Archivi tag: The Tudors

JESOUS AHATONHIA UNA MELODIA BRETONE?

La melodia del canto natalizio Jesous Ahatonhia accreditata in genere come melodia tradizionale canadese è in realtà un’antica aria francese  che nell’ambito della musica colta era l’aria di “Une jeune pucelle” (= “Una giovane ragazza”).
Da quest’aria peraltro popolare in tutta Europa e dalle imprecisate origini, ebbero fortuna due versificazioni la prima di tema religioso per l’appunto un noël “Une vierge pucelle”, l’altra di tema amoroso “Ma belle si ton âme”. Le ipotesi più accreditate sono quelle che la ritengono una musica da danza classificata nelle partiture rinascimentali come “Alemana”, “Almande”, o “Almagne” della quale si mostra un esempio.

Nel 1576, a Parigi veniva pubblicata una raccolta di 150 canti monodici a cura di Jehan Chardavoine (c.1537-1580) dal titolo: “Le recueil des plus belles et excellentes chansons en forme de voix de ville”. Si trattava della prima raccolta sistematica di melodie popolari risalenti anche a generazioni precedenti, su testi in parte dovuti a celebri poeti dell’epoca. Alcune di queste melodie godevano già di grande notorietà ed erano state utilizzate da compositori celebri come Clément Janequin ed Eustache Du Caurroy.
Particolare fortuna toccò a una di queste dal titolo “Une jeune fillette” (Una giovane fanciulla) il cui testo si riferiva all’usanza abbastanza frequente presso le famiglie nobili del tempo di destinare le figlie femmine alla vita monacale. ” (tratto da qui)
In italiano diventò “Madre non mi far monaca” più comunemente detta “La Monica” riprendendo il canto francese detto Chant de la nonnette (vedi)

CHANT DE LA NONNETTE

ASCOLTA l’arrangiamento di Jordi Savall

MA BELLE SI TON AME

La versione profana scritta e arrangiata dal poeta francese Gilles Durant de la Bergerie, è un canto che invita i giovani a godere dei piaceri dell’amore, canzone usata anche nella serie The Tudors.
Nel video allo spezzone tratto dal film segue la versione de The Toronto Consort. Segnalo inoltre la versione di Owain Phyfe per l’ascolto integrale su Spotify (in “Sweet was the Song” 1995)

ASCOLTA Olivier de Narnaud per ascoltare la melodia come veniva cantata durante il periodo barocco


I
Ma Belle si ton âme
se sent on alumer
Decette Douce flame
qui nous force d’amer
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
II
Avant que la journee
De nostre age qui fuit
Se sent environee
Des ombres de la nuit,
Prenons loysir
De vivre nostre vie
Et sans craindre l’envie
Baisons nous a plaisir.
III
Du soleil la lumiere
Sur le soir se desteint,
Puis a l’aube premiere
Elle reprend son teint.
Mais nostre jour,
Quant une foys il tombe,
Demeure sous la tombe,
Y faisant long sejour.
IV
Ca, finette affinee
Ca, rompons le destin,
Qui clot nostre journee
Souvent des le matin.
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
Traduzione di Cattia Salto
I
Mia bella se la tua anima
sentisse la luce
di questa dolce fiamma
che ci costringe ad amare!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura.
II
Prima che il giorno
della nostra giovinezza
sia circondato
dalle ombre della notte,
prendiamo il buon tempo
di vivere la vita
e senza paure d’invidia,
baciamoci a piacimento.
III
La lue del sole
svanisce verso sera
poi alla prima alba
riprende il suo colore,
ma il nostro giorno
una volta finito
resta nella tomba
per soggiornarvi a lungo.
IV
Così mio caro amore
spezziamo il fato
che farebbe finire la nostra giornata
al giungere del mattino!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè
la nostra giovane primavera dura

Sul versante popolare peraltro ecco rispuntare le stessa aria in Bretagna in un noel bretone dal titolo “Péh trouz zou ar en doar”.

FONTI
http://www.medieval.org/emfaq/misc/fillette.htm
https://diesisebemolle.wordpress.com/2013/02/02/chansons-une-jeune-fillette-e-la-monica/
http://www.paolopuliti.eu/testo-e-musica.html
http://www.paolopuliti.eu/daquin.html

THE SAILOR LADDIE / ROLLING SEA

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune (vedi Saucy sailor boy), è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio!

QUELLO CHE LE DONNE VOGLIONO

Come in questa  sea song  dal titolo “The sailor laddie” che era cantata già nella seconda metà del 1700 dalle ragazze di Gosport, una cittadina portuale dell’Hampshire (Inghilterra) sulla Manica: è il marinaio l’uomo che le donne vogliono!!

ASCOLTA Eliza Carthy in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

I
Don’t you see the ships a-coming?
Don’t you see them in full sail?
Don’t you see the ships a-coming
With the prizes at their tail?
Chorus 
Oh my little rolling sailor,
Oh my little rolling he;
How I love my rolling sailor
When he’s on a rolling sea
II
Sailors they get all the money,
Soldiers they get none but brass.
How I love my rolling sailor,
Soldiers they can kiss my arse
III
How can I be blithe and merry
With my true love far from me?
All those pretty little sailors,
They’ve been pressed and taken to sea.
IV
How I wish the press were over
And the wars were at an end.
Then every sailor laddie
Would be happy with his friend.
V
Some delight in jolly farmers,
Some delight in soldiers free;
But my delight’s in a sailor laddie,
Blithe and merry may he be.
VI
When the wars they are all over
Peace and plenty come again;
Every bonny sailor laddie
Will come sailing on the main.
VII
Oh, the wars will soon be over
And the sailors once come home;
Every lass will get a lad,
She won’t have to sleep alone.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non vedi arrivare le navi?
Non le vedi con tutte le vele al vento?
Non vedi arrivare le navi
con le prede a rimorchio (1)?
CORO
Oh mio piccolo marinaio dal passo dondolante(2), come amo il mio marinaio con il passo dondolante
quando è in mare in tempesta
II
I marinai prendono tutti il soldo
i soldati solo delle monetine di rame,
come amo il mio marinaio dal passo dondolante, soldati potete baciarmi il culo (3)
III
Come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore lontano da me?
Tutti quei bei giovani marinai
che sono stati arruolati e che hanno preso il mare.
IV
Vorrei che la ferma fosse terminata
e che le guerre fossero alla fine
allora tutti i marinai
sarebbero felici con la loro ragazza
V
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace che il giovane marinaio
che possa essere felice e contento
VI
Quando le guerre saranno tutte finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
VII
Oh presto le guerre saranno finite
e i marinai allora ritorneranno a casa
ogni ragazza avrà un ragazzo
e non dovrà dormire da sola.

NOTE
1) at their tail/di poppa
2) il termine ha un duplice significato: in genere è sinonimo di“sailing” ma può anche derivare da “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”; oppure come suggerisce Italo Ottonello è proprio in senso letterale “dondolante” dalla tipica andatura dei lupi di mare
3)una donnina proprio fine!

L’altra versione è quella registrata da Frankie Armstrong nel 1973 in “The Valiant Sailor – Songs & Ballads of Nelson’s Navy” Nelle note di copertina si commenta “Our text comes from John Aston’s Real Sailor Songs (1891) and the tune from Stokoe and Reay, who give it in their Songs and Ballads of Northern England, under the title of  O the Bonny Fisher Lad.

Quindi la versione del folk revival è la più recente variante abbinata alla melodia di “The bonny fisher lad” (una canzone che tratta di un argomento simile, solo che i preferiti dalle donne sono i pescatori)

ASCOLTA Corinne


CHORUS

Oh, me bonny sailor laddie,
oh, me bonny sailor he,
Oh, me bonny sailor laddie,
blythe and merry may he be,
I
Sailor lads have gold and silver,
fisher lads have nought but brass;
Well I love my sailor laddie
because I am a sailor’s lass.
Some delight in jolly farmers,
some delight in soldiers free;
My delight’s in a sailor laddie,
blythe and merry may he be.
II
How I wish the press was over
and all wars were at an end,
Then every bonny sailor laddie
would be merry with his friends;
How can I be blythe and merry
with my love so far from me,
When so many pretty sailors
they are pressed and ta’en to sea?
III
Oh, I wish the wars were over,
peace and plenty come again,
Then every bonny sailor laddie
would come sailing o’er the main
Don’t you see his ship a-coming,
don’t you see she’s in full sail?
Don’t you see the Britannia
coming with the prizes at her tail?
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO

Oh mio bel giovane marinaio
lui è il mio bel marinaio,
Oh mio bel giovane marinaio
che possa essere felice e contento
I
I marinai hanno monete d’oro e argento
i pescatori solo monetine di rame
io amo il mio giovane marinaio
perchè sono una ragazza da marinaio.
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace il giovane marinaio, che possa essere felice e contento
II
Come vorrei che la ferma fosse terminata
e tutte le guerre fossero alla fine
allora tutti i bei giovani marinai
sarebbero felici con la loro ragazze;
come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore così lontano da me?
Quando così tanti bei giovani marinai
sono stati arruolati e hanno preso il mare?
III
Oh vorrei che le guerre fossero finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
allora ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
Non vedi arrivare la sua nave?
non vedi che è a vele spiegate?
Non vedi la Britannia
arrivare con  le prede a rimorchio?

THE SAILOR LADDIE, LA VERSIONE SCOZZESE

sailor-picLa versione della canzone originaria di Dundee, Scozia richiama un’altrettanto popolare canzone “The Hieland laddie“. In quella chi canta chiede “Sei mai stato …” (la prima strofa dice: Was you ever in Quebec?) e in questa la ragazza risponde “Sono stata a Dundee”

Nigel Gatherer, editor of Songs and Ballads of Dundee, says that the first of these, consisting of two verses with a refrain, was collected by Aberdeenshire folksong collector Gavin Greig (1856 –1914) from the Rev. John Calder and that it is “related to a family of folksongs which include ‘The Ploughboy Laddie’, ‘The Collier Laddie’ and ‘the Gypsy Laddies’. The tune is somewhat reminiscent of ‘A Man’s a Man for A’ That’.” (tratto da qui)

Su Spotify la versione di Christine Kydd

I
I’ve been East and I’ve been West
And I’ve been in Dundee
But the bonniest lad that ever I saw
He ploughs the raging sea
Chorus:
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
II
I’ve been east and I’ve been west
And I’ve been in Montrose
But the bonniest lad that e’er I saw
He wears the tarry clothes
III
He skips upon the plainsteens
And he sails upon the sea
And he’s the bonny sailor lad
The lad that I gang wi’
IV
His jacket’s o’ the bonny blue
His jersey’s of the white
And he’s a curly kep(4) with a tinsel(5) band
That sailor’s my delight
V
I saw me lad, he gang aboot
I saw me lad set sail
I saw him turn his ship aboot
Awa’ to catch the whale
VI
He bade me, aye, keep up me heart
He bade me may be dull
He bade me, aye, keep up me heart
Till he tak me tae himself
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono stata ad Est sono stata ad Ovest
e sono stata a Dundee
ma il più bel ragazzo che io abbia mai visto naviga sul mare mosso
CORO
Via con il giovane marinaio
via con lui andò
via con il giovane marinaio
via con lui andrò
II
Sono stata ad Est e sono stata ad Ovest e sono stata a Montrose (1)
ma il più bel ragazzo che abbia mai visto, indossa i vestiti da marinaio (2)
III
Con un balzo da terra (3)
s’imbarca per il mare
ed è il bel giovane marinaio
il ragazzo con cui io andrò
IV
La giacchetta di un bel blu
e i pantaloni bianchi
ha un berretto sui riccioli con una fascia metallica
quel marinaio è la mia delizia
V
Ho visto il mio ragazzo salire bordo
ho visto il mio ragazzo salpare
l’ho visto far virare la nave
per andare a caccia di balena
VI
Mi disse di farmi forza
mi disse di non essere noiosa
mi disse di farmi forza
fino a quando mi avrebbe presa con sè

NOTE
1) Montrose è una cittadina costiera della Scozia, ad una sessantina di kilometri di Dundee, un importante centro commerciale con il suo porto naturale
2) Tarry clothes: sono i vestiti di tela cerata, impermeabilizzata ‘Tarpaulin’ era sinonimo nel Seicento di marinaio e il diminutivo era “tar” (catrame) ; ‘tar’ era anche il cappello da marinaio
3) Plainsteens: flat stones used for paving; paved area surrounding the mercat cross. Non è molto chiaro il senso della frase letteralmente si traduce con “saltella sul selciato”
4) Kep: cap
5) Tinsel: interwoven with metallic thread

SAILOR LADDIE &THE SAILOR LASSIE

Una melodia da danza riportata nel Settecento in alcune collezioni scozzesi di musica  “John Glen (1891) finds the earliest appearance of the tune in print in Neil Stewart’s 1761 collection (pg. 15). Stewart’s collection, printed in Edinburgh and entitled Collection of the Newest and Best Reels and Country Dances, is dated to 1775 by the Kellers et al. The jig next appears in James Aird’s Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. II, published in Glasgow in 1785 (Aird prints different “Sailor Laddie’s” in his vol. 3). Scottish fiddler John Fife included “Sailor Laddie” in his manuscript collection begun in 1780 in Perthshire, and probably continued at sea. It is one of the “missing tunes” from William Vickers’ 1770 Northumbrian dance tune manuscript” (tratto da qui)

VIDEO nella serie televisiva “The Tudors” con la versione dei Toronto Consort da 3:07 la melodia viene fatta risalire al rinascimento inglese ovvero all’epoca Tudor.

ASCOLTA Quadriga Consort

COUNTRY DANCE

“Sailor laddie” è una country dance  descritta nel manoscritto di Thomas Straight “24 Favourite Dances for the Year” 1783, 

LO SCHEMA DELLA DANZA qui

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/reviews/fisherbk.htm
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thesailorladdie.html
http://www.capstanbars.com/boldly_westward/bftw_lyrics/ka14laddie.htm
http://sangstories.webs.com/sailorladdie.htm

http://www.nls.uk/collections/music/songindex/fullrecord.cfm?searcher=%AC&idnum=287
http://folktunefinder.com/tunes/186894
http://regencydances.org/index.php?wL=357

KING HENRY’S MADRIGAL: PAST TIME IN GOOD COMPANY WITH TUDORS

Henry-VIII-Young-KingEnrico VIII scrisse questa “The King’s Ballad” (“The Kynges Balade“) nel 1509 appena dopo la sua incoronazione a re d’Inghilterra (quando era diciottenne): erano i tempi della gioventù e dei divertimenti a corte, un susseguirsi di feste, banchetti, passatempi e sport all’aria aperta! La prima versione giunge dal “Henry VIII Manuscript” (c. 1513) in cui sono raccolte 14 composizioni di suo pugno “By the King’s Hand”. Sebbene la canzone sia nata come composizione cortese, si è subito diffusa tra il popolo a causa della sua aria orecchiabile, e non si contano poi varianti e arrangiamenti lungo i vari secoli e fino ai giorni nostri.

Il brano è l’esaltazione della gioia di vivere in “allegra brigata” passando il tempo in “sane e aristocratiche” attività “sportive” che all’epoca erano la caccia, il gioco del tennis, i tornei cavallereschi e le danze (il re si è dimenticato di annoverare il sesso, ma è nei sottotitoli), così il re nei primi anni del regno si comporta più da principe e si lascia guidare dalla passione e dagli ardori giovanili e chi oserebbe contraddirlo?

GUIDA ALL’ASCOLTO
Sebbene sia uno tra i brani documentati “By the King’s Hand” nella Serie-Tv-cult “The Tudor” si preferisce ritrarre il re mentre compone “Lady Greensleeves” (vedi) (ma l’attribuzione e solo un aneddoto).

Per ascoltare la melodia come doveva essere eseguita in epoca elisabettiana:
ASCOLTA Tom Hines in “Songs from Shakespeare’s Plays, and Songs of His Time.” 1961

Il brano è ancora nel repertorio dei gruppi di musica antica interpretato spesso a tre voci (ASCOLTA King Singers), e tuttavia preferisco ascoltare queste versioni più contemporanee: la prima magistrale di Ian Anderson il menestrello del rock-prog:
ASCOLTA Jethro Tull in Stormywatch 1979 (titolo “King Henry’s Madrigal”) un “madrigal-prog” del XVI secolo o come dice Ian Anderson “Un rock’n’roll del XVI secolo ispirato da quel figlio di puttana di Enrico VIII

Poi un altro menestrello (insossidabile) del rock che alla veneranda età di cinquant’anni è passato al Renaissance rock: alcuni dicono che se Dio volesse mettersi a suonare la chitarra si incarnerebbe in Ritchie Blackmore
ASCOLTA Blackmore’s night in Under a violet moon 1999 il secondo cd del gruppo: il brano inizia con un eco di trombe lontane sostenute da un ritmo del rullante al “galoppo” ad evocare la caccia e lo sport all’aria aperta tra i quali si insinuano i raffinati e discreti fraseggi di chitarra
ASCOLTA Nox Arcana in Winter’s Knight 2005 la interpretano come un gotico valzer portato dal tappeto delle tastiere quasi come un carillon

Pastime with good company
I love and shall unto I die;
Grudge who list(1), but none deny,
So God be pleased thus live will I.
For my pastance(2),
Hunt, song, and dance.
My heart is set: All goodly sport
For my comfort, Who shall me let?(3)Youth must have some dalliance,
Of good or illé(4) some pastance;
Company methinks(5) then best
All thoughts and fancies to dejest(6):
For idleness, Is chief mistress Of vices all. Then who can say
But mirth and play Is best of all?

Company with honesty
Is virtue vices to flee:
Company is good and ill
But every man hath his free will.
The best ensue, The worst eschew,
My mind shall be: Virtue to use,
Vice to refuse, Shall I use me.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Il tempo libero in buona compagnia amo e amerò fino alla morte; si lamenti chi vuole(1), ma nessuno me lo neghi, così a Dio piacendo io vivrò. Per il mio tempo libero, caccio, canto e danzo, il mio cuore è pronto: tutto il buon tempo (è) per il mio benessere, chi mi ostacolerà(3)?I giovani devono avere qualche frivolezza un passatempo nel bene o nel male credo che la compagnia sia il meglio per superare tutti i pensieri e le fantasie: che la pigrizia è la signora somma di tutti i vizi. Allora chi può dire tuttavia che l’allegria e il divertimento non siano il meglio di tutto?

Un’onesta compagnia è la virtù, che fugge i vizi: la compagnia è buona o cattiva ma ogni uomo ha il suo libero arbitrio. Il meglio seguire, il peggio evitare sarà mio intento: la virtù ad usare, il vizio a rifiutare, (così) mi adopererò

NOTE
1) il motto «Qui qu’en groigne, ainsi sera, car tel est mon plaisir» = Grumble all you like this is how it is going to be”. in italiano “Anche se qualcuno si lamenta, così sarà, poiché questa è la mia volontà” era tra le affermazioni preferite di Anna Bolena
2) pastance= pastime
3) Who’s going to stop me? The question of why Henry chose shall over other modal verbs is trickier. Whenever modal verbs are used in English, an abundance of possible meanings and nuances arises. I would say that this is a possible interpretation. – Who will me let? (focuses on the will (intentions, mind-set) of the subject of the sentence, – Shall is about determined futures rather than futures intended by the subject of the sentence or merely predicted on the balance of probabilities. Shall may hint that that the subject of the sentence might feel an obligation, possibly a moral obligation, to stop Henry enjoying himself (shall in a sense relating to the modern use of should to express expectations). Alternatively, I shall let you! might imply It is my will to stop you, and furthermore my will has the power to affect the future. (tratto da qui)
4) illè=ill
5) me thinks= I believe
6) dejest= digest

FONTI
http://www.academia.edu/2990225/Henry_VIIIs_Lyrics_from_the_Henry_VIII_ MS_London_British_Library_Additional_Manuscript_31 http://noxarcana.com/wintersknight.html
(Cattia Salto ottobre 2014)

STINGO UNA MELODIA PER DUE DANZE

La melodia è  riportata da John Playford in “The English dancing master” con il titolo di “Stingo & Oyle of Barley” (varie edizioni dal 1651 al 1686). Stingo è un termine colloquiale (una parola di moda nel 1700) per indicare una birra forte (=strong ale) e il “succo d’orzo”  (= juice of the barley) è un eufemismo per dire la stessa cosa.

LA MELODIA
Ascoltiamo l’arrangiamento per chitarra barocca

A CUP OF OLD STINGO

Una drinking song “for the maltworm in your life.” essendo maltworm un termine elisabettiano per indicare un bevitore di birra forte!

ASCOLTA


There’s a lusty liquor which good fellows use to take-o;
It is distilled with Nard(1) most rich, and water of the lake-o,
Of hop a little quantity, and barm to it they bring too;
Being barrell’d up, they call’t “a cup of good old dainty stingo”.
Traduzione di Cattia Salto
C’è un liquore vigoroso che i bravi ragazzi sono soliti prendere;
si distilla con il Nardo (1) più ricco e l’acqua del lago,
ci mettono una piccola quantità di luppolo e anche il lievito di birra;
lo mettono in botte e lo chiamano “una coppa di buona vecchia squisita birra”

NOTE
1) Nard ( Nardo) sta ad indicare il malto paragonato a un profumo inebriante!

Una seconda versione testuale è intitolata “The Little Barley-Corne” (in Roxburghe Collection con il sottotitolo “ballad from the reign of Charles I”) e qualcuna delle sue tante strofe deve essere finita ovviamente nella ben più nota ballata di John Barleycorn (vedi)

ASCOLTA The Toronto Consort in “Winter Revels from the Renaissance“: il video inizia con una scena tratta dalla serie “The Tudors” per partire con il brano dei Toronto Consort da 2:25: strofe I, II e III; IV, V e VI

ASCOLTA The Rose Ensemble (il video dovrebbe partire dal 1:25): strofe I, IV, VII, VIII


I
Come, and doe not musing stand if thou the truth discerne
But take a full cup in thy hand, and thus begin to learne-
Not of the earth, nor of the ayre, at evening or at morne-
But joviall boyes your Christmas keep, with the little Barly-Corne.
II
It is the cunningst alchhymist that ere was in the land;
‘Twill change your mettle, when it list, in turning of a hand–
Your blushing gold to silver wan, your silver into brasse–
‘Twill turne a taylor to a man, and a man into an asse.
III
If sickness come, this physick take it from your heart will set it
If feare encroach take more of it,
your heart will soon forget it
Apollo and the muses nine do take it in no scorne
So joviall boyes your Christmas keep with the little Barly-Corne.
IV
“Twill make a weeping widow laugh, and soon incline to pleasure;
“Twill make an old man leave his staffe, and dance a youthfull measure:
And though your clothes be ne’er so bad, and ragged, rent and torne,
Against the cold you may be clad with the little Barly-Corne.
V
‘Twill make a coward not to shrinke but be as stout as maybe;
‘Twill make a man that he shall thinke that Joan’s as good as my Lady (1)
It will inrich the palest face and with rubies it adorne
Yet you shall think it no disgrace, this little Barley-Corne.
VI
Thus the Barley-Corne hath power e’en for to change our nature
And make a miser in an hour prove a kind-hearted creature;
And therefore here I say again , let man take ‘t in scorne
But joviall boyes your Christmas keep, with the little Barly-Corne.
VII
“Twill make a miser prodigall, and shew himself kind hearted;
“Twill make him never grieve at all, that from his coyne hath parted;
“Twill make a shepard to mistakevhis sheepe before a storme;
“Twill make the poet to excel; this little Barley-Corne.
VIII
It is the neatest serving man to entertain a friend;
It will doe more than money can all jarring suits to end;
There’s life in it, and it is here, ‘tis here within this cup,
Then take your liquor, doe not spare, but cleare carouse it up.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite e non state in meditazione se volete ravvisare la verità.
ma prendete una coppa piena in mano e iniziate a imparare
non della Terra, né del Cielo, di sera o di mattino
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo
II
E’ il più scaltro alchimista che ci sia mai stato sulla terra
cambierà il vostro coraggio quando in vendita, con un sol cenno della mano
cambierà il vostro oro lucente in smorto argento; l’argento in ottone, trasformerà un sarto in un uomo e un uomo in un asino.
III
Se diventate malati, prendete questa medicina e il vostro cuore andrà a posto, se la paura vi invade, prendetene di più, presto il vostro cuore la dimenticherà, Apollo e le nove muse lo prendono senza tema,
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo
IV
Farà ridere una vedova che piange e dopo la predispone al piacere;
farà lasciare le stampelle ad un vecchio per ballare una danza allegra;
e anche se i vostri vestiti non sono mai stati così brutti e cenciosi, strappati e laceri, contro il freddo potete farvi rivestire dal piccolo Chicco D’Orzo.
V
Non farà indietreggiare un codardo, ma lo farà essere più saldo che mai;
indurrà un uomo a credere che Giovanna non ha nulla da invidiare a una Signora (1),
farà abbellire il viso più pallido e con rubini lo adornerà
tuttavia non lo crederai disdicevole, questo piccolo Chicco D’Orzo.
VI
Così Chicco D’Orzo ha il potere di cambiare la nostra natura
e fare si che l’avaro in un ora, si riveli una creatura di buon cuore;
e quindi lo dico ancora una volta: che l’uomo lo prenda senza tema,
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo.
VII
Farà un avaro prodigo e mostrerà il suo buon cuore;
non lo farà mai sentire triste nel separarsi dal suo denaro;
farà trovare al pastore la pecora smarrita prima di una tempesta;
farà eccellere il poeta, questo piccolo Chicco D’Orzo.
VIII
E’ il servitore più adatto per intrattenere un amico;
farà più di quanto il denaro possa per porre fine ai litigi;
c’è vita in lui, ed è qui, è qui con la sua coppa,
allora prendete il vostro liquore, non lesinate, e brindate!

NOTE
1) In epoca elisabettiana il nome Joan (= Giovanna) è un nome da popolana; così il detto che la pone all’opposto della scala sociale rispetto ad una nobildonna. In Shakespeare “Some men must love my Lady and some Ione” o anche “Now can I make any Ione a Lady” Antony Munday (1599) “Joan as good as my Lady”

La melodia doveva essere molto di moda se, sempre nel Seicento viene abbinata ad un nuovo testo con il titolo di “Cold and Raw (vedi)

ENGLISH COUNTRY DANCE

John Playford la classifica come “scotch song” e i critici per lo più la intendono come riferita allo stile  che non come indicazione di provenienza. Questa danza è particolarmente interessante per la sua evoluzione da danza di corte dal titolo “Stingo” – anche “Oil of Barley”, o “A Cup of Old Stingo” (classificata come danza d’epoca Tudor), verso una danza del secolo successivo e semplificata dal titolo “Juice of Barley“. continua
country-dance-hogarth

FONTI
http://www.musicanet.org/robokopp/english/littlbar.htm
http://www.lukehistory.com/ballads/stingo.html
http://shaysrebellion.stcc.edu/shaysapp/music.do?shortName=barley
http://ontanomagico.altervista.org/stingo.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=93815

GREENSLEEVES

Il brano Greensleeves giunge dal rinascimento inglese (con innegabili influenze musicali italiane) e ci narra del corteggiamento di un gentiluomo molto ricco e di una Lady un po’ ritrosa che lo respinge, nonostante i  generosi regali.

Era l’anno 1580 che vide un susseguirsi di pubblicazioni  di un canto d’amore di un gentiluomo alla sua Lady Greensleeves,  [in italiano la Signora dalle Maniche Verdi]; Richard Jones e Edward White si contendevano  le stampe di una canzone di gran moda, nel mese di settembre, lo stesso giorno Jones con  “A new Northern Dittye of the Lady Greene Sleeves” e White con “A ballad,  being the Ladie Greene Sleeves Answere to Donkyn his   frende“, poi dopo pochi giorni, ancora White con  un’altra versione: “Greene Sleeves and Countenance, in Countenance is Greene Sleeves” e  qualche mese dopo Jones  con la pubblicazione di “A merry newe Northern   Songe of Greene Sleeves“; questa volta la replica venne da William Elderton,  che, nel febbraio del 1581, scrisse la “Reprehension against Greene Sleeves” .
In ultimo la versione riveduta e ampliata da Richard Jones  con il titolo “A New Courtly Sonnet of the Lady Green Sleeves” inclusa nella collezione ‘A Handeful of Pleasant Delites’  del 1584, fu quella che diventò la versione finale, ancora oggi eseguita  (almeno per quanto riguarda la melodia e per buona parte del testo con ben 17  strofe).

LA MELODIA

La melodia nasce per liuto, lo strumento per eccellenza della musica  rinascimentale (e barocca) che ha visto in Inghilterra una pregevole fioritura con autori del calibro di John Jonson e di John Dowland (consiglio l’ascolto del Cd di Sting Labirinth). Come evidenziato nello studio approfondito di Ian Pittaway l’antenato di Greensleeves è il Passamezzo antico.
By the late 15th century, plucked instruments such as the lute were just beginning to develop a new technique to add to their repertoire of playing styles, chordal playing, leading the way for grounds to be chordal rather than the single notes of the mediaeval period. One of the chordal grounds that developed was the passamezzo antico, meaning old passamezzo (there was also the passamezzo moderno), which began in Italy in the early 16th century before it spread through Europe. It’s a little like the blues today in that you have a basic, unchanging chord sequence and, on top of that, a melody is added. (tratto da qui)
Il coro però di Greensleeves segue l’andamento melodico di una Romanesca che a sua volta è stata una variante del passamezzo.

ASCOLTA melodia per liuto in “Het Luitboek van Thysius” scritto da Adriaen Smout per i Paesi Bassi  nel 1595

ASCOLTA Baltimore Consort nella versione strumentale in stile  rinascimentale con andamento a ballo

Anche se molto probailmente Greensleeves era una danza di corteggiamento come il Passamezzo, una coreografia della danza la ritroviamo solo  in epoca più tarda, nell’English Dancing Master di John Playford (sia nell’edizione del 1686 e poi pubblicata a più riprese nel Settecento) come english country dance

LA LEGGENDA

anne-boleyn-roseLa leggenda  vuole che sia stato Enrico VIII, nel 1526, a  scrivere “Greensleeves”  per Anna Bolena, proprio  all’inizio della loro relazione, quando lei lo faceva sospirare (e gli anni  furono sette prima che i due si sposassero).
Un’ipotesi suggestiva in quanto sia la melodia che il testo ben si adattano al personaggio, che di suo ha scritto svariati brani ancora oggi nel repertorio  di molti artisti di musica antica; tuttavia la  poesia non è stata trascritta in nessun manoscritto dell’epoca e quindi non possiamo essere certi dell’attribuzione.
L’equivoco è stato generato da William Chappell che nel suo “Popular Music of the Olden Time” (Londra: Chappell & Co, 1859) attribuisce la melodia al re, mal interpretando una citazione di Edward Guilpin. “Yet like th’ Olde ballad of the Lord of Lorne, Whose last line in King Harries dayes was borne.”(in Skialethia, or a Shadow of Truth, 1598: la ballata “The Lord of Lorne and the False Steward” risale al tempo di Enrico VIII (King Harries) e, secondo Chappell è sempre stata cantata sulla melodia Greensleeves.

Così nella Serie Tv “The Tudors” si segue la leggenda e noi possiamo ammirare Jonathan Rhys Meyers tutto assorto mentre “trova” la melodia sul liuto…
VIDEO alla sequenza è abbinato l’ascolto del brano interpretato da The Broadside Band & Jeremy Barlow

Per restare in tema ASCOLTA gruppo tedesco  “Gregorian“, con le immagini del film “The Tudors” (strofe I, III, VIII, IX)

L’ORIGINE IRLANDESE

William Henry Grattan Flood in A History of Irish Music (Dublino: Browne e Nolan, 1905) è stato il primo a presumere (senza addurre prove) l’irlandesità della melodia.  “In a manuscript in Trinity College, Dublin … Under date of 1566, there is a manuscript Love Song (without music however), written by Donal, first Earl of Clancarty. A few years previously, an Anglo-Irish Song was written to the tune of Greensleeves.”
Da allora l’idea della paternità irlandese ha preso sempre più vigore tant’è che il brano è presente nelle compilations di musica celtica  etichettato come irish traditional.

lady-greensleeves

A COURTING SONG

Walter+Crane-My+Lady+Greensleeves+-+(1)-SIl testo ci narra del corteggiamento di un gentiluomo verso una Lady un po’ ritrosa che lo respinge, nonostante i suoi generosi e principeschi regali; più ironicamente, si può interpretare come il lamento di un gentiluomo verso la moglie bisbetica!

Moltissimi gli interpreti, con versioni in stile antico e moderno (anche Yngwie Malmsteen la suona con la sua chitarra) di una melodia antica che non ha mai perso il suo fascino e popolarità.
Oggi il testo viene raramente eseguito e  solo per due o quattro strofe, ma è un brano amato dai gruppi corali che lo cantano più estesamente.

Nella versione in ‘A Handful of Pleasant Delites’, 1584, dalla raccolta di Israel G. Young (una ventina di strofe vedi testo qui) ci si dilunga sui regali che il nobiluomo fa alla sua bella per vezzeggiarla:  “kerchers to thy head”, “board and bed”, “petticoats of the best”, “jewels to thy chest”, “smock of silk”, “girdle of gold”, “pearls”, “purse”, “guilt knives”, “pin case”, “crimson stockings all of silk”, “pumps as white as was the milk”, “gown of the grassy green” con “sleeves of satin”, che la fanno essere “our harvest queen”, “garters” decorate d’oro e d’argento, “gelding”, e servitori “men clothed all in green”, e non ultimo tante leccornie ( “dainties”).

Le proposte per l’ascolto sono veramente tante e fare una cernita è ardua impresa (vedi qui), così mi limiterò a un paio di suggerimenti (il primo di parte!)

ASCOLTA Alice Castle live 2005

ASCOLTA Loreena   McKennitt in The   Visit 1991 (strofe I, III)

Comunque segnalo tra il classico e il moderno:
ASCOLTA Jethro Tull  versione strumentale in Christmas Album 2003
ASCOLTA David Nevue un arrangiamento per pianoforte stupefacente!


VERSIONE INTEGRALE
chorus (1)
Greensleeves(2) was all my joy
Greensleeves was my delight,
Greensleeves my heart of gold
And who but my lady Greensleeves.
I
Alas, my love, you do me wrong,
To cast me off discourteously(3).
For I have loved you well and long,
Delighting in your company.
II
Your vows you’ve  broken, like my heart,
Oh, why did you so enrapture me?
Now I remain in a world apart
But my heart remains in captivity.
III
I have been ready at  your hand,
To grant whatever you would crave,
I have both wagered life and land,
Your love and good-will for to have.
IV
Thy petticoat of sendle(4) white
With gold embroidered gorgeously;
Thy petticoat of silk and white
And these I bought gladly.
V
If you intend thus to  disdain,
It does the more enrapture me,
And even so, I still remain
A lover in captivity.
VI
My men were clothed all in green,
And they did ever wait on thee;
All this was gallant to be seen,
And yet thou wouldst not love me.
VII
Thou couldst desire no earthly thing,
but still thou hadst it readily.
Thy music still to play and sing;
And yet thou wouldst not love me.
VIII
Well, I will pray to God on high,
that thou my constancy mayst see,
And that yet once before I die,
Thou wilt vouchsafe to love me.
IX
Ah, Greensleeves, now farewell, adieu,
To God I pray to prosper thee,
For I am still thy lover true,
Come once again and love me

TRADUZIONE ITALIANO
coro(1)
Greensleeves eri il bene dell’anima mia, la mia delizia, il mio cuore d’oro,
nessuno c’è al di fuori di te
la mia Signora dalle Maniche Verdi(2)
I
Ahimè amore mio, non mi rendete giustizia, a respingermi con scortesia
vi ho amata per tanto tempo
deliziandomi della vostra compagnia.
II
Le vostre promesse avete spezzato,
come il mio cuore.
Oh perché mi  avete così rapito?
Ora sto in un mondo a parte
e il mio cuore resta in prigione
III
Ero pronto al vostro fianco,
a concedervi ogni cosa aveste bramato, e avevo impegnato la mia vita e le mie terre, per mantenermi nelle vostre  grazie.
IV
La gonna di zendalo bianco(4)
con sfarzosi ricami d’oro,
la gonna di seta bianca
vi ho comprato con gioia.
V
Se così intendete disprezzarmi,
ciò mi rende più avvinto
e anche così, continuo a rimanere
un amante imprigionato
VI
I miei uomini erano vestiti tutti di verde, ed erano al vostro servizio
tutto ciò era galante da vedersi
e tuttavia voi non volete amarmi
VII
Voi non potete desiderare cosa terrena
senza che l’abbiate prontamente
La vostra musica ancora da suonare e cantare
e tuttavia voi non volete  amarmi
VIII
Pregherò Iddio lassù
che voi possiate riconoscere la mia costanza
e che una volta prima
che io  muoia voi possiate infine amarmi
IX
Ed ora Greensleeves addio vi saluto
Pregherò Iddio che voi prosperiate
sono ancora il vostro fedele amante
venite ancora da me ad amarmi

NOTE
1) l’ordine in cui sono cantate le prime due frasi del coro a volte sono  invertite e iniziano in senso contrario
2) Nel medioevo il colore verde era il simbolo  della rigenerazione e quindi della giovinezza e del vigore fisico, significava “fertilità” ma anche “speranza” e accostato  all’oro indicava il piacere. Era il colore della medicina per i suoi poteri  rivitalizzanti. Colore dell’amore allo stadio nascente, nel  Rinascimento era il colore usato dai giovani specialmente a Maggio; nelle donne  era anche il colore della castità.
Le parole gaeliche “Grian Sliabh” (letteralmente tradotte come “sole montagna” ovvero una “montagna esposta a sud, soleggiata”)  si pronunciano Green Sleeve (il brano è peraltro molto popolare in Irlanda soprattutto come slow air). Grian è anche il nome di un fiume che scorre dalle Sliabh Aughty (contea Clare e Galway)
3) le espressioni sono proprie della lirica cortese
4) lo zendalo è un velo di seta; nella versione estesa i regali sono molti
IV
I bought three kerchers to thy head,
That were wrought fine and gallantly;
I kept them both at board and bed,
Which cost my purse well-favour’dly.
V
I bought thee petticoats of the best,
The cloth so fine as fine might be:
I gave thee jewels for thy chest;
And all this cost I spent on thee.
VI
Thy smock of silk both fair and white,
With gold embroidered gorgeously;
Thy petticoat of sendall right;
And this I bought thee gladly.
VII
Thy girdle of gold so red,
With pearls bedecked sumptously,
The like no other lasses had;
And yet you do not love me!
VIII
Thy purse, and eke thy gay gilt knives,
Thy pin-case, gallant to the eye;
No better wore the burgess’ wives;
And yet thou wouldst not love me!
IX
Thy gown was of the grassy green,
The sleeves of satin hanging by;
Which made thee be our harvest queen;
And yet thou wouldst not love me!
X
Thy garters fringed with the gold,
And silver aglets hanging by;
Which made thee blithe for to behold;
And yet thou wouldst not love me!
XI
My gayest gelding thee I gave,
To ride wherever liked thee;
No lady ever was so brave;
And yet thou wouldst not love me!
XII
My men were clothed all in green,
And they did ever wait on thee;
All this was gallant to be seen;
And yet thou wouldst not love me!
XIII
They set thee up, they took thee down,
They served thee with humility;
Thy foot might not once touch the ground;
And yet thou wouldst not love me!
XIV
For every morning, when thou rose,
I sent thee dainties, orderly,
To cheer thy stomach from all woes;
And yet thou wouldst not love me!

FONTI
http://greensleeves-hubs.hubpages.com/hub/FolkSongGreensleeves-Greensleeves   http://thesession.org/tunes/1598
http://ingeb.org/songs/alasmylo.html
http://tudorhistory.org/topics/music/greensleeves.html
http://earlymusicmuse.com/greensleeves1of3mythology/
http://earlymusicmuse.com/greensleeves2of3history/
http://earlymusicmuse.com/greensleeves3of3music/
http://ontanomagico.altervista.org/alas-madame.htm

LE DANZE DEL MAGGIO: TO THE MAYPOLE HASTE AWAY

john-cousen-dancing-round-the-maypole-on-the-village-green-in-elizabethan-times
John Cousen: Ballando intorno al palo del Maggio in epoca elisabettiana

I pali del Maggio nel XVI-XVII secolo erano molto alti e decorati con ghirlande verdi, nastri o dipinti a strisce bicolori: la tradizione è radicata in Inghilterra, Italia, Germania e Francia.
Nella serie-tv “The Tudors” è stata allestita una Festa del Maggio all’aperto, con i pittoreschi danzatori delle Morris Dance, i loro sonagli e fazzolettini, il tiro con l’arco, la lotta dei galli, le danze con i nastri intorno al palo di maggio, eseguita da leggiadre fanciulle con le coroncine di fiori tra i capelli. La musica in sottofondo è intitolata “Stanes Morris”, nel video seguono due riproduzioni, la prima del gruppo Les Witches, la seconda un po’ più lenta del gruppo The Broadside Band.

Per le istruzioni della danza qui

TO THE MAYPOLE HASTE AWAY

La melodia è abbinata ad un testo in tema, che invita i giovani ad abbandonarsi ad Amore per danzare e cantare intorno al Palo del Maggio
ASCOLTA Sue White
ASCOLTA Fairport Convention

Ascolto completo per:
ASCOLTA Maddy Prior
ASCOLTA Morris On


I
Come, ye young men, come along
with your music, dance and song;
bring your lasses in your hands,
for ‘tis that which love commands.
Refrein:
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday,
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday
II
‘Tis the choice time of the year,
For the violets now appear:
Now the rose receives its birth,
And pretty primrose decks the earth.
III
Here each bachelor may choose
One that will not faith abuse
Nor repay, with coy disdain
Love that should be loved again
IV
And when you are reckoned now
For kisses you your sweetheart gave
Take them all again and more
It will never make them poor
V
When you thus have spent your time,
Till the day be past its prime,
To your beds repair at night,
And dream there of your day’s delight.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Venite, voi giovinetti, venite tutti
con musica, danze e canti
portate le vostre fanciulle per mano
che questo comanda amore
Ritornello
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa.
II
E’ la stagione preferita dell’anno
che le violette ora spuntano:
spuntano i boccioli delle rose
e le belle primule decorano il suolo.
III
Qui ogni cavaliere sceglierà
colei che non abuserà della sua fede,
né ricompenserà, con scortesia
Amore che sarà riamato
IV
E allora voi sarete ricompensati
con i baci della vostra innamorata
prendeteli ancora e ancora
che non vi sembreranno mai abbastanza
V
Così dopo il sollazzo
che il giorno sarà sfiorito
al vostro letto ritornate per la notte
e sognate con gioia del giorno

seconda parte: Joan to the Maypole

FONTI
Traditional Music (con spartito)