsmen Rapper al DERT 2011 (che indossano lo stesso costume dell’illustrazione tranne che per il dettaglio dei calzini completamente bianchi invece che a righe) nella rappresentazione compaiono sia Tommy che Betty. E’ Tommy a introdurre i danzatori con una canzone detta calling -on song, con il tono dell’imbonitore, ne reclamizza la bravura; durante l’esibizione inoltre, focalizza l’attenzione del pubblico su una particolare figura, o ne distoglie l’attenzione se i danzatori commettono qualche errore. Betty svolge il ruolo di matto ovvero di buffone.

AL Lloyd ha scritto nelle note di copertina dell’Album “Frost and Fire” dei Watersons : At one time the old death-and-resurrection folk play was performed all over these islands. Nowadays it only crops up here and there, in bits and pieces. The most ancient and fullest form we know presents to us the Fool or Medicine Man with his six hero sons, armed with swords. The sons put their father to death and lament for him, comparing him to the evening sun. But the Fool arises from the dead and recounts his journey to the other world. In north Yorkshire, Durham and Northumberland the sword-dance part of the drama survives, notably among miners. The present song is proper to the coal miners of Earsdon; it’s sung by the captain of the sword-dancers and with it, he calls on each of his heroes and gives him a fictitious name and character, as a kind of disguise. The curious tune has been used for several songs, including the old sailor ballad of The Ratcliffe Highway.

ASCOLTA The Watersons in Frost and Fire 1965 in versione integrale su Spotify


I
Good people, give ear to my story,
we have called for
to see you by chance.
Five heroes all broad blithe
and bonny intending to give you a dance.
For Earsdon(1) is our habitation,
the place we were all born and bred;
There are no finer boys in the nation and none are more gallantly led.
II
‘Tis not for your gold or your silver nor yet for the gain of your gear,
But we come for to take a week’s pleasure to welcome the incoming year.
My lads they are all fit for action with spirits and courage so bold,
They are born of the noble instruction their fathers were heroes of old.
III
The first I shall call is brave Eliot, the first youth that enters the ring,
And right proudly rejoice I to tell it:
he fought for his country and king.
When the Spaniards besieged Gibraltar ‘twas Eliot defended the place;
And he soon caused their plans for to alter, some died, others fell in disgrace.
IV
Now the next handsome youth that does enter is a boy that is both straight and tall;
He is the son of the great Bonaparte, the hero who conquered them all.
He came over the lowlands like thunder, caused nations to quiver and quake;
Many thousands stood gazing in wonder at the havoc he always did make.
V
Now you see all my fine noble heroes, my fine noble heroes by birth;
And they each bear as good a character as any such heroes on earth.
If they be as good as their fathers, their deeds are deserving record;
It is all our whole company desires to see how they handle their swords.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Brava gente prestate attenzione alla mia storia, vi abbiamo chiamati per darvi un’occasione.
Cinque eroi tutti pieni di allegria
e l’intenzione onesta di mostrarvi un ballo.
Perchè Earsdon(1) è la nostra casa,
il posto dove tutti noi siamo nati e cresciuti, non ci sono ragazzi più belli nella nazione e nessuno c’è che abbia più oneste intenzioni.
II
Non è per il vostro oro o il vostro argento e nemmeno per prendere la vostra roba,
ma veniamo qui per salutare l’anno in arrivo con una settimana di divertimenti.
I miei ragazzi sono tutti adatti all’azione dagli animi e coraggio così audaci,
nati con la nobile istruzione dei loro padri che erano eroi del passato.
III
Il primo che chiamerò è il coraggioso Eliot (2), il primo giovane a entrare in scena,
e proprio con orgoglio che ve lo annuncio: egli ha combattuto per il suo paese e per il re.
Quando gli Spagnoli assediarono Gibilterra c’era Eliot a difendere il posto; ed egli ben presto ha scompigliato i loro piani, alcuni sono morti, altri caduti in disgrazia.
IV
Il prossimo bel giovane che sta per entrare ora è un ragazzo che è sia dritto che alto; è il figlio del grande Bonaparte (3) l’eroe che conquistò tutti.
Venne dalle pianure come il tuono per far tremare e scuotere le nazioni,
a migliaia stettero a guardare con meraviglia allo scempio che fece.
V
Ora vi presento tutti i miei bei nobili eroi, i miei bei nobili eroi per nascita ed essi tutti porteranno un buon personaggio come ogni eroe sulla terra. Se essi saranno bravi come i loro padri, le loro imprese meriteranno di essere ricordate, ed è tutta la nostra compagnia che desidera vedere come maneggiano le loro spade.

NOTE
1) Earsdon è un paese del Northumberland
2) si tratta del Generale George Augustus Eliott durante l’assedio di Gibilterra del 1727 (guerra anglo-spagnola)
3) Napoleone Bonaparte nel bene e nel male scosse l’immaginario di tutta Europa e delle Americhe

Seconda parte: la moresca antica

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=28223
http://www.museoroccagrimalda.unito.it/danze_spade.htm
http://www.rapper.org.uk/
http://www.rapper.org.uk/reference/calling-on.php
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/
earsdonsworddancesong.html

http://www.rupestre.net/items/img/spadaroccia_bagnasc.pdf

MAYERS: Drawing Near to the Merry Month of May

Molte tradizioni del Maggio si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento. Così anche in Inghilterra (come in Italia) la tradizione dei “Mayers” non è scomparsa; anche se si è drasticamente interrotta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è stata ripresa sporadicamente e mantenuta viva dai molti Mummers e Morris Dancers, fino ai nostri giorni.

inghilterraSi riportano le tradizioni diffuse in Inghilterra andando per ordine alfabetico secondo la suddivisione in contee

Introduzione vedi
Prima parte Bedforshide vedi
Seconda parte Cambridgshire, Cheshire vedi
Terza parte Lancashire, Yorkshire  vedi

GREATER MANCHESTER – Lancashire

Si stralcia da qui in merito alle tradizioni del Primo Maggio a Manchester e dintorni.
 "One tradition was for girls to don mainly white dresses, made from curtains or whatever, and carry around a broomstick representing a maypole. Another tradition was for boys to dress up in women's clothing and to colour their faces - they were called molly dancers, 'molly' being an old expression for an effeminate man. Dr Cass[Dr Eddie Cass, the Folklore Society] says they went round quoting a verse. One such, from the Salford area, was: I'm a collier from Pendlebury brew. Itch Koo Pushing little wagons up a brew I earn thirty bob a week I've a wife and kids to keep I'm a collier from Pendlebury brew  Dr Cass himself remembers both traditions. The girls would dance round the maypole and sing other songs, such as: Buttercups and daisies Oh what pretty flowers Coming in spring time To tell of sunny hours  We come to greet you on the first of May We hope you will not send us away For we dance and sing our merry song On a maypole day

SWINTON MAY SONG

La versione riprodotta dai Watersons nel 1975 è tratta da W&R Chamber “Book of Days” – 1869 – con parole e musica collezionate dal signor Job Knight (1861) – e nelle note di copertina A.L. Lloyd commenta
The critical seasons of the year—midwinter, coming of spring, onset of autumn—were times for groups of carollers to go through the villages singing charms for good luck, in hope of a reward of food, drink, money. This one was sung on May Eve or thereabouts in Yorkshire and Lancashire, but it’s much like similar songs from any other county.”

La carola viene anche intitolata “Drawing Near to the Merry Month of May” e il testo è anche riportato nel libro di Edwin Waugh “Lancashire Sketches” (1869)
L’area di riferimento è il Yorkshire e il Lancashire e “Swinton” era un piccolo borgo, poi città di Salford ora diventata una parte di Manchester (Inghilterra)

ASCOLTA The Watersons in For Pence and Spicy Ale -1975

ASCOLTA Brass Monkey in Flame of Fire – 2005

Le due melodie sono diverse, la versione dei Brass Monkey richiama la Padstow May Song, altro canto rituale di questua primaverile ancora popolare nella cittadina di Padstow, Cornovaglia.
Come è riportato nel Book of Day di Chambers (1869) le canzoni di Swinton erano due la Old May song e la New May song. La Old May Song era una cosiddetta Night song che era cantata appunto durante la notte da gruppi di mayers accompagnati con vari strumenti musicali.

OLD MAY SONG vedi


I
All in this pleasant evening together
come has we for the summer springs so fresh and green and gay.
We’ll tell you of a blossom and a bud on every tree
Drawing near to the merry month of May
II
Rise up, the master of this house all in your chain of gold
For the summer springs so fresh and green and gay
We hope you’re not offended with your house we make so bold
Drawing near to the merry month of May
III
Rise up, the mistress of this house with gold all on your breast
For the summer springs so fresh and green and gay
And if your body is asleep we hope your soul’s at rest
Drawing near to the merry month of May
IV
Rise up, the children of this house, all in your rich attire
For the summer springs so gresh and green and gay.
And every hair all on your head shines like a silver wire
Drawing near to the merry month of May
V
God bless this house and arbor, your riches and your store
For the summer springs so fresh and green and gay
We hope that the Lord will prosper you both now and evermore
Drawing near to the merry month of May
VI
So now we’re going to leave you in peace and plenty here
For the summer springs so fresh and green and gay
We will not sing you May again until another year
For to drive you these cold winter nights away
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
In questa piacevole serata tutti insieme, veniamo
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra.
Vi diremo di boccioli e gemme su ogni albero,
portiamo dentro il Maggio allegro.
II
Alzatevi, padrone di questa casa con la vostra catena tutta d’oro,
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
speriamo che non vi offendiate che ci siamo avvicinati alla vostra casa in modo così audace,
portiamo dentro il Maggio allegro.
III
Alzatevi, padrona di questa casa con la catena tutta d’oro sul petto perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra e se il vostro corpo è addormentato speriamo che la vostra anima sia in pace, portiamo dentro il Maggio allegro.
IV
Alzatevi ragazzi di questa casa, nei vostri ricchi vestiti
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
e i capelli sulla vostra testa brillano come fili d’argento,
portiamo dentro il Maggio allegro.
V
Dio benedica questa casa e rifugio,
i vostri beni e il negozio
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
che il Signore vi dia prosperità adesso e per sempre,
portiamo dentro il Maggio allegro.
VI
Adesso vi lasciamo in pace e abbondanza
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra,
non canteremo il Maggio fino al prossimo anno, per portare via queste fredde notti d’Inverno
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

Possiamo leggere una testimonianza di prima mano anche nel libro “Memoirs of Seventy Years of an Eventful Life di Charles Hulbert (Providence Grove, Near Shrewsbury:1852), pg 107
With feelings of indescribable pleasure, I still call to my remembrance various customs and scenes familiar to my early years. Still present is the delight with which I hailed the approach of May-day morning, when a select company of the musical Rustics of Worsley, Swinton and Eccles, would assemble at midnight to commence the grateful task of saluting their neighbours with the sound of the Clarionet, Hautboy, German Flute, Violin, and the melody of twenty voices. On this occasion the leader of the band would commence his song under the window or before the outer door of the family “he delighted to honour” with
O rise up Master of this House, all in your chain of gold,
For the summer springs so fresh, green and gay;
I hope you’ll not be angry at us for being so bold,
Drawing near to the merry month of May.
In this strain, including some encomiums or happy allusion to the various qualifications of all the other branches of the family the whole were saluted: after which a purse of silver or a few mugs of good ale were distributed among the company; thus they proceeded from house to house, tilling the air with their music and happy voices, till six o’clock in the morning.

Tra le bevande con cui i cantori si rinfrescavano le ugole oltre all’immancabile birra c’era anche il Syllabub (traducibile in italiano come vino frizzante) preparato con la crema del latte. continua

OXFORDSHIRE

THE SWALCLIFFE MAY DAY CAROL

CMB-009Ecco la trascrizione di un canto del maggio risalente al XIX secolo cantato dai bambini di Swalcliffe, chiaramente una Day Song
Swalcliffe (pronounced sway-cliff) is a village near Banbury in North Oxfordshire. The words of this carol were noted by Miss Annie Norris around 1840 from the singing of a group of children in the village. The words were passed onto the collector – and Adderbury resident – Janet Blunt in 1908, and she finally collected a tune for the song from Mrs Woolgrove of Swalcliffe, and Mrs Lynes of Sibford, at Sibford fete, July 1921.” (tratto da qui)

ASCOLTA Magpie Lane in The Oxford Ramble 1993


I
Awake! awake! lift up your eyes
And pray to God for grace
Repent! repent! of your former sins
While ye have time and space
II
I have been wandering all this night
And part of the last day
So now I’ve come for to sing you a song
And to show you a branch of May
III
A branch of may I have brought you
And at your door it stands
It does spread out, and it spreads all about
By the work of our Lord’s hands
IV
Man is but a man, his life’s but a span
He is much like a flower
He’s here today and he’s gone tomorrow
So he’s all gone down in an hour
V
So now I have sung you my little short song
I can no longer stay
God bless you all both great and small
And I wish you a happy May
TRADUZIONE ITALIANO
I
Svegliatevi, aprite gli occhi
e chiedete la Grazia a Dio.
Pentitevi per i vostri peccati
adesso che avete ancora tempo.
II
Ho camminato per tutta la notte
e parte del giorno
e adesso sono qui per cantarvi una canzone
e per portarvi il ramo del maggio.
III
Vi ho portato il ramo del maggio
fin davanti alla porta,
sta fiorendo e porterà a fioritura tutto ciò che lo circonda
per mezzo dell’opera di Nostro Signore.
IV
L’uomo tuttavia è solo un uomo, la sua vita è breve, è molto simile a un fiore
è qui oggi e domani non c’è più,
così tutto finisce nel giro di un ora.
V
Adesso che ho cantato la mia canzoncina non posso restare più a lungo,
Dio vi benedica grandi e piccoli
e vi auguro un felice Maggio

 

Introduzione: La ghirlanda del maggio continuainghilterra
Prima parte
: I Mayers e le carole di primavera continua
Seconda parte: I Mayers e le carole di primavera continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=129987 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30126 http://www.thebookofdays.com/months/april/24.htm http://www.bbc.co.uk/radio4/history/ making_history/makhist10_prog5d.shtml https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/ swintonmaysong.html http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/ oxford_ramble/may_day_carol.htm https://afolksongaweek.wordpress.com/2013/04/29/ week-88-swalcliffe-may-day-carol/

GENNAIO IL MESE DEL WASSAILING NEI FRUTTETI

Il Wassailing è una antica tradizione dei Paesi Anglosassoni! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. (prima parte)

LA BENEDIZIONE DEGLI ALBERI

wassailing-appleLa forma più antica della celebrazione Wassail prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno. Una delle canzoni associate a questa pratica, dichiara:
Here’s to thee, old apple tree, Whence thou may’st bud, and thou may’st blow, And whence thou may’st bear apples enow, Hats full! Caps full! Bushel — bushel — sacks full! And my pockets full too! Huzza!

Sembra proprio una formula di spell celtico che incanta l’albero perché riprenda a fiorire in primavera così da portare abbondanza di frutti! Il brindisi era quindi originariamente dedicato allo spirito dell’albero, alla sua forza vitale e rigeneratrice.

Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti.

IL RITO DELL’APPLE WASSAIL

Nell’illustrazione di Bommer compaiono tutte le caratteristiche e le connotazioni simboliche della rituale: un re e una regina in foggia antica (con chiari riferimenti ai costumi celtici indigeni) brindano all’albero e alle api, alzando i loro corni colmi di idromele o sidro (il barilotto sotto il braccio della donna). Al centro dell’immagine sia l’albero che il favo delle api, creature indispensabili alla natura per la loro opera di instancabili impollinatrici! Una fetta di dolce tra gli alberi (che veniva imbevuta di sidro) per nutrire il pettirosso che simboleggia lo spirito dell’albero e anche il re dell’anno nuovo.
Wassail e Drinkhale come botta e risposta del brindisi. Un maialino irsuto per simboleggiare il mese di gennaio.

Illustrazione di Paul Bommer
Illustrazione di Paul Bommer

I produttori di sidro nelle contee del sud-ovest dell’Inghilterra ancora ai nostri giorni celebrano l’Apple Wassailing, nel Somerset e nel Devonshire si svolge tra il 6 e il 17 gennaio (con l’antico calendario la dodicesima notte cadeva il 17 gennaio), ma alcune fattorie spostano l’appuntamento anche a fine mese (per fare in modo che le feste non si accavallino tra di loro): un susseguirsi di feste notturne nei vari frutteti delle tenute, feste aperte al pubblico e gratuite (la festa in alcuni posti inizia già nel pomeriggio con musica tradizionale dal vivo e rinfresco a base di sidro caldo e ciambelle), una specie di visita alla fattoria per fare festa e degustare i prodotti tipici.


IL RITO

wassail_picDurante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.
Alla festa è invitata tutta la popolazione e possono intervenire anche i gruppi locali di mummers per esibirsi nelle tradizionali danze dette Morris Dance (i nostri omologhi sono i gruppi carnevaleschi dei danzatori di spade ad esempio nelle vallate alpine del Piemonte)

SOMERSET WASSAIL

Dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passò alle visite benaugurali di porta in porta che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano innaffiandole con abbondanti bevute alla salute dei padroni di casa. Nel Medioevo poi si formarono dei gruppi di giovani questuanti che cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro. (continua Introduzione)

La struttura del canto segue quella tipica delle wassail songs: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
ASCOLTAArtisan


I
Wassail and wassail all over the town
The bread it is white and the ale it is brown(1)
The cup it is made of the good ashen tree
And so is the malt of the best barley
CHORUS
For its your wassail
and its our wassail
And its joy be to you
and a jolly wassail
II
Oh master and missus, are you all within?
Pray open the door and let us come in
O master and missus a-sitting by the fire
Pray think on us poor travelers,
a traveling in the mire
III
Oh where is the maid with the silver-headed pin(2)
To open the door and let us come in
Oh master and missus, it is our desire
A good loaf and cheese and a toast by the fire
IV
There was an old man and he had an old cow
And how for to keep her he didn’t know how
He built up a barn for to keep his cow warm
And a drop or two of cider will do us no harm
V
The girt dog of Langport he burnt his long tail(3)
And this is the night we go singing wassail
O master and missus now we must be gone
God bless all in this house
until we do come again
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi per tutta la città,
il nostro pane è bianco e la nostra birra è scura (1),
la coppa è fatta con il migliore acero bianco
e anche il malto è del miglior orzo.
CORO
Perciò per il vostro
e il nostro brindisi,
che la gioia sia con voi
un augurio di buona salute.
II
O Signore e Signora ci siete tutti in casa?
Aprite la porta e fateci entrare.
O Signore e Signora seduti accanto al fuoco,
pensate a noi poveri questuanti
che viaggiano nel fango.
III
Oh dov’è la domestica con la spilla d’argento (2)
per aprire la porta e farci entrare?
Oh Signore e Signora desideriamo
un bel pezzo di formaggio e un brindisi accanto al fuoco!
IV
C’era un vecchio che aveva una vecchia mucca,
e non sapeva come fare per tenerla al sicuro,
così costruì una stalla per tenere la sua mucca al caldo
così un goccio o due di sidro non ci farà del male.
V
Il grande cane di Langport si bruciò la sua lunga coda (3)
e questa è la notte che andiamo a cantare per il brindisi.
Signore e Signora adesso dobbiamo andare
Dio benedica tutti in questa casa
finchè non ritorneremo di nuovo.

NOTE
1) Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro, o anche un vin brulè, ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra scura probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino).
2) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento cerimoniale
3) il cane di Langport potrebbe essere il riferimento ad un aneddoto storico locale ma anche il nome locale dato alla costellazione del Cane Maggiore la cui coda è la luminosa stella Sirio nella prima notte che si vede sorgere subito dopo il tramonto (e che indica il tempo giusto per andare a wassailing)

apple-wassailing

APPLE TREE WASSAIL

Così scrive Roy Palmer “On Twelfth Eve, in Devonshire, it is customary for the farmer to leave his warm fireside, accompanied by a band of rustics, with guns, blunderbusses, etc., presenting an appearance which at other times would be somewhat alarming. Thus armed, the band proceed to an adjoining orchard, where is selected one of the most fruitful and aged of the apple trees, grouping round which they stand and offer up their invocations in the following doggerel rhyme: “Here’s to thee/ Old apple tree!/ Whence thou mayst bud,/ And whence thou mayst blow,/ And whence thou mayst bear,/ Apples enow:/ Hats full,/ Caps full,/ Bushels,/ bushels, sacks full,/ And my pockets full, too!/ Huzza! huzza!” The cider-jug is then passed around, and with many a hearty shout, the party fire off their guns, charged with powder only, amidst the branches.” (tratto qui)

In questa versione si aggiunge una strofa parlata che è una formula magica per invocare la fertilità
Hatfulls, capfulls, three-bushel bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!

ASCOLTA The Whateverly Brothers


I
O lily-white lily, o lily-white pin (2),
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
Chorus:
(It’s) Our wassail jolly wassail!
Joy come to our jolly wassail!
How well they may bloom, how well they may bear
So we may have apples and cider next year.
II
O master and mistress, o are you within?
Please to come down and pull back the pin
O lily-white lily, o lily-white pin,
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
III
There was an old farmer and he had an old cow,
But how to milk her he didn’t know how.
He put his old cow down in his old barn
And a little more liquor won’t do us no harm.
Harm me boys harm, harm me boys harm,
A little more liquor won’t do us no harm.
IV
O the ringles and the jingles
and the tenor (4) of the song goes
Merrily merrily merrily.
O the tenor of the song goes merrily.
Spoken:
Hatfulls, capfulls, three-bushel (5)
bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
O cameriera con la spilla d’argento (2),
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
CORO
Il nostro brindisi, l’allegro brindisi,
la gioia viene al nostro allegro brindisi!

Che essi ben fioriscano e portino abbondanza
così che si possa avere mele e sidro il prossimo anno.
II
O padrone e padrona siete
in casa?
Siete pregati di scendere e tirare indietro il paletto!
O cameriera con la spilla d’argento,
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
III
C’era un vecchio contadino e aveva una vecchia mucca,
ma non sapeva come fare per mungerla,
ha messo la sua vecchia mucca nel suo vecchio fienile
così un po’ più di liquore non ci farà male.
Non ci farà male ragazzi, Non ci farà male ragazzi
un po’ più di liquore non ci farà
male!

IV
Oh i coretti e i ritornelli
e la melodia (4) della canzone va avanti
allegramente, oh la melodia della canzone va allegramente!
Parlato:
Cappelli, berretti pieni, sacchi di tre moggi pieni (5),
un piccolo mucchio sotto le scale,
evviva

NOTE
4) nel senso di cantus firmus
4) il bushel (traducibile in italiano come “moggio” o “staio”) è una vecchia unità di misura che equivale alla quantità contenuta in un tipico cesto a due manici utilizzato per la raccolta delle mele.

continua

FONTI
http://piereligion.org/applewassail.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/appletreewassail.htmlhttp://www.ecoenchantments.co.uk/myogham_applepage.html